Qualcono voleva chiarezza? Qualcuno diceva che non c'entrava? Estratti dall'ordinanza del GIP

Scritto da Ufficio di Presidenza
Bruno Marchese, il consorte della Sindaco del conflitto di interessi, compare nelle intercettazioni perchè parla con gli uomini dell'associazione a delinquere. Nell'ordinanza del GIP si riportano passaggi che parlano di società di ristorazione e pulizie che fanno capo a Marchese ("il marito ha una cosa di ristorazione e pulizie") e naturalmente dell'appalto... (non risulta indagato)
Massimiliano Morettini
passa a Casagrande "notizie sulle gare così fai il tuo lavoro sporco". Ed è presente agli incontri in cui si definiscono i piani.
(indagato)

Massimo Casagrande
"Le gare appalti le fa la Balzani, ragazzi. L'assessore al bilancio è lei, che è una persona di fiducia del sindaco, una molto brava e ne ho parlato anche al sindaco dicendogli bisogna mettere quattro occhi su quella roba".
(indagato agli arresti)

Oltre ai dialoghi telefonici e quelli nei locali, anche gli SMS non possono mancare ai faccendieri della "nuova stagione". Casagrande il 06/02/2007 (in campagna elettorale) scrive a Francesca "mi serve per lunedì un incontro della marta con quelli di vercelli... poi senza di lei andiamo avanti", quasi immediata la risposta di Francesca "la sindaco di tutti e a Strasburgo.. quindi o venerdì oppure venerdì successivo..."
Casagrande preso atto della risposta di Francesca lo chiama il giorno seguente e ritorna sull'argomento, ovvero "sulla presenza della Vincenzi a Genova per combinare il sospirato incontro con l'Alessio; significativo l'atteggiamento del Francesca in grado di far partecipare la Vincenzi al citato avvenimento..."
Poi spunta il solito Franco Lazzarini, quello dell'associazione di Burlando "Maestrale" e soprattutto della Ital Broker, società in cui figura anche uno dei soci, Giuseppe Marzo che oltre ad essere amico di D'Alema è anche nelle società "dipietriste" amministrate dalla consigliera regionale Carmen Patrizia Muratore e Franco Arata (ex finanziare condannato per tangenti) entrambi dirigenti regionale dell'IdV.

Altro bellissimo panorama è quello sulle possibili "inchieste", dove rispuntano Marta & consorte.
Quando si inizia a parlare di una possibile indagine che coinvolge il Comune, Fedrazzoni e Casagrande entrano in azione. Fedrazzoni: "Ma la Marta ne è a conoscenza?" Casagrande: "Certo, siamo andati dai giornali e gli abbiamo detto se per favore, salvo che chi era indagato che non poteva farne a meno, non fatelo uscire... io sono andato su e lui mi ha detto "nessun indagato". E lei lo sai che botta prendeva?" Casagrande: "Eh". Fedrazzoni: "Il marito queste cose le sa, che poi gli dà i suggerimenti".
Casagrande: "Ma a me non mi interessa, io l'ho detto espressamente, ho fatto una rissa l'altra sera col marito della Marta, giù al telefono... due ore al telefono, gli ho detto, ho detto ‘guarda, mi fate una società per me che non fa niente e io faccio il presidente. Mi fate una società per me... han fatto la società per Borzani, la Fondazione, mi fanno una società per me, nuova con un oggetto... poi l'oggetto ce lo mettiamo dopo".

Per la Procura l'accordo si fonda per il controllo degli appalti. Morettini, assessore, "è garante verso Alessio, per il tramite di Casagrande, nella partecipazione e nella aggiudicazione di talune gare nel settore della ristorazione collettiva". E' stato Stefano Francesca (che prima delle elezioni viene già definito: "il Capo di Gabinetto, quello che ha la società di pubblicità..."), parlando con Casagrande, a rimarcare il perso di Morettini: "Ho portato anche con il compagno Morettini nel comitato a fare... il rappresentante della sinistra, diciamo, che lavora..." Di Morettini ne parlano poi Fedrazzoni e Casagrande: "E poi vediamo domani se riusciamo a mettere un attimo in mezzo Massimiliano, ci facciamo un salto". Il Gip scrive: "All'invito, Morettini aderiva con un proprio contributo che si sostanzierebbe nell'avvertire i suoi complici circa la convenienza e l'esistenza di appalti nel settore pubblico". Morettini telefona a Casagrande: "Ti passerò due notizie sulle gare e gli appalti... di qualunque cosa, tutte quelle che raccatto...".

Poi ci sono gli altri. C'è tutto il capitolo relativo al cardinal Bertone che "è efficiente", dice D'Antino (Corte dei Conti) ad Alessio "serve per la copertura". Emerge che Veardo (quello che aveva i mal di pancia per il "marcio" qualche anno ma ha ritrovato la serenità senza dire nulla alla Procura) è Assessore alla Scuola voluto da Bagnasco con pressioni fortissime, scalzando Morettini che si è beccato le "botte" di "scemo" di Casagrande, mentre Alessio: "Adesso qui c'è Bagnasco che comanda... noi qua, su Genova, non contiamo più un c...."

Si scopre che Casagrande non dimentica nemmeno di parlare del suo "maestro" Cavelli Mauro (ora presidente dell'Aster) e degli insegnamenti da lui ricevuti. Si ritrovano tutti i movimenti per la realizzazione della compagine degli assessorati. Si parla di sinistra ed ex correntonte dei ds... tutto senza vergogna e senza pudore.

Ora chi ha detto che non sapeva nulla, che non c'entra nulla, vogliamo capire come spiega, citandone una delle tante, l'ambientale effettuata il 17 maggio 2007 presso il Saint Cyr, dove il "comitato d'affari" - come definito dal pm - è riunito al gran completo con "Casagrande, Fedrazzoni, Morettini, Alessio, Francesca" per "discutere degli importi e delle modalità di emissione delle fatture false da parte della società che fa capo a Francesca in favore della Alessio spa". E proprio sul giro di false fatturazioni i finanziari scrivono: " E' tipico che imprese beneficiarie delle fatturazioni paghino la prestazione attraverso bonifici bancari, lasciando così una traccia contabile a garanzia e prova della (apparente) regolarità delle operazioni effettuate. In tal modo esse usufruiscono di vantaggi fiscali, inerenti la deduzione dei costi e la deducibilità dell'Iva con grave danno per l'erario".

Questo è solo un assaggio delle centinaia e centinaia di pagine che inchiodano gli indagati (arrestati e non), e che svelano anche riferimenti a Bruno Marchese e la piena disponibilità da parte del Sindaco, Marta Vincenzi, verso quel gruppo che per la Procura è un "comitato d'affari", ovvero un'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbativa d'asta. Ma il Sindaco lo ha detto lei ha fiducia nei suoi collaboratori!
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