SMS PERUGINA - Un dibattimento surreale... ed ora aspettiamo le motivazioni per l'Appello

Scritto da Ufficio di Presidenza

Questa mattina si è concluso il dibattimento davanti al giudice Pastorini del Tribunale di Genova, per la querela presentata dalla cosiddetta SMS PERUGINA, contro Abbondanza e Castiglion. Le contestazioni riguardavano alcune frasi degli articoli, datati 2006, in cui si denunciava il tentativo di chiusura dello spazio della Casa della Legalità in Via Sergio Piombelli, nel quartiere di Rivarolo, e le gravi irregolarità della cosiddetta SMS PERUGINA [sulla vicenda tutti gli articoli - clicca qui].

Ormai ad un passo dalla prescrizione, la sentenza è stata un colpo al cerchio ed uno alla botte... Assoluzione per alcune frasi e condanna per altre. Ora attendiamo di avere copia del dispositivo e poi delle motivazioni, anche considerando che la lettura del dispositivo è stata effettuata talmente a bassa voce che praticamente nessuno ha compreso i vari passaggi su cosa è stato ritenuto diffamatorio e cosa no.

Ma la questione che crediamo indispensabile raccontare ora (nel merito della vicenda vi entreremo quando vi saranno le motivazioni) è come si è svolto il dibattimento...

 

Come difesa abbiamo indicato diversi testimoni. Testimoni dei fatti che si denunciavano negli articoli pubblicati e che venivano contestati. Ma il Giudice ha rigettato la richiesta e ascoltato un solo testimone per la difesa. Dall'inizio del dibattimento come difesa si è chiesto di acquisire (visto che la Procura non lo aveva fatto), quantomeno, i verbali e/o le relazioni di servizio di tre pattuglie della Polizia di Stato, del Nas, Vigili Annonari, della Guardia di Finanza, che erano intervenute sul posto ed avevano accertato quei fatti che poi descritti negli articoli sono stati contestati come diffamatori. Il Giudice in questo caso si è riservata di decidere. Il dibattimento inizia con la deposizione del querelante, Giuseppe GHELLI, cosiddetto presidente della cosiddetta SMS PERUGINA. Nella sua deposizione fa affermazioni false... e tale falsità si evince in parte da prove documentali che si sono prodotte e in parte proprio dai verbali e relazioni di servizio delle FFOO che si è richiesto di acquisire. Poi viene sentito l'unico testimone della difesa, Enrico D'Agostino, che racconta i fatti avvenuti, ovvero conferma la veridicità di quanto scritto negli articoli pubblicati e contestati. Nella penultima udienza, il 30 marzo scorso si svolge l'esame dell'imputato. A rispondere alle domande di giudice, pm, avvocato della parte civile e del difensore, è Abbondanza. In tale sede si produce anche una copiosa memoria in cui si dimostra che quanto scritto negli articoli corrisponde al vero, a fatti reali e verificati. Alla memoria sono stati allegate circa un migliaio di pagine. Nella stessa memoria difensiva si ribadiva la necessità di acquisire i verbali e le relazioni di servizio delle diverse pattuglie, in quanto essenziali (anche in considerazione della non ammissione dei testimoni) a riscontrare la veridicità dei fatti narrati negli articoli. A quella memoria Castiglion ne produce e deposita una ulteriore, con altra documentazione che nuovamente dimostra documentalmente la fondatezza e correttezza di quanto scritto negli articoli.

Stamane alla nuova ed ultima udienza il Giudice comunica che oggi si sarebbe effettuato l'esame dell'imputato. Gli viene fatto notare che si era già svolto nell'udienza precedente (non se lo ricordava). Oltre alle memorie della difesa - già depositate - viene anche depositata una breve memoria della parte civile che viene inserita nel fascicolo.
Pm, parte civile e difensore fanno le loro conclusioni. Il difensore, oltre a richiamare e rimandare a quanto contenuto nelle memorie difensive e nei documenti allegati, ribadisce anche chiaramente la necessità di acquisire i verbali e le relazioni di servizio indicate, ove si può avere conferma della correttezza e fondatezza degli scritti contestati ad Abbondanza e Castiglion.
Il Giudice, che non si ricordava nemmeno dell'esame dell'imputato nell'udienza del 30 marzo scorso, non aggiorna l'udienza per acquisire i verbali e/o relazioni di servizi come richiesto dalla difesa (dall'inizio del dibattimento nonché nelle memorie difensive), si ritira per scrivere la sentenza (senza nemmeno portarsi dietro il fascicolo con le memorie difensive, che apparivano così come quando consegnate, e quella della parte civile, che era stata consegnata questa mattina stessa).
Poco più di dieci minuti di camera di consiglio e sentenza... sottovoce.

Inoltre vi è una questione: Ghelli nella sua testimonianza ha detto delle cose, Abbondanza ha dichiarato e documentato che tali dichiarazioni erano in buona parte false. Il Giudice non avrebbe dovuto procedere ad una verifica in merito? Ovvero: se Ghelli ha detto, sotto giuramento, il falso come sostenuto nella sua deposizione (e memoria difensiva) da Abbondanza, allora bisognava procedere nei confronti del Ghelli per "falsa testimonianza"... mentre se ha detto il vero, ed Abbondanza aveva ingiustamente accusato Ghelli di aver detto il falso sotto giuramento, bisognava forse procedere per il reato di calunnia nei confronti di Abbondanza. Invece su questo "dettaglio" silenzio assoluto!

Onestamente, indipendente dall'esito processuale di questo primo grado (visto che la sentenza verrà da noi appellata, anche alla luce delle modalità di svolgimento del dibattimento stesso), il tutto ci pare abbastanza surreale... ma forse noi siamo fuori dal mondo.

FacebookFacebookTwitterTwitterGoogleShareGoogleShareGoogleGoogleLinkedinLinkedinMySpaceMySpaceWindowsLiveWindowsLiveBloggerBlogger