Liguria, appunti sull'AURELIA-BIS. Costruttori, penetrabilità e contesti - II parte

Scritto da Ufficio di Presidenza

Ad integrazione di quanto già evidenziato nella prima parte delle Osservazioni inviate alla Regione Liguria (nonché a Prefettura e Procura di Savona), che abbiamo in buona parte riportato sul sito nella prima parte (vedi qui) si è ulteriormente approfondito il contesto dell'opera. Si è quindi prodotta un integrazione (il 29 luglio) in quanto sussistono, a nostro avviso, molteplici ulteriori criticità nell'ambito del PROGETTO, nonché anche conflitti di interesse nell'ambito della definizione del “Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo” che, a nostro avviso, minano alla radice la correttezza di quanto definito nel progetto originario, così come nella variante. Quindi ecco qui la seconda parte ed ancora buona lettura...


a) La “LETIMBRO SCARL” è la società incaricata dall'A.T.I. (“C.M.C.” – “ITINERA”) assegnataria dell'appalto di ANAS di effettuare i campionamenti ambientali volti sulle terre e rocce da scavo
 

 Detta impresa, la “LETIMBRO SCARL”, non può certamente rappresentare una società terza, bensì è diretta emanazione delle imprese assegnatarie in A.T.I. dell'appalto ANAS.

Da Visura Camerale dell'impresa “LETIMBRO SCARL” (codice fiscale 02283480065, sede legale in Tortona (AL), strada statale per Alessandria 6/A) è stata costituita in data 16/02/2010, con capitale sociale di 100.000 euro, che sembrerebbe PRIVA di ATTESTAZIONE SOA o di Certificazioni di Qualità. Risulta dall'Oggetto Sociale: “La società ha scopo prevalentemente consortile e quindi, mutualistico. (…) L'organizzazione comune istituita, in conformità al dettato dell'articolo 2602 del Codice Civile, dalle imprese di seguito elencate: - COOPERATIVA MURATORI & CEMENTISTI – C.M.C. di Ravenna (…), - ITINERA SPA (…). La società, della quale C.M.C. e ITINERA assumono la veste di società-consorziate, ha per oggetto l'esecuzione dell'appalto integrato comprendente la progettazione e l'esecuzione dei lavori riguardanti la SS 1 NUOVA AURELIA – VIABILITA' DI ACCESSO ALL'HUB PORTUALE DI SAVONA – INTERCONNESSIONE TRA I CASELLI DELLA A10 DI SAVONA E ALBISOLA E I PORTI DI SAVONA E VADO: VARIANTE ALLA SS1 AURELIA NEL TRATTO SAVONA TORRENTE LETIMBRO ED ALBISOLA SUPERIORE (in seguito definito APPALTO) (…), congiuntamente affidato alle imprese socio-consorziale dall'ANAS S.P.A. (in seguito denominata COMMITTENTE)”. Ed ancora: La società, pertanto, opererà – per conto e nell'interesse esclusivi delle imprese socio-consorziate e, quindi, senza perseguire scopi di lucro – per l'esecuzione dell'appalto in guisa tale da conseguire, per il tramite dell'ottimizzazione delle capacità tecniche, operative, amministrative, gestionali e finanziarie delle singole imprese socio-consorziale, la compiuta attuazione di tutte le obbligazioni nascenti, direttamente o indirettamente, dal sopraindicato appalto. Alla predetta società, dunque, è demandato il compito di provvedere, sempre per conto e nell'interesse esclusivo delle imprese consorziate, alla realizzazione delle opere oggetto dell'appalto (…).”

I soci “LETIMBRO SCARL”, per il cui “ESCLUSIVO INTERESSE” opera e deve operare la stessa “LETIMBRO SCARL”, risultano quindi essere: C.M.C. ed ITINERA, come da diagramma estratto dalla visura camerale:


Risulta pertanto evidente che tale funzione statutaria (agire per l'esclusivo interesse di C.M.C. ed ITINERA) indichi che la “LETIMBRO SCARL” compie (e debba compiere) le proprie attività di impresa – tra cui anche le verifiche e modalità di verifica poste in essere e sopra indicate – nel solo ed “esclusivo interesse” delle stesse imprese socie e controllanti, ovvero C.M.C. e ITINERA.


b) Il palese conflitto di interessi dell'Ing. FERRO Giovanni (ed “I.S.A.F. SRL”), che tra l'altro risulta anche strettamente legato da un rapporto consolidato con esponenti politici quali, ad esempio, il Sindaco di Savona BERRUTI Federico ed il Presidente della Regione Liguria BURLANDO Claudio (come meglio si vedrà nel seguito).

Alcuni elementi (da fonti aperte) del contesto dell'Ing. FERRO Giovanni:

Inoltre, sempre per delineare il contesto dell'Ing. FERRO, è significativo ricordare che:

- lo stesso ha operato dal 1985 al 1991 per la “D'APPOLONIA SPA” che risulta uno dei soggetti impegnati nella A.T.I. DI PROGETTAZIONEdell'AURELIA-BIS, ovvero l'opera in questione:

- lo stesso risulta aver avuto diversi incarichi dalla società pubblica “SVILUPPO GENOVA SPA” in merito, in particolare, ai lavori inerenti le aree delle ex Acciaierie di Cornigliano, così come dalla FINTECNA, come riportato nel Curriculum Vitae dello stesso Ing. FERRO - che si esaminerà nei seguenti punti – oltre che anche per il “TERZO VALICO” (RFI – COCIV), “ITALIANA COKE” e le altre che meglio si vedranno. 


b.1)
PROJECT MANAGEMENT (con redazione dei progetti esecutivi) della dismissione e bonifica di una porzione (cokeria e altoforno) dell'acciaieria ILVA a Genova; contaminazione: IPA, idrocarburi, composti organici volatili metalli. Cliente: SVILUPPO GENOVA SPA Genova”.

Occorre in proposito di “SVILUPPO GENOVA SPA” e degli appalti da questa gestiti in area ex Acciaierie ILVA di Cornigliano-Genova ricordare che è stato evidenziato dall'inchiesta “PANDORA” della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Genova, un sistema di controllo delle assegnazioni degli appalti (e subappalti) da parte di un “cartello di imprese” facente capo al noto MAMONE Gino.

Al fine di meglio chiarire le risultanze dell'inchiesta “PANDORA” riportiamo, sinteticamente, alcuni passaggi dell'Informativa finale “PANDORA”:

Con le annotazioni a seguito, questo Comando ha riferito l'esito delle indagini delegate di p.g. che hanno permesso di ricostruire le attività criminali di un'associazione a delinquere costituita per la commissione di più delitti contro la p.a. ed in materia tributaria.
I soggetti segnalati a vario titolo a codesta A.G. risultano collegati fra loro soprattutto per interessi di natura politica e imprenditoriale
 

1. PREMESSA

Uno di essi, peraltro già segnalato con l'annotazione riguardante l'area dell'ex oleificio Gaslini di Genova, è Gino MAMONE, noto per la sua appartenenza ad una delle famiglie inserite nella relazione - anno 2002 - della D.I.A. con le seguenti motivazioni: “presenze significative sono state individuate anche in Liguria, ove la criminalità calabrese, presente sin dagli anni '60, si è manifestata tanto in ambito microcriminale, attraverso l'esercizio dello spaccio di droga al minuto, quanto in importanti settori economici quali l'edilizia, la ristorazione e, soprattutto, lo smaltimento dei rifiuti. Le consorterie censite sul territorio sono riconducibili alle famiglie ROMEO, NUCERA, RAMPINO, MAMONE, FOGLIANI, FAMELI e FAZZARI, La famiglia MAMONE, proveniente dalla Piana di Gioia Tauro (RC) e collegata ai MAMMOLITI di Oppido Mamertina (RC), si è insediata a Genova, ove è titolare della società "F.lli MAMONE & C di MAMOME Luigi" aggiudicatane di un cospicuo numero di appalti pubblici.”

Strettamente connessa è la "Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale antimafia e dalla Direzione nazionale antimafia nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso nel periodo 1 ° luglio 2007 - 30 giugno 2008" per quanto riguarda il Distretto di Genova: ""Sul piano generale va confermata anzitutto la valutazione secondo cui le organizzazioni criminali attive nel Distretto in esame, sono di fatto orientate, piuttosto che ad ottenere un diretto ed immediato controllo del territorio, verso la conquista di spazi e riferimenti logistico - strategici utili alla gestione di lucrosi traffici illeciti. Le generali connotazioni sociali ed economiche della realtà territoriale ligure la rendono infatti - per continuità del tessuto sociale e solidità delle tradizioni di partecipazione civile - obiettivamente poco permeabile rispetto all'azione di gruppi criminali che volessero praticarvi forme di controllo, fondate sull'esercizio di potestà di intimidazione diffusa e sull'imposizione, al di fuori del proprio ambito di organizzazione interna, di vincoli d'omertà. Tuttavia, pur in questa realtà tradizionalmente immune al contagio dei controvalori della mafiosità, è ugualmente possibile individuare i segni di processi evolutivi della criminalità organizzata in sé allarmanti. In quest'ottica, va tenuto conto in primo luogo dell'operatività in territorio ligure di "cellule" criminali riconducibili alla 'ndrangheta e a cosa nostra.
Significativi e ormai radicati insediamenti mafiosi si registrano infatti, oltre che nel Capoluogo regionale, soprattutto nel Ponente Ligure, ove si riscontra una presenza più numerosa di esponenti delle cosche della Piana di
Gioia Tauro e delle cosche della città di Reggio Calabria, mentre nella Riviera di Levante e nella zona di Carrara (ove a rischio di infiltrazione appare anche il settore lapideo) il dato prevalente è rappresentato da presenze originarie della zona jonica calabrese e dal catanzarese. In significativa corrispondenza con le linee generali di più ampi processi di ristrutturazione criminale, può poi ritenersi fondata l'ipotesi investigativa di un collegamento organizzativo su base regionale delle principali articolazioni liguri della 'ndrangheta, al fine del coordinamento delle rispettive iniziative e sfere di influenza criminali, oltre che della razionale gestione dei legami operativi, definiti per specifici ambiti di affari (operazioni di narcotraffico e controllo del gioco d'azzardo, ma anche l'infiltrazione nel mercato degli appalti pubblici soprattutto in tema di servizi), instaurati con altre, similari strutture delinquenziali, siano queste anch'esse attive in Liguria ovvero in altre parti del territorio nazionale e all'estero. In definitiva, la peculiarità della situazione segnalata dagli organi investigativi maggiormente impegnati nel settore è costituita dal tentativo da parte della struttura criminale calabrese di riprodurre anche in Liguria consolidamenti territoriali e collegamenti finalizzati ad assicurare il più efficace controllo dei settori di intervento criminale prescelti e livelli più alti di coesione associativa ed impenetrabilità. L'attuale articolazione regionale di quegli enti delinquenziali, se pure tradizionalmente organizzata attorno alla funzione dei locali" (esistenti in Ventimiglia, Lavagna, Sanremo, Rapallo, Imperia, Savona, Sarzana, Taggia e nella stessa Genova), vede emergere il ruolo equilibratore di vere e proprie funzioni di "controllo" o "compensazione", attive soprattutto in funzione di regolazione delle tensioni interne e di coordinamento delle attività delle articolazioni di 'ndrangheta in Liguria e nel basso Piemonte, e di fatto assegnate al locale di Ventimiglia, ove dunque si concentra la complessiva regia delle manovre di penetrazione nei mercati illegali e legali dell'intera regione. In tale contesto risulta comunque confermata la tradizionale centralità delle 'ndrine del versante ionico reggino. Nella riviera di Levante, poi, è segnalata la presenza anche di gruppi di origine catanzarese-crotonese legati ai "reggini" del capoluogo ligure secondo criteri di subordinazione funzionale, in ciò riflettendosi la natura delle relazioni che, nella regione di origine, lega i "locali" delle province centro-settentrionali della Calabria a quelli di Reggio Calabria. Le specifiche proiezioni delinquenziali dei singoli gruppi, peraltro, appaiono complessivamente orientate, oltre che al fine della predisposizione di ambienti idonei all'accoglienza e alla protezione di latitanti, verso finalità di riciclaggio e di reinvestimento speculativo (oltre che di supporto logistico per la protezione di latitanti e la ricerca di collegamenti criminali), risultando prevalente, al fine della definizione delle strategie operative dei medesimi aggregati, la realistica considerazione che, diversamente da quanto accade nelle aree di origine, nel tessuto sociale della regione ligure - come si è avuto modo di rilevare – sono ancora complessivamente respinte le logiche di intimidazione ed omertà sulle quali ordinariamente si fondano i poteri di condizionamento illecito tipici di quel genere di sodalizi delinquenziali. Nondimeno, al rilevato processo di ristrutturazione criminale dei gruppi calabresi prima sinteticamente delineato, corrisponde una coerente espansione della dimensione affaristica dei medesimi gruppi, risultando da molteplici fonti investigative l'interesse di soggetti legati alla 'ndrangheta in attività economiche legali controllate attraverso una fitta rete di partecipazioni societarie (nel campo dell'edilizia, soprattutto, ma anche dello smaltimento dei rifiuti e del commercio) e una spregiudicata pressione usuraria su operatori economici locali funzionali ad obiettivi di sostituzione nell'esercizio delle imprese in crisi finanziaria. La crescente ampiezza della sfera di interessi economici ruotante attorno alle varie anime della 'ndrangheta presenti nella regione ligure ben contribuisce a spiegare l'attivo interesse di tali articolazioni, registrato in recenti contesti investigativi, ad individuare in ambito locale specifici referenti amministrativi e politici, oltre che a rinsaldare e saldare le molteplici relazioni delle proprie rappresentanze economiche fiduciarie con gli ambienti imprenditoriali della regione. Il fenomeno appare connotato da speciali note di concretezza con precipuo riguardo alla situazione nelle province di Savona (ove operano soprattutto le famiglie Fameli, Fazzari, Gullace e Fotia) e Imperia (ove sono attivi i gruppi Ventre, Sergi, Pellegrino e Iamundo), ma è riconoscibile con nitidezza anche nel Levante (ove sono attive le famiglie De Masi, Romeo e Rosmini) e nel genovese (ove operano le famiglie Nucera, Rampino, Fogliani, Asciutto), in ogni caso confermandosi l'importanza di un penetrante e continuo monitoraggio delle realtà connotate da più rilevante e tradizionale presenza di figure di speciale potenziale criminoso al fine dell'emersione dei reali tratti dei processi di aggregazione e radicamento territoriale dei gruppi di origine calabrese.””

MAMONE Gino figura quale socio, in molte altre società:
1) "EcoTrans S.a.s." con Ines Capuana;
2) "Ecologia Edilizia s.r.l." con "Eco.Ge.", con Ines Capuana ed altri;
3) "SVILUPPO FE.AL S.r.l." divenuta poi “FEGINO CINQUE S.p.a." con Luigi MAMONE (padre), con "Eco.Ge", con Raso Alba ed altri;
4) "E.CO. PORT. SOC.CONS. a r.l." con Capuana Ines ed altri.

[… omissis …]

Il tenore delle prime conversazioni intercettate ha evidenziato taluni collegamenti di Gino MAMONE sia con il mondo politico che con il mondo della cosche calabresi. Egli potrebbe rappresentare il punto di contatto tra i due mondi, al fine di trovare tra essi un'intesa e condividere interessi comuni, che possono essere identificati in: elezione di taluni esponenti politici in occasione di elezioni amministrative in Genova, con l'appoggio delle cosche calabresi; ottenimento di appalti pubblici e/o concessioni varie (direttamente o Indirettamente) per le famiglie calabresi o per altri soggetti collegati direttamente o indirettamente, in cambio del loro voto politico. Questo accade grazie ad un'infiltrazione ambientale anonima, mimetica, scevra da atteggiamenti che possano destare allarme sociale, con lo spregiudicato abbandono di comportamenti tradizionalmente "mafiosi" per assumere quelli rassicuranti di gestore di apparentemente lecite ed avviate attività imprenditoriali.

Gino è fratello di Vincenzo (nato a Taurianova (RC) il 2011211959), oggetto di indagini da parte del Centro Operativo D.I.A. a questa sede, in ordine alla testimonianza resa nel dicembre 2005, dalla ex moglie Tiziana OSTERTAG, davanti al Sost. Procuratore della Repubblica - D.D.A. di Genova dott. Andrea CANCIANI (n. 3599105145 R.G.) per presunte attività illecite della famiglia MAMONE e di altri individui di origine calabrese a quest'ultima collegati.

Tra questi, oltre ai noti FAMELI Antonino e GULLACE Carmelo, vale la pena citare il CRISCINO Silvio, marito di Angela MAMONE (ex moglie di un RASO) e zia di Gino; è stato arrestato nel gennaio del 2006, insieme ad altri calabresi, indicati dagli inquirenti come legati alla 'Ndrangheta e responsabili di un vasto giro di usura e di pratiche estorsive. Mentre il CRISCINO si trovava detenuto presso il carcere genovese di Marassi, nella sua abitazione di Coronata, veniva effettuata uno "strano" furto notturno al narcotico. Gli inquirenti, da quanto appreso dalla stampa, non escludevano per nulla la pista del "segnale", come dire "tieni la bocca ben chiusa".

La OSTERTAG, in epoca antecedente all'arresto del CRISCINO, testimoniava:

"""con riferimento ad altri episodi relativi agli interessamenti di mio marito a favore del GULLACE affinché questi riuscisse ad investire il proprio denaro in altre attività economiche lecite, in tale ottica vanno interpretati i contatti con un iraniano che gestiva un negozio di tappeti di Genova in via Pisa e quelli con il cognato di mio suocero MAMONE Luigi, tale CRISCINO Silvio il quale avrebbe investito i soldi sia dei MAMONE che del GULLACE in attività usuraie. Almeno in una occasione ho assistito ad una dazione di denaro da parte del GULLACE a mio marito MAMONE da consegnare al CRISCINO. Successivamente, allorquando i rapporti Gullace-Mamone si erano già incrinati ed il primo pretendeva la restituzione di alcune somme dal secondo, questi coinvolgeva tale BELLONE Roberto dal quale otteneva circa 50 milioni; persona che poi io era costretta a fare entrare nella gestione del negozio di calzature di Genova per il rientro del credito che questi vantava nei confronti di mio marito rimasto inadempiente Ricordo poi un episodio di usura coinvolgente mio suocero ed il CRISCINO ai danni del titolare della "DOGI FURS' di Mignanego, consumato con la cessione gratuita di numerosi capi di pellicce conservate a casa di CRISCINO, di MAMONE Luigi ed anche nella mia abitazione. """

Sempre Vincenzo è stato oggetto di indagini nell'ambito del proc. pen. n. 1099/99/21 della Procura della Repubblica di Savona (operazione "FAMILY SOURCE") scaturito dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Genova - Sezione CO. per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla violazione della legge fallimentare, nonché al reato di riciclaggio e registrazione di fatture per operazioni inesistenti, a carico di una organizzazione criminale, peraltro coinvolta in altre vicende giudiziarie (traffico di sostanze stupefacenti e altro), il cui modus operandi consisteva nella creazione di alcune attività commerciali, poi fatte fallire per distrarne il patrimonio che veniva impiegato nella costituzione di altre aziende riconducibili ai componenti del sodalizio. In tale ambito il G.I.C.O. - Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Genova, veniva delegato ad effettuare mirate indagini di natura patrimoniale per l'applicazione delle misure di prevenzione ai sensi degli art. 2 bis Legge 575/65 - art. 14 Legge 55/1990.

Nell'elenco dei soggetti monitorati dal G.I.C.O., spicca quello di GULLACE Carmelo, nato a Cittanova (RC), il 05/04/1953, legato alla famiglia dei MAMONE e con i “Pronestì-Gullace-Raso-Albanese”, cioè una delle più potenti famiglie della 'ndrangheta, in perdurante e mortale lotta con la famiglia dei FACCHINERI, Costui è stato coinvolto in diversi omicidi commessi in Liguria di vari Facchineri, uno dei quali minorenne, ed è stato assolto in vari procedimenti, in uno addirittura in modo paradossale. Uno dei primi collaboratori delle forze di polizia, tale MIANO, infatti, nel carcere di Torino fu munito di microspia e registrò le varie conversazioni che aveva con i detenuti. Si parlava di vari sequestri di persona, tra cui quello di Gatta Marco, che fu sequestrato nel 1979 a Nichelino e fu rilasciato dopo pochi mesi a Spotorno, in provincia di Savona. Da quelle registrazioni si traeva il convincimento che il Gullace fosse uno dei componenti della banda che procedette al sequestro, anzi che fu colui che tenne con sé l'ostaggio a Ventimiglia. Ma le registrazioni non furono ritenute utilizzabili, d'altra parte con una sentenza ineccepibile sotto l'aspetto processuale della corte d'appello di Torino, e quindi il Gullace fu assolto. E' stato sottoposto a una richiesta di misura antimafia con il sequestro di tutti i suoi beni per circa 15 miliardi delle vecchie lire (partecipazioni azionarie in società ed altro) e l'applicazione di cinque anni di sorveglianza nei suoi confronti. (…)

MAMONE Luigi, padre di Gino (citato dalla relazione della D.I.A.) quale rappresentante della "F.lli MAMONE & C. S.n.c." risulta sottoposto a verifica fiscale nell'anno 1991 da militari del Comando Compagnia della Guardia di Finanza di Ge-Sampierdarena, con la conseguente segnalazione all'A.G. per l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse dalla "ITALSCAVI" di Mario LAVAGETTO.

La stessa società risulta segnalata nel giugno 1986, all'allora Ufficio Distrettuale delle II.DD. di Genova per prestazioni di servizio effettuate nei confronti della "E.R.G. S.p.a. - Raffineria Edoardo Garrone" per un importo di 777.382.000 delle vecchie lire.

Su tale ultimo aspetto è opportuno richiamare, ancora una volta, alcuni passaggi delle sommarie informazioni rese da Tiziana OSTERTAG al P.M. dott. Andrea CANCIANI:

""In alcune occasioni le consulenze riguardavano l'aggiudicazione dì appalti con il coinvolgimento degli imprenditori Riccardo e Vittorio GARRONE, In tale contesto mi risulta che BRILLA Luciano, dirigente della "ERG" avrebbe ricevuto dai MAMONE dei soldi, ma non so specificare a quale titolo, (..) la "FRATELLI MAMONE", operava solo per la ERG (,.) Per quanto riguarda la ECO-GE, fu fondata dai fratelli Antonio, Caterina e Gino MAMONE che continuarono a lavorare nella ERG. Sfruttarono tutti i contatti che il padre possedeva all'interno della ERG. A tal proposito voglio fare i nomi di alcuni dirigenti tale BRILLA Luciano, GRAPPIOLO Ugo che poi passò nella società ECO-GE. Riguardo al primo devo riferire un episodio appreso da mio marito secondo il quale, suo fratello GINO, aveva dato una mazzetta al Brilla e ciò si era venuto a sapere fra il personale della ERG; la voce era giunta fino a GARRONE Vittorio che era intervenuto sistemando la faccenda?""

La complessa ed articolata vicenda rappresentata nell'odierna annotazione, concerne le attività illecite di un compatto quanto temibile «cartello degli appalti» facente capo a Gino MAMONE, in violazione degli artt. 416 e 353 c.p. (associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti).

In proposito, occorre premettere che elementi costitutivi del reato di associazione per delinquere sono la formazione e la permanenza di un vincolo associativo continuativo tra almeno tre persone, allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti, con la predisposizione comune dei mezzi occorrenti per la realizzazione del programma delinquenziale e con la permanente consapevolezza di ciascun associato di far parte dell'illecito sodalizio e di essere disponibile ad operare per l'attuazione del comune programma criminoso (…)

[… omissis ...]

Si tratta in sostanza di gruppi di imprese organizzate attorno ad uno o più capofila dominanti, con lo scopo e con il risultato illecito di monopolizzare l'esecuzione delle opere pubbliche di un territorio escludendo la concorrenza e spartendosi i lavori secondo regole proprie. L'adesione delle imprese minori al cartello può essere di partecipazione volontaria in vista di profitti così garantiti, ma anche di sottomissione forzosa poiché il rifiuto può comportare l'esclusione di fatto da qualsiasi lavoro conveniente su piazza.

Per ottenere questi risultati un «cartello degli appalti» ha ovviamente bisogno di due condizioni fondamentali, ben note dalle cronache italiane e non solo del martoriato meridione.

La prima condizione è disporre di adeguate, illecite connivenze politiche e/o istituzionali, che vengono in genere ricompensate altrettanto illecitamente con voti, finanziamenti a partiti o personali e con altri benefici diretti o indiretti. La seconda è la garanzia illecita che alle gare d'appalto non partecipino, o non partecipino seriamente, imprese concorrenti da fuori piazza. (vds. ad esempio conv. n. 4218 del 05/03/2007... intercorsa tra il Mamone e il Lamberti nella quale i due nel discutere di una gara d'appalto ancora da effettuarsi pronunciavano la seguente frase: ""vabbé ma lui me l'ha data per vedere se ci può mettere qualche clausolina hai capito ?"")

Poiché il «cartello» non può condizionarle direttamente, questa garanzia dev'essere fornita da chi può gestire un sistema di condizionamenti illegali su scala regionale e nazionale, come le organizzazioni di tipo mafioso. E la garanzia viene ricompensata per lo più acquistando da loro ditte di copertura, forniture sovrafatturate di beni e servizi per i quali non è necessaria la certificazione antimafia (come, nel settore edilizio, i materiali da costruzione e l'affitto di macchine da movimento terra).

[… omissis ...]

Ebbene, al termine di un laborioso percorso investigativo che ha visto il raffronto delle migliaia di conversazioni intercettate, con documenti di valenza pubblica, si può asserire che le imprese del MAMONE ("ECO.GE", "ECOLOGIA EDILIZIA" etc.) e quelle aderenti al "cartello", sono presenti (direttamente o indirettamente), con una costanza sorprendente, in numerosi appalti pubblici della nostra regione (soprattutto quelli aggiudicati dalla "SVILUPPO GENOVA", per il cantiere di Cornigliano), ma anche della nazione. (…)

A titolo di esempio si citano:

a) in sub-appalto (anno 2003) dall'ATI Impresa Ing. Sparaco Spartaco Spa (capogruppo), Siemens Spa – CFM Cooperati Fabbri Meccanici a.r.l. - con sede in Roma, via XX settembre, 98, opere per un importo di € 300.000, relative al nuovo mercato ortofrutticolo di Genova (Via Colano);

b) opere di demolizione e bonifica di una parte delle strutture e aree site all'interno dell'ex stabilimento “ILVA-ITALSIDER” di Genova Cornigliano, nella specie:
* in subappalto dalla “SIRCE SPA”, corrente in Genova, Piazza Borgo Pila n. 40 (importo delle opere subappaltate € 140.000,00), i lavori di realizzazione di opere provvisorie in area AUC nel cantiere di Cornigliano a Genova – contratto n. 163 del 29/09/2006;
* in subappalto dall'A.T.I. “CALCESTRUZZI VAL D'ENZA SRL; THIENE COSTRUZIONI SRL e MAGAZZINI GENERALI DEL PORTO SRL” con sede in Montecchio Emilia (RE), via Gondar n.18 (importo delle opere subappaltate € 250.000,00), i lavori di demolizione e smantellamento nel lotto “Area A1” nel cantiere di Cornigliano a Genova – contratto n. 190 del 22/11/2006 (un secondo lotto era stato aggiudicato, sempre in sub-appalto, alla “F.LLI BARALDI SPA”);
* in sub-appalto dal R.T.I. - Raggruppamento Temporaneo d'Imprese: “AGRIDECO SRL e FURIA SRL”, con sede in Follonica (GR) via Aurelia Nord km 226 (appalto aggiudicato il 02/02/2007 dalla "SVILUPPO GENOVA"- ...) il servizio di gestione centralizzato dei rifiuti ex stabilimento ILVA di Cornigliano; 
* in sub-appalto dall'A.T.I. “I.D.E.A. di V. Dittadi & C. S.n.c; I.S.E. Impresa Edile Stradale S.r.l e I.Co.Stra. S.r.l.” i lavori di noli a caldo di macchine operatrici e lavorazioni appartenenti alla categoria prevalente OS23, per un importo pari a € 160.000,00 (verbale del 19.07.2007 e rettifica del 02.04.2008);
* in sub-appalto dalla DESPE S.p.a. alcune opere di demolizione dell'area Cok del cantiere di Cornigliano, come si deduce dal contenuto delle conversazioni intercettate con Giuseppe PANSERI, a.d. della citata DESPE (...)
* in appalto, l'esecuzione di tutte le opere, lavori, forniture e prestazioni necessarie all'esecuzione delle attività di demolizione fuori terra e risagomatura morfologica in parti dell'area "parchi" dello Stabilimento ILVA di Genova - Cornigliano, nonché delle recinzioni di cantiere onde rendere possibile l'utilizzo provvisorio di una seconda porzione di area per attività di deposito connesse alla logistica portuale, in parallelo allo svolgimento delle complessive attività di smantellamento, demolizione e bonifica nel cantiere di Cornigliano - Genova. Importo di € 533.833,00 Iva esclusa, con un ribasso del 28,26%, determinazione del 23/01/2007;
* nel raggruppamento temporaneo con la "P. & M. S.r.L" e "TECNOMINE S.a.s. di ZANDONELLA & C." corrente in Piacenza, via Fioruzzi n. 10, l'appalto per la progettazione esecutiva ed esecuzione di tutte le opere, lavori, forniture e prestazioni necessarie allo smantellamento e demolizione dei manufatti ricadenti nel lotto di intervento "Area Gasometri", escluso il gasometro AFO da 150.000 mc, nel cantiere di Cornigliano - Genova. Importo di € 430.635,16 Iva esclusa, determinazione del 02/02/2007

c) opere di bonifica e di demolizione per conto del gruppo "ENI", tra cui i serbatoi della "PRAOIL" di Genova-Pegli;

d) opere di bonifica dell'area ex STOPPANI di Cogoleto (GE);

e) opere di demolizione e bonifica dell'ex oleificio GASLINI di Genova; 

f) opere di demolizione e bonifica degli edifici (tre grattacieli) che ospitavano la sede dell'ex Ministero delle Finanze all'EUR di Roma;

g) opere di demolizione e bonifica di alcuni zuccherifici in Emilia-Romagna.

[… omissis ...]

2. ADESIONE DELLE IMPRESE AL “CARTELLO”

Il raffronto delle conversazioni intercorse con il fido Alfio LAMBERTI e con numerosi imprenditori che ancora oggi operano nel settore delle demolizioni e dell'edilizia in genere, con le più importanti gare pubbliche della nostra regione, specialmente quelle indette dalla citata "SVILUPPO GENOVA" (per lo stabilimento ILVA di Cornigliano) ha permesso di raccogliere validi e gravi indizi sull'adesione (forzata o volontaria) di alcune imprese, al "cartello" capeggiato da Gino MAMONE.

La prima ed efficace introduzione, al presente capitolo, è la conversazione tra presenti intercettata il 2/04/2007 (traccia n. 400 - infra pag. 12 e segg.), all'interno degli uffici della "ECO.GE" ed avvenuta tra LAMBERTI Alfio e MAMONE Gino.

I due argomentavano su quali strategie adottare per far aggiudicare alle imprese del "cartello", le diverse gare d'appalto indette per la riconversione dello stabilimento siderurgico dell'ILVA di Genova Cornigliano, nell'ambito del quale è previsto un investimento di 770milioni di euro e comprende il parziale abbattimento e la bonifica di alcune strutture, nella specie: la sopraelevazione di uno dei capannoni per ospitare la nuova linea di zincatura, lo smontaggio e la vendita delle c.d. "colate continue”, l'abbattimento dell'altoforno numero 4 (spento da due decenni) per lasciare posto al nuovo varco di accesso e al parcheggio dipendenti, la dismissione e la bonifica della centrale termica. Secondo il progetto, reso pubblico dalla "Società per Cornigliano", il rinnovamento del complesso si estenderà alle banchine, che saranno ristrutturate e fornite di nuove gru, e alla flotta che trasporta i rotoli d'acciaio provenienti da Taranto: l'incremento sarà di 4 nuove chiatte da 16.000 tonnellate. Infine, le nuove strutture esterne dello stabilimento verranno riverniciate in azzurro rendendo la propria presenza meno "tecnica" e creando un miglior impatto visivo. L'ipotesi di realizzare una centrale elettrica alimentata ad olio di palma (carburante che non produce emissioni di biossido di carbonio e che arriverebbe via nave) capace di una potenza pari a 120 megawatt è attualmente al vaglio. Il complesso genovese, ultimata la riconversione, diventerà il "polo siderurgico del freddo" più grande d'Europa; una volta a regime, la capacità produttiva dello stabilimento sarà raddoppiata.

Nella citata conversazione, il MAMONE raccontava quanto appreso da una terza persona n.m.i., circa l'incontro avvenuto tra un ragioniere ed alcuni individui di origine calabrese. Costoro, avrebbero considerato la possibilità di far aggiudicare un'importante gara d'appalto per il cantiere ILVA di Cornigliano, del valore di 5 milioni di euro, ad un'impresa avente la sede in altra regione prevedendo altresì, di affidare (probabilmente in sub-appalto) l'esecuzione dei lavori alla "PAMOTER" del PASCUCCI (...). In quel frangente, il MAMONE associava la ditta avente sede fuori regione, alla "F.lli BARALDI S.p.a." di Modena. A tal proposito il LAMBERTI lo rassicurava riferendo di aver parlato con il BARALDI (a.u. della "F.lli BARALDI) ed ottenuto delle garanzie in ordine ad una ripartizione delle gare con la "ECO.GE". In ogni caso, per raggiungere i loro scopi illeciti, i due non avrebbero rinunciato alla complicità di imprese "compagne di cordata". MAMONE: ""«io Gino sono corso da te perché sono stato a 'sta riunione... dove c'era un ragioniere c'è qualche calabrese di mezzo che stanno impostando questa gara di 5 milioni nell'ITALSIDER che vogliono farcela prendere a una persona da fuori che poi la fa PASCUCCI cioè sai... . » non so.. non è allora ho detto «non è che BARALDI facesse magari.»"" LAMBERTI: “”no.. ci metto.. la mano.... BARALDI lui insiste nel dire «giriamo ancora questa» ….. «e mettiamo Gino in pole position, dietro ci mettiamo noL sopra ci mettiamo noi, in modo che se ci fosse qualche stallo di qualche numero con l'accordo che facciamo 60 e 40.. 62 e 38.. no., poi l'altra la facciamo prendere alla ACM (fonetico) mettendo Gino in una posizione che..»...... nessuno può dire...... 2,25 o 31,70 secondo come vengono i numeri con l'accordo.. e la facciamo 50 e 50.. mettiamo un'azienda guarda.. « guarda mo ben questa è che come se fossi io.. questa è che come se fossi io.. questa è che come se fossi io., ti dico, parola eh... però., convinci Gino di non tirarle tutt'e due perché..» …...(inc.le)...... ma se noi prendessimo l'AFO con tranquillità ci dividiamo anche le nostre che facciano i cazzi loro... che noi facciamo 50 e 50.""

[… omissis ...]

Non trascurabile la conversazione telefonica del 12/02/2007 (...). Il Mamone ed il Poggi commentavano delle opere per Aldo SPINELLI (verosimilmente l'area ex ILVA-ITALSIDER,…) e l'aggiudicazione delle opere di demolizione del gasometro. Alquanto strana le frasi pronunciate dal MAMONE: "abbiamo avuto un culo sul... su quella gara di Spinelli....... abbiamo vinto anche il gasometro" lasciando intendere che la sua "ECO.GE" si fosse aggiudicata i due appalti. In realtà le vincitrici degli incanti erano le società "DESPE" e "TORINO SCAVI MANZONE" (...). E' vero, invece, che il MAMONE aveva ottenuto, da quelle imprese, alcuni sub-appalti. Si può quindi ragionevolmente sostenere, in relazione alle fattispecie delittuose segnalate nella presente, che il significato delle due frasi era un altro, ovvero il MAMONE non si riferiva alla sua "ECO.GE", ma bensì a quel "cartello degli appalti” da lui stesso promosso e del quale facevano parte anche le segnalate "DESPE" e "TORINO SCAVI MANZONE" (…).

[… omissis ...]

3.1. “SVILUPPO GENOVA”

L'indagato poteva avvicinare, senza tante formalità, i dirigenti della "SVILUPPO GENOVA" e con loro stabilire quell'intesa idonea a lasciargli decidere autonomamente quali azioni compiere, anche illecitamente, a proprio o altrui vantaggio.

Notevoli e preoccupanti, sono gli approcci con Giovanni PISANI detto Gianni, Salvatore SAFFIOTI e Alberto GHIO, all'epoca rispettivamente presidente, direttore amministrativo e amministratore delegato della prefata società (...).

Tuttavia gli "appoggi" del MAMONE non provenivano solo dai "vertici" ma potevano contare anche su altri personaggi, con incarichi di diversa natura ma comunque efficaci per portare a termine i suoi propositi. Bisogna infatti aggiungere la figura dell'ing. Dario MENINI e quella della sig.ra BISIO Alma (quest'ultima con compiti di segretaria).

In merito si cita la conversazione n. 2878 del 20/02/2007 infra pag. 162

Allo scopo di fornire elementi certi e dirimere ogni dubbio sulla gravità dei fatti narrati, è necessario ripercorrere, seppur brevemente, la genesi della "SVILUPPO GENOVA":
* nata alla fine del 1997 come "Ponente Sviluppo" e operativa dal 1998, "Sviluppo Genova" è una società pubblico-privata costituita per realizzare iniziative dirette alla riqualificazione ambientale di Genova e della sua provincia, attraverso il riutilizzo di aree industriali dismesse o in via di dismissione. L'ambito in cut opera "Sviluppo Genova" copre oggi tutto il territorio della provincia di Genova. Nel 2000 la società - con il cambio di ragione sociale da Ponente Sviluppo a Sviluppo Genova - ha esteso le proprie competenze dalla zona occidentale del capoluogo ligure all'intera provincia. L'area di intervento riguarda perciò un territorio di 1854 Kmq. che comprende 67 comuni;
* la società può richiedere, gestire finanziamenti e contributi per gli interventi, stipulare convenzioni e contratti con enti locali e soggetti privati, ottenere autorizzazioni urbanistiche ed edilizie, per mezzo di accordi di programma e conferenze di servizi.

Una delle molte imprese costituite dalla famiglia dei MAMONE e poi cessata, è la "VALPOLCEVERA TRE" S.r.l. (c.f.: 03194480103) già con sede in Genova, via Serra n. 2/9.

Con atto del giugno 2001, i soci MAMONE Luigi, MAMONE Antonio, MAMONE Caterina, OLIVIERI Carlo Guido, OLIVIERI Duk Soon, DE SCALZO Flora, DE SCALZO Paola, DE SCALZO Luigi e IMELDI Marina, cedevano le quote sociali in loro possesso (per un totale di lire 99.000.000 pari ad € 50.490,00) all'anzidetta "SVILUPPO GENOVA", determinando così il trasferimento di proprietà. 

Decreto n°: 11322/06/21 RGNR - 94/07 RIT
Progressivo n°:2878
Numero intercettato : 335/698****
Intestatario : ECO.GE Sri - Via E. Ferri nr. 11- Genova
Data Fonia :20/02/2007 ora : 09:43:10
Durata : 0:00:37
Interlocutore : Nino Mamone (fratello di Gino Mamone)
Chiamata: Uscente
Numero : Non disponibile
MAMONE Gino = G
MAMONE Nino = N

N: pronto?
G:si
N: si Gino, dimmi
G: l'Ingegner BARBIERI...
N:si
G: ...è quello della Genova Sviluppo, no?
N: si si
G: ecco, siccome ieri parlava con Sandro dei rifiuti, tu lo vedi?
N: si, lo vedo, lo vedo
G: è, gli dici: «ha detto mio fratello che li un po' di sconto lo possiamo fare sull'offerta che abbiam fatto, non...»
N: va....va bene, okay
G: che non ce lo diano ad altri, cioè
N: si, si, glielo dico subito, ciao ciao
G: ciao

[… omissis …]

4. I COLLEGAMENTI CON LA CRIMINALITA'

Come già precisato in premessa, Gino MAMONE è noto per la sua appartenenza ad una delle famiglie inserite nella relazione - anno 2002 - della DIA. con le seguenti motivazioni:

presenze significative sono state individuate anche in Liguria, ove la criminalità calabrese, presente sin dagli anni '60, si è manifestata tanto in ambito microcriminale, attraverso l'esercizio dello spaccio di droga al minuto, quanto in importanti settori economici quali l'edilizia, la ristorazione e, soprattutto, lo smaltimento dei rifiuti. Le consorterie censite sul territorio sono riconducibili alle famiglie ROMEO, NUCERA, RAMPINO, MAMONE, FOGLIANI, FAMELl e FAZZARI. La famiglia MAMONE, proveniente dalla Piana di Gioia Tauro (RC) e collegata ai MAMMOLITI di Oppido Mamertina (RC), si è insediata a Genova, ove è titolare della società "F.lli MAMONE & C. di MAMOME Luigi" aggiudicatane di un cospicuo numero di appalti pubblici”.

In corrispondenza con le linee generali di più ampi processi di ristrutturazione criminale, può poi ritenersi fondata l'ipotesi investigativa di un collegamento organizzativo su base regionale delle principali articolazioni liguri della 'ndrangheta, al fine del coordinamento delle rispettive iniziative e sfere di influenza criminali, oltre che della razionale gestione dei legami operativi, definiti per specifici ambiti di affari (operazioni di narcotraffico e controllo del gioco d'azzardo, ma anche l'infiltrazione nel mercato degli appalti pubblici, soprattutto in tema di servizi), instaurati con altre, similari strutture delinquenziali, siano queste anch'esse attive in Liguria ovvero in altre parti del territorio nazionale e all'estero. La crescente ampiezza della sfera di interessi economici ruotante attorno alle varie anime della 'ndrangheta presenti nella regione ligure ben contribuisce a spiegare l'attivo interesse di tali articolazioni, registrato in recenti contesti investigativi, ad individuare in ambito locale specifici referenti amministrativi e politici, oltre che a rinsaldare e saldare le molteplici relazioni delle proprie rappresentanze economiche fiduciarie con gli ambienti imprenditoriali della regione (...).

Poiché il «cartello» non può condizionarle direttamente, questa garanzia dev'essere fornita da chi può gestire un sistema di condizionamenti illegali su scala regionale e nazionale, come le organizzazioni di tipo mafioso. E la garanzia viene ricompensata per lo più acquistando da loro, ditte di copertura e forniture sovrafatturate di beni e servizi esenti da certificazione antimafia (come, nel settore edilizio, i materiali da costruzione e l'affitto di macchine da movimento terra).

Si rammenta, che ai sensi dell'art. 4 della legge n. 490 del 1994, le autorizzazioni e le concessioni possono essere revocate allorché, a seguito delle verifiche disposte dal Prefetto, emergano elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa. Infatti, ormai da diversi anni, il Ministro dell'Interno, di concerto con i titolari dei Dicasteri della Giustizia nonché delle Infrastrutture e Trasporti, ha emanato un decreto che attribuisce alla D.I.A. un ruolo centrale nell'azione di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel delicato settore della realizzazione delle cosiddette "grandi opere pubbliche". Inoltre, dopo il significativo provvedimento del Capo della Polizia che, in attuazione della citata direttiva, aveva affidato alla DIA, nel marzo 2002, l'obiettivo strategico del "miglioramento della lotta al crimine di stampo mafioso anche mediante il contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti", si deve altresì ricordare che il 18 marzo 2003 il Capo della Polizia ha emanato un analogo decreto con il quale, in ottemperanza alla Direttiva del Ministro per l'anno 2003, è stata affidata alla DIA la realizzazione dell'obiettivo operativo relativo al "miglioramento del controllo degli appalti pubblici". In tale contesto normativo il decreto interministeriale del 14 marzo 2003, adottato in esecuzione della delega contenuta nel decreto legislativo 20 agosto 2002, n.190, rappresenta un ulteriore cruciale momento della strategia di attacco agli interessi criminali nel settore degli appalti, che trova nella DIA il fulcro di un articolato sistema di monitoraggio e di controllo degli appalti di maggiore rilevanza o ritenuti esposti a specifico rischio di aggressione criminale. Con questo provvedimento - in cui sono state "individuate le procedure per il monitoraggio delle infrastrutture ed insediamenti industriali per la prevenzione e repressione di tentativi di infiltrazione mafiosa" nelle ed "grandi opere" si è, difatti, voluto potenziare ulteriormente il sistema di contrasto alle infiltrazioni criminali nel settore degli appalti, in un momento storico in cui le stesse assumono una portata ancora maggiore in considerazione della imminente realizzazione di importanti opere pubbliche. In particolare, il recente decreto ha stabilito all'art. 5, per quanto concerne le citate "grandi opere", che "le attività di monitoraggio rientranti nella competenza del Ministero dell'Interno sono attribuite, a livello centrale, alla Direzione Investigativa Antimafia, che vi provvede operando in raccordo con la Direzione Centrale della Polizia Criminale".

Qui di seguito si riportano gli episodi più significativi accertati con le indagini delegate e riguardanti effettivi rapporti con esponenti della criminalità tesi, così si deduce, ad agevolare le infiltrazione criminali nel settore degli appalti, atteso che i personaggi segnalati, sono ben noti per l'inserimento in sodalizi criminali di origine calabrese con condanne e denunzie all'A.G. per reati gravissimi, come l'associazione mafiosa, il traffico di stupefacenti e l'estorsione.

4.1. I RAPPORTI CON STEFANELLI VINCENZO

[… omissis …]

4.2. I RAPPORTI CON I F.LLI AVIGNONE (Salvatore e Domenico detto Mimmo)

[… omissis …]

4.3. I RAPPORTI CON FOTIA PIETRO detto “Piero”

[… omissis …]

4.4. I RAPPORTI CON FACCHINERI GIUSEPPE detto “Pino”

[… omissis …]” 

Nell'ambito dell'inchiesta “PANDORA” veniva individuata e quindi contestata, dalla Procura di Genova (Proc.Pen. 7384/09 mod. 21 R.G.N.R.) l'associazione a delinquere capeggiata dal MAMONE Gino e che vedeva indagati, unitamente allo stesso:

- il BARALDI Claudio nella sua qualità di amministratore unico, nonché direttore della F.LLI BARALDI SPA;

- il BERTUCCINI Giorgio, nella sua qualità di amministratore unico, nonché direttore tecnico della I.CO.STRA SRL...;

- il COLLINA Pietro, nella sua qualità di presidente del Consiglio di gestione della C.C.C. (CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI);

- il DELLEPIANE Aldo, nella sua qualità di amministratore della DEMONT SRL;

- il DITTADI Valerio, amministratore unico della IDEA di Valerio DITTADI & C SNC;

- il FANELLI Diego, nella sua qualità di amministratore della FURIA HOLDING SRL;

- il GAZZETTI Ivan, nella sua qualità di “Direttore tecnico” per la F.LLI BARALDI SPA;

- il LAMBERTI Alfio, nella sua qualità di consulente tecnico della ECO-GE SRL;

- il MAMONE Gino, nella sua qualità di amministratore unico della ECO-GE SRL;

- il MANZONE Renzo, nella sua qualità di consigliere della TORINO SCAVI MANZONE SPA;

- il PANSERI Giuseppe, nella sua qualità di amministratore della DESPE SPA;

- il RAINERI Roberto, nella sua qualità di consigliere della M.S. ISOLAMENTI SPA;

- il ROSSI Stefano, nella sua qualità di legale rappresentante della società AGRIDECO SRL.

In quanto gli stessi: “si associavano tra loro mediante accordi collusivi o altri mezzi fraudolenti al fine di commettere più delitti di turbativa d'asta, predisponendo e presentando, per le gare relative alla bonifica e riconversione dell'ex area acciaierie ILVA-ITALSIDER di Genova-Cornigliano, le singole offerte con modalità in precedenza pianificate e coordinate con ribassi concordati, in modo da influire in maniera decisa sull'individuazione dei soggetti di volta in volta aggiudicatari delle gare pubbliche – e successivamente dopo l'aggiudicazione anche sulla scelta del sub-appaltatore, nonché sulla conseguente determinazione del prezzo di aggiudicazione, con conseguente danno per l'ente pubblico appaltante “Sviluppo Genova”. In particolare, il MAMONE quale promotore della suddetta associazione di volta in volta coltivava modalità di partecipazione alle gare, determinando il ruolo dei soggetti partecipanti in modo o da far aggiudicare alla propria impresa ECO.GE, la gara indetta, oppure di fare in modo che la ditta aggiudicataria gli concedesse il subappalto delle opere oggetto di gara. Il tutto con conseguente vantaggio patrimoniale per ciascun membro dell'associazione e con conseguente danno dell'ente pubblico appaltante, essendo stato impedito, ristretto o comunque falsato in maniera consistente il gioco della libera concorrenza”.

Ed ancora, nel medesimo ACIP (Avviso Chiusura Indagini Preliminari) notificato al MAMONE Gino (ed altri) venivano indicate, nello specifico, le singole gare contestate:

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BERTUCCINI Giorgio per contro della “I.CO.STRA SRL”;
-FANELLI Diego per conto della “ISE SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per ADEGUAMENTO PONTE BASSO” (bando del 24/01/2006, esito di gara dell'08/05/2006) aggiudicata il 24/02/2006 alla I.S.E. SRL mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 24,61%. [...]";

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- DELLEPIANE Aldo per conto della “DEMONT SRL”;
-LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per SMANTELLAMENTO E DEMOLIZIONE AREA GASOMETRI” (dando del 09/11/2006, aggiudicazione del 02/02/2007, esito di gara del 23/03/2007) aggiudicato all'A.T.I. ECO.GE / P&M / TECNOMINE mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo risultato con ribasso del 25,33% [...]”;

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- BERTUCCINI Giorgio per conto della “I.CO.STRA. SRL”;
- COLLINA Pietro, per conto della “C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni” di Bologna;
- DITTADI Valerio, per conto della “IDEA SNC”;
- FANELLI Diego per conto della “ISE SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- MANZONE Renzo per conto della “TORINO SCAVI MANZONE”;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per SMANTELLAMENTO E DEMOLIZIONE GASOMETRO AFO” (bando del 30/03/2007, aggiudicazione del 09/05/2007, esito di gara de 24/05/2007) aggiudicato all'A.T.I. IDEA / I.CO.STRA., mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 25,32% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- COLLINA Piero, per conto della “C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni” di Bologna;
- DELLEPIANE Aldo per conto della “DEMONT SRL”;
- DITTADI Valerio, per conto della “IDEA SNC”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- MANZONE Renzo per conto della “TORINO SCAVI MANZONE”;
- MORINI Lorenzo e MORINI Barbara per conto della CALCESTRUZZI VAL D'ENZA;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per SMANTELLAMENTO E DEMOLIZIONE AREA A1” (bando del 27/09/2006, aggiudicazione del 10/11/2006) aggiudicato all'A.T.I. Calcestruzzi Val d'Enza / Thiene Costruzioni / Magazzini Generali del Porto, mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 30,874% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- COLLINA Piero, per conto della “C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni” di Bologna;
- DELLEPIANE Aldo per conto della “DEMONT SRL”;
- DITTADI Valerio, per conto della “IDEA SNC”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- MANZONE Renzo per conto della “TORINO SCAVI MANZONE”;
-PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per SMANTELLAMENTO E DEMOLIZIONE AREA A5 – SUBLOTTO 1” (bando del 21/12/2007, aggiudicazione del 31/01/2007) aggiudicato alla F.LLI BARALDI SPA, mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 35,31% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- COLLINA Piero, per conto della “C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni” di Bologna;
- DELLEPIANE Aldo per conto della “DEMONT SRL”;
- FURIA Gino, per conto della “FURIA HOLDING SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
- RAINERI Roberto per conto della “M.S. ISOLAMENTI SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per DEMOLIZIONE E BONIFICA LANFRANCO” (bando del 13/06/2007, aggiudicazione del 19/07/2007, esito di gara del 26/09/2007) aggiudicato alla M.S. Isolamenti Spa, mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 17,882% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- CABRIA Alberto, per conto della cons. stabile PA.MO.TER. SCARL;
- COLLINA Piero, per conto della “C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni” di Bologna;
- DELLEPIANE Aldo per conto della “DEMONT SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- MANZONE Renzo per conto della “TORINO SCAVI MANZONE”;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per LAVORI DI PASSIVAZIONE SMANTELLAMENTO E DEMOLIZIONE S.O.T.” (bando del 01/07/2006, aggiudicazione del 19/09/2006, esito di gara del 16/10/2006) aggiudicato all'A.T.I. Consorzio Stabile PA.MO.TER / COMES TIGULLIO SRL mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 24,925% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- COLLINA Piero, per conto della “C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni” di Bologna;
- DELLEPIANE Aldo per conto della “DEMONT SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- MANZONE Renzo per conto della “TORINO SCAVI MANZONE”;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per SMANTELLAMENTO E DEMOLIZIONE ALTOFORNO AF02” (bando del 01/03/2006, aggiudicazione del 08/09/2006, esito di gara del 14/09/2006), aggiudicato all'A.T.I.C.C.C. Cons. Coop. Costruzioni / Torino Scavi Manzone Spa, mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 23,07% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- BERTUCCINI Giorgio, per conto della “I.CO.STRA SRL”;
- FANELLI Diego per conto della “ISE SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- MANZONE Renzo per conto della “TORINO SCAVI MANZONE”;
- MUSSO Andrea per conto della SIRCE SPA;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per OPERE IN AREA A.U.C. - 1§ LOTTO” (bando del 31/07/2006, aggiudicazione del 08/09/2006, esito di gara 14/09/2006) aggiudicato alla SIRCE SPA mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 23,07% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- FANELLI Diego, per conto della “ISE SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per OPERE IN AREA A.U.C. - 2° LOTTO” (bando del 14/12/2006, aggiudicazione del 23/01/2006, esito di gara 05/02/2007) aggiudicato alla ECO.GE SRL mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 28,26% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- FURIA Gino per conto della “FURIA HOLDING SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- ROSI Stefano per conto della “AGRIDECO SRL”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per GESTIONE CENTRALIZZATA DEI RIFIUTI” (aggiudicata il 02/02/2007 con contratto iniziale più rinnovo parziale) aggiudicato alla R.T.I. AGRIDECO / FURIA, mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 25,32% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- BERTUCCINI Giorgio, per conto della “I.CO.STRA SRL”;
- BIAGIONI Eugenio per conto della NEC SRL;
- FANELLI Diego per conto della “ISE SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per DEMOLIZIONE AREA A3 E PARCHEGGIO” (bando del 04/04/2007, aggiudicazione del 03/05/2007, esito di gara del 24/06/2007) aggiudicato alla NEC SRL, mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 22,780% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- DELLEPIANE Aldo per conto della “DEMONT SRL”;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
- PANSERI Giuseppe per conto della “DESPE SPA”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per SMANTELLAMENTO E DEMOLIZIONE COKERIA” (bando del 20/03/2007, aggiudicazione del 30/04/2007, esito di gara del 24/05/2007) aggiudicato alla DESPE SPA, mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 32,410% [...]”

[...] perché, quale imprenditore operante nel settore delle bonifiche, degli scavi, delle demolizioni e dei lavori edili in genere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poneva in essere accordi collusivi con:
- BARALDI Claudio e GAZZETTI Ivan, per conto della “F.LLI BARALDI”;
- BERTUCCINI Giorgio per conto della “I.CO.STRA SRL”;
- COLLINA Piero, per conto della “C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni” di Bologna;
- LAMBERTI Alfio della “ECO.GE”;
volti a ottenere l'aggiudicazione dell'appalto per LAVORI DI REALIZZAZIONE DELLA VIABILITA' IN SPONDA DESTRA DEL TORRENTE POLCEVERA – GENOVA – 1° SUBLOTTO” (bando del 20/06/2008, aggiudicazione del 01/08/2008, esito di gara del 08/09/2008) aggiudicato alla C.C.C. Consorzio Cooperative Costr., mediante alterazione del dato dell'offerta media ottenuta con la presentazione, alla stazione appaltante Sviluppo Genova, di offerte preventivamente concordate tra di loro, in particolare sulla determinazione del prezzo, risultato con un ribasso del 16,949% [...]”

Si deve inoltre segnalare che nell'ambito dei lavori eseguiti dalla ECO.GE SRL presso gli appalti/subappalti di SVILUPPO GENOVA, nelle aree delle ex acciaierie di Genova-Cornigliano, abbiamo potuto individuare l'attività di smaltimento illecito presso la zona di Tortona (AL). Nell'ambito di tale monitoraggio si è anche accertata la contiguità con diversi soggetti, sempre legati alla criminalità organizzata calabrese, tra cui il RUBERTO Francesco (già citato nella precedente puntata in quanto strettamente collegato al VERTERAME – inchiesta “INFINITO” e “TENACIA” DDA Milano) e si è quindi proceduto a segnalare tali fatti alla competente DDA di Torino che ha avviato apposita inchiesta e di cui stralcio risulta essere la c.d. inchiesta “ALBATROS” della DDA di Genova, ove risultano indagati diversi componenti della famiglia MAMONE, oltre ai collegati RASCHELLA', responsabili di altre imprese e personale AMIU SPA.
 

b.2) “Piano di caratterizzazione, analisi di rischio, progetto definitivo di bonifica dell'area ERZELLI di Genova: ex area logistica per attività repotroportuali; contaminazione di metalli, idrocarburi, PCB, IPA; bonifica tramite escavazione e smaltimento in discarica. Cliente: GHT SPA, Genova” 

Occorre segnalare, in merito a detta operazione della GENOVA HIGH TECH SPA che si è accertata un particolare “passaggio” di appalti/subappalti che ha visto, anche in questo caso, acquisire una posizione dominante da parte della ECO-GE (nonostante l'Informativa atipica antimafia promossa dal Prefetto di Genova). Al fine di meglio chiarire, sinteticamente, il punto si riporta quanto da noi inserito nella Relazione alla Commissione Parlamentare Antimafia, durante l'Audizione dell'8 luglio 2014:

Il secondo maxi cantiere – quello della “GENOVA HI-TECH” - ha visto assumere, nuovamente, una posizione dominante da parte della ECO-GE dei MAMONE. In merito a quest'ultimo, relativo alla maxi operazione sulla collina degli Erzelli, è opportuno dare specifica indicazione.

Ad un primo sopralluogo presso la collina degli Erzelli, complessivamente divenuta area di cantiere per sbancamenti e quindi costruzione dei complessi destinati ad ospitare la cosiddetta “GENOVA HI-TECH”, si constatava che buona parte dei cantieri vedevano impegnati mezzi dell'impresa “BIELLA SCAVI” e si trovava, limitatamente a due cantieri minori, la presenza della ECO-GE. Successivamente si leggeva quanto riportato nell'O.C.C. dell'Operazione “TENACIA” relativa al gruppo imprenditorial-mafioso dei PEREGO-STRANGIO. In detta Ordinanza emergeva che la “BIELLA SCAVI” sarebbe stata avvicinata dai componenti del sodalizio 'ndranghetista per fargli cedere gli appalti e che questa avrebbe ceduto i grossi appalti che aveva a GENOVA.
Ci si recava quindi nuovamente presso i cantieri della “
GENOVA HI-TECH” ed effettivamente si documentava che la situazione “fotografata” nel primo sopralluogo si era ribaltata: la “BIELLA SCAVI” era pressoché scomparsa e la ECO-GE aveva allargato la propria presenza praticamente in tutti i cantieri degli Erzelli. Si notavano inoltre anche i mezzi della SCAVO-TER dei FOTIA in opera in un'area cantiere in cui non risultavano assegnazioni di subappalti o altra indicazione che segnalasse una concessione di lavori a detta impresa.
 

Nella mappa la situazione dei cantieri nel marzo 2011:



Successivamente la
ECO-GE ha ampliato ulteriormente la propria presenza nei cantieri (occupandosi anche di tutta la parte “centrale” dell'area e del versante a ridosso del casello autostradale), mentre la SCAVO-TER “svaniva” (presumibilmente in conseguenza dell'arresto di FOTIA Pietro) e la “BIELLA SCAVI” vedeva ulteriormente ridursi gli ambiti lavorativi in detti cantieri.”


b.3)“Piano di caratterizzazione, analisi di rischio, progettazione e direzione lavori per la bonifica del sito della nuova sede ABB a Genova: impianto di trattamenti elettrolitici superficiali dismesso; suolo contaminato da idrocarburi, con prodotto in fase libera; bonifica con misure di sicurezza (geomebrana a tenuta) per protezione vapori, scavo e smaltimento parziale del suolo contaminato e recupero, con sistema duale, del prodotto in fase libera. Cliente Elips Spa, Gruppo COOPSETTE, Genova”.

In tale cantiere ha operato la “ECO-GE SRL” dei MAMONE con subappalto. 

 

b.4)“Progetto di bonifica del Litorale di Cogoleto nel sito STOPPANI a Cogoleto e Arenzano (GE) [SIN]: area contaminata da scorie di cromo esavalente; bonifica mediante asportazione, con successivo ripascimento e protezione costiera: Cliente: UFFICIO DEL COMMISSARIO DELEGATO”.

Anche in merito alla questione STOPPANI si ritiene opportuno segnalare, sinteticamente, quanto segue:

- In propria Relazione alla Procura di Genova, Prot. 5424/1°/67 dell'aprile 2007, la Guardia di Finanza di Genova, segnalava:

[...] 

2.Delitti di corruzione di pubblici ufficiali e funzionari 

Tra le società sponsorizzatrici vi è la società “ECO.GE” di MAMONE Gino, componente della nota famiglia MAMONE di origini calabrese. Attraverso la registrazione di fatture per operazioni inesistenti, il MAMONE, si è creato dei “fondi neri”, che lo stesso utilizzerebbe per il pagamento di tangenti a taluni politici ed imprenditori locali, finalizzati alla partecipazione della “ECO.GE” in gare per appalti pubblici e non. Infatti, una delle attività a cui è interessato l'indagato è la compravendita di alcune aree-terreni di scarso valore con società di costruzioni immobiliari. Le stesse verrebbero rivalutate attraverso operazioni di bonifica, da lui stesso effettuate, e attraverso l'ottenimento di concessioni edilizie. La concessione di quest'ultime sarebbero in seguito agevolate presso le opportune sedi da politici appartenenti ad alcuni Enti locali.

Fra queste operazioni allo stato attuale sono in corso quella dell'ex oleificio GASLINI di Genova e dell'area STOPPANI di Cogoleto. 

> Vicenda “Stoppani”

L'area STOPPANI al momento è soggetta alla giurisdizione del Commissario Straordinario Avv. Giancarlo VIGLIONE, nominato dal Ministero dell'Ambiente per sovrintendere ai lavori di bonifica dell'area. MAMONE Gino avrebbe intenzione, attraverso un concordato fallimentare con la società STOPPANI SPA, di comprare l'area, ancora di scarso valore commerciale, in quanto non ancora bonificata e procedere successivamente sia alle operazioni di bonifica che alla rivendita del terreno a società di costruzioni immobiliari, dopo essersi assicurato le concessioni edilizie facendo ricorso ai canali politici.

Frattanto il Ministero dell'Ambiente ha emesso apposito provvedimento per ottenere il risarcimento dei danni patiti per l'inquinamento del suolo dal cromo e da altre sostanze nocive trattate dalla segnalata e tristemente nota “STOPPANI SPA”. Il risarcimento ammonta a 300 milioni di euro. Benché questo provvedimento lo preoccupi, il MAMONE non desiste dai suoi intenti di accaparrarsi l'area e portare a compimento le sue speculazioni.

Egli intende proseguire nel suo operato, avvalendosi dei suoi numerosi appoggi politici attraverso i quali ottenere l'approvazione ed il consenso degli Enti Locali per il buon esito del suo progetto. Grazie alle conversazioni telefoniche intercettate sulle utenze in uso agli indagati innanzi citati, sono stati acquisiti preziosi elementi circa il coinvolgimento delle sottonotate persone, che opererebbero a favore del MAMONE: 

1. STRIANO Paolo, consigliere comunale e Capo Gruppo della Margherita del Comune di Genova nonché membro della III Commissione per l'Urbanistica – Assetto del Territorio e Lavori Pubblici di detto Comune;
2. Dott. LAZZARINI Giampiero del Comune di Arenzano, responsabile dell'Ambiente, definito come “quello che firma tutto”
3. Dott. MINERVINI Gabriella, Direttore Generale Dipartimento Ambiente – Sezione Valutazione Impatto Ambientale – Regione Liguria;
4. Dott. BRESCIANINI Cecilia, Vice Commissario Straordinario per la bonifica dell'area Stoppani nonché ex Direttore scientifico dell'Arpal;
5. Avv. Massimo CASAGRANDE, consigliere comunale dei Democratici di Sinistra del Comune di Genova
6. Ettore ROSATO, Sottosegretario al Ministero dell'Interno.

Le conversazioni telefoniche intercettate, come evidenziato nell'apposita corrispondenza, fanno ragionevolmente ritenere che l'ECO.GE, e quindi il MAMONE, sia tutt'altro che intenzionata ad interrompere i lavori presso la STOPPANI. 

[...]”.

Nell'ambito della medesima attività di indagine la Guardia di Finanza procedeva già il 31 gennaio 2007, nell'ambito delle attività tecniche a questa delegate, nel documentare i contatti del MAMONE con GAMBINO Luigi, in quel momento ex Sindaco di Arenzano:

[...] 

Va ricordato che il MAMONE sta curando altri affari di notevole rilevanza economica, fra cui quello della bonifica area STOPPANI di Cogoleto e quello della bonifica depositi di pertinenza “PRAOIL” nella zona di Ge-Pegli (…) 

Per quanto riguarda l'aspetto della STOPPANI le indagini tecniche hanno permesso di ascoltare una conversazione avvenuta tra tale GAMBINO Luigi (ex sindaco di Arenzano...) e l'indagato in ordine ad un appuntamento fra quest'ultimo e il noto Marchese CATTANEO ADORNO, rientrato in Italia dopo una lunga latitanza in Brasile per una condanna penale scaturita dalle indagini svolte nei primi anni '90 in questa città, per gravi fatti di corruzione di funzionari e amministratori pubblici. 

Dal tenore delle conversazioni avvenuti con il CAFARELLI si deduce che il MAMONE dovrà discutere con il CATTANEO, nel Grand Hotel di Arenzano, delle sorti della Stoppani, allo stato attuale in corso di bonifica da parte della ECO.GE SRL. 

Progressivo n°: 753
Numero intercettato: 335/698****
Intestatario: ECO.GE Srl – Via E. Ferri nr. 11 – Genova
Data Fonia: 30/01/2007 ora: 09:39:50
Durata: 0:03:04
Utente: Gambino Luigi
Chiamata: Uscente
Numero: 339361****

Gino MAMONE: G / GAMBINO Luigi: L

L: pronto

G: Gambino!
 

L: si


G: sono Gino Mamone, come stai, buongiorno!
 

L: oh ciao, come va?

G: bene! 

L: dimmi.
 

G: ti volevo dire una cosa, siccome noi abbiamo mandato un fax al Commissario...
L: chi l'ha mandato?
 

G: al Commissario di Arenzano


L: ma chi ce l'ha mandata?


G: ce l'ho mandato io


L: ah, dimmi


G: perché abbiamo un incontro giovedì alle 12:00 col Comune di Cogoleto per fare già un infarinatura di cosa p...


L. io ne vengo adesso, guarda da ...mmm... per aprirti tutte le strade possibili, adesso da la, dimmi!


G: eh, siccome non mi ha risposto nessuno, a me farebbe piacere che il Comune di Arenzano partecipasse anche al...


L: ma credo che participi eh?


G: eh, ma...


L: mi ha detto Lazzarini che c'è una riunione a Cogoleto!


G: eh! Ah va bene


L: giovedì


G: però io sono stato...


L: aspetta un attimo, stai in linea


G: eh! Non ti preoccupare per...


L: stai in linea


G: certo, certo!


L: 9138252, l'ho fatto giusto, aspetta un attimo che... sull'altro telefono, sono qui in un posto, Lazzarini, Lazzarini mi ha detto. 252, ne vengo adesso;

G: volevo solo verificare che lo sappiano, capito? Non vorrei che magari poi dicano, cazzo ha fatto male... e non mi han detto niente, capisci?


L: adesso non risponde Giampiero, cavolo, ma... ti richiamo...

G: Giampiero è quello grosso, alto


L: Lazzarini è quello, il responsabile dell'Ambiente


G: eh bravo, quello con gli occhiali...


L: quello che firma tutto, stamattina son stato con lui aaahh, Giampiero...


G: non è che mi puoi dare il cellulare...
L: scusa... stai, stai lì, stai li Mamone, Giampiero scusa ho... ma ha chiamato il sig. Mamone, giovedì noi ci siamo presenti alla riunione a Cogoleto... eh! Lui ha mandato un fax al Prefetto chiedendo la nostra presenza... quando lo hai mandato sto fax?


G: eeehh... la settimana scorsa


L: non ne puoi mandare uno all'attenzione, stamattina, del dott. Lazzarini subito?


G: aspetta, lo mando subito al dottor...
[...]


L: perché lui vorrebbe che si sei anche tu, capito? adesso gli dò il fax 010.

G: si!

L: 9138 dimmi!

G: 9138.
L: 284, attenzione dottor Lazzarini.

G: ok! domani...

L: stai lì Mamone, stai lì, eehh, ciao Giampi, mi raccomando questo che ti ho detto con Mamone eh? Ciao ciao... allora niente, ti volevo dire che hai sentito no?


G: si! Si! 


L: non l'ha ricevuto, tu gli fai il fax giovedì viene... io gli ho detto apertura massima eh?


G: ok grazie!

L: bene? Senti però... grazie niente, domani allora...


G: ci vediamo domani mattina


L: eh


G: eh... alle 11 io e te


L: eh.. ma quando tu mi dici... vabbè niente... è meglio dire a voce certe cose


G: eh bravo bravo, ci vediamo domani mattina, tranquillo!


L: ciao, ciao


G: ciao
[…]”

L'interesse per la STOPPANI emerge inoltre in altre intercettazioni contenute anche nell'Informativa finale della Guardia di Finanza che si è già sinteticamente vista in riferimento al “cartello di imprese” facente capo al MAMONE Gino. In particolare:

- in una conversazione del MAMONE Gino con l'AVIGNONE Domenico (cl. 1975, che risulta mappato nel 1999 il 416-BIS, come appartenente alla cosca SANTAITI-GIOFFRE', e per omicidio nel 1992, 1994 e nel 2003):

18/06/2007 – ore 9:51:00
AVIGNONE Domenico = A
MAMONE Gino = M

A: pronto..

M: pronto

A: Ciao Gino.. Mimmo Avignone

M: Ciao Mimmo come stai?

A: tutto bene tu?

M: eh sono un po' nei casini con sta Stoppani guarda

A: eh si me lo diceva mio fratello..

M: l'hanno fatta fallire 'sti bastardi guarda... maledetti bastardi giudici di merda

A: tu tutto bene... a parte questo diciamo

M: eh bene... ..a parte quello tutto bene via... .ci abbiamo smenato un milione e mezzo di euro fino ad adesso

A: porca puttana

M: porca puttana maledetta....
[...]
 

12/09/2007 – ore 17:41:51
MAMONE Gino = M
AVIGNONE Domenico = A 

A: pronto

M: Mimmo?

A: si Gino

M: ciao come stai?

A: tutto bene tu?

M: ma siamo qua a battagliare dietro sempre sta cazzo di STOPPANI guarda che mi stanno levando la pelle ah ah ah

A: okey... ti facevo ancora in ferie» mi hai detto che eri fuori che eri partito

M: ma no! sono andato via un week end eh eh eh

[…]

- in una conversazione con il GAZZETTI Ivan Direttore Tecnico della “F.LLI BARALDI SPA”, individuata come parte integrante del “cartello di appalti” del MAMONE, nonché soggetta per iniziativa della Prefettura di Modena ad Informativa antimafia proprio per il rapporto consolidato con i MAMONE:

11/09/2007 ora: 08:58:32
GAZZETTI Ivan = I
MAMONE Gino = G

G: Si...

I: ciao Gino!...

G: com'è?...

I: come stai?...

G: bene tu?...

I: abbastanza posso parlare?...

G: dimmi tutto».

I: domani sono a Genova tu non ci sei lì in giro...

G: io s... sono però nel pomeriggio perché al mattino cel'ho... sono incasinato fino alle sei dietro lì alla STOPPANI... però al pomeriggio sono a tua disposizione...

I: ah il pomeriggio però s... si bon ma ho paura di non farcela...

[…]

- in conversazioni con il TIEZZI Gianfranco, esponente politico e già Pubblico Amministratore, che nell'ambito della medesima attività di indagine emergeva aver ottenuto la disponibilità del “pacchetto” di voti controllato dal MAMONE Gino per le elezioni comunali del 2007:

19/06/2007 ore 12:23:53 

MAMONE Gino = M

TIEZZI Gianfranco = T

T: pronti!

M: come stai caro?

T: bene te?

M: sempre di corsa, adesso c'è sto casino della Stoppani che va in fallimento

T: e ma come è lì?

M: eh non lo so adesso dobbiamo vedere cosa dice il curatore perché noi adesso dipendiamo poi dal curatore di Milano...

T: eh

M: e bisogna vedere un pochettino che cazzo succede qua... cosa decide anche se no belin perdiamo lavoro della gente, abbiam perso..perdiamo un milione e mezzo di euro spesi fino a oggi ... è un bel casino eh! 

T: eh... come è stato ... come è stato possibile?

M: eh lì il curatore non ha voluto sentire ragioni... ma secondo me l'ha fatto per levarsi tutti i creditori di dosso perché se no ne veniva fuori il concetto delle votazioni etc. e poi c'era questa questa richiesta da cinquecentocinquanta milioni di euro dal Ministero... da VIGLIONE (fonetico) sai?

T: eh eh

M: e allora lui non se la sentiva secondo me di fare un concordato con una richiesta cosi talmente alta da parte del ministero dell'ambiente

T: umh!

M: e poi non esiste questo danno ambientale che hanno millantato questi qua capisci?

T: ah no?

M: eh no non esiste perché la Stoppani ha inquinato fino a quando era autorizzata a inquinare, quando sono cambiate le leggi la Stoppani si era adeguata alle leggi capito?

T: eh

M: certo che all'epoca era autorizzata a buttare la roba in mare e a sporcare la spiaggia ma era autorizzata capito?... cioè sono quelle cose sai ..che poi quando ti vai a sedere poi ci sono tornano tutti i numeri tornano... il fatto che bisogna capire poi quando ci si siede quando poi deciderà qualcuno boh! bisogna vedere un attimo... senti poi mi farebbe piacere se una sera magari ci vediamo con calma

T: eh si

[...] 

Emergeva inoltre che uno dei destinatari dei “regali” del MAMONE Gino fosse anche il curatore fallimentare dell'IMMOBILIARE VAL LERONE (EX STOPPANI). Il passaggio in questione è riportato sempre nell'Informativa finale “PANDORA” nella parte in cui si esaminano i rapporti con il PISANI Giovanni detto “Gianni” (del CdA di SVILUPPO GENOVA SPA): 

[…]

Un evento curioso ma degno di essere riferito è quello della donazione di una "arbanella” di acciughe al PISANI.

Nella conversazione telefonica del 19 ottobre 2007 - ore 19,22 (...), il MAMONE promette al PISANI delle acciughe sotto sale, puntualizzando la loro rarità: “bene, senti una cosa e... noi quest'anno abbiam fatto le acciughe sotto sale...che tra l'altro ce n 'è poche quest'anno in Liguria.... sono pregiate... è un albanella te la dò... l'avevo fatta per te anche, senti ma dove te la mandola casa.. ? ...te la mando in ufficio lune.....”

Trascorsi dieci giorni e più precisamente il 29 ottobre, dopo aver ottenuto consensi sul progetto di demolizione del gasometro, il MAMONE rievocava l'arbanella di acciughe, stranamente conservata all'interno della sua auto: noi quando ci vediamo..? La settimana prossima.. ? … … … se mai quella co... quella roba... inc.le.., me la tengo in macchina... poi te la do se no..

Il PISANI non era l'unico destinatario di tali attenzioni, risulta infatti che altre individui con incarichi di prestigio o influenti come PICCOLO Piero, GIACOPELLI Silvano, LO PRESTI (Praoil), GARROZZO Aldo della ERG, POGGI Gian (...), GHIO, GIACOBELLI della FINTECNA abbiano ricevuto lo stesso tipo di dono, nonostante la tanto decantata "rarità" del prodotto ittico.

Rimanendo in tema di "doni disinteressati", il MAMONE avrebbe consegnato anche dei barattoli di "pesto" preparati dalla moglie CAPUANA Ines in quantità industriali, visto il numero dei "clienti": MASINA di Roma, ing. SANTI di Roma, LIPARI, LO PRESTI, GIACOPELLI o IACOBELLI, Ivo consigliere regionale a Trieste, ADINOLFI (curatore fallimentare della Stoppani) e dott. PASCALE.

[…]

In merito alla STOPPANI ed all'Ing. FERRO Giovanni occorre anche segnalare che questi era stato indicato proprio dal MAMONE Gino, unitamente alla gestione della “IMMOBILIARE VAL LERONE SPA” (EX STOPPANI SPA), nell'ambito del “CONTRATTO PRELIMINARE DI COMPRAVENDITA” attraverso cui il MAMONE voleva acquisire il controllo dell'area dell'ex fabbrica STOPPANI.

Il tentativo del MAMONE non si fermava nemmeno davanti al fatto che nel novembre 2006 fosse stato proclamato lo “STATO DI EMERGENZA” per il sito dell'ex STOPPANI.

L'Atto in questione, del 12 dicembre 2006, veniva stipulato tra: “la Società “Immobiliare Val Lerone Spa”, con sede in Milano (MI), Corso Magenta 85... in persona del suo Amministratore Unico e Legale Rappresentante pro-tempore Dr. Giuseppe BRUZZONE... (più innanzi per brevità, denominata “IVL” o “Promittente Venditrice”); la Società “SVILUPPO FE.AL SRL”, con sede in Genova (GE), via Evandro Ferri 11..., società soggetta all'attività di Direzione e Coordinamento da parte di ECO-GE SRL in persona del suo Amministratore Unico e Legale Rappresentante pro-tempore Sig. Gino MAMONE... (più innanzi, per brevità denominata “Promissaria Acquirente”).”
[In merito al BRUZZONE Giuseppe risulterà condannato dal Tribunale di Genova, per molteplici gravi reati inerenti la STOPPANI, con Sentenza 3719/2010 relativamente al procedimento penale 5712 aperto dalla Procura della Repubblica di Genova nel 2002 – Testo integrale Sentenza. La Sentenza di Primo Grado è stata quindi confermata dalla Corte d'Appello di Genova, con parziale modifica per i reati caduti in prescrizione, confermando la condanna al risarcimento delle Parti Civili, con Sentenza 1650 del 1.06.2012 - passata in giudicato il 24/10/2012 – Testo integrale Sentenza.]

Nello stesso, oltre ad indicare, tra l'altro, anche la volontà di “riaprire” la DISCARICA DEL MOLINETTO [In merito alla DISCARICA DEL MOLINETTO occorre segnalare che la stessa, da cui fuoriescono gli inquinanti lì conferiti quali il “CROMO ESAVALENTE”, risulta vedere aperta una procedura di infrazione da parte dell'UE in quanto avrebbe dovuto essere chiusa (ovvero non più riceve conferimenti) ma tale chiusura non è stata effettuata. L'intento di riaprire la DISCARICA DEL MOLINETTO, perseguito dal MAMONE nell'ambito del tentativo di prendere possesso del sito dell'ex Stoppani, è stato poi concretizzata dalla Gestione Commissariale (Vice-Commissario BRESCIANINI Cecilia). Tale “riapertura” è stata infatti posta come punto centrale della recente (e discussa) gara d'appalto in cui vi è stato un unico partecipante che si è aggiudicato l'incarico (la “RICCOBONI SPA”, ovvero la società già in ATI con l'ISAF ed altri e già in ATI con quella F.LLI BARALDI - del “cartello di imprese” facente capo al MAMONE - sempre in riferimento al SIN STOPPANI)], si legge:

“di far provvedere a propria cura e spese, alla valutazione delle restanti ed occorrenti opere di messa in sicurezza, affidando, entro 30 giorni dalla sottoscrizione della presente scrittura, il relativo incarico all'Ing. Giovanni FERRO, professionista di chiara fama e di reciproca fiducia, docente presso l'Università di Genova per il Corso di Bonifiche Inquinamenti Suoli e Falde”

di far provvedere, affidando il relativo incarico all'Appaltatrice, all'esecuzione di tutte le ulteriori attività, necessarie per il completamento della messa in sicurezza del sito, purché esse, in esito alle valutazioni dell'Ing. Ferro, risultino accettabili da essa Promisaria Acquirente”.

Se avevamo già richiamato nella nostra precedente datata 24 luglio 2014, in riferimento al PENSIERO, il contesto della STOPPANI a seguito della gestione commissariale, si deve richiamare l'Ing. FERRO Giovanni, con la “ISAF SRL”, oltre ad essere stato indicato come professionista di “reciproca fiducia” dal MAMONE Gino (ECO-GE e SVILUPPO FE.AL) e dal BRUZZONE Giuseppe (IMMOBILIARE VAL LERONE SPA e già STOPPANI SPA), partecipava e si aggiudicava l'appalto dall'Ente Commissariale (seguito dalla Vice-Commissario BRESCIANINI Cecilia) per la bonifica dell'arenile di Cogoleto, compresi nel S.I.N. STOPPANI, in R.T.I. con la “RICCOBONI SPA” (capogruppo), “LOCAPAL SRL” e “Studio Architettura e Ingegneria GNUDI” (ovvero l'opera indicata nel richiamato curriculum vitae dell'Ing. FERRO).

La “RICCOBONI SPA” era, come si è visto nella nostra del 24 luglio 2014, già interessata dall'assegnazione di appalto da parte dell'Ente Commissariale (Vice-Commissario BRESCIANINI Cecilia) in quanto vincitrice di appalto per la demolizioni e bonifiche in R.T.I. con “GRASSANO” e la “F.LLI BARALDI SPA” che, come si è ampiamente visto, era parte attiva ed integrante del “cartello di imprese” capeggiato dal MAMONE Gino per il controllo degli appalti e sub-appalti pubblici al centro della menzionata inchiesta “PANDORA”, e che proprio per il consolidato rapporto con i MAMONE vedeva adottare dalla Prefettura di Modena informativa interdittiva con esclusione dagli appalti post-sisma in Emilia-Romagna.


b.5) 
“Supervisione del progetto preliminare di bonifica, progetto esecutivo di bonifica e direzione lavori nell'area di Fegino a Genova: deposito petrolifero dismesso; suolo e falda contaminati con prodotto in fase libera al di sotto di serbatoi, contaminanti: benzene e idrocarburi; bonifica tramite: escavazione parziale e smaltimento, trincea di drenaggio e trattamento on site delle acque, iniezioni nel terreno per ridurre la permeabilità e impermeabilizzazione superficiale. Clienti: Continentale Italiana Spa, Shell Group, Milano e FEGINO CINQUE, Genova”. 

- La “FEGINO CINQUE” (ovvero la già “SVILUPPO FE.AL”) dei noti MAMONE, oltre a quanto già evidenziato, è emersa negli Atti dell'inchiesta “BREAKFAST” della DDA di Reggio Calabria (indagati: BELSITO FrancescoGIRARDELLI Romolo, SCAJOLA Claudio + altri). In particolare dal Verbale dell'interrogatorio del BELSITO Francesco da parte del P.M. Giuseppe Lombardo della DDA di Reggio Calabria, tenutosi presso gli Uffici D.I.A. di Milano in data 14 marzo 2013:

PM: dott. Lombardo G.; BF: Belsito Francesco;
UU: Ufficiali; AA: Avvocati

[...omissis...]

PM:- … il 3 aprile del 2012. A questi elementi si aggiungono, per quanto riguarda la sua posizione, una serie di … dichiarazioni rese da PLEBA ERMANNO, dichiarazioni che sostanzialmente ruotano intorno a questo argomento … principale, e cioè PLEBA ricostruisce diciamo, quello che sono i vostri rapporti di conoscenza, da una spiegazione diversa, anche in relazione a quella che è stata la vicenda che poi ha consentito a lui ed a lei di entrare in contatto con ROMOLO GIRARDELLI … perché lei ci aveva spiegato l’anno scorso che era stato il PLEBA a presentarglielo …

BF:- Si.

PM:- Invece il PLEBA nega questa circostanza e ci dice esattamente il contrario, che è stato invece il BELSITO a presentare a lui GIRARDELLI. Nega anche di aver svolto attività connessa a … alla professione di Commercialista o Tributarista. Afferma di avere avuto tutta una serie di cointeressi societari e imprenditoriali insieme a lei. Di essere stato diciamo truffato, per circa un miliardo di lire, oltre ad aver perso gli appartamenti che erano della moglie. Parla, riferendosi a lei, come di persona che in una occasione, gli avrebbe ammesso … avrebbe ammesso di avere rapporti con esponenti di ndrangheta. Dice di aver conosciuto, a questo fine, i MAMONE di Genova, imprenditori inseriti diciamo, nel settore del movimento terra … e in particolare di aver avuto a che fare con GINO MAMONE, con il quale sarebbe entrato in società. Mi da gli estremi della …

AA:- FEGINO CINQUE

PM:- Come?

AA:- FEGINO CINQUE.

PM:- FEGINO CINQUE.

BF:- Gli fa il Presidente lui.

PM:- Si. Di aver appreso poi che i MAMONE … probabilmente per aver letto le dichiarazioni della cognata di MAMONE, effettivamente avevano a che fare con ambienti criminali collegati alla ndrangheta calabrese. Poi riferisce … di … alcuni conti cifrati in Svizzera … che attribuisce a FRANCESCO BELSITO

BF:- (pnc)

PM:- … già nella fase in cui lei era il vice, come ci ha spiegato l’anno scorso, di MAURIZIO BALOCCHI. Il passaggio ovviamente di maggiore interesse, è quello che lui da sostanzialmente per certo, cioè che lei aveva rapporti … poi … non …

BF:- Guardi dottore, sono molto chiaro e veloce, perché non … lei potrebbe dire ancora, questo è un pazzo …

PM:- Eh! Quindi la domanda che io le devo fare … diciamo preliminare è …

[...omissis...]

PM:- Ecco. E allora le do gli avvisi di rito e sentiamo quello che ha da dire. Quindi, la invito ad esporre quanto ritiene utile a sua difesa, con avviso che ha facoltà di non rispondere e che se anche non risponde il procedimento seguirà il suo corso. La avverto che le sue dichiarazioni potranno essere sempre utilizzate nei suoi confronti e che in relazione alle dichiarazioni che concernono la responsabilità di altre persone, assumerà, in ordine a tali fatti, l’ufficio di Testimone, salve le incompatibilità di cui all’articolo 197 e le garanzie di cui all’articolo 197bis, del Codice di Procedura Penale. Quindi, intende rispondere?

BF:- Certamente.

PM:- Prego. Che cosa vuole chiarire in relazione a quello che le ho appena richiamato?

BF:- Uno … è che il dott. PLEBA era titolare, in questa società FEGINO CINQUE, come presidente, quindi … Era nel pieno delle facoltà … nel momento in cui uno è presidente di un Consiglio d’Amministrazione e di tanti altri Consigli d’Amministrazione che ha avuto nell’arco del tempo.

PM:- Si.

BF:- Basta fare delle visure storiche … e lei … verifica ciò che …

PM:- Chiariamo un aspetto a monte … perché mi pare che sia abbastanza importante. Ha ragione lei, nel momento in cui dice che … ha conosciuto GIRARDELLI, perché le è stato presentato da PLEBA o ha ragione lui …

BF:- No, no … ho ragione io, perché il motivo è logico …

PM:- E mi spieghi.

BF:- L’ufficio dove eravamo collocati noi, come locazione come società COST SERVICE

PM:- Si?

BF:- … che era una società che si occupava di General Contractor … quindi, doveva eseguire poi, nel caso in cui … visto che il dott. PLEBA aveva tanti incarichi in città, e si era proposto di …teoricamente segnalare delle attività che potevano essere di interesse … all’oggetto sociale della FULL SERVICE. Ma in verità tutto questo non è mai stato fatto, perché non è mai arrivato nessun tipo di lavoro e quindi questa società è stata liquidata e chiusa. L’oggetto del … perdita del denaro … è dovuto alla sua … dove c’è stato praticamente anche, voglio dire, da parte del Tribunale di Genova, visto che c’erano degli altri soggetti coinvolti … un’indagine … e dove naturalmente basta che si legge gli atti del pubblico ministero, verifica se ciò che dice è reale oppure non reale. Questo…

AA:- Forse di GIRARDELLI stava parlando il dottore …

BF:- No …

PM:- Si … no, no, per chiarire quel passaggio …

BF:- … per chiarire il passaggio. Dove eravamo noi, eravamo dislocati in via 20 settembre 10, interno 8 … sopra la nostra testa … c’era una società immobiliare … che è la società immobiliare di GIACOMAZZI, a cui lui è socio. E, da quello che so io, il contatto … il contatto tra la GIACOMAZZI e PLEBA e GIRARDELLI era un geometra che lavorava su, di sopra, però io il nome …

PM:- Quindi Plebe e Girardelli già si conoscevano?

BF:- Loro si conoscevano. Il contatto tra … la nostra struttura e GIRARDELLI è avvenuto tramite un dipendente di questa GIACOMAZZI, che era un geometra, che era il contatto con questo GIRARDELLI e che ha fatto da ponte nel fare incontrare questo soggetto a noi. Come le avevo detto la prima volta, se si ricorda

PM:- Si.

BF:- … su una operazione immobiliare …

PM:- Lei mi disse la prima volta che … esatto … in Francia mi pare lei disse.

BF:- … al che … da quello che so io … da quello che so io … che però non ero presente e quindi non posso dirle di più di quello che non so, il dottor PLEBA si era prestato nell’intermediare con il Direttore … non so dire se si chiama Generale, del San Paolo (pnc) … direttore generale del San Paolo … per via dei suoi incarichi. Dopo di che io non so dirle che cosa possa essere successo o se l’operazione fosse …

PM:- Quindi lei mi conferma sostanzialmente il passaggio che ha già riferito un anno fa e cioè che lei ha conosciuto GIRARDELLI perché glielo presentò ERMANNO PLEBA.

BF:- Perché me lo presentò … attraverso, ripeto, questa struttura che era sopra, la GIACOMAZZI IMMOBILIARE Spa

PM:- Ma attraverso che vuol dire? Quando due persone si conoscono, si conoscono di persona, come ci siamo conosciuti noi, no?

BF:- No, no. Di persona non ci conoscevamo. Lui è arrivato in Studio, tramite un appuntamento …

PM:- Lui, il GIRARDELLI?

BF:- Il GIRARDELLI … di questa IMMOBILIARE GIACOMAZZI, e poi lui conosceva un geometra.

PM:- Ecco. Quando è arrivato …

BF:- Non so dirle come si chiamasse questo …

PM:- Ecco, me lo dica … si, se se lo ricorda …

BF:- No, no … non so il nome. Però, basta chiederlo e …

PM:- Vabbè … quando è arrivato in Studio da voi, lei non lo conosceva …

BF:- No.

PM:- PLEBA lo conosceva già?

BF:- Penso di no, neanche lui. Perché è arrivato tramite questo … dipendente della GIACOMAZZI.

PM:- Bene. E come si è presentato GIRARDELLI … che cosa …?

BF:- Sono … sono un imprenditore, un Broker, avrei un progetto da presentare. So che il dott. PLEBA ha alti incarichi, che fa parte del sistema bancario … perché lui conosce tante … tante …

PM:- Parlò proprio di un sistema bancario a cui PLEBA aveva diciamo un accesso facilitato?

BF:- PLEBA aveva … PLEBA aveva contatti con tutte le Direzioni Generali di almeno due o tre istituti … per via degli incarichi. Lui è stato Consigliere dell’OTOMELARA, Presidente della FIUMARA, uomo di … come si chiama? CREMONINI? Quell’imprenditore della carne …

PM:- Si. Si.

BF:- Uomo di riferimento del Cardinale SIRI i città. Quindi … voglio dire aveva una storia ben presente. Un uomo di BONELLI, della Democrazia Cristiana, quindi un soggetto politicamente con un suo … (pnc)

PM:- Ben messo, diciamo.

BF:- Molto ben messo. Un soggetto politicamente …

PM:- E quindi quell’incontro poi a che cosa portò?

BF:- Si, si … cercò di darsi da fare, se poteva introdurlo negli aspetti finanziari, perché come lei bei saprà, quando si presenta un progetto immobiliare ci vuole una banca che naturalmente possa … naturalmente, dare corso all’accettazione … che si chiami mutuo o che si chiama …

PM:- Prego, prego …(squilla cellulare) no, no, no.

UU:- Di fatto quindi è ROMOLO GIRARDELLI che si propone, facendo …

BF:- Presso … un dipendente della GIACOMAZZI

UU:- Ah, quindi si è presentato con il geometra della GIACOMAZZI

BF:- Si, da uno dei GIACO… perché la GIACOMAZZI aveva …

UU:- Una piccola precisazione … GIACOMAZZI di cui parliamo è lo stesso che è stato nella FEGINO CINQUE?

BF:- Si. Perché la GIACOMAZZI aveva … la stessa persona …

AA:- Che è MARIO GIACOMAZZI, no?

BF:- Si, MARIO GIACOMAZZI, certo.

UU:- No, chiedevo se era la stessa persona?

AA:- Si, si, si. Ce n’è solo uno.

BF:- Da quello che ho saputo io, da PLEBA, era stato a pranzo più volte con … non so, ripeto, se era il Direttore Generale San Paolo o Direttore Generale San Paolo (pnc), io questo non glielo posso dire.

PM:- Quindi il PLEBA sostanzialmente poi decise di …

BF:- Decise autonomamente di vedere se riusciva …

PM:- Di accedere alla richiesta che gli aveva fatto GIRARDELLI

BF:- Alla richiesta, si.

[…omissis...]

PM:- Cioè, mica avrà fatto tutto da solo PLEBA, voglio dire, no?

BF:- In che senso? A livello imprenditoriale?

PM:- Eh! Certo!

BF:- Eh, ma lui ha cambiato tante persone …

PM:- Vabbè, ma ci sarà qualcuno che lo conosce bene? Avrà un professionista di fiducia, no?

BF:- Lo sa cos’era lui? Un (pnc) … aveva un commercialista ma non so …

PM:- Che lo avrà seguito, voglio dire, e conosce i suoi segreti?

BF:- Guardi, lui è stato vicepresidente della Fondazione GASLINI, nominato dalla Curia genovese, ci sono gli atti … lei prende lo Statuto della Fondazione …

PM:- Si, si … ma che PLEBA abbia un curriculum che fa pensare è pacifico …

BF:- … Presidente della … aspetti, Presidente della FIUMARA, nominato da COOPSETTE, quindi un riferimento politico chiaro …

AA:- E’ un centro commerciale.

BF:- E’ un Centro Commerciale, venduto ai tedeschi a 330 milioni di euro.

UU:- Quali tedeschi? Mi scusi.

BF:- E questo non glielo saprei dire …

UU:- Non lo sa?

BF:- No … l’ho letto dai giornali. E’ un Fondo tedesco.

UU:- No … è una curiosità per altri … per altre …

PM:- Ora, io vorrei ribadire questo dato … che il PLEBA, per quelle che sono le sue competenze, abbia una carriera anomala, è pacifico …

BF:- Aspetti, non ho finito … poi, conti correnti in Svizzera, il dottor PLEBA, che sa benissimo

PM:- Eh! Ce li ha lui.

BF:- Sono i suoi …

PM:- Perché lui è stato fermato, voglio dire, con 100 mila euro

BF:- No, no … sono i suoi da sempre … ed era quello che aveva portato, e non posso però andare avanti, perché non vorrei che poi mi succeda qualche disgrazia a me … da quello che mi diceva lui, era lui il referente

PM:- Di?

BF:-Di una parte politica … (sorride) Chiudo, fine, stop. Abbia pazienza ma io non …

[...omissis...]


b.6)“Pianificazione delle Indagini e analisi di rischio per l'area di discarica non controllata in località “PALETA” a Carcare (SV): sito di smaltimento di terreni di scavo, rifiuti inerti e rifiuti industriali; contaminazione da metalli pesanti. Cliente: E.M.I. SNC, Cengio (SV)”.

Si tratta di un'area utilizzata a discarica usata, come abbiamo anche avuto modo di documentare, dai FOTIA per conferimenti di materiali.

La discarica di PALETA dell'E.M.I. SNC di BAGNASCO Giampaolo, ha visto l'apertura, nel 2010, di un procedimento penale per i conferimenti illeciti effettuati in tale sito e provenienti dal cantiere UNIECO e NEWCO (BARBANO) [che vedono spesso come Professionista di fiducia per i propri progetti (tra cui Varazze e Discarica a Pian del Melo a Savona) dell'ISAF SRL dell'Ing. FERRO Giovanni] dell'area ex METALMETRON di Via Stalingrado a Savona. Tra gli indagati oltre al BAGNASCO risultavano i responsabili di UNIECO e NEWCO (BARBANO) e della SCAVO-TER (FOTIA).

In particolare dagli Atti dell'inchiesta in questione:

“che l'ARPAL, monitorando il sito “La Paleta” nel comune di Carcare, area nella quale erano previsti rinterri e profilature con terre e rocce da scavo prive di inerti da demolizione e residui di manufatti realizzati dall'uomo, abbia riscontrato tra le terre e rocce da scavo sversate la presenza di frammenti di materiale di natura edile. Emerge dagli atti che tale materiale provenisse dal cantiere Le Officine e che sia stato quindi ivi eseguito un primo sopralluogo. Risulta che siano state impartite disposizioni specifiche alla SCAVO-TER ed ai responsabili del cantiere Le Officine per garantire l'adeguata qualità delle terre e rocce da scavo provenienti dall'attività edile svolta in Savona.”

“Risulta... indagato FOTIA Donato, legale rappresentante della SCAVO-TER SRL operante in subappalto dalla Società Cooperativa UNIECO, per aver violato l'art. 256 commi 1 e 5 del D.Lvo 152/2006 quale produttore di rifiuti presso il cantiere “Le Officine” per aver effettuato attività di recupero, smaltimento, trasporto e miscelazione non consentita di rifiuti pericolosi e non pericolosi ed in particolare:
- per aver smaltito inerti di demolizione provenienti dal cantiere “Le Officine” presso il sito “La Paleta” in assenza di autorizzazione, potendo ivi depositare solo ed esclusivamente terre e rocce da scavo;
- per aver trattato illecitamente i rifiuti prodotti presso il cantiere “Le Officine” realizzando vari cumuli previa vagliatura e triturazione, così trattando, depositando, smaltendo e miscelando terre e rocce da scavo con presenza di pezzi di calcestruzzo, coibentazioni, tondini, materiali misti da costruzione e demolizione, e frammisti a terra, e rocce da scavo ancora da lavorare altri rifiuti provenienti dalle lavorazioni (detriti da demolizione, materiale contaminato da idrocarburi,...)”.
 

b.7) “Analisi rischio per il riempimento del nuovo terminal container MAERSK a VADO LIGURE (SV): sedimenti marini contaminati da metalli e IPA. Cliente: AUTORITA' PORTUALE DI SAVONA”.

Trattasi della PIATTAFORMA MAERSK. L'Ing. FERRO Giovanni ha redatto tale studio ed è anche intervenuto pubblicamente per affermare, in merito agli inquinanti sul fondale marino di Vado Ligure, che: La concentrazione di questi inquinanti è sotto la soglia di pericolosità”. Tale posizione veniva espressa dal FERRO nel sostegno all'operazione dei dragaggi del fondale per il riempimento utile alla realizzazione della PIATTAFORMA MAERSK.

Tale indicazione dell'Ing. FERRO Giovanni confligge radicalmente con i dati ufficiali di ARPAL, richiamati e vagliati, tra l'altro, anche in sede di Commissione V.I.A. del Ministero dell'Ambiente in riferimento agli impianti di TIRRENO POWER.

Dal sito internet dell'ARPAL si può verificare lo “Studio di approfondimento sui sedimenti marini dell'area antistante Vado Ligure” . In questo si legge:

 

I dati ottenuti dal pregresso “Programma di monitoraggio dei sedimenti marini nelle acque costiere liguri” condotto negli anni 1999-2000 e dal “Programma di monitoraggio ministeriale per il controllo dell’ambiente marino costiero ligure” hanno permesso di identificare nell’area antistante Vado Ligure uno tra i siti maggiormente interessati dall’inquinamento chimico dei fondali in ambito ligure.
I risultati dei diversi studi pregressi sui sedimenti hanno evidenziato in quest’area uno stato di contaminazione molto accentuato da metalli pesanti (in particolar modo mercurio) e da IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici).”

 

Sono state effettuate tre campagne: due per la raccolta di campioni di sedimento sui quali condurre test ecotossicologici e di bioaccumulo e una per la raccolta di carote di sedimento sulle quali effettuare radiografie, misure di suscettività magnetica, analisi radiometriche e studio della distribuzione dei contaminanti.
I risultati delle analisi hanno confermato fenomeni di contaminazione dei sedimenti dovuti a metalli pesanti (in particolare cadmio e mercurio), IPA, PCB (policlorobifenili), PCDD (policloro dibenzo-p-diossine) e PCDF (policloro dibenzofurani). In generale, gli apporti inquinanti sembrerebbero diminuiti rispetto al passato ad eccezione di nichel e cadmio. Dai saggi biologici è stato evidenziato che gli effetti tossici dei sedimenti sugli organismi si manifestano prevalentemente a lungo termine.

Nell'ambito del Parere n. 141 del 13.11.2008 espresso dalla Commissione Tecnica di V.I.A. del Ministero dell'Ambiente su pratica TIRRENO POWER si legge:

La qualità delle acque costiere è stata oggetto delle seguenti campagne di monitoraggio:
- il Monitoraggio dell'Ambiente Marino Costiero Ligure (coordinato dal Ministero dell'Ambiente, ai sensi della L. 979/82);
- il Monitoraggio ex D.Lgs 152/99 (coordinato a livello regionale).
Dall'analisi delle concentrazioni di inquinanti nei sedimi marini emergono situazioni di contaminazioni da metalli, IPA e PCB nei pressi di diverse stazioni e in particolare in corrispondenza delle principali zone portuali e industriali quali Vado Ligure, Polcevera, Voltri, Riva Trigoso. (…)”

Nella “Relazione sull'attività di Monitoraggio e risultati ottenuti” di ARPAL, in merito al “Programma di monitoraggio per il controllo dell'ambiente marino costiero ligure” relativamente al “Periodo di controllo: Agosto 2008 – Luglio 2009” evidenziava specificatamente che:

La stazione di Vado Ligure è quella caratterizzata a livello sedimentario da maggiori criticità; presenta una elevata frazione pelitica e forse anche questo aspetto favorisce l’accumulo di elevate quantità di inquinanti che superano i valori di SQA – MA esistenti in moltissimi casi.

Fra i metalli, solo il cromo VI rientra nei limiti definiti dal DM 56/09. Le concentrazioni maggiori di metalli si rilevano nei sedimenti profondi, in particolare cadmio e mercurio.

Le concentrazioni di IPA nei sedimenti (frazione profonda) di Vado sono le più alte di tutta la Liguria, sia a livello dei singoli congeneri sia del valore di IPA totali.

A Vado si riscontrano anche le massime concentrazioni di PCB, con concentrazioni nei sedimenti profondi più che doppie rispetto a quelle riscontrate nei sedimenti superficiali.

Vado è l’unica stazione dove si hanno valori di TBT superiori al SQA-MA. Nei sedimenti superficiali è presente anche lo ftalato di bis(2-etilesile) Anche il TOC presenta i valori massimi liguri, confrontabili però a quelli delle altre stazioni.

Quanto sopra descritto lascia intendere che Vado si presenta come un’area critica sicuramente gravata dall’elevata concentrazione di attività antropiche produttive industriali e portuali. I valori di contaminanti più elevati nei sedimenti profondi possono far supporre una diminuzione degli apporti inquinanti in epoche recenti ma anche una possibile migrazione verso gli strati più profondi dovuta a dinamiche che dovrebbero essere indagate specificatamente.”

Ora apparirà quindi evidente – da dati ufficiali, non volti a sostenere la fattibilità di un progetto specifico e non effettuati nell'interesse di un soggetto economico – che intervenire con dragaggi su un fondale marino altamente inquinanti, quale quello Vado Ligure, rappresenti una fonte di dispersione di tali inquinanti con gravissimi effetti negativi non soltanto nel contesto del dragaggio.
 

L'Ing. FERRO Giovanni, direttamente o con l'ISAF SRL, risulta aver operato per molteplici dei soggetti coinvolti nel Progetto Esecutivo per i conferimenti delle terre e rocce da scavo in esame quali certamente: E.M.I. - BAGNASCO, AUTORITA' PORTUALE SAVONA – GRANDI LAVORI FINCOSIT (PIATTAFORMA MAERSK).

Risulta inoltre aver operato per diverse imprese e siti specificatamente indicati nel PROGETTO in questione. In particolare certamente per: CAVA ARENE CANDIDE S.r.l. e per la “MARINA GENOVA AEROPORTO” nonché per la stessa “LETIMBRO SCARL”. 

Al contempo l'Ing. Giovanni FERRO, con ISAF SRL, risulta con ogni evidenza, inconfutabilmente, tra i soggetti impegnati nell'ambito della progettazione dell'opera di ANAS in esame.

In particolare guardando il “PROGETTO ESECUTIVO” si apprende che:

- che “ISAF SRL (dell'Ing. FERRO Giovanni) ha realizzato per conto di “LETIMBRO SCARL il “PIANO DI UTILIZZO DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO EX ART. 5 D.M. 161/12” relativamente a “VARIANTE SS1 AURELIA


- le Tavole del PROGETTO in questione sono infatti elaborate dalla “ISAF SRL” dell'Ing. FERRO Giovanni. A titolo esplicativo si riporta l'estratto di una delle Tavole:

 

Risulterà quindi particolarmente curioso che il PIANO DI UTILIZZO DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO inerente l'AURELIA BIS, redatto dall'ISAF SRL dell'Ing. FERRO Giovanni, arrivi ad indicare diversi siti per i conferimenti che risultano essere siti già seguiti direttamente (o già di clienti) dall'ISAF SRL dell'Ing. FERRO Giovanni.

Appare inoltre opportuno sottolineare che lo stesso FERRO Giovanni, come accennato in inizio di trattazione del punto in questione, sia fortemente legato all'ambito politico ed ha anche visto un pubblico impegno del Presidente della REGIONE LIGURIA, BURLANDO Claudio, per sponsorizzare la nomina dello stesso FERRO alla Presidenza dell'AUTORITA' PORTUALE DI SAVONA.

 

c) Non può inoltre non osservarsi che l'Ing. FERRO Giovanni risulti in società, nel “SAVONA FBC SRL” con il già citato DELLEPIANE Aldo (del GRUPPO “DEMONT” indagato per 416 C.P. con il MAMONE Gino + altri), BARBANO Fabrizio (di NEW CO e ALFA COSTRUZIONI che risultano essere clienti dell'ISAF SRL del FERRO), BAGNASCO Giampaolo (della citata “E.M.I.” che risulta essere stata cliente del FERRO e che è coinvolta nel Piano Riutilizzo Terre e Rocce da Scavo per l'opera dell'AURELIA-BIS), BUSCA Claudio (della nota “F.G. RICICLAGGI” che risulta essere in rapporto - ed amico secondo le intercettazioni agli atti dell'inchiesta “PANDORA” - dei noti FOTIA Pietro e del MAMONE Gino), ed altri, tra cui il PASQUALE Luciano.

Appare inoltre significativo che tra gli sponsor del “SAVONA FBC SRL risultino, oltre che la CARISA del gruppo CARIGE, anche la ITALIANA COKE (cliente del FERRO, oltre che al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica), la EMI del BAGNASCO(come ricordato cliente del FERRO). 

 

d) Sempre nell'ambito politico-istituzionale occorre osservare che la Delibera della Giunta Regionale n. 1454 del 19/11/2013 - “Approvazione del Piano di Utilizzo art. 5 DM 161/2012 Viabilità di accesso all'Hab portuale di Savona e Vado L. - Variante alla S.S. 1 nel tratto Savona Torrente Letimbro ed Albisola Superiore” - vede, oltre alla firma della Dott. MINERVINI, in qualità di “Direttore Generale V.I.A.” anche quella del “Direttore GeneralePOGGI Giovan Battista.

Appare opportuno osservare che il POGGI Giovan Battista risulta essere uomo di fiducia di BURLANDO Claudio. Lo stesso, oltre che essere tra i promotori dell'Associazione “MAESTRALE” di BURLANDO (che tra l'altro riceveva sponsorizzazioni da parte della ECO-GE dei MAMONE già ampiamente citata), era anche chiamato da BURLANDO Claudio, nella veste di Commissario Straordinario per l'emergenza Fereggiano, quale soggetto attuatore per gli interventi promossi in attuazione di tale delega del Governo (tra cui anche la più che discutibile opera di tombinatura del Fereggiano, a monte di Largo Merlo in Genova, per la realizzazione di un parcheggio, con l'utilizzo dei fondi destinati alla “messa in sicurezza” del torrente, e con affidamento all'impresa “CO.S.P.E.F.del noto FURFARO Antonio).

Inoltre il POGGI Giovan Battista, così come altro uomo di fiducia di BURLANDO collocato presso la REGIONE LIGURIA quale il PICCOLO Pietro (ora deceduto), risultava in stretto e solido rapporto con il già citato MAMONE Gino. Nell'ambito dei rapporti del MAMONE con esponenti della REGIONE LIGURIA indicati nell'Informativa Finale “PANDORA” vi sono MONTELEONE Rosario, MERLO Luigi (ora Presidente Autorità Portuale di Genova e la cui moglie PAITA Raffaella è subentrata nell'Assessorato regionale alle Infrastrutture) ed i citati PICCOLO e POGGI. Si produce quindi, per corretta esposizione, quanto indicato nel capitolo dedicato a quest'ultimo:

3.3.4 I RAPPORTI CON POGGI Giovan Battista

POGGI Giovanni Battista detto "Gian", nato a Genova il 06/12/1954, studio in via di Francia n. 1 - matitone 24° piano, tel. 010-5573159. Architetto e Direttore Centrale della Direzione Programmazione e pianificazione strategica della Regione Liguria.

Nel 2007, ovvero quando erano in corso le indagini di natura tecnica, il predetto utilizzava le utenze telefoniche mobili: 335-5424119 (intestata alla Regione Liguria e rilevata dalle conversazioni con PROFITI Giuseppe) e 335-8725508 (intestata al Comune di Genova e rilevata dalle conversazioni con MAMONE Gino).

Dal tenore delle conversazioni, si deduce resistenza di un rapporto solido e molto confidenziale.

In data 12/02/2007 (conv. n. 2059 - infra pag. 346) il MAMONE ed il POGGI commentavano una gara per il SPINELLI (verosimilmente l'area ex ILVA-ITALSIDER, vds. in tal senso capitolo n. 3.1.4 sul conto di MENINI Dario - infra pag. 220 e segg.) e l'aggiudicazione delle opere di demolizione del gasometro. Alquanto strana le frasi pronunciate dal MAMONE abbiamo avuto un culo sul... su quella gara di Spinelli... ...abbiamo vinto anche il gasometro" lasciando intendere che la sua "ECO.GE" si fosse aggiudicata i due appalti. In realtà vincitori degli incanti risultano la "DESPE" e la "TORINO SCAVI MANZONE" (vds. cap. 2.3 e 2.6 - infra pag. 90 e pag. 142). E' invece vero che il MAMONE aveva ottenuto, da quelle imprese, alcuni sub-appalti. Si può quindi ragionevolmente sostenere, in relazione alle fattispecie delittuose segnalate nella presente, che il significato delle due frasi era diverso, ovvero il MAMONE non si riferiva alla sua "ECO.GE" (in questo caso poteva dire: "ho avuto... ho vinto" essendo l'amministratore unico della società), ma bensì a quel “cartello degli appalti da lui stesso organizzato e del quale facevano parte anche le segnalate "DESPE" e "TORINO SCAVI MANZONE". POGGI:eh son qui. hai vinto tutte le egre te mea belin ho visto MAMONE: ehhh abbiamo avuto un culo sul,, su quella sarà di Spinelli su tante imprese l'abbiamo beccata in pieno.,, .adesso abbiamo vinto anche il gasometro eh!!.”. Inoltre il MAMONE voleva incontrare il POGGI per alcuni consigli: no senti,,, volevo vederti un attimo se ... perché avevo bisogno di due consisti da te... (conv. nr. 2059 infra pag. 346)

Il giorno successivo il MAMONE voleva incontrare il POGGI: “sono Gino ti rompo le balle? Senti quando ti posso vedere un minuto? ah... ma proprio un minuto in piedi a prendere un caffè?” (conv. nr.2134 del 13/02/2007 infra pag. 346).

Il POGGI aderiva alla richiesta dell'imprenditore calabrese e i due si incontravano all'interno del bar posto davanti al alla banca "Monte dei Paschi di Siena" (conv. nr. 2141 del 13/02/2007 infra pag.347).

Con il POGGI l'indagato discuteva anche la possibilità di intervenire nei lavori presso la scuola germanica di via Caffaro (vds. in tal senso anche contatti con il MONTELEONE- cap. 3.3.1 infra pag. 316), peraltro lavori non ancora approvati all'epoca della conversazione: “senti chi la fa la scuola germanica li in via Caffaro?... .ma non è mica ancora passato il... ...ah non è ancora passato.. ma chi l'ha presentato?... ..ehhhhh non so se è dietro l'impresa o no!... il progettista è coso... è Lavarello... ...Lavarello, il progettista e Lavarello lo sappiamo no volevamo capire se c'è qualche impresa... ...non credo sai... non credo!... ...secondo me non hanno ancora venduto... ...non mi risulta che ci sia dietro qualcuno...... ; …...ecco però ti volevo chiedere una gentilezza noi sai che dobbiamo fare quel lavoro in via Caffaro dai frati... sai che ... vanno dei box li... ...noi siccome avevamo fatto una domanda per il passaggio... l'ha fatta la società che diciamo ha la proprietà... adesso lì la segreteria di Merella non si capisce niente eccetera... e ho sentito Monteleone e mi ha detto dì parlare con te perché dipende da te queste cose qua?... …ma dipende... dipende sono molto borderline... dammi un attimino di tempo per capire cosa dipende da me! o se no ti mando semmai ti mando la domanda da parte ..da qualche parte che tanto la guardi... … … ... eh così ci do un'occhiata bravo! dove te la mando? al Ducale sempre”. (conv. n. 5484 del 19/03/2007 - vds. infra pag. 347, vds. n. 13568 del 19/06/2007 - vds. infra pag 427)

Nella conversazione nr. 11839 del 29/05/2007 (infra pag. 348) il MAMONE chiedeva alcuni consigli per l'installazione di un impianto nella sede di una delle sue società, la "ECOLOGIA EDILIZIA" (sita in Genova Sestri P., via Chiaravagna n. 219). MAMONE: ""ti volevo dire se io facessi un progetto per mettere un impianto di calcestruzzo lì nell'impianto del riciclaggio del Chiaravagna da me nella mia cava"" In particolare il MAMONE voleva sapere se era obbligato a presentare, per tale opera, il progetto: ""devo fare il progetto secondo te o essendo una zona industriale e una ex cava puoi metterlo lo stesso... ...? eh si devo fare qualche muro qualcosa... senti ma pensi che passa secondo te un impianto di calcestruzzo lì?"" il POGGI ribadiva che il progetto andava comunque presentato e per agevolare la cosa, conveniva presentarlo come "capannone destinato ad ospitare attività artigianali": "un progetto che passa è un capannone che tu dici «io mi impegno e lo do tutto ad attività artigianali che escano fuori da Sestri Ponente»... ... ovviamente a pagamento magari al posto di 1200 euro a metro quadrato prezzo corrente, a 1000 euro a metro quadrato,.. cazzo ne so.., se tu facessi una proposta di quel genere a loro gli viene un mal di pancia della Mado.. tanto ne hanno già tanti che non sanno più come fare... ...però il fatto di innescare un processo di uscita dall'abitato di attività incompatibili... carrozzieri, etc. per esempio quel demolitore di auto che c'è lì a Borzoli inc.le...... si ma dico per fare un affare così passa anche un progetto con un mucchio di metri quadri, metri cubi perché diventa un progetto che tu lo... la chiave di lettura è il risanamento della cava e avvio di un processo, che Sestri ponente ne ha bisogno da matti..."

Qualche mese più tardi (conv. n. 19771 del 19/09/2007 - infra pag. 351) i due discutevano delle opere che la società del MAMONE stava portando a termine, in particolare la demolizione delle torri del Ministero delle Finanza - EUR di Roma, la demolizione dei depositi di carburante nell'area "FONDEGASUD" di Ge/Pegli e per ultimo la vendita dell'area dell'ex Oleificio Gaslini. In relazione a quest'ultimo progetto, il MAMONE avrebbe dovuto partecipare a una riunione con il Sindaco e pertanto voleva alcuni consigli in merito: ""Gaslini guarda adesso abbiamo una riunione la settimana prossima ehh con il sin... .diciamo con il Comune... ...per fare andare avanti il progetto perché diciamo che noi siamo a posto dai ... io vorrei cominciare a costruire entro... se ce la faccio... però mi dicevano che li ci gravitano altre idee o mi sbaglio? … ... Noo?? dicevano che vogliono levare la diga fare le case giù dalla MIRALANZA... … ... io non so più che cosa... io vado avanti con il mio progetto secondo te o no?... ... e non lo so non ci capisco più niente... . ho detto qualche giorno voglio vedere GIAN POGGI per capire che cazzo devo fare... ... ""

I due concordavano di risentirsi una volta conclusa la riunione in Comune.

Nella conversazione nr. 21475 del 10/10/2007 (infra pag. 353) il MAMONE come già avvenuto in precedenza per altri personaggi pubblici (Vds. Cap. 3.3.3 - infra pag. 340) il MAMONE, analogamente a quanto accaduto per molte altre persone influenti (vds. cap. 3.1.1 – infra pag.163) prometteva al POGGI un barattolo di acciughe, """no sono a Savona... .ti volevo solo dire che ho fatto le acciughe siccome ne ho fatto talmente poche, però la tua c'è... ... (risata) " "".

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