Genova, dopo la lunga pace e' conflitto tra 'Ndrangheta e Cosa Nostra

Scritto da Ufficio di Presidenza

Gianni CalvoDa anni li indichiamo pubblicamente i vermi mafiosi, quelli delle 'ndrine e quelli della 'decina' di Cosa Nostra, con nomi e cognomi. Abbiamo fatto sì che venisse meno quella mimetizzazione che gli serviva per proteggersi dalle azioni di contrasto e prevenzione. Passo dopo passo si è riusciti a far sì che venissero colpiti, almeno in alcune articolazioni. E giorno dopo giorno il "patto" che reggeva tra loro, e che ha garantito l'assenza di conflitti tra le due organizzazioni, emergeva anche dalle indagini dei reparti investigativi, con intercettazioni, ambientali, servizi di osservazione. Ora la 'Ndrangheta ha deciso di colpire Cosa Nostra e lo ha fatto tornando (si, tornando) a colpire uno dei boss storici della mafia siciliana a Genova, Giovanni "Gianni" Calvo.

Questo soggetto, Gianni CALVO, che vive da tempo nella paura che gli facciano la festa, dopo gli anni "d'oro" con i FIANDACA e l'organizzazione degli EMMANUELLO, prima con Daniele e poi attraverso i MORSO e MONACHELLA, si era pure trasferito in Toscana. Lì aveva avuto a che fare e collaborato (e pare anche fregato) alcuni camorristi. Dopo l'arresto per i traffici con i campani, e dopo un aggressione, nella casa dove viveva in Toscana (forse eseguita su mandato dei camorristi), tornò a Genova. Qui se la tirava da capetto, sognava il vertice che fu di Daniele EMMANUELLO. Riprese alla grande i contatti e affari con i FIANDACA, con i MAURICI e con i FERRO, in quel territorio di Rivarolo, dalla "piccola Riesi" a salire in Via Vezzani. Rapporti consolidati tra famiglie di Cosa Nostra a cui si affiancavano quelli, anche in questo caso risalenti nel tempo, con gli uomini della 'Ndrangheta, tra, per citare due nuclei, RASO e MACRI'... Non è un caso che uno degli 'ndranghetisti che operava con i MACRI' nell'ambito dei videopoker, Onofrio GARCEA affiliato alla cosca dei BONAVOTA, fosse in contatto e affari con il CALVO, e con questi (ed i MAURICI) condividesse il galoppino ABBISSO Giuseppe. Accanto a loro anche gli uomini della Camorra storica presente a Genova, quella dei locali notturni e quella che ancora si prodiga nel riciclaggio del tesoretto lasciato dalla vecchia FUCCI-MARECHIARO...


E CALVO quando torna a Genova, mentre con ABBISSO si dava da fare per aprire negozi automatizzati e, attraverso la rete dei FERRO, una bella sala giochi in Via Vezzani, rileva da una RASO la pizzeria-ristorante di via Vezzani, quell'AMBANATA dove si ritrovavano gli uomini delle cosche, accanto a politici e improvvisati cantati da karaoke. Intanto i FIANDACA aprivano nuove pizzerie, sino a San Fruttuoso e Oregina, i MAURICI continuavano nella loro attività di promozione dell'infiltrazione nei settori che contano per assicurarsi le dovute coperture per gli affari nell'edilizia e nei settori dell'ortofrutta, oltre che rilevare bar di uomini legati all'organizzazione che finivano agli arresti.

CALVO non si siede mai, lo avevamo detto, se non vede davanti a se la porta. Ha paura, una paura costante. Il figlio, Antonio, nel frattempo è sempre in carcere dopo aver ridotto in fin di vita un barista di Sampierdarena che aveva osato chiedergli indietro alcune centinaia di euro. Il CALVO junior è andato con alcuni dei suoi tirapiedi nel bar di Sampierdarena, chiuse la serranda, massacrò di botte la vittima, poi lo caricarono in macchina e quindi abbandonarlo dopo un'altra razione di botte... senza dargli manco un euro di quelli dovuti!

Questo è il ponente di Genova, quel territorio che da Sampierdarena sale lungo il Polcevera. Un territorio storicamente controllato da Cosa Nostra e 'Ndrangheta. E' lì che Cosa Nostra, ad esempio, entrò in politica... lo fece nei primi anni Novanta, con iscrizioni in blocco al PSI. Qualcuno si oppose e subì minacce e vide l'allora circolo del Psi del Borghetto, in via Sonnino 8, andare a fuoco. Tra quelle liste di tessere a cottimo, pagate con valigette piene di contanti ritirate dall'uomo della "federazione", vi erano esponenti delle famiglie mafiose mescolate tra persone per bene ed ignare. Qui è dove uno dei MAURICI ha ucciso a botte un uomo per il solo torto di averlo scontrato mentre giocava a flipper... dove STUPPIA è stato crivellato di colpi nel parcheggio dell'ospedale Celesia... dove Daniele EMMANUELLO poteva starsene da latitante senza che nessuno osasse segnalarlo... dove veniva riprodotta la festa della Madonna della Catena per coprire incontri di mafia finché un parroco, don Renzo, non si oppose strenuamente (e poi finire morto, cadendo in un dirupo durante una camminata)... dove aveva scelto la propria dimora il numero due di Piddu MADONIA, Nino Lo JACONO, lungo la strada che sale da Pontedecimo e Campomorone... Questa è la Valpolcevera dove Cosa Nostra e 'Ndrangheta convivevano tranquillamente, dividendosi il territorio, nascondendo latitanti (come il VARANO o il GULLACE, il primo "seguito" dai MACRI' ed il secondo dai MAMONE)... Questa è la terra dove da decenni si paga il pizzo ma nessuno denuncia... dove i circoli "culturali" sono stati colonizzati ed utilizzati, come alla Concordia ed al Borghetto, per incontri e bische, o altri in via Piombelli per distribuire nel passato eroina ed ora polvere bianca... Dove vengono occupati senza ritegno terreni altrui per farci depositi di ponteggi e per realizzare incontri di mafia.

Ma qualcosa con le attenzioni poste su di loro ed i loro affari si è ormai incrinato. Alcuni mesi fa il CALVO è stato fisicamente aggredito, alcuni mesi fa, perché non aveva rispettato certi accordi... poi ora la sua pizzeria-ristotante AMBANATA è stata bersaglio di due molotov. CALVO e signora negano tutto... cercano di giustificare il tutto con il corto circuito... ma intanto le famiglie di Cosa Nostra stanno preparando la risposta. Non possono tollerare che la 'Ndrangheta si permetta di fare un attentato ad un locale che, in quel territorio, tutti sanno di essere del boss Gianni CALVO.

Ed è così che a Genova, nel luglio 2011, si rischia una guerra tra i vecchi alleati. Quello che sta per andare in scena è un conflitto tra Cosa Nostra che non vuole cedere il passo e la 'Ndrangheta che, dopo i colpi degli arresti tra l'estate scorsa e l'oggi, è allo sbando e vuole affermare la propria immutata forza. Questo è il risultato di anni di negazionismo... del minimizzare... dell'omertà politica, sociale, economia e istituzionale. Nel 2011 a Genova si rischia una guerra di mafia... ed i protagonisti sono tutti soggetti che potevano (e dovevano) essere fermati da almeno un decennio.

PS
E' inutile che MONTELEONE dica che lui in quel ristorante c'è andato, ma che la cena fu organizzata da Umberto LO GRASSO (uno di quelli delle liste bloccate di iscrizione al PSI che abbiamo citato e che avevamo già raccontato, che ora, dopo Margherita ed Udc è passato all'Idv). Se MONTELEONE non gradiva una cena nel ristorante del boss poteva non andarci... così come se non voleva avere nulla a che fare con gli 'ndranghetisti poteva evitare di chiedere al boss GANGEMI l'aiuto per pacchetti di tessere e voti!

PS 2
La signora VINCENZI, che scrisse quella letterina all'associazione fondata e con dirigente il capobastone storico dei MAURICI, ovvero Giacomo MAURICI, ringraziandoli per quello che fanno ed auspicando collaborazione, adesso vuole chiedere scusa alla città ed alla comunità, sconfessando quella sua lettera, oppure certi pacchetti di voti risultano irrinunciabili? [link]

PS 3
Il presidente del Municipio Gianni CRIVELLO, che pure lui li conosce tutti, vuole ammettere che in Valpolcevera c'è una situazione insostenibile e che occorre reagire con fermezza, oppure continuerà a minimizzare e negare come ha fatto sino ad ora (incassando voti su voti per essere eletto e rieletto)? [link]

PS 4
Il presidente del CIV di Certosa che negava che in quel territorio vi fossero problemi di mafia (dopo che la sua attività era andata a fuoco) vuole ammettere la realtà e contribuire a schiacciare le ramificazioni delle varie famiglie di Cosa Nostra e della 'Ndrangheta, pesantemente infiltrate in anche in quel tessuto commerciale, oppure lascia che loro dominino e scatenino una guerra?[link]

PS 5
Noi le nostre responsabilità di un azione di contrasto civile ce le siamo sempre prese sempre tutte. Così come abbiamo anche realizzato una mappatura, della realtà di Rivarolo... così come abbiamo sempre riferito punto per punto ai competenti reparti investigativi dello Stato. E su questa strada, si a chiaro, nonostante le minacce e intimidazioni, noi andremo avanti!

UN INVITO
Gianni CALVO, visto che ti piace il canto... canta! Scegli di abbandonare l'organizzazione mafiosa, confessa tutto quello che hai da confessare e racconta tutto di Cosa Nostra a Genova e della 'Ndrangheta con cui hai fatto affari... Pentiti e passa dalla parte dello Stato. Ormai ti sarai reso conto che non avete scampo e che, prima o dopo, vi si piglia tutti... le inchieste ormai sono avanzate e sono passati i tempi in cui qualcuno poteva garantire "impunità". Come avrai visto cadete e cadrete come birilli, voi ed i vostri beni... Quindi, per una volta nella vita, dimostra di essere uomo, di avere un briciolo di onore e dignità, scegli, quindi, di collaborare con lo Stato! Tuo figlio ormai si è giocato tutto nel venirti dietro, ma almeno tua figlia, a cui è stata intestata l'AMBANATA, forse, la puoi salvare da quella merda chiamata mafia!

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