Cronaca non raccontata della giornata di Veltroni a Genova

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

fassino_veltroni01g.jpgOltre a quanto accaduto a noi per aver posto la domanda "Perchè candidate Crisafulli amico dei boss e non candidate Lumia condannato a morte da Cosa Nostra?", di cui abbiamo già scritto un dettagliato resoconto, altro dimostra l'insofferenza alle domande di una campagna elettorale già decisa. "Si può fare" la grande truffa, il grande inganno... verso l'inciucio per riscrivere la Costituzione a garanzia dell'oligarchia e facendo credere che lo fanno per "il bene del Paese". Vediamo...


I pullman del tour sono due, quello del Veltroni e quello dei giornalisti che sulla base dell'esperienza del loro collega della Stampa cacciato da D'Alema, hanno imparato a non dare fastidio al "timoniere" di turno, anche se è una semplice comparsa sulla scena teatrale del grande inganno e dell'inciucio definitivo.
Quando arrivano all'Esaote di Genova, il pullman di Veltroni segue la Municipale, mentre quello dei giornalisti si ferma al punto prestabilito per l'entrata trionfale nella struttura del buon Castellano (la "cittadella hi-tech" ricordate? Ma sì gli Erzelli, Burlando e Spinelli...). Veltroni a quel punto va all'entrata secondaria dove vi sono alcuni operai non troppo "ottimisti" e stufi delle morti dei loro colleghi nel Porto, o nelle fabbriche di Torino, o nei cantieri. Vogliono parlare con Veltroni. Ma questo NON "si può fare" e così vengono allontanati di peso. I giornalisti al "seguito", veri "segugi dell'informazione" erano lontani e non hanno visto... (e non devono nemmeno aver sentito gli operai, sic!)
Il pullman dopo il "sereno" incontro all'Esaote punta al cuore della città. Lì ci sono i portuali, non i dirigenti della Culmv di Batini che si spartiscono incarichi e soldi con Novi ed i terminalisti [leggi lo speciale], ma proprio quelli che lavorano, che hanno gli incidenti e che muoiono. Loro è difficile "spostarli" di peso. Ma il buon Veltroni si era fatto recapitare apposta per Genova l'operaio della Thyssen di Torino, il collega dei morti ammazzati da imprenditori senza scrupoli e che è candidato nel Pd insieme al "falco" di Confindustria, Calearo, davanti al quale anche Berlusconi sembra uno statalista radicale. Con quel "paravento" i portuali non lo possono attaccare, sarebbero a loro volta tacciati di essere "nemici dei lavoratori, delle vittime sul lavoro" degli "strumentalizzatori e provocatori". Quindi in queste condizioni l'incontro "si può fare", tanto se ti chiedono, magari, per rispetto, di leggere i nomi di tutti i caduti sul lavoro, mica sei obbligato a farlo, chi lo dice che questo "si può fare"? Nessuno. Inoltre i "padroni" dei moli non la prenderebbero bene, loro sono praticamente tutti iscritti e sostenitori del "Maestrale" l'associazione "scoperta" di Claudio Burlando e molti di loro sovvenzionano annualmente il partito (sempre investimenti per la "sicurezza" sono, qualcuno potrebbe dire... non quella dei lavoratori, ma quella dell'impresa che è "sicura" di avere amici nelle stanze dei bottoni!).
Naturalmente qualcuno poteva anche pensare che venisse data la parola ad un portuale prima dell'intervento in piazza di Veltroni, ma questo NON "si può fare", e poi è venuto da Torino apposta l'operaio-candidato (non Liguria, bensì nella lista del Piemonte!), lui è affidabile e perfetta "foglia di fico" per parlare, con lui  "si può fare"!
A coronare questa "splendida" giornata di Veltroni a Genova sono significativi alcuni passaggi del suo comizio in piazza, sottolineati da militanti attenti ad alzare a comando i cartelli e le bandiere... Veltroni afferma, ad esempio: che ci vuole la sicurezza e che per questo occorre la certezza della pena, perché è inaccettabile che chi scippa una vecchietta dopo qualche giorno sia di nuovo libero per strada (per gli altri reati "si può fare" ma per gli scippi alle vecchiette no!); oppure tuona che non è accettabile che il figlio di Riina giri come una star per Corleone (sacrosanta affermazione... ma allora le leggi vergogna, il "giusto processo" o la demolizione delle leggi antimafia tra cui quella sui collaboratori e testimoni di giustizia, che in questi anni hanno salvaguardato, quando non addirittura promosse - insieme all'indulto - in perfetta coerenza a quel patto scellerato tra Stato e Mafia che è la ragione vera dell'assassinio di Paolo Borsellino? Ahhh, capito: giustamente Veltroni non contesta il merito, probabilmente vuole solo chiedere che non sia dia troppo nell'occhio... in fondo si può continuare le attività di "famiglia" con più riserbo, "si può fare" senza girare coma una star!). Il culmine però degli applausi arriva quando Veltroni si lancia nella matematica. Ad un certo punto dice: Berlusconi dice che farà delle cose prima delle elezioni ma poi non le fa, negli ultimi 15 anni loro sono stati al Governo del Paese per 7 anni (Vero, giusto, sacrosanto! Ma il centro-sinistra, stando ai "suoi" calcoli, è stato in questi ultimi 15 anni al governo per 8 anni! E perché non ha fatto quello che aveva promesso? Perché ha fatto l'esatto opposto di quello che era scritto nel programma? Non si sà, la gente applaude, è felice!). Poi un altro passaggio è da inserire nelle frasi celebri, quello sulla Giustizia. Veltroni è contro la "giustizia lenta", è per i Manager nei Tribunali e per risparmiare. Secondo lui, sottolinea, il motivo per cui le imprese estere non investono in Italia è la lentezza dei magistrati, la pura di incappare nella lenta macchina giudiziaria (mica il fatto che al sud o al nord vi è quella impronunciabile "mafia" che condiziona il mercato con il riciclaggio del denaro sporco, l'infiltrazione negli appalti e nel tessuto commerciale o che impone il "pizzo" alle imprese... no il problema sono quei cattivi e lenti magistrati)
Che dire d'altro? Non rendiamoci complici di giochi che hanno già deciso. Il 13 e 14 aprile hanno già deciso come andrà e cosa si farà il giorno dopo, tutti d'accordo per auto-tutelare l'oligarchia... Non rendiamoci complici... il futuro lo possiamo salvare, non è ancora scritto!

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