Liguria, la svolta "ambientalista" color cemento, tra politica, affari e Sindacato - 2 parte

Scritto da Ufficio di Presidenza

Betoniere rosseNon vogliamo, qui, ripercorrere la lista dei "mostri" che divorano terra e mare, trasformando la bellezza della Liguria - traino unico e irripetibile per un turismo di qualità e della conseguente economia locale - in un panorama grigio di seconde case, centri commerciali, impianti ed edificazioni faraoniche, porticcioli che chiamare tali - viste le volumetrie - appare un neofemismo... ci limitiamo ad esaminare sinteticamente solo alcune delle opere dell'attualità...



Mario Margini, assessore prima ed ancoraArea ex Mercati Generali di Corso Sardegna. Alcune delle osservazioni contenute nel documento che abbiamo promosso con WWF Liguria, Il Grillo di Genova ed altri, sono state recepire nell'ultima versione del progetto presentata da Mario Margini. Peccato che quel progetto, assegnato in project financing dalla Rizzani De Eccher - e su cui abbiamo scritto ampiamente, leggi qui - sia (e resti!) viziato pesantemente da più punti di vista.
1) il progetto non è quello vincitore del Concorso di Idee di urbanistica partecipata che il Comune si era impegnato a perseguire;
2) il progetto è incompatibile con il Piano Urbanistico Comunale, a partire dal fatto che sono previsti 17.000 mq di verde urbano a piano strada e nel progetto ne sono previsti meno di 5.000 mq disposti su 4/5 piani;
Egizia Gasparini, consulente di qua e di là3) tutto il procedimento è viziato da una pesantissima commistione tra interesse pubblico ed interesse privato, incarnato nell'architetto Egizia Gasparini che se era la responsabile di tale procedura di progetto per il Comune di Genova è divenuta la consulente della Rizzani De Eccher proprio per quel progetto - per conoscere meglio la professionista leggi qui -
Nonostante questo, Mario Margini, l'erede in Giunta de trio di Pericu che seguì la questione (Margini, Tiezzi, Gabirelli), fila diritto come un treno e vuole partire con la consegna dell'area di Corso Sardegna il giorno stesso dello spostamento delle attività mercatali a Bolzaneto. La correttezza della procedura, la sua trasparenza, come al solito non contano e le scusanti sono le solite: non vogliamo una così grande area in centro città abbandonata, non abbiamo le risorse per costruire e gestire l'area come Comune... Ed allora ecco che l'interesse pubblico diventa interesse del privato, alla faccia della pianificazione urbanistica, dei vincoli, della correttezza, trasparenza e regolarità della procedura.

dalla presentazione delle San Benigno. La realizzazione del nuovo insediamento delle "Torri del Faro", che vede coinvolte guarda caso Unieco, Mario Valle Engineering, Eco.Ge dei Mamone, aveva iniziato l'iter con la Giunta Pericu ed erano previste 2 torri, mentre con la Giunta Vincenzi si è arrivati a dire che se due ci stavano pure tre non erano male, così le torri si fanno senza problemi e via con gli "edifici di grande altezza"! Così un'ulteriore aree adiacente al Porto, in uno dei noti più trafficati, che poteva essere uno degli sbocchi al Porto (non fosse altro che per realizzare quell'area di sosta attrezzata per i tir che i camionisti da anni chiedono inutilmente alla città di Genova, per continuare ad essere abbandonati da Enti Locali, come dal Sindacato) se ne va con nuovo cemento, nuovi volumi... nuovo business per l'orgia del calcestruzzo. Con attività commerciali, residenze universitarie ed una piazza, via libera a 18 piani nella torre A per 76 unità abitative e 16 piani nella torre B per 69 unità abitative. Il tutto rivestito di belle strisce banche e nere riportando l'atmosfera "medioevale" (sic!). Poi, giustamente, potevano mancare i parcheggi? Certo che no, quindi via a tre autorimesse, una (piano terra da Via Albertazzi) di 2.831 mq con 87 posti auto ed alcuni per le moto, la seconda (primo piano interrato) di 2.917 mq a servizio delle residenze, e la terza (secondo piano interrato) di 2.538 mq sempre a servizio delle residenze. E pensare che già la Coop per la realizzazione del Terminal Traghetti di Di Negro aveva superato l'altezza della Sopraelevata, creando una nuova barriera tra la città ed il mare, con queste due torrette (stile medioevale, sic!) la muraglia avanza.

San Biagio, Ipercoop - residenza - albergoSan Biagio. Dopo la bonifica farsa dell'ex raffineria della ERG, eseguita dalla Eco.Ge, con una colata di cemento che formasse una piattaforma-blocco per tenere in profondità - finché si può - arsenico e le altre sostanze tossico nocive e per permettere quindi la realizzazione dell'IperCoop L'Aquilone, disegnato dall'architetto Vittorio Grattarola legato da sempre a Claudio Burlando, insieme all'albergo e centro residenziale... tutto targato Coopsette... Adesso, nel silenzio generale, sul retro del già costruito, dove l'occhio dalla strada lungo il Polcevera non riesce a scorgere nulla, salendo lungo i tornanti tra le case del rione San Biagio della Coopsette, tra aiuole e verde secco e risecco, sta sorgendo "Il Borgo". Nuove case, sulla collina sempre firmate Coopsette con Eco.Ge, presentate con tanti bei giardini e aiuole verdi nelle illustrazione visive a far da cornice alla strada che un semplice sopralluogo smentisce inesorabilmente.

Sant'Ilario l'ultimo borgo collinare sul mare di GenovaSant'Ilario. Il 28 giugno dello scorso anno scrivemmo: "Negli anni scorsi è stata realizzata una strada di 1 chilometro, già una piccola ferita all'ambiente, ma il grosso danno è arrivato dalle decine di costruzioni abusive fiorite sotto gli occhi di tutti e completamente ignorate dalla Procura. Adesso addirittura si parla di una nuova strada di 2,5 Km per un paese che conta poco più di mille abitanti". Indirettamente arrivarono le rassicurazioni che il futuro di asfalto e cemento per questo borgo tipicamente ligure, arroccato sulla collina ed affacciato al mare, fosse scongiurato. Ed invece la Sindaco Vincenzi-Marchese, proprio in questi giorni, ha chiesto un accelerata perché il "progresso" non si può fermare... quella strada per la nuova stagione dell'ambientalismo color cemento è proprio irrinunciabile.
Oggi, gli alberi dell'Istituto agrario Marsano (la scuola che ha visto una ferma mobilitazione di studenti e docenti contro l'ipotesi di speculazioni edilizie che accompagnano la nuova strada che il Comune vuole approvare) sono stati trovati tagliati. "È un gesto mafioso, intimidatorio, una brutta lezione anche per i nostri ragazzi che imparano così come è fatto a volte il mondo degli adulti. Ma noi ripiantiamo tutto. Reagiremo con la determinazione a questa mancanza di cultura. Perché queste 18 piante abbattute sono il trionfo dell'ignoranza", hanno affermato dalla scuola, che segue proprio l'annuncio del Comune di Genova, direttamente del Sindaco, che ha richiamato all'Urbanistica uno dei suoi tecnici più fidati dalla Provincia di Genova, il dott. Tonniolo, lo stesso - ad esempio - per intenderci, delle autorizzazioni a Manesseno e del disastro di Davagna, con l'allora assessore provinciale all'urbanistica e difesa del suolo Manuela Cappello, della "pura" Idv. Quasi, quindi, un atto per mettere in guardia chi a Sant'Ilario si oppose strenuamente e contribuì a stoppare l'assalto di asfalto e calcestruzzo.

Il progetto del Nuovo LidoBoccadasse-Albaro-Lido. Tra i primi abbiamo denunciato quella speculazione pianificata che parte dall'ex rimessa dell'Amt, stadio del Nuoto ed in ultimo il litorale del Lido [Leggi anche la Lettera aperta]. Nel primo tassello, al centro già di una inchiesta della Procura e della Corte dei Conti, i protagonisti sono il Comune, con la società AMI (Alberto Ghio, lo stesso della Sviluppo Genova, e Giuseppe Profiti, lo stesso di Mensopoli, in prima linea per intenderci) che ha servito l'ex rimessa all'Abitcoop della Lega Cooperative, guidata dall'arch. Bruno Giontoni (lo stesso nominato dal Comune come presidente del Cda della società pubblica Porto Antico spa), per una speculazione edilizia mostruosa, mascherata, come sempre nello stile del Partito del Cemento ligure da progetti con firme griffate, ed un grave danno al patrimonio pubblico. Nel secondo tassello, lo stadio del Nuoto, ovvero le ex piscine di Albaro, è sempre il mondo delle cooperative rosse a farla da padrona, e la vista, in allora di mezzi di cantiere anche della Eco.Ge; qui il progettista era lo stesso arch. Bruno Giontoni ed il business è stato garantito nonostante non fosse riuscito il blitz dell'innalzamento delle palazzine per nuove residenze. Il terzo tassello è quello del Lido ed anche qui ne abbiamo già parlato a lungo, sino a rendere noti gli interessi, con nomi e cognomi, che stanno dietro all'operazione da 100 milioni di euro tanto sponsorizzata dalla Vincenzi-Marchese, con il Mario Corica (legato ai Ds, per cui era stato anche nominato nel CdA della Fiera Internazionale di Genova, e che in molti danno vicinissimo al deputato e segretario regionale Mario Tullo, che dai tempi della giovenizza quando era nell'organizzazione degli spettacoli alla Festa dell'Unità ed i soldi mancavano, ne ha fatta di strada) che fa il giro dette sette chiese per dire che lui è da solo e dientro di lui non vi è nessuno, senza però spiegare dove abbia nascosto questi 100.000.000,00 di euro!
Su questo ultimo tassello bisogna dire che le hanno provate tutte... sono arrivati anche in Consiglio Comunale cercando di fare, nella stessa maggioranza, sia la parte dei favorevoli sia quella dei contrari, così da conquistarsi contenti e scontenti, ma gli è andata male perché alla fine hanno sbagliato i conti e la variante al PUC è stata bocciata. Su tutte le furie la Sindaco che non ha caso dichiarò che la maggioranza è "smandrappata" ed il "consiglio comunale è fatto da dilettanti", chiaro segno del giochetto finito male. Chi ha superato però tutti è stato Mario Margini che con uno sprint televisivo, incalzato dai giornalisti di Primocanale, è arrivato a dire che non gli interessa chi metta i 100 milioni di euro, che al Comune non deve importare nulla dell'origine di quei soldi! Per la serie: chi vuole riciclare faccia tranquillamente un passetto a Tursi, che lì non gli si chiede nulla! E così facendo il Margini "furioso" non si è accorto che confermava i sospetti che abbiamo denunciato, andando a guardare tutti gli intrecci societari e d'interesse sulla questione, proprio prima che il Consiglio Comunale si esprimesse, ovvero di una famiglia, quella dei Fogliani (l'unica risultante con attività a Genova) è anche indicata da anni dalla DIA come dalla Commissione Antimafia ed in ultimo di nuovo nell'ultima relazione della Procura Nazionale Antimafia, con pesanti interessi sull'area ed attività del Lido... a cui fa compagnia uno dei commercialisti che seguiva società dei Mamone.
Tra l'altro molti dei protagonisti si incontrano in un'associazione "culturale". No, non è quella del Maestrale... per una volta non è quella la principale. Si tratta dell'Associazione dei calabresi a Genova "Città del Sole" fondata e presieduta da Salvatore Ottavio Cosma (uno dei soggetti che dalle inchieste della Procura risultava essere uno dei più attivi punti di contatto tra politica e esponenti della criminalità organizzata calabrese) dove vi sono ad esempio Gateano Fogliani e Giuseppe Profiti... ma anche l'ex Vice-Prefetto (ora a Bologna), Pasquale Gioffrè. che si dilettava ad ignorare le segnalazioni dei cittadini (e nostre) sul Centro Storico [vedesi Operazione "Terra di Nessuno"] quando non aggredire quanti osavano porre il problema di Vico delle Mele.

Convegno della Fillea-Cgil per chiedere più cementoIn ultimo ed in breve TAV e Gronda. Anche qui si è alla follia. Palese, ma sembra che nessuno la noti. Chi vuole la TAV, con il cosiddetto Terzo Valico, dice che è necessario per dare uno sbocco al Porto, un occasione di sviluppo per la città, perché bisogna spostare il traffico da gomma a rotaia. Gli stessi poi sostengono l'irrinunciabilità della Gronda (cioè un nuovo viadotto autostradale e nuove gallerie tra i monti) perché bisogna dare uno sbocco al Porto, un occasione di sviluppo per la città. Ora se vogliamo affidarci alle loro motivazioni delle due l'una, per loro no, entrambe! Ma andiamo avanti. Chi è proprietario di fatto di buona parte della rete autostradale in Liguria, così come, ad esempio, della Genova-Serravalle? L'impero di Marcellino Gavio. Chi è proprietario della flotta di tir che con la loro vela blu vanno avanti e indietro? L'impero di Marcellino Gavio. E secondo voi Marcellino Gavio vuole suicidarsi? (dal punto di vista imprenditoriale si intende). Questa domanda è scontata visto che il general contractor della TAV, alias il Terzo Valico, è la Impregilo di Gavio, Ligresti e Benetton. Quindi se il Gavio con Impregilo realizza l'opera (Terzo Valico, alias TAV), che spazzerò via il trasporto su gomma delle merci (e quindi i tir e quindi il grande consumatore di carburante) si da una mazzata da solo. Ahh non dimentichiamoci che al progetto del Terzo Valico tanto amato anche dal Sindacato, la Fillea Cgil di Venanzio Maurici - ma questo lo vedremo meglio dopo -, ha visto la collaborazione al progetto del CIV, assunto dal Cociv e finanziato, della società IGM Engineering Impianti srl del consorte di Marta Vincenzi, alias l'ing. Bruno Marchese [lo speciale sul conflitto di interessi - clicca qui].
E qui torna a pennello la domanda iniziale di questi tre capitoli: "Per la Gronda 600.000 sono pochi" cosa vorrà dire? Mah...

Riccardo GarroneIntanto, proprio oggi, il via libera del Comune ad un ulteriore speculazione a Ponente. Si tratta del business perseguito da Riccardo Garrone, quello della ERG che tanto ha lavorato bene con i Mamone, che ogni tanto si diletta a sponsorizzare attraverso la fondazione "culturale" incontri del Teatro Archivolto con ospiti quali Roberto Saviano o Marco Travaglio. Con la scusa di un nuovo Stadio per il calcio, che manda in soffitta l'impianto nel centro città dello storico Luigi Ferraris, via libera a centro commerciale e quant'altro di gradimento (economicamente parlando) per far fruttare a lor signori altri pezzi di territorio genovese. Il Comune di Genova, o meglio il Sindaco Vincenzi-Marchese, senza alcuna discussione pubblica, senza la minima valutazione da parte dei competenti uffici per l'urbanistica e la tutela del territorio e del commercio, una decina di giorni fa, ha firmato con Garrone il Protocollo di Intesa per il progetto.

Questo straordinario esempio della dipendenza pubblica agli appetiti privati, nella più totale assenza di trasparenza e correttezza delle procedure amministrative, che trova suggello nella signora Marchese-Vincenzi che si crede monarca o ducetta della città, ci riporta in quel ponente genovese che è stato oggetto ed è oggetto di "riconversione", con concessioni senza gare e soldi pubblici asserviti agli imprenditori amici, come ad esempio il Gruppo Spinelli, ma anche a quegli insediamenti della grande distribuzione che sta annientando il tessuto commerciale, e che hanno comportato un livello di commistione mezzi EcoGe in azione nel cantiere per le Torri del Farod'interesse che, ad esempio, ha ridisegnato persino la viabilità e mobilità della Valpolcevera, per far sì che con auto o treno, i consumatori fossero spinti "naturalmente" ad andare a comprare o all'Ipercoop L'Aquilone o a Fiumara (speculazione sempre targata Coopsette). D'altronde è sempre nella Valpolcevera dove abbiamo assistito alla partita al centro dell'inchiesta per corruzione ai Mamone [lo speciale sull'operazione "Pandora"]e sodali relativa all'area dell'ex Oleificio Gaslini, quella del progetto dell'Arch. Vittorio Grattarola, dove scattammo le foto del novembre 2005 con tutti i convenuti al gran buffet dei Mamone, tra cui il Venanzio Maurici della Fillea-Cgil, Massimo Casagrandre, Arcangelo Merella, Romolo Benvenuti,... e Piero Piccolo, l'uomo di fiducia di Burlando che ci vorrebbe prendere a calci nella schiena. Ma anche la stessa vallata di San Biagio, così come quella dove si gioca la partita dall'area ex Continentale Italiana, di Fegino, dove vi è l'area della Eco.Ge e della Sviluppo Fe.Al. dei Mamone (che anziché bonificare l'area stanno da tempo riempendo - non si sa come visto che non risulta area di discarica - le vecchie cisterne) e che è passata dalla società Gamma srl (società "operativa" del colosso Carrefour, il cui legale è l'avvocato Flavio Fasano, ex sindaco di Gallipoli e da sempre amico legatissimo di Massimo D'Alema) alla Collegno 2000 srl che per perseguire meglio il proprio progetto immobiliare (un centro commerciale Carrefour in quell'area) è entrata nella Fondazione Archivolto, vicinissima a Claudio Burlando e tanto sponsorizzata e sostenuta, a partire dal Comune di Genova sino a salire, con tanti bei soldi pubblici!

FiumaraUn ultimo esempio, pratico, concreto, già concluso, della commistione di interessi tra politici-amministratori ed amici e sodali, è senza dubbio quello di Fiumara. Un'opera della Coopsette, con la collaborazione della Eco.Ge, naturalmente, che ha eliminato d'un sol colpo l'idea di riutilizzo di quelle aree per un distripark - visto la necessità di creare occupazione in questa ampia area di retroporto - ed un palamusica adeguato ai grandi concerti (lo spazio che manca a Genova, vista la pessima acustica del Palasport della Fiera del Mare). La grande operazione Pericu fu quella di realizzare, con le sovvenzioni pubbliche per la riconversione di un area ex industriale, alla Coopsette un operazione edilizia (tre torri), un centro commerciale, un centro divertimenti, qualche ufficio ed un palazzetto sport-spettacoli da media capienza. Il pubblico paga la Coop incassa. Non solo, sulla gestione del Palazzetto dello Sport e degli Spettacoli, la convenzione è straordinaria: chi lo gestisce, ovvero una società della Coopsette stessa, paga un affittino piccolo piccolo al Comune, incassa pesanti affitti per chi invece lo utilizza... garantisce una manciatina di giorni ad uso pubblico nel periodo settembre-giugno e concede il grosso della disponibilità gratuita - salvo per la pubblicità - alle iniziative pubbliche tra luglio ed agosto, mesi tipici di manifestazioni al coperto! Ahh non dimentichiamo che tutto questo vale per decenni e decenni ed altri decenni ancora... in cambio di posti assicurati e gratuiti per gli spettacoli a pagamento che devono - questo lo hanno sancito subito - al Comune... alias ai Consiglieri ed Assessori!
Ecco i documenti su questo regalone alla Coopsette da parte del Comune di Genova:
- formato pdf - allegato 1 | allegato 2 | allegato 3

Marta Vincenzi-MarcheseSu tutte queste opere, alla fine, tutti si allineano, dal PDL al PD, dall'Italia dei Valori, ai Verdi... anche le cosiddette Sinistre, si mostrano in linea, al massimo si astengono, o votano contro quando l'approvazione è garantita dai voti di altri. Intanto applaudono alla svolta "ambientalista" dell'amministrazione comunale... probabilmente perché ormai non hanno più pudore e son convinti che con belle parole possono ancora nascondere i fatti. L'unico incidente gli è capitato quando han sbagliato i conti sulla variante al PUC per il Lido, ma siamo certi non capiterà più... Il fronte del controllo "civile" è stato ben strutturato, dalla classe dirigente. Con le loro colonie "ambientaliste" hanno in tasca la sicurezza di portare a casa tutto ciò che serve a loro per soddisfare gli appetiti dei signori delle betoniere. Il gioco delle parti, con consiglieri comunali che se si pongono alla testa della protesta contro Gronda, Tav o qualche altra porcata, restano fedeli alle maggioranze di centro-sinistra perché altrimenti arriva la destra, che fa le stesse cose, uguali uguali, ma con uno spirito di destra. D'altronde quando ponemmo la domanda "ma che differenza c'è tra 3 milioni di metri cubi di colate di cemento in Liguria votate dalla destra con 3 milioni di metri cubi, uguali, di colate di cemento in Liguria votate dalla sinistra?", un esponente dei Verdi ci rispose: bisogna discuterne!

Genova è da tempo in mano agli uomini del cemento, ben protetti nelle loro speculazioni dall'asse storico tra sinistre-coop, Diocesi-Opus Dei, Massoneria... Asse (con capacità di spartizione tale da garantire la trasversalità politica degli apporti e supporti) per cui il divenire di questa terra una "lavatrice" per il denaro sporco della criminalità mafiosa e finanziaria non crea alcun minimo problema, anzi!

Intanto come anche sulla Stoppani le pseudo associazioni ambientaliste come il Sindacato sono pronti a coprire le porcate, in cambio di finanziamenti, riconoscimenti ed incarichi... ma questo è oggetto del terzo capitolo di questa storia... che a breve sarà online.



Prosegui con: il terzo capitolo

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