Rasario CACI e signora in galera... con la combricola

Scritto da Ufficio di Presidenza
il Rosario CACI ora è di nuovo in galera, questa volta con la signora[in coda il video con l'audio del Rosario Caci in 2 degli "incontri" nei vicoli di Genova,
alcuni dei principali nostri articoli sul Caci e la rassegna stampa sull'operazione del Gico]

Lo avevano sempre indicato il Rosario CACI... quello che il Comune, con Prefettura (prefetto Giuseppe Romano) e Damanio, aveva lasciato rioccupare i beni confiscati di vico delle Mele. Lo avevamo affrontato e non ci siamo mai fatti intimidire quando si avvicinava minaccioso, quando indicava il presidente della Casa della Legalità come il responsabile, insieme al colonnello Riccio, delle sue disgrazie... o quando, mentre il Comune gli dava da un lato ospitalità in un albergo di Via Balbi e rilasciava al suo figliolo la licenza per un bar (dove c'era sempre, però, la signora Concetta ed il Rosario Caci a tenere i contatti), ad un giornalista diceva che lui non è mafioso (sic) ma che gli avrebbe fatto piacere vedere Abbondanza sciolto nell'acido. Il Gico con il pm Panichi della DDA aveva scoperto la sua nuova "casetta chiusa" nella centralissima via XX settembre, accanto ad un ufficio legale che naturalmente non si accorse di nulla... e recentemente siamo tornati a parlare di lui nell'approfondimento ed aggiornamento su "quella sporca 'decina'... " così come indicammo quella falsa invalidità per cui percepiva la pensione, ed oggi lo hanno arrestato con la sua combricola per contrabbando, sfruttamento della prostituzione e usura. Grazie quindi alla Guardia di Finanza!!!!
Ecco il Comunicato Ufficiale della Guardia di Finanza...

 

Guardia di Finanza

 

COMANDO PROVINCIALE GENOVA

COMUNICATO STAMPA DEL 25 MAGGIO 2010

 

GUARDIA DI FINANZA: ARRESTATE CINQUE PERSONE PER CONTRABBANDO DI SIGARETTE,
SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE E USURA.
 


All'alba di questa mattina, il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Genova ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere - due delle quali notificate a soggetti già detenuti per altro motivo - nei confronti di altrettante persone, tutte italiane, tra le quali una donna, accusate, a vario titolo, di contrabbando di sigarette, sfruttamento della prostituzione e usura; una quinta persona è stata arrestata a Gioia Tauro dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Reggio Calabria. 

Si tratta di:

Altre tre persone sono state denunciate a piede libero. 

L'indagine, diretta e coordinata dal Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, dott. Federico PANICHI, ha permesso, tra l'altro, di scoprire una truffa ai danni del Comune di Genova

Infatti, i due principali indagati, moglie e marito, gestivano una fitta rete di contatti nei diversi ambienti criminali che consentivano loro di ottenere ingenti profitti, ma, nonostante ciò, sono risultati beneficiari di un programma di assistenza da parte del Comune di Genova, in ragione dell'invalidità al 100% riconosciuta al marito e in quanto già destinatari di un provvedimento di confisca dell'abitazione. 

L'attività più  redditizia gestita dalla coppia era certamente quella dello sfruttamento della prostituzione, con guadagni netti mensili che potevano arrivare anche a 5.000 euro. 

La donna, infatti, aveva regolarmente locato un appartamento nella centralissima via XX Settembre e il marito, grazie ai suoi numerosi contatti in tale ambiente, assicurava la necessaria presenza delle donne che esercitavano il meretricio e corrispondevano ai due 700 Euro a settimana. 

E' stato, inoltre, accertato che i due coniugi si sarebbero resi responsabili di due casi di usura, con tassi d'interesse mensili del 50% circa in un caso e del 160% circa nell'altro. 

Come si è detto, fra le persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, vi è anche un italiano di Gioia Tauro che, grazie a una fitta rete di conoscenze nel capoluogo genovese e nella terra d'origine, era riuscito ad organizzare diverse spedizioni di sigarette di contrabbando. 

Quest'attività  aveva già portato, negli ultimi mesi dello scorso anno, al sequestro di circa 150 kg. di tabacchi lavorati esteri nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Principe e all'arresto di due persone.






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26.05.2010 - Repubblica
In manette il boss ospite del Comune

Usura e prostituzione: "l'invalido" Rosario Caci viveva in una pensione

di Marco Preve

Usura, sfruttamento della prostituzione ma anche un nuovo filone per una presunta truffa ai danni del Comune di Genova. Lui Rosario Caci, 55 anni, condannato per traffico di stupefacenti, considerato dagli inquirenti un affiliato al clan Emmanuello-Fiandaca, nonostante intascasse 5 mila euro al mese dalle sue attività illegali, come invalido otteneva dal Comune di essere alloggiato per oltre un anno prima in un albergo e oggi ancora presso una pensioncina nei vicoli. Questo dopo che il suo appartamento era stato confiscato grazie alla legge antimafia.
Rosario Caci è uno dei cinque arrestati in un'inchiesta condotta dai finanzieri del Gico e coordinata dal pm Federico Panichi della procura antimafia.
In carcere, oltre a Caci, sono finiti Concetta, la moglie, Girolamo Ventrici, clabrese di 67 anni, Giovanni Caruso, 54 anni siciliano e Antonio Volpe, napoletano di 67 anni. Altre tre persone sono state denunciate a piede libero. Gli investigatori del Gico, guidati dal colonnello Fulvio Marabotto, hanno sviluppato varie piste d'indagine e tra queste anche il contrabbando di sigarette.
L'attività più redditizia gestita dalla coppia era certamente quella dello sfruttamento della prostituzione. Concetta Caci aveva affittato un appartamento nella centralissima via XX Settembre, nel palazzo al civico 2, dove ricevevano alcune prostitute. Secondo gli inquirenti, i Caci si sarebbero resi responsabili di due casi di usura nei confronti delle lucciole, con tassi di interesse mensili del 50% circa in un caso e del 160% circa nell'altro.
Secondo l'accusa, Gerolamo Ventrici, grazie a una fitta rete di conoscenze nel capoluogo genovese e in Calabria, era riuscito ad organizzare diverse spedizioni di sigarette di contrabbando.


26.05.2010 - Il Secolo XIX
L'inchiesta della Guardia di Finanza
Arrestato Caci "il re dei vicoli" per usura e prostituzione

Fermata anche la moglie e tre persone. Nuova indagine per truffa allo Stato
di Graziano Cetara

Per la Finanza in manette sono finiti i vertici di una centrale del malaffare capace di macinare oro, coltivando i business d'antan delle sigarette di contrabbando, della prostituzione (nelle alcove annidate nel centro della city) e dell'usura. Una centrale governata da uno dei nomi più noti della sicilia mafiosa sbarcata a Genova, Rosario Caci, 54 anni, "uomo d'onore" per le cronache degli ultimi anni, conosciuto come il "Re dei vicoli", vicino a boss del calibro di Piddu Madonia e, nel capoluogo ligure, alle famiglie Fiandaca ed Emmanuello. Quel personaggio che, nell'agosto 2009, accolse i muratori del Comune, nella sua casa appena confiscata in vico delle Mele nel centro storico, scatenando con le sue minacce l'allarme mafia del sindaco e la reazione preoccupata del prefetto, che mise sotto scorta, per così dire, i lavori di ristrutturazione dell'immobile.
Dopo il sequestro dell'alcova simbolo del gruppo in via Venti Settembre 2, poi restituita alla studentessa che l'aveva acquistata con un mutuo e affittata senza conoscerne la destinazione finale, ieri all'alba Caci è stato arrestato. Insieme a lui, assistito dall'avvocato Raffaella Multedo, il Gruppo investigativo della Finanza specializzato nel contrasto alla criminalità organizzata, ha eseguito altre quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti della moglie di Rosario, Concetta Caci, 51 anni, e di Girolamo Ventrici, 67, Giovanni Caruso, 54, e Antonio Volpe, 67 (gli ultimi due già in carcere dopo in sequestro in stazione a Principe di 150 chili di Marlboro di contrabbando). In più hanno denunciato a piede libero altre tre persone, Nicola L., Rosa S. e Ettore V., difeso dall'avvocato Andrea Ciurlo. Rosa, in particolare, è una delle sei prostitute che facevano parte del giro scoperto dalla Finanza. E' accusata di favoreggiamento per aver negato l'evidenza per coprire i suoi protettori. Le accuse per tutti gli altri, formalizzate con un avviso di conclusione delle indagini preliminari, sono a vario titolo: usura, contrabbando e favoreggiamento della prostituzione. Un nuovo filone di inchiesta è rappresentato da una presunta truffa ai danni dello Stato di cui sono accusati i coniugi Caci: nonostante i cinquemila euro al mese rastrellati con il giro di squillo (che pagavano 700 euro mensili a testa ai protettori), i due avevano ottenuto una casa dal Comune dopo aver subito la confisca dell'abitazione di proprietà, in virtù dell'invalidità al 100 per cento di Rosario Caci.


26.05.2010 - Corriere Mercantile
Rosario Caci torna in cella
Usuraio con il sussidio del Comune - Arrestato
Già nel mirino dell'antimafia
di Francesco Ricci

Usuraio di professione, in virtù della sua invalidità permanente percepiva un sussidio dal Comune di Genova che gli pagava una stanza d'albergo mai abitata e gli passava qualche soldo. Per questo e altri reati - il pregiudicato di origine siciliane Rosario Caci, 55 anni, 14 già trascorsi in carcere e considerato legato al clan mafioso degli Emmanuello, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm genovese Federico Panichi e firmata dal gip Fucigna. Insieme a Caci, con le accuse di contrabbando di sigarette, sfruttamento della prostituzione e usura, sono stati arrestati la moglie Concetta, siciliana di 52 anni, Girolamo Ventrici, calabrese di 67 anni e Giovanni Caruso, siciliano di 53 anni. Una quinta persona, Antonio Volpe, campano di 67 anni, è stata arrestata a Gioia Tauro. Altre tre persone sono state denunciate a piede libero. L'Ordinanza è stata eseguita dai finanzieri del Gico. Scrivono in una nota i finanzieri: "I due principali indagati, moglie e marito, gestivano una fitta rete di contatti nei diversi ambienti criminali che consentivano loro di ottenere ingenti profitti, ma, nonostante ciò, sono risultati beneficiari di un programma di assistenza da parte del Comune di Genova, in ragione dell'invalidità al 100% riconosciuta al marito e in quanto già destinatari di un provvedimento di confisca dell'abitazione". L'attività più redditizia gestita dai coniugi Caci era quella dello sfruttamento della prostituzione, con guadagni netti mensili che potevano arrivare a 5.000 euro. La donna, infatti, aveva regolarmente affittato un appartamento nella centralissima via XX Settembre e il marito, grazie ai suoi numerosi contatti nell'ambiente della prostituzione, assicurava la costante presenza di squillo che pagavano ai due 700 euro a settimana. E' stato accertato che i due coniugi Caci si sarebbero resi responsabili di due casi di usura, con tassi d'interesse mensili del 50% circa in un caso e del 160% circa nell'altro. Fra le persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, vi è anche un italiano di Gioia Tauro che, grazie a una fitta rete di conoscenze nel capoluogo genovese e nella terra d'origine, era riuscito ad organizzare diverse spedizioni di sigarette di contrabbando. L'indagine aveva già portato, negli ultimi mesi dello scorso anno, al sequestro di circa 150 chili di tabacchi nei pressi della stazione Principe e all'arresto di due persone.

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