Il Procuratore Scolastico pare essere immune da critiche... Ma noi siamo "banditi" e...

Scritto da Ufficio di Presidenza

Il Procuratore Scolastico pare essere immune da critiche... Ma noi siamo Il Procuratore Scolastico pare vada solo lodato e guai ad osare criticarlo. Poco contano i fatti, l'attinenza alle notizie e la veridicità e fondatezza delle stesse... quando si tratta del Procuratore Scolastico o lo si apprezza o si deve tacere secondo alcuni suoi colleghi a Torino.
Proprio come per lo stacanovista - già censurato dal CSM - dott. Alberto Landolfi (leggi qui).

Ma veniamo al dunque, con ordine e precisione. Partendo dall'oggi, perché anche gli ultimi eventi ci dicono molto...



Alcuni giorni fa è scattata finalmente l'Operazione "MAGLIO 3" (che doveva essere "MAGLIO") che, a seguito del lavoro del ROS, ha portato in carcere buona parte dei vertici dei "locali" della 'ndrangheta in Liguria. Ottimo lavoro ma... farla prima no? Il ROS era pronto, su quei nomi e su quei "locali", già dall'estate scorsa. Ed allora perché aspettare che la DDA di Torino si muovesse con l'Operazione ALBA CHIARA (costola dell'indagine MAGLIO) che ha colpito i "locali" 'ndranghetisti nel sud Piemonte che dipendevano dalla "camera di controllo" di Ventimiglia, dal GANGEMI, che vedevano soggetti legati al potente boss Carmelo GULLACE (Bruno Francesco PRONESTI' ne è il cugino!) attivo a Savona? Dopo l'Operazione MAGLIO non si poteva più attendere e quindi è dovuta scattare "forzatamente" la "MAGLIO 3" della DDA di Genova, visto che nomi e dettagli sugli 'ndranghetisti "liguri" erano già belli indicati con fatti specifici nell'Ordinanza della DDA di Torino!!!

Ma andiamo oltre. 12 arresti ed una decina di indagati è il bilancio della MAGLIO 3 della DDA guidata da Scolastico. Un colpo pesante ma non sufficiente a stroncare la 'ndrangheta in Liguria. Ma Scolastico fa dichiarazioni che suonano come: è finita, abbiamo sconfitto la 'ndrangheta in Liguria. Invece, giustamente, il Maggiore del ROS, Storoni, dichiara che: si è solo all'inizio!
Infatti l'operazione MAGLIO 3 ha colpito i "locali" ma non ha colpito i patrimoni e soprattutto non ha ancora colpito l'ampia rete di imprese e aziende che la 'Ndrangheta ha costruito e consolidato nel mondo economico e imprenditoriale ligure, arrivando a situazioni monopolistiche in diversi settori.

Detto questo, facciamo un passo indietro. Il ponente Ligure. Nel savonese per l'indagine di Scolastico la 'ndrangheta non esiste... eppure ve ne è tanta, ma tanta da far impallidire la Piana di Gioia Tauro. E nell'imperiese? Qui se non era per il Procuratore Cavallone di Sanremo e per la DIA i PELLEGRINO avrebbero continuato ad operare tranquilli tranquilli ancora per lungo tempo.

E la questione "gelesi"? Anche qui, agli atti della DDA di Genova, vi era l'indagine del GICO di Genova (che ben conosceva anche la pm Canepa, ora alla Procura Nazionale Antimafia). Una mappatura completa che arrivava proprio a MORSO e MONACHELLA... peccato che non si sia voluto aprire quel fascicolo e se non era per la DDA di Caltanissetta, con l'Operazione "TETRAGONA" , i MORSO e MONACHELLA sarebbero ancora liberi ed in azione. Ed ancora... rispetto ai FIANDACA, così come ai MAURICI ed i CALVO (per citarne alcuni)... vi sono segnali sempre più consistenti di una forte ripresa dell'attività di riciclaggio (soprattutto attraverso l'apertura di pizzerie), ma alla DDA di Genova pare che ciò non interessi molto.

Dettagli? Forse, per noi no... Come non è un dettaglio che la DDA di Genova con Vincenzo Scolastico coordinatore (così come la Procura di Savona quando questi ne era Procuratore Capo), continuasse a non vedere gli affari e traffici dei GULLACE-RASO-ALBANESE, FAZZARI e MAMONE... dei FOTIA... dei PIROMALLI e, con questi e per questi, del FAMELI... ovvero i "colossi" del riciclaggio della 'Ndrangheta ligure... insieme ai FOGLIANI di Taurianova. Il dott. Scolastico ha mosso negli ultimi tempo lamentele sul fatto che non ci sono denunce. E' vero, ha ragione... ma come si può, ad esempio, pensare che chi ha fatto denunce per anni a Savona quando lui era Procuratore Capo vedendo come risposta l'immobilismo assoluto, possa aver voglia di esporsi e fare nuove denunce? Dice che non ha avuto segnalazioni? Ma se i reparti investigativi ne ricevono e producono a non finire visto che siamo sepolti di mafia in Liguria... ma forse lui questi non li ha notati! E poi sorvoliamo sulle proposte che ha lanciato recentemente in un convegno a Genova tra cui quella di prevedere, per evitare lunghi procedimenti di sequestri e confisca, una sanzione per sanare gli illeciti patrimoni accumulati!

Andiamo oltre. Cosa dicemmo noi il 21 luglio 2009? Semplicemente questo:
"La Casa della Legalità esprime forte preoccupazione per il ventilato incarico, al neo Procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico, del coordinamento della DDA di Genova.
Tale considerazione si basa sulla constatazione che durante il suo incarico di Procuratore Capo a Savona tale Procura è rimasta praticamente "immobile" dinnanzi a fatti e dinamiche preoccupanti, a partire dal mancato perseguimento dell'inchiesta sul "fallimento perfetto" predisposta dal suo predecessore Procuratore Acquarone, sino ad arrivare ad una pressoché totale assenza di attenzione in merito alle operazioni di riciclaggio come quella del tesoretto di Giampiero Fiorani nel territorio savonese, passando per l'assoluta non curanza in riferimento ad appalti "dubbi" come quelli che hanno visto coinvolta una società, la Co.For., posta sotto sequestro dalla DDA i Reggio Calabria, per citare alcuni esempi, molti dei quali anche evidenziati nella documentata inchiesta del libro "Il Partito del Cemento".
Considerando che la Liguria è terra prediletta per l'infiltrazione mafiosa da decenni (ed il territorio savonese è stato uno dei più pesantemente infiltrati, soprattutto dalla 'ndrangheta), in quanto qui conta in una rete di protezione ampia, costituita dalla acquiescenza, quando non da contiguità e complicità, di ambienti massonici e politici trasversali, tale ufficio riteniamo debba essere ricoperto da altri magistrati che, nell'ambito di altre DDA, se non della stessa sede ligure, hanno maturato esperienza e conoscenza, indispensabili per un lavoro efficace e determinato."

Non era un offesa... e non erano illazioni. Era la legittima espressione di preoccupazione con un elencazione di fatti veri e verificabili, documentalmente!

E vi è di più... se noi esprimevamo preoccupazione perché ritenevamo che Vincenzo SCOLATICO non avesse quelle caratteristiche che noi, dal nostro legittimo punto di vista (o è proibito averlo ed esprimerlo?), indispensabili per il ruolo di coordinamento della DDA (esperienza e conoscenza del fenomeno), in una realtà calda come quella ligure, per garantire efficienza all'azione di contrasto alle mafie. Tale mancanza di esperienza e conoscenza, ci pare a questo punto doveroso sottolinearlo, che anche la Procura Nazionale Antimafia ha indicato essere ciò in cui la DDA di Genova nel periodo luglio 2009 (!!!) in avanti (la Relazione si conclude con il giugno 2010) ha evidenziato i propri limiti.
Testuale: "La composizione della DDA ligure nel periodo indicato, ha subito alcune variazioni che non ne hanno favorito certo la funzionalità, a prescindere dall'impegno profuso dai colleghi.
Il turn over di magistrati, il venire meno nell'ufficio dell'apporto di alcuni colleghi considerati memoria storica per le indagini, relativamente alla materia trattata, non hanno certo favorito l'efficacia della azione di contrasto; come noto infatti le indagini relative alla criminalità organizzata sono indagini complesse, di lungo respiro, che necessitano di conoscenze sedimentate e di continui rapporti, anche di sollecitazione e stimolo delle Forze di Polizia..." (link al testo integrale).

Ed ancora. Se il GIP di Torino, a seguito delle querele di Vincenzo Scolastico, ha ordinato il sequestro preventivo del comunicato stampa del 21 luglio 2009, ha anche ordinato il sequestro preventivo e l'oscuramento della pagina in cui pubblicammo l'Ordinanza di arresto di GARCEA e ABBISSO (quella stessa ordinanza che anche il MARANO voleva che si cancellasse).

Quando si pubblicano gli atti giudiziari, ivi comprese le Ordinanza di Custodia Cautelare, sono (sino a prova contraria) legittime sia osservazioni che rilievi. Ma in questo caso pare che non si possano sollevare osservazioni e rilievi. Noi scrivevamo:
"Ebbene sì, pubblichiamo pure questa (e se vogliono si mettano pure in coda lor signori per denunciarci al Garante per la Privacy - quello per "lesa Omertà" non è stato ancora formalmente istituito). E dalla lettura delle 32 pagine [in formato .pdf - clicca qui] dell'Ordinanza emessa dal Gip di Genova su istanza della DDA del capoluogo ligure, guidata da Vincenzo Scolastico, ci sono molte cose interessanti, su fatti e personaggi che abbiamo indicato da tempo...
Prima di tutto emerge con chiarezza il legame tra le cosche della 'Ndrangheta e quelle di Cosa Nostra a Genova. Un'alleanza che indichiamo dal 2005! Ed emergono alcuni dei nomi su cui abbiamo puntato i riflettori da tempo: come il Gianni CALVO o il ritorno dei FIANDACA, così come il Carmelo PERRI che ci porta al vecchio "cartello" che controlla i locali del levante della città...
Ma poi emerge anche quel filone sulla zona di Torino che avevamo individuato (e su cui non aggiungiamo nulla per ora) come anche i legami con Milano, dove compare un FURFARO, ma anche di un levantino come Mirko VACCAREZZA, già condannato in primo grado a 3 anni, 4 mesi e venti giorni di carcere per estorsione ai danni di un compagno di partito del suo papino.
E si scopre che l'ABBISSO era proprio un bel galoppino per il gruppo dei CALVO-FIANDACA(e MAURICI) e gli 'ndranghetisti del GARCEA. Un galoppino che ora rischia di restare a lungo in carcere se non dovesse decidere di collaborare con la giustizia, e quindi confessare da un lato e testimoniare dall'altro tutto ciò di cui è a conoscenza rispetto ai due sodalizi criminali, calabrese e siciliano.

Ma la cosa più interessante dell'Ordinanza è forse la conclusione che conferma, a nostro avviso, che non ci sbagliavamo quando esprimevamo preoccupazione per la nomina al coordinamento della DDA del procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico. Infatti sulla base della richiesta formulata dalla DDA di Genova (sulla base di una più ampia documentazione fornita dal ROS in merito all'indagine sulle organizzazioni mafiose presenti ed operanti a Genova) il GIP ha deciso di contestare solo il reato di usura ai due, ABBISSO e GARCEA. Ma non basta. Infatti sulla base di quanto evidenziato dalla DDA al GIP nell'Ordinanza è scritto che il pericolo di fuga vi era solo per ABBISSO mentre per GARCEA no... I fatti ci dicono l'esatto opposto, non a caso ABBISSO è dentro e GARCEA è latitante.

A questo punto, prima del prossimo passo, non sarebbe meglio qualche accorgimento su chi segue i fascicoli così da formulare al GIP elementi più precisi? Il pm, Alberto Landolfi, che era appena giunto alla DDA di Genova ma che la mafia non la vedeva (visto che dichiarava pubblicamente che qui la mafia non c'è) è stato fortunatamente trasferito ad una missione all'estero (anche perché era curioso che un magistrato per cui la mafia non c'è, si mettesse a fare il magistrato antimafia), ma forse non basta. Alla DDA ci sono magistrati che non si sono fatti sfuggire soggetti della criminalità organizzata di stampo mafioso con ottimi collegamento che potevano tutelarne la fuga, basta guardare agli arresti del gruppo del boss Rosario CACI, con il fascicolo seguito dal pm Panichi. Ecco rivedere un attimo la situazione forse eviterebbe di mandare all'aria il lavoro dei reparti investigativi e questo non ci parrebbe mica male!"


Anche in questo caso non era nostra intenzione offendere nessuno e non abbiamo offeso nessuno e se qualcuno si è sentivo offeso ce ne rammarichiamo. Quello che abbiamo scritto non sono altro che rilievi dettati dai fatti e dagli atti. E' colpa nostra se al GARCEA non veniva contestato il 416 bis nel capo di imputazione? No! La DDA coordinata da Scolastico non lo ha indicato ed il Gip non lo ha quindi contestato. E' colpa nostra se nell'Ordinanza il GIP, sulla base della richiesta formulata dalla DDA di Genova coordinata da Scolastico, arriva a concludere che per ABBISSO (galoppino) vi è il pericolo di fuga, mentre per GARCEA (boss con potenti contatti con gli altri esponenti apicali della 'Ndrangheta in Calabria, oltre che in Liguria e nel resto del nord Italia, come in Piemonte) non vi era questo rischio? No! La DDA coordinata da Scolastico, nonostante avesse la conoscenza dello spessore criminale del GARCEA (e le Operazioni MINOTAURO, MAGLIO e MAGLIO 3 dimostrano che i fatti in merito erano ben noti!), non indicò il pericolo di fuga del GARCEA, altrimenti il GIP, difficilmente, avrebbe formulato il passaggio dell'Ordinanza da noi sottolineato. [Leggi qui l'Ordinanza integrale].

Ma andiamo oltre. Il Procuratore SCOLASTICO ha depositato la querela per l'articolo dell'8 agosto 2010, in data 5 ottobre 2010. E questa data è particolare. Lo è perché è successiva alle domande postegli da alcuni cronisti in merito ad altri articoli da noi pubblicati, davanti alle quali annunciava querela. Quali? Questi:

"DDA Genova, il procuratore Scolastico... e l'unita' della famiglia"
(datato 25 settembre 2010)

"E visto che da Scolastico (ed altri) non c'è' risposta, ci torniamo su..."
(datato 5 ottobre 2010)

E e poi ancora ne abbiamo scritto ancora, perché dopo quegli articoli il nome di Scolastico ci era arrivato un "curioso" atto di chiusura indagini da Torino ed in parallelo era sparito dalla pagina del sito del CSM relativa alla DDA di Genova ed il procuratore Lalla dichiarava ad alcuni cronisti che Scolastico non era mai stato delegato a coordinare la DDA, in quanto tale ruolo era stato mantenuto da lui in quanto Procuratore Capo. Gli articoli erano questi:

"Il boss scende in campo per difendere Landolfi e Scolastico (ed il mistero della DDA)..."
(datato 20 ottobre 2010)

"Nelle "emergenze" a Genova tra "infiltrazioni" ed un coordinatore-informale della DDA"
(datato 22 ottobre 2010).

Su questi Vincenzo Scolastico non ha mai replicato, non ha mai detto una parola... se non querelare il referente della Casa della Legalità di Imperia che aveva ripreso tali articoli sulla vicenda del collaboratore di giustizia Sanfilippo (a noi mai è stata notificata querela in merito, e sarebbe curioso che venga notificata a chi semplicemente riprende i nostri articoli sul proprio blog e non a noi che quegli articoli, sopra linkati, li abbiamo scritti e pubblicati). Eppure qui i rilievi mossi sono pesanti... necessitavano di una risposta da parte del diretto interessato. Invece nulla... su questi si è fatto cadere il silenzio.

Ma non tutto hanno seguito questa strada. Un giornalista savonese si dava da fare in quei giorni per contattare l'avvocato del collaboratore di giustizia a Palermo. Lo faceva non per fare un articolo, ma per capire (prima) se l'avvocato confermava e poi, una volta che aveva confermato quanto da noi scritto, per offrire pindariche giustificazioni al comportamento del Procuratore Scolastico. A quelle telefonate, in quei giorni, si sommavano altre strane telefonate a casa dell'avvocato, tutte dalla Calabria... Coincidenze... Semplici coincidenze, naturalmente...

Particolare curioso è il fatto che il giornalista savonese, che non scrisse mai un articolo in merito, conoscesse il nome di quell'avvocato ed il suo recapito telefonico... strano perché noi non pubblicammo il suo nome... non lo avevamo scritto quando pubblicammo gli articoli e, quindi, solo chi aveva accesso agli atti e gestito quell'incontro con il collaboratore di giustizia Sanfilippo poteva sapere chi era l'avvocato di Palermo!

L'altra unica risposta, anche se indiretta, è stata poi quella del pm Di Balme. Dopo il nostro articolo sul fatto che il boss della 'ndrangheta Carmelo GULLACE scendeva in campo per difendere il procuratore Scolastico ed il pm Landolfi... fatto divenuto a noi noto perché il pm Di Balme nella chiusura indagini inviataci ci contestava il reato di diffamazione ai danni della parte offesa: Alberto Landolfi e Carmelo Gullace, il pm Di Balme ha pensato di riformulare la chiusura indagini e scindere i due casi, quello del boss e quello del pm, accomunati nel precedente atto.

A questo punto o si affronta la vicenda seriamente o la situazione si fa più inquietante del previsto... ben oltre alle "preoccupazioni" che esprimemmo nel luglio 2009 e delle critiche e rilievi (non offese!) che portammo dopo tale data, sulla base di fatti e atti e mai, in nessun caso, su chiacchiericci, segnalazioni anche pesanti che pur ci sono giunte negli anni, o questioni private.

Vogliamo oscurare i fatti o vogliamo cercare di capire cosa sia successo in questa Liguria? Questa è la domanda che poniamo... lo facciamo anche in considerazione del fatto che la Procura di Torino è anche quella competente alle questioni che riguardano i magistrati liguri e, quindi, ha tutti gli strumenti, se vuole, per capire dove stia il vero e dove stia il falso! Noi andiamo avanti, da "banditi" quali siamo, ed assumendoci sempre le nostre responsabilità, non taciamo e non accettiamo che vi siano intoccabili... il diritto di critica vale per tutti, anche per alcuni magistrati. Non abbiamo mai insultato nessuno e mai e poi mai abbiamo offeso... ma pare che i rilievi, le osservazioni e le critiche, quando rivolte a certi magistrati o potenti, non siano tollerate... e noi invece, testardi come siamo, continueremo ad esprimerle nel solo fine di contribuire ad affermare la Legalità, in ogni ambito!

PS
Noi, rispondendo ad un invito di SavonaNews, ripreso da SanremoNews, abbiamo detto che siamo disposti ad un confronto pubblico, di chiarimento, con il dott. Landolfi, così come siamo disponibili a farlo con il dott. Scolastico. Questo perché se abbiamo mosso critiche ed osservazioni pesanti sull'operato di questi non era certamente per offendere ma solo per legittimo diritto di critica su fatti, atti e, quando è necessario, sui comportamenti perché non dimentichiamoci che anche per chi rappresenta il Potere Giudiziario valgono le stesse "regole" non scritte (ed a volte anche scritte) sull'opportunità di certi comportamenti. Siamo convinti che la strada del confronto sia quella più utile alla chiarezza. Ma, attenzione, disponibilità al confronto non significa (e non potrà mai significare) oscurare fatti, atti e comportamenti e le critiche ed osservazioni poste su questi da legittimi punti di vista altrui... Altrimenti, con l'oscuramento, la questione assume tutt'altra natura è si chiama "censura"!

FacebookFacebookTwitterTwitterGoogleShareGoogleShareGoogleGoogleLinkedinLinkedinMySpaceMySpaceWindowsLiveWindowsLiveBloggerBlogger