La dott.ssa Cappello dovrebbe essere piu' precisa...

Scritto da Ufficio di Presidenza
Manuela Cappello con Beppe Grillo


La Dott.ssa CAPPELLO Manuela in GRAPPIOLO pare non saper leggere i dispositivi delle sentenze. Vediamo con ordine...
Si è concluso il processo di primo grado (che quindi già testimonia di non essere un giudizio definitivo) per la querela presentata contro Abbondanza e Castiglion, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente della Casa della Legalità, dalla dott.ssa CAPPELLO ed a seguito del dibattimento vi è stata un'assoluzione per un capo di imputazione ed una condanna per un altro. Nello specifico...



a) Abbondanza e Castiglion sono stati assolti perché il fatto non sussiste in merito alle pesanti critiche mosse all'operato della Dott.ssa CAPPELLO nella sia qualità di Assessore alla Tutela del Suolo e Urbanistica della Provincia di Genova, confermando che quanto scritto era non soltanto fondato ma anche correttamente esposto. Così è giunta l'assoluzione con formula piena, sia per Abbondanza sia per Castiglion, in merito all'articolo relativo ai fatti di Davagna, ovvero all'articolo "Occhi sulla Val Bisagno. Sugli 'affari' del sindaco di Davagna... tanto di Cappello". Se il capo di imputazione su questo contestava che: "sostenevano (Abbondanza e Castiglion, ndr) che in tale località il nuovo tratto di strada comunale costruito su iniziativa del sindaco, asseritamente per il perseguimento di interessi strettamente personali di quest'ultimo, era stato realizzato in assenza di alcuna pubblica utilità e senza controlli accurati in merito alla compatibilità idrogeologica e ciò era avvenuto grazie al contributo della parte offesa (CAPPELLO, ndr), che in qualità di Assessore provinciale, con inerzie dolose e compiacenti, pur se sollecitata dalla popolazione ad effettuare i controlli necessari, avrebbe appoggiato siffatta illecita iniziativa, sottoscrivendo a tal fine una delibera provinciale da considerarsi illegittima, ed affermavano testualmente: "nessuno voleva fermare questo Candido 'Caterpillar'. Nemmeno la Provincia che ha concesso deroga su deroga, arrivando all'ultima delibera del nuovo assessore all'urbanistica Cappello. Lei che ha visto le carte, ha sentito gli abitanti che l'hanno invitata ad un sopralluogo per verificare i fatti e la realtà... non si è fatta incantare ed ha firmato ed approvato l'operato del Candido Sindaco (...) Lui ci mette i suoi terreni, la neo assessore almeno una firma", così omettendo, tra l'altro, di considerare che la Cappello si era insediata nell'incarico nella giunta provinciale in epoca successiva alla conclusione dell'iter approvativo dell'opera in questione e comunque era priva di competenze istituzionali per adottare le iniziative la cui omissione le veniva addebitata".
L'assoluzione perché il fatto non sussiste dimostra che quanto scritto da Abbondanza e Castiglion, in merito a quanto contestato alla CAPPELLO, era pienamente corretto e correttamente esposto! [per il seguito dell'articolo su Davagna clicca qui]

b) Abbondanza e Castiglion sono stati invece ritenuti responsabili del reato di diffamazione "limitatamente" all'articolo "Uno sguardo più a valle... a San Gottardo".
Forse in questo caso abbiamo scritto l'articolo con troppe battute, rendendo difficile la comprensione che nulla di offensivo vi era, così come non vi era alcuna accusa di illecito. Il taglio satirico non è stato probabilmente compreso. Si era semplicemente ripreso un articolo di una testata giornalistica regolarmente registrata presso il Tribunale di Genova (secondo le norme della stampa) ed avviato un approfondimento, invitando a tutte le verifiche del caso in merito a quanto indicato in tale articolo. Anche in questo caso vi era una pura critica politica, e nessuna volontà diffamatoria, al comportamento della CAPPELLO che, prima delle elezioni amministrative del 2007 (quando venne eletta in Consiglio Comunale e nominata Assessore Provinciale), nella sua qualità di presidente del CIV San Gottardo aveva promesso un mega progetto di ECO-CIV (con tanto di articoli sulla stampa cittadina ed una festa in piazza con Beppe Grillo), che poi si è rivelato una semplice "dichiarazione di intenti", priva di quella copertura finanziaria che la CAPPELLO con il CIV dichiaravano di aver avuto, e che si concretizzava nella posa di alcune fioriere [vedi qui]. Con tale articolo, così come il caso di Davagna, si era semplicemente avviato un approfondimento per capire come stavano i fatti e se fosse vero o meno quanto affermato dalla testata giornalistica "Tabloid della Valbisagno", secondo cui l'incarico della posa delle fioriere sarebbe stata affidata alla ditta del consorte della CAPPELLO. Noi per primi dicemmo che ciò non poteva essere avvenuto, visto e considerato che questi era socio di un immobiliare e, pochi giorni dopo, pubblicavamo gli esiti delle verifiche annunciate ovvero il nome della ditta che aveva vinto la gara di assegnazione delle fioriere così come anche il fatto che diverse società della famiglia GRAPPIOLO (Bruno e Alessandro) avevano incarichi dal Comune di Genova e dalla Provincia di Genova, anche durante il mandato di consigliere comunale e assessore provinciale della CAPPELLO [leggi qui].

Comunque sia considerando che sulla parte più "rilevante" delle contestazioni mosseci (quelle relative ai fatti di Davagna ed al ruolo della CAPPELLO come Assessore Provinciale) abbiamo concentrato la difesa, dimostrando così la fondatezza e correttezza di quanto scritto, una volta lette le motivazioni della sentenza si procederà al ricorso in Appello dove dimostreremo, con estrema tranquillità, che anche nel caso dell'articolo sui fatti di San Gottardo nulla di diffamatorio vi era e quindi arrivando ad un'assoluzione piena anche su questo. [vedi qui il dispositivo della sentenza di primo grado]

Certamente la dott.ssa CAPPELLO ha una qualche difficoltà a rendere evidente quanto sancito dal Giudice di Primo Grado, considerando che si è fatta "paladina" della tutela del territorio, quando proprio su questo punto il Tribunale di Genova ha riconosciuto fondate e corrette le nostre critiche mosse e documentate all'operato della dott.ssa CAPPELLO nella sua veste di Assessore provinciale competente per Tutela del Suolo e Urbanistica. Ma non è certamente corretto che si pubblichi una mistificazione della realtà, cancellando l'assoluzione con formula piena per Abbondanza e Castiglion in merito all'articolo "Occhi sulla Val Bisagno. Sugli 'affari' del sindaco di Davagna... tanto di Cappello", perché così facendo si trae in inganno il lettore.

Detto questo, se sino ad ora abbiamo evitato di promuovere azioni legali contro la dott.ssa CAPPELLO ed altri soggetti a questa collegati nell'ambito dell'ex Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Genova (ora "MoVimento 5 Stelle di Genova"), nonostante insulti di ogni genere e diffamazioni pesanti ai nostri danni, perché si è preferito lasciare correre, visti gli ultimi scritti della dott.ssa CAPPELLO e compagnia, promuoveremo anche noi le azioni legali a nostra tutela, in ogni ambito che si ritiene opportuno.

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