Camporosso l'omertà si fa in Comune

Scritto da i banditi

L'omertà assoluta dell'agguato a colpi d'arma da fuoco, andato in scena alle 10:30 del mattino di mercoledì scorso, a Camporosso, trova il suo apice nel Comune di Camporosso. Sì, quel Comune che da anni, ignorando colpevolmente il contesto reale, si fa bello con il “progetto legalità” corredato da “bollino” di Libera...

Il sindaco Davide Gibelli (in foto) ringrazia e loda il consigliere comunale Francesco CORDI', uno dei due sparati di mercoledì mattina, che ben pensò, nonostante conoscesse bene gli attentatori, di non denunciare e poi spingersi anche nell'inverosimile tentativo di negazione dell'accaduto (come abbiamo già visto). No, non avete capito male: il Sindaco anziché chiedere le dimissioni di CORDI' per l'atteggiamento omertoso assunto lo loda, in pubblica seduta. Non solo...

Quello che emerge è che oltre all'omertà dei due sparati (il CORDI' - in foto - ed il suo amico SIMBARI) – con lode del Sindaco – sempre nell'ambito del Consiglio Comunale siede quel medico, già ex Sindaco, Aldo ROSSI, che ha prestato le prime cure ai due sparati, nel segreto della stanza, senza procedere a denunciare le ferite prodotte da colpi d'arma da fuoco. Ma a Camporosso tutto va bene ed il Sindaco Gibelli non si esime dall'escludere categoricamente che l'accaduto sia in qualche modo legato alla “bazzecola” della criminalità organizzata, che lì, nonostante sia asfissiante, si continua ad ignorare, convivendoci o peggio.

Il CORDI' non si dimette, così come non si dimette ROSSI. Due consiglieri comunali omertosi, conclamatamente omertosi, restano saldi al loro posto. Il sindaco Gibelli è contento così.

domenico-catalanoPer fortuna il lavoro del Procuratore Cavallone e delle Forze dell'Ordine non si ferma. Dopo aver individuato, nonostante l'omertà regnante, con assoluta rapidità i responsabili dell'agguato (CATALANO Domenico - nella foto a lato - ed il giovane CATALANO Antonio, continuano le indagini. Vi è infatti l'atteggiamento omertoso che ha intralciato le indagini. Da parte del CORDI' e del SIMBARI, che vittime dei colpi d'arma da fuoco hanno omesso di denunciare il fatto e, certamente per quanto concerne il CORDI', per aver taciuto agli inquirenti i nomi di quei due attentatori che conosceva benissimo e le motivazioni dell'agguato). Vi è poi anche l'omessa denuncia da parte del medico (consigliere comunale ed ex sindaco) ROSSI che, con il suo intervento di cura, conscio che le ferite fossero prodotte da arma da fuoco, ha omesso la denuncia del fatto alle Forze dell'Ordine. Vi è poi il contesto da approfondire. Quel contesto che avvolge le “cause di lavoro” che starebbero dietro l'agguato promosso ed eseguito dai CORDI'.

 

Una delle ragioni per cui il CORDI' ha assunto l'atteggiamento d'omertà potrebbe proprio nascondersi in quelle “cause di lavoro”. Se infatti le assunzioni promosse dal CORDI' nella società francese di ristorazione fossero state oggetto di accordi per un reciproco illecito scambio (in altre parole: “voti” in cambio del posto di lavoro), allora si potrebbe configurare la pratica del “voto di scambio” che vedrebbe il CORDI' come protagonista. Uno scenario che indicherebbe, ancora una volta, quanto sia condizionato da patti illeciti il voto e quindi la gestione stessa della cosa pubblica in questo territorio. Ancora una volta in questa terra. Ancora una volta anche a Camporosso.

antonio-catalanoNon può infatti sfuggire - come non è sfuggito a Patrizia Mazzarello giornalista (scomoda per taluni ambienti) de Il Secolo XIX – che sono molti gli esponenti della comunità calabrese di Camporosso (così come dei Comuni limitrofi, come in primis Ventimiglia) hanno lavorato o lavorano proprio in quella società di ristorazione di Montecarlo dove chi ha potere di decidere assunzioni e licenziamenti è proprio il CORDI'. Anche CATALANO Antonio - nella foto in bn, nipote del CATALANO Domenico, che è salito da Gioia Tauro per accompagnare lo zio al regolamento di conti con il CORDI', lavorava anche lui, come altri parenti stretti, per il CORDI' in quella terra di Montecarlo.

Attenzione quindi. Non siamo davanti ad una "semplice" lite finita male. Siamo davanti ad uno scenario inquietante che qualcuno ha cercato (e cerca ancora) di negare e minimizzare (come in primis ha fatto anche il CORDI' o, ancora, il sindaco Gibelli e la sua maggioranza per il caso eclatante di questi giorni). I CATALANO a Gioia Tauro non sono una famiglia qualunque – come ancora ricorda anche dalle pagine de Il Secolo XIX Patrizia Mazzarello -. Che a Montecarlo sia territorio – come la Costa Azzurra - ove la 'ndrangheta ha posto le sue profonde e influenti radici è evidente da lungo tempo (e l'individuazione del “locale” che certamente è stato attivato in quel territorio è solo questione di tempo). Che Camporosso, così come Ventimiglia, Bordighera e Vallecrosia, sia realtà piegate da una cappa omertosa e da cultura mafiosa, è ormai elemento certo che occorre affrontare e risolvere e non quindi negare o minimizzare. Che nell'estremo ponente ligure, così come anche nel savonese, nell'ambito del territorio di Genova e provincia, passando per il Tigullio sino all'estremo levante dello spezzino, il voto di scambio abbia assunto da decenni carattere di devastante negazione della democrazia e del libero esercizio di voto, soprattutto per il tramite di soggetti ed ambienti contigui, quando non direttamente emanazione della 'ndrangheta, è un dato di fatto che bisogna affrontare una volta per tutte. 

L'Amministrazione Gibelli, a Camporosso, anziché affrontare la realtà e quindi, per prima cosa, condannare la pratica omertosa e quell'ombra di voto di scambio, che atteggiamento ha assunto? Ha scelto di legittimare l'omertà in seduta pubblica del Consiglio Comunale, oltre che sorvolare su tutto il resto, come se il problema non esistesse, come se tutto fosse solo una "bazzacola".

Non sono state chieste dal Sindaco e dalla Maggioranza le dimissioni di CORDI' (che ha cessato di essere povera e inerme vittima quando ha scelto di non denunciare, bensì di coprire, con omertà pura, gli attentantori che ben conosceva così come anche le ragioni dell'agguato). Non sono state chieste nemmeno le dimissioni del consigliere ROSSI che da medico ha medicato gli sparati evitando di denunciare il fatto alle Forze dell'Ordine e dando così un prezioso contributo personale all'intralcio delle indagini.

A doversi dimettere a Camporosso, dopo questa pessima pagina, a questo punto, non solo più il CORDI' ed il ROSSI... perché quando ci si piega alla logica omertosa ed anzi si legittima tale pratica in una sede Istituzionale, il segnale è pessimo ed inaccettabile. Un Consiglio Comunale, un Amministrazione Pubblica, deve mettere al bando ogni logica omertosa e non può tollerarsi quanto invece avvenuto a Camporosso, ovvero, nei fatti, l'incitamento all'omertà. 

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