Quei mutui per 25 milioni di euro al clan

Scritto da Ufficio di Presidenza

Quei mutui per 25 milioni di euro al clan
Dei mutui che vengono elargiti ai signori delle cosche ne abbiamo parlato più volte... ed anche dei professionisti che si mettono a disposizione delle organizzazioni mafiose in cambio di una fettina di profitto. Ora raccontiamo questa nuova storia che è al centro dell'iniziativa giudiziaria promossa dal Gico e dal pm Pinto della Procura di Genova, auspicando che i reparti investigativi ed i magistrati indipendenti possano andare avanti in questo filone e quindi possano arrivare ad individuare e colpire il grande marcio dell'asse finanza-banche-mafia...


L'organizzazione sapeva di avere gli occhi puntati addosso ma è andata vanti nella grande truffa come se nulla fosse. Si tratta di una vera e propria associazione a delinquere con il suo fulcro in quei LAROSA che abbiamo già conosciuto in uno dei filoni dell'inchiesta sulla 'ndrangheta a Genova, e per essere più precisi sulla partita in cui il "protagonista" era il boss Onofrio GARCEA [clicca qui].

 

I tre finiti in carcere sono i promotori dell'associazione a delinquere:

LAROSA Nicodemo (nato a Mammola - RC nel 1959 e residente a Savignone - GE), il figlio LAROSA Christian (nato a Genova nel 1982 e residente a Savignone - GE) ed il commercialista savonese CICCIONE Carlo (nato a Cisano sul Neva - SV nel 1949, residente a Cisano Sul Neva e con studio ad Albenga).

Con loro indagati gli altri "attori" del sodalizio criminale: MONTANARI Maurizio, commercialista, nato a Genova nel 1951 e residente a Genova (ai domiciliari); PORTALE Daniele, mediatore, nato a Genova nel 1982 e residente a Genova (ai domiciliari); REGESTRO Roberto, commercialista, nato a Camogli - GE nel 1965, residente a Rapallo - GE, già assessore a Camogli (con obbligo di dimora); DE FELICE Roberto, nato a Genova nel 1948 e residente a Genova, ex funzionario Banca Popolare di Novara in pensione, collaboratore dell'agenzia INVESTIRE IMMOBILIARE SAS; SANTAGATA Massimo, nato a Matera nel 1968 e residente a Tursi - MT, gestore del bar (obbligo di dimora); LOMBARDO Francesco, nato a Siderno - RC nel 1976 e residente a Sant'Olcese - GE, mediatore e procuratore della LA LANTERNA IMMOBILIARE SRL; ZAMPOLINI Silvio, nato a Brescia nel 1958 e residente a Genova, direttore dell'UBI BRESCIA; RAFFELLI Alessandro, nato a Brescia nel 1964 e residente a Rapallo - GE, funzionario dell'UBI; PANARELLO Giuseppe, nato a Messina nel 1968 e residente a Genova, perito di fiducia dell'UBI.

 

Ognuno dei componenti dell'organizzazione criminale, attiva dal 2001 al 2010, aveva il suo ben preciso ruolo ed il suo ritorno economico, come vedremo nel dettaglio, in questa truffa i cui numero sono:
- 102 mutui falsi;

- 16 le banche e società finanziarie truffate;

- danno stimato in oltre 25 milioni di euro;

- circa 17 milioni il profitto conseguito illecitamente dal sodalizio criminale;

- 107 persone denunciate all'Autorità Giudiziaria di cui 17 componenti dell'associazione a delinquere.

 

La sintesi schematica - prodotta dagli inquirenti - del sistema adottato è questa:

- INDIVIDUAZIONE degli immobili/ruderi da compravendere;

- INGGGIO di persone, generalmente prive di lavoro e di redditi (cd. "teste di legno") cui venivano intestati i mutui;

- PRESENTAZIONE delle stesse persone alle banche come soggetti interessati ad ottenere un mutuo;

- ESIBIZIONE alla banca, a corredo della richiesta di mutuo, di bilanci, buste paga, CUD, e dichiarazioni del datore di lavoro, precostituiti all'occorrenza da professionisti del settore e risultati tutti falsi;

- SOPRAVVALUTAZIONE dell'immobile oggetto della compravendita da parte del perito della banca compiacente (sovrastima peritale);

- EROGAZIONE del mutuo (il cui ammontare per la maggior parte finiva nelle tasche dell'organizzazione criminale, in parte serviva per pagare il prezzo degli immobili e in minima parte finiva nelle tasche dei mutuatari-teste di legno);

- INCAGLIO dei mutui stessi che, dopo il pagamento delle primissime rate, venivano "passati a sofferenza".

 

Se i LAROSA promuovevano il sodalizio criminale, il tutto si reggeva sul "lavoro" dei professionisti"...

Così CICCIONE Carlo metteva a disposizione le proprie competenze professionali ed arrivava così a percepire indebitamente un illecito profitto di circa 4 milioni di euro.

Il MONTANARI partecipava ed in qualità di ragioniere e commercialista si occupava di predisporre i falsi documenti attestati le capacità reddituali.

Il PORTALE faceva da mediatore curando le procedure presso gli istituti di credito per la stipula dei mutui e percepiva una "provvigione" di almeno 83.085 euro.

Il REGESTRO partecipava ed in qualità di ragioniere e commercialista si occupava di predisporre la documentazione fasulla diretta alla stipula dei mutui, arrivando a percepire per tali prestazioni illecite almeno 10.500 euri.

Il DE FELICE, ex funzionario della Banca Popolare di Novara in pensione e collaboratore dell'agenzia IVESTIRE IMMOBILIARE SAS partecipava al sodalizio curando l'erogazione di svariati mutui ipotecari presso la BNL per conto di mutuanti-"teste di legno", oltre a produrre documentazione falsa a corredo delle richieste di mutuo;

Il SANTAGATA faceva da intermediario, in collegamento con il CICCIONE, inviando a questi dati anagrafici e fiscali di persone fisiche e giuridiche che contraevano mutui mediante la produzione di falsa documentazione, percependo per questi illeciti "provvigioni" di almeno 28.500 euro.

Il LOMBARDO partecipava all'associazione a delinquere ricoprendo la carica di procuratore con pieni poteri della società LA LANTERNA IMMOBILIARE SRL, operando come intermediario presso la BNL per l'erogazione di mutui richiesti con documenti falsi sul reddito dei richiedenti e per la supervalutazioni degli immobili da acquistare. Per tale ruolo percepiva almeno 30.200 euro.

Lo ZAMPOLINI partecipava all'organizzazione criminale in qualità di Direttore pro-tempore dell'UBI-BRESCIA - Filiale di Genova, dolosamente omettendo verifiche circa l'autenticità e la genuinità della documentazione prodotta, nonché circa la personalità dei soggetti richiedenti, così permettendo al LAROSA Nicodemo ed agli sodali, di ottenere la stipula di mutui per un importo complessivo di 1.585.000 euro.

Il RAFFAELLI partecipava in qualità di funzionario dell'UBI-BRESCIA - Filiale di Genova, addetto all'istruttoria delle pratiche di concessione mutui, dolosamente ometteva le verifiche circa l'autenticità e genuinità della documentazione prodotta, permettendo al LAROSA Nicodemo e sodali di ottenere mutui per un importo complessivo di 1.585.000 euro.

Il PANARELLO portava la propria partecipazione al sodalizio in qualità di perito di fiducia dell'UBI-BRESCIA, effettuando sovrastime degli immobili che i mutuatari dovevano acquistare con le somme concesse a mutuo.

A seguito della lunga attività di indagine, conseguente alle segnalazioni di alcuni istituti di credito che a seguito del versamento, in media, di 3 o 4 rate da parte dei mutuatari si ritrovavano con l'omesso versamento delle successive rate, si è accertato che la i principali beneficiari delle operazioni in questione erano il LAROSA Nicodemo e LAROSA Christian.
La Guardia di Finanza, il 23 giugno 2009 procedeva a perquisizioni personali e nei locali dei LAROSA e di altri soggetti che erano coinvolti, a vario titolo, nelle pratiche per l'erogazione dei mutui in questione.
Con tali perquisizioni venne rinvenuta copiosa documentazione essenzialmente consistente in: atti di compravendita immobiliare, atti di mutui, dichiarazioni dei redditi, CUD, buste paga anche in formato informatico, concernente pratiche di finanziamento (mutui ipotecari, prestiti personali, prestiti finalizzati), erogati da diversi istituti di credito e finanziarie di Genova e provincia, e anche richieste di finanziamento in fase istruttoria.

 

Notevole interesse per gli inquirenti risultava essere quanto era stato rinvenuto con le perquisizioni nei confronti del commercialista savonese CICCIONE Carlo. Presso il suo studio veniva sequestrato materiale informatico conservato in file salvati sia su pc, sia su una pennina usb ed su un hard-disk esterno. Altro materiale di particolare interesse investigativo era quello rinvenuto presso lo studio del ragioniere MONTANARI Maurizio, dove in un armadietto metallico veniva custodito un sacco con tre faldoni di documentazione concernente direttamente il LAROSA Nicodemo, nonché ditte e società riconducibili allo stesso ed al figlio Christian.

Il modus operandi dell'organizzazione era standard: un soggetto (persona fisica o giuridica), direttamente o per il tramite dell'intermediario immobiliare o finanziario r in alcuni casi di un commercialista, si presentava alla banca, avanzando richiesta di mutuo per l'acquisto di un immobile; a corredo della richiesta di finanziamento venivano presentate buste paga, CUD e/o dichiarazioni del datore di lavoro fasulle o, nel caso di persone giuridiche, dichiarazioni di redditi, bilanci e situazioni contabili false o artatamente gonfiate in quanto riflettenti condizioni economiche e patrimoniali inesistenti; spesso l'immobile oggetto dell'acquisto veniva sopravvalutato con la complicità del perito di fiducia della banca erogante, con le finalità di elevare il più possibile l'importo del mutuo richiesto. Il mutuo erogato, quindi, veniva in parte riscosso dal mutuatario, in parte incassato o con assegno o in contanti da persone a vario titolo riconducibili ai LAROSA; dopo il pagamento, come detto, in media di 3 o 4 rate il mutuatario si mostrava insolvente con conseguente perdita economica per l'istituto erogante.


Nel periodo tra il 2001 ed il 2009 era quindi operante un vero e proprio sodalizio criminale stabile e ben organizzato. In questo, come anticipato, ruolo di spicco è quello di LAROSA Nicodemo e Christian. Dalla documentazione sequestrata si è rilevato che numerose compravendite immobiliari sostenute con le richieste di mutuo annoverano tra le parti i due LAROSA sia in via diretta che indiretta nello schermo societario della PRESTIGE IMMOBILIARE SRL, della BUILIGDING REND & CONSTUCTION SRL, della ditta individuale LAROSA Nicodemo o anche della GEORGESCU Costantina, convivente del LAROSA Nicodemo.

Importante elemento evidenziato dalle indagini è costituito dal fatto che a fronte dell'erogazione delle somme concesse a mutuo, nella maggior parte dei casi (56 su 92 esaminati), ai due LAROSA, direttamente o alle società da loro rappresentate ed a loro riconducibili, vengono sempre destinate quote rilevanti rispetto agli importi erogati a titolo di mutuo, sia mediante l'emissione di assegni, generalmente circolari che mediante la disposizione di bonifici. Infatti in base alla ricostruzione contabile realizzata della Guardia di Finanza i LAROSA risulta abbiano percepito una comma complessiva di circa 5.800.000 euro. Inoltre, se già abbiamo visto della documentazione sequestrata nelle abitazioni e locali dei LAROSA relativa ai documenti falsi utilizzati per le richieste dei mutui, vi è da aggiungere che nelle agende a questi sequestrate, relative a diversi anni, si potevano ricostruire gli incontri, praticamente quotidiani, che questi avevano con gli altri componenti dell'organizzazione, ed in particolare con CICCIONE, MONTANARI, PORTALE, DE FELICE e REGESTRO, nonché con numerosi periti - solitamente di fiducia della banche - incaricati della valutazione degli immobili oggetto di compravendita.

Per ora ci fermiamo qui... per approfondire a breve sugli altri componenti di questo sodalizio criminale dei Mutui all'ombra della Lanterna.

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