Mamone, Fazzari (e Gullace)... e le Amministrazioni Pubbliche

Scritto da Ufficio di Presidenza
Una mappa di alcuni degli ultimi lavori della ECO.GE a Genova


Dopo quanto abbiamo pubblicato ieri, con alcuni dei documenti inediti sui MAMONE ed i loro affari e rapporti con i potenti boss della 'ndrangheta, come il fu Franco RAMPINO (con il fratello Antonio a capo della 'Ndrangheta in Liguria) e con il Carmelo GULLACE, cerchiamo di approfondire la questione delle famiglie legate alla cosca GULLACE-RASO-ALBENESE (e quindi all'imparentato "casato" dei PIROMALLI) e, quindi, ai loro rapporti con le pubbliche amministrazioni e le grandi imprese che costruiscono a Genova.

Rispetto all'ECO.GE già il grafico [per ingrandirlo basta cliccarci sopra oppure qui] mette in evidenza che tutto è rimasto come prima, anche dopo l'informativa atipica antimafia adottata dalla Prefettura di Genova nel luglio 2010 e le molteplici inchieste in cui sono coinvolti... Come nulla era cambiato, anche nel savonese, dopo i sequestri e lo scandalo della cava dei veleni, per quanto riguarda la famiglia FAZZARI...


Partiamo da questi ultimi, su cui ci soffermiamo per ricostruire un quadro - speriamo - esaustivo (oltre a quanto abbiamo già scritti ed a quanto scriveremo prossimamente).

Francesco FAZZARI
e Filippo FAZZARI erano responsabili della Cava omonima di Borghetto Santo Spirito (Sv) ed hanno avuto tutto il tempo di morire, il primo, e di scappare in Spagna, il secondo, prima che la Giustizia arrivasse a presentare il conto per i costi della bonifica di quella cava dove erano stati interrati oltre 12.000 fusti tossico-nocivi. Un conto salato, ma non saldato, di 21 milioni di euro...

Come avevamo già scritto, nemmeno la loro "villa" abusiva, per cui era scattato il sequestro e l'ordine di demolizione nei primi anni Novanta, venne sottratta al controllo della famiglia, visto che prima il Francesco FAZZARI e poi la Rita FAZZARI con il consorte Roberto ORLANDO ci vivevano come fossero i "padroni".

Intanto le due sorelle Rita e Giulia FAZZARI hanno "rivisto", non si sa bene come, la compagine societaria della CO.MI.TO., dalla quale per incanto è sparito il fratello Orlando che mai aveva voluto aver a che fare con gli affari sporchi della famiglia a partire da quelli, anche se certamente "proficui", dall'asse criminale che andava da Francesco FAZZARI a Carmelo GULLACE.

Così la società CO.MI.TO., la cui gestione faceva capo al Francesco FAZZARI, passava nella totale disponibilità delle sorelle, mentre le denunce di Orlando finivano nel nulla, davanti ad un Giustizia che più che cieca sembrava strabica... E la CO.MI.TO. è stata lo strumento "ultimo" (prima della SA.MO.TER.), direttamente intestato alle eredi del Francesco FAZZARI, che ha rappresentato la loro fortuna.

Giulia FAZZARI con Franco RAMPINO - 1993Prima di tutto per la "Villa-Bunker" di Carmelo GULLACE e Giulia FAZZARI, visto che sorge su un terreno a Toirano che era della CO.MI.TO. e che il Fazzari disse di aver venduto al Nino per un centinaio di milioni (della cui origine non si sa)... e poi perché la CO.MI.TO. aveva una Cava in concessione a Balestrino, sulla stessa provinciale che da Borghetto S.S., passando per Toirano, arriva al paesino dell'entroterra savonese.

Dei beni in Calabria, da quel chi si è potuto apprendere, chi se occupava era invece quel RASO "Pino" Giuseppe, detto "avvocaticchio", arrestato l'estate scorsa nell'Operazione "IL CRIMINE", in quanto capo del "locale" di Canolo (Rc).

Adesso c'è un primo punto cruciale: il nucleo familiare FAZZARI deve 21 milioni di euro allo Stato per la bonifica della vecchia Cava di Borghetto, ed avrebbe dovuto sloggiare dalla vecchia "Villa". Non ha adempiuto al saldo dei 21 milioni ed è stato sgomberato dalla "Villa" (solo dopo le nostre denunce ed iniziative come "Casa della Legalità", tra cui quella del settembre del 2010!!!)... E quando sono stati costretti ad andarese hanno pure arrecato diversi danni... Ma ora si attende venga demolita, così come era stato disposto e così che sia ben visibile a tutta la comunità, che per troppo tempo si è mostrata loro china, che i FAZZARI ed il GULLACE non hanno alcun Potere di opporsi allo Stato!

Nel frattempo però la CO.MI.TO. ha continuato ad avere la concessione da parte della REGIONE LIGURIA per la coltivazione della Cava "CAMPOROSSO" di Balestrino... per la serie: fai il danno in una Cava e te ne diamo un'altra!

Ma, come detto, per evitare problemi conseguenti ad un intestazione diretta dalla CO.MI.TO. al Francesco e Filippo FAZZARI (responsabili del disastro a Borghetto), i due si dileguano dalla società, che resta alla Giulia e la Rita... Intanto gli inquirenti di allora non andavano troppo a fondo e così la passarono liscia in questa operazione, così come non pare siano mai stati cercati i beni che, con il Filippo, erano stati spostati in Spagna.

Franco RAMPINO e Carmelo GULLACE - 1993Vi era però ancora un "problemuccio": Carmelo "Nino" GULLACE. Il soggetto, infatti, è considerato, senza margine di dubbio, dalla DDA di Reggio Calabria, un affiliato alla 'ndrangheta e boss di consolidato spessore criminale della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE (imparentata e quindi legata ai potentissimi PIROMALLI)... e con lui, nel savonese, vi sono, oltre ai vari scagnozzi come ad esempio il Mimì (che dovrebbero aver fatto sloggiare dalla casa comunale che non si sa bene come aveva), i suoi due fratelli: ELIO e FRANCESCO.

Carmelo ed i fratelli sono tra i protagonisti della più barbara faida della 'ndrangheta, quella di Cittanova, dove non venivano risparmiati nemmeno i bambini, e che vedeva contrapposti i GULLACE-RASO-ALBANESE ai FACCHINERI, così come anche della triste stagione dei sequestri di persona, nonché del traffico di sostanze stupefacenti. Carmelo GULLACE, con i suoi parenti più stretti e quelli più lontani come i PRONESTI', sono elementi stabili delle attività criminose della 'ndrangheta.


E davanti al problema delle possibili conseguenze di sequestri e confische sui beni frutto degli illeciti, passati indenni per anni ed anni, hanno pensato bene di procedere con "accorgimenti" collaudati nell'organizzazione mafiosa. Intestazioni fittizie a terzi e intestazioni a parenti o sodali ancora "immacolati" dal punto di vista penale. Ecco qui che entrano in gioco i MAMONE, così come anche altri soggetti, sino alla rete di società per le macchinette automatiche del caffè di cui abbiamo già parlato nel passato.
Roberto ORLANDO e Rita FAZZARI che ci dicono che siamo dei E' così che, ad esempio, anche la "Villa-Bunker", come abbiamo visto di recente, viene prima intestata solo alla Giulia FAZZARI e quindi da questa "donata" alle figlie... Stessa sorte per la CO.MI.TO. che viene passata alla società SA.MO.TER. SRL intestata a Rita FAZZARI (che ne è l'amministratore, pur essendo socia per poco più di 200 euro) ed il consorte Roberto ORLANDO (che è il socio di maggioranza). Giulia FAZZARI non ha formalmente nulla, se non alcuni terreni di poco conto, e Carmelo GULLACE è formalmente, come ci dichiarò "ulrante" la Rita FAZZARI, un "suo dipendente"...

Nel frattempo la CO.MI.TO. (sia con le due sorelle, sia dopo il passaggio alla SA.MO.TER) ha continuato ad avere la concessioni della REGIONE LIGURIA... nel 2001 ad esempio, con deliberazione, venne concessa l'autorizzazione alla prosecuzione dell'attività estrattiva e nel 2007, con decreto, venne formalizzato il passaggio della concessione alla SA.MO.TER. Ma non basta... infatti, anche se parte della Cava ricade in un area SIC (ovvero di un sito di interesse comunitario) ed è sovrastata da un fronte di frana, la REGIONE LIGURIA ha concesso ulteriori volumi di escavazione ed anche la possibilità di riambientazione della Cava stessa, non come previsto in origine, con terra naturale, ma come discarica di inerti! Visto il curriculum della famiglia non è niente male questa linea della REGIONE... e soprattutto non è male alla luce delle innumerevoli irregolarità documentate e denunciate nel tempo alla REGIONE (e non solo)... fatti che vanno dai conferimenti di rifiuti speciali (non si esclude anche tossici) che vengono interrati come se nulla fosse, omessa manutenzione della strada di accesso, omessa canalizzazione delle acque che continuano così a trascinare a valle di tutto e soprattutto a scavare il monte producendo smottamenti e frane.


Carmelo Gullace nella Cava - 2009Recentemente, nonostante le Osservazioni contrarie avanzate dalla "Casa della Legalità" e dal "Wwf Liguria", il COMUNE DI BALESTRINO ha anche promosso la variante al PUC per prevedere la realizzazione, come richiesto da lor signori, di un impianto per l'incenerimento di rifiuti (modificatore molecolare) all'interno della Cava.

Così questa nuova "fortezza" intoccabile dei FAZZARI (GULLACE) è una meta fissa ed assicurata, oltre che per i mezzi della SA.MO.TER, che godono anche di buone entrature (soprattutto con le amministrazioni locali) che gli garantiscono appalti pubblici, anche ai mezzi della SCAVO-TER dei FOTIA e della ECO.GE dei MAMONE... tanto è solo una cava "invisibile"... per accedere alla quale si deve percorrere circa 3 km dentro un monte... e gli Ispettori della REGIONE, non si vedono spesso, quando si vedono non procedono davanti alle irregolarità pesanti... e quando si vedono da lontano passeggiano tranquilli con Carmelo GULLACE... e se gli si fa notare che così non va, ti mandano una bella diffida su carta intestata della REGIONE LIGURIA perché a loro non importa chi sia Carmelo GULLACE, e non bisogna dire che i loro ispettori hanno rapporti con lui.


E dopo questo passaggio sui FAZZARI (ed il GULLACE) [per il resto ed i video clicca qui] veniamo ai MAMONE ed all'ECO.GE...

Come si è visto dalla mappa di alcuni dei lavori ed appalti pubblici e privati pubblicata in apertura, i loro affari vanno sempre forti... e ricapitoliamone qui alcuni, prima di passare ad una considerazione, in conclusione un "PS" crediamo degno di nota...

Dal sito di SVILUPPO GENOVARicorderete i proclami "antimafia" della Sindaco di Genova Marta VINCENZI (a cui abbiamo già risposto), così come la sua battaglia per un nuovo vertice (sic) a SVILUPPO GENOVA, dove ha portato - proprio lei - come Amministratore Delegato il Pier Giorgio PORAZZA (mentre BURLANDO ha portato il Tullio RUSSO di "AREA24", che faceva lavorare quelli del clan PELLEGRINO e che è al centro dello scandalo MILLENIUM con un buchetto da 15 milioni di euro per un parcheggio). Ebbene questo è uno dei primi atti di Pier Giorgio PORAZZA [clicca qui], si tratta dell'assegnazione dell'appalto da oltre 102 milioni di euro per la nuova strada di scorrimento a Cornigliano.

Mentre assegnavano questo lavoro, a SVILUPPO GENOVA, dopo gli l'esplodere dell'Operazione "PANDORA" per il monopolio "di fatto" dei MAMONE (tra appalti e subappalti) per demolizioni e bonifiche nelle ex acciaierie di Cornigliano, hanno anche costituito una bella "COMMISSIONE DI VIGILANZA" con persino l'ex Presidente della Corte Costituzionale (ed ex PSI) Fernanda CONTRI.

Ebbene sapete chi sta eseguendo il subappalto per quest'opera faraonica? Ma la ECO.GE dei MAMONE, naturalmente...
E cosa ha fatto la Commissione di Vigilanza? Nulla!


Alessandro Repetto, presidente della ProvinciaIn compenso, per non far perdere tempo e denari alla ECO.GE, la PROVINCIA DI GENOVA, guidata da Alessandro REPETTO, e altro Ente socio di "SVILUPPO GENOVA", ben dopo l'informativa atipica antimafia del Prefetto Musolino proprio sull'ECO.GE, ha adottato questo atto... Si tratta della Determinazione n. 908 del 14 febbraio 2011 che ha come oggetto: "Autorizzazione... alla ECO.GE SRL relativa alla campagna di trattamento (frantumazione) rifiuti con impianto mobile autorizzato dalla Provincia di Genova... presso il Cantiere di CORNIGLIANO 2000 nell'ambito dei lavori di realizzazione della strada di scorrimento da Lungomare Canepa a Piazza Savio in Comune di Genova".

E questo non è l'unico provvedimento adottato dalla PROVINCIA DI GENOVA, dopo l'adozione dell'informativa prefettizia... Abbiamo ad esempio l'inserimento della ECO.GE nella lista delle società da cui la PROVINCIA DI GENOVA può noleggiare i mezzi per affrontare i lavori di emergenza [clicca qui], o quello con cui si autorizza la ECO.GE ad accedere all'alveo del Polcevera per eseguire lavori per conto della ERG e SIGEA [clicca qui], oppure ancora quello con cui si rilascia licenzia definitiva per l'autotrasporto di cose in conto proprio [clicca qui].

Marta Vincenzi sindaco di GenovaE non finisce mica qui... cambiamo ente e passiamo al COMUNE DI GENOVA, così che la signora Marta VINCENZI stoppi un pochino lo scaricabarile sugli altri (dicendo che lei vorrebbe ma non può far nulla, perché la colpa è sempre degli altri) ed invece inizia a fare la persona sieria che se dice una cosa poi la fa anche...

Partiamo dalla Licitazione Privata (cioè gara a cui è il Comune ad invitare, a presentare un offertale, le società che ritiene) che si è svolta con "procedura negoziata" nel novembre 2009 (cioè dopo lo scandalo dell'arresto del suo braccio destro nell'ambito dell'inchiesta su episodi di corruzione che ha portato anche il suo ex assessore STRIANO al rinvio a giudizio insieme proprio a Gino MAMONE dell'ECO.GE). E' la "gara" per la "demolizione del fabbricato industriale ex General Conserve, sito al civico 16 della stessa via SARDORELLA" [clicca qui], il cui incarico è stato assegnato all'ECO.GE dei MAMONE che ha avviato i lavori il 28 luglio 2010 (cioè dopo l'informativa antimafia del Prefetto).


Come la mettiano signora Sindaco? Se il Comune invita non può dire che non li voleva... Se non li voleva non li invitava alla procedura negoziata!!! E poi, lo sa bene, come vanno abitualmente queste cose... Si ripassi i casi delle assegnazioni, sempre con licitazioni private per le manutenzioni lotto I e lotto II dei marciapiedi cittadini, quelli andati alla società di Canolo (RC), di GULLACE Ferdinando, e quello alla società valdostana che ha come procuratore FURFARO Antonio.... La prima già anomala perché sopra soglia, visto che è ben superiore a 750 mila euro, e la cui assegnazione non è stata nemmeno annullata dopo che la società è stata interdetta su istanza della DDA di Reggio Calabria... La seconda di quel FURFARO che casualmente - oltre che aver lavorato storicamente con i MAMONE ed aver presentato offerte comuni a gare proprio con il GULLACE Ferdinando - è lo stesso che ha fatto l'offerta al massimo ribasso (oltre il 37% su una media del 29%!!!) aggiudicandosi i lavori del POR della Maddalena dalla sua Amministrazione ed affermando, spavaldo, a Il Secolo XIX, che lui non ci guadagna certamente con quell'appalto ma che gli serviva solo per "cambiare i soldi".

AMIU, la società del Comune di Genova, guidata dal D'Alema jr, che fa tanti affari con i MAMONEE se la PROVINCIA DI GENOVA inserisce l'ECO.GE, nel 2011, nella lista delle società a cui rivolgersi per le emergenze, il COMUNE DI GENOVA all'ECO.GE per l'emergenza ci si è già rivolto... E non ci riferiamo all'incarico che aveva già prima, con l'amministrazione PERICU, per lo spazzamento neve, ma ad un emergenza che ha proprio gestito la Sindaco con l'assessore alla Protezione Civile, Francesco SCIDONE... Infatti nell'ottobre 2010 la ECO.GE aveva i propri mezzi impegnati nei lavori di somma urgenza per l'alluvione di Sestri Ponente... e chi è andato a bussare alla porta dell'ECO.GE per avere i suoi mezzi in servizio? L'AMIU SPA che è - e la signora Sindaco lo sa bene - società pubblica, al 100% con capitale del COMUNE DI GENOVA...

Ci risulta che nella somma urgenza ci sia la massima discrezionalità per chiamare le imprese (tanto è vero che le infiltrazioni mafiose sono sempre in agguato)... e quindi c'è anche la massima discrezionalità per non chiamare alcune ditte... ma nell'azione "antimafia" dell'Amministrazione di Marta VINCENZI hanno preferito bussare alla porta dell'ECO.GE piuttosto che considerare l'informativa del Prefetto!

[a proposito: chissà quando la signora Sindaco farà sì che l'AMIU, così come l'ASTER, pubblichino on line gli incarichi che queste assegnano (soldi pubblici, tutti!)... si chiama trasparenza e sarebbe un dovere delle Pubbliche Amministrazioni, e quindi anche delle società pubbliche... ed ancor di più quando sono a capitale totalmente pubblico!!!]

Giuseppe Pericu

Poi così, tanto per porre una nuova questione sul campo: che ci facciamo con il project financing di VIA UNGARETTI assegnato, tra gli altri alla SVILUPPO FE.AL. ed ECO.GE. dei MAMONE, ed all'associazione "Polisportiva Pegli 2000" (di cui sono soci i MAMONE) dalla Giunta del suo predecessore, ovvero quella Giuseppe PERICU? [clicca qui]

E passiamo oltre... Anche andando a vedere cosa fa l'AZIENDA OSPEDALIERA SAN MARTINO ci ritroviamo l'ECO.GE... come avevamo giò scritto. Infatti il vecchio progetto di project financing del passato direttore Gaetano COSENZA, proseguito dalla nuova direzione della dott.ssa CANINI, era stato affidato all'esecuzione della società catanese dell'ex avvocato di uno dei "cavalieri dell'apocalisse", ovvero alla SIGENCO SPA... ma il subappalto per lo scavo e movimento terra è andato alla ECO.GE.

l'ex Prefetto che non vedeva la mafia, Giuseppe RomanoPoi c'è la questione su cui pare nessuno voglia rispondere mandando precisazioni in merito relativa ai cantieri per il rifacimento della COPERTURA DEL TORRENTE BISAGNO. Qui, sotto il Commissario (ex Prefetto che non vedeva la mafia) Giuseppe ROMANO, c'è la questione di mezzi della ECO.GE che saltuariamente accedono all'area cantiere di Genova Brignole. Che ci fanno? Nei subappalti non risultano... c'è ad esempio la PAMOTER ma di ECO.GE non c'è traccia... passano di lì per caso e fanno una sosta ai giardinetti o che altro?
Pare una situazione molto simile a quella che segnalammo alcuni anni fa - e su cui naturalmente nessuno rispose - relativa allo STADIO DEL NUOTO di Albaro... Anche qui spesso vi erano in opera i mezzi della ECO.GE, ma questa non risulta va nei cartelli delle imprese incaricate dalla cordata di società promotrice dell'intervento, tra cui l'UNIECO e l'ABIT.COOP (dove, in quest'ultima, troviamo il cugino dei FOTIA).

Se ci spostiamo nel settore privato le cose non cambiano... L'ECO.GE va a mille... Su questo abbiamo già scritto molto dalla questione della GENOVA HI-TECH, a già dall'estate scorsa sino a pochi giorni fa... così come del rapporto consolidato con le grandi COOPERATIVE di costruzioni, ad iniziare dal rapporto storico con la COOPSETTE sino a quello con UNIECO... Ed anche qui le risposte che abbiamo incontrato nel tempo sono state strepitose... Da quelle di CASTELLANO per la partita ERZELLI, che assicurava massimi controlli dopo l'allarme che, sia noi che Il Secolo XIX ed il Prefetto, lanciammo nell'agosto scorso... ma che ora vede una situazione drasticamente... Arrivando alle risposte delle grandi COOPERATIVE, queste dal 2008 affermano, ad ogni occasione, che loro non sapevano... ma come fanno a non sapere se la storia si ripete ad ogni loro cantiere... e da allora sono stati tanti: dalla FIUMARA all'IPERCOOP, da SAN BIAGIO 1 a SAN BIAGIO 2, dalle TORRI DEL FARO alla TORRE SAN GIORGIO, passando per i lavori relativi al nodo ferroviario della Valpolcevera per conto della RFI.

Franco Rampino e Gino Mamone - 1993Non parliamo poi dei rapporti consolidati con le reffinerie... a parte quanto scritto recentemente rispetto all'amico "libico" del Gino MAMONE, su questo terreno l'ECO.GE (come la ECO.TRANS) è la società che di bonifiche e lavori per le raffinerie ne ha fatti tanti... dal rapporto consolidato (che ci hanno detto essere entrato un pochino in crisi) con la IPLOM, a quelli per la ERG (a partire da quelli per la cosiddetta bonifica delle aree di San Biagio nel 1994, il grande inizio dell'ECO.GE, proprio dopo il brindisi di Gino con i boss) passando a quelli dell'area ex IP di La Spezia... ed altro ancora.



PS
A proposito: già rendemmo noto a suo tempo che all'interno della SVILUPPO GENOVA vi era un Ufficio Appalti molto vicino alla ECO.GE, così come anche il vertice aziendale. Alla SVILUPPO GENOVA vi era la Simona BRUN, molto vicina a BURLANDO e che aveva fatto una carriere fulinea nell'azienda... E in quell'Ufficio Appalti c'era chi, come Brunella POCHINI, proveniva dalla Fillea-CGIL, che è il sindacato che in allora, con Venanzio MAURICI si schierò a difesa della ECO.GE contro le inchieste che criminalizzano un'azienda (e che era alla presentazione del grande escavatore nel 2005)... e c'era soprattutto la Alba BISIO, diessina della sezione di Sestri Ponente, molto amica della Angela MAMONE, moglie dell'usuraio Silvio CRISCINO. Tre donne che nonostante il disastro della gestione SVILUPPO GENOVA sono state promosse, dopo lo scandalo, ad un nuovo incarico nella società voluta da Claudio BURLANDO, la INFRASTRUTTURE LIGURIA SRL, dove alla guida collocò solo suoi fidatissimi uomini, come: Giuseppe Edoardo BOZZO e Ugo BALLERINI (gìà PSI, del gruppo e legato a Ermido Santi, che risultava iscritto attivo alla P2, n. 772) insieme a Giovanni Battista POGGI (detto Gian Poggi).

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