Vincenzo MOIO l'affiliato che passa fulmineo da destra a sinistra...

Scritto da Ufficio di Presidenza
Vincenzo MOIO, l'affiliato

Un 'ndranghetista è già di per sé un senza onore e senza dignità, ma ce ne sono alcuni che superano ogni limite, persino dell'indecenza. MOIO è uno di questi. Lo stesso ci ha infatti querelato perché lo abbiamo definito "affiliato alla 'ndrangheta" ed un pm della Procura di Genova nella chiusura indagini gli da pure ragione. Peccato che lui, MOIO, sia un affiliato alla 'ndrangheta! Lo risultava giù dagli atti dell'Operazione IL CRIMINE, ed ora con quelli dell'operazione MAGLIO 3 è formalmente indagato per 416 bis! Ebbene noi non solo ribadiamo che MOIO è un affiliato alla 'ndrangheta ma, a questo punto, pubblichiamo ampi estratti degli Atti che lo riguardano, così, tanto perché capisca, che la bocca non la chiudiamo ed anzi continueremo a puntare i riflettori addosso a lui ed agli altri parassiti 'ndranghetusi.
Quanto andiamo a pubblicare renderà evidente non solo il pieno inserimento del MOIO nell'organizzazione 'ndranghetista, ma anche che dietro al MOIO vi è stata la "spaccatura" della 'ndrangheta in Liguria, non per questioni di attività prettamente "criminali" ma relativa a questioni elettorali e politiche. Speriamo che questo ampio spaccato faccia comprendere che la 'ndrangheta è soprattutto questo: condizionamento delle elezioni, della politica e delle Pubbliche Amministrazioni. A breve pubblicheremo ampi profili degli altri 'ndranghetisti al centro delle diverse indagini sfociate nell'Operazione MAGLIO 3. I vermi mafiosi devono vedersi l'indice puntato e sentire, come abbiamo più volte detto, il disprezzo sociale addosso, costantemente, perché solo così, ben oltre ad arresti, sequestri e confische, si può schiacciarli definitivamente. Buon lettura...

Vincenzo MOIO all'EffegiDirect del Garcea (ma con titolare allora Pietro Ferdinando Marano)



QUALCHE INCONTRO...

Il 16 febbraio 2010, alle ore 17:50 il MOIO Vincenzo entra nella finanziaria EFFEGIDIRECT in via Cornigliano 358/R. MOIO Vincenzo e una donna dell'apparente età di 35/40 anni. Lì vengono raggiunti alle 18:25 circa dal GARCEA Onofrio, accompagnato da una donna di età apparente di 30 anni. Mentre i due scendono dalla Maserati, il MOIO esce facendosi notare dal GARCEA che entra lo saluta affettuosamente. Alle 18:50 il GARCEA con MOIO e la donna che lo accompagnava escono dalla Finanziaria e vanno al Bar "CLAUDIO". Quando, alle 19 escono dal bar, GARCEA torna alla EFFEGIDIRECT, mentre MOIO e signora salgono a bordo di una Volkswagen argento, con alla guida un uomo, e si dirigono in Autostrada verso Ventimiglia.

Il 29 marzo 2010, alle 13:30, il MOIO Vincenzo con il BELCASTRO Domenico e la MOIO Fortunella, unitamente ad altre otto persone (5 donne e 3 uomini), erano riuniti presso la Pizzeria "O' SOLE MIO" di via Fereggiano a Marassi (Genova).

Il MOIO Vincenzo è emerso nell'ambito delle indagini:
- MAGLIO (2951/2001/21 DDA GE)
- MAGLIO 2 (1389/08/21 DDA RC)
- MAGLIO 3 (2268/10/21 DDA GE)
Tra gli elementi che hanno condotto alla sua identificazione emerge in prima analisi l'utilizzo dell'utenza telefonica 3356401393 in uso a MOIO Vincenzo sottoposta ad intercettazione telefonica nel corso dell'attività d'indagine.

Gli incontri documentati nel corso dei servizi di osservazione del ROS, così come dagli Atti del Riesame, risultano:

Il 16 febbraio 2010, alle ore 17:50 il MOIO Vincenzo entra nella finanziaria EFFEGIDIRECT in via Cornigliano 358/R. MOIO Vincenzo e una donna dell'apparente età di 35/40 anni. Lì vengono raggiunti alle 18:25 circa dal GARCEA Onofrio, accompagnato da una donna di età apparente di 30 anni. Mentre i due scendono dalla Maserati, il MOIO esce facendosi notare dal GARCEA che entra lo saluta affettuosamente. Alle 18:50 il GARCEA con MOIO e la donna che lo accompagnava escono dalla Finanziaria e vanno al Bar "CLAUDIO". Quando, alle 19 escono dal bar, GARCEA torna alla EFFEGIDIRECT, mentre MOIO e signora salgono a bordo di una Volkswagen argento, con alla guida un uomo, e si dirigono in Autostrada verso Ventimiglia.

MOIO & GARCEA


L'8 aprile 2011, presso il ristorante "GLI AMICI DEL CONTE" Diano Roncagli. Qui il MOIO Vincenzo era in compagnia di RAMPINO Antonio, CARIDI Giuseppe, BARILARO Francesco, RIOTTO Nicola, MAIOLO Antonio, PEPE' Benito, PAPALIA Raffaele, COTRONA Antonio ed altri.
La circostanza rappresenta un vero e proprio summit di 'ndrangheta a livello regionale ligure includendo la presenza anche di soggetti del Basso Piemonte ritenuti contigui e subordinati organicamente alla "camera di controllo" della Liguria. La riunione veniva certificata nell'ambito dell'indagine MAGLIO ed assume particolare valore per la ricostruzione dell'associazione mafiosa secondo il principio di permanenza del reato, facendo risalire già al 2001 la frequentazione da parte dei sodali.

[dagli atti dell'indagine MAGLIO / 2001]
Dichiarazioni del collaboratore di Giustizia MARCENO' Calogero:
"La settimana prima di Pasqua, ed esattamente l'ultimo sabato prima del Venerdì Santo, si tiene la riunione del clan a livello regionale, alla quale partecipano due rappresentanti per ciascun "locale", e precisamente il "capo locale" e il "capo società", ovvero loro delegati. In questa riunione si procede al "bando nuovo" per le cariche a livello regionale".

Di buon mattino della domenica 8.4.2001, militari appartenenti a questa Sezione Anticrimine capeggiati dallo scrivente hanno eseguito un importantissimo servizio di o.c.p. che ha permesso di registrare la presenza dei più importanti capimafia della Liguria e del basso Piemonte, con la loro partecipazione ad un summit di straordinaria importanza, avvenuto in località Diano Roncagli (IM), presso il ristorante "Gli amici del Conte", proprietà del titolare RAFFAELE Franco...
--- omissis---
La riunione si è svolta in più tempi e per i dettagli di rimanda alla lettura della relazione di servizio, mentre opportuno elencare i diversi personaggi identificati tra le 36 persone intervenute all'incontro che è stato disposto, come emerso, per attribuire cariche e "battezzare" alcuni affiliati..."
---omissis---


In ordine alla data dell'8 aprile giova precisare che coincide con il periodo Pasquale richiamato dal collaboratore di Giustizia e tenutasi la domenica antecedente alla domenica di Pasqua e non al sabato come rigidamente indicato.
In tal senso si ritiene chela Riunione del 30.5.2010 assuma eguale valore per la partecipazione dei sodali liguri e del Basso Piemonte, a cui il "ponente ligure 'ndranghetista" non prende parte per la morte (29.5.2010 in Diano Marina) di RIOTTO Giuseppe padre di Nicola. Si precisa che la Riunione del 30 maggio è stata più volte rimandata per una serie di circostanze (...) slittava proprio a quella data.


DALLE INTERCETTAZIONI... (quelle a conoscenza della Difesa)...

6 febbraio 2010
ambientale presso il negozio del GANGEMI - "Mimmo il regno dell'ortofrutta"
Sunto:
[16.30]
GANGEMI Domenico annuncia a MARCIANO' Vincenzo la visita che il 14.2.2010 effettuerà al padre MARCIANO' Giuseppe...
La circostanza stabiliva anche l'appartenenza al sodalizio criminoso di MARCIANO' Vincenzo il quale si dimostrava conoscitore delle dinamiche del locale di Ventimiglia di cui il padre Giuseppe è il reggente:
MARCIANO' Vincenzo: ...inc... al ristorante... vennero una mattina e mio padre (inteso MARCIANO' Giuseppe, ndt) ...inc... vengono a fare una votazione disse
GANGEMI Domenico:; ma dove è firmato questo? ...inc... fate nomine fate?
MARCIANO' Vincenzo: eh! Però ora è tornato lui e lui gli diceva dobbiamo fare una votazione, che mio padre aveva preso accordi con Carmelo ... inc... ed erano in dieci a votare, I liguri votarono tutti che lo facesse mio padre. A ...inc...
MARCIANO' Vincenzo, nella circostanza, veniva incaricato dal capo locale di Genova di incontrarsi con ALVARO Cosimo al quale recapitare una "ambasciata".
MARCIANO' Vincenzo: a Cosimo e Alvaro ...inc... e vado e glielo dico io, me la vedo io... lo presento proprio a Cosimo e gli dico che "parlate voi!".
La conversazione, alla quale partecipava anche CONDIDORIO Arcangelo, affrontava anche il tema della candidatura di MOIO Fortunata il cui padre Vincenzo si era rivolto ad affiliati genovesi senza informare il reggente GANGEMI Domenico.
[16:45]
GANGENI Domenico, nel proseguire la conversazione con CONDIDORIO Arcangelo esternava il risentimento nutrito per l'atteggiamento assunto da MOIO Vincenzo e dai soggetti che avevano appoggiato la candidatura della di lui figlia sul collegio di Genova (Ma poi vengono qua e vogliono comandare loro!).
GANGEMI riteneva opportuno, in conclusione, di non far nulla e di attendere la prima mossa di chi ha "trascurato", ovvero di chi aveva commesso la mancanza di rispetto. Come si evince dalla lettura dell'informativa il riferimento di GANGEMI è rivolto a BELCASTRO Domenico, BATTISTA Raffaele e FIUMANO' Antonino.
[20.31]
LUMBACA Rocco dopo essere stato invitato da GANGEMI ad appoggiare la candidatura di PRATICO' Aldo Luciano informa il capo locale di essere stato chiamato da BELCASTRO Domenico a caldeggiare quella di MOIO Fortunata.
Gli aspetti focali sono: gli accordi di GANGEMI Domenico a nome del locale genovese ("... E SE IO HO DATO LA NOSTRA AMICIZIA...") e l'imbarazzo di LUMBACA Rocco che cerca di giustificarsi ("e no compare Mimmo, io no! Io vi sto dicendo perché ... ci mancherebbe altro, ci mancherebbe altro... ma ho capito compare Mimmo questa è l'onestà nostra... no, ci mancherebbe altro... io domani ci vado").
GANGEMI Domenico, nel fare riferimento al comportamento scorretto di BATTISTA Raffaele e BELCASTRO Domenico, sottolinea l'esistenza di una decisione presa dai componenti del locale di Genova.
LUMBACA ne prende atto attenendosi scrupolosamente e rispettosamente alla direttiva.
[20.46]
GANGEMI Domenico, LUMBACA Rocco e FIUMANO' Antonino discutono del patto elettorale stabilito durante un "tavolo" costituito da quindici affiliati a favore di PRATICO' Aldo Luciano. Tra i partecipanti figurano BRUZZANITI Rocco, GANGEMI Domenico, BELCASTRO Domenico, BATTISTA Raffaele.
FIUMANO' Antonino si giustifica con GANGEMI Domenico per aver ignorato l'esistenza del patto e contestualmente si lamenta degli affiliati più anziani che non provvederebbero ad indottrinare quelli più giovani.
Dall'analisi della conversazione è chiaramente percepibile lo stato di soggezione e rispetto di LUMBACA Rocco nei confronti del reggente del locale di Genova.

7 febbraio 2010
ambientale presso il negozio del GANGEMI - "Mimmo il regno dell'ortofrutta"
Sunto:
[16.30 - 20.03 - 20.18]
Conversazioni che si svolgono tra GANGEMI Domenico e BRUZZANITI Rocco nel corso della quale il filo conduttore è rivolto all'onorabilità della parola data dall'affiliato di 'Ndrangheta, nonché all'equilibrio dei rapporti tra il locale di Genova e quello di Ventimiglia. Si fa esplicito riferimento a BELCASTRO Domenico, BATTISTA Raffaele, MOIO Vincenzo, MARCIANO' Giuseppe (... SE C'ABBIAMO QUESTO VALORE CON PEPPINO...)
BRUZZANITI Rocco esprime il concetto di rispetto che ogni affiliato deve nutrire nei confronti della gerarchia dell'organizzazione mafiosa: ... per me, l'impegno se già è stato fatto in una famiglia, il padre espone i fatti, giusto? E praticamente la famiglia chiede scusa...
GANGEMI Domenico nel ripercorrere episodi del passato indica BRUZZANITI Rocco quale soggetto certamente inserito nel locale di Genova: "... non mi ricorso se voi eravate appena entrato"
BRUZZANITI Rocco cristallizza tale certezza affermando: "IO HO RISCHIATO L'ERGASTOLO MILLE VOLTE ..INC... PER LA DIGNITA', CHE PER LA BELLEZZA DELLA BANDIERA CHE PORTIAMO!"
La parte del brano è piuttosto sintomatica e conferma il quadro investigativo sin qui prodotto sull'esistenza compartimentale del "locale" genovese retto da GANGEMI Domenico. Singolari sono le esternazioni dell'indagato che gestisce le dinamiche del sodalizio con una ripartizione d'incarichi secondo una mentalità 'ndranghetista ben precisa ("IO LO FACEVO PER IL LOCALE NOSTRO COMPA' - QUELLI INTERNI MI FANNO UNA COSA BUONA PER IL LOCALE").

10 febbraio 2010
ambientale presso la Mini Cooper in uso al CONDIDORIO
Sunto:
[13.06]
CONDIDORIO Arcangelo propone a GANGEMI Domenico di discutere personalmente con MARCIANO' Giuseppe del comportamento di MOIO Vincenzo.
CONDIDORIO Arcangelo: vuoi che ci mando un'imbasciata?
GANGEMI Domenico: ...inc...

CONDIDORIO Arcangelo: andiamo da Peppino... il fatto dei voti di quella?
GANGEMI Domenico: e ci dico ma andate ...inc... qua c'è da dire: senti tu come vi permettete a mi appoggiate a una di Ventimiglia ...inc...? ambasciata a ...inc... non è che potete fare quello che ...inc... sono i giri d'accordo, e voi ...inc...?

22 febbraio 2010
ambientale telefonica su utenza in uso al GANGEMI Domenico
Sunto:
[09.03]
MOIO Vincenzo al fine di parlare con il capo locale genovese fa intervenire direttamente MARCIANO' Giuseppe capo locale di Ventimiglia. I soggetti menzionati nella conversazione sono: NUCERA Paolo ("ho setacciato Lavagna, questa volta li prende i voti questo ragazzo"), FIUMANO' Antonino ("sono pure amici miei questi FIUMANO' ... cose ..."), CIRICOSTA Michele ("Michele me l'ha detto ieri sera, e mi ha detto che per il ventotto (28) vi vedrete nuovamente"), BELCASTRO Domenico ("a livello personale mi visi con Mimmo... mh?"), GARCEA Onofrio ("Mi sono visto con compare Onofrio per altre cose che poi vi spiegherà pure compare Onofrio").
GANGEMI Domenico si pone sullo stesso piano di MOIO Vincenzo asserendo: "si è preso l'impegno tramite interferenza di qualche amico pure "come noi"".
Nella conversazione ambientale del 4.3.2010 registrata tra COMMISSO Giuseppe e BELCASTRO Domenico, si fa riferimento proprio a MOIO Vincenzo e, a pag. 1480 del Provvedimento di Fermo... gli investigatori l'A.G. calabrese scrive testualmente: "(omissis) D'AGOSTINO Raffaele stanno appoggiano la candidatura della figlia di MOIO Vincenzo, tale MOIO Fortunata, in quanto il padre è un soggetto affiliato (omissis)".

[09.29]
Dopo la conversazione tra MARCIANO' Giuseppe, MOIO Vincenzo e GANGEMI Domenico, quest'ultimo convoca immediatamente CONDIDORIO Arcangelo e BELCASTRO Domenico. Quest'ultimo viene convocato tramite BATTISTA Raffaele che riceve una telefonata dal capo locale: "non trovo il numero di Mimmo (inteso BELCASTRO Domenico, ndt), se può fare un salto un minutino Mimmo qua... se veniva che mi ha telefonato un amico".

22 febbraio 2010
ambientale presso il negozio del GANGEMI - "Mimmo il regno dell'ortofrutta"
Sunto:
[09.48 - 10.03 - 10.18 - 10.33 -10.48 - 11.03]
BELCASTRO Domenico raggiunge immediatamente il capo locale presso il negozio di ortofrutta dove viene messo al corrente del fatto che GANGEMI Domenico ha ricevuto la telefonata di MARCIANO' Giuseppe. BELCASTRO Domenico, davanti alle contestazioni mossegli dal capo locale, smentisce di aver disatteso le decisioni stabilite al "tavolo" del locale di Genova. BELCASTRO asserisce di aver ricevuto "l'imbasciata" da MOIO Vincenzo (riguardante la candidatura di MOIO Fortunella) attraverso D'AGOSTINO Raffaele. Quest'ultimo, a qua volta, viene incaricato di riferire a MOIO Vincenzo: "ci dite che io go un sacco d'impegni ...inc... comunque stanno aiutando".
Nel corso della conversazione si apprende che anche CARIDI Giuseppe risulta coinvolto nella questione relativa agli appoggi elettorali e si intreccia con le figure di BELCASTRO Domenico e MOIO Vincenzo.
Riferimenti relativi anche a vecchie acredini esistenti tra GANGEMI Domenico e MOIO Giuseppe (ergastolano e "mastro schioppo"), padre di Vincenzo.
Il tenore della conversazione si eleva nel momento in cui GANGEMI Domenico ricorda a BELCASTRO Domenico l'omicidio di LEONARDO Paolo, quasi a scopo intimidatorio e per rammentare allo stesso la sua appartenenza all'organizzazione criminale.
BELCASTRO Domenico, quasi a giustificarsi, afferma: "però io, Nino MULTARI, Rocco BRUZZANITI, tutti pigliammo l'impegno che aiutiamo a compare Mimmo che ...inc... e io la parola mia non la tiro indietro".
Si percepisce chiaramente lo stato di sudditanza di BELCASTRO Domenico nei confronti di GANGEMI Domenico.
Ai due interlocutori si aggiunge CONDIDORIO Arcangelo che impreziosisce la conversazione di qualificanti contenuti 'ndranghetisti: "SI MA LUI QUESTO NON LO PUO' PENSARE, PERCHE' SE LUI VIENE QUA, ANDIAMO A MANGIARE INSIEME QUA, NON DEVE DIRE CHE E' ABBANDONATO. E' ASSIEME!". Il riferimento è dedicato a GARCEA Onofrio che partecipando alle c.d. "mangiate" è di fatto "assieme" (partecipa di fatto al sodalizio criminoso). Il "mangiare insieme", inteso come consesso conviviale a numero chiuso, rappresenta pertanto una riunione di 'ndrangheta.
GANGEMI Domenico riferisce a BELCASTRO che GARCEA Onofrio pretende di essere informato quando si tengono le riunioni di 'Ndrangheta.
BELCASTRO, da parte sua, replica che GARCEA Onofrio è persona rispettata.
CONDIDORIO Arcangelo, allontanatosi BELCASTRO Domenico, chiede a GANGEMI Domenico per quale motivo MARCIANO' Giuseppe non abbia fatto menzione della questione di MOIO Vincenzo in occasione dell'incontro del 14.2.2010.

[20.22]
GANGEMI Domenico parla con NUCERA Lorenzo e MARTINO Domenico ripercorrendo tutta la vicenda MOIO Vincenzo e MARCIANO' Giuseppe con particolare riferimento al padre di Vincenzo MOIO Giuseppe. Quest'ultimo, personaggio inserito nelle articolazioni mafiose calabresi è definito "mastro di schioppo".

14 e 23 novembre 2001
ambientale presso auto Renault 19 in uso al PANETTA Rocco
Sunto:
[16.17 del 14.11.2001 - 11.57 del 23.11.2001]
Riferimento al "distacco" dal locale di Ventimiglia di MOIO Vincenzo risalente all'anno 2001:
PANETTA: vedete quel coso là, Vincenzo MOIO là... pare si sono lasciati un'altra volta...
RAMPINO: chi, con chi...
PANETTA: eh... la "società"... inc...
RAMPINO: ... inc... sapete che non mi viene in mente chi è...
PANETTA: ha preso e ha sparato il Carabiniere (inteso MOIO Giuseppe, ndt), allora...
RAMPINO: ah...
PANETTA: il figlio...
RAMPINO: ah sì, sì...
PANETTA: era ritornato...
RAMPINO: nella "società"?
PANETTA: lo conoscete, lo conoscete...
RAMPINO: sì che lo conosco...
PANETTA: di Ventimiglia
RAMPINO: sì, sì nella "società"... me lo ricordo questo fatto...
PANETTA: e mò si è "distaccato"... che si è "distaccato un'altra volta, sapesse cosa...
(omissis)
Dichiarazioni del collaboratore di Giustizia ZAGARI Antonio: "... è assolutamente impossibile per gli affiliati sciogliere il giuramento e il vincolo associativo... la persona che si ritira ha sempre e comunque l'obbligo di mettersi a disposizione dell'organizzazione, se richiesto, in qualsiasi momento e per tutta la vita".
Pertanto, sebbene "distaccato", MOIO Vincenzo deve essere comunque considerato un affiliato di 'Ndrangheta.

4 marzo 2010
ambientale presso lavanderia Apegreen - Siderno
Sunto:
BELCASTRO Domenico riporta al "Mastro" i saluti degli affiliati di Genova, e in particolar modo quelli di GARCEA Onofrio, un uomo del clan "BONAVOTA" di Sant'Onofrio (VV), quello: "Con lo SGARRO...", aggiungendo che "avete mangiato pure assieme qualche volta ONOFRIO si chiama lui...".
BELCASTRO Domenico riferisce al "Mastro" di aver incontrato il 3.3.2010 D'AGOSTINO Raffaele (SANTISTA) a Genova ("ieri ci siamo visti pure con... con DAGOSTINO, quello RAFFAELE").
MOIO Vincenzo viene ricordato come quello che andava sempre a Siderno conosciuto da COMMISSO Giuseppe:
BELCASTRO: A Genova... siccome stiamo appoggiando ad uno, voi sapete che è questo che lui veniva sempre a Siderno e vi conoscete... quel MOIO ve lo ricordate voi?... ... Che è un amico che si impegna... e adesso sta candidando la figlia e l'appoggiamo noi...
BELCASTRO Domenico si lamenta dell'atteggiamento tenuto da GANGEMI Domenico che si è recato a Ventimiglia (14.2.2010 MARCIANO' Giuseppe - CIRICOSTA Michele) e i referenti (MOIO Giuseppe attraverso D'AGOSTINO Raffaele) del locale ventimigliese hanno contattato BELCASTRO piuttosto che il reggente genovese scatenando le ire di quest'ultimo (BELCASTRO: La stiamo appoggiando noialtri... ci impegniamo noi, contro la volontà di compare MIMMO CANGEMI (da intendersi GANGEMI Domenico, ndt) che abbiamo avuto una discussione... No!... poi se ne è andato a Ventimiglia lui a chiamare persone, ad uno e ad un altro là... invece questi lo hanno mandato da me a questo, no?... gli hanno detto: "andate da MIMMO (inteso BELCASTRO Domenico, ndt) e non vi preoccupate"... e lui (inteso GANGEMI Domenico, ndt) si è risentito che è venuto da me... e io non l'ho mandato a chiamare... poi mi ha mandato a chiamare lui (inteso GANGEMI Domenico, ndt), poi alla fine ha detto che voleva parlare con MOIO a chiedergli scusa che ha sbagliato in buona fede, poi gli ha chiesto scusa pure a questo MOIO... vi dico cose...
BELCASTRO nega l'esistenza di una votazione degli affiliati del locale di Genova, mentre alla presenza di GANGEMI Domenico, conferma l'accordo del c.d. "tavolo".
BELCASTRO comunica a COMMISSO G. che GANGEMI Domenico si sarebbe recato a fargli visita senza però riuscire ad incontrarlo. (BELCASTRO: Dice che è venuto a trovarvi un paio di volte e che... / COMMISSO: MIMMO CANGEMI?). BELCASTRO continua con l'interlocutore di Siderno creando a tutti gli effetti un'immagine deviata di GANGEMNI Domenico al preciso scopo di screditarlo.
BELCASTRO Domenico, in merito alla rappresentanza del locale di Genova nelle riunioni della Provincia rimarca di ritenere sufficiente la presenza del mandamento jonico in dette riunioni attraverso COMMISSO Giuseppe. Invece GANGEMI si sarebbe lamentato recriminando la presenza di un rappresentante genovese alle riunioni della Provincia a causa delle proprie origine reggine (mandamento di Reggio) diffidenti fisiologicamente nei confronti del mandamento jonico.
BELCASTRO rimarca l'appartenenza al Locale di Genova insieme a GANGEMI Domenico ("... Si, però essendo che siamo là assieme...").
BELCASTRO è a conoscenza del fatto che GANGEMI Domenico abbia incontrato OPPEDISANO Domenico non risparmiando e condividendo con COMMISSO Giuseppe, commenti negativi per entrambi. BELCASTRO cita i c.d. Reggini e sottolinea: Ma noi là sopra che li frequentiamo, vedete che sono una cosa... una croce, quelli di Reggio sono una croce.
BELCASTRO riferisce degli incontri che si tengono in Liguria (ogni tanto si vedono da qualche parte, più... e che sono da anni e anni fermi nella SOCIETA'). Fermi nella società si ritiene che il Locale di Genova non abbia creato nuove cariche da anni, al contrario di Ventimiglia e del basso Piemonte, certificando che gli affiliati sono sempre gli stessi.
Hanno accettato tutti, compare MICHELE (CIRICOSTA Michele)... è da poco che ci siamo riuniti, per dire LA VERITA' E' STATA DOMENICA SCORSA (inteso domenica 28.2.2010, in quanto la conversazione è del 4.3.2010, ndt), per tre anni che non si fa niente... fino a...
BELCASTRO: CIRICOSTA... no, lui è buono
COMISSO: E' serio MICHELE...

BELCASTRO: Serio in tutti i modi... lui vi saluta assai, assai...
COMMISSO: Si, è serio...

BELCASTRO: Ha detto che come scende vuole venire a trovarvi...
BELCASTRO Domenico sta parlando di GANGEMI Domenico e COMMISSO Giuseppe crede che stia parlando di VIOLI Domenico attestandone la conoscenza diretta e il ruolo all'interno della 'ndrangheta. Infatti, atteso il discorso esclusivo delle dinamiche di 'ndrangheta del locale di Genova e della 'ndrangheta ligure, VIOLI Domenico non può che essere citato in tale contesto:
BELCASTRO: L'unico più spinto... là che ha il vizietto... che vorrebbe fare lo spinto sarebbe compare MICO...
COMMISSO: Mico VIOLI?...
BELCASTRO: No...

Seguono riferimenti BUONARRIGO Francesco.

16 marzo 2010
ambientale presso auto Opel Astra in uso a CONDIDORIO Arcangelo
Sunto:
Rif. D'AGOSTINO Raffaele / NUCERA Paolo
"Raffaele D'AGOSTINO è andato da Paolo Nucera"
D'AGOSTINO Raffaele si sarebbe recato dall'affiliato di Lavagna per promuovere la candidatura di MOIO Fortunella (su input di MOIO Vincenzo) ricevendo una risposta negativa. GANGEMI infatti richiama quanto riferitogli (presumibilmente il 9.3.2010) da NUCERA Paolo che a sua volta avrebbe detto a D'AGOSTINO Raffaele: "Guardate abbiamo un sacco di impegni è venuto pure il compare Mico (inteso GANGEMI Domenico, ndt) ... gli ha detto, non è che possiamo ...inc... già noi abbiamo impegni, al compare Mico (inteso GANGEMI Domenico, ndt) gli interessa lui e ad altri amici di Genova questo Praticò poi gli abbiamo detto ...inc..."
NUCERA Paolo avrebbe detto a D'AGOSTINO Raffaele di aver già preso impegni con GANGEMI Domenico per sostenere la candidatura di PRATICO' Aldo Luciano.

12 marzo 2010
intercettazione telefonica su utenza in uso a SASO Alessio
Sunto:
[12.29]
SASO Alessio riferiva a PRATICO' che lui stava cercando di aiutarlo su Genova, contrastando il fatto che il vice sindaco di Ventimiglia, MOIO Vincenzo, avesse candidato la figlia Fortunella alle elezioni regionali nella lista dei Pensionati - Alleanza Democratica. SASO continuava affermando che MOIO aveva "purtroppo" agganci forti nel mondo calabrese ed "un cognome di quelli che pesano in quel mondo" cercando quindi di spostare quell'elettorato Genovese a favore della figlia, definita dal punto di vista politico "insignificante". Il consigliere imperiese invitava comunque PRATICO' a non sottovalutare la candidatura della ragazza perché i suoi voti li avrebbe presi "per eredità" e non per suo merito. Dopo questa conversazione PRATICO' A.L. Si reca da GANGEMI Domenico dopo essere stato contattato da quest'ultimo.

29 e 30 marzo 2010
intercettazione telefonica su utenza in uso a MOIO Vincenzo
Sunto:
[29 marzo 18.54 - 22.46 - 23.07 - 30 marzo 08.38 - 10.10]
Le preoccupazioni di SASO Alessio, seppur fondate, vengono annullate dall'esito elettorale della candidata MOIO Fortunella alle elezioni Regionali della Liguria del 28-29 marzo 2010 che può essere sintetizzato con l'affermazione del padre MOIO Vincenzo: "un disastro". L'infelice commento viene esternato da MOIO Vincenzo più volte a cavallo tra il 29 e il 30 marzo ai fedelissimo:
CARIDI Giuseppe,
BELCASTRO Domenico,
FIUMANO' Antonino,
BATTISTA Raffaele,
TOCCI Filippo.

Intercettazione telefonica su utenza in uso a BELCASTRO Domenico
Sunto:
Il 19.06.2010 BELCASTRO Domenico prendeva parte alla celebrazione del matrimonio della figlia di MOIO Vincenzo (MOIO Adele Elena) e successivo ricevimento tenutosi presso il GOLF CLUB CASTELLARO sito a CASTELLARO (IM) in strada per i Piani insieme a BATTISTA Raffaele, SANFILIPPO Carmelo alias "Carmine" e TOCCI Filippo. Il dato veniva desunto dalle intercettazioni telefoniche dell'utenza 3466638706 in uso a BELCASTRO Domenico.

17 marzo 2010 e 1 aprile 2010
intercettazioni
Sunto:
[17 marzo 12.50 - 16.23 - 1 aprile 15.11]
MOIO Vincenzo promuove la candidatura della Fortunella anche attraverso il Colonnello dei Carabinieri ROMEO Giuseppe. L'interesse verso la politica del Ten. Col. ROMEO Giuseppe era emerso anche nell'ambito del procedimento penale n. 47816/08/21 della Procura di Milano, in merito al progetto di STRANGIO Salvatore, STRANGIO Domenico cl. 85 e NOCERA Pasquale, incentrato sulla possibilità di organizzare un potenziale ingresso in politica dell'Ufficiale.

19 aprile 2010
ambientale presso il negozio "Mimmo il regno dell'Ortofrutta".
Sunto:
[20.14]
Il 19 aprile 2010 LUMBACA Rocco si reca presso l'ortofrutta di GANGEMI Domenico e tenta ossequiosamente di ricucire i rapporti tra il reggente genovese e l'affiliato BELCASTRO Domenico
LUMBACA Rocco esordisce scusandosi del fatto che non passa spesso presso l'ortofrutta in quanto termina di lavorare tardi e poi deve rientrare alla Casa Circondariale di Genova Marassi. Infatti, alla data del 19.4.2010 lo stesso risultava detenuto semilibero con rientro alle ore 21.30.
GANGEMI Domenico sottolinea che alcuni affiliati giovani sono da considerare "cattivi figli" e il "non passare", ossia non recarsi da GANGEMI Domenico per i saluti, per gli auguri pasquali, significa trascurare.
LUMBACA Rocco concorda sottolineando in modo ossequioso le ragioni del reggente genovese (voi avete sessanta anni compare Mimmo quelli ancora sono giovanotti non passare (...omissis...) ti spetta... ti spetta la ragione) e rimarcando la buona fede degli affiliati che agirebbero senza mirate intenzioni in mala fede (non lo fanno per fare... non lo fanno per fare). LUMBACA prosegue condividendo con GANGEMI l'esistenza di una regia esterna che in qualche modo piloti i giovani affiliati con scarsa esperienza e talvolta condizionabili.
GANGEMI Domenico è memore di quanto avvenuto durante le elezioni regionali del 28-29 marzo, per cui la conversazione con LUMBACA Rocco è anche un'occasione per lanciare un messaggio preciso a BELCASTRO Domenico e BATTISTA Raffaele.
LUMBACA Rocco si rende conto sin da subito sella situazione e il primo aspetto che si evidenzia in modo lampante è che si trova dinnanzi al reggente genovese con alte cariche di 'ndrangheta e, in quanto affiliato di carica inferiore, si prodiga nel riconoscere l'autorevolezza di GANGEMI Domenico: "COMPARE MIMMO SENZA OFFESA NON E' CHE PUO' VENIRE NESSUNO A DIRVI SE QUESTA SEDIA (...inc...), NON PUO' VENIRE NESSUNO MA NON PERCHE' VE LO DICO IO MA PERCHE' GIA SIETE ALL'ALTEZZA VOI". LUMBACA Rocco considera GANGEMI Domenico talmente autorevole che nessuno può permettersi di andare da lui e dirgli come stiano le cose, sottolineando che tale opinione non è personale ma un dato di fatto alla luce della carica e dell'alta dote detenuta dallo stesso. Detto questo LUMBACA cerca di sminuire i toni adducendo come giustificazione l'inconsapevolezza degli affiliati più giovani che non si rendono conto di dove siano. Il riferimento è al locale di 'ndrangheta, ossia i giovani affiliati non si rendono conto perfettamente che si trovano in un locale di 'ndrangheta e quindi non sanno benissimo come comportarsi al riguardo. LUMBACA ci tiene a sottolineare le eccessive pretese da parte di affiliati con doti minori: "tu gli dai la caramella e chiama papà, non è così compare Mimmo non si fa così" ossia gli affiliati non possono essere educati secondo un principio "do ut des", ma devono servire il locale e non il contrario.
LUMBACA Rocco riferisce della conversazione avuta con NUCERA Lorenzo e indirettamente si comprende che il riferimento è al ruolo con il quale sia intervenuto in merito alla situazione sopra richiamata e riferita a BELCASTRO Domenico. A causa dei rumori e del tenore basso della voce sfuggono alcuni passaggi, ma chiare risultano alcune affermazioni:
"(GANGEMI DOMENICO) che si comporta male ...inc... mi litico; cristiani onesti; ma se uno si deve mettere con tutti ...inc... ne ho visti ammazzare ...inc... ma per davvero!;
(LUMBACA Rocco) non lo deve fare compare Mimmo BELCASTRO non lo deve fare...;pilotare è un conto, ma io penso che non si devono fare pilotare; compare Mimmo non ne vale la pena credetemi, parola d'onore ve lo giuro sul VOSTRO ONORE.
Mentre GANGEMI Domenico mette in discussione la condotta di BELCASTRO Domenico, rimarcando l'importanza dei fatti accaduti, LUMBACA Rocco cerca di far ritornare la calma in modo ossequioso e conciliatore.
Non sfugge però la terminologia tipicamente 'ndranghetista utilizzata ("San Giovanni", "cristiani, onesti", "vostro onore") e si ritiene doveroso sottolineare il giuramento di LUMBACA Rocco sull'Onore di GAMGEMI Domenico, in quanto già nella conversazione del 7.2.2010 tra GANGEMI Domenico e BRUZZANITI Rocco, quest'ultimo si rivolgeva al reggente genovese in modo analogo: "Sull'onore delle vostre parole". Gli affiliati si confrontano con GANGEMI Domenico, ma da una netta posizione di inferiorità e, per ossequiare l'interlocutore, ritengono che l'onore dello stesso sia superiore al proprio.
GANGEMI apprezza le parole rispettose di LUMBACA: "fermo restando QUELLO CHE SIETE VOI..." e in quest'affermazione appare evidente l'autorevolezza e l'autorità del reggente genovese. LUMBACA infatti dice "quello che siete", di certo non il fruttivendolo o il calabrese, ma il capo locale di Genova.
LUMBACA invita l'interlocutore a conservare l'amicizia di BELCASTRO Domenico e BATTISTA Raffaele, e l'invito appare come una preghiera a non prendere provvedimenti nei confronti dei giovani affiliati genovesi ("poi compare Mimmo secondo me tenetela questa bella amicizia e tenetela") e lo esorta ad essere comprensivo.
I due interlocutori stanno parlando di BELCASTRO Domenico per cui non può mancare il riferimento a MOIO Vincenzo e alla candidatura della figlia Fortunella. I due convengono nell'affermare che l'atteggiamento tenuto dal reggente genovese nei confronti di MOIO, negando l'appoggio totale alla candidatura di MOIO Fortunella a causa dell'esistenza di un pregresso impegno con PRATICO' Aldo Luciano, sia ineccepibile e motivo di apprezzamento (... da apprezzare il ragionamento ...).
LUMBACA Rocco sostiene di aver parlato personalmente con MOIO Vincenzo e questi avrebbe realmente espresso apprezzamento per la lealtà e per il volere della parola data di GANGEMI Domenico.
GANGEMI Domenico rimarca che se MOIO Vincenzo gli chiedesse un sostegno per le elezioni comunali di Genova, qualora non avesse altri impegni, lo sosterrebbe. MOIO Vincenzo avrebbe espresso l'intenzione di creare un partito politico (lista civica/circolo) come schieramento da presentare alle elezioni amministrative del Comune di Genova suggellando la pericolosità del sodalizio criminoso che può arrivare a creare una lista di candidati per accedere a Palazzo Tursi.
(vuole fare un partito nuovo)
Un altro dato emblematico che emerge da questa conversazione ambientale è la necessità di riunirsi per decidere. Gli appartenenti all'associazione mafiosa riunitisi per decidere l'appoggio elettorale alla candidatura di PRATICO' Aldo Luciano avrebbero dovuto riunirsi in una seconda "seduta" per rivedere le scelte del locale a seguito della candidatura della figlia di un amico (MOIO Fortunella).
La conversazione prosegue e GANGEMI Domenico è colpito dall'ossequiosità di LUMBACA Rocco tanto da arrivare ad affermare che avrebbe preferito appoggiare MOIO Fortunella, "figlia di un amico". Il reggente genovese sostiene che se si fosse presentata prima la giovane ventimigliese avrebbe detto "a compare Peppe" di Reggio Calabria che era già impegnato e non avrebbe appoggiato PRATICO'. Quest'ultimo infatti sarebbe stato proposto tramite interferenza di compare Peppe di Reggio Calabria (soggetto al momento n.m.i.).
LUMBACA ROCCO: Compare Mimmo su questo, ve lo giro sulla libertà che è la cosa casa... su questo mi voglio sedere pure io, se vi fa piacere, e su questo voglio stare vicino a compare ...inc... Quando si fa una cosa di queste ci voglio essere pure io e c'è Vincenzo MOIO... basta, facciamo venire...
Questo passaggio si ritiene integri e rafforzi il reato di partecipazione all'associazione mafiosa da parte di LUMBACA Rocca che offre la disponibilità a discutere le strategie politiche del locale di Genova riunendosi congiuntamente a MOIO Vincenzo.
La conversazione si conclude dopo aver raggiunto il chiarimento e la riappacificazione da parte dei due interlocutori che insieme progettano il futuro con obiettivi ben determinati. GANGEMI Domenico parla del nipote CONDIDORIO Giovanbattista considerato una promessa della politica e una sicura garanzia per i c.d. "paesani".


IL ROS, tra il resto, sottolinea:

"In ordine all'adesione di MOIO Vincenzo si desidera evidenziare che lo stesso risulta:
a) essere il figlio di MOIO Giuseppe inserito nella 'ndrangheta con la carica di "Mastro di Schioppo" (...), e quindi non assolutamente estraneo alle dinamiche 'ndranghetiste

b) essersi distaccato in due occasioni (...) dal locale di Ventimiglia pagando, in una di queste 1o 2 milioni di lire (...)

c) non aver potuto in nessun modo ritirarsi in "buon ordine", soprattutto perché GANGEMI Domenico e MARCIANO' Giuseppe, in quanto uomini d'onore, non avrebbero potuto quantomeno rivolgergli la parola (rif. dich. ZAGARI Antonio: In ogni caso, anche se l'organizzazione dovesse decidere di non uccidere un ex affiliato, a questi verrebbe tolto il saluto e nessun uomo d'onore potrebbe più frequentarlo...)

d) qualora risultasse attualmente "distaccato", tale condizione non pregiudicherebbe la partecipazione al sodalizio criminoso che per "le regole" interne, comuni ed immutabili, è prevista la permanente disponibilità (rif. dich. ZAGARI Antonio: la persona che si ritira ha sempre e comunque l'obbligo di mettersi a disposizione dell'organizzazione, se richiesto, in qualsiasi momento e per tutta la vita.)

e) aver promosso la candidatura della figlia MOIO Vincenzo nel collegio genovese secondo il sistema tipico di comunicazione sicura della 'ndrangheta ("imbasciata") rivolgendosi a D'AGOSTINO Raffaele (considerato affiliato al locale di Canolo) come raccontato dal destinatario del messaggio BELCASTRO Domenico

f) aver promosso la candidatura della figlia MOIO Fortunella nei confronti del capo locale genovese GANGEMI Domenico attraverso il consenso e l'impegno di MARCIANO' Giuseppe affiliato di vertice del locale di Ventimiglia

g) aver partecipato, tra l'altro, il 08.04.2001 ad una riunione di 'ndrangheta tenutasi presso il ristorante "Gli amici del conte" ubicato in Diano San Pietro piazza della Repubblica 9, fraz. Diano Roncagli al quale prendevano parte 36 soggetti di cui 27 identificati e riconosciuti quali affiliati di 'ndrangheta
[RAMPINO Antonio, detto "cumpare 'Ntoni" e "u Massaro", nato a Canolo (RC) il 26/11/1927 e residente a Genova - deceduto il 10.2.2008;
PRONESTI' Salvatore, detto "zio Turi", nato a Giffone (RC) il 13/8/1923 e residente a Genova;
PANETTA Rocco, nato a Grotteria (RC) il 6/4/1945 e residente a Genova;
MOIO Vincenzo, nato a Taurianova (RC) il 1/1/1959 e residente a Camporosso (IM);
CARIDI Giuseppe, nato a Taurianova (RC) il 28/1/1957 e residente ad Alessandria;
MAIOLO Antonio, nato a Oppido Mamertina (RC) il 2/1/1940 e residente a Sale (AL);
BARILARO Francesco, nato ad Anoia (RC) il 15/1/1947 e residente a Bordighera (IM);
PEPE' Benito, nato a Galatro (RC) il 5/8/1936 e residente a Bordighera (IM);
PAPALIA Raffaele, nato a Seminara (RC) il 16/04/1966 e residente a Diano Castello (IM);
COTRONA Antonio, nato a Martone (RC) il 12/11/1937 e residente a Imperia;
RIOTTO Nicola, nato a Seminara (RC) il 9/5/1957 e residente a Camporosso;
TRIMBOLI Giuseppe, nato a Careri (RC) il 20/9/1947 e residente ad Alessandria;
TRIMBOLI Domenico, nato a Careri (RC) il 16/10/1953 e residente ad Alessandria;
TRIMBOLI Francesco, nato a Careri (RC) il 11/1/1942 e residente ad Alessandria;
RAFFAELE Gerardo, nato a Candidoni (RC) il 24/1/1932 e residente a Cervo (IM);
GALLUCCIO Eugenio, nato a Cittanova (RC) il 2/1/1932 e residente a Taggia (IM);
CALLIPARI Pietro Carmelo, nato a Careri (RC) il 25/6/1952 e residente ad Alessandria;
MANDARANO Mario, nato a Aieta (CS) il 10/3/1959 e residente a Taggia (IM);
GANGALE Giuseppe, nato a Strongoli (CZ) il 14/04/1939, residente a Sanremo (IM);
CAINO Carmelo, nato a Delianuova (RC) il 22/11/1949 e residente a Sanremo (IM);
CARDONE Vincenzo, nato a Palmi (RC) il 5/9/1969 e residente a Diano Marina (IM);
CIRICOSTA Michele, nato ad Anoia (RC) il 29/7/1936 e residente a Bordighera (IM)]

h) perché ritenuto anche dalla Procura di Reggio Calabria un affiliato di 'ndrangheta come si legge a pag. 1480 del più volte citato fermo nell'ambito dell'Operazione "Il Crimine" (meglio precisato nel passaggio che segue);

i) per la citazione di BELCASTRO Domenico durante una conversazione ambientale con COMMISSO Giuseppe riportata nel paragrafo che segue: "... stiamo appoggiando ad uno, voi sapete chi è questo che lui veniva sempre a Siderno e vi conosce... quel MOIO ve lo ricordate voi?"... " Che è un amico che impegna... e adesso sta candidando la figlia e l'appoggiamo noi..."

j) aver mantenuto rapporti stabili e permanenti con gli affiliati D'AGOSTINO Raffaele, GANGEMI Domenico, BELCASTRO Domenico (arrestati op. "IL CRIMINE" RC, indagati op. "MAGLIO" e "MAGLIO 3" GE), GARCEA Onofrio (arrestato Op. "FINANZIAMENTO SICURO" GE, indagato op. "MAGLIO" e "MAGLIO 3" GE), MARCIANO Giuseppe, BATTISTA Raffaele, FIUMANO' Antonino (indagati op. "MAGLIO" e "MAGLIO 3" GE).

Quanto qui riportato si ritiene un chiaro rilevatore di permanenza organica al sodalizio criminale denominato 'Ndrangheta.

Breve appunto elezioni
MOIO Vincenzo ha cercato di sponsorizzare la candidatura della figlia attraverso D'AGOSTINO Raffaele, BELCASTRO Domenico, BATTISTA Raffaele, FIUANO' Antonino, NUCERA Paolo, MARCIANO' Giuseppe, GARCEA Onofrio e GANGEMI Domenico, tutti considerati facenti parte dell'associazione mafiosa denominata 'ndrangheta. Come già evidenziato GANGEMI Domenico garantiva che un minimo di appoggio gli sarebbe stato offerto da "i FIUMANO" (per mantenere buoni rapporti con il locale di Ventimiglia) ed in particolare da FIUMANO' Antonino; GARCEA Onofrio e NUCERA Paolo non apportavano il minimo contributo; BELCASTRO Domenico e BATTISTA Raffaele facevano il doppio gioco garantendo a GANGEMI Domenico il sostegno a PRATICO' Aldo Luciano, mentre di fatto destinavamo i pochi voti del nucleo familiare in favore della candidata MOIO Fortunella.

Diverse conversazioni certificano il legame tra MOIO Vincenzo e i fedelissimi CARIDI Giuseppe, BELCASTRO Domenico, FIUMANO' Antonino, BATTISTA Raffaele, TOCCI Filippo, tutti incontrati in particolare durante le c.d. cene preelettorali, ma di fatto sanciscono l'assoluta inefficacia, a fronte dei 256 voti ottenuti dalla candidata ventimigliese, del piccolo gruppo dissidente del locale genovese. In conclusione si può lecitamente affermare che senza l'assoluto contributo di GANGEI Domenico, capo locale genovese, MOIO non ha potuto raggiungere l'obiettivo prefissatosi.


QUEL TRIANGOLO GANGEMI, MARCIANO' & MOIO

Sempre in merito alle elezioni ecco un interessante passaggio degli atti:
Il 22 febbraio, alle ore 9.03, GANGEMI Domenico riceve una chiamata da numero 3356401393 riconducibile a MOIO Vincenzo, già emerso per i suoi contatti con il pregiudicato GARCEA Onofrio. MOIO Vincenzo è figlio di MOIO Giuseppe, condannato all'ergastolo per omicidio, coinvolto in una sanguinosa faida che vedeva contrapposti i "POLIMENI" di Ortì, soprannominati "i guappi", e ai "NICOLO" di Cerasi (zona Reggio Calabria). Dai primi accertamenti risultava che MOIO Vincenzo si stava adoperando per la candidatura della figlia MOIO Fortunata, detta "Fortunella" candidata nel collegio del capoluogo alle consultazioni elettorali regionali per una lista civica ("Lista Bertone - Fed. Pensionati - Alleanza Democratica). Proprio MOIO Vincenzo sarà protagonista di un'interessante conversazione telefonica che aveva tra gli argomenti principali l'appoggio elettorale a PRATICO' Aldo Luciano da parte del "locale" di Genova, nonostante gli sforzi profusi dall'interessato di proporre quella della figlia mediante l'intervento di MARCIANO' Giuseppe cl. 33.

Inizialmente la conversazione avveniva tra GANGEMI Domenico e un soggetto individuato in MARCIANO' Giuseppe, incontrato dal GANGEMI alcuni giorni prima (14 febbraio) a Ventimiglia. Il MARCIANO' approntava il dialogo chiedendo all'amico di adoperarsi per un sostegno politico a favore della figlia di MOIO Vincenzo, che a sua volta rammaricato tentava di persuadere GANGEMI Domenico:

GD: GANGEMI Domenico
MG: MARCIANO' Giuseppe
MV: MOIO Vincenzo
GD: pronto?
MG: si chi parla? Mimmo
GD: si Mimmo
MG: eh sono Peppino, dove sei a quest'ora? A letto sei ancora?
GD: no sono alzato. Peppino quale?
MG: un certo Peppino verso la frontiera
GD: a si ciao Peppino come stai?
MG: ciao ciao... dimmi un po' ti ho svegliato per parlarti
GD: no no sono in negozio io
MG: a sei in negozio
GD: (inc)
MG: dimmi un po' per parlarti per quella ragazza, perché qua è venuto in suocero di quello come si chiama... PRATICO' è mi ha detto che non passa sicuro, ascolta quello... che fa la bella figura ma passare che non può passare
GD: PRATICO' non può passare?
MG: no non può passare che ci vogliono quattromila... quattromila e cinquemila... quasi seimila voti
GD: e voti ce ne prendiamo
MG: ascolta questa ragazza con mille voti, visto che è un partito piccolo può passare, capisci con mille voti
GD: ma no questo qua, PRATICO' guarda
MG: si
GD: è stato il primo non eletto la volta scorsa
MG: si si e così fa adesso, toglici cinquecento voti non l'ammazzate, hai capito te? Cosa voglio dirti?
GD: no non è che l'ammazziamo
MG: parla con Angelo, parla con Angelo
GD: io ho già parlato con Angelo, noi abbiamo preso un impegno ben preciso con questo ragazzo
MG: e si lo so me l'hai detto, ma ora che è venuto questo che è amico di questo coso e mi ha detto che è difficile che passa se non deve passare, prendere cinquecento più cinquecento meno e una cosa grave capisci, mentre questa ragazza
GD: no no ho setacciato Lavagna, questa volta li prende i voti questo ragazzo, sia.
MG: si si
GD: ho toccato anche qualche circolo d'associazione d'anziani
MG: si ho capito, comunque vedete cosa potete fare per questa ragazza. C'è suo padre qua... te lo passo
GD: e ma... pronto?

(MARCIANO' Giuseppe passa il telefono a MOIO Vincenzo che prosegue la telefonata con GANGEMI Domenico)
MV: Buon giorno compare Mimmo
GD: Buon giorno comparello
MV: come stai? Tutto bene
GD: si, comunque un po' di voti a vostra figlia si stanno raccogliendo pure non è... sono pure amici miei questi i FIUMANO' cose...
MV: si sapete cosa volevo dirvi compare Mimmo, siccome è un risultato sicuro questo qua, il nostro, perché con ogni probabilità con poco, noi diciamo mille ma possono bastare anche...
GD: ma intanto perché non siete venuti prima (inc)
MV: ascoltate compare ascoltate... vi spiego subito compare io vi dico come stanno le cose, lo sapete che sono una persona corretta allora io...
GD: lo so come non lo so che siete... a me mi dispiace che voi non veniste prima da noi e quindi compare se eravate venuto voi non prendevamo impegni con nessuno
MV: ma non potevo sapere, compare Mimmo ascoltate
GD: era una cosa nostra compare...
MV: vi spiego subito, io a fine dicembre abbiamo avuto la certezza di questa candidatura, ho parlato con compare Michele qui su Ventimiglia, so che vi siete visti pure... e mi disse che sarebbe venuto lui, perché io volevo venire insieme con lui per trovarvi. Mi a detto lui Compare Enzo
GD: e perché non siete venuti compare? Mannaia la miseria io non so
MV: aspettate... ma era... aspettate... mi disse Michele che sarebbe venuto lui... ve lo farò dire da lui, perché io fino a ieri sera
GD: Michele non è venuto compare
MV: ascoltate me l'ha detto ieri sera, mi disse che vi siete visti domenica pure... Michele me l'ha detto ieri sera, e mi ha detto che per il ventotto (28) vi vedrete nuovamente, mi seguite?
GD: si si si
MV: allora automaticamente io quando poi passai lì di passaggio, a livello personale mi vidi con Mimmo... mh? Così ... e con Filippo, che io parlai con Filippo con il giovanotto
GD: si, si
MV: automaticamente gli dissi che volevo venire a trovarvi. Mi disse compare ENZO...
GD: e perché no siete venuti?
MV: aspettate, aspettate, vi spiego, mi disse: se avete parlato con noi è la stessa cosa, lo portiamo avanti noi. Comunque io vengo gli dissi io... la prossima volta di passaggio a Genova volevo che passavamo a trovarvi. Mi sono visto con compare Onofrio per altre cose che poi vi spiegherà pure compare Onofrio, quindi non c'è problema, al punto di vista personale, e quindi io in settimana, siccome io ho avuto un mare di fastidi e sono stato anche poco bene, e sono stato anche male male, in settimana io da martedì in poi sono lì a Genova, e io vengo a trovarvi se vi fa piacere
GD: e no, che ci mancherebbe oh compare, la vostra visita mi da un grande piacere, ci mancherebbe pure. Noi anche abbiamo parlato con Mimmo, mi disse vediamo un po' per questa ragazza. Io gli dissi: e si ma mi dispiace che noi già abbiamo preso un impegno con questo ragazzo, capite voi?
MV: lo so lo so con chi avete preso l'impegno
GD: questo è stato il guaio compà
MV: e si compà volevo dirvi solo questa cosa
GD: con questo ragazzo si è preso l'impegno tramite interferenza di qualche amico pure "come noi"
MV: si... la cosa che vi volevo dire compare Mimmo che poi vi spiegherò, il risultato di Fortunella che serve a mia figlia è una cosa facilissima, perché con mille voti pure meno diventa consigliere regionale, mi seguite un attimo, mentre Aldo se non prende almeno da cinquemila ai seimila voto
GD: no quattromilacinque ne deve prendere
MV: no non gli bastano, sapete perché no gli bastano? Perché c'è Gadolla, c'è Plinio dalla parte di AN che sono davanti a lui come numeri, oltre a questo c'è Abbundo, c'è Rosio, c'è Macchiarello, questi qua passano tutti. Avete capito?
GD: noi compare per questo Aldo che è venuto anche un amico di Reggio un'occhiata gliel'abbiamo data (fonetico: una scaata la ressemo da intendersi verosimilmente: abbiamo controllato, dato un'occhiata, ndt) ... Mimmo ... noi parlammo con Mimmo...
MV: mh!
GD: dissi io così così... va buono ci dissi un poco pure alla ragazza ci dissi io, ci mancherebbe... ci dissi mi dispiace che non venne prima... allora le cose...
MV: ma non lo sapevo... non lo sapevo... lo sapemmo alla fine di dicembre, se no non poteva Mì... con tutto il cuore, mi capiste?
GD: si sis si
MV: eh, eh, io vi dico...
GD: ... vediamo... qualche cosina faremo pure per vostra figlia compare...
MV: va bene, io poi, ma comunque in settimana vengo a trovarvi... d'accordo?
GD: va bene ciao
MV: ok? vi saluto... tante cose...
GD: ciao
MV: vi saluta Peppino, tante cose... arrivederci


E' chiaro nel brano telefonico riportato come tra GANGEMI Domenico, in qualità di reggente del "locale" di Genova ed il consigliere PRATICO' era stato raggiunto un accordo per l'appoggio elettorale da parte della compagine criminale calabrese. Tale supporto lasciava dedurre che l'eventuale elezione avrebbe portato benefici e/o vantaggi economici per l'organizzazione. Il sostegno elettorale è stato frutto secondo le indicazioni dell'indagato a MOIO Vincenzo, anche d'interventi di personaggi reggini inseriti come più volte ripetuto in tessuti criminali di rilievo ("si è preso l'impegno tramite interferenza di qualche amico pure "come noi" - ... noi compare per questo Aldo che è venuto anche un amico di Reggio un'occhiata gliel'abbiamo data).
Per quanto concerne, invece, l'incontro cui il MOIO fa riferimento era quello documentato domenica 14 febbraio, quando questa Sezione certificava la sortita di GANGEMI Domenico presso MARCIANO' Giuseppe cl. 33.
Strettamente connesso alla precedente telefonata, vi era una conversazione telefonica registrata tra GANGEMI Domenico e BATTISTA Raffaele e subito dopo un'attivazione ambientale che vedeva per protagonisti l'indagato e BELCASTRO Domenico. Nel brano GANGEMI Domenico ordinava con toni decisi a BATTISTA Raffaele di chiamare "Mimmo", ovvero BELCASTRO Domenico e di farlo raggiungere presso il negozio ortofrutticolo di Piazza Giusti...


POLITICA, DALLE AMMINISTRATIVE DI VENTIMIGLIA IN AVANTI (come abbiamo visto)...

In altro passaggio degli Atti, qui datati 21 luglio 2010, si legge:
"sul piano degli appoggi politici dalle indagini sinora svolte è emerso in maniera preponderante il ruolo di MOIO Vincenzo, già vicesindaco di Ventimiglia con "delega alle grandi opere", esponente del partito di "Alleanza Nazionale", soggetto indicato quale affiliato al locale 'ndranghetista della città di confine ed annovera un precedente di polizia, risalente al 22.1.1992, in ordine al reato di porto abusivo e detenzione di armi... Sono stati monitorati incontri tra MOIO Vincenzo e GARCEA Onofrio finalizzati alla necessità di procacciare voti..."



Alcuni dei nostri articoli dove si parla di Enzo MOIO...

FINALMENTE A VENTIMIGLIA VIA LIBERA ALLA COMMISSIONE DI ACCESSO... E NEL "LOCALE"...

SCULLINO "SCAPPA" MA MARONI DEVE SCIOGLIERE VENTIMIGLIA

'NDRANGHETA, POLITICA E TERRITORIO, UNA FOTOGRAFIA DEL CONTESTO DI PONENTE

MAFIA, POLITICA ED ECONOMIA... VISTO CHE INSISTONO:
ECCO UN RIEPILOGO (CON NOMI E COGNOMI)


PER VENTIMIGLIA ED ALTRI DUE COMUNI DELL'IMPERIESE SERVE LA COMMISSIONE DI ACCESSO

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