Genova, 17 marzo 2012, alla giornata della "Memoria corta e dell'ipocrisia" non ci andiamo...

Scritto da Ufficio di Presidenza
Su Libera biosgna una volta per tutte dirsi la verità!Con tutto il rispetto per i parenti delle vittime di mafia e di quanti, in buona fede, sono oggi all'appuntamento promosso da Libera a Genova, noi non possiamo esserci.

Libera ha scelto da tempo di essere il "paravento" di una politica e di certa impresa che con le mafie ha fatto e fa ottimi affari. Noi a questo "gioco", in cambio di visibilità e soldi, non ci siamo mai prestati e mai ci presteremo.

Crediamo che la lotta alle mafie sia una cosa seria in cui, prima di tutto, occorre onestà intellettuale e realismo. Vivere nell'illusione non serve e Libera promuove un "illusione" utile a farsi sentire meglio, ma sopratutto utile a certa politica per coprire le proprie indecenze... Utile a non cambiare nulla! Se sappiamo, come ci ricordava Caponnetto, che le mafie temono più l'attenzione dell'ergastolo, Libera questo "dettaglio" se lo è dimenticato. Mai un nome e cognome... mai un indice puntato... solo e sempre un parlare di mafia come se questa fosse un ectoplasma.


Non è solo questione di "metodi" diversi. E' ben altro.

Per questa giornata genovese di Libera, ci sono stati palchi e presenze che rappresentano un insulto alla decenza, con amministratori pubblici locali "amici degli amici", a partire dal presidente della Regione Claudio Burlando e scendendo verso molteplici amministratori di Comuni e Province. Soggetti che hanno dato e continuano a dare lavori e concessioni, soprattutto attraverso società pubbliche, a imprese di note famiglie mafiose, anche quando si è in presenza di misure interdittive (come anche nel caso eclatante proprio del Comune di Genova) o quando le imprese sono prive della certificazione antimafia.

Questa ipocrisia per noi è intollerabile! Lo strabismo, il piegare la lotta alla mafia ad un colore politico o a certa politica in cambio di soldi e visibilità, non è tollerabile e provoca danni. Prendiamo il presidente onorario di Libera, Nando dalla Chiesa. A Milano fa grandi proclami contro le mafie, indica le collusioni con le Amministrazioni di centrodestra a Milano, ma poi a Genova, da consulente dell'amministrazione comunale della Vincenzi, ha coperto come polvere sotto il tappetino, indecenze assolute e gravissime. Mai una denuncia... mai un nome e cognome!

Un esempio concreto, per andare oltre all'aspetto politico, viene poi, in terra di Liguria, anche dal settore delle imprese. Qui, nella capitale del Partito del Cemento, posizione di rilievo hanno le grandi cooperative emiliane, come la Coopsette e Unieco, oltre alla "ligure" Abitcoop. Cooperative che nei propri cantieri hanno dato lavoro - senza manco vergognarsi ed anzi ribadendo sempre che tutti gli incarichi erano a norma di legge - ai MAMONE (Coopsette ed Unieco), ai FOTIA (Unieco e Abitcoop), ai PELLEGRINO (Abitcoop). E chi è uno tra i principali sponsor di Libera? Proprio la Lega delle Cooperative, così come anche direttamente lo è l'Unieco!


"Libera" da tempo è tale solo nel nome, purtroppo. Ha scelto di essere una "colonia", abbandonando ciò che era alle origini. E' una scelta che nega quell'indipendenza necessaria per un efficace, credibile e corretta lotta alle mafie! Vivere di operazioni mediatiche non serve a produrre un cambiamento reale e tanto meno a sconfiggere le mafie. 

Quella di oggi a Genova è l'ennesima farsa dove Libera fa salire sul palco l'indecenza presentandola come decenza. E' un pessimo segnale e per noi è intollerabile.

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