Genova a piccoli passi, la nuova Tangentopoli

Scritto da Ufficio di Presidenza

Ne abbiamo parlato tanto tempo fa. Lo avevano annunciato. Ora inchiesta dopo inchiesta il sipario si sta aprendo sul sistema di corruzione e collusione che domina nella Superba...

Se vogliamo essere precisi è dai primi anni 2000 che Abbondanza avanzava denunce dettagliate - pubbliche ed in Procura - sull'associazione a delinquere che piegava l'intesse pubblico alla corruzione, attraverso consulenze, appalti, contributi e incarichi, in questa città.
Ora ci si avvicina al giro di boa e quel sistema viene scoperchiato, anche i più stretti collaboratori del Sindaco Marta Vincenzi, ci sono dentro. Le torri stanno crollando sullo scacchiere. Vengono colpiti quegli anelli di collusione e corruzione che per anni hanno condizionato (e soffocato) lo sviluppo di Genova. Il partito trasversale degli affari viene, inchiesta dopo inchiesta, da parte della Procura, messo sotto scacco. Porto, Darsena, Cornigliano, Stoppani, Erzelli,... e ora il Comune, tasselli che stanno componendo il quadro generale di un "sistema" marcio.
E' brutto dover dire "l'avevano detto" ma dobbiamo dirlo, perché in questi anni Genova è stata piegata da una cupola che fondava il suo potere su clientele, sul controllo assoluto in merito a destinazioni e assegnazioni di aree strategiche e con l'assegnazione di consulenze, contributi, appalti e incarichi esclusivi agli "amici degli amici".
Ci hanno dato dei "pazzi", ci hanno tacciato di essere "calunniatori e diffamatori", qualcuno ci disse anche che ci voleva "spaccare la facci", altri hanno cercato di intimidirci e minacciarci, come hanno intimidito, minacciato e aggredito la collaboratrice di giustizia proveniente dalla famiglia Mamone della ‘ndrangheta. Ci hanno fatto la guerra ed hanno cercato in tutti i modi di soffocarci, di isolarci. Ma noi siamo andati avanti, abbiamo continuato, con fatica. Sappiamo che la macchina giudiziaria è lenta, ma sappiamo anche che con la pazienza i risultati arrivano ed anche quanti si mostrano "belli e buoni", ben protetti da incarichi di partito, consulenze pubbliche ed amicizie altolocate, ma sempre marci dentro, vengono alla fine scovati.
Sarebbe bello se chi sa, chi è a conoscenza dei fatti e misfatti delle amministrazioni pubbliche si mettesse a disposizione della magistratura e collaborasse fornendo ulteriori tasselli di un mosaico che si sta completando comunque grazie al lavoro paziente di alcuni magistrati e grazie anche al silenzio squarciato, reso possibile non solo da quanti, testardamente, hanno "rotto" ma anche grazie ad alcuni giornalisti con la schiena dritta come, ad esempio, Ferruccio Sansa, Marco Menduni e Matteo Indice de Il Secolo XIX oltre che Marco Preve e Massimo Calandri de la Repubblica - Genova.
... e siamo solo all'inizio!


Rassegna del 16.05.2008

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Il Secolo XIX -
Genova trema: quanti indagati a Palazzo Tursi

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