Tangentopoli genovese - risposta alle dichiarazioni di Marta Vincenzi

Scritto da Ufficio di Presidenza

Marta Vincenzi afferma, in Consiglio Comunale, che davanti alla possibile corruzione "la politica è debole" e che "servono delle regole". Aggiunge inoltre che la corruzione è responsabilità esclusiva di alcuni individui, personale, come ad esempio di quelli che vengono chiamati "collettori".Ma Marta Vincenzi dove vive?...


Le regole ci sono, basterebbe rispettarle. Il problema è che la politica è ormai decisa da comitati d'affari con anche protagonisti e relazioni inquietanti. Ed inoltre: la corruzione è del "sistema", un singolo, come i "collettori" di mazzette, sono tali perché possono condizionare e decidere appalti, incarichi, finanziamenti, assegnazioni. Se agissero in proprio non ci sarebbe corruzione, perché la mazzetta che "trasportano" parte da uno ed arriva all'altro. Se non ci fosse un "sistema" che li riconosce quali "collettori" questi non potrebbero fare nulla!

Ripete che la sua Giunta ha fatto della "trasparenza" la sua caratteristica fondamentale. Come parole davvero niente male, ma appunto solo parole sganciate dalla realtà. Quella che abbiamo visto, che il lavoro della Procura ha svelato e svela, e che poi in larga parte come "Casa della Legalità" abbiamo denunciato più volte, dimostra che la realtà è l'esatto opposto alle parole della Vincenzi.

La "cupola" che domina la città sta scricchiolando, ed i comitati d'affari che in essa si contendono il predominio sono oggetto permanente - per i fatti e non per opinioni - dei controlli e dei procedimenti giudiziari. Questo in un quadro in cui si trovano legami con società di famiglie d'origine calabrese legate alla ‘ndrangheta, sia nel settore della ristorazione che della cementificazione ed in quello delle bonifiche, come anche legami con soggetti che portano ai vertici del Vaticano.

La signora Vincenzi, che è "la" Sindaco del conflitto di interessi in quanto consorte di Bruno Marchese, sa bene quello che è questo "sistema" e non può dire che non "capisce" cosa sta succedendo. Non può dire che la sua amministrazione è esente, visto che tre dei principali indagati sono tra i suoi più stretti collaboratori (da ben prima della sua elezione a Sindaco!). Ma non può dirlo nemmeno perché si smentisce da sola quando afferma che la sua amministrazione vuole essere "discontinua" con la passata amministrazione, mentre ha confermato nei ruoli chiave della Giunta e nelle società partecipate e controllate dal Comune gli stessi uomini della passata amministrazione (Margini, Tiezzi, Ghio, Castellano, Pericu,...)

Mente spudoratamente, come ha fatto sul "conflitto di interessi" che la vede protagonista (ora come ai tempi della Presidenza della Provincia 1993-2002 e da assessore comunale sino all'elezione al Parlamento europeo), quando afferma che la sua Giunta ha scisso il ruolo di indirizzo (Giunta) e di gestione (Direzioni). Dicendo questo, mente sapendo di mentire, visto che i dirigenti sono nominati dalla Giunta su rapporto fiduciario del Sindaco. Se qualche dirigente nominato non fa quello che la Giunta ed il Sindaco vogliono perde incarico (e stipendio)! Dove è quindi l'indipendenza e autonomia della gestione rispetto all'indirizzo? Non c'è! Inoltre l'amministrazione ha confermato nella Segreteria Generale, competente per pareri sulla legittimità e correttezza delle deliberazioni nonché per bandi e gare, una persona, Isola, rinviata a giudizio per corruzione.

Inoltre ricordiamo che la questione penale è un aspetto che compete esclusivamente al Potere giudiziario, mentre la questione morale ed etica è un aspetto che riguarda i rapporti sociali e, come nel caso della pubblica amministrazione, anche politici. I fatti evidenziati e provati dalle indagini (non solo mensopoli!) sono più che sufficienti per un giudizio etico e morale sugli amministratori pubblici ed i collaboratori del Sindaco. Quindi cosa c'è ancora da attendere? Non si comprende... e l'unica spiegazione plausibile è che le scelte di non assunzione delle responsabilità di decisioni immediate, derivino dalla volontà di "coprire" qualcuno per evitare che questi qualcuno parlino.

Che uno degli uomini più vicini alla Vincenzi ed alla sua "nuova stagione" sia anche il legale di buona parte di quei "professionisti" calabresi, come che l'altro fulcro della corruzione - secondo quanto evidenziato dalle intercettazioni (ambientali e telefonici) sia l'uomo ombra (e "immagine") della Sindaco, come che gli assessori su cui pesano materiali probatori pesantissimi siano stati prescelti da lei stessa, e che tutti operassero nel precedente ciclo amministrativo ed in questo "nuovo", sembra essere una bazzecola... ma purtroppo non lo è!

Si parla di "codice etico" ma non si sa di cosa si parla, questo è il teatrino di un "sistema" che cerca disperatamente di auto-tutelarsi strenuamente e di abusare - strumentalmente - di termini come "legalità", "trasparenze", "questione morale" e, appunto, "etica". Le Procure arrivano quando la politica è marcia e chi gestisce il Potere è corrotto o colluso; non interviene per rovinare l'immagine di una città o di una Giunta. Se non ci fossero coloro che commettono reati e se chi commette i reati fosse allontanato dalla gestione della cosa pubblica quando "sgarra", gli agenti della giudiziaria non dovrebbero venirli a prenderli a Palazzo.

Per questo la "Casa della Legalità" ancora una volta si schiera a sostegno di quei magistrati che portano avanti le inchieste in modo indipendente e parallelamente esprime l'auspicio che siano bloccati quei tentativi - in cui rientra anche la fuga di notizie - di fermare, o quanto meno indebolire, le indagini.
Noi abbiamo sempre operato per fornire informazioni utili alla demolizione della "cupola" e continuiamo a farlo perché siamo convinti che se Mani Pulite non ha rappresentato la fine della "corruzione" è perché si è delegato il contrasto al "sistema" alla sola magistratura, quando invece è compito e dovere civile di ogni cittadino.

Per questo la "Casa della Legalità" insieme a "Il Grillo di Genova", Meetup degli Amici di Beppe Grillo - Genova 2, continuerà l'azione del "fiato sul collo" all'amministrazione pubblica e di informazione sui fatti, iniziando da sabato 24 maggio 2008, alle ore 15:00 in Largo Pertini, con un incontro pubblico sulla Tangentopoli genovese.


Nota:

- il volantino per il 24 maggio

- lo speciale sulla Tangentopoli genovese

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