Nota e Comunicato Stampa su Arresti, nuove indagini e iniziativa civile

Scritto da Ufficio di Presidenza
[Comunicato Stampa] Il panorama della Tangentopoli genovese, dopo gli arresti di oggi ed i nuovi filoni di indagine, mette in evidenza il "sistema" di corruzione e collusione, fondato sulla clientela ed il ricatto, che controlla la città, confermando quanto da anni come "Casa della Legalità" dettagliatamente denunciamo (con segnalazioni, iniziative, denunce, oltre che sul sito www.casadellalegalita.org), subendo attacchi, intimidazioni e pesanti tentativi di isolamento...
Ringraziamo la Procura ed i nuclei investigativi per il lavoro che stanno portando avanti sui diversi filoni (Porto, Cornigliano, Stoppani, Erzelli, Darsena, sanità, cementificazioni, appalti e incarichi degli enti locali, della Regione Liguria e delle società partecipate, mafie). Questo lavoro rende evidente che nessuno è intoccabile e non ci sono "santuari".

La magistratura deve andare avanti mentre chiunque è conoscenza di fatti utili alle indagini deve collaborare con gli inquirenti.
In parallelo i giornalisti devono poter continuare a dare una completa e corretta informazione su ciò che sta accadendo mentre i cittadini devono mobilitarsi, essere partecipi, perché oltre alla "questione penale" che compete solo alla magistratura, vi è una "questione morale" ed etica sui cui è la società ed i cittadini che devono giudicare.

Per questo già sabato 24 maggio si terrà una prima iniziativa pubblica di informazione e azione. L'appuntamento è in Largo Pertini a Genova, alle 15, ed è promosso dalla "Casa della Legalità" insieme a "Il Grillo di Genova" Meetup Amici di Beppe Grillo - Genova 2.

Dobbiamo ripartire dall'invito che faceva, non molti anni fa, quell'ex sindaco di Genova, onesto ed indipendente e che per questo fu cacciato dai Partiti: quando si hanno davanti persone che piegano l'interesse generale e la gestione della cosa pubblica ad interessi particolari, privati, degli amici o degli "amici degli amici", tutti dobbiamo fare la nostra parte per "cacciare questa brutta gente".




NOTA STAMPA


Il fatto che il Gip abbia convalidato le richieste di detenzione in carcere per i componenti dell'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e turbativa d'asta individuata dalla Procura nel Comune di Genova dimostra che gli elementi probatori sono forti e decisive. Da questa mattina Francesca, Fedrazzoni, Casagrande e Alessio, sono in carcere, mentre per Profiti, l'uomo del cardinal Bertone - per cui l'accusa è solo turbativa d'asta - è agli arresti domiciliari. Mentre nessun provvedimento sembra essere stato emesso per i due ormai ex Assessori (Morettini e Striano), anch'essi coinvolti nell'inchiesta con oltre un anno di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Possiamo ora dire che la prima fase è chiusa e conferma il serio e preciso lavoro del pm Pinto e della squadra investigativa della Finanza.

Ora gli scenari che si aprono sono molteplici ed inquietanti. Non solo perché il "collettore" Massimo Casagrande ha già effettuato oltre 17 ore di interrogatorio in cui certamente sono emersi utili elementi al vaglio dei Magistrati, ma anche perché diventano sempre più evidenti i legami tra le diverse inchieste della Procura di Genova che vanno dal Porto a Cornigliano, dalla Stoppani agli Erzelli, dalla Darsena agli appalti e incarichi degli enti pubblici, della Regione Liguria e delle società partecipate. Apprendiamo, oggi, da Il Secolo XIX, ad esempio, che sono oggetto di indagine anche gli affari della famiglia Mamone, che lo Stato con diversi Atti ufficiali, indica quale famiglia della ‘ndrangheta attiva a Genova, come abbiamo anche appreso - lunedì - da Repubblica, che anche un'altra "famiglia" calabrese attiva nella ristorazione è "sotto controllo" per una concessione demaniale.

La politica (tutta) si mostra "passiva" come al solito, dopo gli arresti di oggi tra cui quello del portavoce del Sindaco ed ideatore della "nuova stagione", quasi a non voler far capire che la "cupola" sta scricchiolando. La Sindaco del "conflitto di interessi" continua nel ribadire che la sua amministrazione non c'entra niente, come se i fatti di questi giorni riguardassero Marte, mentre altri, come il capogruppo del PD in Comune, esprime soddisfazione perché "almeno i due assessori non sono stati ancora arrestati".

La magistratura deve andare avanti mentre chiunque è conoscenza di fatti utili alle indagini deve collaborare con gli inquirenti. Ora è evidente che nessuno è intoccabile e non ci sono "santuari". Il "sistema" fondato sul ricatto e la clientela può essere colpito.
In parallelo i giornalisti devono poter continuare a dare informazione su ciò che sta accadendo ed i cittadini devono mobilitarsi, essere partecipi, perché oltre alla "questione penale" che compete solo alla magistratura, vi è una "questione morale" ed "etica" sui cui è la società ed i cittadini che devono giudicare.

I tentativi di fermare l'inchiesta sono evidenti a partire dalla fuga di notizie che ha imposto un'accelerazione dell'azione giudiziaria. Noi cercheremo di fare tutto il possibile per portare un contributo ulteriore alle indagini, oltre alle segnalazioni che in questi anni abbiamo effettuato ed alle inchieste che abbiamo realizzato e pubblicato. Come abbiamo ribadito quello che è sul nostro sito è pubblico e può essere ripreso. Le informazioni che le attività degli Osservatori hanno raccolto, come l'eventuale conoscenza di elementi di indagini in corso, è inutile che ci vengano richieste perché non usciranno nemmeno sotto tortura.

Auspichiamo che i giornalisti seri che hanno seguito la cronaca giudiziaria della Tangentopoli genovese, come Marco Menduni e Ferruccio Sansa de Il Secolo XIX e Massimo Calandri e Marco Preve de La Repubblica, possano continuare il loro lavoro di informazione sui fatti. Impedire l'informazione dei cittadini è da ritenersi un elemento dannoso non solo perché può anche impedire a persone che sono conoscenza di fatti oggetto di indagine di fornire alla magistratura la propria testimonianza, ma anche perché il "silenzio" è un elemento essenziale per quanti vogliono bloccare - o quanto meno indebolire - le inchieste giudiziarie. -

Ma anche per questo saremo il 24 maggio in piazza [volantino .jpg ]. Si va avanti...
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