Tra Metro', cantieri e carruggi genovesi... ed intanto a Gela...

Scritto da Ufficio di Presidenza

operazione cerberusA Gela Cosa Nostra e Stidda andavano sempre d'accordo sotto legida "Emmanuello". Ma la pacchia loro è finita, come è finito Daniele Emmanuello... nel cui stomaco erano stati trovati pizzini che il boss cercava di nascondere prima dell'ultima fuga e che invece sono stati molto utili per le indagini. Il "pizzo" ma anche le solite infiltrazioni nell'edilizia, non solo il pagamento di tangenti ma anche l'assunzione di operai e la fornitura di materiali erano ciò che veniva imposto dalla "famiglia" degli Emmanuello. Dopo i recenti arresti dei "gelesi" che operavano lungo l'asse Gela-Genova-Milano e che volevano uccidere Rosario Crocetta, un altro colpo è arrivato con l'Operazione Cerberus, eseguita dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, come disposto dal Gip Giovanbattista Tona, su richiesta dei giudici della DDA, il procuratore Sergio Lari, l'aggiunto Domenico Gozzo ed il sostituto Nicolò Marino.
Calogera Pia Messina, detta "Zì Calina", madre di Daniele Emmanuello, non aveva solo coperto la latitanza del boss al vertice della cosca, ma ne aveva preso il "testimone", quindi la guida del clan. Con la signora, nell'operazione antimafia, sono finiti agli arresti : Giuseppe Billizzi, di 37 anni; Luigi Cannizzaro, di 45 anni; Stefania Cascino, di 31 anni; Giuseppe Cassarino, di 51 anni; Crocifisso Cavaleri, di 55 anni; Giorgio Davide Lignite, di 39 anni; Orazio Pirro, di 35 anni, imprenditore; Alessandro Rolla, di 27 anni; Sandro Missuto, di 31 anni. Mentre altri provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere a Carmelo Massimo Billizzi, di 36 anni, ritenuto il luogotenente di Emmanuello; Giuseppe Bassora, di 36 anni; Domenico Vullo, di 33 anni.

E chissà come l'avranno presa i gelesi che sono qui a Genova...

dove si sentono i padroni di mezza città, a partire dal Centro Storico, (oltre alla Valpolcevera) in cui si coordinano benissimo con i "calabresi"? Ce lo domandiamo perché per il boss Rosario Caci, gelese degli Emmanuello, della 'decina' di Piddu Madonia attiva a Genova (dopo che si è riorganizzata a seguito dei duri colpi inflitti dal pm Anna Canepa), li considerava persone gradevoli, gentili... fedeli cattolici con una mamma (quella arrestata) tanto per bene (senti l'audio in coda all'articolo). Anche perché dovrà ancora digerire che lo Zappone Salvatore, con cui si accompagnava amabilmente per i carruggi che con-dividono con i Canfarotta, i Fiumanò e gli Alessi, abbia ricevuto "l'avviso" dai Carabinieri per le brutte frequentazioni. Ormai i Canfarotta, che sono i proprietari di mezzo mondo nei vicoli genovesi, il Caci che continua con i suoi affari (tra l'albergo pagatogli dal Comune, i beni confiscatigli che il Comune tiene chiusi - dopo anni che li ha lasciati occupare proprio dal boss - ed il bar con licenza comunale in Via Canneto il Lungo), gli Zappone come il Fiumanò che - anche lui tra licenze comunali - si aggira a controllare il territorio, come gli altri sodali e amici... e gli altrettanto "storici" Alessi... posso sperare ben poco che perduri questo "regno" di sfruttamento della prostituzione, di smistamento della tratta (per prostituzione e caporalato), di infiltrazione nell'economia con attività commerciali e immobili (tanti), bische clandestine, pizzo ed altri sporchi affari come la droga... Il silenzio e l'omertà è stata rotta, e noi li si continuerà ad indicare... come abbiamo già e sempre fatto, così come continueremo ad indicare ogni altra famiglia mafiosa ed i loro "amici".
[leggi lo speciale sul Centro Storico - leggi un breve sommario sulle mafie a Genova]

Ed intanto, se ai Mamone e consorterie affini sta pensando la Guardia di Finanza, con le inchieste che scuotono la città, dalla nuova Tangentopoli all'Operazione Pandora, un altro lavoro la DIA lo sta portando avanti. L'oggetto dell'attenzione è la Metropolitana genovese. Si quella stessa metropolitana che ha un costo inversamente proporzionale alla lunghezza, nel senso che è piccola piccola ma ha un costo stratosferico. Sempre quella metropolitana dove opera la Impregilo - anche se la Sindaco Marchese-Vincenzi affermava che la Impregilo (per il cui gruppo il consorte Bruno ha un po di lavoretti) a Genova non fa nulla, sic! - e nei cui cantieri, come evidenziato un anno fa da Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore per una denuncia pubblica della CISL, entrava esclusivamente la Fillea-Cgil di Venanzio Maurici (lo stesso che difendeva un anno fa, davanti ai cancelli dell'impresa, la Eco.Ge dei Mamone, dopo essere stato uno dei convenuti nell'area dell'Oleificio Gaslini il 9 novembre 2005 per la presentazione del più grande escavatore dei Mamone, lo stesso che ha fondato un'associazione culturale con un pregiudicato per reati tipicamente mafiosi come Giacomo Maurici, con cui si accompagnava in molte delle feste della comunità riesina).
Dopo l'operazione della DDA di Caltanissetta che portava anche a Genova (Metrò e Museo del Mare) la pista delle forniture di calcestruzzo, di pessima qualità e pericoloso, imposte da Cosa Nostra attraverso la Italcementi e la Cancestruzzi, non pare esaurita. La DIA sta passando al setaccio documenti e incarichi, forniture e ogni altro tassello di quella ragnatela chiamata "subappalti" che riguardano i lavori della Metropolitana genovese. In meno che non si dica già all'occhio spuntava un lavoratore in nero... ora attendiamo il seguito delle verifiche che la DIA porterà avanti, grazie anche alla collaborazione della Prefettura guidata da Anna Maria Cancellieri (Prefetto che a Catania lavora bene e quindi diventò scomoda, così che il senatore D'Ali, di Forza Italia, ne caldeggiò il trasferimento con i diessini, per sostituirla con il Prefetto Finazzo - ex Questore di Milano, poi promosso Prefetto di Trapani dopo la cacciata di Sodano -, e, sempre stando alle indiscrezioni raccolte, con un legame pesante che accavalla il passaggio del Palazzo del Governo di Catania e la nascente questione "Calcestruzzi-Italcementi" -. Giunta a Genova è divenuta scomoda per qualcun altro, tanto che la mandano in prepensionamento a novembre... senza proroga d'incarico e senza altri incarichi che invece sono normalmente dati a chi non crea disturbo, proprio come nel caso del suo predecessore Romano. Per la serie quando un Prefetto lavora bene, chiunque ci sia al Viminale, lo si manda a casa!).

Attendiamo il prossimo passo!


questo è un estratto audio "dialogo" che abbiamo avuto  con il boss Rosario Caci, quando gli abbiamo chiesto perchè non aveva denunciato e raccontato, scegliendo la strada della collaborazione con la giustizia, degli Emmanuello (il volume è stato alzato perchè si sentiva molto basso)... a seguire le prime "comunicazioni" che Caci ci rivolse quel giorno - il resoconto dell'incontro lo abbiamo pubblicato qui. Era il 20 novembre 2007, eravamo prima dell'alba in Vico delle Mele in attesa che venisse effettuato lo sgombero dell'appartamento confiscato di vico delle Mele (che poi slittò per il ricorso al Tar presentato grazie al ritardo con cui il Comune di Genova si presentò all'appuntamento per lo sgombero).

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