Melgrati ed il Commissariato (della consorte) vogliono impedire l'accertamento della verita'

Scritto da Ufficio di Presidenza

Il verbo dello Scajola e l'estasi del MelgratiIl Fascio dalla galleria del Melgrati Consigliere RegionaleQuesto simbolo che campeggia nella galleria fotografica del "Melgrati Consigliere Regionale" su facebook avrà voluto pur dire qualcosa... ed infatti l'iniziativa del vice-re (vice perché nel ponente il sovrano è sempre e solo Claudio Scajola) sfocia nell'assurdo...

Nella querela che Melgrati ha presentato al Commissariato della moglie (e pubblicato in ogni dove, e che di seguito riportiamo) contesta la diffamazione (595 C.P.) e la diffamazione a mezzo stampa (596 bis C.P.). Noi abbiamo risposto senza tentennamenti: ci vediamo in dibattimento, dove da un lato noi potremmo produrre gli elementi a conferma che quanto scritto ed esposto nel video non è diffamatorio e che i fatti da noi indicati corrispondo alla verità, e dall'altro lui, il Melgrati, dovrà sottoporsi all'esame del Tribunale (del pm e del nostro difensore) sotto giuramento.

Qualcuno non deve aver gradito tale volontà di passare ogni fotogramma ed ogni riga da noi pubblicate alla prova della verità. E così la svolta...


la sostituta commissario di PdS di Alassio, Monti in MelgratiIl Commissariato di Alassio della Polizia di Stato, quello dove lavora la consorte del Melgrati in quanto "Assistente capo della Polizia di Stato in servizio all'ufficio di gabinetto presso il Commissariato di Alassio", parte in quarta sulla querela del Melgrati, mica si tratta di bazzecole come le irregolarità nei cantieri, gli abusi edilizi, le violazioni della 626, le irregolarità del Comune o delle infiltrazioni mafiose nell'economia locale e nei cantieri. Così, in tutta fretta, il Commissariato della consorte del Melgrati, procede sulla querela del Melgrati con, però, qualche anomalia...

La prima è che non trasmette la denuncia alla competente Procura per territorio di residenza della parte "offesa" (sic), cioè Savona, o a quella per competenza sulla sede del server dove è stato pubblicato il video (realizzato chiaramente ad Alassio, in provincia di Savona) ed articolo (sito non in Ucraina, bensì sempre in Italia)... ma alla Procura di Genova. Che sia una scelta dovuta al fatto che il Melgrati e l'amministrazione di Alassio hanno molteplici fascicoli a loro carico aperti proprio dalla Procura di Savona? Chissà... forse lo hanno fatto per risparmiaci le trasferte sulla base della residenza del Presidente della Casa della Legalità... ma per gli altri querelati, residenti in Provincia di Savona, con la medesima querela? Mistero... forse scindono la querela in due, un po di qua e un po di là, lungo nuovi sentieri della "procedura"...

La seconda però è sensazionale. Il Commissariato di Alassio, cioè sempre quello dove lavora la signora Monti in Melgrati, nel delegare la Polizia Postale di Genova per la notifica della querela, indica la contestazione dei reati di cui all'articolo 595 C.P (diffamazione) e del 596 C.P. (Esclusione della prova liberatoria), e non contesta invece il 596 bis C.P. (diffamazione a mezzo stampa). E questo che significa? Semplice, l'obiettivo è quello per cui il querelato"non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa".

In altre parole: Melgrati ti querela e tu non puoi difenderti! Sensazionale davvero... è la prima volta che ci capita questa strana "contestazione", eppure di querele e citazioni da ogni parte d'Italia ne abbiamo collezionate molte. Comunque sia diciamo che ci provano ma per loro sarà dura, anzi ardua questa linea... anche perché lo stesso art. 596 del Codice Penale prevede chiaramente che:
"Quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la prova della verità del fatto medesimo è però sempre ammessa nel procedimento penale:

1) se la persona offesa è un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisce all'esercizio delle sue funzioni;

2) se per il fatto attribuito alla persona offesa è tuttora aperto o si inizia contro di essa un procedimento penale"
E qui sia nel primo caso sia nel secondo ci siamo in pieno. Nel primo perché se anche il Melgrati sosterrà che lui querela in quanto architetto e non quindi come Sindaco (dichiarato decaduto per decreto del Presidente della Repubblica!) o come Consigliere Regionale, farà poca strada. Nel secondo caso perché ci sono fatti che sono oggetto di procedimenti e inchieste penali che riguardano proprio il Melgrati.

E poi vi è anche un altro aspetto. Il Melgrati vuole che emerga la verità dei fatti o vuol tentare di portare davanti al Tribunale qualcuno (in questo caso noi) tappandogli la bocca e incatenargli le mani per impedire che si producano le prove sulla veridicità dei fatti? Il Melgrati ha paura dell'accertamento della verità in sede giudiziaria? Ma dai... chi lo avrebbe mai detto... ha scritto che avevamo riportato delle falsità... ed allora quale soluzione migliore se non che un Tribunale possa accertare se quanto scritto e contenuto nel video sia vero o falso? Ha così paura?



Ecco l'articolo 596 c.p.

Esclusione della prova liberatoria.

Il colpevole dei delitti preveduti dai due articoli precedenti non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa.

Tuttavia, quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la persona offesa e l'offensore possono, d'accordo, prima che sia pronunciata sentenza irrevocabile deferire ad un giurì d'onore il giudizio sulla verità del fatto medesimo.

Quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la prova della verità del fatto medesimo è però sempre ammessa nel procedimento penale:

1) se la persona offesa è un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisce all'esercizio delle sue funzioni;

2) se per il fatto attribuito alla persona offesa è tuttora aperto o si inizia contro di essa un procedimento penale;

3) se il querelante domanda formalmente che il giudizio si estenda ad accertare la verità o la falsità del fatto ad esso attribuito.

Se la verità del fatto è provata o se per esso la persona, a cui il fatto è attribuito, è [per esso] condannata dopo l'attribuzione del fatto medesimo, l'autore dell'imputazione non è punibile, salvo che i modi usati non rendano per se stessi applicabili le disposizioni dell'art.594,

comma 1, ovvero dell'art. 595 comma 1.



DENUNCIA-QUERELA

AL COMMISSARIATO DI POLIZIA DI ALASSIO

Il sottoscritto Sig. MARCO MELGRATI nato ad Alassio (SV) il 15/04/1959 e res.te in Alassio (SV) Strada Panoramica Solva-Cavia n. 84,

premesso:

1) che nei giorni scorsi sul sito internet www.casadellalegalità.org , a firma dell'ufficio di presidenza, è apparso un video supportato da un commento scritto, avente un contenuto offensivo, infamante e denigratorio nei confronti dell'esponente;

2) che il commento a tale video recita: "Alla lista dei politici che definire "chiacchierati" è un eufemismo si aggiunge anche Marco Melgrati. Il suo nome lo fa la Commissione Parlamentare Antimafia. Infatti tra i primi nomi usciti della lista dei neo eletti nei Consigli regionali in violazione del Codice Etico dell'Antimafia vi è proprio quello del Melgrati. D'altronde un pochetto di attenzione lui doveva pur attirarla alla fine... fosse anche solo per una certa invidia degli uomini della cosiddetta "cricca" di Balducci & Anemano, visto che loro erano un gruppo e dovevano coordinarsi e accordarsi per fare certi affari, mentre lui ad Alassio è riuscito ad incarnare in se stesso il doppio ruolo: progettista delle speculazioni edilizie e sindaco del Comune dove le speculazioni si consumavano e consumano. Per lui, sponsorizzato da sempre da Claudio Scajola, si potrebbe anche coniare un nuovo concetto meta-fisico: una cricca in un corpo solo...";

3) che il link di tale video veniva successivamente pubblicato anche sui siti www.uominiliberi.eu/ e alassio2009.blogspot.com ;

4) che tale video, il relativo commento ed i fatti narrati - totalmente infondati - risultano gravemente offensivi per la reputazione del sottoscritto esponente, in quanto fra l'altro:

a) non risulta che la Commissione Parlamentare Antimafia si sia mai occupata del sottoscritto - e d'altronde non ne avrebbe mai avuto alcuna ragione;

b) nel periodo in cui l'esponente è stato dapprima nominato Assessore e successivamente eletto Sindaco (cioè dal 1993 al 2010), lo stesso non è mai entrato, né personalmente né per interposta persona, in nessuna operazione immobiliare svolta sul territorio di Alassio;

c) i siti sui quali sono stati pubblicati il video ed il commento de quo mettono in discussione la facoltà del sottoscritto, in quanto Sindaco, di fare il suo lavoro di progettista;

d) il video in questione comincia mostrando un cantiere del quale l'esponente Sig. Marco Melgrati non è responsabile, non essendone il Direttore dei Lavori. Tale video continua con una panoramica di 25 cantieri in Alassio, dei quali solo per 4 il sottoscritto ha svolto l'attività di progettista o di direttore dei lavori (trattasi comunque di cantieri tutti approvati con Permesso a Costruire che deriva dal Piano Regolatore Comunale approvato dalla Regione, dalla Provincia e dalla Soprintendenza per i beni architettonici e quindi del tutto legittimi), è ritratta anche la Puerta del Sol, che non è oggetto di nessuna opera o progetto ;

5) che lo stesso tentativo di far passare il sottoscritto Sig. Marco Melgrati per Maestro Venerabile, alludendo ad una sua partecipazione alla Massoneria, rappresenta un falso storico in quanto l'esponente è un cattolico praticante che non è nemmeno mai stato avvicinato da adepti di qualsivoglia loggia di rito Massonico;

6) che in data 10/08/2010, sul sito www.casadellalegalità.org è stato pubblicato un ulteriore articolo a firma dell'Ufficio di Presidenza dove il contenuto offensivo e diffamante di cui sopra è ulteriormente aggravato;

7) che considerati la professione dell'esponente e le cariche istituzionali dallo stesso ricoperte si impone una misura urgente tesa ad impedire l'ulteriore diffusione del materiale diffamatorio di cui sopra;

8) che infatti la situazione in oggi esistente rappresenta per l'esponente una situazione di danno grave ed irreparabile per la reputazione, tanto più incidente proprio per la diffusione e l'ampia lettura degli articoli predetti;

9) che i fatti descritti costituiscono reato;

tanto premesso

il sottoscritto Sig. Marco Melgrati sporge formale

DENUNCIA - QUERELA

contro i responsabili dei siti internet www.casadellalegalità.org , www.uominiliberi.eu/ e alassio2009.blogspot.com per i reati di diffamazione (art. 595 c.p.), diffamazione col mezzo della stampa (art. 596 bis c.p.) e/o per quei reati meglio visti e ritenuti dall'Autorità Giudiziaria competente ed

INSTA

affinché l'Autorità Giudiziaria voglia provvedere, anche in via cautelare, all'adozione di tutte quelle misure che possano determinare la cessazione degli effetti conseguenti alla commissione dei reati di cui sopra.

Si producono: copia articolo 10/08/2010, copia delle pagine dei siti di cui in premessa.

Con riserva di costituzione di parte civile.

Già fin d'ora si nomina quale difensore di fiducia l'Avv. Franco Vazio con studio legale in Albenga (SV) Viale Martiri della Libertà n. 7/2 - fax 0182.543991 - indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., dichiarando di voler essere informati circa la non creduta ipotesi di richiesta di archiviazione.

Con osservanza.

Alassio, lì 10/08/2010

Marco Melgrati

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