Quattro signore del Palazzo e qualche bazzecola

Scritto da Ufficio di Presidenza

Marta Vincenzi, la sindaco del "conflitto di interessi", continua a ripetere che i cittadini possono stare tranquilli perché nella sua amministrazione non c'è marcio. Se vivesse in un condominio, potremmo pensare che il riferimento sia all'amministrazione condominiale, e potremmo anche crederle. Ma non è così e lei stessa lo sa benissimo...


1) tre dei principali indagati sono da tempo memorabile (ben prima della sua elezione a Sindaco) legati a lei. Morettini, Casagrande, Francesca li ha scelti lei quali stretti collaboratori, già nella battaglia interna ai Ds, nella sua esperienza al Parlamento europeo(e quindi con l'Elm), nella sua campagna elettorale. Lei non sa cosa facevano il suo braccio destro, quello sinistro e la sua ombra? Possibile, ma allora significa che non è in grado di garantire l'amministrazione di una macchina complessa e articolata come il Comune di Genova.
2) afferma, insieme ai suoi più stretti collaboratori, che la sua Giunta è in radicale "discontinuità" con l'amministrazione Pericu (quella di cui ha fatto parte anche lei e che ha sempre sostenuto, sic!), sottolineando quali discriminanti di tale differenza quelle della trasparenza e della correttezza. Ma allora, seguendo questo ragionamento, significa che lei ed i suoi collaboratori sono a conoscenza di fatti per cui la Giunta Pericu non ha garantito trasparenza e correttezza nella gestione della cosa pubblica. Se è così - e non abbiamo alcun dubbio in questo senso - perché non va in Procura e segnala tutto, portando quelle carte relative alla gestione non trasparente e scorretta? Perché non blocca progetti, incarichi e appalti che "puzzano"? Fare affermazioni nette comporta, se si vuole essere credibili, compiere poi conseguenti passi altrettanto netti, altrimenti è il solito parlar bene e razzolare male!
3) la "discontinuità" di cui parla si è inoltre infranta nella conferma degli uomini della Giunta Pericu in nodi chiave della Pubblica Amministrazione. Oltre a Isola, nonostante il rinvio a giudizio per corruzione, confermato nella Segreteria Generale (competente per pareri sulla legittimità degli atti e delle gare), ci sono ad esempio: Mario Margini e Gianfranco Tiezzi, confermasti in assessorati chiave dalla Giunta Vincenzi. Poi ci sono le nomine nei Cda delle partecipate e municipalizzate degli ex assessori della Giunta Pericu, come ad esempio Ghio, Castellano, Margini e lo stesso Pericu nel Cda dell'Aereoporto. Abbiamo poi la conferma di uomini già nominati da Pericu nei Cda, tra cui Michele Fossa ex iscritto alla P2 e collaboratore (assessore) di Alberto Teardo.


Maria Angela Danzì, Segretario Generale del Comune di Genova, dichiara che la Giunta Vincenzi ha realizzato una "svolta radicale" in fatto di gare e appalti. "In primo luogo c'è stata una drastica separazione tra le funzioni di indirizzo (alla giunta) e quelle di gestione (ai dirigenti interni); quindi è stato creato un ufficio apposito, slegato dalla politica, ed è stata effettuata una totale rotazione degli incarichi tra dirigenti per evitare incarichi prolungati negli stessi ruoli di gestione". Come presentazione niente da dire... merita il Nobel! Peccato che si è omesso di dire alcune bazzecole, vediamole.

1) I Dirigenti sono nominati dal Sindaco su rapporto fiduciario. Così prevede il Regolamento e così la Vincenzi ha fatto appena insediata la sua Giunta. Ha nominato una schiera di "suoi uomini" alle Direzioni del Comune di Genova. Persone che sono lì, a quegli incarichi (e compensi), perché godono della fiducia del Sindaco, la Vincenzi, e non per un concorso. Per fare un esempio emblematico prendiamo Paolo Tizzoni, vice presidente della Provincia per entrambi i mandati guidati dalla stessa Vincenzi ed ora al vertice dell'amministrazione comunale.
2) Gli incarichi esterni, le consulenze, come l'organizzazione interna alle singole direzioni ed uffici è decisa dai Direttori nominati dal Sindaco (su suo rapporto fiduciario!).
3) A chi rispondono i dirigenti? Al Sindaco! Quindi dove è l'indipendenza degli stessi dalla Giunta? Non esiste!
4) Ci sono poi le gare e gli incarichi decisi e deliberati dalle società partecipate e/o controllate dal Comune. Chi nomina i Cda? Il Sindaco e la sua Giunta ed abbiamo già visto che sono sempre gli stessi, gli uomini della Giunta Pericu e uomini di partito (e di corrente), spesso con nessuna competenza rispetto alle funzioni delle società a cui sono stati "assegnati". Anche questi "consiglieri" a chi rispondono? A chi li ha nominati (cioè il Sindaco e la Giunta)! E chi li controlla nella gestione delle società a diritto privato? Chi li ha nominati (cioè il Sindaco e la Giunta)!


Manuela Cappello in Grappiolo e Merylin Fusco, rispettivamente capogruppo e consigliera dell'Italia dei Valori in Consiglio Comunale, affermano che la loro "presenza nell'amministrazione è una garanzia di maggior controllo... le indagini sono ancora in corso e si riferiscono a fatti iniziati nel 2005" (Cappello) e "Non vedo proprio perché dovremmo lasciare la giunta e la maggioranza. Siamo ancora in una fase procedimentale dell'inchiesta, bisogna aspettare gli sviluppi... La maggioranza adesso dev'essere più che mai compatta e noi la sosterremo" (Fusco). Nonostante la questione scoperchiata dalla magistratura, nel Palazzo certe battute sono utili come il gas esilarante, in questi giorni.

1) Vi sono due assessori, Striano e Morettini, il braccio destro del Sindaco, Francesca, ed uno dei collaboratori del Sindaco, Casagrande, nell'occhio del ciclone. Ci sono sei richieste di custodia cautelare in carcere del pm con 600 pagine di intercettazioni (e trascrizioni) telefoniche ed ambientali. (Casagrande ha avuto un interrogatorio in un giorno durato 11 ore). Quali sviluppi bisogna aspettare per dire che quelle persone dal punto di vista etico (che esula da quello penale e che farà il suo corso in Procura) non devono avere incarichi nella Pubblica Amministrazione? Cosa bisogna aspettare per verificare che il Sindaco che lì ha scelti uno ad uno (e come detto: da lungo tempo, ben prima di divenire Sindaco) o non è in grado di scegliere se non si è accorta di quello che stavano facendo, oppure, se era a conoscenza, si tratta di qualcosa di ben più "pesante" della semplice ingenuità? Magistrati seri, come ad esempio Borsellino e Davigo, ci hanno spiegato più volte che l'aspetto penale, quello seguito dall'autorità giudiziaria, è una cosa, mentre l'aspetto etico e morale compete alla politica e non deve aspettare o seguire gli esiti del processo penale, bastano i fatti accertati per fare pulizia...basta volerlo!
2) "fatti iniziati nel 2005" ma proseguiti con la Giunta Vincenzi, visto che siamo nel 2008 e che le persone coinvolte sono in questa Giunta. Quindi dove sarebbe "la garanzia di maggior controllo" che lor signore garantirebbero nell'amministrazione? Non è dato saperlo! Loro sono convinte che bastino delle belle parole e qualche sorriso per farci dimenticare l'accaduto, che dame!
3) La signora Cappello in Grappiolo probabilmente ha considerato che togliere la fiducia alla Vincenzi (nella veste di capogruppo e consigliera in Comune) potrebbe causarle la perdita dell'Assessorato alla Difesa del Suolo e Urbanistica della Giunta Provinciale (da dove si autorizzano tante belle deroghe su deroghe alla faccia dei vincoli del Piano di Bacino, come ampiamente dimostrato da noi sul caso di Davagna o su altri abusi, come sollevato da Il Secolo XIX, alla faccia della lotta alla cementificazione).
La signora Fusco, invece, da quando è entrata nell'Idv ribadisce che nella Giunta Vincenzi ci deve essere più spazio per il suo partito e, certamente, uscire dalla maggioranza significherebbe non poter entrare in Giunta.
Bisogna capirle, loro rappresentano la battaglia per "quote rosa", mica quella per la "questione morale".


Le arrampicate sugli specchi per tranquillizzare e far credere alla gente che non sia successo nulla, ci spiace ma non passano! Le indagini della Procura di Genova, portate avanti da magistrati a cui va tutto la nostra riconoscenza e solidarietà, su Porto ed aree, sulla Stoppani e sugli Appalti, come sulla questione della lottizzazione politico-massonica della Sanità, mettono in evidenza un "sistema" marcio. Comitati d'affari che si contrappongono per spartirsi la torta dei finanziamenti, degli appalti e delle concessioni di aree strategiche. Gruppi di potere, con collusioni inquietanti, che operano in regimi di "monopolio" e soffocano il mercato e lo sviluppo. Associazioni "sociali" e "culturali" che si sono fatte lobby pienamente integrate nel "sistema" e che per questo hanno posizioni dominanti tali da fagocitare fondi e strutture. Un "sistema" che si regge su clientele e ricatti che soffoca e distrugge chiunque osi opporsi e non accetti il deliberato della "cupola". Tutto questo è ormai palese, i tasselli del puzzle sono ormai quasi tutti composti.

Certo l'unica speranza di sopravvivenza di questo "sistema" è quella di convincere che la corruzione e la collusione sia un fatto marginale, fisiologico. Peccato che non sia così e la corruzione sia la principale causa per cui non solo il mercato è bloccato, ma che comporta un danno devastante a ciascun cittadino. La corruzione significa che risorse destinate ai servizi (trasporto, scuola, sanità, servizi sociali,...) vengono sottratte a questo fine portando a servizi insufficienti e inefficienti. Appalti viziati da tangenti significano lavori più scadenti pagati a caro prezzo. Una gestione della cosa pubblica viziata dalla commistione politica-affari vuole dire che, ad esempio, il territorio sarà preda di colate di cemento e speculazioni perché i palazzinari sovvenzioneranno profusamente i partiti e gli amministratori (con contributi per le campagne elettorali, ad esempio) e così per ogni decisione in cui la pubblica amministrazione, che dovrebbe tutelare esclusivamente l'interesse generale, invece tutela e promuovere gli interessi particolari, privati, degli amici e degli "amici degli amici"). Un "sistema" corrotto omette ogni sorta di controllo, così quando, ad esempio, i terminalisti sono sovvenzionatori dei politici ed amministratori pubblici, godranno di un occhio di riguardo nelle "ispezioni", mentre gli incidenti e le morti dei lavoratori proseguiranno.

Questa è la Questione Morale che viene ignorata e che esula da quella Penale. Non confondiamo le "questioni" e non prendiamoci in giro. Noi andiamo avanti e continueremo come abbiamo fatto in questi anni a denunciare pubblicamente quello che non funziona e le responsabilità. L'oligarchia, il "sistema", non è intoccabile, occorre solo vincere la paura per denunciarne e segnalarne a chi di competenza le responsabilità. Siamo certi che anche i giornalisti con la schiena dritta, che in questa città ci sono, continueranno a fare informazione, dimostrandosi cani da guardia e non di compagnia. Siamo certi che i magistrati andranno fino in fondo. Occorre però che la società si svegli, che i cittadini prendano coscienza di quello che sta accadendo, si muovano per "cacciare questa brutta gente" che usa e abusa delle cariche pubbliche contro l'interesse dei cittadini e del territorio.


PS
Noi lo abbiamo già detto e dimostrato, ma lo ribadiamo ancora una volta: i dirigenti della Casa della Legalità non si candideranno a nessuna carica pubblica. Noi continueremo il nostro lavoro civile, sociale e culturale. L'impegno per la Legalità che noi portiamo avanti non ha alcun fine di parte e noi siamo e restiamo coerenti a questo.

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