Fereggiano e 'ndrangheta, due "bazzecole" di Genova

Scritto da Ufficio di Presidenza
Antonio FURFARO con Claudio BURLANDO e Alessandro REPETTO

Sul Fereggiano, per un progetto di Claudio Burlando nella veste di Commissario Delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Protezione Civile, si sono spesi negli ultimi anni, quantomeno, 10 milioni di euro. Soldi stanziati dalla "Protezione Civile". Ma non sono stati usati per allargare l'alvero del torrente. Nemmeno per eliminare le strozzature causate dai palazzi nel greto e sulla sponda (solo un parziale intervento è stato effettuato in merito a questo problema). Men che meno per pulirlo, liberando l'alveo da arbusti, frane e detriti vari. Il lavoro per la "messa in sicurezza" è stato quello di tombinare un ampio tratto del torrente e realizzarvi sopra dei bei parcheggi (leggi anche il post di Marco Preve) ed un area gioco per bambini (due di loro non potranno più giocare sono morti nell'alluvione!). E' subito a valle di questa nuova "copertura", che completava quella di Largo Merlo, che la furia dell'acqua ha esondato causando il disastro e morte... E chi ha eseguito i lavori per questo lotto che Burlando stesso annunciava (vedi qui) in pompa magna autolodandosi? La CO.S.P.E.F di Antonio FURFARO (nella foto con Claudio Burlando e Alessandro Repetto). Ed Antonio FURFARO lo abbiamo già incontrato perché era quello di ottimi appalti assegnati dal Comune di Genova (Giunta Vincenzi)... uno dei quali vinto con uno spaventoso massimo ribasso (vedi qui) che faceva dichiarare allo stesso FURFARO che a lui non interessava guadagnare con gli appalti, ma che questi gli servivano solo per "cambiare i soldi". E, come detto, subito a valle di quei lavori commissionati dal BURLANDO Commissario con i soldi della Protezione Civile, eseguiti dal FURFARO, si è scatenato l'inferno ed ora è emergenza. E chi lavorava proprio in via Fereggiano per l'emergenza? Ma la ECO-GE dei Mamone quella con interdizione atipica antimafia della Prefettura che gli Enti locali continuano a ignorare. Ma, anche questa volta andiamo con ordine...



Quella del Fereggiano sembra una storia maledetta. Quando dovevano inziare i lavori per lo scolmatore tutto svanì in "tangente", nel senso che non se ne fece più nulla dopo che emerse un ennesimo episodio di corruzione proprio per quell'opera. Ma senza scolmatore il Fereggiano non sarà mai in sicurezza. Venne detto e ridetto che occorreva farlo, sia per evitare che lo sbocco nel Bisagno venisse respinto quando quest'ultimo è in piena, sia perché bisogna ridurre il flusso d'acqua del Bisagno stesso, visto che questi una volta giunto all'altezza di Borgo Incrociati, trova il "tappo" formato dalla ferrovia, che riduce a meno della metà la portata. Se il Bisagno, nella sua onda di piena ha una portata di 1.200 metri cubi al secondo, a partire dal "tappo" di Brignole la portata massima possibile è di circa 500 metri vubi al secono... quindi è chiaro anche ad un bambino che quei circa 700 metri cubi al secondo da qualche parte devono andare e la strada se la aprono violentemente! Però per quest'opera, lo scolmatore, i soldi non si sono trovati... mica sono parcheggi che portano voti... così come non li hanno trovati per aumentare la capacità dell'alveo del Fereggiano stesso, così da ridurre il rischio che esca dai suoi argini dove poggiano palazzi e palazzoni, tra cui anche la storica sede dell'Arci e del Pd (con tanto di maxi veranda che si spinge sopra il torrente. Anzi, come detto, si è pensato bene di "tombinarlo", con i soldi per la "messa in sicurezza", per farci dei parcheggi, con il risultato che l'acqua in pressione sotto la copertura, una volta tornata a cielo aperto, ed essendo frenata dal "ritorno" causato dall'impossibilità di immettersi nel Bisagno che era già in piena, cosa ha fatto? E' uscito con tutta la sua potenza dagli argini! Un liquido compresso, quando trova una sbocco è in pressione ed ha una forza devastante. E' un principio basilare che però non è stato calcolato da chi ha promosso l'ennesima "tombinatura".
Ma andiamo avanti e vediamo il resto della questione che qui si vuole evidenziare...


Un momento prima del brindisi tra i boss Franco RAMPINO e Carmelo GULLACE con Gino MAMONEI MAMONE CON LA "INTERDETTA" ECO-GE ALL'OPERA

Il Prefetto di Genova, Musolino, uno dei maggiori esperti di contrasto alle mafie, nel luglio 2010 ha promosso un interdizione atipica antimafia, come ricordavamo nei giorni scorsi, per la ECO-GE. Gli Enti locali e le loro società, così come - ad esempio - anche il Commissario per la Bonifica dell'Acna di Cengio, hanno ignorato categoricamente tale provvedimento. Così i lavori all'ACNA sono proseguiti ed in corso; così hanno avuto incarico dalla "Fiera di Genova" per allestimento e smantellamento di Euroflora; così hanno il grosso dei subappalti per i lavori della nuova strada di Cornigliano commissionati dalla Sviluppo Genova; così come sono stati chiamati, nell'ottobre 2010, dall'AMIU (al 100% del Comune di Genova) per i lavori di somma urgenza relativi all'alluvione di Sestri Ponente. Non solo, ma questi esempi ci bastano per rendere l'idea di quanto quell'interdizione all'ECO-GE sia stata totalmente ignorata.

Il Prefetto Musolino durante la "missione" a Genova della Commissione Parlamentare Antimafia, come ha ricordato anche "Il Secolo XIX", è tornato sulla questione. In tale sede ufficiale ha ricordato chi sono i MAMONE e ricordato del provvedimento adottato dalla Prefettura. Si legge nella Relazione:
"L'instaurazione di rapporti di parentela o "comparaggio" tra gli appartenenti alle diverse cosche, attraverso matrimoni, battesimi, comunioni o cresime, considerati strumento utile a rinsaldare i legami tra le famiglie, ha ingenerato vincoli di non belligeranza a garanzia del sodalizio criminale.
A tal fine si rammenta come, nel comprensorio ligure, tal Silvio Crisino (indicato dai collaboratori di giustizia quale banchiere delle cosche calabresi operanti in Liguria), sia divenuto cognato di Luigi Mamone, mentre i Fazzari risultano apparentati con i Gullace, a loro volta padrini dei giovani Mamone, con cui sono legati da vincoli familiari anche i Raso".
In annotazione al Luigi Mamone si legge, sempre nella Relazione alla Commissione:
"La famiglia Mamone, di origini calabresi, è proprietaria di una nota e avviata impresa locale impegnata nelle bonifiche ambientali. A seguito di un approfondimento della DIA quest'Ufficio ha emesso nel 2010 una certificazione "atipica" nei confronti di Gino Mamone figlio del succitato Luigi".

Nella stessa Relazione in riferimento alle misure preventive contro la 'ndrangheta si legge anche:
"... come già detto, in Liguria tendono a mantenere un profilo molto basso ed a evitare più plateali manifestazioni, probabilmente per non compromettere il clima di tranquillità che è funzionale alla loro progressiva infiltrazione nella società e nell'economia legale.
Gli stessi episodi criminali che, di volta in volta, si devono registrare finivano spesso per essere letti singolarmente e ricondotti, perciò, a fatti di criminalità comune.
A riprova di quanto detto, basti pensare al ridotto numero di misure di prevenzione sia patrimoniale che personale (sorveglianza speciale) applicate nell'ultimo decennio a livello regionale, peraltro, per lo più riconducibili a fenomeni di criminalità comune.
Sebbene non ancora comprovato da specifiche evidenze giudiziarie, si percepiva, però, la sussistenza di una realtà criminale nei confronti della quale si poneva la necessità di elevare il livello di attenzione, specie in chiave preventiva". Ed a precisazione si legge: "In tal senso sul fronte dell'attivazione delle tutele antimafia, quest'Ufficio avrebbe, come già detto, emesso di lì a poco, una certificazione "atipica" nei confronti di Gino Mamone, noto imprenditore calabrese, titolare di una avviata attività di bonifiche ambientali".

Ma nuovamente l'allarme e la misura preventiva in merito alla ECO-GE dei MAMONE è stata sistematicamente ignorata dagli Enti Locali... Sono giorni che la solleviamo nel "silenzio", perché pare che nessuno voglia affrontare la questione. Infatti la ECO-GE è impegnata nei lavori di somma urgenza per l'emergenza alluvione a Genova proprio in questi giorni. I loro mezzi sono a San Fruttuoso (Via G.Torti, Via Filippo Casoni, Piazza Manzoni/Corso Galliera) a Marassi (Corso Sardegna), a Quezzi (Via Fereggiano), a Staglieno (Piazzale Adriatico) ed alla Foce (nell'area di Piazzale Kennedy ove vengono raccolti i detriti ed il fango che poi sui camion vengono portati altrove). Ecco alcune immagini (le altre ed i video li consegneremo nei prossimi giorni a chi di dovere):

ECO-GE in piazzale Adriatico

ECO-GE in piazzale Adriatico

uno dei mezzi ECO-GE a San Fruttuoso

uno dei mezzi ECO-GE a San Fruttuoso

i mezzi ECO-GE in Piazzale Kennedy

i mezzi ECO-GE in Piazzale Kennedy

i mezzi ECO-GE in Piazzale Kennedy

ECO-GE in Piazzale Manzoni / Corso G.Ferraris

Uno dei mezzi della ECO-GE tra Corso Sardegna e Via Fereggiano

Uno dei mezzi della ECO-GE in Via Fereggiano

Uno dei mezzi della ECO-GE in Via Fereggiano

Oggi in via Fereggiano abbiamo incontrato un giornalista di una testata locale e gli abbiamo fatto notare quei mezzi all'opera nonostante il provvedimento del Prefetto, ci ha risposto che magari lavorano gratis. Poi abbiamo incontrato un consigliere comunale del Pdl che ci ha detto che non sapeva che vi fosse stato il provvedimento del Prefetto. Poi abbiamo incontrato l'assessore regionale al bilancio che prima ci ha risposto "in una situazione di emergenza...." ed alla nostra replica "proprio a partire dall'emergenza questi soggetti non dovrebbero esserci" ha risposto "su questo sono d'accordo con voi" e quindi gli abbiamo detto: "allora fai qualcosa!"

Ma nel frattempo quei mezzi della ECO-GE continuano ad operare... e nessuno a parte noi osa sollevare la questione!


SOLDI DELLA PROTEZIONE CIVILE... A FURFARO PER COPERTURA E PARK

Negli atti della prima indagine MAGLIO del ROS, risalente ai primi anni 2000, si legge:
"(omissis)
La precedente conversazione introduce e svela un retroscena sconosciuto, ovvero che nella trattativa circa l'appalto di Busalla è, o è stato, coinvolto RAMPINO Antonio; in effetti in conversazioni passate era emersa questa eventualità, ma non si avevano certezze in tal senso (...).
Alle ore 17.58 circa, a bordo della vettura vi sono SAVOCA e BARBUTO Francesco ed il primo sembra dire che non chiede nulla e che un qualcuno, non meglio indicato, crede che SAVOCA, stando vicino ad un'altra persona, prende dei soldi (forse con riferimento a GANGEMI Domenico). Poi menziona FURFARO (si tratta di Antonio legato a RAMPINO Antonio) ed afferma che altri non lo hanno "toccato" mai, e che quando è arrivato lui (si dovrebbe trattate di uno dei BARBUTO autori di un danneggiamento nei suoi confronti) è stato "toccato".
(omissis)"


Nel dettaglio dell'intercettazione si legge, in merito al passaggio di interesse:
"SAVOCA: a me? A me no ...inc... da me non avanza neanche mille lire... a lui gli diede cinque milioni... a Tonino, non a me... trecento, quattrocento, mi ha mandato cinquecento... destra, sinistra, ogni volta che sono uscito in permesso ...inc... però non milioni, quali milioni e miliardi ...inc... a Tonino gli diede dieci milioni una volta, altri dieci ...inc... Tonino, pare che non me lo disse: mi ha aiutato ...inc... debiti ...inc... eccetera. A me non mi ha dato non dieci milioni e non niente... a Tonino gleli ha dati ...inc..."

Quell'inchiesta vedeva indagata una buona parte dell'organizzazione 'ndranghetista genovese, a partire proprio dai soggetti più legati ed in contatto con i Mamone ed i Gullace, tra cui gli esponenti delle famiglie RAMPINO, STEFANELLI, RASO, PRONESTI', VIOLI, GORIZIA, D'AGOSTINO, MACRI', MULTARI, FILIPPONE. Negli atti troviamo i FAZZARI, gli altri FURFARO...

Ed in contatto con i MAMONE, con saldo legame con il GULLACE Carmelo, come avevamo ricordato, è il FURFARO Antonio che a Genova di incarichi pubblici se ne aggiudica di quelli niente male. Ce ne eravamo occupati con l'articolo "Con il Comune di Genova si "cambiano i soldi" e se sei interdetto va sempre bene..." ed era il gennaio 2011.

In quell'occasione avevamo fatto la "fotografia" di alcune assegnazioni di incarichi da parte del Comune di Genova. Ed avevamo trovato contatti tra le imprese del FURFARO Antonio e quelle, a partire dalla ditta individuale GULLACE FERDINANDO, coinvolte in un'inchiesta della DDA di Reggio Calabria per il controllo degli appalti pubblici in Calabria da parte delle cosche. Partecipazioni comuni alle gare o "cordate" come nel caso della presentazione dell'offerta insieme alla GULLACE FERDINANDO.

In parallelo alla denuncia sulle irregolarità relative all'incarico (quasi 800 mila euro per manutenzioni marciapiedi) assegnato alla GULLACE FERDINANDO, oltre che per la pessima qualità dei lavori eseguiti e per le irregolarità della procedura stessa (per le licitazioni private vi è un limite massimo di 750 mila euro), sollevammo la questione che tale impresa, con interdizione da parte del GIP di RC, vedesse il Comune di Genova non ritirare tale incarico. A seguito della nostra denuncia la Prefettura di Genova si è mossa e l'incarico è stato annullato.

Il lotto assegnato alla società TOUR RONDE e poi subappaltatoSulla questione del FURFARO, ricostruendo la storia delle sue società, sollevammo due dettagli relativi al Comune di Genova. Il primo era l'assegnazione a seguito di un elevatissimo ribasso (37% di ribasso con una media del 29%... altro che "soglia di anomali") dell'appalto per il POR della Maddalena (base d'asta oltre un milione e duecentomila euro), il secondo era l'assegnazione dell'incarico (con una procedura "gemella" a quella che aveva portato il Comune di Genova ad invitare ed assegnare il lavoro alla ditta di Canolo (RC) del GULLACE) alla società valdostana, sempre invitata dal Comune di Genova, la TOUR RONDE, di cui procuratore era proprio il FURFARO. Anche in questo caso era relativo alle manutenzioni di marciapiedi ma con un importo di circa 600 mila euro... lavoro poi assegnato in subappalto (vedi foto a lato)

Ma qui non ripetiamo il tutto (che si può leggere qui), ci limitiamo a ricordare la risposta data dal FURFARO Antonio a "Il Secolo XIX" che gli chiedeva come era possibile un ribasso così alto, come quello che la sua impresa aveva proposto aggiudicandosi una gara milionaria. Il FURFARO rispose: "alcuni appalti vanno presi semplicemente per "cambiare i soldi" (testuale). Chiaro?

Gian Poggi e Claudio BurlandoBene, la ditta incaricata dal Commissario Delegato Claudio Burlando per i lavori finalizzati alla copertura del Fereggiano con realizzazione di parcheggi, era proprio, come abbiamo ricordato in apertura la CO.S.PE.F di FURFARO Antonio. La Protezione Civile stanziava i soldi per la messa in sicurezza del torrente ed invece si son fatti i parcheggi... spendendo, lo dichiara Burlando, circa 10 milioni di euro, con la procedura seguita dal suo fidatissimo uomo Gian Poggi (prima dirigente urbanistica del Comune di Genova, quindi chiamato in Regione con la Presidenza di Burlando e collocato da questo anche nel Cda della nuova creatura "Infrastrutture Liguria srl" ove è stato anche trasferito, in blocco, tutto il gruppo della "Sviluppo Genova spa" che aveva avuto responsabilità nelle gare e lavori al centro dell'inchiesta "PANDORA" relativa al controllo degli appalti e subappalti da parte della ECO-GE dei MAMONE sulle aree delle ex Acciaierie di Cornigliano.

Ognuno valuti la questione. Qui abbiamo riportato i fatti e di seguito ecco le foto della situazione del Fereggiano dopo il disastro. Le case che lo soffocano sono tutte al loro posto (poi diranno che non avevano soldi per demolirle!), le strozzature sono una costante ed il torrente è uscito proprio nel tratto a valle della nuova copertura:

il bel parcheggio costruito sul Fereggiano

 

area giochi per bambini sulla nuova copertura del Fereggiano... (due sono morti non potranno più giocare!)

 

il Fereggiano soffocato

 

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato qui anche da una delle tante frane... da prima dell'alluvione

il Fereggiano soffocato qui anche da una delle tante frane... da prima dell'alluvione

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato
il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocatoil Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato

il Fereggiano soffocato


Qualche riflessione...

In tanti urlavano al rischio di infiltrazioni mafiose nei lavori di emergenza in Abruzzo. In Liguria invece tutto tace. L'unico soggetto che si muove è la Prefettura ma è "costretta" in un pericoloso ed inquietante isolamento. Nel frattempo - stando a quanto abbiamo appreso - Claudio Burlando avrebbe ricevuto la formale Delega quale nuovo "Commissario" per l'emergenza alluvione e per la ricostruzione. Ma come può uno dei principali responsabili del disastro colposo essere nominato Commissario straordinario per affrontarne le conseguenze? E' l'ennesimo assurdo di questo Paese, così come il fatto che la sindaco Vincenzi, altra grande responsabile insieme al Repetto presidente della Provincia, senza vergogna dichiari che non ha la minima intenzione di dimettersi... in altre parole non vuole in alcun modo riconoscere le sue gravi corresponsabilità nel disastro colposo consumatosi.

In giornata il facente funzioni di Procuratore Capo Vincenzo Scolastico ha sorvolato la zona del disastro in elicottero (se magari passava da terra vedeva i mezzi dell'ECO-GE) ed ha dichiarato che la colpa dell'accaduto è delle speculazioni edilizie. Per una volta concordiamo, anche se con le speculazioni edilizie ci sono anche da perseguire le omissioni (visto che ci sono anche queste)... e che in entrambi i casi vi sono responsabili in carne ed ossa che, speriamo vengano perseguiti velocemente. Lo stesso procuratore avrebbe anche dichiarato di aver consegnato in anteprima agli Enti Locali la copia della Perizia della Procura sulle cause dell'alluvione dell'ottobre 2010 a Sestri Ponente. Ci si perdoni la domanda: ma come è possibile che agli Enti Locali venga consegnata una perizia della Procura quando gli Enti Locali sono i responsabili delle omissioni e delle scelte che hanno determinato quell'alluvione? Noi non riusciamo a capirlo, ma forse abbiamo qualche problema di comprensione. Il procuratore Scolastico parla di averlo fatto per "segno di collaborazione civica"... ma se le responsabilità fossero proprio in quegli Enti Locali la Procura non dovrebbe procedere penalmente anziché dargli i documenti, come quella perizia, su cui si può fondare l'accusa? Se qualcuno ce lo spiega gli saremo grati!

Detto questo, insieme al WWF Liguria, come Casa della Legalità, prepareremo a breve un dossier sulla situazione genovese che presenteremo con relativo esposto formale all'Autorità Giudiziaria.



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