Esempi di "buona politica estera"... (di sinistra, naturalmente)

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

01.03.2007

Esempi di "buona politica estera"... (di sinistra, naturalmente)

di C. Abbondanza S. Castiglion

con articolo dell'Ansa:
PROPOSTA ESPERTI DIRITTO A CONGRESSO: ITALIA STA VIOLANDO LEGGI

ed un commento di Roberta Anguillesi di Democrazia Legalità (che sottoscriviamo!)


Noi teniamo fede da buoni alleati, in “discontinuità” con il Governo delle destre – naturalmente – agli impegni ed agli accordi con gli Usa. Il Governo Prodi, retto dalla ferrea maggioranza di 162 senatori, l’astensione di Andreotti e l’occhiolino di Cossiga, ha già assunto una posizione chiara e inequivocabile sull’omicidio di un nostro agente durante la guerra in Iraq. Il militare delle Forze Armate degli States, responsabile dell’omicidio politico di Nicola Calipari e rinviato a giudizio dalla magistratura italiana, non ci pensa minimamente a consegnarsi e farsi processare. Le autorità alleate degli Stati Uniti hanno già comunicato che non intendono assolutamente concedere l’estradizione del responsabile e disconoscono (dopo il Cermis ecc ecc) la giurisdizione italiana. Il nostro governo ha deciso di tacere e non pretendere la consegna dell’assassino, abbandonando ogni contestazione alla politica di depistaggio adottata dagli Usa, in fondo dobbiamo imparare, una volta per tutte, a rispettare la libertà delle persone (mica era un islamico questo militare statunitense).
Ma i veri alleati si vedono nel momento del bisogno, si sà. Quindi il Governo Prodi, quello “rinato per impedire il ritorno delle destre”, ha deciso di denunciare la violazione del Segreto di Stato da parte dei giudici della Procura di Milano per il processo agli agenti Sismi ed agli agenti CIA che hanno organizzato e realizzato il rapimento di Abu Omar a Milano (e le conseguenti torture!). Gli alleati americani non gradiscono interferenze di “magistrati mascalzoni” (termine tipicamente “liberale” con cui amichevolmente le autorità americane hanno definito i nostri giudici) e quindi si va oltre: dopo il Segreto di Stato e l’opposizione all’azione dei magistrati, lì si accusa di mettere a rischio la vita dei nostri agenti segreti e quindi il Premier Prodi procede anche a promuovere ad alto e prestigioso incarico Nicolò Pollari e sistema gli altri qua e là, Pio Pompa compreso (al Betulla ci pensa il padrone). Intanto per una riorganizzazione dei Servizi Segreti italiani, in discontinuità con il precedente governo, è stato incaricato Claudio Scajola, uomo di fiducia di Silvio Berlusconi (per la serie: gli facciamo fare noi questo lavoro così non lo può fare a nome delle destre, sic!).
Insieme a Cossiga, nel ringraziare a nome dei gladiatori piduisti il Governo ed in particolare Romano Prodi per il contrasto posto all’azione della magistratura milanese sul rapimento di Abu Omar, sono arrivati i nostri alleati. Stanno studiando una legge da approvare al Congresso per processare negli States i magistrati italiani che si mostrano ostili nei loro confronti. Un vero gesto di amicizia e fratellanza di chiaro stampo “liberale”.
Quindi in discontinuità con il Governo delle Destre – naturalmente -, si comprende proprio ora la ragione profonda per cui non sono state abrogate le leggi vergogna (ad personam e contro Giustizia e Magistratura): se gli americani vogliono la legge del taglione verso una magistratura autonoma ed indipendente (ultimo retaggio di regimi illiberali, sanguinari, comunisti e talebani, sic!), in attesa che approvino la nuova legge e la Cia si riorganizzi con i Nuovi Servizi Segreti disegnati da Scajola (il ministro degli interni noglobal del G8, sic!), pensiamoci noi a darci una mazzata a questi “giudici comunisti” (come disse, non tanto Berlusconi, ma l’autore primo di tale riconoscimento, alias Totò Riina).
Di fronte a cotanto impegno per noi e verso il nostro Paese da parte degli Stati Uniti, come non ospitare ancora 90 testate nucleari sul nostro suolo, come non destinare a loro - per la loro presenza con le Basi in Italia - oltre 3milioni di dollari l’anno (e che li vogliamo mica dare a quei reazionari di Emergency?!, ma che scherziamo, sic!), e soprattutto come dire di no all’allargamento della Base di Vicenza in pieno Centro città dove il nucleo offensivo più consistente e potente militarmente di tutta l’Europa e Mediterraneo troverà ospitalità? Sarebbe da ingrati dire di no, sarebbe proprio un “atto ostile” contro i sentimenti di amore, collaborazione e fraternità pura che Stati Uniti ci donano ogni giorno.
Un ringraziamento particolare a Rosa Maria Villeco Calipari, senatrice della Repubblica, che proprio oggi ha votato per questa linea, rinunciando pubblicamente al “rancore”, intriso in una “richiesta di verità e giustizia” che egoisticamente qualcuno avrebbe, al suo posto, rivendicato per quel servitore dello Stato, marito e padre, ucciso in missione dal “fuoco amico”.
In fondo, come recitavano i versi di quell’inedito di Rino Gaetano, riconsegnatoci in questi giorni da un grande giullare: In Italia si sta bene, anzi si sta male!

PS
Un augurio per una pronta ripresa anche a Franca Rame che per non far mancare il suo sostegno a questa linea di chiara discontinuità con la politica delle destre, nonostante si sia sentita poco bene durante la seduta al Senato di oggi, è riuscita comunque, per questa nuova idea di pace, a portare il suo contributo fondamentale per permettere al Governo Prodi di procedere spedito su questa linea in politica estera, in chiara discontinuità con quella del Governo delle destre, naturalmente.



...(Votazione al Senato, mi interessa poco il risultato. Il senatore a vita Cossiga ha votato no, mi interessa poco anche questo. Il Sen.Cossiga ha anche dichiarato di aver apprezzato del governo Prodi, anzi di Prodi in quanto suo vecchio- e fidatissimo,-amico , la scelta di contrastare l’azione della magistratura contro i servizi segreti. Benedetto sia il governo dei Pollari, della complicità dichiarata e manifesta con la peggiore America, con la peggiore storia e i peggiori vizi del nostro paese. Cossiga,il governo Prodi lo ha benedetto, poi ha ritirato la mano, alla faccia dei malori di alcuni, delle sterzate di altri e della realpolitik ingenua e raffazzonata di quella sinistra , detta radicale ma tristemente veterotogliattiana, che per un attimo si è sentita protagonista nel bene e nel male. Nessuno mi dica che Cossiga è un vecchio, magari pazzo, comunque vecchio rottame del passato, il suo nome è moltitudine: vecchio amico di tanti che al governo ci sono, sostenitore più recente di altri , specchio e consapevole cartina tornasole dello stato immutabilmente sconcio della nostra politica.)... Roberta Anguillesi



PROPOSTA ESPERTI DIRITTO A CONGRESSO:
ITALIA STA VIOLANDO LEGGI
(ANSA) - WASHINGTON, 28 feb - Il pm Armando Spataro e gli altri protagonisti dell'inchiesta su Abu Omar potrebbero aver bisogno presto di avvocati difensori che parlino l'inglese. Nel giorno in cui gli Usa confermano il 'nò all'estradizione degli agenti della Cia ricercati dall'Italia, a Washington spunta l'idea di un contrattacco giudiziario americano: due esperti di uno dei maggiori studi legali d'America, hanno proposto al Congresso di varare una legge che permetta di incriminare i procuratori che in Europa prendono di mira funzionari americani.
«Gli Usa spesso vengono accusati di violare leggi internazionali, ma l'inchiesta italiana è una violazione gravissima di quelle leggi, un orribile esempio di ipocrisia e un insulto agli Stati Uniti», dice all'Ansa David Rivkin, che insieme al collega Lee Casey ha lanciato la proposta oggi con un articolo sul Washington Post. Rivkin e Casey non sono avvocati qualunque. Entrambi hanno lavorato per Casa Bianca e ministero della Giustizia nelle amministrazioni Reagan e Bush padre e sono ora partner del potente studio 'Baker Hostetler'.
«Diciamo che abbiamo una buona reputazione in città - afferma Rivkin - e la useremo per spingere questa idea, sia con i repubblicani, sia con i democratici. Del resto c'è un serio interesse in Congresso perchè a nessuno, neppure a chi è contro l'amministrazione Bush, piace vedere sotto inchiesta 25 uomini e donne che fanno il loro lavoro», cioè gli agenti della Cia accusati del rapimento di Abu Omar. Rivkin ha precisato di non essere in contatto con gli agenti segreti incriminati e di non agire a loro nome.
La proposta di Rivkin e Casey emerge nel giorno in cui il consigliere legale del Dipartimento di Stato, John Bellinger, ha confermato che gli Usa non concederanno l'estradizione degli agenti. Da giorni intorno al caso di Abu Omar sta montando indignazione negli Stati Uniti: il Wall Street Journal, per esempio, per due giorni consecutivi ha pubblicato editoriali di fuoco contro l'Italia, accusando tra l' altro Spataro di essere in malafede e di essersi comportato da «mascalzone».
Il punto-chiave dell'idea di Rivkin e Casey è che la pratica delle 'renditions' è accettata da tempo - viene citato come esempio il caso della cattura in Sudan e il trasferimento in Francia di Carlos lo Sciacallo - e se anche il rapimento di Abu Omar fosse da considerare un crimine, gli agenti della Cia non sono perseguibili per il diritto internazionale. Fin dal XIX secolo, spiegano, è riconosciuta l'immunità a funzionari stranieri che agiscono con il riconoscimento del governo del paese che li ospita. «Mi sembra che a questo punto non ci siano dubbi - afferma Rivkin - che c'era una complicità quantomeno di una parte del governo italiano».
E allora, propongono i due esperti, «se i procuratori italiani possono fare inchieste del genere, diamo lo stesso potere ai procuratori americani nei loro confronti, e poi stiamo a vedere chi avrà vita più difficile...». Rivkin sottolinea che si tratterebbe di un'azione difensiva per gli Usa: «Non parliamo di far sbarcare i Marines nel golfo di Napoli, nè di sanzioni economiche, ma di reagire allo stesso livello».
Quanto agli eventuali bersagli di un'azione legale americana, per Rivkin si tratta di «individuare chi è coinvolto e poi procedere, a tutti i livelli: se si indaga su una rapina in banca, si può incriminare chi l'ha eseguita, ma anche chi guidava l'auto o chi ha venduto le armi ai rapinatori».
«Se il ministero della Giustizia italiano firmasse le estradizioni - conclude Rivkin - si renderebbe complice. Fino ad ora ha sempre detto no, ma è poco: rigettare una richiesta è solo una posizione passiva. È scandaloso ciò che sta avvenendo a queste 25 persone, che sono  anche in pericolo perchè è stata svelata la loro identità. Il governo  italiano deve fare molto di più, altrimenti questa storia danneggerà profondamente le relazioni tra Italia e Usa».(ANSA).

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