Quei legami degli 'ndranghetisti con il regime libico di Gheddafi...

Scritto da Ufficio di Presidenza

Quei legami degli 'ndranghetisti con il regime libico di Gheddafi...
I traffici con la Libia sono storicamente contrassegnati dall'oro nero e dalle armi, e colossi "occidentali" - ben oltre all'attuale Governo italiano - hanno sempre avuto un rapporto di proficui affari con il regime del colonnello libico... Da Ansaldo, ad esempio, alle grandi company del petrolio non gli importava nulla che ci fosse o meno l'embargo o che - a giorni alterni - Gheddafi fosse un terrorista piuttosto che un baluardo contro l'integralismo islamico. Figurarsi alla 'ndrangheta cosa poteva importargli della democraticità o meno del regime che per decenni ha dominato la Libia...


Uno dei soggetti più vicini a Gheddafi, in questi anni, si è dimostrato essere Antony Gabriel Tannouri. Un franco-libanese con fortissimi interessi non solo nel petrolio, che vanno dai Paesi arabi all'Europa agli Stati Uniti (prima, durante e dopo ogni embargo posto dalla comunità internazionale e dagli Usa, nei decenni, contro il regime libico).

Se si racconta avere una bellissima casa a New York ed altre dimore dorate, ad esempio, in Africa, e conti da capogiro tra Svizzera e tanti "paradisi"... In Italia ha visto i suoi principali (ed ufficiali) interessi nella Tamoil... Di lui ci aveva parlato già l'ex moglie di Vincenzo MAMONE, quando raccontò dei contatti della famiglia della 'ndrangheta con "capitale" a Genova.

Ed i rapporti nazionali ed internazionali che i MAMONE tengono per le cosche calabresi sono da tempo di estrema rilevanza... a partire proprio da quel settore del petrolio. Da un lato il consolidato rapporto con la IPLOM di Busalla (e di Fegino), poi quello con la ERG dei Garrone (con cui condividono anche il legale) e che con la bonifica (si fa per dire) dell'area di San Biagio i MAMONE hanno dato il via alla loro ascesa monopolista nel settore delle bonifiche ambientali (naturalmente dopo che Gino MAMONE ha brindato con i boss apicali delle cosche liguri, dal RAMPINO al GULLACE).

E degli interessi "petroliferi" seguiti dalla "famiglia" non paiono essere circoscritti lì. Infatti ci è stato riferito che si siano adoperati molto, ad esempio, per la questione dei depositi petroliferi della Valpolcevera su cui doveva decidere quel Comune di Genova, guidato dall'amministrazione di Marta Vincenzi che, da un lato, con Claudio Burlando, emergeva nelle intercettazioni essere tra quegli "amici dei MAMONE" che non avrebbero mai fermato i loro affari, e dall'altro è quell'amministrazione su cui si è evidenziata l'attività di molteplici esponenti delle cosche calabresi, per il tramite di COSMA (esponente allora dell'Udeur e poi dell'Italia dei Valori), per quella pratica del "voto di scambio" che non è proprio per nulla circoscritto al Sud. Non è nemmeno secondario, poi, che con Gino MAMONE, sia stato rinviato a giudizio per corruzione proprio uno degli assessori della Giunta di Marta Vincenzi, ovvero Paolo STRIANO (che prima lavorava al gruppo Margherita in Regione dove consigliere vi era il MONTELEONE con i suoi contatti con i boss calabresi e siciliani e PALADINI, coordinatore poi di quell'Italia dei Valori dove è rientrato il COSMA e dove ancora vi è la Cinzia DAMONTE che per la campagna elettorale delle ultime regionali faceva cene con il boss Onofrio GARCEA).

Ed a proposito delle intercettazioni relative alle inchieste sui MAMONE, non possiamo che segnalare che in una di queste veniva fuori un certo "libico" con affari che venivano seguiti direttamente da Gino MAMONE... Che quel "libico" delle intercettazioni sia proprio quel braccio destro di Gheddafi, ovvero il Tannouri o uno dei suoi uomini? In attesa di avere, forse, un giorno la risposta, ecco un breve estratto del rapporto della Guardia di Finanza alla Procura in merito al filone di inchiesta sui contatti dei MAMONE nell'ambito della criminalità organizzata, dell'agosto 2007.

In merito ai contatti per la raccolta di voti per la coalizione di centrosinistra in Comune e Provincia, il COSMA era in contatto, tra gli altri con MALATESTI Piero ed è proprio con il MALATESTI che si arriva al "libico", quindi vediamo:

"La figura del MALATESTI è risultata essere contraddistinta dagli innumerevoli contatti che lo stesso ha con il mondo politico ed imprenditoriale che non risultano essere giustificati dalla professione svolta dallo stesso, il tassista. Sovente è capitato di intercettare conversazioni dal tenore delle quali parrebbe che lo stesso fosse impegnato in un ruolo d'intermediario per un appalto nel settore petrolifero in territorio Libico, affare che lo stesso porterebbe avanti operando congiuntamente al non meglio identificato Tino ed a Gino MAMONE. Sono state anche intercettate conversazioni in cui si parla della loro percentuale di guadagno a seguito dell'esecuzione dei lavori e della ditta che loro avrebbero contatto per l'esecuzione degli stessi, la "Carena".
Egli, inoltre, si preoccupa di essere ben inserito a livello sociale, tanto da farsi raccomandare per accedere al club "Lions" e sovente si trova partecipe od organizzatore di cene con esponenti del mondo politico sia a livello locale che nazionale.

In aggiunta alle telefonate precedentemente esposte che evidenziano i contatti del MALATESTI con esponenti politici locali, vengono altresì sottoposte al vaglio delle ulteriori conversazioni telefoniche a parere dei verbalizzanti degni di rilievo.

In particolare, in una telefonata (... del 08/06/2007 in partenza dall'utenza ... in uso a MALATESTI Piero verso l'utenza... in uso a MAMONE Gino...) Piero contatta Gino MAMONE per chiedergli di incontrarsi "... quando ci vediamo?" e dal tono della conversazione sembra che tra i due ci sia un buon rapporto di conoscenza "... non ci lamentiamo più di tanto caro Gino..."; il MAMONE gli da appuntamento per la prossima settimana "... la settimana prossima dai dieci minuti ci vediamo eh? Lunedì, martedì..." e Piero sembra molto soddisfatto "... e certo ci prendiamo un aperitivo, senti una cosa Gino, l'hai chiamato il tuo amico della Carema?...". Gino conferma di aver fatto la chiamata in argomento ad un soggetto che gli ha assicurato che avrebbero messo a posto la documentazione "... ha detto che parlava con quel signore e gli ho detto vedete di mettere a posto le carte se no ...inc/le.. non si un cazzo punto..." e Piero aggiunge che un soggetto chiamato "il libico" sembra sia molto alterato per questa situazione "...si, si no, no chiaramente perché il libico, il libico insomma è anche abbastanza un po' alterato ...inc/le.. come sarebbe che vogliono andare giù senza firmare un cazzo non è possibile..." e Gino però giustifica tale situazione poiché sostiene che se nessuno si reca sul posto per vagliare le circostanze è inutile firmare documenti "... però io capisco che se uno non va giù a vedere cosa deve fare... cioè è inutile che uno firma un documento no?" ma Piero spiega che si tratterebbe di un'impegnativa fra persone (Pietro MALATESTI, Gino MAMONE e Tino n.m.i.) "... no quello che firma è soltanto un'impegnativa fra me, te, Tino...".
Gino spiega che se viene apposta una firma su un'impegnativa a quel punto si inizia a parlare di percentuali "... si però il libico gli deve anche dire cosa vuole perché se firma un'impegnativa ...inc/le.. quaranta per cento... eh capisci... le cose vanno fatte come si deve... il libico deve dire, voglio ics... noi ci mettiamo sopra la nostra percentuale e dopo di che lui firma il documento, quello lì ... inc/le..". Piero concorda in parte con questo punto di vista del MAMONE "... ecco esatto, è così in effetti vogliamo fare questo poi vogliamo sederci un attimo lì e dure, stabiliamo una qualcosa che vada bene a tutti, firmiamo che poi è un'impegnativa, un'impegnativa ma è un'impegnativa a livello che per domani quando lavoro... sarà poi portato avanti se no è una cosa che decade punto..."

[omissis]

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