E Gioffre' divenne Prefetto ed arrivo' a Lodi...

Scritto da Ufficio di Presidenza

Pasquale Gioffrè, neo prefetto di LodiIl nuovo Prefetto di Lodi, grazie alle ultime nomine dell'ex Ministro Maroni, è Pasquale Gioffrè. Una vecchia conoscenza. Ne abbiamo parlato più volte e ne abbiamo scritto, oltre che sul sito anche nel libro "Tra la via Emilia e il Clan". Ora che è approdato a Lodi, dopo la promozione a Prefetto anche altri ne parlano...



Ne abbiamo parlato in merito alla questione dei beni confiscati di Vico delle Mele a Genova. Quei tre bassi ed appartamento arrivati in tempi di record a confisca, grazie al lavoro della DIA di Genova che li ha sottratti a Rosario CACI, boss di Cosa Nostra della cosca di MADONIA e legatissimo agli EMMANUELLO. In allora CACI rioccupò i beni confiscatigli, tornò a vivere in quell'appartamento. Addirittura gli venne riconosciuta quella sede per scontare gli "arresti domiciliari". Nel frattempo l'amministratore condominiale, un agente della Polizia Municipale, "distribuisce" le spese condominiali relative all'appartamento confiscato a CACI e dallo stesso rioccupati, sugli altri condomini. Gli abitanti denunciano la questione anche in Prefettura... Così come è evidente che il CACI continua, con gli ZAPPONE, CANFAROTTA e FIUMANO', nel mantenere il controllo mafioso di quel territorio. Anche questo viene segnalato più volte in Prefettura, ma vengono tacciati di fare "terrorismo". Quando scopriamo che CACI ha rioccupato i beni confiscati, facciamo denuncia pubblica e nelle opportune sedi. CACI non viene sgomberato subito. Se ne andrà quando il Comune di Genova gli darà l'ospitalità in albergo (pagando alla fine quasi 30 mila euro). E chi era il funzionario responsabile per queste questioni nella Prefettura di Genova? Pasquale Gioffrè.
Per dovere di cronaca dobbiamo dire che dopo il cambio di incarico di Pasquale Gioffrè, dopo l'arrivo a Genova del prefetto Anna Maria Cancellieri, la Prefettura ha cambiato atteggiamento rispetto alla questione Centro Storico e beni confiscati di vico delle Mele, arrivando a mandare protezione di agenti delle Forze dell'Ordine agli operai che sgomberavano i beni che CACI aveva rioccupato, visto che il CACI continuava a minacciarli. Inoltre sono anche scattate diverse operazioni: quella della DIA con l'Arma dei Carabinieri che ha colpito i CANFAROTTA (5 milioni di beni confiscati ed adozione delle misure di sorveglianza speciale) e quella della Polizia di Stato che ha colpito ZAPPONE (con sequestri di beni, sorveglianza speciale e, proprio oggi, la condanna in primo grado).

Ne abbiamo parlato in merito ai fatti di Arenzano. Qui quando le indagini della Guardia di Finanza si facevano "pesanti", il Comune di Arenzano si auto-scioglie per dimissioni della maggioranza dei consiglieri. Il Prefetto di Genova, in allora il Giuseppe Romano di cui tante volte abbiamo parlato, non in ultimo per la partita dell'Acna di Cengio, nomina come Commissario Straordinario il Pasquale Gioffrè. Qui mentre il Commissario Gioffrè dovrebbe guidare il Comune, essendo decaduti gli organi elettivi (Consiglio e Giunta), risulta dagli atti dell'indagine della Guardia di Finanza che l'ex sindaco Luigi Gambino si dava da fare per aiutare i MAMONE nei loro interessi sull'area dell'ex Stoppani. E' infatti Gambino che mentre è al telefono con Gino MAMONE, chiama il funzionario LAZZARINI del Comune di Arenzano per dargli le indicazioni sul da farsi. Gambino verrà poi rieletto sindaco (e con la nuova amministrazione confermerà come assessore quella Cinzia Damonte che nel 2010, candidata alle regionali, si farà fare la campagna elettorale dal boss della 'ndrangheta Onofrio GARCEA). Nella seduta del Consiglio Comunale del 3 giugno 2008, Gambino afferma che i contatti con i MAMONE li continuò a tenere il Commissario Prefettizio, ovvero Pasquale Gioffrè. Anche in questo ambito bisogna segnalare che la Prefettura di Genova, dopo l'esperienza della guida del prefetto Giuseppe Romano, e l'arrivo del Prefetto Anna Maria Cancellieri ha attivato un serrato controllo sull'attività dell'ente commissariale che ha preso in carico l'area dell'ex Stoppani... ed i MAMONE (così come le ditte del "cartello" di imprese a questi collegate, secondo l'indagine della Guardia di Finanza) non hanno più operato nell'area.

Ne abbiamo parlato poi in riferimento all'associazione "Città del Sole". Questa struttura venne fondata nel 2005. Tra i fondatori e primi dirigenti si trova, ad esempio, Salvatore Ottavio COSMA che risulterà dall'indagine della Guardia di Finanza sui rapporti 'ndrangheta-politica nel 2007 un punto di contatto tra uomini delle cosche e la politica... cercò anche di farli incontrare, gli uomini della 'ndrangheta, con l'allora Ministro della Giustizia Clemente Mastella. Ma non basta. Se COSMA è presidente della "Città del Sole", i Vice-Presidenti alla fondazione sono due: Francescantonio ANASTASIO e proprio Pasquale Gioffrè. Ma chi è ANASTASIO? Per farne un profilo ecco alcuni estratti dagli Atti dell'indagine MAGLIO.

Lo troviamo in riferimento al "FUNERALE DI ANTONIO RAMPINO - 12.2.2008" tra i vari 'ndranghetisti indicati nel servizio di osservazione dal ROS vi è anche ANASTASIO Francescantonio.

Sull'ambientale 20.1.2010 - presso "Mimmo il regno dell'ortofrutta" annotano i ROS:
Problematica inerente la partecipazione al funerale di ANASTASIO Pietro deceduto il 19.1.2010 che GANGEMI Domenico discute con BRUZZANITI Rocco.
GANGEMI Domenico esprimeva tutta la sua ostilità nei confronti della famiglia ANASTASIO con particolare riferimento ad ANASTASIO Francescantonio definendolo un "buffone". Al centro della conversazione, di assoluto rilievo investigativo, rimanevano le questioni legate al rispetto dovuto al capo locale ed il rancore derivante da una "mancanza di rispetto" ricevuta dagli ANASTASIO in occasione del matrimonio proprio di ANASTASIO Francescantonio.
Sull'ambientale del 7.2.2010 presso "Mimmo il regno dell'Ortofrutta" annotano i ROS:
GANGEMI Domenico rende partecipe BRUZZANITI Rocco dei "fatti di 'Ndrangheta" che interessano il locale e gli affiliati genovesi:
GANGEMI DOMENICO: allora Compare Rocco cominciamo da un paragrafo poi andiamo ad un altro...
BRUZZANITI ROCO: ... bontà vostra Compare Mimmo
CONDIDORIO Arcangelo: in occasione del matrimonio di ANASTASIO Francescantonio, GANGEMI Domenico non prendeva parte ai festeggiamenti ma inviava per l'occasione, tramite CONDIDORIO Arcangelo, una busta contenente del denaro come dono.
BATTISTA Raffaele: ANASTASIO Francescantonio, a sua volta, non avrebbe partecipato ai funerali di CAMMAROTO Antonio e della moglie scatenando le ire di BATTISTA Raffaele (nipote dei defunti) che sollevava il problema della "trascuranza".
Nella richiesta di misure per l'operazione MAGLIO 3 vi è poi il capitolo dedicato al "Il funerale di ANASTASIO Pietro (19.1.2010) e la figura di D'AGOSTINO Raffaele". E qui si legge:
Il 19 gennaio 2010 decedeva a Genova ANASTASIO Pietro padre del commercialista ANASTASIO Francescantonio.
La figura di quest'ultimo era già emersa nell'ambito della richiamata indagine "MAGLIO" (...) poiché il professionista risultava in contatto telefonico con l'allora reggente del locale di Genova RAMPINO Antonio (detto "u Massaro"), GANGEMI Domenico ed altri personaggi quali RAIMONDI Giuseppe e BARBUTO Angelo anch'essi indagati nel suddetto procedimento penale.
La scomparsa di ANASTASIO Pietro si rifletteva nei commenti che venivano rilevati nelle discussioni che avvenivano all'interno del negozio "Mimmo il Regno dell'Ortofrutta" gestito da GANGEMI Domenico; in particolare il 24 gennaio 2010 all'interno dell'esercizio commerciale si rilevava la presenza di GANGEMI Domenico il quale discuteva dapprima con CONDIDORIO Arcangelo e, subito dopo, con altri due soggetti non meglio identificati di chiara origine calabrese.
Gli argomenti trattati erano riguardavano la partecipazione alla cerimonia funebre del defunto ANASTASIO dei "rappresentanti" della riviera del ponente ligure, con particolare riguardo a CILONA Domenico, circostanza che aveva inasprito i rapporti in seno al locale genovese.
Prima di affrontare le intercettazioni d'interesse si ritiene utile fornire, per l'esatta comprensione dei brani, un cenno sui soggetti in esse richiamati ed indicati perlopiù con soprannomi e/o alias. Si fa riferimento in particolare a:
- Mico CILONA identificabile nel suddetto CILONA Domenico;
-"Quelli di Toirano" identificabili nei fratelli GULLACE Carmelo Nino ed Elio;
- I BARILARO, identificabili in BARILARO Fortunato e BARILARO Francesco (...).
- "IL LATTONIERE" (colui che lavora la lamiera metallica in genere). Nell'indagine "MAGLIO" il "lattoniere" era identificato in VIOLI Domenico;
- Paolo NUCERA, identificabile in NUCERA Paolo esponente del "locale" di Lavagna;
- Picozzo. L'appellativo di "Picozzeddu", riferito in modo dispregiativo a BELCASTRO Domenico (impegnato nel campo edile e di statura minuta), viene utilizzato da GANGEMI Domenico solo quando si trova in compagnia di affiliati fidati e che condividono l'opinione (non del tutto positiva) di BELCASTRO Domenico;
- Raffaelino, identificabile in BATTISTA Raffaele, più giovane di "dote" e di età di GANGEMI Domenico;
-RAIMONDI, identificabile in RAIMONDI Giuseppe;
-Nino Multari, identificabile in MULTARI Antonino;
-"U Massaro" identificabile in RAMPINO Antonio detto "U Massaro";
-‘Nastasi Pietro identificabile in ANASTASIO Pietro;
-Dottore ANASTASI identificabile in ANASTASIO Francescantonio, commercialista.

Tra gli altri esponenti dell'associazione "Città del Sole", come si può apprendere leggendo la trascrizione dell'atto costitutivo dell'associazione stessa che avevamo fortunatamente salvato, visto che è sparito dal loro sito, troviamo anche Giuseppe PROFITI, uomo legatissimo al Cardinal Tarcisio BERTONE, coinvolto nell'indagine MENSOPOLI a Genova e condannato sia in primo grado, sia in appello, a 6 mesi per turbativa d'asta, ed anche  Gregorio FOGLIANI di Taurianova di cui abbiamo parlato più volte [guarda lo speciale] ed altri ancora... leggi la vecchia pagina del sito della "Città del Sole" .

Ora Gioffrè è Prefetto a Lodi... ed ecco un po di rassegna stampa che riprendono questi nostri passati rilievi:

Qui l'articolo online de "Il Fatto quotidiano"

Qui l'articolo de "L'Unità"

Qui l'articolo de "Il Cittadino"

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