Ennesimo sequestro oscura fatti reali e legittime critiche ed osservazioni a magistrati genovesi

Scritto da Ufficio di Presidenza

Ennesimo sequestro per oscurare fatti reali e legittime critiche ed osservazioni a magistrati genovesi...

Era il 16 dicembre 2011 quando pubblicavamo un lungo articolo dal titolo “Ma diamo così fastidio? Pare di sì...”. Oggi scopriamo che è stato posto sotto sequestro, senza notifica né al responsabile del sito e Presidente della Casa della Legalità, né agli altri componenti dell'Ufficio di Presidenza. Cosa vi era in questo articolo lo analizzeremo punto per punto di seguito, ma prima alla Procura di Torino vorremmo ricordare che il diritto di illustrare fatti, così come esprimere legittime critiche ed osservazioni è un diritto costituzionale che si può esercitare anche rispetto a magistrati! Nessuno è “più uguale” degli altri davanti alla Legge... quindi perchè ogni qualvolta si pubblicano articoli su fatti, con osservazioni legittime (senza mai insulti o offese di qualunque genere) e critiche di merito o su questioni di opportunità, relative a magistrati in servizio a Genova la Procura di Torino procede nel richiedere sequestri preventivi volti ad oscurarli?

A questo punto, domandiamo alla Procura di Torino: avete verificato i fatti indicati e criticati di quegli articoli? Se sì, essendo corrispondenti a fatti reali perché oscurarli? Se no, perché prima di disporre l'oscuramento non si è verificato che si parlava di fatti reali?

Ed ancora: la Procura di Torino ha proceduto a sequestri per querele di LANDOLFI Alberto e SCOLASTICO Vincenzo fatte alcuni anni fa; in un caso (LANDOLFI) il GIP ha restituito gli atti alla Procura non accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Presidente della Casa della Legalità; poi è calato il silenzio e non è stato avviato manco mezzo dibattimento, bensì si sono oscurate le pagine del sito. Se c'erano “evidenti” elementi per il sequestro preventivo come mai nessun dibattimento si è aperto?

Ma andiamo avanti: abbiamo fatto una denuncia sulla diffamazione ai nostri danni a carico del LANDOLFI, come mai non si sa nulla su questa? E come mai in via “preliminare” non si è oscurato tale suo intervento? Forse perché noi siamo umili cittadini e non magistrati?

Ed ancora: abbiamo presentato una denuncia sulla fuga di notizie relative a indagini “riservate” ed aperte, coperte da segreto istruttorio, che ha arrecato danno all'indagine seguita dalla DIA ed ovvio vantaggio per l'indagato Carmelo GULLACE, boss a capo della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE nel nord ovest del Paese, soggetto che ha presentato denunce contro di noi difendendo sia LANDOLFI che SCOLASTICO. Che fine ha fatto questa denuncia?

Vorremmo sapere se la celerità vi è solo per i “sequestri preventivi” (a cui poi non segue nemmeno il dibattimento) a nostro carico o c'è per tutto e tutti. Sì, ci teniamo a saperlo, anche perché la situazione in Liguria continua ad essere preoccupante...



I reparti indagano ma la DDA non procede... Il pm Bogliolo della Procura di Imperia (quello che segue l'indagine sulla cricca Scajola-Caltagirone sul Porto di Imperia) indagando, scopre un'ampia attività della criminalità orgnizzata, chiede (da mesi) alla DDA di Genova di procedere con intercettazioni ma la DDA manco risponde... chiede di essere temporaneamente distaccato alla DDA per seguire quell'indagine ma l'istanza viene respinta dal coordinatore della DDA, Vincenzo SCOLASTICO.

Nel frattempo giunge a Genova uno dei pm che ha operato alla DDA di Milano con ottimi risultati, si tratta del pm Piacente. Nonostante le sue conoscenze e capacità dimostrate in materia di antimafia, e nonostante i rilievi della Procura Nazionale Antimafia sulla DDA di Genova (relazione del dicembre 2010), il coordinatore della DDA di Genova, Vincenzo SOLASTICO non lo inserisce nella DDA.

I MARCIANO' sono ancora belli liberi, così come tutta la loro rete che si allunga anche all'interno delle Forze dell'Ordine oltre che tra Pubblici Funzionari... Il SURACE viene promosso alla guida di una municipalizzata a Diano Marina... Il GULLACE ed i suoi fanno quello che vogliono senza freno, così come i FOTIA, i MAMONE ed i NUCERA, per citarne alcuni...

Ed ancora qualcuno che forse non ha gradito il lavoro determinato e rigoroso del Proc. Cavallone sta pensando a come risolvere il “problema”. Si sta parlando di accorpamento delle Procure di Imperia con quella di Sanremo e se avvenisse, l'attuale Procuratore Capo di Sanremo, ovvero Cavallone, perderebbe il ruolo di Procuratore Capo. Chiaro?

La Procura di Torino dovrebbe sapere che se indichiamo qualche problema non è perché non sappiamo che fare d'altro ed allora improvvisiamo. Le nostre denunce sono, ad oggi, state tutte riscontrate e confermate... Ivi comprese quelle relative al Piemonte ed alla questione dei traffici di rifiuti della 'ndrangheta (su cui ci risulta aver indagato e individuato circa una sessantina di indagati proprio la Procura di Torino)... Vogliamo poi parlare di quelle relative al Ponente ligure, e della new entry di Alassio che da tempo indichiamo? Anche su queste molto lo ha seguito e segue la Procura di Torino.

Comunque sia, ora affrontiamo nel dettaglio l'articolo “oscurato”... perché pare che il problema siamo noi, ma a noi non pare così... [in rosso le annotazioni]


 

Ma diamo cosi' fastidio? Pare di si...

dell'Ufficio di Presidenza

Il Palazzo di Giustizia di GenovaLa Guardia di Finanza scrive un rapporto alla Procura della Repubblica di Genova sulla questione STOPPANI, con allegate intercettazioni. Afferma che vi sono funzionati pubblici e politici che avrebbero operato, nella loro veste di pubblici ufficiali, per agevolare i MAMONE. I giornali riprendono quei contenuti, li pubblicano. Giornali come Il Secolo XIX e Repubblica e nessuno dice nulla. Li riprendiamo anche noi e procediamo a pubblicare anche quel "capitolo" dell'inchiesta, integralmente, così che non si possa dire che si è omesso qualcosa. Che accade? Scatta la querela. E' chiaro che non li abbiamo pubblicati per "offendere", ma per informare di ciò che sta scritto in rapporti ufficiali in merito ad una vicenda di cui, tra l'altro, parlammo anche a lungo con l'ex Prefetto di Genova che, poi, di conseguenza, seguì con estrema attenzione tutta quella delicatissima partita che è la messa in sicurezza dell'area Stoppani. Nonostante questo, nonostante si siano riportati, senza formulare alcuna nostra accusa, Atti ufficiali ci si è ritrovati rinviati a giudizio. Noi, che abbiamo già detto che non era assolutamente nostra intenzione offendere, ma solo informare, e che se qualcuno si era sentito offeso ci scusiamo per questo, siamo pronti ad affrontere con assoluta tranquillità il dibattimento perché non abbiamo diffamato nessuno.

Ma questa è solo una delle tante vicende che ora raccontiamo. Ecco le altre e preparatevi perché è lunga e ricca di assurdi...

Parlammo dei rapporti di Gino MAMONE con i politici. Rapporti conclamati da testimonianze ma soprattutto, di nuovo, riportando quanto indicato nero su bianco da atti di indagine, così come da risultanze documentali inconfutabili. Ma anche qui ecco che scatta querela e rinvio a giudizio per aver raccontato che: Gino Mamone fa parte della famiglia Mamone, e che svolgendo l'attività di imprenditore è risultato in contatto con il Sindaco di Arenzano GAMBINO Luigi ed ha finanziato l'associazione (Maestrale) di BURLANDO Claudio. La parte lesa sarebbe Gino MAMONE. Lesa di cosa non si capisce visto che si affermano cose vere, conclamate e, ci pare, senza alcuna offesa. Ma anche qui andiamo avanti senza timori ed affronteremo il dibattimento con serenità perché non abbiamo diffamato proprio nessuno scrivendo di quando risulta da documenti e molteplici atti ufficiali.

Scrivemmo di Carmelo GULLACE, potente boss della 'ndrangheta, della faida di Cittanova, in cui venivano uccisi anche i bambini, e di cui è stato, con la cosca GULLACE-RASO-ALBANESE, uno dei protagonisti come indicato in molteplici Atti giudiziari. Qui la Procura di Genova aveva trasmesso le querele alla Procura di Torino perché GULLACE Carmelo oltre a querelarci per diffamazione nei suoi confronti, si era prodigato ad accusarci di aver accusato ingiustamente valenti magistrati quali il sostituto procuratore LANDOLFI ed il procuratore SCOLASTICO (e di questo avevamo già parlato). Torino procede ad una chiusura indagini in cui parte lesa, nello stesso procedimento, è LANDOLFI e GULLACE. Poi questa chiusura indagini "evapora" e tutto ciò che riguarda il GULLACE ritorna a Genova, dove SCOLASTICO, nel frattempo è divenuto il facente funzioni di Procuratore Capo. A Genova la Procura ha proceduto al rinvio a giudizio. Anche qui nessun timore e serenamente affronteremo il dibattimento, dove dimostreremo che abbiamo scritto solo fatti documentati da Atti Ufficiali e dove eventualmente produrremo anche parte di quelle risultanze che abbiamo fornito all'A.G. e che sono state confermate dall'inchiesta condotta dalla DIA e che, a seguito della Relazione del Procuratore SCOLASTICO alla Commissione Antimafia, sono divenute, con la fuga di notizie, di dominio pubblico, agevolando, come abbiamo ricordato, drammaticamente, gli indagati con in primis il GULLACE "Nino" Carmelo.

In un'intervista il Presidente della Casa della Legalità indicò i fatti che collegavano un ragazzo albanese ucciso in un esecuzione a Genova ad un'inchiesta sulla famiglia 'ndranghetista dei MACRI' relativa a telefoni cellulari in uso ai detenuti per comunicare con l'esterno del carcere di Marassi ed allo spaccio di cocaina sempre all'interno del carcere. Non si indicò alcuno... ma tal Giuseppe MACRI', si è ritenuto "diffamato" e la Procura di Genova ha proceduto al rinvio a giudizio. Anche qui, tra l'altro, la querela è per noi, ma non ci risulta essere, ad esempio, ai quotidiani che il nome di Giuseppe MACRI' lo hanno scritto proprio in riferimento a quei fatti. Nessun problema, anche in questo caso con tranquillità affronteremo il dibattimento e dimostreremo di non aver diffamato proprio nessuno!

In un articolo di un sito online di Sanremo, un giornalista riporta una parte di un intervento del Presidente della Casa della Legalità. Un intervento non diverso da quanto scritto pubblicamente o nella richiesta formale di Commissione di Accesso al Comune di Ventimiglia. In sintesi si affermava che dagli Atti della DDA di Reggio Calabria risultava che Vincenzo MOIO, già vicesindaco del Comune di Ventimiglia nell'amministrazione SCULLINO, era un affiliato alla 'ndrangheta. Nel frattempo il ROS di Genova chiude l'indagine MAGLIO e produce un informativa finale alla Procura di Genova che non soltanto conferma il fatto che Vincenzo MOIO sia affiliato alla 'ndrangheta, ma che produce anche la richiesta di arresto di Vincenzo MOIO. Ed in parallelo la stessa Procura di Genova che cosa fa? Procede a chiudere le indagini sulla querela di MOIO (per l'articolo del sito sanremese) e si contesta al Presidente della Casa della Legalità la diffamazione nei confronti del MOIO. Nessun problema anche in questo caso...


Basta? No, ce ne solo altre, tante altre ma le vedremo in altra occasione, pubblichiamo qui una sintesi schematica delle querele/citazioni presentate... Ed andiamo avanti, invece, approfondendo un caso, un caso particolare che riguarda la querela di un magistrato...

Una tabella di sintesi schematica...

Ora, il testo, sino a qui, crediamo sia chiaro essere la lista di cosa ci sta accadendo. E' vietato farla? Non ci pare!!!



Il giorno 11 agosto 2011 scrivemmo un pezzo intitolato: "Serve respingere gli attacchi ai magistrati in prima linea... e serve affrontare le gravi criticità'".

Si apriva con questo video:



L'articolo partiva così:

"Le iene si muovo e gli avvoltoi si preparano. E' la storia che si ripete ed è una storia da cambiare prima che sia tardi.
Mentre servitori dello Stato infedeli continuano a stare al loro posto, tra forze dell'ordine e magistratura (si anche lì ci sono problemi seri) ed a volte vengono pure promossi, e mentre uomini che anziché il loro dovere operano "politicamente", tra il vedo e non vedo, per non disturbare, ci sono anche - e per fortuna - tanti servitori dello Stato onesti e rigorosi, tra le forze dell'ordine ed i magistrati. Uomini che vanno avanti, senza farsi condizionare e senza cedere alle intimidazioni. Ma come sempre chi fa il suo dovere e non si piega a chiudere gli occhi o a strabismi, ma va avanti rigorosamente nel suo lavoro, viene colpito, nel tentativo di delegittimarlo e isolarlo..."

E proseguiva:
"Dopo i colpi inflitti alla 'Ndrangheta e Cosa Nostra in Lombardia, la campagna di denigrazione ai danni di Ilda Boccassini è stata rilanciata alla grande. Non si perdona a lei ed ai suoi colleghi di aver reso evidente (e colpito!) quella mafia a cui si erano spalancate le "porte" del Nord perché fornisse i propri servizi a basso costo alle grandi imprese e cooperative da un lato, e dall'altro i soldi ed i voti a politici senza dignità (dell'una e dell'altra parte).
A Reggio Calabria non sono riusciti a fermare l'azione dell'Antimafia che punta in alto, cioè a colpire non solo la manovalanza ma anche le complicità dentro le Istituzioni, così come anche l'immane patrimonio e riciclaggio della 'Ndrangheta. L'incisività nel contrasto alle cosche ed alla rete di prestanome e complici "insospettabili", di cui è stata capace la DDA di Reggo Calabria, capace di coordinarsi con altre altrettanto affidabili Procure, non è stata digerita. E così dopo le bombe ed i bazooka alla Procura di Reggio, che non hanno fermato Giuseppe Pignatone
ed i suoi collaboratori, si passa alla calunnia verso Pignatone ed il suo pool di magistrati e investigatori. Si prendono le dichiarazione di soggetti detenuti in carcere perché legati alla 'ndrangheta, di veri e propri traditori dello Stato che anziché fare il loro dovere, con la divisa, servivano le cosche, e sulla base di queste si mette sotto indagine il Procuratore Pignatone ed i suoi collaboratori. Pura follia, ma accade!
Anche a Savona, la storia si ripete. Dopo anni di una Procura "in sonno" su cui per quieto vivere qualcuno ha, a sua volta, ha chiuso (e chiude) gli occhi, è tornato il Procuratore Francantonio Granero, un magistrato - per capirci - che, insieme a Del Gaudio, arrestò e fece condannare il potente Alberto Teardo, esponente del Psi di Craxi e della P2 di Gelli, allora Presidente della Regione Liguria grazie anche ai voti che si comprava dagli uomini della 'ndrangheta come i Marcianò. Da quando Granero è tornato a Savona le inchieste scomode sono all'ordine del giorno, perché dopo anni di "distrazione" di quegli uffici l'illegalità era divenuta sistematica. E' così che Granero costituisce un Pool interforze contro criminalità finanziaria e mafiosa, iniziando ad infliggere colpi pesanti al sistema di corruzione e devastazioni ambientali che celano riciclaggio, frodi fiscali e 'ndrangheta. Non ha nemmeno chiuso gli occhi davanti al colosso della Tirreno Power ed ha aperto un fascicolo per le morti di cancro e patologie dilaganti attorno a quella centrale a carbone. Ha chiamato alcuni dei migliori esperti, medici dell'Isde, come periti della Procura, per andare in fondo a quel killeraggio silenzioso. E cosa succede, quando va a colpire un faccendiere che era tanto amico di alcuni magistrati, così come amico di amministratori pubblici di destra e di sinistra? Che parte un attacco frontale, un linciaggio infamante, con accuse calunniose tanto forti quanto prive della minima veridicità, nei suoi confronti, con il chiaro intento di delegittimare lui e le sue inchieste. [leggi qui la nostra risposta ed un dettaglio sul promotore degli infamanti attacchi]
Queste cose si devono sapere, bisogna dirle... perché dobbiamo evitare che la storia si ripeta e che magistrati validi, capaci di indipendenza e determinazione, che lavorano senza uscite mediatiche, vengano isolati e, quindi, fermati.
Come Casa della Legalità non invitiamo ad una semplice solidarietà, non è sufficiente... rischia di finire nella più classica ipocrisia e rinnovata ed inutile retorica. Serve, ed a questo che invitiamo, un azione di responsabilità. Con questi magistrati bisogna collaborare fattivamente, bisogna che la grande cappa di omertà e di silenzio che ne rende difficile il loro lavoro venga definitivamente rotta. Bisogna che i cittadini collaborino, segnalino e denuncino, permettendo alle Procure di andare avanti, di scavare sino in fondo al marcio che devasta territorio, salute e economia e diritti. Non lasciarli soli non significa dire "sono con loro", serve dimostrarlo concretamente, se si vuole scrivere una storia diversa! Le pacche sulle spalle non servono, non bastano... lo sappiamo, lo abbiamo già visto che non sono sufficienti."

Poi ricordavamo le problematiche che sollevammo sulla questione Genova:

"Bisogna assumersi le responsabilità di combattere questa battaglia da cittadini. Certamente occorre mettere in conto che vi sono e saranno prezzi da pagare... Noi lo facciamo e continueremo a farlo! E farlo significa anche dire, con onestà e obiettività, sempre, ciò che funziona ma anche ciò che non funziona. Indicare il positivo, così come indicare le criticità, anche le più pesanti criticità, in ogni ambito, anche quando riguardano la Magistratura. E noi, già qui, ad esempio, ne indichiamo una di questione che, nuovamente, mette in evidenza un attendismo del CSM che, senza spiegazione logica o plausibile, continua a produrre danni. (A Genova è quasi un anno che attende la nomina del Procuratore Capo e la DDA continua ad essere allo sbando!)

Anche qui nulla, nessuna offesa, anzi...


In questi giorni sta emergendo un elemento pesantissimo in merito alla gestione di un filone dell'Operazione MAGLIO da parte della DDA di Genova. Vediamolo, così da capire meglio che mentre si attaccano magistrati rigorosi e integerrimi, vi sono fatti gravi che vengono ignorati dalle sedi competenti... Fatti che riguardano quella solita questione di "opportunità" che troppo spesso viene ignorata e che poi così rischia di alimentare storture o conseguenze devastanti, compromettendo lavoro di anni ed anni di indagini dei Reparti investigativi antimafia.
 
Da tempo abbiamo indicato il problema della DDA genovese. Ultimamente abbiamo anche sintetizzato la questione "Scolastico". E questo nuovo elemento conferma che quelle nostre preoccupazioni e critiche erano e sono più che fondate."

Quindi abbiamo ricordato quanto sollevato, oltre che sul Procuratore Scolastico, anche quanto sollevato in merito al sostituto procuratore Landolfi (che poi vedrà aprire un fascicolo, sulle vicende da noi sollevate e riprese da Repubblica, dal Procuratore Generale di Genova Di Noti - vedi qui).

In questo articolo riprendevamo anche quanto pubblicato dal settimanale L'ESPRESSO [vedi qui a pag. 13] e dal sito di DAGOSPIA [vedi qui] (che forse sono un pochino più letti e di peso rispetto a noi, umili "banditi") in merito al pm Alberto Lari, della DDA di Genova.

E sia l'articolo di Dagospia sia quello de l'Espresso ancora sono online!!!! Quindi la questione è: i colossi non si toccano e noi si?


Riprendevamo sollevando una questione di pura "opportunità" e senza, tra l'altro, indicare alcuna accusa. Non solo: non riprendendo quella notizia pubblicata invece da L'ESPRESSO e da DAGOSPIA relativa al fatto che lo stipendio della moglie del pm Lari (chiamata a lavorare nell'ufficio di Monteleone presso la Regione Liguria, dopo il trasferimento dalla Provincia) fosse stato aumentato! Noi verificammo che tale notizia sullo stipendio non era fondata e non la riprendemmo! Ricostruimmo i fatti, solo i fatti, così:

Landolfi nella pubblicità del privè e benute a LA SUERTE"Vincenzo Scolastico dopo gli anni passati a capo della Procura di Savona, dove con Alberto Landolfi [il pm che, con una bella maglie "Tempio", si faceva fotografare (foto a lato e link diretto, e già salvato) per far pubblicità alle bevute nei privè di uno dei locali notturni del savonese e di cui avevamo già parlato, vedi qui e qui], si negava la presenza delle mafie, era stato promosso a coordinare la DDA di Genova. Qui, quando la DDA di Reggio Calabria trasmette gli atti relativi all'Operazione IL CRIMINE ed il ROS prosegue su quell'inchiesta MAGLIO nata nei primi anni duemila, Vincenzo Scolastico si affianca del pm Alberto Lari per seguire l'indagine sulla 'Ndrangheta in Liguria.

Vi è un dettaglio: uno dei nomi che risulta inequivocabilmente avere pesanti contiguità con le cosche calabresi è Rosario MONTELEONE, ex Margherita ed ora Udc. Questi, dagli atti di Reggio Calabria, risultava essere stato in contatto diretto con GANGEMI, il capo locale della 'Ndrangheta a Genova. Il cugino di MONTELEONE, nell'estate scorsa, era stato arrestato nell'ambito dell'operazione INFINITO della DDA di Milano.
Tra MONTELEONE e GANGEMI vi erano contatti ed incontri, molteplici occasioni al tempo delle elezioni regionali del 2005, ben immortalati anche nelle testimonianze di alcuni esercenti limitrofi al negozio del GANGEMI, "Mimmo, il regno dell'Ortofrutta, in Piazza Giusti a Genova.

MONTELEONE, risulta poi dalla ricostruzione dell'indagine e dalle intercettazioni, aver stretto un "patto" con gli uomini della 'ndrangheta a Genova. Risulta che quel patto non era stato rispettato da MONTELEONE, mandando su tutte le furie gli 'ndranghetisti genovesi che si sentono traditi, dopo averlo aiutato, assolvendo alle sue richieste.

Scolastico e LandolfiE MONTELEONE è l'ago della bilancia in Regione Liguria. Dove si colloca l'Udc risulta fondamentale per gli equilibri politici ed elettorali, soprattutto in occasione delle elezioni regionali del 2010. MONTELEONE era già in Regione e vi torna, sempre nella coalizione con Claudio BURLANDO, nel 2005 con la Margherita e nel 2010 con l'Udc. Viene eletto Presidente del Consiglio Regionale della Liguria. Per celebrare la rielezione la cena di festeggiamento la realizza nel ristorante l'AMBANATA del boss di Cosa Nostra Gianni CALVO (poi dirà che era stato Umberto LO GRASSO, consigliere comunale di Genova, oggi entrato nell'Italia de Valori di Di Pietro, ad aver organizzato la serata). Nel frattempo l'Udc ha incassato tutto quello che poteva incassare, compresa la nomina nel Cda dell'Istituto pediatrico G.Gaslini (promossa da Marta VINCENZI; sindaco "antimafia" di Genova, affiancata da Nando Dalla Chiesa quale consulente per "la Città dei Diritti") del farmacista Donato BRUCCOLERI, cognato di Totò "Vasa Vasa" CUFFARO. Altro particolare è che MONTELEONE ha anche un fratello che risulta essere maresciallo dei Carabinieri, in servizio in quel savonese, dove certe cose non le si vede(va).

Ed a questo punto vi è' l'altro dettaglio: MONTELEONE in Regione, per la funzione che svolge, può promuovere e dare incarichi. Ed in Regione è stata trasferita - dalla Provincia - la moglie di quel pm Lari a cui Vincenzo Scolastico ha fatto seguire l'indagine MAGLIO e l'operazione MAGLIO 3... ma anche quel filone che aveva portato all'arresto di Onofrio GARCEA e Giuseppe "Pino" ABBISSO (uomo legato al boss Gianni CALVO ed agli altri capibastone siciliani) e dove proprietario della finanziaria usata dal GARCEA vi era un'esponente dell'Udc, Pietro Ferdinando MARANO, candidato alle ultime elezioni regionali con MONTELEONE, e per cui si era anche mosso GARCEA al fine di garantirgli, come scrivono al ROS, un sostegno elettorale.

Era quindi palesemente opportuno che il Pm Lari non si occupasse di quell'inchiesta, dove la figura di MONTELEONE compariva più volte. Ed invece Scolastico ignora il "dettaglio".


Nel frattempo dalla DDA di Torino comunicano a Scolastico che non possono più aspettare e che devono procedere con l'Operazione volta a colpire i locali della 'Ndrangheta del sud Piemonte che facevano capo alla camera di controllo ligure dell'organizzazione 'ndranghetista, a Ventimiglia.

Dopo l'Operazione MAGLIO della DDA di Torino la DDA di Genova deve muoversi. Nomi e cognomi, fatti ed elementi sugli 'ndranghetisti liguri sono riportati nell'Ordinanza di custodia cautelare del GIP di Torino. Non si può più attendere.... e così scatta l'Operazione MAGLIO 3. In questa risultano gli apporti e rapporti politici della 'Ndrangheta. Quelli di MOIO (prima con il centrodestra ventimigliese, poi con il centrosinistra imperiese ed in ultimo con la coalizione di BURLANDO alle ultime regionali), ma anche quelli di SASO, MINASSO, PRATICO' (tutti e tre del Pdl) ed ancora  MARANO (Udc) e DAMONTE (Idv). Risulta anche evidente che anche MONTELEONE aveva stretto un patto con gli 'ndranghetisti, patto che poi ha violato... ma come dice la giurisprudenza: se il patto viene violato, significa che comunque che sia stato stretto!

La DDA di Genova però non procede sulla Damonte, non procede su Marano, non procede su Monteleone . E cosa succede? La moglie del pm Lari è divenuta dirigente in Regione (a seguito di trasferimento dalla Provincia), dove Presidente del Consiglio Regionale è Rosario Monteleone!

Ecco: il dubbio che può essere, a questo punto, legittimamente, sollevato e che rischia di minare l'inchiesta, l'Operazione e la stessa credibilità dell'Istituzione. Chiunque può sollevare il dubbio che Monteleone non sia finito indagato in quell'inchiesta, nonostante quanto emergeva, per quel trasferimento presso gli Uffici della Regione della moglie del pm. E la cosa grave è che questo dubbio - e ciò che ne consegue - poteva essere evitato... se chi, coordinatore della DDA, avesse evitato, per una evidente questione di "opportunità", di incaricare a seguire quell'inchiesta quel pm e ne avesse incaricato un altro. Ma allora si deve tornare a ricordare che con la gestione Scolastico la DDA di Genova - come risulta dal sito del CSM - è ridotta ai minimi termini, con due soli pm (Panichi e Franz), Lari non risulta nemmeno, e che Scolastico l'unica integrazione a quel delicato e importante struttura l'ha fatto per inserire, il suo ex braccio destro savonese, il pm Alberto Landolfi (dislocato a Mostar)."

Anche qui è chiaro e palese che non c'è alcun offesa ma solo fatti considerazioni legittime e senza alcun insulto o diffamazione.


Concludevamo così:

"Ora, vista questa distrazione da parte di Scolastico, abbiamo davanti il rischio concreto che qualcuno sollevi questioni sull'indagine e quindi si perda tempo... e quindi si faccia scorre il tempo... con il solo vantaggio per gli 'ndranghetisti imputati e quelli agli arresti.

Perché abbiamo raccontato tutto questo? Semplicemente perché bisogna essere obiettivi. Dire ed indicare sempre le cose che funzionano e quelle che non funzionano. Solo da un quadro complessivo si può valutare. Se tali valutazioni fossero compiute da chi di dovere si eviterebbero "dettagli" preoccupanti e pericolosi.


Se, ad esempio, il CSM (ed in parte anche la Procura di Torino) avesse guardato con attenzione alla situazione ligure, non tanto per quello che abbiamo più volte indicato noi, ma, ad esempio, per le dichiarazioni nette della Dott.ssa Canepa, forse a Genova non si sarebbe in questa situazione, dove una palese situazione di "opportunità" non valutata rischia di compromettere il lavoro di anni. Forse, ancora, a Savona non si sarebbe potuto nemmeno consumare, ad esempio, quell'oltraggioso ed infamante attacco al Potere Giudiziario, alla Procura ed al Procuratore Granero, promosso dal NUCERA Andrea.... perché quello del NUCERA, infatti, appare come l'urlo disperato di chi era convinto che da quel Palazzo di Giustizia non si sarebbe mai mosso nulla contro i suoi affari e che, invece, scopre che da quando il Procuratore Granero è a capo di quella Procura la Legge è uguale per tutti ed anche, quindi, per lui!

Ed attenzione perché la Liguria e la DDA di Genova è una realtà chiave per poter arrivare a colpire in modo deciso e pesante la 'Ndrangheta. Non solo perché qui vi è ancora, non intaccata dall'Operazione MAGLIO, la 'ndrangheta che si è fatta impresa, che punta alle grande opere (tra Liguria e Val Susa) e che ha già il grosso degli appalti pubblici, grazie alle amministrazioni di centrosinistra ed ai grandi subappalti e incarichi dai colossi delle cooperative rosse e dalle società pubbliche. E non solo perché qui vi è uno dei fulcri di quella triangolazione "maledetta" della 'ndrangheta che si è fatta impresa, con l'asse Alessandria-Torino e l'asse Pavia-Milano. Ma perché se non si colpisce in Liguria, Reggio Calabria da sola non ce la può fare, così come da sole non ce la possono fare le DDA di Milano e Torino.

E guarda caso mentre le DDA di Reggio e Milano, così come la Procura di Savona con Granero e quella di Sanremo con Cavallone, puntano al cuore della 'ndrangheta e di quel sistema di illegalità incancrenito (fatto anche di condizionamento/infiltrazione nella politica e nell'economia, così come alle grandi speculazioni edilizie che devastano il territorio e che spesso nascondono il grande riciclaggio, truffe e frodi, anche di soggetti che nulla hanno a che fare con la 'Ndrangheta), arrivano puntuali gli attacchi infamanti, i tentativi di delegittimazione promossi da più parti e da altre, prontamente, assecondati. Ecco perché la DDA di Genova è un tassello fondamentale in questa lotta ed ecco perché da tempo chiediamo soluzione ad una situazione "critica" ormai intollerabile, arrivata dopo anni ed anni di irrefrenabile "indebolimento" durante la gestione Lalla, dopo la partenza del Procuratore Pellegrino... e che ha raggiunto l'apice con l'arrivo di Scolastico.

Noi sappiamo che le Procure sotto attacco oggi sono quelle che stanno lavorando in modo determinato, corretto e costante... e non ci pare davvero possa considerarsi un caso che chi di dovere, mentre tace ed è immobile sulla realtà critica di Genova, si muova invece, accreditando (o non respingendo con nettezza al mittente) gli attacchi infamanti e vergognosi, contro chi guida le Procure in prima linea nel contrasto alla 'Ndrangheta ed alle sue infiltrazioni e collusioni con politica e pezzi dello Stato, siano essi semplici agenti delle Forze dell'Ordine e Magistrati infedeli. L'esempio emblematico di questo rovesciamento della realtà è, crediamo, l'attacco che è stato portato al Procuratore Pignatone... ed a chi, a Reggio Calabria ed altrove, non si piega a condizionamenti o intimidazioni, ma va avanti nel proprio lavoro di servitore fedele dello Stato!

PS

Se a qualcuno fosse sfuggito un dettaglio: in Calabria i mafiosi e sodali costruiscono accuse infamanti e infondate contro il Procuratore Pignatone, mentre a Savona il costruttore NUCERA, dall'impero con i piedi d'argilla, si scaglia contro la Procura che "osa" procedere su di lui ed il suo "impero"... Invece il potente boss Carmelo GULLACE scendeva in campo per difendere il procuratore Scolastico ed il pm Landolfi... ma questo lo avevamo già raccontato leggi qui

PS 2

Alla Procura di Genova è stato trasferito il valido ed esperto Procuratore Aggiunto Nicola Piacente. Questi ha lavorato alla DDA di Milano con Ilda Boccassini e, sempre a Milano con Armando Spataro. Le sue capacità e la sua professionalità sono di straordinaria importanza per la DDA di Genova. Ma anche qui: perché il Procuratore Scolastico non lo ha assegnato (a quanto risulta) alla DDA? E perché si lamentava del fatto che un quotidiano genovese avesse scritto che Piacente sarebbe venuto a seguire la DDA di Genova? Noi, come dicemmo in occasione della notizia del suo trasferimento nel capoluogo ligure, siamo felici del fatto che sia tornato a Genova... e ci pare davvero curioso che un facente funzioni di Procuratore Capo, come Vincenzo Scolastico, avendo a disposizione l'esperienza, capacità e conoscenza di un magistrato come Piacente, non sia stato il primo ad apprezzare tale trasferimento e non abbia provveduto ad inserirlo immediatamente nella DDA!"


Ebbene cosa è successo a seguito della querela del pm Alberto Lari? Semplice, come era già accaduto per gli articoli sui suoi colleghi Landolfi e Scolastico, è scattato il sequestro preventivo della pagina dell'articolo. Un sequestro disposto dal GIP di Torino ed eseguito dalla Postale di Frosinone. Ma vi è un particolare: coma mai il nostro articolo che riportava solo i fatti, ricostruendo esclusivamente i fatti, è stato sequestrato e quello de L'ESPRESSO e di DAGOSPIA, presenti online, con la notizia falsa dell'aumento di stipendio (che invece noi, dopo le verifiche, non abbiamo messo!) sono tranquillamente ancora online? [per verificare basta una ricerca online e comunque ecco qui due link: per l'ESPRESSO vedi qui a pag. 13 e per DAGOSPIA vedi qui].
Non sono molto più letti L'ESPRESSO e DAGOSPIA di noi? E quindi: se con il sequestro preventivo si deve evitare che il "reato" (ipotizzato) prosegua, non bisognerebbe "sequestrare" i siti più letti? Pare di no... o forse sono solo più "potenti" di noi? O forse noi diamo un po' troppo fastidio?

Noi non abbiamo offeso nessuno. Non abbiamo accusato il pm Alberto Lari di alcuna condotta censurabile o illecita. Abbiamo posto una semplice questione di opportunità per evitare che il lavoro del ROS, seguito proprio dal pm Lari, potesse o possa rischiare di essere indebolito o reso vano per questioni che altri indagati potrebbero porre, rallentando inesorabilmente il procedimento.

Se il pm Lari si è sentito offeso di ciò che abbiamo scritto ci dispiace e ci scusiamo di questo perché non era nostra intenzione offenderlo...
E come certamente sa ogni qualvolta noi siamo stati chiamati a fornire elementi utili alle indagini lo abbiamo sempre fatto. Proprio lui ci ha chiesto, attraverso la PG, se potevamo fornire alcuni fotogrammi relativi a contatti di una nota famiglia della 'ndrangheta con un esponente delle Forze dell'Ordine (elemento già consegnato da noi ad altre sedi dell'A.G.)... e noi abbiamo proceduto immediatamente a fornire tale materiale, senza attendere nemmeno un giorno! Se mai avessimo dubitato di lui lo avremmo fatto? Certo che no.
E non ci siamo nemmeno posti il problema che, davanti ad una querela infondata presentata da Ines CAPUANA, moglie di Gino MAMONE, il pm Alberto Lari, procedette a rinviare a giudizio il Presidente della Casa della Legalità, proprio quando la stessa Procura di Genova (con il pm Francesco Pinto) procedeva sui MAMONE per i contatti con gli altri esponenti della criminalità organizzata, per i reati di corruzione e turbativa d'incanto. Abbiamo affrontato il dibattimento con tranquillità, abbiamo dimostrato - come abbiamo fatto anche pubblicamente - che quanto scritto nel nostro articolo era pienamente corretto e non vi era quindi alcuna diffamazione, ed arrivando ad una sentenza di assoluzione piena.


Purtroppo le "criticità" della Procura di Genova che avevamo indicato appaiono ogni giorno di più sempre con maggiore evidenza, come anche gli ultimi elementi relativi alle alluvioni dimostrano. Di cosa stiamo parlando? Semplice:

1) Il facente funzioni di Procuratore Capo, Vincenzo Scolastico, avuta la perizia del geologo incaricato dalla Procura in merito all'alluvione dell'ottobre 2010 a Sestri Ponente, ha proceduto a "blindare" tale perizia, chiudere le indagini, inviare gli avvisi di garanzia? No, ha per prima cosa inviato copia della Perizia dell'accusa a REGIONE LIGURIA, PROVINCIA DI GENOVA e COMUNE DI GENOVA per (lo ha dichiarato lui a Repubblica) "segno di collaborazione civica". Risultato è che quando, mesi dopo, l'indagine seguita in parallelo dal pm Francesco Pinto, è arrivata a conclusione e sono stati notificati gli Avvisi di Garanzia, buona parte degli indagati sono funzionari degli Enti a cui il Procuratore f.f. Scolastico (mesi prima) aveva mandato la Perizia. A noi sembra un tantino anomala questa procedura.

2) Tutti hanno davanti agli occhi le immagini del torrente Fereggiano. Di come era prima dell'alluvione e di come era dopo. Prima un alveo "sporco" con frane non rimosse, arbusti di ogni dimensione che ne ostruivano lo scorrere delle acque. Dopo con un mare di fango che esonda e travolge tutto. E cosa dichiara il Procuratore f.f. Vincenzo Scolastico? Leggendo il sito di Primocanale l'esatto opposto della realtà:
- alveo del Fereggiano era pulito
- acque pulite, poco fango, pochi arbusti, pochi massi.

Poi siamo d'accordo, ed anzi è da anni che lo diciamo, che la cementificazione e le tombinature hanno gravi responsabilità... le principali responsabilità, ma negare evidenze come lo stato dell'alveo del Fereggiano ci pare davvero, e senza offesa, un assurdo!
Video e foto sono fortunatamente online, del prima e del dopo. Quindi è legittimo chiedere cosa abbia visto il Procuratore f.f. Scolastico?

Quindi vogliamo affrontare questa situazione oppure va tutto bene così?

Anche in quest'ultima parte non c'è altro che un susseguirsi di fatti, sempre reali, e osservazioni e domande... Nulla di offensivo o falso. Quindi, di nuovo: Quindi vogliamo affrontare questa situazione oppure va tutto bene così?

Se la ragione fosse dei solerti sequestri preventivi con oscuramento fosse quella della presentazione di querele su quegli articoli, allora dovrebbe essere adottata la stessa misura anche quando le querele vengono presentate  da cittadini che non sono magistrati... ed invece non è così, perché, per fare un esempio, la Procura di Torino non ha eseguito alcun sequestro alla pagina con le diffamazioni ai nostri danni scritte da Alberto LANDOLFI. Quindi dovremmo pensare che di certe questioni non si deve osare parlare, evitando di elencare i fatti reali e le legittime critiche (sempre senza offese ed in modo civile)? Non si possono porre domande ad alcuni non gradite? Noi continuiamo a scrivere i fatti ed esprimere le nostre critiche ed osservazioni... perché questo è un Diritto e, quindi, lo facciamo in ogni ambito e su chiunque sia necessaario!

 

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