La grande truffa sulla STOPPANI continua (e noi ci torniamo su)

Scritto da Ufficio di Presidenza

STOPPANI-interno-secoloxixTutti parlando e scrivono della nuova gara d'appalto indetta dal Commissario Delegato della Presidenza del Consiglio – Dipartimento della Protezione Civile. Nessuno nota “cosa c'è” in questa “gara” e, quindi, ciò che non torna in quest'ultimo tassello della storia del sito della ex Stoppan12i tra Cogoleto ed Arenzano...

Di questa vicenda ci siamo già ampiamente occupati pubblicamente per smascherare, diversi anni fa (2009), le dichiarazioni burla che affermavano che la bonifica era praticamente conclusa, quando invece non si era nemmeno promossa la preliminare messa in sicurezza del sito della ex Stoppani, così come quando denunciammo pubblicamente che, ancora una volta, era il “cartello dei Mamone” - quello documentato nell'indagine PANDORA della Guardia di Finanza di Genova - ad essere protagonista dei lavori presso l'ex fabbrica Stoppani. (A proposito di PANDORA, come mai il Nucleo della Guardia di Finanza che ha eseguito quell'efficace inchiesta, coordinata dal pm Pinto, è sulla via dello smembramento anziché venire potenziato?)

In allora, se ancora vi era traccia, dentro l'area dell'ex fabbrica, della ECO-GE, ad operare vi erano diverse imprese del “cartello” a partire dalla “FRATELLI BARALDI” di Modena, e come la “SALPA” società del GRUPPO DEMONT e la “DEPSE SPA”. Incontrammo anche il Prefetto di Genova, in allora Anna Maria Cancellieri, in un incontro nel quale segnalammo e documentammo che vi era una preoccupante “coincidenza” di imprese del “cartello”, tra i cantieri di Cornigliano (ex Acciaierie Ilva) e quello della ex Stoppani, tra Arenzano e Cogoleto. Il Prefetto Cancellieri promosse un serrato controllo sulla “partita” Stoppani, vedendo anche assegnare a lei (dopo mesi di ritardi da parte del Ministero), quale Prefetto di Genova, la Delega dell'Ente Commissariale per la gestione del sito della ex Stoppani. Di lì a poco quelle imprese del “cartello” abbandonarono quel cantiere e se l'ECO-GE vide emanare una informativa “atipica” antimafia, identico provvedimento venne adottato dalla Prefettura di Modena per la FRATELLI BARALDI.

Arrivarono altri fondi per procedere alla messa in sicurezza del sito, quella dell'arenile e dell'area di Pian Masino. Dimostrazione ulteriore che erano fondate le nostre denunce sui pesanti ritardi nell'operazione di messa in sicurezza e bonifica dell'area ed erano bufale quelle delle Amministrazioni locali che dichiaravano che si era in stato avanzato. In allora assai significativo fu, ad esempio, anche l'allora Assessore di Arenzano, Matteo Rossi (in foto - dal 2010 consigliere regionale di SEL - Sinistra ECOLOGIA Libertà - della maggioranza di Burlando) che, nell'ambito di uno degli incontri pubblici sulla Stoppani, ci rispose che se i tecnici dicevano che andava tutto bene bisognava fidarsi perché loro sono competenti.

Avevamo anche chiesto ai COMUNI, alla PROVINCIA ed alla REGIONE, nell'ambito di quella “farsa” di percorso partecipato che si erano inventati, di effettuare un'indagine epidemiologica sull'area di ricaduta dell'inquinamento della Stoppani (come sui lavoratori che avevano operato alla Stoppani, sia dipendenti dell'impresa sia delle ditte esterne a cui erano affidati i lavori). Su questo punto, ad oggi, nessuna risposta e, quindi, NESSUNA indagine epidemiologica, nonostante la situazione drammatica di pericolo fosse ben inquadrata nella Perizia del Tribunale di Genova (vedi qui).

Il 5 maggio 2010 scrivemmo all'allora Prefetto di Genova Musolino ed all'ex Prefetto di Genova Cancellieri una dettagliata segnalazione in merito ad un progetto in corso di approvazione per realizzare una nuova Discarica in prossimità del sito della ex Stoppani, in Loc. Lerca, in sponda al Lerone, a Cogoleto. Era un progetto presentato dalla “MARIO VALLE SPA”, ovvero di quell'impresa che era stata acquisita dall'ABIT-COOP LIGURIA ove, proprio per conto dei nuovi soci, andava a sedere nel Consiglio di Amministrazione tal RAFFA Fortunato, già consigliere comunale dei DS a Vado Ligure (Sv) nella maggioranza dell'allora sindaco Giacobbe ed ora “renziano” del PD, ma anche cugino dei FOTIA di Africo, operativi a Savona ed indicati da reparti investigativi quale emanazione in terra ligure della cosca dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI. Il progetto della nuova discarica a ridosso del sito dell'ex Stoppani aveva visto, per lo Studio di Impatto Ambientale, la stessa professionista che si era occupata della medesima Valutazione per la Discarica del MOLINETTO, ovvero dell'Arch. Egizia Gasparini, anche lei strettamente legata politicamente all'area politica dei DS (già consulente della Giunta genovese di Giuseppe PERICU).
Questo progetto, dopo le attenzioni poste dalla Prefettura, naufragò e la nuova discarica non venne autorizzata. Una piccola vittoria... 

Nell'area del sito della Stoppani arrivò la FG RICICLAGGI SRL. Questa società che ha acquisito una posizione dominante nel savonese - e che andava anche a conferire alla Discarica del Comune di Alessandria, nel basso Piemonte -, con BUSCA Claudio tra i soci ed Amministratore... proprio per il BUSCA, che come abbiamo visto in altra occasione emerge nelle intercettazioni tra Pietro FOTIA e Gino MAMONE in merito all'impianto a Ceva, sulla strada che va a Torino (vedi qui).

Cecilia-BrescianiniLa situazione alla ex Stoppani, Sito di Interesse Nazionale dal 2010, nel frattempo è praticamente in stallo. Non arrivano le decine di milioni che più volte gli Enti Locali hanno detto essere necessari per la bonifica del sito... A gestire la partita è sempre Cecilia BRESCIANINI che dall'ARPAL era stata dislocata presso l'Ente Commissariale per la gestione del sito della ex Stoppani.

L'inchiesta della Guardia di Finanza sulla STOPPANI non sfocia in alcun procedimento per i soggetti che erano stati indicati. Da un lato il tentativo dei MAMONE di prendere possesso dell'area naufraga, nonostante il sindaco di Arenzano, Luigi GAMBINO, al telefono rassicurasse Gino MAMONE dicendogli che stava operando per aiutarlo (io ne vengo adesso... per aprirti tutte le strade possibili) nella telefonata del 30 gennaio 20017 (leggi l'intercettazione nell'estratto della Relazione della Guardia di Finanza alla Procura - in pdf). L'allora Commissario nominato dal Ministero dell'Ambiente non cede ed i MAMONE, con la SVILUPPO FE.AL., devono dire quindi addio al sogno di mettere le mani sul quest'area. Dall'altro lato, sul piano giudiziario, come abbiamo già ricordato, non vi sono rinvii a giudizio per quei funzionari pubblici che la Guardia di Finanza indicava alla Procura della Repubblica quali soggetti che avrebbero operato, stando alle intercettazioni telefoniche effettuate, “a favore del MAMONE”. Di seguito l'estratto - che avevamo già pubblicato - del Rapporto della Guardia di Finanza dell'aprile 2007:
 

Il tempo scorre ed il 2013 è un anno intenso per la questione...

 A luglio vengono addirittura “rubati” i mitili che servivano a monitorare l'inquinamento alla foce del Lerone. Qualcuno tagliò i cavi di fissaggio al fondale, davanti alla foce del Lerone, e si portò via le gabbie. Quei mitili servivano per valutare lo stato di inquinamento. Chi avesse interesse a far sparire quei mitili è fin troppo ovvio, ma nulla in merito – stando a quanto è noto pubblicamente – è emerso.

Sempre nel 2013 per le vicende inerenti la Discarica del MOLINETTO veniva condannato dal Tribunale di Genova, in primo grado, il noto avvocato MUSCOLO Giuseppe per “concorso in violazione dei sigilli” ed assolto invece dall'accusa di favoreggiamento personale. Chi ha invece rotto i sigilli era PESCE Pietro, ovvero il proprietario e gestore della Discarica del MOLINETTO a Cogoleto. Un giorno il cromo esavalente della Stoppani, per anni gettato in quella discarica, con la pioggia stava fuoriuscendo e visto che le concentrazioni erano fuori da ogni limite pensarono bene di diluirlo. PESCE chiamò il proprio legale (MUSCOLO) che gli consigliò di entrare e farlo scorrere via gettando acqua. La Discarica era sotto sequestro proprio per i conferimenti illeciti e PESCE si fece scrupoli, dopo aver aperto le porte al cromo esavalente, ad attuare un tentativo ennesimo di occultamento... intanto il cromo esavalente è solo una sostanza tossico-nociva, cancerogena!

PESCE Pietro, unitamente a PATRONE Alberto, sempre nel 2013, vide confermata dalla Cassazione la condanna inflitta nel 2011 dal Tribunale di Genova e confermata dalla Corte d'Appello nel 2012 per gli smaltimenti illeciti dei rifiuti non conformi alle autorizzazioni nell'ex Cava Discarica del MOLINETTO, della “PIETRO PESCE SPA” (impresa che corre al fallimento).

Con il 2014 la svolta. Se i soldi non arrivano esce l'escamotage per portare avanti demolizione e bonifica del sito degli impianti della ex Stoppani. Per il soggetto attuatore, ovvero l'Ente Commissariale se ne occupa sempre direttamente la BRESCIANINI... ed andando quindi a vedere, cosa hanno partorito...

Una piccola premessa. Il 23 gennaio 2014 alcuni parlamentari liguri presentano un Ordine del Giorno collegato alla conversione in Legge del Decreto Legge 136/2013 recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate. Qui ripercorrono, nero su bianco, alcuni dati: servono circa 20 milioni di euro per la bonifica dei 10.000 mq di arenile di Cogoleto, di fronte all'ex Stoppani; 12/14 milioni di euro per – si legge - : “smaltimento dei rifiuti pericolosi non conferibili alla discarica di Molinetto; completa demolizione delle strutture residuali dell’ex Stabilimento (Area nord fase B); caratterizzazione dell’area dell’ex stabilimento (sponda destra del Torrente Lerone)” - (qui il testo online)

Quei soldi necessari non arrivano e così, come per magia, quello che era intriso di cromo esavalente non lo è più e la Discarica in mezzo alle case, a due passi dal mare, che doveva essere bonificata perché riempita di cromo esavalente e rifiuti pericolosi, resterà, anzi, potrà continuare ad accogliere una montagna di rifiuti pericolosi!

Tutto questo lo si apprende leggendo il capitolato d'appalto firmato dalla BRESCIANINI, soggetto attuatore per l'Ente Commissariale, che viene “spacciato” come l'ultimo capitolo per la “bonifica” del sito della ex Stoppani.

Leggendo il Capitolato Speciale dell'Appalto (vedi qui), così come il “Progetto Offerta” (vedi qui), la verità che emerge è a nostro avviso inquietante ed in quei documenti si smaschera l'ennesima “truffa” nella partita Stoppani, ovviamente a danno dell'ambiente, della salute e, manco a dirlo, delle casse pubbliche.

Ed allora esaminiamo questo bando e questo capitolato, facendo emergere ciò che nessuno pare aver notato, men che meno gli amministratori locali ed i politici che si spellano le mani felici e contenti. 

Prima di tutto dobbiamo partire da un dato: il pubblico mette a gara il tutto con una base d'asta di 2.760.000 euro (IVA esclusa). E già qui uno pensa: ma non erano necessari 12/14 milioni di euro? Pensa giusto, secondo la logica, ma la logica quando si parla di Appalti Stoppani non c'è.

Infatti i fondi pubblici per la bonifica del “Sito di Interesse Nazionale dell'ex Stoppani” dovevano servire per l'intero sito, ovvero per bonificare: ex stabilimento, arenili, area di Pian Masino e Discarica del Molinetto... ed invece a cosa sono destinati questi 2.760.000 euro e come si può fare con una miseria simile a completare la bonifica dell'intero sito? Il colpo di “genio” dell'Ente Commissariale per la Bonifica è questo: l'Appalto in questione è per la GESTIONE della DISCARICA DEL MOLINETTO! In altre parole: alla base della gara c'è l'assegnazione della gestione della DISCARICA PER RIFIUTI PERICOLOSI (con concessione di 30 mesi) che, quindi, ovviamente, non vedrà eliminare i rifiuti conferiti in tale sito abusivamente (compreso quindi il cromo esavalente). La demolizione (e bonifica) dell'ex fabbrica Stoppani è solo marginale, sub-appaltabile senza alcuna necessità di qualifiche particolari (non è nemmeno prevista la richiesta di informative antimafia alla Prefettura per i subappalti).

La demolizione (e bonifica) dell'ex stabilimento Stoppani all'improvviso costa solo 1.989.355 euro. E' classificata come “demolizione opere” e non è chiaramente l'opera “prevalente” dell'appalto bensì classificata come “categoria scorporabile”. Come avevamo detto, delle 17 strutture dell'ex stabilimento Stoppani, all'improvviso solo un “muro di contenimento” di un capannone è indicato come “contaminato” da Cromo esavalente... il resto è pulito e sano (probabilmente qualche folletto nelle notti ha provveduto a ripulire tutto agggratis)...

E questa parte marginale dell'appalto (che doveva essere invece il fulcro, visto che i finanziamenti pubblici arrivano per questo) non prevede nemmeno, qualificazioni particolari (solitamente necessarie per le demolizioni e bonifiche di siti inquinanti da sostanze tossico-nocive come, nel caso di specie con il cromo esavalente).

Si legge bene a pagina 29 del Capitolato Speciale dell'Appalto: “I lavori compresi nelle categorie scorporabili di cui al punto 2, per i quali l'allegato “A” al D.P.R. 207/2010 non prescrive la “qualificazione obbligatoria”, possono essere realizzati dall'appaltatore anche se questi non sia in possesso dei requisiti di qualificazione per la relativa categoria; essi possono altresì, a scelta dello stesso appaltatore, essere scorporati per essere realizzati da un'impresa mandante ovvero realizzati da un'impresa subappaltatrice qualora siano stati indicati come subappalti in sede di offerta.”

E qui c'è una prima questione da sollevare. L'Allegato “A” del DPR 207/2010 (vedi qui) in premessa indica un'altra cosa, ovvero l'esatto opposto: la qualificazione obbligatoria. Infatti si legge, per le categorie scorporabili indicate a bando di gara, testualmente: “Le lavorazioni di cui alle categorie generali nonché alle categorie specializzate per le quali nell’allegata tabella “sintetica delle categorie” è prescritta la qualificazione obbligatoria, qualora siano indicate nel bando di gara o avviso di gara o lettera di invito, come categorie scorporabili, non possono essere eseguite dagli affidatari se privi delle relative adeguate qualificazioni”.

Se con il D.P.R. 30/10/2013 (in vigore dal 14/11/2013) sono state ridotte le limitazioni in qualche modo in contrasto con la normativa comunitaria, l'articolo 3, comma 9, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 151, ha disposto che le norme annullate continuano a trovare applicazione fino a nuove disposizioni regolamentari sostitutive e, in ogni caso, non oltre la data del 30/09/2014.
Inoltre, se prendiamo un altro “capitolo” degli interventi per il sito della ex Stoppani, ovvero l'appalto realizzato per la bonifica dell'arenile (vedi qui) scopriamo che per un opera di semplice scavo dell'arenile e conseguente stoccaggio dei materiale inquinato (e classificato “non pericoloso”) lo stesso Ente Commissariale responsabile del sito dell'ex Stoppani, prevedeva l'obbligo di “qualificazione” delle imprese a cui si affidava subappalto per cui, tra l'altro, si doveva richiedere preventiva autorizzazione. Nel bando di gara per la bonifica dell'arenile di Cogoleto veniva prescritta, per essere precisi, la “qualificazione obbligatoria” sia per le opere di “categoria prevalente” sia per quelle “scorporabili”: “Categoria Prevalente: - Cat. OG7 Liv. IV – importo € 2.343.261,06 subappaltabile 30% - qualificazione obbligatoria. Lavorazioni scorporabili: - Cat. OS21 Liv. III – importo € 909.526,48 non subappaltabile - qualificazione obbligatoria - Cat. OG12 Liv. III – importo € 610.291,84 subappaltabile - qualificazione obbligatoria”; ed ancora: “Il concorrente in forma singola deve essere in possesso dei requisiti di qualificazione tecnica relativi alla categoria prevalente per l’importo totale dei lavori ovvero dei requisiti relativi alla categoria prevalente e alle categorie scorporabili per i singoli importi. I requisiti relativi alle lavorazioni scorporabili non posseduti dall’impresa singola devono da questa essere posseduti con riferimento alla categoria prevalente”. Non solo, era ancora espressamente richiesta l'autorizzazione al subappalto per i lavori scorporabili con necessità di qualificazione (“I soggetti concorrenti, qualificati per la sola categoria prevalente, sono obbligati a richiedere il subappalto per l’esecuzione delle lavorazioni scorporabili a qualificazione obbligatoria, come risultanti dalla tabella di cui all’Allegato A del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34, salvo quanto previsto dall’articolo 37, comma 11, del decreto legislativo n. 163/2006”).

Questi requisiti per il lavoro più delicato come la demolizione e bonifica degli impianti dell'ex fabbrica Stoppani, con il nuovo appalto – come abbiamo visto - non sono più ritenuti necessari dall'Ente Commissariale.

Ma il punto critico non è solo questo... e non sta certo a noi accertare la correttezza della procedura e del bando, compito che spetta alle Autorità preposte alle quali, proprio per questo, chiediamo di compiere le opportune verifiche. Veniamo quindi alle altre criticità che notiamo in questa nuova “partita” sulla Stoppani, la questione DISCARICA DEL MOLINETTO...

Il conferimento illecito di rifiuti pericolosi nella discarica del Molinetto è stato ormai accertato ed è quindi inconfutabile. Una discarica intrisa di cromo esavalente ed altri inquinanti in prossimità di case (quelle del villaggio degli Olandesi dove recentemente è arrivata la DDA di Napoli a porre sotto sequestro le villette della Camorra), sulla collina a ridosso del mare, era ovviamente una pura follia e non per niente avrebbe dovuto essere bonificata ed eliminata, ma invece quella discarica resterà. Resterà con quello che c'è dentro e con quanto di nuovo sarà conferito e che non è poco, visto che trattasi di rifiuti pericolosi!
discarica-molinettoIl “grosso” dell'appalto presentato come “bonifica ex Stoppani” è infatti la “GESTIONE” della DISCARICA DEL MOLINETTO! Se il pubblico ci mette, come abbiamo visto, 2.760.000 euro (IVA esclusa), il “valore” della gara è di 8.360.836 euro, di cui – come abbiamo già annotato – solo 1.989.355 per le demolizioni dell'ex stabilimento della Stoppani. L'opera prevalente a base della gara con il Capitolato Speciale seguito dalla BRESCIANINI, per un totale di 76,21% del valore di gara, è la gestione della DISCARICA per 30 mesi.

Nella DISCARICA del MOLINETTO finiranno (oltre a quanto è già stato conferito lecitamente ed illecitamente): “circa54.000 metri cubi per i conferimenti dei rifiuti derivanti dal Sito di Interesse Nazionale dell'ex Stoppani (ovvero quanto rimosso dall'arenile di Cogoleto ed Arenzano, di quanto sarà prodotto dalla demolizione e bonifica degli impianti dell'ex fabbrica Stoppani ed i “rifiuti pericolosi e non” in deposito presso il SIN ex Stoppani) ma anche altri 50.000 metri cubi (+ o – 5%) di rifiuti pericolosi che il privato aggiudicatario della gara potrà ricevere da terzi. In questi 50.000 metri cubi che chi vincerà la gara potrà far conferire da terzi, ovviamente a pagamento, vi sono “terra e rocce, contenenti sostanze pericolose” (codice CER 170503) e “pietrisco per massicciate ferroviarie, contenente sostanze pericolose” (codice CER 170507).

Non basta. Se a pagina sei del Capitolato Speciale (vedi qui) si legge che l'aggiudicatario della gara (di concessione della gestione della discarica) avrà 30 mesi per conferire i 104.000 metri cubi di rifiuti pericolosi, a pagina 6 del Progetto Offerta (vedi qui) si legge che il limite massimo di conferimento nella discarica per il privato che si aggiudicherà la gara non è solo di 104.000 metri cubi, bensì è stimato in 168.000 metri cubi... e non sono pochi 64.000 metri cubi in più, anche considerando che per i conferimenti il privato incasserà dai terzi.

Se i conti non tornano sui metri cubi conferibili (104 mila nel Capitolato che diventano 168 mila nel Progetto Offerta), i conti non tornano nemmeno rispetto ai 54.000 metri cubi “circa” indicati nel Capitolato derivanti dal SIT ex Stoppani (indicati a pagina sei del Capitolato). Infatti a pagina cinque dello stesso capitolato si legge che sono previsti: “circa33 mila cubi da conferire in Discarica MOLINETTO derivanti dalla bonifica degli arenili di Arenzano e Cogoleto; “circa18.120 metri cubi di rifiuti pericolosi e non “in oggi” depositati presso il SIN ex Stoppani; 4.000 metri cubi derivanti dalla decontaminazione e demolizione edifici in servizio e di impianti all'interno dell'ex stabilimento Stoppani. Questi in totale non fanno 54.000 metri cubi bensì 55.120 metri cubi!

Anche il costo “riconosciuto” al privato che si aggiudicherà la gara lascia dubbi, in particolare sul punto dei "trasporti". Non viene specificato per quali “trasporti” è stato stimato il costo riconosciuto. Viene da pensare, per come è scritto il Capitolato, che sia per il trasporto dei 54.000 metri cubi (in realtà stando ai “circa” indicati pari a 55.120 metri cubi) dei rifiuti pericolosi e non, derivanti dal sito dell'ex Stoppani. Se è così questo costo ricosciuto appare abbastanza alto. Infatti il costo di trasporto per 54 mila metri cubi avrebbe un prezzo consono, stando anche alla vicinanza della DISCARICA del MOLINETTO, scelta dall'Ente per i conferimenti, in 5 euro, mentre il costo riconosciuto dall'Ente Commissariale al privato che si aggiudicherà la gara è di circa 10 euro, ovvero il doppio.

In nessuna parte del Capitolato è poi previsto che l'Ente Commissariale chieda Informative Antimafia alle competenti Prefetture, una volta ricevuta indicazione dei soggetti a cui l'aggiudicatario affiderà subappalti, relative alle imprese a cui vengono, per l'appunto, affidati i lavori di subappalto. Leggendo con attenzione le “Norme di Partecipazione” (vedi qui) infatti si legge che le cause ostative (quali quelle per misure preventive, interdittive, precedenti e indagini con rinvio giudizio, etc) valgono per il “CONCORRENTE”, ovvero l'impresa o l'Associazione/Raggruppamento di Imprese, che presentano offerta. Nel punto 6, dedicato al “SUBAPPALTO” a parte una generica indicazione di “verifica della sussistenza delle condizioni e dei requisiti richiesti” non viene specificato in alcun modo che le stesse ragioni ostative previste per il “CONCORRENTE” (punto 4 delle Norme di Partecipazione) valgono e saranno applicate per le imprese a cui l'aggiudicatario (cioè il “CONCORRENTE”) intende affidare lavori in subappalto.

Questo è quanto, al momento. Quanto nessuno osa dire, tutti impegnati ad applaudire al “capitolo finale” della vicenda Stoppani... E, a proposito, un privato parteciperebbe ad una gara in cui il “rientro” nelle spese ed il margine di guadagno è determinato dai conferimenti nella DISCARICA del MOLINETTO da parte di terzi, senza avere la certezza di un “cliente” o più “clienti” da cui ha garanzie di riceve, entro 30 mesi, i conferimenti (con connesso pagamento)? Non è una “bazzecola” neppure questa visto che chi partecipa alla gara deve indicare “L'importo dei ricavi derivati dallo smaltimento conto terzi” dei rifiuti pericolosi (con dettaglio della tariffa unitaria suddivisa per le due tipologie CER).

Per ora altro non possiamo dire anche perché il Progetto alla base della gara pubblica non è pubblico. Si, è curioso anche questo aspetto vero? Abbiamo cercato copia del Progetto sul sito Valleronedomani, considerando che per legge dovrebbe essere pubblico ed accessibile, ma non c'è proprio... per averlo bisogna richiedere copia del CD con il Progetto pagando 50 euro. Anche questa “particolarità” è degna di nota, ci pare... anche perché in questo modo qualcuno potrebbe avere un quadro chiaro, in anticipo, delle imprese che intendo partecipare, probabilmente è una nuova procedura pure questa per mappare gli interessati prima dell'arrivo delle offerte in busta chiusa... chissà?

Attendiamo di vedere le evoluzioni, oggi scadono i termini per la presentazione delle offerte e quindi poi procederanno all'apertura delle buste e quindi all'assegnazione dei punteggi. Attendiamo con la consapevolezza, triste ed inquietante, del fatto che la DISCARICA del MOLINETTO resterà lì, con quanto di pericoloso contiene e di quanto pericoloso vi sarà ancora conferito, alla faccia del risanamento dei territori massacrati dalla Stoppani.
Dalla Bonifica con recupero ambientale del Sito di Interesse Nazionale ex Stoppani alla Discarica inquinata ed inquinante a vita... e l'opera sarebbe conclusa!

 

P.S.
Tra l'altro, in zona, e precisamente ad Arenzano, risulterebbe ancora attiva un'altra DISCARICA (indicata come attiva negli Atti ufficiali disponibili in rete) in mezzo al Campo da Golf. Opera della MARIO VALLE, che abbiamo già citato, sia il campo da Golf che questa Discarica per inerti. Anche quel sito del Golf già oggetto di conferimenti non proprio chiari, visto che attività di indagine della Procura di Genova avevano evidenziato la presenza di residui di colate di acciaieria... Ma tra Cogoleto ed Arenzano il tutto finisce sempre per cadere nel dimenticatoio, anche la Discarica nel Campo da Golf.
ortofoto-discarica-golf-lerca 

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