Quanto puzzano sti FORCONI?

Scritto da Ufficio di Presidenza

Piattaforma dei FORCONO e "coordinamento 9 dicembre 2013"Con rapido giro in alcuni punto di monitoraggio, il panorama è inquietante... e dimostra che questa mobilitazione lanciata dai FORCONI è tutt'altro che centrata sui problemi del popolo, che invece dicono (e pretendono) di rappresentare.

Oltre alle dichiarazioni del loro leader Danilo “Jaguar” CALVANI in cui afferma che occorre l'immediata decadenza di Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica per costituire un Governo guidato da militari, c'è anche ben scritto, il concetto in uno dei volantini del “coordinamento 9 dicembre 2013”. Qui si legge che devono essere mandati a casa tutti i componenti delle Istituzioni e che “da quel momento vi sarà un periodo transitorio in cui lo Stato sarà guidato da una commissione retta dalle forze dell'ordine...”.

Già questo “dettaglio” non ci pare proprio essere ciò che è stato detto nelle piazze, ai ragazzi delle scuole. A loro è stato detto che si lottava per conquistare provvedimenti per la soluzione dei problemi sociali, per le devastanti conseguenze della crisi. Ma invece l'obiettivo dei FORCONI e soci è ben altro. Tutt'altro che democratico e tutt'altro che la soluzione ai problemi sociali...

Ma vediamo come si è caratterizzata questa mobilitazione, in questi giorni. Perché indubbiamente molto dello scontento sociale è stato certamente intercettato dalle parole d'ordine “Tutti a casa”, “Basta”, “Siamo il Popolo”... L'unità non sui contenuti ma sull'odio verso i politici, tutti, perché, generalizzando, son “tutti ladri”... “tutti corrotti”.

Partiamo dal vedere chi c'era alla testa di diverse piazze e cosa hanno fatto.

Partiamo da Ventimiglia. Da verifiche effettuate nella città di confine tra i protagonisti del blocco dei FORCONI molti pregiudicati calabresi. In quel territorio che da decenni è “colonia” della 'Ndrangheta, questo è il biglietto da visita. Poi nella serata del 12 dicembre, si assiste ad una scena particolare: quando uno in scooter cerca di superare il blocco ed un "forcone semplice" lo ferma. Il tizio in scooter gli dice di lasciarlo andare, che lui può passare, che lui ha fatto 10 anni di galera (praticamente un master)... poi interviene un "capo-bastone forcone" che urla di lasciare andare quello in scooter: "E' Mimmo, mio cugggino".

Ed a Ventimiglia fa bella mostra di se, tra il “popolo” che odia la “casta” dei politici “tutti ladri”, quel Gaetano SCULLUNO, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa ed ex Sindaco di Ventimiglia. La sua amministrazione, a seguito delle verifiche poste in essere in conseguenza del nostro Esposto, è stata sciolta per condizionamento ed infiltrazione mafiosa. Insomma, con lui e PRESTILEO (altro imputato per concorso esterno), il COMUNE di Ventimiglia era piegato agli interessi e voleri dei MARCIANO', famiglia storica della 'ndrangheta, legata alla cosca dei PIROMALLI, e dai tempi del massone piduista Alberto TEARDO ponte con la politica. I soldi dei cittadini, quelli gestiti dal Comune, con la CIVITAS, finivano a sovvenzionare i lavori affidati alla cooperativa MARVON, ovvero la cooperativa degli 'ndranghetisti.
Ma nonostante questo, tutto questo, sia storia recente, fresca, lo SCULLINO è apprezzato dai FORCONI in mobilitazione nella città di confine.

 

E se andiamo ad Imperia, anche qui troviamo ancora, due giorni prima, sempre lo SCULLINO che posa in mostra con i manifestanti dei FORCONI, in prossimità di uno dei loro “blocchi”. Ma in questa città, altra realtà piegata da tempo dalla presenza 'ndranghetista, trovi i cortei contro i “politici ladri” in cui marciano noti pregiudicati. Non solo. Trovi gruppi di questi che procedono a minacciare pesantemente, in alcuni casi con vere e proprie aggressioni, i commercianti che osano non chiudere le proprie attività per accontentare la sete di consenso ed acclamazione dei FORCONI stessi.

 

Se andiamo a Torino, cambiando radicalmente regione, il panorama non cambia. Gran parte di coloro che girano a minacciare i commercianti perché chiudano le loro attività commerciali, dai negozi ai bar. Quando qualcuno rifiuta scattano minacce più pesanti sino ad aggressioni. Molte delle vittime hanno videocamere di sorveglianza che riprendono le scene, ma hanno paura e non denunciano. E qui, il Prefetto Basilone – uno dei migliori prefetti italiani – ha ragione nel dire: si deve denunciare e che le Autorità sono pronte ad intervenire per difendere chi viene minacciato ed aggredito, così come a perseguire chi minaccia ed aggredisce.

 

Vicino a Torino, si potrebbe dire in provincia di “Minotauro”, c'è Nichelino. Qui i FORCONI sono contro lo STATO perché è lo STATO che ha ucciso FALCONE E BORSELLINO, non la MAFIA, loro, i FORCONI, dichiarano "SIAMO A FAVORE DELLA MAFIA... DELLA VERA MAFIA NON DI QUELLA DELLO STATO"... perché LA MAFIA gli da mangiare, da vivere, lo Stato no. Chiaro?

 

Ed allora tornando in Liguria, a Savona. Qui, come altrove, l'impressione si aveva l'impressione di una “prova generale” di presa della città, con l'occupazione ed i blocchi in punti chiave, mentre si semina tensione lungo le vie percorse dai corte. Macchine prese a calci, negozianti minacciati. Un clima di tensione palpabile. Alla Liberia Ubik, luogo di incontro per la cultura e per l'impegno civile, che mai ha fatto mancare il supporto alle attività antimafia, quando passa il corteo si sento urlare “Dovete chiudere. Bruciamo i libri”. Ci sono campani con diverse attività commerciali tra coloro che guidano la marcia... e soprattutto, alla testa dei cortei, presentato come “portavoce”, in prima linea, per i FORCONI, con pettorina gialla del “coordinamento 9 dicembre 2013”, c'è Davide MANNARA', figlio di Lillo MANNARA' (coinvolto nella sparatoria di un regolamento di conti in pieno centro a Savona per cui venne anche arrestato il Pietro FOTIA, nel 1993). Pregiudicato con precedenti per traffico internazionale di droga, nonché dedito al riciclaggio (anche attraverso i Compra Oro). Ed anche qui non mancano i pregiudicati calabresi a fargli compagnia.

Una costante sono poi i gruppi eversivi dell'estrema destra che si accompagnano con i suddetti, nelle varie città e cittadine. Ci sono gli ultras, a volte di fedi opposte ma uniti nelle marce dei FORCONI...

Ecco, già questo, tutto questo, dovrebbe far riflettere i cittadini che ci avevano creduto. Che sono scesi in quelle piazze. Dovrebbero far riflettere i tanti giovani, studenti, usati da questi FORCONI, non per le questioni sociali, ma per il loro unico e chiaro obiettivo: DESTABILIZZARE lo Stato (e di questo abbiamo già parlato qui)

Poi, per far capire bene che ai FORCONI, quelli con i camion che vogliono bloccare Roma dando l'assalto alle Istituzioni della Repubblica, dei problemi della gente, di chi è in difficoltà, non gli importa proprio nulla, basta pensare che questi, i FORCONI, hanno un obiettivo molto concreto, si battono per l'abolizione dei SISTRI, ovvero il “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”. Il "popolo", quello che non arriva a fine mese, quello che dicono di "rappresentare" non sa nemmeno cosa sia il SISTRI. Eppure questa è una delle rivendicazioni dei FORCONI. Il SISTRI, non è una tassa, non è un imposta, non è un "cappio" per i cittadini, non è un “privilegio” della famigerata ed indistinta Kasta. E' uno strumento, come dice il nome, per TRACCIARE I RIFIUTI. Serve per ostacolare il TRAFFICO ILLECITO e lo SMALTIMENTO ILLECITO dei RIFIUTI, a partire ovviamente da quelli speciali, i tossico-nocivi... Quelli che sono tornati alla ribalta del Paese per la vergogna (una delle tante) della Campania dei CASALESI. Chi ha interesse ad eliminare il SISTRI? Il "POPOLO" non ci pare. L'interesse ce l'hanno i faccendieri e mafiosi che gestiscono il traffico illecito dei rifiuti. Loro sì. Questi hanno un forte interesse dal blocco del SISTRI. Le discariche abusive da nord a sud (mica solo nella terra dei fuochi... ma anche nel profondo nord) sono un business per imprese criminali e mafie, oltre che minaccia concreta alla salute delle persone!
Ecco, con i FORCONI per un regalo alle mafie ed alla devastazione dell'ambiente e della salute, non proprio per i bisogni dei più deboli, quindi.

Ora lo sapete.

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