Dalla Liguria al Piemonte, i grandi affari con l'Acna, puntando a Terzo Valico e Tav

Scritto da Ufficio di Presidenza

Liguria-Piemonte (e Val d'Aosta) terreno fertile per gli affari delle cosche...
Continua il viaggio tra gli affari della 'ndrangheta tra Liguria e Piemonte... dopo le ultime pubblicazioni, ancora una volta, cerchiamo di rendere evidente quell'asse tra Liguria e Piemonte (e che poi coinvolge anche la Val d'Aosta) su cui si snodamo imprese e interessi della criminalità organizzata, mentre pezzi delle Istituzioni, nel nome dei "lavori", sembrano perennemente distratti o forse indifferenti al fatto che la colonizzazione divori territorio e risorse. Forse Maroni non lo sa ma gli appetiti delle mafie sono piccole e grandi opere... ed oltre al grande Expo di Milano (che fila liscio anche con Pisapia sindaco) c'è soprattutto quella Tav che tanto dispendio di energie, uomini e mezzi delle Forze dell'Ordine sta vedendo impiegati per presidiare il nulla... e dove già da anni, come per il Terzo Valico, i reparti investigativi hanno messo in guardia. In questo nuovo viaggio partiamo dal confine tra Liguria e Piemonte, ovvero la "bonifica" dell'ACNA di Cengio, per passare agli appetiti sul Terzo Valico e che arrivano là... proprio in Val Susa...



1. Tra Liguria e Pimonte ecco l'ACNA, con i MAMONE...


L'ACNA di Cengio è un mostro. Lo è ancora nonostante i vagoni pieni dei materiali tossico-nocivi spediti per lo smaltimento in terra straniera. Lo è ancora non solo perché non ci sono i soldi per completare la bonifica, ma perché chi doveva gestirla la gestita, diciamo, un "po così"...
Quel capitolo è lontano nel tempo, non lo riapriamo del tutto perché sarebbe impossibile esaurirlo in poche righe. Avevamo già ricordato i gravi ritardi con cui la magistratura savonese, ai tempi del pm Alberto Landolfi impegnato in quegli Uffici, affrontò il problema, nonostante una perizia dirompente tenuta chiusa nei cassetti sino a poche ora prima delle auto-chiusura degli impianti. Nell'esposto al CSM (per cui il pm Landolfi ci ha querelato) riportammo quanto già denunciato dal WWF e nello specifico che:

Il 28 maggio 1998 il pm Landolfi procede all'archiviazione della sua inchiesta sulla presenza di diossina interrata nell'area dello stabilimento ACNA di Cengio e nelle zone limitrofe perché - sostiene - tale ipotesi, accreditata in decine di documento governativi e non, è infondata. Tale conclusione ha dello straordinario, anche alla luce del fatto che vi erano perizie esplicite in possesso dello spesso Landolfi. In particolare a motivazione dell'archiviazione si adduceva che l'"...inquinamento del fiume (Bormida) e di conseguenza del territorio è pressoché scomparso..."Parallelamente con lo stesso provvedimento chiedeva un supplemento di indagine sul Ministro Edo Ronchi "...al fine di verificare la configurabilità del delitto di cui all'art. 238 primo comma CP..." per "...l'eteroclita condotta amministrativa inequivocabilmente posta in essere dal ministro dell'Ambiente..."riguardo alla vicenda RESOL ACNA.
Sempre sulla questione ACNA esiste un'allucinante audizione, di fronte alla commissione parlamentare costituita ad hoc, dei magistrati Landolfi e Picozzi, in cui i due escludono categoricamente l'interesse dell'azienda a emettere diossina (prodotta ampiamente negli impianti e non come residuo di produzione) e, soprattutto, o a scaricarla nel terreno.
I fatti accertati sulla questione, emersi chiaramente solo in occasione della chiusura dell'impianto, dimostrano inequivocabilmente che tali affermazioni, così come tale archiviazione, fossero profondamente errate, causando un ulteriore aggravarsi di una situazione, quale quella dell'ACNA di Cegnio, che è divenuta un sito di emergenza nazionale!

Ci dedichiamo qui ad un pezzo dei lavori di bonifica... Il Commissario Straordinario per la Bonifica era il Prefetto Giuseppe ROMANO. Costui era stato Prefetto a Roma, dove venne arrestato e poi scarcerato a seguito di una depenalizzazione del reato contestato... ed era il Prefetto che negò l'esistenza di qualsiasi rischio per Marco Biagi con la conseguente decisione del Ministero dell'Interno di non assegnare a questi la scorta e, capitolo finale, l'uccisione di Marco Biagi nella sua Bologna.

Il Prefetto Giuseppe ROMANO, molto vicino anche all'ambiente vaticano ed in particolare all'Opus Dei, era stato a lungo Prefetto di Genova... dove negava che vi fosse una presenza mafiosa. Era il Prefetto che quando la Guardia di Finanza denunciò le pesanti infiltrazioni mafiose nel Comune di Arenzano, attese che il Consiglio Comunale e l'Amministrazione di Luigi Gambino si auto-sciogliessero per dimissioni e quindi non mandò una Commissione di Accesso, ma il semplice Commissario. Incaricò Pasquale GIOFFRE', che non si accorgeva che i funzionari comunali continuavano a far capo ed eseguire le indicazioni del sindaco decaduto Luigi Gambino, come dimostrerà una nuova inchiesta del Gico della Guardia di Finanza con il Pm Pinto. GIOFFRE' è, tra l'altro, tra i fondatori di un'associazione, la "CITTA' DEL SOLE", insieme a Giuseppe PROFITI - uomo del Vaticano, già condannato a 6 mesi per turbativa d'asta sia in primo grado che in appello -, Gregorio FOGLIANI della famiglia FOGLIANI di Taurianova e, ad esempio, anche di Salvatore Ottavio COSMA che, dall'indagine del Gico, risultava essere il fulcro del "voto di scambio" con le cosche della 'ndrangheta per le elezioni amministrative di Genova nel 2007. Chi aveva gli interessi in allora ad Arenzano, per la partita di un altro sito di emergenza nazionale, quello detta Stoppani, erano i MAMONE, con la ECO-GE SRL... Famiglia legata e imparentata ai GULLACE-RASO-ALBANESE, dal 2002 indicata inequivocabilmente come famiglia della 'NDRANGHETA e con il sul groppone una sfilza di illeciti ambientali...

E chi troviamo aver rivenuto l'incarico per la Bonifica del torrente Bormida? Proprio la ECO-GE SRL dei MAMONE! Con questo incarico la società della famiglia legata alla 'ndrangheta (che dal luglio 2010 ha un interdizione atipica antimafia da parte del nuovo Prefetto di Genova, Musolino) ha avuto ed ha anche accesso alla discarica ricavata nell'area interna dell'ACNA... Nel 2009 hanno avuto l'incarico... proprio quando il Prefetto ROMANO, che veniva da Genova e che era già ben a conoscenza di chi fosse la famiglia MAMONE, era il Commissario!

Il sindaco di Cengio si mostrò preoccupato... anche perché se nel 2008 si era palesata l'inchiesta sui MAMONE e la corruzione a Genova con l'amministrazione comunale per avere una variante urbanistica che aumentasse il valore dell'area dell'ex Oleificio Gaslini (con progetto dell'arch. Vittorio Grattarola amico di Claudio Burlando e dell'associazione Maestrale dello stesso Burlando già finanziata dall'ECO.GE dei MAMONE), era già emerso (2002 l'anno della Relazione della DIA) il legame con la 'ndrangheta e, proprio nel 2009, l'inchiesta sul controllo degli appalti delle demolizioni e bonifiche delle aree ex acciaierie di Cornigliano che aveva proprio come fulcro, Gino MAMONE e l'ECO-GE.
Come riportava Il Secolo XIX (leggi l'articolo integrale qui), quello all'ECO-GE era un subappalto dalla ENI-SAIPEM e riguardava "la bonifica delle aree esterne all'ex sito Acna riguardante il greto del fiume Bormida e i terreni nella fascia compresa tra la mura di cinta di contenimento dello stabilimento. Un lotto del valore di circa tre milioni di euro come base d'appalto che la committente Eni-Syndial aveva assegnato a Eni-Saipem che a sua volta in subappalto, per via di un'offerta più vantaggiosa, aveva fatto "entrare" nella partita la Eco.Ge."

Al Sindaco di Cengio venne risposto di stare tranquillo e che si sarebbe trattato di un lavoro di qualche mese. Era soltanto il giugno 2009 ed il lavoro non è ancora stato terminato...

La Casa della Legalità è stata recentemente a Cengio ed ha visionato la situazione. L'ECO-GE (nonostante il provvedimento interdittivo della Prefettura genovese) continua a lavorare tranquilla... alcuni camion arrivano, vengono caricati da terra e rocce dal greto e quindi si addentrano nell'area ACNA per scaricare il materiale inquinato. Più a valle una piccola ruspa, invece, "rovescia" il terreno del greto del torrente, e lo ripiana bene, come se fosse materiale pulito.

Abbiamo fatto riprese e foto... Ecco alcuni fotogrammi:

ECO-GE all'ACNA di CENGIO

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

ECO-GE all'ACNA di Cengio

[SULLA QUESTIONE ACNA, LEGGI ANCHE
L'ARTICOLO DI SAVONANEWS - clicca qui
]



2. Gli appetiti 'ndranghetisti per il TERZO VALICO...

Già negli Atti dell'inchiesta del GICO di Genova sui delitti di corruzione, turbative d'asta, voto di scambio, fondi neri e riciclaggio, sono emersi "collegamenti con ambienti della criminalità organizzata ligure ed in particolare con la famiglia MAMONE". Era il 2007, un filone di quell'inchiesta, quello c.d. MENSOPOLI è già stato chiuso con ammissione di colpa e patteggiamento degli imputati e la condanna a 6 mesi del PROFITI, un altro filone ha visto andare a processo (attualmente in corso) per corruzione Gino MAMONE con l'ex assessore comunale Paolo STRIANO. Il GICO, in una delle informative trasmesse alla Procura di Genova, in riferimento agli affari e rapporti di Gino MAMONE e Vincenzo STEFANELLI (della cosca STEFANELLI-GIOVINAZZO, insediata a Varazze - Sv - e già approfonditamente individuato nell'ambito dell'indagine MAGLIO nei primi anni 2000), segnalava:

"Inoltre... STEFANELLI è titolare della ditta individuale "NICAT", esercente attività non specializzate di lavori edili, con sede in Genova. Con Gino MAMONE, oltre ai diversi contatti telefonici, egli ha fissato e ottenuto incontri in Varazze (SV), nei pressi degli uffici comunali; nella conversazione del 7 febbraio u.s. STEFANELLI si rivolge a MAMONE chiedendo l'invio di uno scavatore e di un mezzo c.d. a "quattro assi" per l'ALTA VELOCITA', facendo dedurre che i due potrebbero avere interessi in comune negli appalti che riguardano il potenziamento delle Ferrovie per la c.d. TAV. (omissis) Dall'analisi delle intercettazioni innanzi citate è emerso che le organizzazioni criminali calabresi, che si sono storicamente sviluppate attorno a singoli nuclei familiari rigidamente autoreferenziali e diffidenti verso le intromissioni esterne, hanno assunto delle inquietanti proiezioni extraregionali ed internazionali, dimostrando un'accentuata capacità imprenditoriale nei settori della criminalità economica e finanziaria. L'interesse delle cosche è rivolto anche allo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, agli investimenti mobiliari ed immobiliari, ai tentativi di infiltrazione nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici".

Era soltanto il 7 agosto 2007, quando venne steso quel rapporto suffragato da intercettazioni e riscontri derivanti dalla lunga attività di indagine. Ma a Genova la politica ha fatto "spallucce"... tutto è scivolato nel dimenticatoio in fretta...

La questione torna di attualità se si vanno a leggere gli Atti relativi all'Operazione MINOTAURO, della DDA di Torino... e siamo nel 2011. Qui compare nuovamente uno dei soggetti che erano già emersi dall'indagine del GICO, ovvero il boss Onofrio GARCEA. Negli atti si legge:

Alle 14.36 successive, PRATICÒ telefona a NOTARO Massimo, invitandolo a presenziare ad un "convegno politico finanziario" per il giorno successivo, alle 15.00, a Borgaro, spiegando di aver provveduto ad affittare una sala all'Atlantic e che si sta impegnando per "un amico che viene dalla Liguria che avrebbe portato un politico da Roma" (...);
il giorno 19.01.2009, alle ore 13.19, MANGONE Giuseppe telefona a PRATICÒ e gli chiede se è stato rimandato l'appuntamento (convegno); PRATICÒ conferma, dicendo che verrà fatto per le 5 e 30 (ore 17:30), in quanto l'aereo da Roma sarebbe arrivato a Genova per le tre quindi il tempo di arrivare (...).
Effettivamente il 19 gennaio 2008, alle ore 17.00, in esito a un servizio di osservazione svolto dalla P.G. operante in Borgaro Torinese (TO), via Lanzo, al civico nr.163/16, nei pressi dell'Hotel ATLANTIC (...) si è potuto accertare che: 1. alle ore 17.14 è giunta l'autovettura MASERATI mod. QUATTROPORTE, targata DD432TX, dalla quale sono scesi due uomini, che sono entrati all'interno dell'albergo ed il cui autista è stato identificato per GARCEA Onofrio; 2. alle ore 17.25 è giunta l'autovettura MERCEDES mod. CLS, targata DM026PB, dalla quale sono scesi tre uomini, uno dei quali, l'autista, veniva riconosciuto in MANGONE Giuseppe; 3. alle ore 17.54 è giunta l'autovettura FIAT mod.PANDA, targata DR434WG, dalla quale è sceso PRATICÒ Benvenuto.
Il servizio ha permesso di identificare la persona di rilievo politico attesa dai prevenuti in TREMATERRA Gino, il cui nome era sulla lista passeggeri del volo aereo proveniente da Roma con destinazione Genova del 19 gennaio (...). Il predetto veniva riconosciuto dal militare che ha effettuato il servizio di osservazione, nel passeggero dell'autovettura MASERATI targata DD432TX condotta dal GARCEA, ovvero "l'amico di Genova" ("che avrebbe portato un politico") a favore del quale i membri della consorteria avrebbero dovuto "muoversi".
Entrambi gli episodi che vedono coinvolto PRATICÒ sono dimostrativi di un chiaro interesse degli uomini della consorteria per l'attività politica in un'ottica di sinallagma ben espresso da PRATICÒ con le parole "...l'importante qua magari dice che poi... questo può fare e quello che dicono lo fanno..", e ciò non può non allarmare, indipendentemente dalla connivenza o meno del candidato politico (nella specie, non direttamente coinvolto dalle parole dei prevenuti che mantengono rapporti con l'"amico" GARCEA).
Di seguito il CATALANO invita molti altri esponenti della 'ndrangheta al pranzo organizzato presso il Bar Italia. Si riportano in sintesi tali telefonate:
- 25.5.2009, ore 12.50, CATALANO Giuseppe chiama CATALDO Carmelo invitandolo a pranzo per il mercoledì successivo, in quanto "devono venire alcune persone", raccomandando che ci sia la presenza di LOMBARDO Cosimo; CATALANO chiede di essere avvisato perché deve raggiungere un certo numero di persone (...);
- 25.5.2009, ore 12.54, CATALANO Giuseppe chiama LOMBARDO Cosimo invitandolo a pranzo per mercoledì alle 12.30 "in quanto devono venire alcune persone" e chiedendo di essere avvisato perché deve raggiungere un certo numero di invitati (...);
- 25.5.2009, ore 12.59, CATALANO Giuseppe chiama DEMASI Salvatore invitandolo a pranzo per mercoledì alle 12.30 ed estende l'invito a Massimo (da individuarsi in CAIROLI Domenico detto "Massimo" - ex assessore di Alpignano); CATALANO precisa che deve raggiungere un certo numero di persone (...);
- 25.5.2009, ore 13.02, CATALANO Giuseppe chiama il fratello CATALANO Giovanni, convocandolo a pranzo per mercoledì (...);
- 25.5.2009, ore 13.02, CATALANO Giuseppe chiama IENTILE Nicodemo invitandolo a pranzo per mercoledì (...);
- nelle telefonate delle successive ore 16.47 e 17.47, CATALANO avvisa anche i fratelli Mario e Domenico del pranzo di mercoledì (...);
- 26.5.2009, ore 08.56, CATALANO Giuseppe convoca a pranzo per mercoledì RAGHIELE Rocco, estendendo l'invito ad un'altra persona (...);
- 26.5.2009, ore 10.25, CATALANO Giuseppe ordina il pesce per il giorno successivo, precisando che stava organizzando un pranzo per 25 persone (...);
- 26.5.2009, ore 18.00, CATALANO Giuseppe chiama TAMBURI Francesco e lo invita al pranzo di domani (...);
- 26.5.2009, ore 20.46, CATALANO Giuseppe chiama D'ONOFRIO Francesco, al quale dice che il preventivo glielo danno domani a mezzogiorno e quindi lo invita a passare dal bar per quell'ora; D'ONOFRIO assicura la sua presenza (...).
Anche in questo caso, l'incontro viene documentato dalla Polizia Giudiziaria sia tramite videoripresa, sia tramite intercettazione ambientale. A partire dalle ore 12.00 del 27.05.2009, ha effettivamente inizio il programmato incontro al Bar Italia, cui partecipano D'ONOFRIO Francesco "Franco", CATALANO Giuseppe, CATALANO Cosimo, IARIA Giovanni, IENTILE Nicodemo, LOMBARDO Cosimo (cl.1942), RACCO Domenico, VALENTINO Carmelo, CAPECE Cosimo, CATALANO, Giovanni, RAGHIELE Rocco, SOTIRA Walter, CATALANO Domenico, TAMBURI Francesco, CAIROLI Domenico "Massimo", DEMASI Salvatore detto "Giorgio" e CATALDO Carmelo (...).
Ad essi devono aggiungersi MACRI' Giovanni, BATTAGLIA Antonino e BERTOT Fabrizio. Si noti che per tutti i citati personaggi (ad eccezione di CAIROLI e SOTIRA) sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine alla loro affiliazione all'organizzazione criminale; peraltro, come risulta dalle indagini espletate, anche CAIROLI risulta strettamente legato a DEMASI e il SOTIRA a RAGHIELE. Non vi sono pertanto presenze esterne alla consorteria e legate in qualche modo al territorio, come ad esempio esponenti del mondo imprenditoriale o della c.d. "società civile".
Sono state inoltre captate le conversazioni avvenute tra i partecipanti alla riunione: prima Giuseppe CATALANO invita tutti a mobilitarsi per procurare voti al candidato presente al pranzo (identificato in BERTOT Fabrizio, attuale Sindaco di Rivarolo C.se), candidato che, successivamente, prende la parola per esporre il proprio programma elettorale, soffermandosi in particolare sul suo impegno nel campo dell'edilizia; si noti che tale settore imprenditoriale è quello in cui molti affiliati hanno mostrato di avere, come emerso da tutta l'attività d'indagine, il proprio peculiare interesse.
Alle ore 12.55 (...) vi è l'intervento di CATALANO: CATALANO: ...un attimo di attenzione.. che... devo esprimere due parole sole e poi...(incomprensibile)... prima di tutto...(incomprensibile)... esprimo... un vero piacere che oggi abbiamo accanto il signor sindaco... il suo segretario... e per noi è un grande orgoglio... poi vi tengo presente che il sindaco è candidato alle europee... e quindi possiamo votarlo sia il Piemonte che Lombardia... IARIA: pure in Liguria... CATALANO: pure in Liguria... e già sappiamo che... IARIA: ...e Valle d'Aosta... CATALANO:...abbiamo tanti amici... quindi vi chiedo cortesemente... chi c'ha un parente... chi c'ha un amico... di passare questa parola... che avendo... una persona che noi conosciamo... ci porta al bene... sempre... io non ho altro da dirvi...(incomprensibile)... mi fa piacere che fate questo...(incomprensibile)... che ehh... Giovanni IARIA.. (incomprensibile)... oltre quarant'anni... quindi... vi ringrazio della vostra attenzione...(incomprensibile) Come si evince dall'intervento di BERTOT riportato in seguito ("Poi un'altra cosa che non ha detto il mio segretario"), a questo punto parla il segretario del candidato (poi identificato in BATTAGLIA Antonino): il dialogo però non viene registrato.
A partire dalle ore 14.21 successive (...), prende la parola il candidato BERTOT Fabrizio: "... chiedo scusa per l'italiano ... (risate)... ma se provassi a parlare il dialetto farei una pessima figura... sia per il piemontese che per il calabrese...cioè per me pari sono... anche perché mia moglie... mia moglie é piemontese... mio papà é piemontese ma mia mamma è romana... quindi per me é un casino... no, io vi ringrazio di tutto un po'... di tutto quello che state facendo... ma soprattutto ... (rumore di sedia)... per quello che farete! Per me é un po' un'avventura... bisogna essere un po' matti... nella vita... e questa é un'avventura un po'... un po' matta che abbiamo intrapreso... ma se non avessi avuto degli amici che ... (incompr.)... a partire per questa avventura... il fatto di essere soltanto in due in tutto il Piemonte a correre per l'avventura europea significa che comunque qualcuno a Roma mi ha notato... se no non mi avrebbero messo lì... però mi rendo anche conto che quarantadue anni... per l'Italia é un evento un 88 po' particolare... per gli altri paesi d'Europa non é così... io sono stato al Parlamento Europeo... la Francia... la Germania... sono tutti giovani i parlamentari europei... noi abbiamo un po' l'abitudine di mandare quelli a fine carriera... il premio alla carriera... toh... vai lì... io invece ci vado con lo spirito... ci vado con lo spirito di quello che vuole andarci... ma poi ci vuole tornare...e quindi é un'avventura un po' particolare proprio perché a quarantadue anni nessuno ha fatto campagna elettorale per le europee... proprio perché non è .... eh... nella storia italiana... io ho voluto parlare ... (rumore)... proprio perché ci tengo che il Parlamento Europeo possa diventare molto più importante ...tra qualche anno di quello che non sia adesso... e soprattutto per me che amo un po' la politica del territorio... la terra... il territorio... i Comuni... le amministrazioni... il Parlamento Europeo, così come la Regione... sono sicuramente molto più importanti magari che il Parlamento nazionale... che fa altre cose... deve sorreggere un Governo... lì é un'altra cosa...e quindiii io che sono un po' appassionato di urbanistiche... di opere pubbliche ...(ore 14:34:46 si sente il trillo di un cellulare)... di lavori... e sono convinto che il Piemonte abbia bisogno come terra... di tutta una serie di opere... grosse... importanti... pensiamo al collegamento con Genova per il porto... (rumore)...pensiamo all'Alta Velocità... tutte cose che comunque passano dal Parlamento Europeo... non passano da ... (incompr.)... e il fatto che... di essere veramente l'unico piemontese... ma uno dei due dal Piemonte... che arrivano ad avere questa candidatura... significa che il Piemonte conta poco... e quindi se mi aiutate riusciamo a farlo contare di più... perché quel terzo valico con Genova... invece di usarlo... usarlo qui... decidessero di usare il porto di Marsiglia... per noi sarebbe devastante... ma permettere che significa... (incompr.)... lavoro per miliardi i euro... quindi io sono un grande sostenitore dei grandi cantieri, perché la pubblica amministrazione può solo ...(rumore)... (qualcuno interviene brevemente ed in modo incomprensibile)... grandi cantieri... grandi opere... e tutte queste cose passano dal Parlamento Europeo... quindi vado per ammesso a fare ... (incompr.)... di territorio là! Poi un'altra cosa che non ha detto il mio segretario che mi conosce da tanti anni... io ...voglio... sto facendo questa cosa... ma continuerò a fare il sindaco di Rivarolo... (interviene un presente dicendo: "lo faccio io il sindaco...")... quindi...ecco... anche magari per interposta persona, continuerò a fare il sindaco di Rivarolo... e ho ancora quattro anni di mandato perché mi hanno rieletto l'anno scorso... l'ho anche promesso ai cittadini... se non non mi votavano... si ma questo significa che comunque sono contattabile... qui... a parte i due GIOVANNI... e NINO che... sanno bene come rintracciarmi... ma il fatto che io rimanga a fare il sindaco di Rivarolo significa che io voglio andare là... per avere un ufficio là... avere i contatti che servono là... per avere anche tutte quelle cose comunque si vogliono e si possono fare eh... ho avuto qualche idea ...(incompr.)... perché i gruppi di cittadini organizzati che vogliono collaborare con altri gruppi di cittadini organizzati dall'altra parte delle Alpi... penso che... (interviene un presente che gli dice: "... vai piano quando le idee...... [incompr.]... vulcano...)... eh no... ma poi le idee vengono... (incompr.)... quindi non...e quindi veramente... un'avventura un po'... pochettino matta... che però adesso si sta concretizzando...anche perché guardando la vita... guardando i numeri...guardando anche quelle che sono le possibilità... compatibilmente con il tipo di campagna che posso fare... eh... sono convinto che si possa fare... l'importante é... ma questo l'hanno già detto loro... é veramente far scrivere il nome... perché credetemi... non abbiamo grossi problemi... cioé di difficile... lo dico anche a voi... é trovare qualcuno che dice: "... no questo non lo voto" per due ragioni perchè nessuno mi conosce...e quindi non ho motivo di dire no! Poi ci sono tre preferenze... quindi se uno avesse detto: "... ma io glielo voglio votare Berlusconi..."... (incompr.)... gli fai: "... vota Berlusconi... già che hai fatto la prima B... fai anche la seconda..."... ecco... cioé il fatto che ci sia il tre preferenze... eh... il fatto che non ci sia concorrenza... perché qua alla fine siete in due in tutto il Piemonte... e le preferenze sono tre... il problema grosso é veramente solo fare il passaparola... perché solo con il passaparola... proprio spiegando a ciascuno che deve scrivere BERTOT...(incomprensibile)... non é un'altro... un'altra persona... un'altro referente... e quelli che non scrivono il nome... (incompr.)... singolo... magari c'é qualcuno qua dentro che dice: "ma io... com'ero fatto per mettere P.D.L.... ma magari non avrei pensato di scrivere il tuo nome..." ... (rumore)... o qualche velina... perché qualche velina ... (rumore)... peraltro se ... (incompr.)... che mi da compagnia ... (incompr.)... devo dire che va beh... in ogni caso... (ridono)... no... lo dico perché... (alzano troppo la voce e non é comprensibile)... dico questo perché veramente il problema grosso é dire ... (incompr.)... ah si si lo voto...siccome si vota anche per le provinciali... a Torino... e anche Cuneo... anche Milano... in tanti Comuni si vota anche per le provinciali... le provinciali il ... (incompr.)... il nome é già scritto sulla scheda... (rumore)... qui é un po' come ... (incompr.)... sai che invece di mettere un nome ne possono mettere fino a tre... quindi c'é il rischio che si ritrovano tre schede ...(rumore)... invece BERTOT bisogna scriverlo ... (incompr.)".
Alle ore 14.38 successive (...) continua la precedente registrazione, interrotta per cause tecniche: "... la scheda é quella grigia... delle elezioni europee... ci saranno tre posti vuoti... bisogna convincere tutti... ma io veramente quello che mi affido é la rete delle conoscenze e degli amici... voi premete...in qualche Comune arriverà qualche giornale... non so se vi é già arrivato a voi... vi arriverà un giornale elettorale... di quelli là "di tutto e di più"... eh... su di me... su quello che ho fatto... ma in ogni caso é la conoscenza ed il contatto personale... perché sono all'incirca quattro milioni di elettori in Piemonte... nove milioni di elettori e via ... e un altro milione e mezzo di elettori dalla Liguria... io non posso conoscerli tutti eh...... (incompr.)... quindi l'unico sistema é veramente quello efficiente... efficace... del passaparola... quindi mi affido veramente a voi... tutti quelli che sto contattando in questo momento... perché l'obiettivo non é tanto che io vado in Europa... ma che voi possiate avere ... (incompr.)...". Al termine dell'intervento tutti applaudono.
Il candidato che ha parlato durante l'incontro è stato identificato sicuramente in BERTOT Fabrizio, nato a Torino il 23.02.1967: egli riveste attualmente la carica di Sindaco della città di Rivarolo Canavese (al secondo mandato, datato 2008) e nel 2009 era candidato alle Elezioni Europee (risultando come primo escluso).
Il Segretario Comunale presente all'incontro (si veda il saluto di CATALANO: "abbiamo accanto il signor sindaco... il suo segretario") è stato identificato in BATTAGLIA Antonino, nato a Capo Spartivento (RC) il 12.01.1954: il 9 novembre 2004, a seguito di sentenza del Consiglio di Stato, che assegna la vittoria elettorale all'attuale Sindaco Fabrizio BERTOT, egli fa ritorno presso la Segreteria Generale della Città di Rivarolo Canavese (in convenzione con il Comune di Oglianico) dove viene nominato anche Direttore Generale (carica che conserva tutt'ora). Ha ricoperto nella sua attività amministrativa, i seguenti incarichi: - Segretario del Consorzio Scolastico tra i Comuni di Agliè, Torre, Bairo e Ozegna dal 1987 al 1992; - Segretario del Consorzio Intercomunale Acque Reflue tra i Comuni di Agliè, Ciconio, Lusigliè, Ozegna, Torre e Bairo dal 1987 al 1993.
Dal prosieguo dell'attività di indagine si desumono i retroscena che hanno preceduto il citato pranzo di presentazione del candidato.
Invero, dalle conversazioni captate nei giorni seguenti, è emerso che a BERTOT, per il tramite dell'interessamento di BATTAGLIA e di MACRI' Giovanni, è stato promesso il voto dei "calabresi", tramite IARIA Giovanni, uomo con un trascorso politico rilevante nel cuorgnatese. Tuttavia, essendo necessario ottenere non solo i voti della zona di Rivarolo (della quale la famiglia IARIA è competente "per territorio" rispetto alla locale di Cuorgnè), ma anche quello dei "calabresi" di tutta la provincia di Torino e di altre Regioni, occorre l'appoggio anche del responsabile provinciale della ‘ndrangheta, ovvero CATALANO Giuseppe. Questi, però, non si dimostra concorde su una eventuale gratuità dell'accordo.


3. Per la TAV TORINO-LIONE l'Antimafia non esiste

Qui saremo molto brevi... La questione è semplice: la CLAUSOLA ANTIMAFIA per la TORINO-LIONE non esiste! Questo stando alle carte ufficiali, sempre che non ci dicano che la "Gazzetta Ufficiale" si è trasformata in una nuova edizione della Settimana Enigmistica...

Se prendiamo la Gazzetta Ufficiale del 26 aprile 2011 - Serie Generale n. 95, alla pagina 34 e segg. troviamo la "DELIBERAZIONE 18 NOVEMBRE 2010" del COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA che ha come oggetto: Programma delle infrastrutture strategiche (legge n. 443/2001). LINEA AV-AC MILANO VERONA (CUP J41C07000000001) Autorizzazione avvio realizzazione per lotti costruttivi".  [qui le pagine della Gazzetta Ufficiale in questione]

l'estratto della Gazzetta Ufficiale dove è indicato oggetto e CUP ed opera TAV MILANO-VERONA


Il CUP è il Codice Unico di Progetto è, come dice lo stesso nome, "unico" per ogni progetto. Ed è una cosuccia abbastanza importante, non proprio una "bazzecola" (vedi qui). Ogni progetto ne ha una ed è centrale per la cosiddetta "CLAUSA ANTIMAFIA".

Se si prende la Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2011 - Serie Generale n. 79, alla pag. 44 si trova un'altra delibera del COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, sempre adottata nella data del 18 novembre 2010. In questo caso l'oggetto è "Programma delle infrastrutture strategiche (legge n. 433/2001). NUOVO COLLEGAMENTO INTERNAZIONALE TORINO-LIONE: cunicolo esplorativo da La Maddalena. Approvazione progetto definitivo e finanziamento. [qui le pagine della Gazzetta Ufficiale in questione]

l'estratto della Gazzetta Ufficiale dove è indicato oggetto dell'opera TAV TORINO-LIONE


Nella stessa Gazzetta Ufficiale, come ALLEGATO 2 alla deliberazione citata per la TORINO-LIONE, a pag. 71 si trova la "CLAUSOLA ANTIMAFIA". Vi è però un "dettaglio" la "CLAUSOLA ANTIMAFIA" in questione non è per la TORINO-LIONE, bensì per la "MILANO-VERONA", tanto che il CUP che viene indicato è proprio CUP J41C07000000001, ovvero quello della deliberazione di cui alla Gazzetta Ufficiale del 26 aprile per la " LINEA AV-AC MILANO VERONA".

l'estratto della Gazzetta Ufficiale dove è indicato oggetto e CUP ed opera TAV TORINO-LIONE

Lo stesso CUP J41C07000000001, ovvero quello della deliberazione di cui alla Gazzetta Ufficiale del 26 aprile per la " LINEA AV-AC MILANO VERONA", è indicato anche nell'allegato 1 della deliberazione sulla TORINO-LIONE...
l'estratto della Gazzetta Ufficiale dove è indicato oggetto e CUP ed opera TAV TORINO-LIONE

Il Ministero dell'Interno e la Procura di Torino non è che potrebbero provvedere in merito? E' abbastanza singolare che per una grande opera non sia prevista la Clausola Antimafia, non vi pare? Può esistere l'occupazione di un'area propedeutica al cantiere, prima ancora che siano conclusi espropri e progetto, quando manca addirittura un "dettaglio" come quello che qui evidenziamo? Crediamo proprio di no... ma questo non ci stupisce visto come è stato gestito anche il semplice appalto per la recinzione... affidato ad una ditta che era già insolvente con lo Stato e che si evidenziava già sarebbe andata in fallimento... e che poi è stata sostituita da un'altra impresa che, dal giorno alla notte, ha preso "possesso" dei mezzi della ITALCOGE, così... nello spazio di una notte. Di solito quando una società va in fallimento il Curatore Fallimentare procede all'alienazione di mezzi, attrezzature e beni vari, secondo precise procedure... in Val Susa come avranno fatto? Una deroga alle norme anche su questo altro "dettaglio"?

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