Ma la Vincenzi non aveva detto che... (e quindi: da quando il Sindaco si fa "intermediario"?)

Scritto da Ufficio di Presidenza
La VINCENZI dice che non... ma poi... vai a capire!
[CON IL TESTO INTEGRALE DEL VERBALE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA DEL 16.11.2010
CON L'INTERVENTO DELLA SINDACO VINCENZI]

Ecco una ricostruzione, in 5 punti, della "partita" dei MAMONE sull'ex Oleificio Gaslini a Genova... con uno straordinario ruolo del Sindaco quale "intermediario" per far comprare la suddetta area dei MAMONE, in cui aveva promesso ogni provvedimento del COMUNE per permettere l'operazione (e lo raccontava la stessa VINCENZI ad un Consiglio Comunale che rimase silente)...



1) i MAMONE, con la SVILUPPO FE.AL., acquisiscono l'area dell'ex Oleificio Gaslini e procedono, con la ECO.GE, alla demolizione ed alla bonifica (?) dell'area. Nell'ambito di questa iniziativa organizzano la presentazione del "più grande escavatore d'Europa", che è costato economicamente 1.500.000 di euro, ma soprattutto gli è "costato" che al grande buffet della presentazione ci fossimo anche noi ad immortalare chi c'era [per rileggere l'articolo di allora clicca qui]

Gino MAMONE2) Gino MAMONE, nell'occasione della presentazione del grande escavatore dichiarava, auspicando di poter partire al più presto, che il progetto prevedeva la sistemazione nell'area della ECO.GE, quindi di "una struttura che prevede del commerciale, dei loft, degli uffici, dell'industriale per gli artigiani".
Per il progetto Gino MAMONE si è rivolto all'architetto Vittorio GRATTAROLA, soggetto legato a Claudio BURLANDO ed al mondo di quelle cooperative rosse che a Genova chiamano sempre all'opera nei propri cantieri l'ECO.GE. In allora, non dimentichiamoci, che il sindaco di Genova, Giuseppe PERICU, con la sua Giunta e con il responsabile del settore urbanistica Gian POGGI, vedeva un forte legame con BURLANDO e quindi con il GRATTAROLA (non a caso erano praticamente tutti dell'associazione MAESTRALE di BURLANDO, sponsorizzata dalla ECO.GE).
La procedura è chiara: si compra un'area da demolire e bonificare, anche dall'amianto, ad un costo bassissimo, si fa "in casa" una bonifica "leggera", come da norma per l'ECO.GE, con un risparmio consistente, si promuove quindi un progetto (con connessa variante e concessione) che aumenta il valore dell'area e quindi si vende il "pacchetto" incassando molto, ma molto più di quanto speso.

Tra business e corruzione3) Ma la partita dell'ex Oleificio Gaslini finisce in un'inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dal pm Francesco Pinto, per corruzione e che si allarga al "voto di scambio" ed ai rapporti con la criminalità organizzata calabrese. Le amicizie politiche dei MAMONE immortalate da noi e pubblicate sul nostro sito (allora "genovaweb.org") trovano conferma dalle indagini della magistratura. E' proprio sul capitolo della corruzione per ottenere la variante urbanistica e la concessione ultima per partire con i lavori e quindi la vendita dell'area (vero obiettivo, ci viene riferito, di Gino MAMONE), che emergono inequivocabili le connessioni politiche dei MAMONE. Infatti dalle intercettazioni si capirà che è sul tentativo di vendita del pacchetto (area e progetto) dell'area ex Oleificio Gaslini che MAMONE affermerà che nessuno potrà mai fermare i suoi progetti... dichiarando che lui è amico di tutti, di Claudio BURLANDO come di Marta VINCENZI (che nel frattempo è divenuta sindaco).
Nel maggio 2008 il braccio destro della VINCENZI (già prima che divenisse sindaco), Stefano FRANCESCA, che era in contatto con Gino MAMONE, viene arrestato con l'ex Consigliere Comunale Ds Massimo CASAGRANDE che seguiva anche come legale gli interessi del MAMONE proprio per la vendita del pacchetto dell'ex Oleificio Gaslini. Con loro - ed altri - viene anche indagato Paolo STRIANO, assessore della Giunta di Marta VINCENZI e già Consigliere Comunale, con CASAGRANDE; nel precedente ciclo amministrativo e componente della commissione urbanistica. Stefano FRANCESCA ammise le colpe e patteggiò, come anche Massimo CASAGRANDE, che agli inquirenti raccontò tutto ciò di cui era a conoscenza. Paolo STRIANO - che a seguito della fuga di notizie degli arresti imminenti si era dimesso da Assessore - verrà invece rinviato a giudizio insieme a Gino MAMONE per corruzione.

La calda partira dell'ex oleificio Gaslini... tra un rinvio a giudizio e le inchieste che si moltiplicano4) Gino MAMONE aveva bisogno della concessione definitiva al progetto firmato GRATTAROLA perché così poteva vendere l'area e la concessione incassando un guadagno significativo. Questo è il problema che ha MAMONE: incassare tanto! Per questo gli serve non solo il sostegno della Pubblica Amministrazione al suo piano, ma necessita anche di trovare un imprenditore disposto a pagare quel che lui vuole. E per questo vi è, ad esempio, quella trattativa con l'immobiliarista CAPPARELLI di Milano che venne registrata dall'ambientale al ristorante Edilio di Genova, dove si "confessavano" i rapporti di "amicizia" di Gino MAMONE con BURLANDO e VINCENZI.
I problemi per Gino MAMONE non sono però pochi, viste le pesantissime inchieste aperte su di lui e di dominio pubblico, e ben oltre al rinvio a giudizio per corruzione. MAMONE è infatti al centro di indagine per il "controllo" degli appalti della SVILUPPO GENOVA SPA relativi alle ex acciaierie di Cornigliano, attraverso un "cartello di imprese" che permetteva all'ECO.GE di avere, direttamente o con subappalto, quasi la totalità dei lavori di demolizione, bonifica (e pure per gli scavi della nuova strada di scorrimento)... che si somma all'indagine per "fondi neri", a quella per i contatti con molteplici esponenti della 'ndrangheta, oltre a quelle per innumerevoli illeciti ambientali.
A febbraio 2010
si aggiunge un rapporto della DIA dove viene documentato, da un attenta attività di indagine, il tentativo organizzato da Gino MAMONE di avvicinare e quindi corrompere il pm Pinto che, con le sue inchieste, non gli lasciava scampo.
A luglio 2010 il Prefetto di Genova promuove nei confronti della ECO.GE un'informativa antimafia atipica, inviata ad Enti locali e pubblici, oltre che alle diverse Centrali Appaltanti, per informarli dei gravissimi indizi di mafiosità che pesano sulla ECO.GE.

Marta Vincenzi, da Sindaco ad 5) Lasciando stare gli appalti, incarichi e concessione che il COMUNE DI GENOVA, così come gli altri Enti locali e società pubbliche, hanno continuato a dare all'ECO.GE dopo tutto questo, la cosa che ci interessa è il comportamento di Marta VINCENZI e capirete perché...
Il Sindaco di Genova, Marta VINCENZI, dall'esplodere delle inchieste nel 2008, ha un atteggiamento quasi da "sdoppiamento della personalità"... Da un lato dichiara che lei ha bloccato la variante al PUC per l'area dell'ex Oleificio Gaslini e che non ha mai avuto contatti con Gino MAMONE... Dall'altro lato invece dimostra l'opposto e gli elementi per affermarlo sono inconfutabili e vengono proprio dalle sue stesse labbra. Eccoli qui:
- in data 31 ottobre 2010 in merito al nuovo PUC che lei sta promuovendo (come sindaco ha mantenuto a se anche la delega per l'Urbanistica) dichiara a "Il Secolo XIX": "In Vapolcevera sono state individuate le aree sulle quali si costruirà il nuovo sviluppo della vallata"... e quali sono queste aree che, per questa funzione, aumentano il proprio valore? "Non solo Colisa ma anche l'ex oleificio Gaslini".
- in data 16 novembre 2010 - in Consiglio Comunale la Sindaco VINCENZI risponde ad una dichiarazione in apertura di seduta, sulla decisione dell'imprenditore MALACALZA (storico giocatore di scopone in compagnia di Claudio BURLANDO, Riccardo GARRONE ed altri potenti locali come raccontato nel libro-inchiesta "Il Partito del Cemento" Ferruccio Sansa e Marco Preve - qui il capitolo su Burlando) di investire fuori da Genova. In questa risposta si scopre che la VINCENZI si era prodigata per offrire la massima disponibilità per quanto di competenza del COMUNE per agevolare il nuovo insediamento del MALACALZA in Valpolcevera... ed afferma che l'area più adatta, anche a seguito dei sopralluoghi effettuati e vista la disponibilità dell'imprenditore proprietario dell'area a vendere, era quella dell'ex Oleificio Gaslini.
Chiaro? La VINCENZI si è messa, di fatto, a promuovere la vendita tanto auspicata da Gino MAMONE, ovvero quella della sua area dell'ex Oleificio Gaslini, per il cui aumento di valore ed "appetibilità" si era spinto nel disegno corruttivo che la Procura della Repubblica ha contestato a lui e all'ex assessore - proprio della VINCENZI -, ovvero Paolo STRIANO, con il rinvio a giudizio.
La VINCENZI in un batter d'occhio, vista la disponibilità del MAMONE, propone a MALACALZA l'area dicendo che il COMUNE da lei guidato è pronto ad adottare quanto necessario (e quando si parla "piena disponibilità pianificatoria" significa anche "variante urbanistica") perché l'operazione vada in porto. In conclusione di questo suo intervento afferma poi il rammarico perché l'operazione di insediamento nell'area proposta - su cui aveva già verificatola disponibilità alla vendita del proprietario (MAMONE), lo dice due volte! - da parte di MALACALZA.
Ecco qui una trascrizione di un estratto del verbale della seduta del Consiglio Comunale [per leggerlo integralmente clicca qui]:
Il Verbale ufficiale del Consiglio Comunale - seduta 16 novembre 2010"...È per questo che fin da subito, sulla richiesta di Malacalza ci siamo orientati per dare una risposta perché lo ritenevamo uno di quei filoni strategici: non sono tanto le 80 persone, quanto il filone strategico che può dare un senso alle operazioni che stiamo facendo agli Erzelli, al consolidamento di Ansaldo e per tutto questo settore di ricerca e sviluppo del manifatturiero avanzato.
Io ho presentato, nell'arco di pochissimi giorni, all'imprenditore alcune ipotesi, naturalmente a partire da quelle aree di cui noi abbiamo piena disponibilità dal punto di vista delle funzioni che possono essere considerate ammissibili e quindi piena disponibilità pianificatoria. Non stiamo parlando di aree di proprietà del Comune o comunque pubbliche, ma di aree sulle quali abbiamo o avevamo già verificato una disponibilità e facilità di vendita o cessione da parte degli attuali proprietari e avendo fornito all'imprenditore le coordinate che gli consentivano di poter essere certo di tempi che non prevedevano varianti, perché di questo aveva soprattutto preoccupazione l' imprenditore, di dover fare riferimento ad aree per le quali le varianti dell' attuale piano urbanistico avessero necessità dei tempi lunghi con il dibattito in Consiglio Comunale e i tempi delle osservazioni.
Quindi ho presentato aree che avevano già queste caratteristiche. L' ho detto altre volte e non ne faccio mistero: una è l' area di Trasta che avevamo negato all'imprenditore Spinelli che ce la chiedeva proprio perché quanto chiedeva Spinelli non poteva essere fatto coincidere con le funzioni ammesse in quell' area, che peraltro non coincidono nemmeno con le funzioni che ammetteremo col nuovo P.U.C., ma che certamente è un' area molto superiore ai metri quadri che chiedeva l' imprenditore e che poteva essere resa disponibile in tempi abbastanza rapidi.
L' altra area che ho proposto è quella dell'ex oleificio Gaslini, anch' essa in Val Polcevera e di proprietà privata, ma con disponibilità dell' imprenditore a vendere, anch'essa vincolata a un utilizzo produttivo, quindi con un'accessibilità e un costo sicuramente non distanti dalle esigenze economiche che l' operatore ci proponeva.
Su entrambe le aree abbiamo portato avanti una valutazione anche tecnica molto precisa, con una serie di sopralluoghi che sono stati condotti anche con le persone delegate dall'imprenditore. Delle due l' area dell'oleificio Gaslini è sembrata essere fino all' ultimo un' area di possibile scelta, con alcuni elementi di aggiustamento logistico che si rendevano possibili ed altri di maggiore difficoltà di concretizzazione su cui eravamo però disponibili ad operare nell' immediato..."

In conclusione:
1) Nessuno dei consiglieri comunali, manco i tanto impegnati nelle manifestazioni, dichiarazioni e scampagnate "antimafia", ha notato la "bazzecola";
2) Massimo Casagrande, in qualità di Pubblico Ufficiale - consigliere comunale - che aveva operato per agevolare MAMONE è finito in carcere ed ha patteggiato, collaborando con gli inquirenti;
3) Paolo Striano, in qualità di Pubblico Ufficiale - consigliere comunale e poi assessore - che aveva operato per agevolare MAMONE è rinviato a giudizio;
4) La Marta Vincenzi, in qualità di Pubblico Ufficiale - sindaco ed assessore all'urbanistica -, si mette in gioco, in tutto e per tutto, per lo sviluppo della Valpolcevera e per trovare un acquirente per quella bollente "partita" dell'area dell'ex Oleificio Gaslini, così che Gino MAMONE, possa - come da desiderio - vendere e incassare... La Vincenzi si dice essere: la Sindaco "antimafia"!

PS
Dopo la pubblicazione di alcune delle foto estratte dal video del "brindisi" dei boss della 'Ndrangheta con Gino MAMONE, e gli ampi e documentati articoli de Il Secolo XIX, la Sindaco di Genova dice che non ha mai avuto rapporti con loro e che da quando c'è lei la ECO.GE non ha più avuto incarichi dove c'è il COMUNE... Peccato che questa sua affermazione sia falsa, visto che abbiamo dimostrato che gli incarichi ci sono ancora dal Comune, dalle Spa del Comune... così come da Sviluppo Genova (dove il Comune è tra i principali soci).... Ed è falsa anche sull'aspetto dei "contatti", alla luce proprio della sua stessa dichiarazione in Consiglio Comunale (e trascritta nel verbale) il 16 ottobre 2010.



PER APPROFONDIRE, tra gli ultimi articoli pubblicati...

24 marzo 2011
Sulle Mafie l'ipocrisia politica e' pericolosa. Il caso Genova

31 marzo 2011 - con il video de "Il Secolo XIX"
Il Comune di Genova fa sgomberare i Rom dai MAMONE...

07 aprile 2011 - con le foto dell'incontro e del brindisi dei boss RAMPINO e GULLACE con Gino MAMONE e famiglia, Giulia FAZZARI & C.
I MAMONE. Da un lato si brinda con i boss e dall'altro si conquistano gli appalti
[con in coda gli articoli delle edizioni di Genova e Savona de Il Secolo XIX del 08.04.2011]

08 aprile 2011 - con la mappa degli appalti pubblici e privati ai MAMONE a Genova (relativi ad opere in corso) e le foto dei cantieri per SVILUPPO GENOVA
Mamone, Fazzari (e Gullace)... e le Amministrazioni Pubbliche
[con in coda gli articoli delle edizioni di Genova e Savona de Il Secolo XIX del 09.04.2011]

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