Terre rosse. Dall'Alta velocità a Castello

Scritto da Marco Ottanelli - DemocraziaLegalita.it
(Contiene brani video della requisitoria del P.M.al Processo Tav. )...

Quel che più fa dannatamente arrabbiare nella tempesta che sta investendo il PD è il dibattito che si è aperto sullo scoppio della questione morale. L'errore è triplice. Intanto nel pretendere di chiamare "morale" una questione che è sostanzialmente "criminale"; poi nell'identificare ancora una volta una indagine giudiziaria con l'apertura di un simposio sul concetto di morale, come se indagini, prove ed intercettazioni, fossero il pretesto per far filosofia e stimolassero una riflessione sul bene e sul male; terzo, perché il verbo "scoppiare" lascia intendere che si tratti dell'emergere di una assoluta novità, e non della fotografia polverosa di un sistema che procede inarrestabile, con i suoi modi ed i suoi protagonisti, da decenni. Decenni.

Davanti al baratro che si è aperto nella politica piddina di Firenze (i primi arresti di funzionari fanno tremare qualcuno in città), dopo le vittimistiche orazioni degli indagati Cioni, Formigli e Biagi, dopo la sceneggiate nazional popolari del sindaco Domenici, che è andato ad incatenarsi davanti alla sede de La Repubblica facendosi portare sul posto in auto blu (pare quella dell'ANCI !)con autista, dopo che le primarie di partito son state sostituite d'imperio dalle primarie di coalizione (una ipotesi scartata sdegnosamente fino a pochi giorni fa dal PD) con doppio turno ( sic), ebbene, davanti a tutto questo, Veltroni, per provare ad evitare il crollo totale del sistema a Firenze ed in Toscana (non dimentichiamo che Provincia e Regione sono coinvolte nell'indagine, seppur indirettamente), ha pensato bene di convocare presso la segreteria nazionale Vannino Chiti.
 
Perché?

Vannino Chiti è attualmente vicepresidente del Senato. Non occupa alcuna carica nel partito toscano. Il quale partito ha i suoi rappresentanti istituzionali (consiglieri eletti in ogni espressione del governo locale) ed i suoi dirigenti e quadri, pomposamente eletti tramite la grande kermesse delle primarie popolari, quelle che portarono, in un fiorire di liste dai nomi fantasiosi e variopinti, le piccole nomenclature di sempre al nuovo potere diffuso del PD, quando Veltroni stesso fu eletto con questo metodo. Qualcuno le ricorda? Qualcuno ricorda quel 14 ottobre 2007? Qualcuno ricorda gli altri quattro contendenti alla segreteria? Rosy Bindi, Enrico Letta, Pier Giorgio Grawonsky, Mario Adinolfi? Le schede blu, grigie, gialle, per le cariche regionali, locali, nazionali....qualcuno ricorda?

In Toscana, stravinse la lista Democratici con Veltroni, ed il suo capolista, Andrea Manciulli, divenne segretario regionale. Centinaia di migliaia di voti.

Poi, il 2 marzo 2008, una assemblea di centinaia e centinaia di delegati ha votato per l'elezione del segretario cittadino di Firenze, Giacomo Billi, e per quello della federazione metropolitana (una invenzione territoriale diessina, passata al PD senza soluzione di continuità, che copre quasi l'intera provincia), Andrea Barducci.

Né Manciulli, né Billi, né Barducci sono stati convocati a Roma, in questa fase. Né un solo consigliere comunale, provinciale, o regionale. È stato convocato Chiti. Perché? Che potere ha, Chiti? Da cosa gli deriva? Chi lo ha eletto, incaricato, delegato ad occuparsi della gestione del PD fiorentino? E dove sono le centinaia di delegati, e le migliaia di votanti alle primarie, con le loro schede azzurre e grige, dove sono finiti i loro voti, le loro volontà, dove sono finite quelle onde di rinnovamento, di partito nuovo, del nuovo, per il nuovo, che fa politica nuova, dove sono finite, se tutto il potere è in mano a Vannino Chiti?

Vannino Chiti. È lui, il nuovo? È lui nuovo al sistema di potere-opere pubbliche-interessi-gestione del territorio, quel sistema che ha fatto implodere (grazie alla magistratura e alle intercettazioni) il feudo fiorentino?

Mica tanto.

Vannino Chiti è stato presidente della regione Toscana dal 1992 al 2000. Poi è volato al parlamento, e recentemente, è stato anche ministro. Una carriera forte, basata sul radicamento nella regione che governò. E per la quale fece scelte di portata storica. Per esempio, gestì il passaggio, l'assegnazione dei lavori e le procedure ad essi relative della TAV.

Si celebra in questi mesi a Firenze, nel silenzio quasi totale dei media, il processo contro Cavet, (un consorzio di imprese edili) che ha avuto in appalto la tratta della TAV tra Bologna e Firenze. È la tratta più impegnativa, dovendo attraversare gli Appennini, ma l'impatto che i lavori hanno avuto sul territorio, in particolare sulle montagne e la valle del Mugello (lato toscano del cantiere) sono stati devastanti, distruttivi, clamorosamente impattanti. Fonti, sorgenti, fiumi estinti per sempre. Decine di famiglie, nuclei abitativi, frazioni lasciati per sempre senz'acqua.

Frane, smottamenti, gallerie scavate male. Smaltimento dei rifiuti del cantiere irregolare. Costi moltiplicati almeno cinque volte dalle previsioni originarie.  

Danni (cosa diversa dai costi) valutati dai periti della Procura attorno al miliardo, miliardo e mezzo di euro. Un ecosistema sconvolto. 60 km di tunnel e accessi di sicurezza "dimenticati". E i soliti intrallazzi tra controllati (la Cavet) e controllori.

Chi compone Cavet? Innanzi tutto la Impregilo, riconducibile al gruppo Fiat.In impregilo recentemente sono entrati: le Generali, la Banca Popolare di Milano, Igli spa di cui fa parte Fondiaria-Sai, Gruppo Gavio e Autostrade Spa, controllata dalla famiglia Benetton.  

Fondiaria- Sai è quella "di Ligresti", il quale ha anche un buon 2% di Generali. Sull' area ex Fiat e su quella Fondiaria, a Firenze, si sono avviate (e quasi completate) le più grandi operazioni immobiliari della Toscana. Sulla prima, a Novoli, l'Università, il Palazzo di Giustizia, centri commerciali, cinema multisala e abitazioni. Sulla seconda, a Castello, la Scuola per marescialli e brigadieri, abitazioni, centri commerciali, i nuovi palazzi di Provincia e Regione, l'ipotizzato stadio made in Della Valle... tutte cose sulle quali indaga, come si sa, la magistratura.

Ma torniamo al processo Cavet-Tav (che questa redazione ha seguito nei limiti delle sue possibilità, mentre tutte le udienze sono scaricabili in audio dal sito di Radio Radicale): le indagini e la requisitoria dei PM hanno fatto emergere, al di la dei danneggiamenti e delle devastazioni ambientali, tutto quel grigiore non criminale, non penale, ma fortemente censurabile, delle amministrazioni locali e regionali.

La ricostruzione delle inadempienze e delle superficialità della gestione della cosa pubblica, ricostruzione effettuata in aula dal PM Gianni Tei, lascia l'amaro in bocca per la quantità di dettagli assai poco edificanti che rivela.

Seguiamo il suo intervento del 10/4/2008, nel quale troveremo l'atteggiamento dei Comuni, quello della Regione, nomi che ricorrono nelle inchieste di oggi e che, negli anni '90, gestirono la vicenda TAV, ci renderemo conto di chi fece carriera e chi no...Ripetiamo il concetto: non si tratta di comportamenti criminali, di valenza penale. Ma sono atti e atteggiamenti dalla grande valenza politica e, diremmo, stavolta sì, morale.

NOTA: le richieste di condanna dai pm Giulio Monferini e Gianni Tei al processo a Firenze per i danni ambientali causati dai cantieri dell'Alta Velocità in Mugello, ammontano a oltre 180 anni di reclusione complessivi per 43 persone coinvolte . Tra le richieste di condanna più pesanti ci sono quelle a 10 anni di prigione per Alberto Rubegni, Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, presidente, consigliere delegato e direttore generale di Cavet, il consorzio di imprese che ha avuto in appalto i lavori Tav. Le accuse, a vario titolo riguardano i danni che lo scavo dei tunnel dell'alta velocità hanno prodotto alle falde acquifere e ai torrenti (danneggiati e in certi casi prosciugati), e le procedure illecite di smaltimento dei rifiuti di scavo (il cosiddetto smarino). Viceversa, è stata chiesta l'assoluzione per altri 21 imputati del processo.

   

L'atteggiamento delle amministrazioni locali.

 

 

 

 

 

video 1

Un sindaco si disinteressa

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Video 2

da funzionario ad assessore

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Video 3

da opposizione ad assessore

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La posizione della Regione Toscana e del Ministero dell'Ambiente.

 

 

 

 

 

Video 4

il presidente Vannino Chiti si impone

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Video 5

Regione e Ministero: parti civili?

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Controllati e controllori. Convergenza di interessi.

 

 

 

 

 

Video 6

la "teoria della cattura".

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Video 7

l'Osservatorio Nazionale Ambientale.

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Video 8

Nomi che tornano alla ribalta ed inefficienza.

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Video 9

Chi paga?

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Le carriere.

 

 

 

 

 

Video 10

da sindaco a dirigente TAV

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Video 11

assessori, onorevoli, ministri.

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Pagate i danni!

 

 

 

 

 

video 12

La delega al privato. L'abdicazione delle funzioni pubbliche.

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Video 13

Valutare se in sentenza rimettere gli atti alla Corte dei Conti.

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IL PROCESSO CAVET-TAV IN TUTTE LE SUE FASI (DIBATTITO, REQUISITORIA DEI PM, ARRINGHE DELLA DIFESA) PUO' ESSERE ASCOLTATO SUL SITO Radioradicale.it digitando "cavet" nel motore di ricerca interno. La sentenza è attesa, dopo le ultime udienze, tra il gennaio ed il febbraio 2009.


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