Usura, allarme in Liguria e Confesercenti

Scritto da Ufficio di Presidenza e art. Il Secolo XIX

Confesercenti in Liguria lo fa o lo è? La domanda sorge spontanea. Si sono accorti della piaga drammatica dell'Usura in Liguria, ma non hanno notato che buona parte degli esercizi commerciali, oltre ai fantomatici "circoli culturali e ricreativi", si sono tramutate in "sale da gioco"...


Non lo sanno che è proprio il gioco d'azzardo, come le macchinette mangiasoldi, che portano sul lastrico le famiglie? Pare di no! Infatti su questo non si muovono per sradicare questo fenomeno che, è risaputo, spesso è sotto l'attento controllo delle organizzazioni mafiose, che prima spingono sul lastrico le persone per poi offrire il loro "aiuto".
Probabilmente non si sono nemmeno accorti che oltre al fenomeno dell'usura a Genova, da decenni, si paga il pizzo. Ma anche questo Confesercenti non lo ha notato!

In fondo loro sono sempre attenti ad alcuni aspetti, come ad esempio i contributi a disposizione, tanto, l'importante è fare "analisi" e non azioni concrete di contrasto. Proprio loro tanto legati al Potere potrebbero rompere equilibri storici che garantiscono la pax in questa regione? Certo che no, tanto è vero che, ad esempio, sul Centro Storico ne abbiamo già parlato!

L'articolo de Il Secolo XIX web

La sicurezza come presupposto imprescindibile per lo sviluppo economico: questo il tema centrale del convegno che si è svolto in mattinata a Genova, organizzato da Confesercenti Liguria.

Oltre agli episodi di microcriminalità , i commercianti devono fare i conti con un'altro, preoccupante fenomeno, quello dell'usura: se sino a pochi anni fa anche gli esperti pensavano che fosse prerogativa solo dell'Italia meridionale, adesso i dati confermano che l'usura è un dramma sociale diffuso dappertutto.

Secondo le informazioni raccolte da Confesercenti attraverso "Sos Impresa", l'insieme degli sportelli che si occupano del rapporto tra criminalità organizzata e attività commerciali, Genova risulta decima, tra le prime venticinque province, nel quoziente di rischio usura (calcolato sulla base di indici finanziari e del numero di denunce in rapporto alla popolazione).

«Da questo punto di vista c'è un forte allarme - ha detto Andrea Dameri, funzionario Confesercenti - e l'intenzione è quella di andare ad approfondire questo dato cercando di capire se effettivamente il rischio è cosi alto e se ci sono davvero problemi radicati sul territorio».

Un primo passo è stato fatto con la nascita del progetto Sos Impresa Liguria: «Ci saranno quattro sportelli, uno per provincia - ha spiegato Dameri - cui le persone che hanno problemi di natura finanziaria o che sono state vittime di usura possono rivolgersi per consulenze, supporto psicologico o per ricevere informazioni riguardo all'accesso al fondo di solidarietà».

Da questo punto di vista, la maglia nera in Liguria spetta al Ponente: è in questa zona che, secondo i dati della magistratura, risultano le maggiori infiltrazioni di criminalità organizzata; «in Liguria - ha concluso Dameri - secondo gli i dati più recenti (del 2006, ndr), sono state sette le denunce, che hanno visto coinvolte una ventina di persone».

In Italia, dal punto di vista socio-biografico, l'età delle vittime si concentra soprattutto tra i 41 e i 55 anni; i commercianti coinvolti sono circa 150.000, molti indebitati con più strozzini, che chiedono interessi mensili di circa il 10%.

Elisa Mangini

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