ALCHEMIA, l’albenganese del centrosinistra condannato per 416 bis

Scritto da Ufficio di Presidenza

Il GUP di Reggio Calabria, Olga Tarzia, ha pronunciato la Sentenza del procedimento “Alchemia” per gli imputati che hanno chiesto il rito abbreviato (beneficiando di sconti di pena).

Riconosciuto l’impianto accusatorio della DDA di Reggio Calabria, che in “Alchemia” raccoglie le inchieste della Procura di Savona coordinata dal Procuratore Francantonio Granero (ora in pensione), della Squadra Mobile di Savona e Reggio Calabria, del S.C.O. della Polizia di Stato di Genova e del Centro Operativo D.I.A. di Genova.

Tra i condannati per la sua partecipazione attiva alla cosca ‘ndranghetista dei GULLACE-RASO-ALBANESE, spicca anche l’albenganese ACCAME Fabrizio, già esponente di primo piano del centrosinistra con l’amministrazione comunale di Antonello Tabbò ed ancora candidato alle ultime elezioni comunali nella coalizione dell’avvocato Giorgio Cangiano (cugino e socio del dominus del PD albengangese, On. Franco Vazio, nonché Sindaco con il "braccialetto bianco" di LIBERA), immortalato in una foto con l’ACCAME, unitamente all’esponente nazionale del PD Maria Elena Boschi, nella campagna elettorale del 2014, quando l'operatività dell'ACCAME con il GULLACE Carmelo e FAMELI Antonio era già documentata e di pubblico dominio...

L’ACCAME, accusato di partecipazione ad associazione mafiosa e di intestazione fittizia nella vicenda della sala giochi di Loano (con il FAMELI Antonio, PRONESTI’ Antonello ed il “padrino” GULLACE Carmelo - che sono, con gli altri, a giudizio ordinario davanti al Tribunale di Palmi) è stato condannato a 8 anni e 8 mesi di carcere, oltre a un anno e sei mesi di libertà vigilata al termine della reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Con l’albenganese sono stati condannati: BARONE Adolfo (partecipazione - 416 BIS ed intestazione fittizia) 8 anni e 8 mesi e BARONE Pietro Giovanni (partecipazione 416 BIS) 8 anni; CORSETTI Massimiliano (concorso esterno 416 BIS) 8 anni; PIRRELLO Pietro (partecipazione 416 BIS) 8 anni e RASO Antonio cl. 88 (estorsione con aggravante mafiosa ai danni di Nino Cento della cooperativa “Zomaro Resort”) 8 anni e 10.000 € di multa. Anche per loro disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e misura di sicurezza della libertà vigilata dopo l’esecuzione della pena detentiva.

Il GUP ha inoltre disposto la confisca dei beni, già sottoposti a sequestro preventivo, degli imputati condannati.

Riconosciuti i danni alle parti civili costituite nell’udienza preliminare, da definirsi in separato giudizio civile, ed una provvisionale di 30 mila euro per le parti civili richiedenti: Comune di Palmi, FAI (Federazione Italiana Antiracket), ANVU (Associazione Nazionale Vittime Usura Estorsione e Racket), Casa della Legalità di Genova, Cooperativa “Zomaro Resort” e Nino Cento.

Una volta acquisite le motivazioni della Sentenza (tra 90 giorni) sarà anche possibile, comprese le ragioni delle assoluzioni pronunciate dal GUP (nei confronti di D'AGOSTINO Francesco per intestazione fittizia; PARRELLO Marco per partecipazione 416 BIS; RASO Giuseppe "avvocaticchio" per estorsione con aggravante mafiosa; TAIANO Luigi per concorso eterno; MAZZEI Salvatore e VAZZANA Annunziato per fatti di corruzione), sarà anche possibile compiere le dovute valutazioni finalizzate ad un ricorso d’Appello in merito.

La figura di ACCAME Fabrizio, ponte del GULLACE Carmelo anche con l’ex agente di Polizia Davide DELOGU ed impegnato, tra l’altro, a seguire e monitorare per il sodalizio le attività di contrasto promosse dalla Casa della Legalità che procuravano disturbo alla cosca ‘ndranghetista, non è certamente l’unica dell’ambito politico ed amministrativo albenganese che è emersa nell’inchiesta “Alchemia”.

Tra i molteplici soggetti è infatti emersa, ad esempio, la figura di Paolo CASSANI impegnato nel favorire, con i propri contatti, le pratiche di interesse della cosca, gestite direttamente dalla coppia GULLACE Carmelo - FAZZARI Giulia, soprattutto attraverso le imprese intestate fittiziamente alla FAZZARI Rita e l’ORLANDO Roberto.

paita cassaniIl CASSANI da un lato era socio di Gianfranco Sasso (dirigente del PDL e uomo storico di SCAJOLA Claudio) e dall’altro lato risultava attivo nel PD di Albenga (dove risulta anche dirigente il teardiano e massone TESTA Mauro). CASSANI, mentre operava da prestanome del GULLACE, era in prima linea nel sostegno della Raffaella Paita alle elezioni regionali del 2015, così come alle elezioni comunali di Albenga a sostegno del candidato sindaco Cangiano e per Tullio Ghiglione (sempre del PD), nominato poi assessore ai lavori pubblici dal Sindaco Giorgio Cangiano(il cui fratello è stato a lungo fidanzato con la figlia di quel GULLACE Elio fratello dell'esponente apicale GULLACE Carmelo, affiliato con gravi precedenti). Proprio Ghiglione pubblicava una foto, con anche lo stesso CASSANI, in cui ringraziava per gli oltre 400 voti di preferenza ottenuti. Le comunicazioni fax del CASSANI intercettate dagli inquirenti, relative al progetto perseguito dal sodalizio ‘ndranghetista per l’apertura di una discarica in località Campochiesa ad Albenga, vedevano l’uso dell’utenza intestata allo Studio professionale del Ghiglione.

Sempre di Albenga, con forti legami con la passata amministrazione che invece era targata centrodestra sotto la guida dalla leghista Rosy Guarnieri, vi erano i NATO dell’agenzia delle Pompe Funebri. Il NATO Francesco, scappato con il fratello Nicola, famigliari e materassi da Reggio Calabria per sfuggire alla guerra di ‘ndrangheta, è nitidamente emerso, durante le indagini, per i suoi rapporti con il GULLACE Carmelo (insieme al NATO nella foto che segue). Dagli atti dell’inchiesta “Alchemia” si apprende, inoltre, che proprio il Francesco NATO è stato indagato dalla DDA di Reggio Calabria per un omicidio ed un tentato omicidio, avvenuti nel 1991 in Calabria nell’ambito della guerra di ‘ndrangheta che si è consumata nella città dello stretto tra il 1985 ed il 1992.

Relazioni e cointeressenze di cui in terra di Liguria ci si ostina a non parlare e non affrontare.


P.S.
E' lo stesso ACCAME Fabrizio che si scopre, grazie ad un intercettazione ambientale del procedimento “ALCHEMIA”, riceveva informazioni, ad esempio, da un esponente del M5S (Movimento 5 Stelle) del ponente savonese, il geometra Marco MARCHIANO, sulle attività del Presidente della Casa della Legalità - Onlus, ad Andora. Informazioni che ricevute dall’ACCAME vedevano informare il GULLACE sulle attività dello "stronzo di Genova" (ovvero il Presidente della Casa della Legalità) e da questi avere l'avallo per recarsi a sentire cosa veniva detto per poi riferirlo.

 

 

 

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