Come hanno tentato di fermare l'inchiesta sulle case popolari di Bologna

Scritto da C.Abbondanza

Come previsto è stato pesante l'effetto del dossier sulle "Case Popolari" di Bologna. Mettere in fila i documenti sui fatti, le responsabilità, significa fugare ogni dubbio e mettere i cittadini, tutti i cittadini, nelle condizioni di valutare l'azione della Pubblica Amministrazione...



Quando si hanno documenti e notizie fondate su fatti verificati, non ci si pone - non ci si può porre - il problema se sia o meno "politicamente opportuno" dare quelle notizie. Si deve pubblicare tutto, perché altrimenti non si farebbe ne informazione corretta, ne azione di trasparenza e contrasto a metodi illegali o eticamente scorretti, a seconda dei casi, di gestione della cosa pubblica. L'unico limite che ci poniamo - che ci siamo sempre posti e che sempre ci porremo - è quello di non pubblicare nulla che possa compromettere inchieste dell'Autorità Giudiziaria, bensì pubblicare tutto ciò che sia utile ad informare dell'azione della Magistratura, come ciò che è utile a valutazioni etiche o specifiche sulla correttezza o meno dell'azione amministrativa e di governo.
Come Casa della Legalità, con il Meetup di Bologna, la pensiamo così ed è per questo che abbiamo realizzato, presentato e pubblicato il dossier sull'illegalità a Bologna nella gestione politica delle Case Popolari. Ormai la prescrizione è alle porte e quello che è fondamentale per noi è che vi sia la possibilità dei cittadini di valutare l'accaduto. Riguarda la gestione della cosa pubblica ed il rispetto non solo del Diritto ma anche della dignità dei cittadini.
Il risultato è stato devastante. A Bologna oggi conoscono quello che le Amministrazioni, di centro-sinistra e centro-destra, hanno coperto in tutti i modi. Oggi ci sono i documenti accessibili e chiunque può liberamente valutare e trarre le proprie conclusioni. Non è nostro compito processare, condannare o assolvere, è compito nostro stimolare informazione e chiarezza, ed in questo caso chiedere anche conto del perché, se la Procura della Repubblica ha riscontrato chiaramente l'illegalità nella gestione delle assegnazioni da parte della Commissione politica del Consiglio Comunale, non ha poi proceduto contro i responsabili di tale illecito che ha creato danno agli aventi diritto all'alloggio popolare secondo le graduatorie regolari, che venivano via via scalzati dagli assegnatari decisi, senza chiarezza e correttezza di criteri, dai politici.
Lo sappiamo questo significa mettere il dito nella piaga. Significa spingersi dove nessuno osava spingersi. Come la stampa bolognese che avrebbe dovuto essere la prima, in quasi vent'anni di assegnazioni politico-clientelari, a denunciare il caso e pubblicare i documenti, ed invece ha taciuto.
Noi non abbiamo taciuto ed è scoppiato il putiferio. Un delirio che ha costretto a smascherarsi, venendo allo scoperto, molti dei fantomatici paladini della trasparenza e correttezza, dell'informazione, nell'estremo tentativo di impedire o quanto meno oscurare questa inchiesta e la pubblicazione del dossier. Ma non ci sono riusciti, se ne facciano una ragione.
Per prima cosa è stato curioso che giorni e giorni prima della presentazione, quando il dossier era ancora totalmente riservato, qualcuno ha iniziato a far girare voci che questo dossier era un attacco ad un consigliere comunale specifico. Altre voci dicevano che era la candidatura di qualun'altro. Altre che non vi erano novità ma soltanto le stesse cose del 2004 (come se, tra l'altra, una porcheria del 2004 dopo qualche anno si sia auto-purificata). Ma le hanno ceffate su tutta la linea. Primo perché a noi non interessa "un caso specifico" ma il "sistema", è questo che è in discussione; secondo perché non si tratta di "sostenere" qualcuno ma fare semplice informazione; terzo perché dal 2004 ci sono molte novità, a partire dal fatto che nel finire del 2007 la Procura ha scritto chiaramente che quella pratica di assegnazione era "illegale"!
Hanno tentato di stappare le locandine, ed in molte vie le hanno strappate. Hanno tentato di intimidire i ragazzi che si occupavano dell'iniziativa. Qualche Consigliere Comunale ha addirittura convocato e rilanciato una sorta di Meetup, naturalmente restando abilmente nell'ombra, presso i suoi uffici, per promuovere una campagna di delegittimazione del Meetup di Bologna e dell'iniziativa.
Le redazioni dei giornali bolognesi si sono allineate ed hanno taciuto, ed a parlare dell'inchiesta è stata esclusivamente "La Stampa" nazionale, il Telegiornale Rai regionale, Radio Latte e Miele, Beppe Grillo sul suo blog e Marco Travaglio sul suo sito dove ha inserito il link dell'inchiesta. La "Repubblica" era, come un po' ovunque, impegnata nell'azione di normalizzazione in salsa Pd, non poteva certo occuparsi di tali bazzecole. Il "Giornale" della lotta agli scandali (sic!) era distratto, ma neppure troppo visto che se ne avesse parlato avrebbe dovuto scrivere che il sistema illegale di assegnazione delle case popolari era gestito in assoluta trasversalità politica, basta chiedere al Guazzaloca. Il "Corriere della Sera" di Bologna ha superato tutti; il giorno della paginata su "La Stampa", ci contatta e si scusa per il "buco" preso, ci chiede qualche dettaglio per fare il pezzo. Poi, nonostante tutti i dettagli forniti via telefono e via e-mail, dell'articolo non si è vista traccia, la giornalista si è dissolta.
Nonostante questo la sera della presentazione la sala era piena. Vi erano anche molte delle vittime di questo sistema illegale di assegnazione che abbiamo denunciato, vi sono stati moltissimi interventi. Vi è stato anche un folkloristico personaggio che prima ancora che si iniziasse (ed i documenti non erano ancora on line, lo sono stati solo in tarda notte) ha urlato "calunnie, infami, infami tutti", ripetendo a ruota il "concetto" (sic) ed allentandosi verso il fondo della sala per poi svanire nel nulla. A parte che questo figuro, un po' bifo-lco, mi ha fatto sentire anche un po' a casa, in Liguria, essendo queste frasi tipiche da parte dei vari personaggi e sodali che via via abbiamo denunciato e sono divenuti oggetto di indagine e processi, questo "colpo de teatro" era sintomatico del delirio che qualcuno ha cercato di costruire per distogliere l'attenzione dai fatti.
Non è un caso che siano comparsi anche taluni "cosiddetti amici di Beppe Grillo dell'ultima ora", dopo la citata riunione con il Consigliere Comunale che intanto telefonava a destra e a manca, che hanno lanciato l'attacco frontale, prontamente ripreso, questo si, guarda che strano, dalla stampa locale: i meetup di Bologna si dividono sulle elezioni comunali! Boh... se volessimo usare qualche battuta di Freak Antoni potremmo chiedergli che viaggio si fanno... e che roba si fanno... ma in realtà sappiamo bene che questo non altro che una storia che si ripete, la solita storia di quei "ggm" (germi geneticamente modificati) che la politica infiltra nei movimenti, in questo caso in quello dei meetup, per corroderli dall'interno, delegittimarli e cercare quindi di fermarli o quanto meno di indebolirli. Ma di questo ne abbiamo già parlato, in questa ed in altre occasioni ...
Intanto il giorno dopo il passaggio al TGR dell'Emilia Romagna, vi è stata la notizia, riportata in "fotocopia" (a breve pubblicheremo tutti i testi), sui diversi giornali bolognesi, come se proprio non potessero farne a meno e qualche velina è corsa da un Palazzo all'altro sino alle stamperie, sulle verifiche fatte ai redditi dei richiedenti ed assegnatari delle Case Popolari, da cui emergono un mare di false dichiarazioni volte ad ottenere ingiustamente un alloggio popolare. Che strane coincidenze, no?

PS
Come abbiamo detto ad alcuni che cercavano di spiegarci perchè si opponevano all'inchiesta, alla presentazione e pubblicazione del dossier: se un meetup, come un'associazione si pone la domanda se sia o meno "opportuno politicamente" dare determinate informazioni, fallisce prima di iniziare, in quanto la grande prerogativa dei meetup come di associazioni libere, autonome e indipendenti, è fornire ai cittadini quell'informazione sui fatti che il sistema dell'informazione, condizionato-piegato da politica e affari, nasconde ai cittadini. Quindi se qualcuno pone questa questione, del "politicamente opportuno", diffidate gente, diffidate... i "ggm" sono sempre in agguato.


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