Le prove (documentali) sul Comune di Ventimiglia (e qualcosa d'altro)

Scritto da Ufficio di Presidenza

[in coda il testo integrale della Relazione della Commissione d'Accesso al Comune di Ventimiglia]

I Giudici del Consiglio di Stato che hanno pronunciato la Sentenza che annulla il Decreto di scioglimento/commissariamento per condizionamento della 'ndrangheta dell'Amministrazione Comunale di Ventimiglia, non si comprende, anche sforzandosi nell'immaginazione, quali Atti abbiano letto e valutato, per giungere a tale conclusione, visto il testo delle motivazioni della Sentenza testimonia l'assoluta e totale ignoranza degli Atti alla base dello scioglimento/commissariamento.

Quella Sentenzacome abbiamo già scritto e documentato – è, infatti, totalmente slegata dalla realtà documentale, oltre che pericoloso precedente che va a mettere in discussione la giurisprudenza consolidata in materia, travalicando, inoltre i limiti di competenza spettanti alla magistratura amministrativa.

Una Sentenza che pare essere stata scritta non da chi esamina gli Atti su cui si deve decidere (ovvero da Giudici indipendenti), verificando la legittimità e correttezza degli stessi Atti, bensì dettata dai desiderata di certa politica protagonista di collusioni e complicità che ha tutto l'interesse di cancellare i fatti (ed il Diritto)...

 

Proprio per questo, nei prossimi giorni la Casa della Legalità – Onlus presenterà un esposto alle Autorità competenti in merito alla questione, oltre che verificare quali altre possibili iniziative sia possibile promuovere per porre rimedio a questa brutta pagina scritta dal Consiglio di Stato.

Ora, prima di lasciare spazio al testo integrale della Relazione della Commissione d'Accesso - così che sia chiaro a chiunque che i Giudici del Consiglio di Stato hanno valutato altro e non quindi il merito di ciò su cui erano chiamati ad esprimersi -, e dopo aver già pubblicato il testo integrale della Relazione del Prefetto di Imperia dott.ssa Spena (leggi qui), facciamo brevemente il punto sulla questione.

Partiamo da un dato semplice relativo alla competenza ed ai doveri e limiti del Consiglio di Stato (si veda in proposito la nota sull'ordinamento giudiziario pubblicata dal CSM – clicca qui).

Una Sentenza di legittimità di un provvedimento quale quello in esame non è valutazione sul merito della vicenda, sull'opportunità dell'Atto impugnato, bensì deve rimanere ancorata alla sola valutazione formale sulla correttezza della procedura seguita e quindi sulla correttezza formale dell'Atto impugnato. Questa è la competenza del Consiglio di Stato. Una competenza elusa in modo palese dai giudici del Collegio giudicante nella Sentenza sul Comune di Ventimiglia. Un travalicare competenze e limiti (di Legge, precisati proprio nella definizione dell'Ordinamento Giudiziario) delle proprie prerogative per scrivere una Sentenza politica, di valutazione prettamente politica, e che quindi, esulando dalla realtà degli Atti, risulta inquietante precedente che però pare nessuno voglia cogliere ed indicare.

Proprio per questa ragione, tra l'altro, la Sentenza del Consiglio di Stato è passibile di impugnazione davanti alla Suprema Corte di Cassazione, essendo evidenti i "motivi inerenti alla giurisdizione". Impugnazione che, ovviamente, come Casa della Legalità, si auspica venga promossa dall'Avvocatura dello Stato, così da ristabilire la corretta valutazione della legittima azione di tutela della Legalità nell'ambito del Comune di Ventimiglia.


Nessuno, in questi giorni, osa indicare pubblicamente che nella Sentenza del Consiglio di Stato vi è scritto il falso, ovvero che poggia su indicazioni assolutamente false, che evidenziano la cancellazione totale degli elementi documentali sintetizzati nella Relazione del Ministro dell'Interno [leggi qui il Decreto con allegata Relazione] ed indicati dettagliatamente nella Relazione del Prefetto ed in quella della Commissione d'Accesso. Un silenzio assordante che se da un lato è sintomo di quel "cambio di vento" che abbiamo notato (ed indicato) da tempo, dall'altro lato è un silenzio che occorre rompere (ed anche per questo, a breve, torneremo proprio sul territorio di Ventimiglia). E proprio per questo andiamo avanti, dopo la prima pubblicazione sulla questione, con questa nuovo approfondimento.


Come abbiamo già ricordato, inoltre, la valutazione del Consiglio di Stato sulla misura di prevenzione dello scioglimento/commissariamento del Comune deve essere fermamente slegata dalla valutazioni penali. Prima di tutto sono due piani totalmente distinti, nel merito ed anche nei tempi. Poi vi è un dato assolutamente significativo: l'elemento psicologico che risulta determinante sul piano penale, nell'ambito amministrativo - di valutazione di Atti e procedure - non è oggetto di valutazione.

Infatti se SCULLINO e PRESTILEO sono stati assolti nell'ambito del processo “La Svolta” (in primo grado ed in appello – con giudizio d'appello non ancora definitivo e su cui potrebbe essere presentato ricorso in Cassazione) proprio per l'elemento psicologico (non è stata raggiunta, in dibattimento, la prova che vi fosse consapevolezza, negli Amministratori Pubblici, dell'illegalità degli atti e comportamenti tenuti, così come non si è raggiunta la convinzione del Collegio giudicante sul fatto che SCULLINO e PRESTILEO fossero consapevoli e volessero, con i diversi atti adottati, agevolare il sodalizio 'ndranghetista), ciò non cancella – però - gli Atti amministrativi e le procedure illegittime che, nelle rispettive vesti di Sindaco (SCULLINO) e Direttore Generale del Comune nonché dominus della municipalizzata CIVITAS (PRESTILEO), hanno promosso e che di fatto hanno agevolato la 'ndrangheta. E proprio su questo punto, forse, diviene, tra l'altro, ancora più evidente l'assoluta diversità di valutazione che riguarda la sfera del giudizio penale rispetto a quella che invece riguarda il giudizio amministrativo.

Inoltre, come meglio si vedrà dalla lettura della Relazione integrale della Commissione d'Accesso al Comune di Ventimiglia gli elementi (documentali ed inconfutabili) alla base del provvedimento di scioglimento/condizionamento sono largamente antecedenti all'Operazione “La Svolta”. Si collocano, praticamente, un anno prima dell'esecuzione delle Ordinanze di custodia cautelare relative a quell'inchiesta ed addirittura in presenza – in quel momento – di lacune sul piano penale relativamente alla figura di MARCIANO' Giuseppe e del nucleo a questi facente capo, come, ad esempio, in riferimento al nipote MARCIANO' Vincenzo cl. 48 o ad ALLAVENA Omar (in “Maglio 3” la figura di MARCIANO' risultava marginale essendo oggetto di altra inchiesta, in allora ancora in corso, quale appunto la citata “La Svolta”).

Di più. La stessa Sentenza “La Svolta” (citata in riferimento all'assoluzione di SCULLINO e PRESTILEO nella Sentenza del Consiglio di Stato), se letta, inoltre, conferma pienamente le valutazioni della Commissione d'Accesso e del Prefetto di Imperia alla base della decisione del Ministro Cancellieri di procedere con lo scioglimento/commissariamento dell'Amministrazione. Prendiamo un solo semplice e breve passaggio [la Sentenza integrale è pubblicata integralmente qui] delle conclusioni dei Giudici del Tribunale di Imperia, relativamente agli “interessi economici” della 'ndrangheta a Ventimiglia: «Le risultanze raccolte evidenziano interessi del Locale di Ventimiglia in svariate attività economiche, principalmente gestite in modo occulto come indubbiamente accertato nel caso della cooperativa MARVON riconducibile ai MARCIANO' e loro stretti collaboratori, attraverso cui esercitava il controllo del territorio mediante aggiudicazione di appalti pubblici e comunque inserimento nei principali settori dell'attività economica».

La Sentenza del Consiglio di Stato, inoltre, pone in evidenza l'assoluta illogicità del giudizio. Infatti se da un lato risulta proprio competenza ordinaria della Magistratura Amministrativa la valutazione delle procedure illegittime, così come la valutazione sull'adozione di procedure difformi dal disposto normativo che regola (e vincola) la gestione della Pubblica Amministrazione, nel caso in questione, il collegio giudicante del Consiglio di Stato pare cancellare in un sol colpo i principi cardine della corretta e trasparente gestione della Pubblica Amministrazione.

Come si è già ricordato, infatti, nella Sentenza del Consiglio di Stato sul Comune di Ventimiglia si afferma che risulta irrilevante il fatto che i lavori e servizi pubblici affidati dal Comune (attraverso la CIVITAS) alla cooperativa MARVON (dei MARCIANO') per il fatto che questi sono stati affidati “in economia”. Peccato che la procedura per l'affidamento in economia – di per sé – fosse scorretta dal punto di vista amministrativo, come ampiamente documentato dalla Commissione d'Accesso. Peccato anche che se si fosse stati davanti ad un “formale” rispetto delle procedure (e non lo si era nel caso in questione), ciò non cancella il fatto che tali servizi e lavori siano stati affidati ad un impresa utilizzata dalla 'ndrangheta per acquisire, per l'appunto, lavori e servizi pubblici.

Identico discorso vale – come già indicato – per la valutazione espressa dai Giudici del Consiglio di Stato secondo cui sarebbe indifferente e insignificante il fatto che il Comune, così come il concessionario del demanio marittimo per la costruzione del porto turistico, non abbiano richiesto le informative antimafia. I Giudici del Consiglio di Stato per motivare tale assurda valutazione richiamano il fatto che l'opera di costruzione del porticciolo turistico veniva perseguita con un finanziamento privato, come se questo facesse decadere gli obblighi di legge (tra cui quello delle verifiche antimafia) ricadenti sia sul Comune sia sul concessionario privato.

Inoltre, anche qui, oltre alla questione della cointeressenza tra il gruppo PARODI e la 'ndrangheta, ampiamente documentate anche in relazione alla vicenda che ha condotto alla condanna due degli affiliati della “locale” di Ventimiglia (ROLDI e CASTELLANA), basta scorrere la lista delle imprese che operavano nel cantiere del Porticciolo turistico di Ventimiglia, così come prodotte nella Relazione della Commissione di Accesso, per comprendere il livello di penetrazione della 'ndrangheta in tale opera di indubbia valenza pubblica. Risulta infatti che non soltanto vi operassero le imprese “F.LLI PELLEGRINO” e la citata “MARVON” dei MARCIANO', ma anche altre la “METROQUADRO COSTRUZIONI srl”, ovvero l'impresa utilizzata dal sodalizio 'ndranghetista facente capo al D'AGOSTINO Ilario (emersa al centro dell'inchiesta “PIONEER” di Torino e già coinvolta nella vicenda del PORTO DI IMPERIAleggi qui). Tra le imprese operanti in quell'ambito, inoltre, risulta anche la “TECNOTER” di STRANGIO Domenico, già titolare della “ECOSCAVI” (che operava sempre nello stesso cantiere) e fratello del gommista STRANGIO Roccocome già documentato – è emerso chiaramente per i rapporti con capo-locale della 'ndrangheta di Ventimiglia, MARCIANO' Giuseppe ed altri componenti del sodalizio.
[in proposito pubblichiamo fatture MARVON alla VISTA MARE SRL]

Comunque, anche senza entrare nel merito delle concrete infiltrazioni nei lavori del costruendo porticciolo di Ventimiglia, appare illogico (per non dire anche letteralmente sconcertante) il fatto che i Giudici del Consiglio di Stato arrivino a sostenere come irrilevante la mancanza di “screening” antimafia per un opera pubblica (che costruisce un privato a seguito di concessione temporanea del demanio marittimo).

Come tale conclusione, ovvero dichiarare legittima o comunque irrilevante l'inosservanza degli obblighi di legge ricadenti sul Comune e sul concessionario, sia possibile da parte di un organo, quale il Consiglio di Stato, che ha proprio il compito istituzionale di sanzionare e censurare tali inosservanze, pone, in modo eclatante, l'interrogativo sulla stessa buona fede del collegio giudicante.

Se sulla COFFEE TIME - su cui si è già detto nella prima pubblicazione - non dedichiamo troppo spazio (vi è un capitolo intero della Relazione della Commissione d'Accesso in coda), limitandoci a ricordare che l'Amministrazione del Comune di Ventimiglia ha avviato la procedura nel febbraio 2011 e l'ha conclusa con concessione alla COFFEE TIME dell'INGRASCIOTTA a marzo 2011, significa che si è ignorata l'esistenza (in essere) di una misura interdittiva antimafia (la prima del settembre 2010, integrata da una seconda del dicembre 2010), ovvero che l'Amministrazione comunale SCULLINO ha contrattato con un'impresa con cui la Pubblica Amministrazione non doveva contrattare

Poniamo, come esempio ulteriore, relativo ad una questione ulteriore (una delle tante, come si vedrà dalla Relazione della Commissione d'Accesso) totalmente ignorate dal Consiglio di Stato. Si tratta della questione dell'influenza sull'Amministrazione comunale di Ventimiglia della famiglia BARILARO. Quanto documentato dalla Commissione d'Accesso con testimonianze ed Atti appare evidente ed inequivocabile. Innanzitutto vi è la questione che dopo una visita in Comune di BARILARO Fortunato, padre del dipendente comunale BARILARO Giuseppe, è stato letteralmente "stoppato" l'accorpamento sotto la medesima direzione della Polizia Amministrativa con la Polizia Locale, così da salvaguardare la posizione di rilievo assunta, in seno alla macchina comunale, dal BARILARO Giuseppe. Ma vi è poi anche la questione del concorso a cui ha partecipato la moglie del BARILARO Giuseppe, BUCCAFURRI Alessandra. Durante la fase di concorso degli scritti, la BUCCAFURRI aveva "segnato" (firmando il testo con le proprie iniziali), come rilavato dai componenti della Commissione esaminatrice, il proprio scritto rendendolo riconoscibile. Il Responsabile del Settore e della Commissione, GRASSANO, che già si era evidenziato subire l'influenza dei BARILARO, procedette nella modifica del verbale della Commissione per cercare di agevolare comunque la BUCCAFURRI, mentre l'Amministrazione SCULLINO non procedeva nel costituirsi al TAR per opporsi al ricorso presentato dalla BUCCAFURRI. [si veda qui l'acquisizione formale della documentazione del concorso].


Questi elementi, chiari e nero su bianco, vengono sistematicamente taciuti.

Il mondo dell'informazione ha assunto un atteggiamento di acquiescenza generale verso questa Sentenza, dimenticando in qualche cartellina impolverata (nemmeno troppo) i documenti ufficiali che hanno condotto allo scioglimento/commissariamento dell'amministrazione del Comune di Ventimiglia – così come anche la Sentenza “La Svolta” (che in primo grado, confermata in Appello, identifica chiaramente la “locale” della 'ndrangheta di Ventimiglia, il ruolo della famiglia MARCIANO' e, con questa, ad esempio, della cooperativa MARVON).

Sugli organi di informazione, tradizionali ed online, esiste solo spazio per il plauso alla Sentenza del Consiglio di Stato. Non un analisi che ponga in evidenza che le ragioni (documentali) di quel provvedimento di scioglimento/condizionamento c'erano tutte. Pure pesanti. Esempio eclatante è offerto da “Il Secolo XIX”. La testata (ora “fusa” a “La Stampa”) conta giornalisti esperti e preparati in materia, come Marco Grasso e Matteo Indice, ma non chiede a loro di ricostruire la vicenda, preferendo, invece, dare spazio all'opinione di SCAJOLA Claudio che, scontatamente, rilancia il ritornello negazionista cercando di usarlo come elemento a sostegno della sua tesi difensiva nel processo di Reggio Calabria per il favoreggiamento del latitante MATACENA Amedeo, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, e, specificatamente, con la cosca ROSMINI della 'ndrangheta.

SCAJOLA parla di “regia” dietro a quel provvedimento di scioglimento-commissariamento del Comune di Ventimiglia, chiamando in causa la Lega. Tralasciando il dettaglio che chi seguì quel procedimento e, quindi, adottò la decisione conclusiva di procedere era il Ministro Anna Maria Cancellieri (e non quindi Maroni), quando l'unica "regia" ce si vede in movimento è proprio quella opposta per cercare di fermare le inchieste antimafia in Liguria (e non solo).

Parla di “regia”, SCAJOLA, per affermare che fosse tutta un'invenzione la 'ndrangheta nel ponente ligure, in Liguria, e quindi giungendo ad etichettare come pure illazioni le (documentali) cointeressenze di politici (molti dei quali proprio a lui legati) con esponenti della 'ndrangheta (di cui, peraltro, molteplici dei quali noti già dai tempi di Alberto TEARDO).


Nel merito dalla Sentenza - e del silenzio che avvolge le assurdità che contiene - ci fermiamo qui, passando, invece, brevemente in rassegna ciò che emerge dalle fonti aperte su
alcuni dei componenti del collegio del Consiglio di Stato che hanno emesso questa assurda Sentenza.

Innanzitutto il Presidente, Lanfranco BALUCANI.
Questi, unitamente al Sostituto Procuratore della Cassazione
Vincenzo MACCARONE, finì agli arresti, nel 2007, su disposizione delle Ordinanze di custodia cautelare richieste dalla Procura di Perugia, per diversi reati, tra cui associazione a delinquere finalizzata alla commissione di corruzione giudiziaria, abusi di ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione in atti giudiziari. Indicava il GIP di Perugia, che ha firmato l'Ordinanza di arresto: «Da un lato si hanno alcuni imprenditori che offrono spazi (alberghi, riserve di caccia), svaghi (gratuite battute di caccia e cene) e regalie (giacche e fucili da caccia), dall’altro si hanno alcuni alti magistrati che a fronte di tanto interessata disponibilità dei primi sono pronti ad operare in violazione dei doveri d’ufficio». Se sono molteplici, in rete, gli articoli sulla vicenda dell'arresto e dell'inchiesta, sono pressoché assenti le notizie sul seguito. Comunque, secondo quanto rintracciato, risulta che i due magistrati uscirono con assoluzione piena dal procedimento (per decisione del Gip di Roma a cui era passato il fascicolo per competenza territoriale) e tale conclusione, tra l'altro, risulta evidente dal fatto che abbiano continuato l'attività nell'ambito giudiziario.

Lo stesso Lanfranco BALUCANI risulta essere stato anche il Presidente del Collegio del T.A.R. del Piemonte che davanti alla richiesta di annullamento dell'interdittiva antimafia da parte della nota “LAURO SPA” (impresa tra l'altro emersa anche nell'inchiesta ANAS per le tangenti prese dalla “dama nera” ACCROGLIANO' Antonella che, davanti ai magistrati titolari dell'inchiesta che l'hanno portata in carcere, ammette anche che «Ho ricevuto pagamenti da altri imprenditori, tra cui Lauro spa, i cui titolari sono Paolo e Ambrogio Tarditi di Borgo Sesia»), poco più di un mese dopo l'emanazione dell'interdittiva antimafia accoglieva la sospensiva, per poi definitivamente annullare il provvedimento preventivo antimafia.

Altro provvedimento molto discusso, adottato dal T.A.R del Piemonte con presidente del Collegio sempre Lanfranco BALUCANI, è quello, nel 2015, a favore della potente “RICCOBONI SPA”. La RICCOBONI aveva promosso un progetto per la realizzazione di una discarica di rifiuti non pericolosi nel Comune di Sezzadio, in località Cascina Borio, ma aveva visto il parere contrario del Comune interessato (che non voleva procedere a modificare la destinazione urbanistica definita con una variante che destinava l'area come “agricola”) ed anche un netto parere negativo sulla compatibilità ambientale e quindi di rigetto della richiesta di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte della Provincia di Alessandria (competente in merito vista la normativa regionale). La Sentenza del collegio presieduto dal giudice BALUCANI accoglieva però il ricorso della RICCOBONI, annullando il diniego all'Autorizzazione richiesta. Per la serie, in poche parole: è vero che compete alla Provincia dire si o no all'apertura di una discarica, ma qui si fa come vuole la RICCOBONI e la Provincia si deve adeguare, ed il Comune pure!


Vi è poi il noto
Carlo Deodato. E' il giudice del Consiglio di Stato che ha conquistato la notorietà per la sua dichiarata simpatia per le “Sentinelle in piedi” ed essersi espresso (pubblicamente e nel giudizo in sede di Consiglio di Stato) contro i diritti delle coppie omosessuali. Dalla sua pagina twitter spiccano i “mi piace” sull'OPUS DEI e Templari, ma anche su “Roma per Cattaneo”, ovvero il gruppo di supporter romani di quel CATTENO Alessandro già Sindaco di Pavia per cui si mobilitò – come scritto nelle Sentenze del processo “INFINITO” - il gotha della 'ndrangheta in Lombardia, a partire dal massone-'ndranghetista Pino NERI.

Il giudice Deodato è però soprattutto uomo chiamato dalla politica nei Ministeri. Durante il II° Governo Berlusconi (con ministro anche SCAJOLA) era all'Ufficio di Gabinetto del Ministero della Comunicazioni (2001-2003), quindi all'Ufficio Legislativo di quello per le Attività Produttive (2003-2005), quindi in quello degli Affari Regionali e poi nel Ministero della Pubblica Amministrazione. Durante il II° Governo Prodi era all'Ufficio Legislativo del Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali (2006-2008). Nel III° Governo Berlusconi passa all'Ufficio Legislativo del Ministero per la Pubblica Amministrazione (2008-2009) e quindi allo stesso Ministero come Capo Gabinetto (2009-2011). Diviene Capo Dipartimento per le Riforme Istituzionali con il Governo Monti (2011-2013) e quindi, con il Governo Letta, come Capo Dipartimento alla Presidenza del Consiglio – Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi. Dal 2015 è stato inserito, al CONI, negli organi di Giustizia di controllo e dell'Etica Sportiva.

Tra i giudici del collegio in questione vi è anche un altro molto apprezzato dalla politica. E' Pierfrancesco Ungari. Dal 2014, per cinque anni, anche al Tribunale superiore delle acque pubbliche, oltre che in Consiglio di Stato. Ha collezionato molteplici incarichi dalla politica, come consulente giuridico di Ministeri ed Autority. Al Ministero dell'Ambiente – con vari incarichi – tra il 1996 ed il 2001, quindi dal 2001 al 2006 al Ministero per i beni e le attività culturali. Come Deodato non manca un incarico nell'ambito dello sport, visto che è stato anche componente (1996-2001) della Corte Federale della Federazione Italiana Nuoto.

Per ora ci fermiamo qui e lasciamo parlare la Relazione della Commissione d'Accesso, così che siano gli Atti - ancora una volta - a sbugiardare quanti vanno affermando che non c'erano elementi, indizi e preve per procedere!

 


 

Commissione di indagine
presso il Comune di Ventimiglia

nominata con decreto del Prefetto di Imperla
n. 40/2011 del 22 luglio 2011
ai sensi dell'art. 143 del d. Lgs. n. 267/2000 e s.m. e i.



Relazione sugli accertamenti effettuati
presso il Comune di Ventimiglia




Imperia, 24 novembre 2011



PREMESSA

Con decreto n. 40/2011 O.E.S. del 22 luglio 2011, il Prefetto di Imperia, per esercitare la delega conferitagli dal Ministro dell'Interno con decreto n.l7102/128/38(3) del 13 luglio 2011, ha costituito la scrivente commissione di indagine presso il Comune di Ventimiglia, con l'incarico di svolgere accertamenti mirati a riscontrare l'esistenza di eventuali condizionamenti o infiltrazioni della criminalità organizzata nell'ambito dell'attività gestionale amministrativa del predetto Comune.

La commissione risulta cosi costituita :

Nell'espletamento del proprio incarico la commissione è stata supportata dai seguenti rappresentanti delle Forze di Polizia, designati dai rispettivi responsabili provinciali:

La commissione di indagine si è insediata in data 26 luglio 2011 presso il Comune di Ventimiglia, come risulta dall'allegato verbale, ed ha provveduto contestualmente alla consegna del suddetto

decreto del Prefetto di Imperia al segretario comunale.

Sotto la sovrintendenza del funzionario medesimo, il provvedimento di costituzione della commissione d'indagine è stato notificato a tutti i componenti del consiglio comunale e della giunta, come risulta dall'attestazione allegata al verbale della seduta di insediamento.



1. ASSETTO DEL TERRITORIO DAL PUNTO DI VISTA SOCIO- ECONOMICO E DELLA CRIMINALITÀ'


1.1 - Il contesto socio-economico

Il comune di Ventimiglia, con una popolazione di 25.000 abitanti ed una superficie di 54 kmq, è situato sulla costa della Riviera Ligure di Ponente al confine con la Francia. La conurbazione in cui si colloca arriva a circa 55.000 abitanti, includendo i comuni vicini come Camporosso, Vallecrosia e Bordighera, che senza soluzione di continuità costituiscono un'unica città di rilevanti dimensioni.

Durante il periodo estivo la popolazione della città aumenta considerevolmente a causa del massiccio flusso turistico proveniente, per lo più, dal Piemonte e dalla Lombardia.

La città di Ventimiglia, come tutte le conurbazione Ventimigliese, intrattiene pensi rapporti economico-sociali con la vicina Costa Azzurra.

Ventimiglia, ottavo comune ligure per numero di abitanti, e settima area urbana della Regione, è divisa in due parti dal fiume Roja: una medievale, che sorge su un colle alla sua destra (Ventimiglia Alta) ed è il secondo centro storico della Liguria per estensione dopo quello di Genova, ed una moderna, edificata sulla riva sinistra del fiume.

La principale risorsa del comune è l'attività legata al turismo e alla floricoltura. Importanti anche le attività commerciali, legate alla vicinanza della frontiera, rappresentate dei numerosi negozi e dal mercato settimanale del venerdì.

L'area di Ventimiglia ha goduto negli ultimi decenni di un certo benessere legato, essenzialmente, all'importante influsso del vicino Casinò di Sanremo e degli apprezzati centri di Monte Carlo e della Costa Azzurra ed alla nascita e sviluppo di centri destinati a turismo di "elite"che hanno consentito la crescita di strutture criminali dedicate.

1.2- La presenza della criminalità organizzata in Liguria

Nella metà del secolo scorso la provincia di Imperia, in particolare l'estremo ponente, è stata interessata le notevoli flussi migratori di calabresi e campani.

Tre lavoratori emigranti sono giunti anche personaggi affiliati organizzazioni criminali (specie 'ndrangheta) - alcuni dei quali in soggiorno obbligato - interessati a gestire i traffici illeciti nella zona di frontiera in particolare a Ventimiglia, ove passano alcuni dei principali canali di rifornimento della cocaina e le hascisc verso l'Italia con provenienza dalla Spagna e dall'Olanda.

Nel 1947 giunge a Ventimiglia Ernesto MORABITO, considerato contiguo alla cosca Piromalli. Negli anni successivi viene gradualmente affiancato da altri personaggi: i fratelli Francesco e Giuseppe MARCIANO' e quindi Antonio PALAMARA. I primi due sostituiscono a poco a poco negli aspetti operativi il MORABITO che, nel frattempo, ha conquistato un'immagine rispettabile, tanto da essere nominato Cavaliere O.M.R.I.

Antonio PALAMARA diviene il referente di Ventimiglia, anche in virtù delle sue relazioni parentali. Infatti i suoi fratelli Nunziato, Domenico e Carmine sono affiliati alla cosca "Alvaro-Palamara" e la sorella Vincenza è coniugata con Giorgio ALVARO.

Già nel 1995, secondo la Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia (vedi relazione in data 5 luglio 1995), "la città di Ventimiglia ha assunto una posizione di fondamentale importanza sia per la diffusa presenza di affiliati, sia per la presenza degli esponenti di maggior prestigio dell'Onorata Società, sia per evidenti ragioni geografiche: ciò avuto come conseguenza che il "locale" di Ventimiglia sia divenuto il più importante dell'intera regione, tanto da essere denominato "camera di controllo", inteso come una sorta di apparato regolatore per i “locali” della Liguria e da “camera di transito” per la Francia, ove nella zona della Costa Azzurra sono presenti diversi “locali”.

Secondo la medesima Commissione Parlamentare, l'esponente più importante del locale di Ventimiglia era considerato nel 1995 Francesco MARCIANO', ritenuto anzi "la persona di maggior prestigio della 'ndrangheta in Liguria". A seguito della sua morte, il relativo ruolo è stato "ereditato" dal fratello Giuseppe, il quale, dalla recente indagine "MAGLIO 3", "emerge quale persona ai vertici del locale di Ventimiglia" (vedi pag.143 dell'ordinanza di custodia cautelare adottata in data 24 giugno 2011 dal G.I.P. presso il Tribunale di Genova, sulla quale ci si soffermerà in questo capitolo).

L'importanza centrale del locale di Ventimiglia è stata più di recente confermata dalla relazione annuale 2008 della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia, dalla relazione annuale 2005 della Direzione Nazionale Antimafia, nonché dalle risultanze delle ultime indagini svolte dalle Procure della Repubblica di Genova ed Imperia, di cui si dirà più innanzi.

Negli utltimi anni si sono evidenziati altri personaggi calabresi abitanti a Diano Marina, quali i fratelli Salvatore, Michele, Antonio e Vincenzo DE MARTE tutti originari di Seminara (RC) con stretti vincoli parentali con i GIOFFRE' (cosca SANTAITI - GIOFFRE' di Seminara), il loro cugino Rocco DE MARTE residente a Sanremo, sorvegliato speciale e pregiudicato.

Esiste inoltre un legame parentale anche tra i DE MARTE e i fratelli Maurizio e Michele, Giovanni e Roberto PELLEGRINO, anch'essi originari di Seminara e tutti con precedenti per stupefacenti e armi e titolari dell'omonima ditta edile, con sede in Ventimiglia e molto attive nel settore del movimento terra, specie nei lavori pubblici. I PELLEGRINO sono allora volta legati, anche da vincoli di parentela, con i BARILARO di Anoia (RC) insediatisi principalmente nella zona di Bordighera.

Il radicamento in Liguria della 'ndrangheta è avvenuto con forme e modalità tali da evitare che l'attenzione delle forze di polizia venisse richiamata sull'attività delle cosche, in quanto i fatti di sangue ascrivibili alla criminalità organizzata ligure sono numericamente limitati, ove raffrontati ai dati riscontrabili nella terra d'origine.

Ulteriore ragione per cui la presenza della 'ndrangheta in Liguria è rimasta a livello quasi sotterraneo è costituita dalla capacità che questa articolazione locale dell'organizzazione ha di operare praticamente su un duplice livello: quello illegale sottostante e uno legale di copertura, risultando prevalente, al fine della definizione delle strategie operative dei medesimi aggregati, la realistica considerazione che, diversamente da quanto accade nelle aree di origine, nel tessuto sociale della regione ligure sono ancora complessivamente respinte le logiche di intimidazione e di omertà sulle quali ordinariamente si fondano i poteri di condizionamento illecito tipici della 'ndrangheta.

Secondo la relazione annuale 2005 della direzione nazionale antimafia, a questo "processo di ristrutturazione criminale di gruppi calabresi "…" Corrisponde una coerente espansione della dimensione affaristica dei medesimi gruppi, risultando da molteplici fonti investigative l'interesse di soggetti legati alla 'ndrangheta in attività economiche legali controllate attraverso una fitta rete di partecipazioni societarie (soprattutto nel campo dell'edilizia, ivi compresi il movimento terra e la guardiania, ma anche dello smaltimento del rifiuti e del commercio) e una spregiudicata pressione usuraria su operatori economici locali, funzionale ad obiettivi di sostituzione nell'esercizio delle imprese in crisi finanziaria.

La crescente ampiezza della sfera di interessi economici ruotante attorno alle varie anime della 'ndrangheta presentì nella regione ligure ben contribuisce a spiegare l'attivo interesse di tali articolazioni, registrato in recenti contesti investigativi, ad individuare in ambito locale specifici referenti amministrativi e politici, oltre che a rinsaldare le molteplici relazioni delle proprie rappresentanze economiche fiduciarie con gli ambienti imprenditoriali dello regione. Il fenomeno appare connotato da speciali note di concretezza con precipuo riguardo alla situazione nelle province di Savona (ove operano soprattutto le famiglie Fameli, Fazzarl, Gullace e Fotia) e Imperia (ove sono attivi i gruppi Ventre, Sergi, Pellegrino e Iamundo)".

Tale interesse della 'ndrangheta ligure non era peraltro sfociato mai, fino al 2010, in vere e proprie forme di condizionamento delle amministrazioni locali tali da motivare il ricorso ad uno dei provvedimenti di cui all'art.143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Di giugno 2010, all'invito di specifiche attività investigativa condotta dalla Procura della Repubblica di Sanremo, sono stati tratti in arresto, in esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, alcuni esponenti della criminalità organizzata calabrese responsabili, oltre che di altri reati di particolare allarme sociale, di minacce nei confronti di due assessori del Comune di Bordighera. Tra le persone entrate nel resto figurano anche due componenti della citata famiglia PELLEGRINO ed i sunnominati Francesco BARILARO, suocero di Maurizio PELLEGRINO, e Rocco DE MARTE. I primi tre, in particolare, avevano minacciato i suddetti assessori per aver espresso parere contrario all'apertura di una sala di slot machines a loro riconducibile, gesto considerato un grave affronto perché avevano "appoggiato l'attuale maggioranza durante le ultime elezioni comunali”.

Nelle suddette ordinanze di custodia cautelare viene messo in rilievo che "in questa riviera di ponente la famiglia PELLEGRINO già da anni viene indicata dalla stampa come appartenente o comunque contigua alla 'Ndrangheta, circostanza che indubbiamente contribuisce a rafforzare, nel contesto sociale e negli amministratori locali, il timore di ritorsioni in caso di mancato accoglimento delle loro richieste. In tal senso vedi gli articoli di stampa (...) che fin dal 1994 descrivono i fratelli Pellegrino come esponenti del "racket della Riviera", con presunti continui collegamenti con esponenti delle cosche calabresi, depositari dell'arsenale di armi ed esplosivi utilizzati per attentati incendiari e dinamitardi nonché favoreggiatori di killer della 'Ndrangheta".

In relazione a tale vicenda ed al fine di verificare la sussistenza di forme di condizionamento della criminalità organizzata nei confronti degli amministratori dell'ente, il Prefetto di Imperia, con decreto in data 4 agosto 2010, ha disposto l'accesso presso il suddetto Comune.

All'esito degli accertamenti svolti, che hanno evidenziato un diffuso clima di intimidazione, cui soggiacevano sia gli organi di governo che settori dell'apparato burocratico dell'ente, nonché l'emergere di vicende sintomatiche del reato di voto di scambio, il Ministro dell'Interno ha ritenuto che ricorressero i presupposti per l'adozione del provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale di Bordighera, che è stato emanato con d.P.R. in data 9 marzo 2011.

Quasi coeva alla suddetta indagine è quella svolta dalla Procura della Repubblica di Genova (c.d. "operazione Maglio 3").

Con richiesta depositata in data 6 giugno 2011 il Pubblico Ministero chiedeva l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 persone, indagate per il reato di cui all'art.416 bis, commi 1,2,3,4,5 e 6 del codice penale, per aver fatto parte dell'associazione mafiosa denominata 'ndrangheta, operante da anni sul territorio della Regione Liguria, collegata con le strutture organizzative della medesima compagine insediate in Calabria e costituita in articolazioni territoriali denominate "locali" di Genova, Ventimiglia, Lavagna e Sarzana, locali coordinati da un organo denominato "camera di controllo della Liguria".

Tra i suddetti indagati figuravano l'ex vicesindaco del Comune di Ventimiglia Vincenzo MOIO, nonché alcuni citati esponenti della criminalità organizzata locale, cioè Giuseppe e Vincenzo MARCIANO' e i fratelli Francesco e Fortunato BARILARO.

In particolare, Giuseppe MARCIANO' ed i fratelli BARILARO risultavano indagati "con il ruolo di capi ed organizzatori, dirigendo e organizzando il sodalizio, assumendo le decisioni più rilevanti, impartendo le disposizioni o comminando sanzioni agli altri associati a loro subordinati, decidendo e partecipando ai riti di affiliazione, curando i rapporti con le altre articolazioni dell'associazione, dirimendo contrasti interni ed esterni al sodalizio criminale. In particolare, quali elementi di vertice, sono legittimati a partecipare il summit della Camera di controllo nei quali si decidono le strategie, gli equilibri relativi alle locali e alla costituzione di nuovi assetti”.

MOIO Vincenzo e MARCIANO' Vincenzo risultavano indagati "con il ruolo di partecipi, ex art.416 bis capo I, II, III e IV c.p., partecipando a summit e incontri di 'ndrangheta, mettendosi a completa disposizione degli interessi della locale cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso, curando rapporti con le altre articolazioni dell'associazione, dirimendo contrasti interni ed esterni al sodalizio criminoso, mantenendo il MARCIANO' rapporti con le famiglie calabresi ALVARO e OPPEDISANO, il MOIO con la famiglia D'AGOSTINO".

Ciò premesso, va rilevato che secondo l'ordinanza in questione l'ex vicesindaco di Ventimiglia Vincenzo MOIO aveva chiesto l'appoggio della 'ndrangheta a favore della figlia Fortunata, candidata alle elezioni regionali del 2010. A tal fine aveva ottenuto l'intervento della famiglia D'AGOSTINO di Reggio Calabria, nonché di Domenico BELCASTRO e dei fratelli Lorenzo e Paolo NUCERA, tutti affiliati alle locali liguri ed indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso nell'ambito del procedimento penale in questione (i fratelli NUCERA) e di quello n.1389/2008 R.G.N.R. DDA condotto dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria (il BELCASTRO).

Secondo quanto risulta dall'ordinanza medesima, "la candidatura della MOIO nel collegio di Imperia è stata osteggiata da Giuseppe MARCIANO', in virtù di un vecchio rancore con la famiglia MOIO. Nello specifico, si fa riferimento ad un episodio accaduto nel corso di una riunione di 'Ndrangheta avvenuta presso il ristorante dei MARCIANO', da individuarsi con molta probabilità nel locale denominato “LE VOLTE”. In tale circostanza MARCIANO' Giuseppe sarebbe stato al centro di una “nomina” nell'ambito della quale, delle dieci persone presenti, tutte avevano votato a suo favore tranne una, non meglio indicata, ma certamente riconducibile alla famiglia MOIO. Ciò induceva MARCIANO' Giuseppe a porre il veto sulla candidatura di MOIO Fortunata sul collegio di Imperia indicendola a presentarsi in quello di Genova”.

A pagina 145 dell'ordinanza si rileva altresì che "le motivazioni che avrebbero spinto il locale di Lavagna a votare MOIO Fortunella sarebbero da individuare nell'assegnazione di appalti pubblici", in quanto "i fratelli NUCERA fanno lavori con i Comuni".

Per quanto concerne le singole posizioni soggettive degli affiliati al locale di Ventimiglia, il G.I.P. presso il Tribunale di Genova ha ritenuto quanto segue:

“sussistono gravi indizi di reità in ordine all'appartenenza di BARILARO FORTUNATO e BARILARO FRANCESCO al sodalizio criminoso sopra specificato.

Valgono per essi le considerazioni più volte richiamate in merito al valore altamente indiziante della partecipazione a riunioni di 'ndrangheta, considerato il carattere chiuso di tale associazione e quindi la possibilità di partecipare aperta ai soli soggetti in essa inseriti.

I due indagati risultano avere partecipato:
- alla riunione di Bordighera per il conferimento di "fiori" il 17.1.2010;
- alla cerimonia di affiliazione di CARIDI GIUSEPPE e conferimento doti a MAIOLO Antonio, avvenuti nella riunione del 28 febbraio 2010"

In merito alla figura di Vincenzo MOIO, invece, è stato ritenuto che “l'interessamento in favore della figlia non riveste valore indicativo del rapporto di affiliazione. Ben può, infatti, la richiesta di favori provenire da soggetti esterni che pur non partecipando all'attività dell'associazione, sono a conoscenza della caratura criminale degli affiliati. Si pensi, ad esempio al SASO o al PRATICO' che certo non sono affiliati, nonostante la richiesta di appoggio e la dimestichezza dimostrata sia a livello di conoscenze personali, sia a livello di dinamiche. Non risulta, nonostante l'individuazione di un locale di Ventimiglia, la partecipazione del MOIO ad alcuna delle riunioni effettuate né un qualche altro diverso contatto con gli altri affiliati, al di fuori della vicenda collegata alla candidatura della figlia.

Né a diversa conclusione si giunge considerato i trascorsi familiari del MOIO, figlio di un “maestro di schioppo” e le sue accennate visite a COMMISSO GIUSEPPE, capo-locale di Siderno.

Concludendo, trattasi sicuramente di soggetto contiguo agli ambienti malavitosi della 'ndrangheta, non fosse altro per i trascorsi familiari, nei cui confronti però non sussiste la necessaria gravità del quadro indiziario".

Per quanto concerne poi la posizione di MARCIANO' GIUSEPPE, coinvolto nella vicenda elettorale del SASO (vedi la visita di GANGEMI presso il Bar Le Volte di Ventimiglia il 14.2.2010) e della MOIO, il G.I.P. presso il Tribunale di Genova ha ritenuto che “l'insieme di questi elementi, per quanto indice di una verosimile condivisione di interessi con CIRICOSTA e GANGEMI, non costituisce un quadro indiziario grave a carico di MARCIANO' GIUSEPPE in merito al reato associativo. Si noti che il contenuto della conversazione del 22.2.2010 non implica necessariamente la partecipazione all'attività di procacciamento di voti, mentre il solo incontro di Ventimiglia, per quanto significativo (in relazione al contenuto e al rapporto con GANGEMI) rimane un fatto isolato, il cui valore indiziario non risulta rafforzato da alcun altro riscontro”.

Per le considerazioni suesposte, il G.I.P. presso il Tribunale di Genova, "tenuto conto della personalità degli indagati e della elevata pericolosità della condotta diretta a minare il corretto equilibrio dei meccanismi Istituzionali anche mediante la creazione di connivenze in campo politico", disponeva, con ordinanza in data 24 giugno 2011, la misura della custodia cautelare in carcere per i fratelli Fortunato e Francesco Barilaro, mentre rigettava analoga richiesta del P.M. nei confronti di Giuseppe e Vincenzo MARCIANO' e di Vincenzo MOIO.

Nello stesso mese, con nota in data 15 giugno 2011, il Prefetto di Imperia ha chiesto al Ministro dell'Interno di essere delegato all'esercizio dei poteri di accesso e di accertamento di cui all'art.1, comma 4, del d.l. 629/1982, onde poter procedere alla nomina di una commissione di indagine presso il Comune di Ventimiglia.

Al fine di motivare la suddetta richiesta, il Prefetto di Imperla faceva presente che:

Quello sopra delineato, quindi, è il complesso ed articolato quadro della presenza della criminalità organizzata nel ponente ligure, dal quale ha preso le mosse questa commissione al fine di individuare eventuali possibili condizionamenti ed infiltrazioni di tale criminalità nell'ambito dell'attività gestionale del Comune di Ventimiglia.

L'attività svolta in merito dalla commissione ha tenuto conto della parallela indagine condotta, sull'operato di alcuni amministratori e dirigenti dell'ente in questione, dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova.

A seguito dell'apposita richiesta di notizie formulata dal Prefetto di Imperia ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova, con l'allegata nota in data 4 ottobre 2011, ha fornito gli elementi, relativi alla suddetta indagine, ritenuti utili per le finalità assegnate a questa commissione, elementi di cui si darà conto nel corso della presente relazione.

2. Composizione degli organi di governo comunali

Il Comune di Ventimiglia è governato dal maggio 2007 da una coalizione di centro destra con a capo il sindaco Gaetano Scullino, già componente del consiglio comunale nella precedente consiliatura, nonché vicesindaco nel mandato ancora precedente, che aveva avuto inizio il 24 giugno del 1998.

Il primo dato che risulta evidente dall'analisi dei componenti degli organi di governo delle ultime consiliature, è la rilevante continuità delle amministrazioni succedutesi soprattutto negli ultimi due mandati.

Sono infatti ben 18 su 26 gli amministratori attuali di Ventimiglia che sono al loro secondo mandato, 11 dei quali erano già stati eletti nella precedente consiliatura.

Il consiglio comunale risulta composto, alla data del suo insediamento, dal sindaco e da 20 consiglieri comunali, di cui 14 della coalizione di maggioranza.

Si riportano di seguito i nominativi dei componenti del consiglio comunale risultanti a seguito della delibera di convalida e del subentro del primo dei non eletti al posto dei consiglieri cessati dalla carica all'atto dell'accettazione della nomina ad assessore:

Scullino Gaetano Sindaco

Ventrella Franco

Ascheri Giovanni

Galardini Emilio

Ballestra Giovanni

Paroletti Manuel

Isnardi Bastolomeo

Campagna Giuseppe

Fucile Mario

Raschiotti Pietro

Giugiario Paolo

De Leo Domenico

Bistolfi Filippo Maria

Merlenghi Mauro

D'Andrea Roberto

Bottini Franco

Folli Alberto

Berlengerio Claudio

Scriva Matteo

De Leo Domenico

Rea Maurizio

De Lucia Gianluca


La giunta comunale risultava composta, al momento della sua comunicazione al consiglio, cioè alla data del 14 giugno 2007, da sette assessori e precisamente:

Delega

Titolare

Lavori Pubblici, Patrimonio, Demanio, Grandi Opere e Porto Turistico

Moio Vincenzo
Vice Sindaco

Commercio, Polizia Amministrativa, Personale e Protezione Civile

Giro Tito

Urbanistica

Maccario Fabrizio

Finanze, Bilancio e Programmazione Economica

Guglielmi Guglielmo

Sport Turismo e Manifestazioni

Nazzari Roberto

Politiche Frazionali, Agricoltura e Floricoltura

Spinosi Andrea

Servizi Sociali, ufficio casa, politiche della famiglia, asili nido, mense scolastiche, centri sociali per anziani e giovani, pubblica istruzione

Spinella Salvatore


Nel corso della consiliatura sono state deliberate le seguenti surroghe:

Consigliere
Uscente

Consigliere
subentrante

Delibera
Consiglio Comunale

Berlingiero Claudio

Paganelli Franco

n.77 del 28.11.2007

Bottini Franco

Foti Giovanni

n. 89 del 26.11.2009

De Lucia Gianluca

Calimera Domenico

n. 87 del 15.10.2010

Ballestra Giovanni

Raco Angelo

n. 38 del 29.6.2011

Ventrella Franco

Ballestra Roberto

n. 44 del 12.7.2011

Bistolfi Filippo Maria

Ambesi Angelo

n. 45 del 12.7.2011

Giugiario Paolo

Ventura Daniele

n. 46 del 12.7.2011

Fucile Mario

Rebaudo Dario

n. 47 del 12.7.2011


La composizione attuale del consiglio comunale, a seguito delle suddette surroghe, risulta la seguente:

Scullino Gaetano Antonio Sindaco

Ascheri Giovanni

Raco Angelo

Isnardi Bartolomeo

Rebaudo Dario

Ventura Daniele

Ambesi Angelo

D'Andrea Roberto

Folli Alberto

Scriva Matteo

Rea Maurizio

Ballestra Roberto

Galardini Emilio

Paroletti Manuel

Campagna Giuseppe

Raschiotti Pietro

De Leo Domenico

Merlenghi Mauro

Foti Giovanni

Paganelli Franco

De Leo Domenico

Calimera Domenico


Anche la giunta comunale ha subito delle modifiche, peraltro particolarmente rilevanti, nel corso dell'attuale consiliatura. Con note nn. 32466 e 32468, entrambe in data 23 novembre 2009, il sindaco ha revocato il signor Vincenzo Moio dalle cariche di vicesindaco e assessore, ed il signor Tito Giro dalla carica di assessore. A seguito di tali provvedimenti, la giunta comunale risulta attualmente così composta:

Nominativo

Delega

Nazzari Roberto
Vice Sindaco

Sport Turismo e Manifestazioni

Spinella Salvatore

Servizi Sociali, Ufficio Casa, Politiche della famiglia, Asili nido, Mense scolastiche, Centri sociali per anziani e giovani, Pubblica istruzione

Maccario Fabrizio

Urbanistica

Guglielmi Gugliemo

Finanze, Bilancio e Programmazione economica

Spinosi Andrea

Politiche Frazionali, Agricoltura e Floricoltura, Igiene Ambiente


Appare significativa la circostanza che il sindaco non abbia provveduto a reintegrare la giunta, che risulta ora composta da cinque membri. Va rilevato, in particolare, che a seguito di tale scelta politica l'attuale giunta è caratterizzata da una notevole concentrazione di poteri in capo al sindaco il quale alle attribuzioni originarie ha cumulato le funzioni relative alle materie lavori pubblici, patrimonio, demanio, grandi opere, porto turistico, commercio, polizia amministrativa, personale e protezione civile.

Ancor prima di tale decisione, il sindaco aveva già in parte svuotato di contenuti la delega attribuita al vicesindaco Moio, a seguito della costituzione della CIVITAS, società in house providing istituita con delibera del consiglio comunale n. 21 in data 10 aprile 2008, sulla cui attività ci si soffermerà in particolare nel capitolo 4.


Tale iniziativa del sindaco era stata fortemente osteggiata dal Moio e dal suo gruppo consiliare, al punto che quest'ultimo era giunto a votare contro l'approvazione della delibera con la quale è stato disposto l'aumento di capitale della CIVITAS (cfr delibera di consiglio comunale n. 52 del 19 giugno 2008).

Metto in data 4 agosto 2008 il sindaco ha riformulato vedere che precedentemente attribuite al vicesindaco, riconducendo già da quella data alla propria esclusiva competenza le materie attinenti lavori pubblici, le grandi opere ed al porto turistico.

È a tali vicende, e più in generale ai frequenti "sconfinamenti” del sindaco nelle funzioni delegate al Moio che vanno ricondotte le reali ragioni del dissidio tra i due amministratori che ho poi condotto all'estromissione del vicesindaco dalla giunta.

Se è vero, infatti, che anche nella citata ordinanza emanata all'esito dell'indagine “Maglio 3” risulta che “la candidatura alle ultime elezioni regionali della figlia Moio Fortunello nel collegio di Imperia era stata osteggiata da Marcianò Giuseppe in virtù di un vecchio rancore con la

famiglia Moio", è vero altresì che appare poco verosimile che tale difficoltà di rapporti tra i due possa annoverarsi, in forza della pur plausibile influenza del capo del "locale" di Ventimiglia sul sindaco Scullino (vedi, in tal senso, il successivo capitolo 3) tra i motivi dell'estromissione dalla giunta.


3 -Accertamenti sugli amministratori comunali.

Al fine di verificare la sussistenza di eventuali collegamenti diretti o indiretti degli amministratori comunali con la criminalità organizzata, sono stati svolti accertamenti presso la Banca dati Interforze ( S.D.I., Anagrafe Tributaria, Camere di Commercio), Casellari giudiziari, nonché presso gli archivi dei Reparti territoriali delle Forze dell'ordine.

Si riportano qui di seguito gli esiti di tali verifiche, con riferimento ai soli amministratori per i quali risultano elementi significativi (per un maggiore approfondimento si rimanda agli allegati).


3.1 - Il sindaco Gaetano Antonio Scullino, nato a Sanremo il 26.3.1947

Nell'imminenza delle consultazioni elettorali del 27 e 28 maggio 2007, i militari della Compagnia Carabinieri di Ventimiglia acquisivano da fonte confidenziale notizia che Gaetano Antonio SCULLINO, candidato alla carica di sindaco, si sarebbe incontrato con il pregiudicato Antonio PALAMARA (ritenuto dagli organi investigativi provinciale dei Carabinieri quale reggente del “locale” di 'ndrangheta di Ventimiglia) per assicurarsi il consenso elettorale della nutrita comunità calabrese della zona. All'incontro, avvenuto all'interno del bar ristorante pizzeria “Al Borgo", ubicato in piazza Costituente di Ventimiglia, avrebbero preso parte anche altri pregiudicati. Il dato informativo, originariamente di scarsa rilevanza considerata la mancanza di riscontro oggettivi, assume un significato molto più pregnante alla luce degli elementi forniti in data 4 ottobre 2011 dal Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova, in riscontro richiesta di notizie formulata dal Prefetto di Imperia e sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Secondo tali elementi “il sindaco della città di Ventimiglia, Gaetano Scullino, ha contatti con i membri della famiglia Marciano, in particolare con II capofamiglia Giuseppe, con il quale si è anche Incontrato personalmente. Le frequentazioni sono diminuite negli ultimi mesi alfine di eludere le indagini in atto. Lo stesso sindaco ha fortemente difeso la creazione della CIVITAS, società in house del Comune di Ventimiglia, tramite la quale sono stati affidati vari lavori alla cooperativa sociale MARVON”.

In merito alla figura di Giuseppe Marcianò, si rinvia all'illustrazione del profilo criminale già tratteggiato ampiamente nel capitolo 1.

Per quanto concerne invece la cooperativa sociale MARVON, va anzitutto dato un altro brano della summenzionata nota del Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova, secondo cui "la cooperativa sociale marrone, della quale amministratore MANNIAS Giancarlo, è in realtà di persone direttamente riconducibili alla famiglia MARCIANO' e che non compaiono negli atti ufficiali".

Le suddette anticipazioni sulle indagini in corso condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Genova vengono peraltro a confermare, con l'autorevolezza propria dell'accertamento penale, le informative già fornite dalle Forze dell'ordine al Prefetto di Imperia ed a questa commissione di indagine in merito ai rapporti degli amministratori della MARVON con esponenti della criminalità organizzata ed ai reali proprietari della società.

Da tali informative risulta anzitutto che Mannias Giancarlo, già amministratore unico della cooperativa sociale, ha frequenti contatti con amministratori locali ed esponenti di spicco della criminalità organizzata, come di seguito precisato:

Il rapporto privilegiato del MANNIAS, e quindi della MARVON e dei MARCIANO', con il sindaco SCULLUNO si evince con chiarezza dalla vicenda dell'affidamento diretto alla cooperativa sociale dei lavori di riqualificazione del mercato coperto, vicenda per la quale si rinvia alla specifica trattazione fattane nel successivo capitolo 4.

Per quanto concerne un altro amministratore della MARVON, Claudio Bosso, già presidente e vice presidente della cooperativa, va rilevato che il medesimo è fratello di Roberto Bosso, affiliato alla criminalità organizzata.

Il 25 ottobre 2008 questi veniva controllato dei militari della locale stazione carabinieri - che interrompevano un vero e proprio sul summit di 'ndrangheta nei pressi dello stabilimento balneare Grecale sul lungomare Marconi di Vallecrosia unitamente a:

E' utile rilevare il valore altamente indiziante, in ordine all'affiliazione ad organizzazioni criminali, che la giurisprudenza attribuisce alla partecipazione a riunioni di 'ndrangheta, considerato il carattere chiuso di tale associazione e quindi la possibilità di partecipare aperta ai soli soggetta in essa inseriti (cfr., in tal senso. Cassazione Penale, Sezione Prima, 13 aprile 1995, n. 5466).

Ad ulteriore conferma dell'intreccio di interessi del MANNIAS, e quindi della MARVON, con la famiglia MARCIANO' va rilevato che il pub ristorante "LE VOLTE" di Ventimiglia è gestito dalla "MA.GI.CA. GENERAL SERVICE", società cooperativa a responsabilità limitata, di cui ELIA Angela, compagnia convivente di MARCIANO' Giuseppe, è amministratore unico, e che la stessa è subentrata il 3 agosto 2009 proprio a MANNIAS Giancarlo, il quale è peraltro padre di MANNIAS Igor, amministratore della MA.GI.CA. 6 GENERAL SERVICE, società cooperativa a r.l. che ha incorporato la MARVON con atto di compravendita redatto in data 11 marzo 2010.

Sempre con riferimento alla MARVON va rilevato che le fonti investigative delle Forze di Polizia hanno consentito di svelare il significato di tale acronimo che starebbe per : MARcianò - Vincenzo - Omar – Nunzio.

Dalle ricostruzioni operate risulta che l'acronimo indicherebbe le persone di Giuseppe e Vincenzo MARCIANO', soggetti i cui profili criminali sono già stati esaminati nell'ambito del capitolo 1, nonché Annunziato ROLDI e Omar ALLAVENA. L'Allavena, da osservazioni effettuate dagli organi di polizia, risulta essere in stretti legami con elementi importanti della 'Ndrangheta di Ventimiglia in particolare:

Gli stretti legami tra la cooperativa sociale MARVON e la criminalità organizzata calabrese risultano anche da un incontro avvenuto il 24 agosto 2011, data in cui i Carabinieri di Bordighera hanno notato, a bordo di un'autovettura. MARCIANO' Vincenzo, figlio di Giuseppe, e DAMBRA Salvatore, guardiano presso il porto di Baia Verde di Ospedaletti per conto della cooperativa sociale MARVON.

Appena due giorni dopo, MARCIANO' Vincenzo è stato notato, in via Roma di Ventimiglia, nuovamente in compagnia del sul nominato DAMBRA Salvatore.

È utile ricordare, al fine di poter più compiutamente valutare l'importanza dei due ultimi dati informativi sopra riportati, che la guardiania è una delle attività tipiche svolte dalle associazioni mafiose in quanto tale servizio, di per sé scarsamente remunerativo, consente ad esse di esercitare un controllo continuo e diretto sulle attività che si svolgono all'interno dei cantieri. E la MARVON tende ad assumere una posizione di monopolio nella zona, come dimostrato dalla circostanza che tale cooperativa svolge il medesimo servizio anche nel cantiere del realizzando porto turistico di Ventimiglia, come si dirà più diffusamente nel capitolo dedicato ai Lavori Pubblici.

Per quanto concerne,infine, i precedenti penali del sindaco SCULLNO, va rilevato che il medesimo è stato segnalato il 27.09.2005 dal Comando Compagnia di Ventimiglia della Guardia di Finanza alla Procura della Repubblica di Sanremo per il reato di concussione in merito alla compravendita di un garage, sito a Ventimiglia, corso Repubblica, civico 8. E' accusato di aver acquistato l'autorimessa in argomento al prezzo di € 40.000,00, abusando dell'allora suo ruolo di membro del Consiglio Regionale della Liguria ed animato dalla volontà di costringere i responsabili dell'impresa costruttrice LIBRA S.r.l. a vendergli l'autorimessa in argomento, convincendo il responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Ventimiglia CIGNA Cesare a far pervenire alla ditta titolare dei lavori numerose ingiunzioni di sospensione lavori al fine di esercitare indebite pressioni per ottenere l'immobile ad un prezzo inferiore all'offerta ricevuta da altri acquirenti interessati.

Tali velate minacce, che sarebbero state ribadite personalmente dallo SCULLINO in una riunione avuta con gli incaricati della società appaltatrice presso lo studio del responsabile dei lavori, architetto NASO, avrebbero convinto titolari della LIBRA Srl ad accettare l'offerta rinunciando a maggiori guadagni.

Dall'esame del certificato dei carichi pendenti emerge che per la vicenda di cui trattasi è pendente ricorso in Cassazione.

Va infine rilevato che il sindaco SCULLINO è stato da ultimo deferito, in data 25 luglio 2011,alla Procura della Repubblica di Sanremo, unitamente a:

ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di abuso d'ufficio, per aver omesso di richiedere alla locale Prefettura, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente, la certificazione antimafia delle società coinvolte, a vario titolo, nella realizzazione del porto turistico di Ventimiglia.


3.2 - Il vice sindaco Vincenzo MOIO, nato a Taurianova (RC) il 1.1.1959

Dicembre 1991, il gruppo investigativo carabinieri di Imperia, unitamente all'omologo ufficio di Reggio Calabria, dove esecuzione presso la clinica Athena di Sanremo all'arresto del padre Giuseppe, nato a Oppido Mamertina (RC) il 05.05.1928, che doveva scontare la pena dell'ergastolo per omicidio, poiché, a San Giorgio Morgeto, nel corso di un conflitto a fuoco, uccideva il Carabiniere Camarda Pasquale e feriva Condirò Domenico. Contestualmente veniva eseguita perquisizione domiciliare nella dimora di Vincenzo, in cui veniva rinvenuto un caricatore per pistola calibro 635 con relativo munizionamento; per tale episodio questi veniva denunciato per detenzione abusiva di munizionamento.

Il 4 febbraio 2011 è stato denunciato per associazione d i tipo mafioso ex art. 416 bis del codice penale.

Le indagini condotte dal Ros Carabinieri di Genova nei confronti di un sodalizio criminale di matrice 'ndranghetìsta operante nel capoluogo ligure (proc. pen. 2268/10/21 r.g. DDA Genova, Operazione "MAGLIO 3") hanno consentito di individuare analoghe strutture localizzate su tutto il territorio della Liguria tra loro consorziate e costituenti la "camera di controllo".

Il 24.06.2011, veniva disposta dalla D.D.A. di Genova perquisizione a carico del MOIO e contestualmente venivano deferiti A.G. di Genova nr. 20 persone appartenenti organizzazioni criminale dominata 'ndrangheta operante in Liguria e segnatamente nelle province di Genova, Imperia e la Spezia.

All'esito delle indagini condotte, la Procura della Repubblica d i Genova emetteva altrettanti avvisi di garanzia nei confronti degli indagati in ordine al reato di associazione a delinquere di tipo mafioso. Sulla scorta delle risultanze investigative il Tribunale di Genova - ufficio G.I.P. emetteva nei confronti di 12 (dodici) appartenenti al sodalizio l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 2268/2010/21 R.G.N.R. e nr. 4644/11 R.G. Gip del 24.06.2011, su cui ci si è già soffermati nel capitolo 1.

L'attività d'indagine in questione h a avuto origine dagli spunti investigativi dell'operazione "I L CRIMINE" e fa seguito agli arresti avvenuti a Genova del capo locale GANGEMI Domenico e di BELCASTRO Domenico ritenuti responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso.

MOIO Vincenzo è infatti citato in più parti nell'ordinanza relativa all'operazione "IL CRIMINE", in qualità di 'ndranghetista di riferimento della zona e in quanto ha cercato di fare eleggere alle ultime elezioni regionali, con l'appoggio della 'ndrangheta, la propria figlia MOIO Fortunata. Nell'ordinanza si legge che: "L'appoggio elettorale sul collegio di Genova si realizzava su due fronti: da una parte vi era GANGEMI Domenico che appoggiava il candidato PRATICO' Aldo Luciano mentre, dall'altra, BELCASTRO Domenico sosteneva la candidata MOIO Fortunata".

Nella medesima Ordinanza si rileva altresì che la candidatura di MOIO Fortunata alle ultime elezioni regionali era stata osteggiata da MARCIANO' Giuseppe, in virtù di un vecchio rancore. Quest'ultimo derivava da un episodio avvenuto nel corso di una riunione di 'ndrangheta tenutosi presso ristorante dei MARCIANO'. In tale circostanza, tutti i partecipanti alla riunione avevano votato a favore di una nomina da conferire a MARCIANO', ad eccezione del MOIO. Tale episodio indusse il MARCIANO' a porre il veto sulla candidatura di MOIO Fortunata nel collegio di Imperia, inducendola a presentarsi in quello di Genova.

Nell'ordinanza dell'Operazione "Maglio 3" si apprende che la "locale di Ventimiglia" è composta, con il ruolo di capi e organizzatori ex art. 416 bis capo I, II, III e IV c.p. da MARCIANO' Giuseppe, CIRICOSTA Michele, PEPE' BENITO, BARILARO Fortunato, BARILARO Francesco, che dirigono e organizzano il sodalizio, assumono le decisioni più rilevanti, impartiscono le disposizioni, comminano le sanzioni agli altri associati a loro subordinati, decidono e partecipano ai riti di affiliazione, curano rapporti con le altri articolazioni dell'associazione, dirimono i contrasti interni ed esterni al sodalizio criminale.

Al MOIO Vincenzo ed al MARCIANO' Vincenzo, invece, viene riconosciuto il diverso ruolo di partecipi ex art. 416 bis co. capo I, III e IV c.p., con il quale partecipano a summit e incontri di 'ndrangheta, si mettono a completa disposizione degli interessi della locale cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso, curando rapporti con le altre articolazioni dell'associazione, dirimendo contrasti interni ed esterni al sodalizio criminoso, mantenendo il MARCIANO' rapporti con le famiglie calabresi ALVARO e OPPEDISANO, il MOIO con la famiglia D'AGOSTINO di Reggio Calabria.


3.3 – L'assessore Tito Giro, nato a Camastra /AG) il 16.4.1957

Il 1° ottobre 2009 l'allora assessore commercio Tito GIRO - cessato dalla carica, come già detto, nel novembre del 2009 - è stato visto, in occasione di un controllo delle Forze dell'ordine presso il locale "Usteria d'a Porta Marina" di proprietà di Giuseppe MARCIANO', in compagnia di quest'ultimo e del fratello Vincenzo.

Per quanto concerne la famiglia MARCIANO' ed il suo ruolo di spicco nell'ambito del "locale" di Ventimiglia, si rinvia all'illustrazione già tratteggiata nel precedente capitolo primo.

Alla luce degli stretti rapporti tra i fratelli MARCINO' ed i fratelli Francesco e Fortunato BARILARO e della circostanza che il figlio di quest'ultimo, Giuseppe, è dipendente del Comune di Ventimiglia con la qualifica di Capo Settore attività produttive dell'Ufficio Commercio, risulta difficile credere che il suddetto incontro sia stato casuale.

L'amministratore in questione, infatti, è stato ininterrottamente assessore dal maggio 2002 al novembre 2009 e, come risulta dall'allegato verbale delle sommarie informazioni rese spontaneamente alle Forze dell'ordine da una dipendente comunale, “è noto nell'ambiente comunale che il BARILARO Fortunato ha un notevole ascendente sull'amministrazione, sia di allora che quella attuale, in quanto conosciuto come mafioso”, motivo per cui il figlio Giuseppe “gode di trattamenti di favore”.

In merito a questi ultimi, si rinvia alla specifica trattazione fatta nel capitolo quinto.


3.4 - Il consigliere comunale Angelo RACO, nato a Gioia Tauro (RC) Il 17.11.1946

Il 6 aprile 2006 è stato deferito per associazione a delinquere di stampo mafioso, nell'ambito del procedimento penale 7652/05 mod.21 r.g.n.r. instaurato dalla D.D.A. di Bologna, che permetteva di individuare una attività illecita di natura estorsiva.

Il Pubblico Ministero, tuttavia, formulava successivamente richiesta di archiviazione parziale per ciò che concerne l'ipotesi associativa non ritenendo sussistere i presupposti di cui all'aggravante prevista dall'art.7 della legge 203/1991.

Da ultimo va rilevato che in data 23 settembre 2011 personale del Commissariato di P.S. di Ventimiglia si è recato presso l'abitazione dell'amministratore in questione, al fine d i ritirare cautelativamente una pistola dai medesimo regolarmente detenuta.

Tale attività si è resa necessaria a seguito di una denuncia per minacce gravi e lesioni presentata nei e i suoi confronti da Agostino Corrado, nato a Sommantino (CL) e residente a Ventimiglia.

Nella circostanza, il consigliere comunale riferiva di non essere più in possesso dell'arma e che era sua intenzione recarsi proprio quel giorno a denunziarne il furto o lo smarrimento.

Attualmente sono in corso ulteriori accertamenti in merito alla scomparsa dell'arma e il RACO è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Sanremo per mancata custodia di armi.

3.5- Il consigliere comunale Giovanni ASCHERI, nato a Ventimiglia (IM) il 9.10.1943

Nel luglio 2007 è stato denunciato dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Ventimiglia {IM} per favoreggiamento reale nell'ambito di un'attività di indagine che ha visto coinvolte, in concorso, altri 15 soggetti, di cui due facenti parte della giunta denunciate per corruzione, turbata libertà degli incanti, sostituzione di persona, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.


3.6 Consigliere comunale Daniele VENTURA, nato a Sanremo (IM) il 10.7.1969

Nel luglio 2004 viene denunciato dal Nucleo Regionale Liguria della Guardia di Finanza, in concorso con altre 144 persone, molti dei quali amministratori e dipendenti del Comune di Ventimiglia, per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, truffa per il conseguimento di erogazioni, malversazione ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Il 26 novembre 2008 e il 29 novembre 2008 è stato denunciato rispettivamente dal Corpo Forestale dello Stato, stazione di Rocchetta Nervina e dalla Polizia Municipale di Ventimiglia, in qualità di direttore dei lavori, per lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio.

4 - L'organizzazione del Comune e le società partecipate

Per quanto concerne la suddivisione delle competenze della giunta tra il sindaco e gli assessori, si rinvia al precedente capitolo 2.

In questo capitolo si ritiene invece opportuno analizzare alcune anomalie riscontrate nei rapporti tra la giunta comunale e la dirigenza, in quanto tali rapporti incidono sul concreto atteggiarsi dell'organizzazione dell'ente.

Dagli atti acquisiti nel corso dell'accesso risulta che la giunta comunale usa talora espropriare la dirigenza delle proprie prerogative, in violazione del principio di separazione tra poteri di indirizzo, proprie degli organi di governo, il potere di gestione spettanti ai dirigenti.

Tale prassi viene attuata mediante l'emanazione di "determine" della giunta, cioè atti atipici con i quali l'organo di governo fornisce non indirizzi, come previsto dal proprio ruolo istituzionale, bensì veri e propri ordini ai dirigenti, senza assumersi le responsabilità dirette che rimangono in capo agli organi burocratici che formalmente adottano l'atto di gestione.

L'esistenza di tali atti di giunta, già segnalata in un esposto indirizzato alla Corte dei Conti per il quale sono in corso indagini da parte della Magistratura contabile, è stata confermata dall'attuale segretario generale del Comune con attestazione in data 26 ottobre 2011 (inserita nel fascicolo degli allegati alla presente relazione), dalla quale risulta che le determinazioni della giunta non sono mai state pubblicate, trattandosi di indicazioni ad uso interno della macrostruttura comunale, e vengono invece custodite in appositi registri conservati presso la segreteria generale”.

Esempio significativo di tale atteggiarsi dei rapporti tra giunta e dirigenti è costituito dalla determinazione dirigenziale n.46 del 4 aprile 2008 adottata dal dirigente della terza ripartizione, recante "approvazione preventivo e relativo impegno di spesa per lavori di manutenzione esterna del mercato coperto".
Nel preambolo della determina, infatti, si legge, tra l'altro, che "la giunta comunale ha dato mandato al dirigente della terza ripartizione di affidare direttamente i lavori ad una cooperativa sociale".

Il provvedimento dirigenziale, benché non mi indichi gli estremi, intende riferirsi alla determina di giunta n. 3 in data 13 marzo 2008, dalla quale risulta che “la giunta, preso atto del progetto di riqualificazione mercato coperto, come de elaborati grafici proposti dal sindaco, da incarico al direttore generale direttore dirigente della terza ripartizione di affidare in via diretta, ai sensi della legge 381/1991, i lavori ad una cooperativa, per un importo complessivo che non potrà superare i 42.000 euro”.

Appare dunque chiaro che:

Tale sviamento della procedura in questione dal perseguimento dei fini istituzionali per favorire la cooperativa sociale MARVON diviene poi sintomatico di un condizionamento degli amministratori da parte della criminalità organizzata, ove si considerino i collegamenti di tale cooperativa con esponenti del "locale" di 'ndrangheta di Ventimiglia, collegamenti già posti in luce nel precedente capitolo 3.

In merito, invece, alla struttura burocratica dell'ente, per rilevato che l'amministrazione attualmente in carica provato, con delibera di giunta comunale n. 98 del 10 luglio 2008, il nuovo regolamento sull'organizzazione degli uffici e dei servizi.

Ma ancor prima, con propria del proprio decreto n. 1 del 28 giugno 2007 (cioè appena insediatosi), il sindaco aveva già innovato l'organizzazione introducendo la figura del direttore generale, che non esisteva in precedenza come incarico autonomo, in quanto conferito solo una volta, e per pochi mesi (dal 26 ottobre 1998 al 15 marzo 1999), al segretario generale pro tempore.

Le relative funzioni sono state conferite al dottor Marco PRESTILEO, in virtù di un rapporto fiduciario risalente nel tempo.

Egli ha infatti svolto un ruolo di supporto e collaborazione stretta con il geometra Gaetano Scullino sin dai tempi della consiliatura 1994/1998, quando quest'ultimo era consigliere di minoranza, venendone ricompensato con l'incarico di membro del collegio dei revisori dei conti della società AIGA, costituita dal Comune di Ventimiglia.

Dopo aver seguito e coordinato personalmente tutte le campagne elettorali che hanno visto coinvolto da allora al 2007 l'attuale sindaco, il PRESTILEO è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione della suddetta società, carica detenuta ininterrottamente fino alla

nomina a direttore generale del Comune di Ventimiglia.

Tornando al citato regolamento, va rilevato che in base al medesimo ed ai successivi provvedimenti attuativi la struttura burocratica dell'ente risulta suddivisa in cinque "ripartizioni" di livello dirigenziale.

Sono state altresì istituite due "aree”, al fine di coordinare, a livello programmatico e progettuale, le attività di alcune ripartizioni e quali strumenti organizzativi di aggregazione macro strutturale, sovraordinati rispetto alle ripartizioni.

L'area “di direzione generale e operativa", che accorpa funzioni di notevole rilevanza, è stata attribuita al Dottor PRESTILEO con decreto sindacale n. 23 del 30 dicembre 2009.

Al responsabile dell'area fanno capo, tra l'altro, la programmazione generale attuazione linee programmatiche di mandato, il procedimento giuridico-amministrativo relativo a procedure concertative, finanziamenti, espropri e subappalti, l'ufficio legale, nonché i procedimenti disciplinari.

Se si considera poi che il dottor PRESTILEO è stato altresì nominato presidente del Consiglio di Amministrazione della CIVITAS, società in house providing sulla quale ci soffermeremo tra breve, appare chiara la notevole concentrazione di poteri che il sindaco ha voluto attribuire al dirigente in questione.

Proprio la costituzione di tale società costituisce forse l'innovazione organizzativa più rilevante ed è per tale motivo che si è ritenuto opportuno trattarne in questo capitolo, anziché in quello dedicato ai lavori pubblici che costituiscono la sua attività prevalente.

Come si vedrà in prosieguo, infatti, con l'istituzione della CIVITAS sono state scorporate dalla quinta ripartizione, cioè dall'U.T.C, tutte le attività concernenti la gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio comunale, con conseguente trasferimento dal Comune alla società di tutte le maestranze comunali, nonché di altre unità di personale tecnico in precedenza assegnato alla suddetta ripartizione.


Le società partecipate

La CIVITAS srl, società a totale capitale del Comune di Ventimiglia, è stata costituita con la delibera di consiglio comunale n.21 del 10 aprile 2008 che ha approvato il relativo statuto.

Quest'ultimo prevede, all'art.2, che "la società ha per oggetto esclusivo:

Con delibera di giunta comunale n. 110 del 7 agosto 2008 è stata approvata l'intesa per il trasferimento alla CIVITAS, dal 1° marzo 2009, di 18 dipendenti comunali di ruolo, che in precedenza erano addetti alla gestione manutenzione del patrimonio comunale.

Con la successiva delibera di giunta comunale n. 23 in data 26 febbraio 2009 è stato approvato il contratto con la società CIVITAS per l'affidamento della gestione del servizio globale di manutenzione ordinaria del patrimonio comunale, dal 1° marzo 2009 al 31 dicembre 2018.

Oggetto del contratto è l'affidamento alla Società, a fronte di un canone annuo forfetario di 525.000 euro, delle funzioni attinenti alla manutenzione ordinaria, e relativi adempimenti gestionali concernenti gli affidamenti e contratti, di tutto il patrimonio comunale nonché degli altri compiti istituzionali da sempre svolti dalle maestranze comunali, comprendenti, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, i seguenti interventi:

In base all'art.5 del contratto il Comune può affidare, con apposito provvedimento e al di fuori del canone, anche interventi di manutenzione straordinaria, nonché la realizzazione di nuovi investimenti.

L'art.10 del contratto prevede poi che la società predispone, sulla base degli atti di indirizzo comunali, il piano operativo annuale e pluriennale delle attività e lo sottopone alla preventiva approvazione da parte del Comune.

Con l'art.13 la società si obbliga a fornire, con cadenza almeno trimestrale o a richiesta del Comune, una relazione contenente lo stato di avanzamento dei lavori e gli interventi manutentivi eseguiti, fermi restando i poteri di vigilanza comunali sullo svolgimento delle funzioni affidate, da esercitare anche mediante apposite ispezioni.

Nell'ambito dei rapporti gestionali derivanti dal contratto di servizio, la Società si fa carico della realizzazione di opere pubbliche, approvate dall'Amministrazione comunale di Ventimiglia, fino ad un importo totale di € 2.000.000,00.= (duemilioni), che non saranno assoggettati a rimborso da parte del Comune e che verranno reperiti dalla società tramite finanziamenti di terzi.

4.1 I rapporti tra la CIVITAS e la MARVON

Fin dal suo inizio, l'attività della CIVITAS appare caratterizzata da una singolare coincidenza, che non si rivela casuale se si considerano i collegamenti del sindaco e del direttore generale con la famiglia MARCIANO', cui è riconducibile la proprietà della cooperativa MARVON, collegamenti esaustivamente illustrati, rispettivamente, nel capitolo 3 e nel capitolo 5.

La MARVON, benché fondata nella primavera del 2006, comincia effettivamente ad operare solo due anni dopo, cioè il 21 marzo del 2008, quando ottiene l'ampliamento delle abilitazioni e l'iscrizione al registro delle imprese, vale a dire proprio in coincidenza della costituzione della CIVITAS, avvenuta con delibera del consiglio comunale n.21 del 10 aprile 2008.

Ma i rapporti tra la CIVITAS e la MARVON sono caratterizzati da ulteriori, significative coincidenze.

Come più diffusamente illustrato nel successivo capitolo 5, è stato proprio il dottor PRESTILEO, direttore generale del Comune di Ventimiglia e presidente del consiglio di amministrazione della CIVITAS, a predisporre lo statuto della MARVON nel 2006 su richiesta, come dichiarato dallo stesso PRESTILEO, di Omar ALLAVENA, i cui collegamenti con la criminalità organizzata ed in particolare con la famiglia MARCIANO' sono stati già illustrati nell'ambito del capitolo 3.

Con tali premesse, risulta sintomatico che i lavori affidati dalla CIVITAS subito dopo la sua costituzione siano stati realizzati proprio dalla citata cooperativa sociale.

Là dove, ad avviso di questa commissione, si esce dal campo delle ipotetiche coincidenze ed inizia a configurarsi un chiaro sviamento dell'attività CIVITAS e, quindi del Comune di Ventimiglia è quando l'affidamento di un appalto avviene in violazione delle norme che disciplinano il relativo procedimento ed allorché tale illegittimità và a favorire un soggetto collegato con la criminalità organizzata.

Ed è appunto quanto avvenuto, a seguito della determinazione del Comune di Ventimiglia 12 maggio 2008 n. 69, recante affidamento a "CIVITAS S.r.l." dei "lavori di rifacimento del marciapiede di Via Lungo Roja, per un budget di spesa di € 188.214,83", con la lettera-contratto prot. N. 1 del 12 maggio 2008 mediante la quale la CIVITAS ha affidato direttamente alla cooperativa sodale MARVON la realizzazione di una parte di tali lavori, cioè il marciapiede di via Girolamo Rossi (per un preventivo di 65.000 euro più IVA), essendo stato tale ultimo atto adottato in violazione dell'art.113 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, nonché dell'art.125 del d.lgs. n.163/2006.

La prima delle citate norme prevede, al comma 5-ter, che "in ogni caso in cui la gestione della rete, separata o integrata con l'erogazione dei servizi, non sia stata affidata con gara ad evidenza pubblica, i soggetti gestori di cui ai precedenti commi provvedono all'esecuzione dei lavori comunque connessi alla gestione della rete esclusivamente mediante contratti di appalto o di concessione di lavori pubblici, aggiudicati a seguito di procedure di evidenza pubblica, ovvero in economianei limiti di cui all'art. 24 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e all'articolo 143 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999 n. 554 [norm queste ultime, confluite nell'art. 125 del d.lgs n. 163/2006]”.

Il citato art. 125 del d.lgs. 163/2006 stabilisce che “le acquisizioni in economia di beni, servizi, lavori, possono essere effettuate” alternativamente mediante “amministrazione diretta” ovvero “procedura di cottimo fiduciario” (comma 1) precisando in particolare, in relazione a questa seconda ipotesi, che "per lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e fino a 200 000 euro, l'affidamento mediante cottimo fiduciario avviene nel rispetto del principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di mercato ovvero tramite elenchi di operatori economici predisposti dalla stazione appaltante” (comma 8).

Analogamente, l'art. 56 del Regolamento per la disciplina dei contratti del Comune di Ventimiglia stabilisce che, qualora venga utilizzata la "forma di esecuzione dei lavori mediante cottimo", "quando l'importo dei lavori è pari o superiore a 40.000 euro e fino a 200.000 euro l'affidamento avviene, nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di mercato ovvero dell'elenco di operatori economici di cui al comma precedente”.

Appare dunque chiaro che, non essendo stati preventivamente consultati almeno cinque operatori economici, le citate norme sono state violate al fine di poter affidare i suddetti lavori direttamente, cioè senza previo confronto concorrenziale, come prescritto dalla disposizioni medesime.

Avverso i provvedimenti in questione è stato peraltro proposto dall'Unione degli Industriali della provincia di Imperia un ricorso giurisdizionale al T.A.R. Liguria, il quale si pronuncerà in merito ad aprile prossimo.

Analoga illegittimità è stata rilevata anche in occasione del rifacimento dei marciapiedi in Corso Genova, tratto Via Chiappoli - Via Nervia, i cui lavori sono stati, con lettera-contratto protocollo n.37 in data 17 marzo 2009, affidati direttamente alla MARVON, per un importo di 98.146 euro, senza far ricorso alla procedura negoziata prescritta dalle citate norme per lavori d i importo superiore a 40.000 euro.

Sintomatica dell'atteggiamento d i particolare favore assunto dalla CIVITAS nel confronti della MARVON è altresì la circostanza che nell'anno 2008 a tale ultima società sono stati affidati lavori per oltre 250.000 euro, pari a circa il 60 per cento dell'importo totale delle opere appaltate in quell'anno; se si ha riguardo, invece, ai pagamenti effettivamente disposti nel corso del suddetto esercizio finanziario, la percentuale in questione arriva addirittura al 68 per cento, testimoniando peraltro che la MARVON è stata favorita anche sotto il profilo, non secondario, della celerità dei pagamenti.

Come risulta dai grafici di seguito riportati, tale trend non è sostanzialmente mutato, quantomeno in valori assoluti, negli anni 2009, 2010 e 2011, tenuto conto che relativamente a quest'ultimo anno il dato è riferito al periodo fino al 31 luglio. La flessione registrata in valori relativi negli anni 2010 e 2011 è agevolmente spiegabile ove si consideri che in tali anni la CIVITAS ha appaltato lavori di importo mediamente e globalmente superiori, per molti dei quali la MARVON non era in possesso dei requisiti per partecipare alle relative gare (certificazione SOA).

Si riportano di seguito i pagamenti effettuati dalla società nel periodo dal 2008 al 2011:

Anno 2008
 
COOP. SOCIALE MA.RIS. € 30.630,00
MARVON COOPERATIVA SOCIALE € 186.871,66
NERI SPA € 23.999,98
SOCIETA' INTEMELIA NUOVA COOP. SOCIALE € 27.000,00
PARADIGMA SRL € 4.200,00
Altri 3 Fornitori € 7.241,20






Anno 2009  
Fornitore Importo 
MARVON COOPERATIVA SOCIALE € 263.910,96
ARTI GROUP SRL € 208.105,13
SOCIETA' INTEMELIA NUOVA COOP. SOCIALE € 162.270,59
IMPRESA DE VILLA GEOM. G.B. ROMEO € 126.444,00
COOP. SOCIALE MA.RIS. € 103.380,00
IMPRESA EDILE LANTERI GEOM. OLIMPIO & C SAS € 83.649,11
IMPRESA EDILE FOTI DAVIDE € 48.000,00
EDILEUROPA DI BENEDETTO NICOLINO € 47.640,00
VIVAIO PEGLIASCO DI PEGLIASCO IRIDE € 39.000,00
AMBESI ANGELO € 33.432,00
T.M.L. EDILIZIA STRADALE DI LAMBERTI BRUNO € 31.297,00
Altri 28 Fornitori € 219.664,13
Totale 1.366.792,92


Anno 2010  
Fornitore Importo
IMPRESA EDILE LANTERI GEOM. OLIMPIO & C SAS € 316.580,02
MERICO SRL € 281.010,75
MARVON COOPERATIVA SOCIALE € 253.013,11
ARTI GROUP SRL € 214.736,77
SOCIETA' INTEMELIA NUOVA COOP SOCIALE € 183.384,74
TECNOSTRADE SRL € 181.260,00
G.M.P. SAS di GANGEMI MARCO & C € 118.739,61
FOGNINI SRL € 111.133,90
SOC. COOPERATIVA SOCIALE IL CAMMINO € 109.568,92
IMPRESA DE VILLA GEOM. G.B. ROMEO € 82.475,20
TESORINI SRL € 56.577,60
ING. CASTALDI ILLUMINAZIONE SRL € 49.728,00
GUIDI DUCCIO € 38.200,00
GEOSTRUTTURE ANTONINO COLLU € 36.108,00
Altri 55 Fornitori € 319.508,63
Totale 2.532.297,25


Anno 2011  
Fornitore Importo
ARTI GROUP SRL € 233.128,50
MARVON COOPERATIVA SOCIALE € 106.500,40
SOC. COOPERATIVA SOCIALE IL CAMMINO € 97.130,73
ASTECO INDUSTRIA SRL € 93.090,00
CREDIT AGRICOLE LEASING ITALIA SRL € 73.209,29
MERICO SRL € 57.931,39
IMPRESA DE VILLA GEOM. G.B. ROMEO € 56.653,44
IMPRESA EDILE LANTERI GEOM. OLIMPIO & C SAS € 50.881,20
TECNOSTRADE SRL € 49.176,39
G.M.P. SAS di GANGEMI MARCO & C € 46.098,81
Altri 42 Fornitori € 250.549,97
Totale 1.114.350,12


 

Periodo 2008-2011  
Fornitore Importo
MARVON COOPERATIVA SOCIALE € 810.296,13
ARTI GROUP SRL € 655.970,40
IMPRESA EDILE LANTERI GEOM. OLIMPIO & C SAS € 451.110,33
SOCIETA' INTEMELIA NUOVA COOP SOCIALE € 393.293,90
MERICO SRL € 338.942,14
IMPRESA DE VILLA GEOM. G.B. ROMEO € 265.844,64
TECNOSTRADE SRL € 230.436,39
SOC. COOPERATIVA SOCIALE IL CAMMINO € 222.052,45
G.M.P. SAS di GANGEMI MARCO & C € 164.838,42
COOP. SOCIALE MA.RIS. € 134.010,00
FOGNINI S.R.L. € 111.133,90
Altri 94 Fornitori € 1.331.254,43
Totale 5.109.183,13



Se, dunque,
l'evidenza e l'eloquenza dei dati suesposti conferma con chiarezza che fin dalla sua costituzione la CIVITAS ha assunto un comportamento di immotivato favor nei confronti di una società di cui era nota se non altro la vicinanza di interessi con ambienti della locale criminalità organizzata, è ora necessario, per le finalità attribuite a questa commissione, accertare quali siano gli organi comunali che hanno assunto le relative decisioni e perché si siano rivelate inefficaci le forme di controllo che pur sono apprestate dall'ordinamento generale ed anche da quello datosi dall'ente medesimo.

Sotto il profilo, quello delle responsabilità decisionali, appare chiara, dall'analisi degli atti acquisiti nel corso dell'accesso, la concentrazione di poteri nella persona del Dottor PRESTILEO, attuale direttore generale del Comune di Ventimiglia.

Come ha più volte dichiarato pubblicamente il sindaco SCULLINO, da ultimo anche in occasione della delibera del consiglio comunale n. 78 del 21 settembre 2011, il dottor PRESTILEO può considerarsi il creatore di CIVITAS, al punto che perfino la citata delibera con la quale la società è stata costituita è stata adottata dal consiglio comunale su proposta proprio del direttore generale del Comune (sia pure unitamente ad altri dirigenti) e non dalla giunta comunale, come avviene normalmente per provvedimenti di tale importanza che non assumono una valenza solamente gestionale, bensì quella tipica degli atti di indirizzo politico propri del suddetto organo di governo.

Ma al di là di questo dettaglio, sia pur significativo e sintomatico per la sua indubbia anomalia, va rilevato che il dottor PRESTILEO ha cumulato, dalla costituzione della società fino al 14 gennaio 2010, alla carica di direttore generale del Comune quella di presidente del consiglio di amministrazione della CIVITAS.

Va inoltre sottolineato che nella seduta del 23 giugno 2008 il consiglio di amministrazione ha deliberato di attribuire al proprio presidente tutti i poteri di amministrazione della società, ad eccezione di quelli ivi espressamente indicati, tra i quali ultimi figurano "l'approvazione dei piani operativi annuali, dei piani di investimento e di quelli di assunzione del personale", nonché "l'affidamento dei lavori per importi superiori a 40.000 euro".

È significativo che in tal modo è stato attribuito al presidente del consiglio di amministrazione il potere di decidere da solo a quale ditta affidare i lavori di importo inferiore ai € 40.000, cioè proprio quelli per i quali è esercitabile il massimo grado di discrezionalità, in quanto le citate norme ne consentono l'affidamento diretto, al di fuori di ogni procedura concorrenziale. Considerato, peraltro, che la società si occupa per lo più di manutenzione ordinaria del patrimonio comunale, i lavori di modesto importo costituiscono la stragrande maggioranza degli interventi operati da CIVITAS.

Se, dunque, appare indubbio che il dottor PRESTILEO possa considerarsi il più diretto responsabile nell'aver favorito gli interessi della criminalità organizzata, si ritiene tuttavia che da tale responsabilità non risultino immuni nemmeno gli organi di governo dell'ente.

Ciò vale sicuramente per il sindaco, perché il medesimo, in quanto vertice dell'amministrazione comunale e socio unico della CIVITAS, condivideva certamente con il presidente del consiglio di amministrazione tutte le decisioni più importanti della società.

L'art.11 prevede che sono, tra le altre, competenze esclusive dell'assemblea dei soci, cioè del sindaco che rappresenta il socio unico, oltre all'approvazione del bilancio di esercizio e la destinazione degli utili, la nomina del presidente e degli altri membri del consiglio di amministrazione e la determinazione dell'eventuale compenso spettante ai suddetti amministratori. In tal modo, quindi, lo SCULLINO e il PRESTILEO sono legati da un doppio rapporto di natura chiaramente fiduciaria, nascente dalle due cariche conferite a quest'ultimo. All'assemblea compete altresì l'approvazione del piano programma degli investimenti, nonché della pianta organica del personale.

Ma v'è di più. Qualora la suddetta linea gestionale non fosse stata conforme agli indirizzi espressi dall'assemblea, quest'ultima, in base all'art. 18, ha comunque il potere di revocare gli amministratori “nel caso di irregolare funzionamento dell'organo, di violazioni di leggi o di regolamenti, o di mancata ottemperanza agli indirizzi e direttive impartite”.

Ed ancora all'assemblea spetta la nomina e la revoca del collegio sindacale, nonché del compenso spettante ai sindaci. In merito va altresì richiamata l'attenzione sulla circostanza che due componenti del collegio sindacale (Santini e Cuzzocrea) sono soci dello studio professionale ove opera il dott. PRESTILEO. Tale situazione configura un chiaro conflitto di interessi, considerato che i suddetti sindaci sono chiamati a valutare l'operato del loro socio, ed appare di dubbia compatibilità con l'art. 236 del T.U. 267/2000.

Va considerato, in effetti, che in base a tale norma "l'incarico di revisione economico-finanziaria non può essere esercitato dal Segretario e dai dipendenti dell'ente locale presso cui deve essere nominato l'organo di revisione economico-finanziaria" e che le società in house sono considerate dalla giurisprudenza alla stregua di organi del Comune.

Va peraltro rilevato che lo statuto prevede anche un'altra, più rilevante forma di controllo sull'attività degli amministratori. Con l'art.24 dello Statuto è stata infatti una “commissione per l'esercizio del controllo analogo”, composta da cinque consiglieri comunali, di cui almeno uno in rappresentanza della minoranza.

Tale commissione ha il compito di verificare periodicamente l'attività svolta dal consiglio di amministrazione in termini di opportunità, efficienza ed efficacia delle scelte poste in essere, in relazione agli indirizzi formulati dal Comune in sede di relazione previsionale e programmatica, piano esecutivo di gestione e altri atti di indirizzo programmatorio del consiglio comunale e riferisce alla giunta che provvede a relazionare per l'approvazione al consiglio comunale.

E s i tratta potenzialmente di un controllo particolarmente penetrante, tipico delle società in house providing, al punto che, secondo la giurisprudenza in materia, l'esistenza di un "controllo analogo" rende tale tipo di società ente strumentale del Comune, con il quale si configura un rapporto interorganico, cioè analogo a quello gerarchico che l'amministrazione comunale ha con i propri uffici.

La circostanza che il consiglio comunale abbia di fatto abdicato al suo potere-dovere di indirizzo e di controllo, rende l'organo in ultima analisi partecipe e corresponsabile dell'operato degli amministratori della società.

Qualche considerazione finale va spesa in merito alle asserite finalità per le quali è stata costituita la CIVITAS.

In proposito si rileva che nella relazione tecnica allegata all'atto costitutivo si afferma che "la necessità di assicurare il mantenimento dei servizi offerti ai cittadini senza dover inasprire le aliquote dei tributi e le tariffe dei servizi impone un profondo ripensamento sulle modalità gestionali degli enti al fine di perseguire la massima economicità ed efficienza utilizzando, ove vi sia la convenienza, strumenti ispirati da logiche imprenditoriali,... come società patrimoniali... Per garantire la correttezza e la trasparenza amministrativa delle società patrimoniali, le stesse sono assoggettate, per l'acquisizione di beni e servizi, alle regole di evidenza pubblica previste per gli enti locali proprietari”.

Tra i vantaggi enunciati nella relazione tecnica, che consente la costituzione di una società patrimoniale per la gestione del patrimonio comunale e per la realizzazione delle opere pubbliche, viene posta in evidenza la “maggiore flessibilità e rapidità operativa rispetto all'ente locale per i minori vincoli normativi in materia di procedimenti amministrativi, con conseguenti risparmi di spesa e con una migliore capacità di risposta alle necessità della collettività amministrata dall'ente proprietario”.

Ulteriore vantaggio immediato che deriverebbe dalla costituzione della CIVITAS srl consisterebbe in un asserito risparmio sull'IVA, in quanto la CIVITAS, operando in regime Societario privato, avrebbe la possibilità di considerare l'IVA pagata ai propri fornitori come IVA a credito, diversamente dal Comune che essendo utilizzatore finale vedrebbe l'IVA come costo definitivamente a carico.

Durante la citata seduta di consiglio comunale nella quale è stata deliberata la costituzione della società, l'assessore Guglielmi sottolinea il "vantaggio fiscale di recupero dell'iva a credito, in quanto l'ente locale è assimilato al consumatore finale; l'IVA è pertanto un costo", nonché la possibilità di "realizzare progettazioni e direzione lavori relativi ad opere pubbliche con un risparmio minimo del 20 per cento (IVA)". Il concetto viene rafforzato dal Sindaco che nel suo intervento afferma che nel caso si riesca a realizzare il piano delle opere pubbliche "già risparmiamo 8 milioni di euro di Iva".

Si riportano altresì stralci tratti dalla relazione tecnica allegato C all'atto deliberativo, redatta congiuntamente da tutti i dirigenti dell'ente, documento essenziale al fine di evidenziare al Consiglio Comunale la convenienza di procedere alla costituzione della società:

Tanto premesso, va rilevato che, anche a seguito delle critiche da più parti rivolte alle suddette affermazioni concernenti l'asserito risparmio IVA, la stessa amministrazione comunale in atti recenti (delibera del consiglio comunale n. 78 del 21.9.2011) pare ribaltare l'originario convincimento per affermazione del Direttore Generale PRESTILEO del quale si riporta uno stralcio dell'intervento effettuato nel corso del consiglio comunale:

"Ora cercherò di spiegare il funzionamento dell'Iva. Il vantaggio dell'Iva è temporaneo. Civitas opera come ogni altra impresa. Applichiamo l'Iva a credito e a debito. È vero che il comune normalmente non è soggetto passivo a imposta, e l'Iva è indetraibile. Per il comune l'IVA è detraibile per i lavori di acquedotto e fognatura, lo è per il teatro ed altre specifiche casistiche. Per Civitas invece l'IVA è sempre detraibile. Ma non vi è nessuna furbata, nessuna stranezza. Se un commerciante fa un acquisto per il negozio, l'IVA è detraibile, se lo fa per casa sua non lo è. E' impossibile guadagnare sull'IVA. Si possono avere vantaggi temporanei sull'IVA. Ma quando si emettono le fatture, l'IVA di paga.

Con l'IVA non si può fare i furbi. Finché Civitas non fattura, rimaniamo a credito. Quando emaniamo la fattura, ad esempio del canone del contratto global service, o per le commesse ricevute, paghiamo l'IVA. Il meccanismo dell'IVA si può capire benissimo. Il punto ruota attorno ai requisiti del soggetto passivo di imposta”.

Secondo quanto affermato dallo stesso direttore generale del Comune, che era stato tra i proponenti della citata delibera n.21/2008, il risparmio IVA è pertanto puramente illusorio e può quindi dirsi che il consiglio comunale ha deciso sulla base di una errata rappresentazione della realtà, in merito ad una delle finalità, di certo non secondaria, della costituzione di CIVITAS.

Per quanto concerne l'altra finalità di cui si è detto, cioè quella di conseguire risparmi nella realizzazione delle opere pubbliche e dei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione mediante l'impiego di procedure più flessibili ed efficienti, tipiche delle società di capitali, si rileva che già dopo poco più di un anno dalla costituzione della società è risultato chiaro che i risultati raggiunti erano più apparenti che reali.

Come risulta dal verbale della delibera del consiglio comunale n.74 in data 12 ottobre 2009, il consigliere Raschietti, membro della suddetta commissione per l'esercizio del controllo analogo sulla CIVITAS srl, nel ricordare all'assemblea che i consiglieri di minoranza avevano manifestato forti dubbi sulla costituzione della società e si erano astenuti, ha fatto presente che la società era nata per fare parcheggi e per curare il verde cittadino, esprimendo perplessità sulla scelta di estendere la sua attività agli appalti di opere pubbliche, considerato che il Comune era già dotato di un ufficio tecnico, in grado di gestire le relative procedure, come confermato anche dalle risultanze del presente accesso che hanno evidenziato una struttura burocratica senz'altro efficiente. Quanto poi ai risparmi realizzati, ha rimarcato come i medesimi siano prevalentemente imputabili a due fattori. Il primo è costituito dai numerosi appalti che sono stati aggiudicati con notevoli ribassi. In merito, il consigliere Rasentarti ed il consigliere De Leo rilevavano che "il massimo ribasso se diventa sistema è da discutere" perchè il parametro dell'economicità non deve essere l'unico cui ispirarsi, "in quanto certe volte la qualità dell'opera è più importante del suo costo". L'altro fattore di risparmio è dato dalla circostanza che, mentre l'ufficio tecnico comunale predispone i propri preventivi sulla base dei preziari regionali, CIVITAS ha elaborato un proprio preziario, in molti casi sensibilmente più economico di quello regionale. Anche questo tipo di risparmio è chiaramente fittizio, ove si consideri che CIVITAS è ente strumentale del Comune e che anzi non può nemmeno considerarsi come soggetto distinto dal proprio azionista unico, secondo quanto chiarito dalla giurisprudenza in materia. Inoltre va considerato che la società, come consentito dall'art.23 dello statuto, si avvale quasi esclusivamente di personale comunale, proveniente proprio dall'ufficio tecnico. Non si vede quindi perché quest'ultimo preziario non possa essere impiegato anche dall'ufficio tecnico comunale, che altrimenti continua a predisporre preventivi di spesa strumentalmente sovrastimati.

In altre parole, la società appare una scatola vuota, in quanto svolge attività che avrebbero potuto essere gestite come in precedenza dall'ufficio tecnico comunale, e, come si è innanzi avuto modo di illustrare, viene usata dagli amministratori e dal direttore generale come polo di consensi e strumento operativo per perseguire i propri interessi, al di fuori delle limitazioni e dei controlli propri dell'attività amministrativa pubblica, a cui avrebbe dovuto conformarsi il Comune in caso di gestione diretta, e ciò anche al fine di favorire società collegate alla criminalità organizzata.

4.2 AIGA Spa

Società costituita il 19.07.1996, il cui oggetto sociale specificato nell'atto costitutivo è la raccolta, il trattamento e la distribuzione di acqua per usi primari, industriali ed agricoli. Inoltre l'oggetto sociale prevede la raccolta, il trattamento e lo smaltimento di acque reflue e/o meteoriche, nonché lo svolgimento di attività complementari a quelle istituzionali nel settore idrico ed ambientale. In base alla visura della Camera di Commercio della società e' possibile notare che la proprietà è cosi ripartita:

- Comune di Ventimiglia con 102.000 azioni ordinarie
- Azienda Mediterranea Gas e Acqua spa (A.M.G.A. S.P.A.) con 98.000 azioni ordinarie

La società AMGA è SOCIO UNICO della CAE AMGA e, nella parte dedicata ai trasferimenti di proprietà o godimento d'azienda, è possibile notare che ha effettuato tra conferimenti in favore della società CAE AMGA, ed in particolare:

Conferimento Data atto: 29/06/2001

Data deposito: 13/07/2001
Data protocollo: 13/07/2001
Numero protocollo: GE-2001-28326
Notaio ANDREA FUSARO
Numero repertorio: 22543
Cedente
AZIENDA MEDITERRANEA GAS E ACQUA SPA
(AMGA SPA)
Cessionario
CAE AMGA ENERGIA SPA

Conferimento Data atto: 29/12/2001
Data deposito: 31/01/2002
Data protocollo: 31/01/2002
Numero protocollo: GE-2002-7706
Notaio: FUSARO ANDREA
Numero repertorio: 23571
Cedente AZIENDA MEDITERRANEA GAS E ACQUA SPA
(A.M.G.A. S.P.A.)
Cessionario
CAE AMGA ENERGIA S.P.A.

Conferimento Data atto: 29/12/2001
Data deposito: 31/01/2002
Data protocollo: 31/01/2002
Numero protocollo GE-2002-7708
Notaio: FUSARO ANDREA
Numero repertorio: 23571
Cedente
AZIENDA MEDITERRANEA GAS E ACQUA SPA

(A.M.G.A. S.P.A.)
Cessionario
CAE AMGA ENERGIAS.P.A.

La CAE AMGA annovera tra gli amministratori MONTELEONE Rosario in qualità di consigliere.

Va rilevato che MONTELEONE Rosario è Presidente del Consiglio Regionale e Coordinatore dell'UDC in Liguria. Lo stesso, nell'indagine condotta dalla Procura di Reggio Calabria, viene indicato come soggetto politico da "appoggiare", cosi come emerge nell'intercettazione riportata di seguito tra esponenti di primo piano della 'Ndrangheta in Liguria:

...Tuttavia, continua l'uomo, tale impegno elettorale avrebbe fatto sorgere dei problemi con un altro affiliato: "La stiamo appoggiando noialtri... ci impegniamo noi, contro la volontà di compare MIMMO GANGEMI che abbiamo avuto una discussione...". Costui, infatti, avrebbe preferito sostenere la candidatura di un "finanziere" il quale, a sua volta, si sarebbe impegnato a far assumere il genero: "Che ha voluto appoggiare a un (inc.) che è in finanziere, uno sbirro... cinque anni fa ha detto lui che è sbirro questo qua, che è un infame... che questo... adesso ha voluto appoggiare a MONTELEONE lui... lo potete appoggiare... uno vale l'altro, appoggiamo MONTELEONE... adesso questo gli ha promesso un posto di lavoro al genero e voleva appoggiare a questo qua...”.

Il fatto riportato sopra veniva riferito dal quotidiano IL SECOLO XIX il giorno 14.07.2010 in un articolo dal titolo: I boss calabresi "I vostri voti dateli a Monteleone".

L'attuale organigramma della società è cosi composto:

AMMINISTRATORI (nominati con atto dei 19.04.2011)

PRESIDENTE CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE
PAPALIA Rosa, nata il 24.05.1963 a Reggio Calabria

AMMINISTRATORE DELEGATO
NUCERA Danilo, nato il 25.06.1962 a Genova

In data 09.11.2006 veniva denunciato dal Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia per tentato sub appalto non autorizzato unitamente ad altre 17, titolari di imprese costruttrici della zona ed amministratori pubblici, tra cui compaiono i nominativi di PRESTILEO Marco e COSCO Luciano consigliere della società

VICE PRESIDENTE CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE
SURACE Luigi, nato il 07.05.1955 a Ventimiglia (IM)

CONSIGLIERI
COSCO Luiciano, nato il 01.12.1955 a Sersale (CZ)
SEGGI Valter, nato il 09.08.1955 a Genova

Denunciato in tre distinte occasione tra il 2007 ed il 2008 dal Nucleo Di Polizia Tributaria di Genova per abuso di ufficio in concorso con altre persone in qualità di funzionario della pubblica amministrazione.

EX- PRESIDENTE CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE
(in carica fino al 19.04.2011)
BIASI Armando, nato il 06.09.1959 a Terranova Sappo Minulio (RC)

SINDACI
(tutti i membri sotto elencati sono stati nominati con atto del 19.04.2011)

PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE
CUZZOCREA Sabrina, nata il 28.08.1971 a Ventimiglia (IM)

SINDACI EFFETTIVI
FRUTTERO Andrea Antonino, nato il 25.09.1975 a Cuneo
GIONA Franco

SINDACI SUPPLENTI
BAISTROCCHI Davide
MACCHI Paolo


4.3 VENTIMIGLIA PARCHEGGI SRL

Dalla visura camerale effettuata il 13.08.2011 la società risulta di proprietà del Comune di Ventimiglia e inattiva (motivo per cui non risultano esservi dipendenti iscritti), nonché in fase di aggiornamento; tutte le cariche, ad esclusione del Direttore Generale, hanno la durata di anni tre.

PRESIDENTE CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE
AMMINISTRATORE DELEGATO
FOLLI Alberto, nato il 26.12.1965 a Sanremo (IM)

CONSIGLIERI
GALARDINI Emilio, nato il 07.05.1947 a Novi Ligure (AL)
PAROLETTI Manuel, nato a Ventimiglia (IM) il 10.08.1976

DIRETTORE GENERALE
PRESTILEO Marco, nato il. 12.08.1963 a Bordighera

SINDACI EFFETTIVI
CRAVASCHINO Maurizio, nato il 09.12.1975 a Sanremo (IM)
RODA Marc, nato il 05.09.1961 a Casablanca (Marocco)
GARASSINO Raffaella, nata il 20.04.1967 a Cuneo (CN)

SINDACI SUPPLENTI
FURFARI Lorella, nata il 06.06.1965 a Bruzzano Zeffirio (RC)
SANTILLI Sergio, nato il 11.07.1965 a Kaduna (Niger)

Al riguardo si rileva che il FOLLI Alberto e il SANTILLI Sergio erano Sindaci effettivi nel collegio sindacale, il cui presidente era il dott. Marco PRESTILEO, della società FINPAR s.r.l., in stato di fallimento dal 21.2.2002.

In merito a tale società si avrà modo di porre in rilievo come le informative redatte dalle forze di polizia abbiano fatto emergere interessenze da parte di elementi della malavita organizzata (vedi successivo cap. 5).

 

5. Accertamenti sui dipendenti del Comune e delle società partecipate


Direttore Generale:

Le funzioni del Direttore Generale sono disciplinate dall'art. 108 del d. lgs. 18 agosto 2000 n. 267. Il Direttore Generale è preposto alla direzione complessiva del Comune e ad esso rispondono i responsabili dei vari settori comunali. L'esame delle attribuzioni proprie del Direttore Generale ne evidenzia l'ampio potere decisionale nell'ambito della struttura comunale. La nomina del Direttore Generale compete al Sindaco ed è di carattere fiduciario e comunque si tratta di figura non necessaria ma solo eventuale. Presso il Comune di Ventimiglia tra il 16 marzo 1999 e il 28 giugno 2007 non è mai stato nominato il Direttore Generale, né ne sono state conferite le funzioni ai Segretari Generali titolari susseguitisi nel corso degli anni. L'attuale amministrazione guidata dal Sindaco Gaetano Antonio SCULLINO, non appena insediatasi, ha nominato Direttore Generale, con decreto n.1 in data 28 giugno 2007:

PRESTILEO Marco nato il 12.08.1963 a Bordighera

Lo stesso ha ricoperto o ricopre incarichi professionali in numerosissime società di diritto privato. Tra tali incarichi meritevole di segnalazione è quello svolto nella FINPAR s.r.l., in stato di fallimento dal 21.2.2002, in qualità di presidente del collegio sindacale dal 10.11.2000. Le informative redatte dalle forze di polizia hanno fatto emergere interessenze nella predetta società da parte di elementi della malavita organizzata; amministratore unico, infatti, risultava dal 23.09.1996 PELLEGRINO Michele, gravato da numerosi precedenti per porto e

detenzione abusiva di armi, falsità ideologica, dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti, omicidio colposo a seguito di infortunio sul lavoro, ritenuto legato alla cosca SANTAITI GIOFFRE'. Il PRESTILEO è andato inoltre progressivamente accumulando incarichi nell'ambito delle società partecipate dal Comune di Ventimiglia. In particolare ricopre o ha ricoperto i seguenti incarichi:

Lo stesso, in data 09.11.2006 veniva denunciato dal Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia per tentato subappalto non autorizzato unitamente ad altre 17 persone, titolari di imprese costruttrici della zona ed amministratori pubblici, tra cui compaiono i nominativi di COSCO Luciano e NUCERA Danilo, rispettivamente Consigliere ed Amministratore Delegato della Aiga Spa, società controllata del Comune di Ventimiglia.

In data 27.05.2006 presentava presso la Stazione dei Carabinieri di Vallecrosia (IM) denuncia a seguito del ritrovamento nella buca delle lettere presso l'abitazione di suo cognato AMELIA Salvatore, di una missiva minatoria nei suoi confronti contenente le seguenti frasi dattiloscritte: "Amelia dicillo a tuo cognato ca si nun perdi i elezioni u gambizziamo, e non e una minaccia ma na promessa, a lunedi.". Successivamente il fratello PRESTILEO Gino, lo informava del fatto che era stata rinvenuta un'altra busta a lui indirizzata, scritta nello stesso modo della prima con all'interno un foglio formato A4 dattiloscritto, contenente le seguenti frasi minatorie: “caro dott. PRESTILEO... ti diamo un consiglio – perdi le elezioni perché se vinci ti spezziamo le gambe – abbi fede – fam. BIASI”. Lo stesso PRESTILEO, in sede di denuncia, affermava “non ho alcun motivo di dubitare della famiglia BIASI di Vallecrosia, parenti del BIASI Armando, candidato anch'egli alle prossime elezioni comunali...”. Va rilevato che il PRESTILEO non è risultato eletto alla carica di Sindaco nelle elezioni 2006 presso il Comune di Vallecrosia, risultando invece eletto come consigliere di minoranza, mentre il BIASI veniva nominato alla carica di Vicesindaco. Inoltre, nel corso del mese di settembre 2007, il BIASI subentra al PRESTILEO alla presidenza della AIGA SPA.

Pare opportuno richiamare l'attenzione sul contenuto di una informativa redatta dai Carabinieri di Bordighera in data 5.11.1991 sul conto di BIASI Rinaldo, padre di Biasi Armando: "Lo stesso risulta immune da precedenti e pendenze penali. Anch'egli viene indicato dalla opinione pubblica quale "rappresentante", in seno all'Amministrazione Comunale, di personaggi di spicco della realtà di Vallecrosia quali il citato MARCIANO' Giuseppe, e tale BARILARO Giuseppe, nato a Anoia (RC) il 01.02.1920, residente a Vallecrosia in via Roma n. 39, coniugato, pensionato, altro uomo considerato di “rispetto” dagli oltre 4000 calabresi residenti in Vallecrosia.”

Il 3 marzo 2009, presso la Compagnia Carabinieri di Bordighera il PRESTILEO sporgeva formale denunzia avverso ignoti in relazione all'esplosione di 7 colpi d'arma da fuoco all'indirizzo dell'autovettura "AUDI A6" targata DH 708 YF, intestata alla ditta "EUROCAVA", in suo possesso; dopo alcuni giorni, precisamente il 14.3.2009 presso i Carabinieri di Vallecrosia spontaneamente dichiarava: tra le tante pratiche che ho gestito recentemente per il Comune di Ventimiglia di notevole rilevanza economica vi è quella riguardante la DOCKS LANTERNAe si dilungava a spiegare i motivi che avevano indotto l'amministrazione comunale di Ventimiglia ad accordare alla società DOCKS LANTERNA proroghe nell'effettuazione del servizio.

Sulla vicenda dei colpi d'arma da fuoco il PRESTILEO, sentito dai Carabinieri di Bordighera in data 31.7.2010 a domanda se conosceva e che tipo di rapporti avesse con FERRARO Michele e Giuseppe MARCIANO' (per quest'ultimo di veda il profilo tracciato al cap. 1) rispondeva: li conosco, so chi sono e non posso certo non salutarli.

Il 01 settembre 2011, il PRESTILEO sentito dai Carabinieri di Imperia, dichiarava:

"... in qualità di commercialista tra il 2005 e il 2006 ho costituito la società Marvon predisponendo lo statuto. A riguardo mi ricordo che dapprima mi chiese informazioni un vigile di Vallecrosia di nome ALLAVENA Omar(vedi cap.3)Costui vedendo funzionare la cooperativa Intemelia voleva sapere da me cosa si doveva fare per costituire una società cooperativa sociale. Ho spiegato quali fossero i requisiti che doveva avere la società e tutti gli adempimenti necessari. Ricordo che ALLAVENA Omar è venuto due volte nel mio studio ed espletando il suo servizio in Vallecrosia luogo di mia residenza, ho avuto modo di incontrarlo sotto casa mia. In una occasione lo ho incontrato nel bar di Ventimiglia ove abitualmente pranzo. Ricordo ora che in una occasione ALLAVENA si presentò nel mio studio insieme a due persone... Dopo poco tempo si è presentato sempre nel mio studio tale BOSSO Claudio(vedi cap.3)che non avevo mai visto prima. Anch'egli mi chiese notizie sulla costituzione di una cooperativa sociale ed anche a lui diedi le medesime risposte. In quella circostanza chiesi anche a BOSSO perchè si era rivolto a me. Lui rispose che gli avevano fatto il mio nome e quello di un altro commercialista, il rag. VERNAZZA, in quanto persone esperte in materia... Dopo la costituzione della cooperativa sociale, avendo modo di incontrare in qualche occasione ALLAVENA Omar ho notato che questi era interessato alla vicenda e all'andamento di quella società. In particolare essendo io come ricordo presidente dell'AIGA, mi pareva volesse in qualche modo promuovere la MARVON. La società MARVON come meglio descritto al cap. 4 è una cooperativa sociale di tipo B la cui proprietà è riconducibile, anche se non da atti ufficiali, ad elementi della malavita organizzata. Inoltre la stessa società risulta beneficiaria di commesse per importi cospicui da parte della società CIVITAS s.r.l., interamente posseduta dal Comune di Ventimiglia e di cui il PRESTILEO ha ricoperto, come detto, fino al 14.1.2010 la carica di Presidente e attualmente quella di direttore amministrativo-finanziario. in alcuni casi, come descritto al cap. 4 l'affidamento delle commesse è avvenuto in violazione delle norme contenute nel d. lgs. 12 aprile 2006 n. 163, e successive modifiche e integrazioni, proprio durante il periodo in cui il PRESTILEO ricopriva la carica di Presidente.


Segretario Generale
:

MACCAPANI Achille, nato a Rho (MI) il 09.03.1964.

Deferito in data 25 luglio u,s. alla Procura della Repubblica di Sanremo (IM) in concorso con altri ritenuti responsabili, in concorso tra loro, nel rispetto delle singole posizioni giuridiche, di abuso d'ufficio, per aver omesso di richiedere alla locale Prefettura, in base alla legislazione vigente, la certificazione antimafia delle società coinvolte, a vario titolo, nella costruzione dell'approdo turistico, anche in considerazione del fatto che il valore complessivo dell'opera, 48 milioni di euro, supera la c.d. soglia comunitaria;

- CIGNA Cesare, Dirigente Settore Tecnico e Responsabile dell'Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Ventimiglia (IM).

Deferito in data 25 luglio u,s. alla Procura della Repubblica di Sanremo (IM) in concorso con altri ritenuti responsabili, in concorso tra loro, nel rispetto delle singole posizioni giuridiche, di abuso d'ufficio, per aver omesso di richiedere alla locale Prefettura, in base alla legislazione vigente, la certificazione antimafia delle società coinvolte, a vario titolo, nella costruzione dell'approdo turistico, anche in considerazione del fatto che il valore complessivo dell'opera, 48 milioni di euro, supera la c.d. soglia comunitaria;

- ALLAVENA Jason nato a Ventimiglia il 12.10.1978, incensurato, dipendente presso l'Ufficio Tecnico, figlio di Omar ALLAVENA, vigile urbano In servizio presso il Comune d i Vallecrosia, di cui si è già parlato in precedenza;

- BARILARO Giuseppe, nato a Bordighera 29.09.1969, incensurato, figlio di Fortunato.

Assunto il 30.12.2004 con la qualifica di istruttore amministrativo all'esito di una procedura di concorso per soli titoli riservata ai dipendenti a tempo determinato in servizio alla data del 20.5.1993. In data 1.7.2002 è stato inquadrato, a seguito di selezione interna per professionalità acquisita, nella categoria D1 Istruttore Direttivo. A tale proposito è utile sottolineare che con determina dirigenziale 234 del 28.6.2001 al BARILARO, inquadrato nella categoria economica C4, erano state conferite le mansioni superiori di Istruttore Direttivo cat. D1 a decorrere dall'1.7.2001 e per la durata di mesi sei eventualmente rinnovabili, costituendo un titolo che sicuramente è stato possibile spendere nella procedura di selezione interna. Con dcorrenza 12.7.2006, a seguito di conferimento dell'incarico di Dirigente della 3a Ripartizione al dott. Mauro Grassano gli è stata attribuita, da quest'ultimo, con determina dirigenziale n. 43/06, la titolarità della posizione organizzativa dell'area Polizia Amministrativa, che perdura. Al riguardo si reputano di estremo interesse le dichiarazioni spontanee rese a i Carabinieri del Comando Provinciale di Imperia, i n data 28.9.2011, da parte della sig.ra Ileana Caramello, dipendente comunale attualmente con mansione di Istruttore Direttivo presso I'Ufficio Personale, delle quali si riportano ampi stralci per le parti che qui interessano:

"Nell'anno 1991 il Comune di Ventimiglia ha indetto un concorso pubblico per l'assunzione di personale per l'Ufficio Anagrafe. A tale concorso partecipava il BARILARO Giuseppe il quale non rientrava nella graduatoria finale e quindi non era assunto. Alcuni mesi dopo, in occasione della maternità di una dipendente dell'Ufficio Personale, il BARILARO era assunto a tempo determinato, pur provenendo da una graduatoria istruita, come detto... per un'altra ripartizione. Nell'anno 1996, nel mentre prestavo servizio presso l'economato, venivo chiamata dal dirigente il quale mi proponeva il trasferimento all'Ufficio Personale che necessitava di essere risistemato a seguito di problematiche interne. In sostanza, era successo che il BARILARO Giuseppe e la DARDANO Gabriella gestivano irregolarmente i cartellini orari, per i quali mi risulta siano stati anche denunciati per truffa. Dopo questi fatti il BARILARO Giuseppe fu quindi trasferito all'Ufficio Licenze.Nel periodo successiva al 2001 quando il Sindaco era VALFRE' e V.Sindaco SCULLINO, in Comune si ipotizzava l'accorpamento della Polizia Amministrativa con la Polizia Locale. Ciò avrebbe comportato la riduzione dei posti da dirigente da due a uno. In quel periodo BARILARO Giuseppe aveva come superiore GRASSANO Mauro il quale, per i pensionamenti ed i trasferimenti avvenuti in Comune, avrebbe avuto un avanzamento a dirigente. Tale previsto accorpamento andava a penalizzare il GRASSANO nelle sue previsioni di carriera e conseguentemente anche il BARILARO che era nella sua cordata ed aveva già avuto assicurazione di occupare l'A.P.O. (area di posizione organizzativa) lasciato libero dal GRASSANO.
Nell'occasione si presentò presso il Comune, facendosi ricevere dal Sindaco,
BARILARO Fortunato, padre di Giuseppe, e subito dopo l'ipotesi dell'accorpamento decadde definitivamente, permettendo così l'ipotesi originale che vide il GRASSANO transitare nel ruolo dirigenti ed il BARILARO Giuseppe aggiudicarsi I' A.P.O. per quell'anno. Ricordo che in occasione della visita del BARILARO Fortunato al Sindaco, il GRASSANO Mauro venne nel mio ufficio e mi disse che la cosa si sarebbe sistemata poiché si era mosso il papà di Peppino...E' noto nell'ambiente comunale che il BARILARO Fortunato ha un notevole ascendente sull'amministrazione, sia di allora che quella attuale, in quanto conosciuto come mafioso... Nel mese di ottobre 2006 il Comune bandisce un concorso per un posto di collaboratore amministrativo (cat. B3). Venne istituita una apposita commissione per la quale venni invitata a farne parte ed alla quale declinai dapprima l'invito. A seguito di pressioni accettai di partecipare per spirito collaborativo. La Commissione era composta, oltre che dalla sottoscritta, dalla signora BARONE Cesira, dalla signora CHIAPPALONE Barbara ed aveva come Presidente GRASSANO Mauro. Nel momento che in cui presi conoscenza dei partecipanti mi resi conto che vi era qualcosa di poco chiaro in quanto fra gli stessi si annoverava tale BUCCAFURRI Alessandra, moglie di BARILARO Giuseppe. Al termine della prova scritta. In fase di correzione degli elaborati, ne eliminammo alcuni in quanto presentavano dei segni che potevano essere individuati come distintivi dell'esecutore, ove invece l'elaborato deve essere assolutamente anonimo. Solo successivamente alla correzione gli elaborati vengono abbinati al loro reale estensore, il cui nominativo è custodito in busta chiusa. Tra gli elaborati scartati ve ne era uno che recava scritto a penna, sul fondo della pagina le lettere AB. Nel corso dell'abbinamento con il nominativo, questo risultò essere quello eseguito dalla BUCCAFURRI Alessandra la quale evidentemente aveva interesse affinchè fosse riconosciuta. Nacque una discussione all'interno della commissione ed io e la mia collega BARONE Cesira ci opponemmo affinché la BUCCAFURRI potesse essere ammessa agli orali, facendo mettere il tutto a verbale. Ricordo perfettamente che nel momento in cui ci accorgemmo che l'elaborato recante la sigla ABera quello della BUCCAFURRI e che ovviamente andava escluso, il Presidente GRASSANO esclamò: “come cazzo faccio adesso”, manifestando un forte disagio nel dover estromettere la moglie di BARILARO Giuseppe dal proseguimento del concorso... Qualche giorno dopo si presentò da me e dalla mia collega BARONE Cesta il dott. GRASSANO il quale spiegò che aveva rivisto il verbale della Commissione per motivi puramente formali e di errori di battitura, invitandoci a firmarlo nuovamente. Non avendo motivo di sospettare nulla, come da prassi usuale, seppur incautamente, firmavo il verbale così come faceva la mia collega. Venuti a conoscenza che la BUCCAFURRI Alessandra aveva presentato ricorso al T.A.R. Affinché lo stesso si pronunciasse sulla effettiva validità dell'esclusione alla prova successiva, la Commissione riammise la predetta alla prova orale, con riserva di una sua eventuale assunzione, qualora ne avesse avuto diritto, solamente a sentenza pronunciata dal T.A.R. ed eventuali ulteriori gradi di giudizio. Nel mese di febbraio 2007, un mattino trovai sulla mia scrivania copia del ricorso al TAR della BUCCAFURRI, difesa dall'Avv. BOSIO. Per curiosità leggevo il ricorso che faceva riferimento e riportava parte del verbale redatto dalla Commissione in cui era contemplata la esclusione. Con mio immenso stupore e rabbia appresi che il verbale era stato all'epoca totalmente stravolto nella sostanza e non corretto formalmente così aveva asserito il dott. GRASSANO. Sottoposi il ricorso alla collega BARONE Cesira la quale anche lei si indignò per quanto era stato manipolato. A seguito di tale fatto litigammo a lungo ed anche in maniera verbalmente violenta con il dott. GRASSANO il quale incassò tutte le nostre lamentele senza batter ciglio o giustificarsi.
Ritengo il comportamento mantenuto dal GRASSANO sia principalmente da imputarsi al timore che lo stesso nutriva nei confronti della famiglia BARILARO anche per via delle conoscenze e dei contatti che la stessa aveva ed ha all'interno della Amministrazione Comunale di Ventimiglia”.
Il ricorso al TAR è tuttora pendente ed appare sintomatico che l'Amministrazione comunale non si sia costituita in giudizio a difesa del provvedimento.


6. Situazione finanziaria dell'Ente

Le notizie relative alla situazione finanziaria dell'ente sono state tratte dalle relazioni dell'organo di revisione relative ai bilanci di previsione per il periodo 2008-2011, ai rendiconti di gestione per il periodo 2007-2010 nonché dalle risultanze contenute nei capitoli I e II della relazione sulla verifica amministrativo contabile, svoltasi dal 13 settembre 2010 al 18 ottobre 2010, da parte di un ispettore del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica.

A) I risultati di amministrazione periodo 2007-2010

Nella tabella sottostante si evidenziano i risultati di amministrazione relativi al periodo 2007-2010:

2007

2008

2009

2010

a.

Fondo di cassa iniziale

10.862.416,06

11.179.248,56

10.160.681,37

7.222.203,80

b.

Riscossioni

27.974.248,95

32.210.248,64

30.838.283,10

35.330.204,75

c.

Pagamenti

27.657.416,45

33.228.915,83

33.776.760,67

34.541.521,67

d.

Risultato di Cassa
(a+b+c)

11.179.248,56

10.160.681,37

7.222.203,80

8.010.886,88

e.

Residui attivi

13.992.207,64

17.391.980,60

17.440.030,55

25.477.712,16

f.

Residui passivi

22.682.286,06

26.674.095,53

23.940.594,36

32.902.707,53

g.

Risultato residui
(e-f)

-€ 8.690.078,42

-€ 9.282.114,93

-€ 6.500.563,81

-€ 7.424.995,37

la tabella evidenzia risultati di amministrazione sempre positivi nel periodo interessato. L'avanzo di amministrazione, nella sua sinteticità, non consente di effettuare valutazioni esaurienti e definitive circa lo stato di salute del bilancio dell'ente. Tuttavia si tratta di un indice che è sintomatico di una situazione positiva dell'ente essendo il riassunto finale della intera gestione finanziaria riferita ad un esercizio. E' da rilevare che la situazione di cassa è andata progressivamente peggiorando negli anni dal 2007 al 2009 per poi migliorare nel corso dell'anno 2010. E' un fenomeno addebitabile al divario tra riscossioni e pagamenti che ha avuto un suo punto di culmine nell'anno 2009. Tuttavia la giacenza di cassa, che ha avuto un notevole ridimensionamento, conserva una dimensione piuttosto considerevole che non desta particolari preoccupazioni. I dati sopra riportati ci consentono anche di valutare un indice importante di efficienza che consiste nel valutare la cosiddetta velocità di riscossione dei residui attivi, ottenuta ponendo in rapporto i residui attivi riscossi in un anno con quelli risultanti al 31 dicembre dell'anno precedente. La tabella seguente espone i risultati relativi al periodo 2008-2010:

2008

2009

2010

Residui attivi anno precedente

13.992,207,64

17.391.980,60

17.440.030,55

Riscossioni anno in corso

7.277.380,89

7.495.928,87

8.592.047,45

Percentuale

52,01%

43,10%

49,27%

I valori esposti denotano un trend piuttosto stabile su valori medi apprezzabili che denotano una gestione dei residui attivi abbastanza efficace.

B) L'equilibrio di parte corrente (competenza pura)

L'esame dell'equilibrio della parte corrente del bilancio, sia per i bilanci di previsione che per i conti consuntivi, è sintetizzato nelle tabelle successive:

Bilanci di previsione equilibrio di parte corrente (competenza pura)

Anno

Entrate (Titoli I,II,II)

Spese (Titolo I, III)

Differenza

2007

23.079.554,63

23.097.119,32

-€ 17.564,69

2008

24.590.322,80

24.138.917,26

451.405,54

2009

26.087.766,64

25.147.213,96

940.552,68

2010

26.093.480,12

25.732.911,23

360.568,89

Conti consuntivi equilibrio di parte corrente (competenza pura)

Anno

Entrate (Titoli I,II,II)

Spese (Titolo I, III)

Differenza

2007

23.762.336,20

23.191.748,53

570.587,67

2008

26.526.164,53

25.362.421,11

1.163.743,42

2009

26.119.582,82

25.467.575,29

652.007,53

2010

29.871.348,29

29.199.801,99

671.546,30

I prospetti evidenziano, per il periodo preso in considerazione, eccezion fatta per un modesto disavanzo relativamente al bilancio di previsione dell'anno 2007, avanzi di gestione della parte corrente destinati al finanziamento del titolo II della spesa, fatto meritevole di valutazione positiva in termini di equilibrio della gestione finanziaria.

C) L'indebitamento

Alla data del 1.1.2010 il Comune di Ventimiglia aveva un indebitamento globale di € 8.425.614,55 così dettagliato:


INDEBITAMENTO all'1.1.2010

Anno

Importo

Cassa Depositi e Presiti Spa

5.237.960,73

Ex Cassa Depositi e Presiti

2.478.153,82

Banca Intesa S.Paolo Spa

709.500,00

Totale

8.425.614,55

Per quanto riguarda la spesa relativa all'ammortamento del debito nel periodo 2005-2010, si può notare, dal prospetto che segue, un trend sostanzialmente stabile

SPESA PER L'AMMORTAMENTO DEL DEBITO

Anno

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Interessi

568.887,69

552.860,64

537.879,40

518.459,18

469.218,30

448.605,04

Capitale

438.324,14

458.949,37

478.995,31

502.958,43

528.318,87

546.694,45

Totale Spesa

1.007.211,83

1.011.810,01

1.016.874,71

1.021.417,61

997.537,17

995.299,49

Il precedente dato assume particolare significatività laddove si consideri che il comune di Ventimiglia nel periodo esaminato:

Quest'ultima condizione è meglio evidenziata nel prospetto che segue:

Anno

Spesa %

Limite Teorico %

2005

2,84

12

2006

2,71

12

2007

2,5

15

2008

2,28

15

2009

1,97

15

2010

1,69

15

Da cui si evince come il Comune di Ventimiglia abbia una capacità teorica residua di indebitamento molto ampia.

D) Il patto di stabilità interno

Il patto di stabilità interno rappresenta lo strumento attraverso cui gli enti territoriali concorrono al perseguimento del generale obiettivo di risanamento, configurandosi come la componente principale del coordinamento della finanza pubblica fra i diversi livelli di governo di cui agli artt. 117, comma 3 e 119, comma 2, della Costituzione.

Il Comune di Ventimiglia ha rispettato il patto di stabilità per l'anno 2006 ma non è stato assoggettato a sanzioni ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 1, commi 561 e 701, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dell'art. 6, comma 8-sexies, del decreto legge 28 dicembre

2006, n. 300.

ANNO 2007
L'obiettivo è stato rispettato come dimostra il seguente prospetto:

Competenze Accertamenti Impegni

Cassa

Entrate finali nette

25.967.677,16

25.956.543,56

Spese finali nette

24.781.110,72

24.669.306,01

Saldo finanziario

1.186.566,44

387.237,55

Obiettivo

1.168.967,20

48.978,12

ANNO 2008

Muta il criterio di calcolo per cui viene adottato il criterio della competenza mista, secondo il quale la contabilizzazione del saldo obiettivo le entrate e le spese di parte corrente sono considerate in termini di competenza, mentre quelle di parte capitale sono contabilizzate per cassa. Il saldo finanziario obiettivo di competenza “mista” del Comune di Ventimiglia era stato calcolato in € 164.719,83 mentre il Comune, rispettando quindi l'obiettivo, ha realizzato un saldo di € 480.377,047.

ANNO 2009

Il saldo finanziario obiettivo di competenza "mista" del Comune di Ventimiglia era stato calcolato in € 2.190,86 mentre il Comune, rispettando quindi l'obiettivo, ha realizzato un saldo di € 24.778,42.

Conclusioni sulla situazione finanziarla generale

Alla luce di quanto detto sinora, per gli aspetti analizzati, si riepilogano alcune risultanze emerse:

Tali risultanze, necessariamente sintetiche, non consentono certamente di poter trarre conclusioni significative e con carattere di definitività in merito alla complessa situazione finanziaria dell'ente e scontano la difficoltà della contabilità finanziaria che non permette di evidenziare situazione chiaramente patologiche. Tuttavia è indubbio che si tratta di situazione sintomatiche di comportamenti gestionali positivi.

 

7. Urbanistica e lavori pubblici

E' questo un altro dei settori in cui emergono, da un attento esame, in modo più sottile, forse, ma non meno evidente, le distorsioni prodottesi nell'attività dell'Ente.

Da un lato le infiltrazioni delle imprese riconducibili o comunque collegate alla criminalità organizzata, dall'altro l'uso diffuso e consolidato di piegare e rendere funzionali le prassi e le procedure amministrative alle esigenze dei soggetti contigui agli ambienti malavitosi, hanno dato vita ad un intreccio politico-amministrativo- affaristico che ha reso, in definitiva, subalterni l'interesse pubblico e i principi della trasparenza e correttezza dell'azione amministrativa.

7.1 Il porto turistico


a)
La vicenda amministrativa

Già negli anni 1990-91 furono presentate, ai sensi del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione, alla Capitaneria di Porto di Imperia, alcune istanze per il rilascio di una concessione da esercitare in aree demaniali marittime, da parte di alcune società quali la MARINA DELLA ROCCA Srl, la MARINA DEL FORTE Spa e la MARINA INTEMELIA Srl (a quest'ultima subentrata la IMPREINVEST Spa con autorizzazione del 9.5.1998 della C.d.P.).

Solo il 4 dicembre 2009, tuttavia, dalla Conferenza di Servizi in sede deliberante convocata dal Comune competente ex art. 6 D.P.R. 509/97 viene approvato il progetto definitivo presentato dalla s.r.l. CALA del FORTE il 06.09.2005, dopo che questa, il 18.12.1999, si era vista autorizzare dalla Capitaneria di Porto il subingresso nei confronti della IMPREINVEST S.p.a.

Il successivo 12 febbraio 2010, con atto rogato dal Segretario Generale, dott. Achille MACCAPANI, il Comune di Ventimiglia, rappresentato dall'lng. Cesare CIGNA (Dirigente del Settore Tecnico e responsabile dell'Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Ventimiglia), rilasciava la concessione demaniale marittima nr. 4678 alla società CALA del FORTE S.r.l., rappresentata dall'amministratore unico PARODI Beatrice, procedendo alla formale consegna di mq. 131.325,90 di un'area del pubblico demanio marittimo per la costruzione e gestione, per un totale di anni 85 (di cui 5 per la sola costruzione), di un porto turistico con annesse strutture commerciali, ludico-sportive e servizi vari.

Poiché il progetto definitivo presentato dalla CALA del FORTE S.r.l., interessava un compendio immobiliare che si sviluppava su una superficie complessiva di circa mq. 155.689,53 dei quali solo mq. 140.535,54 appartenenti al demanio dello Stato, il 09 marzo 2010, con ulteriore atto nr. 4701, alla medesima società venivano concessionati altri mq. 9.209,64.

Come conseguenza dei predetti atti concessori, il 16 marzo 2010, presso il Comune di Ventimiglia, veniva sottoscritta una CONVENZIONE ATTUATIVA (Rep. N.4714), ai sensi dell'art. 50 comma 2, lett. f) della Legge regionale 4 settembre 1997 n. 36 e s.m.i., che prevedeva da parte dellaCALA DEL FORTE Srl (c.d. soggetto attuatore):


Dall'analisi della documentazione si desume che:

A completamento del quadro complessivo delle aziende operanti si soggiunge che l'11 marzo 2010 è avvenuto il trasferimento d'azienda dalla suddetta cooperativa MARVON a "MA.GI.CA.6 GENERAL SERVICE" soc.coop. a r.l. il cui amministratore delegato è Igor MANNIAS, figlio di Giancarlo MANNIAS, amministratore unico della MARVON.

Per i rapporti della MARVON con la locale criminalità organizzata, nonché con gli amministratori e dirigenti del Comune di Ventimiglia si rinvia alla specifica trattazione fattane nei capp. 3 e 4.

Emerge chiaramente che tra i diversi soggetti interessati alle varie fasi di realizzazione dell'opera si sono perfezionati rapporti giuridici di carattere privatistico nonostante la realizzazione del porto, benché gestita da una società privata, per tipologia ed importanza presenti tutti i requisiti di un “opera di pubblico interesse”.

Il Comune di Ventimiglia, attesi gli importi economici delle opere, avrebbe dovuto chiedere alla Prefettura il rilascio delle prescritte informazioni antimafia sul conto della società concessionaria. Altrettanto avrebbe dovuto fare quest'ultima nei confronti della affidataria VENTIMIGLIA MAFARE SRL, ma né l'Amministrazione Comunale, né la srl CALA DEL FORTE si sono attivate in tal senso all'atto della stipula dei contratti. Quest'ultima società vi ha provveduto solo in seguito all'accesso ispettivo al cantiere da parte del Gruppo Interforze.

Al riguardo, la giurisprudenza amministrativa (Cons. di Stato, Sez. VI, sent. 18/06/2004 n. 4163) ha infatti stabilito che, "....l'informativa prefettizia va acquisita prima del momento in cui le parti contraggono, ossia prima del momento in cui avviene l'incontro delle loro volontà, il che accade con la stipulazione... dell'atto di concessione...".

Analogamente, il concessionario Cala del Forte s.r.l., in osservanza al richiamo giurisprudenziale del suddetto Consesso (Sez. IV, sent. 10/10/2005 n. 5473) che ha stabilito il principio secondo cui "....un soggetto, attributario di una concessione da parte di una pubblica amministrazione, assume la natura di sostituto di quella pubblica amministrazione e, relativamente ai poteri pubblici trasferitigli in forza del provvedimento concessorio, è esso stesso pubblica amministrazione", avrebbe dovuto richiedere, a sua volta, la certificazione antimafia nei confronti dell'affidataria Ventimiglia Mare S.r.l. alla Prefettura di Roma.

E' appena il caso di evidenziare, al riguardo, che gli importi dei lavori superano abbondantemente anche la soglia comunitaria (€ 5.150.000,00 fino al 31/12/2009 - € 4.845.000,00 dal 01/01/2010 per lavori nei settori ordinario e speciale).

Quanto sopra evidenziato, ha la medesima valenza anche per i successivi sub-appalti, siglati dalla Ventimiglia Mare S.r.l. con l'A.T.I. OPEMAR S.r.l. - EURO MARE S.r.l.: la prima, quale soggetto esecutore, oppure la "Concessionaria" Cala del Forte S.r.l. (su istanza dell'interessata o, quantomeno, in ragione degli obblighi derivanti dalle prescrizioni del titolo concessiorio) avrebbero dovuto richiedere alla Prefettura di Imperia il rilascio delle informative antimafia ex art. 10 co.1 lett. c) del D.L.vo 490/94 e art. 10 co.1 lett. c) del D.P.R. 252/98 in quanto subcontratti eccedenti l'importo economico di € 154.937,07 (il contratto del 23/04/2010 relativo al trasporto e fornitura di materiale lapideo, per il quale è stato pattuito un importo pari ad € 12.100.000,00, eccede anch'esso la soglia comunitaria).

Per quanto precede, il Gruppo Ispettivo di accesso al cantiere ha poi provveduto a denunciare all'A.G. gli amministratori e i funzionari comunali responsabili, per aver omesso di acquisire le informazioni antimafia che erano tenuti, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, ad attivare.

b) L'intreccio affaristico-criminale.

La vicenda del Porto turistico, nei vari aspetti e sfaccettature, evidenzia l'intreccio affarìstico-malavitoso, oltre ai collegamenti e condizionamenti degli ambienti politici e amministrativi locali.

In primo luogo, si sottolinea la circostanza che nel caso di alcuni servizi di osservazione svolti dai Carabinieri nell'estate del 2010 è stato fotografato, tra gli altri mezzi operativi nel cantiere, uno riportante sulla portiera il nome della ditta “F.LLI PELLEGRINO” facente capo alla nota famiglia, organica alla criminalità organizzata calabrese, di cui si è fatto cenno nel capitolo 1.

Le minacce a Piergiorgio PARODI.

Nel mese di novembre 2010, i Carabinieri della Sezione di PG di Sanremo davano esecuzione ad un Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di ROLDI Annunziato e CASTELLANA Ettore per porto abusivo d'arma da fuoco, violenza privata e tentata estorsione.

In estrema sintesi, i predetti avevano minacciato l'imprenditore Piergiorgio PARODI, padre di Beatrice PARODI, amministratore unico di “CALA DEL FORTE Srl”, per indurlo a far lavorare nel cantiere del porto ditte di movimento terra collegate alla criminalità organizzata calabrese.

Alla luce delle indagini svolte, è dunque emerso che alla realizzazione del porto turistico di Ventimiglia avrebbero dovuto partecipare ditte appositamente provenienti dalla Calabria ed il cui “spessore” era tale che un diniego avrebbe giustificato l'utilizzo di metodi drastici di imposizione quali le minacce a mano armata.

Al riguardo, si precisa che, mentre si verificavano i fatti esposti; al trasporto del materiale lapideo già partecipava la ditta F.lli PELLEGRINO, di cui sì è prima fatto cenno. E vi partecipava attivamente, con un volume d'affari di ben 63.200 euro, comprensivi di imposta, regolarmente fatturati per i trasporti effettuati fino a tutto settembre 2010, come risulta dalle operazioni di accesso al cantiere svolte dall'apposito Gruppo Ispettivo interforze incaricato dal Prefetto di Imperia. Nel corso dell'ispezione è stato, inoltre, trovato un fax inviato dalla F.lli PELLEGRINO s.r.l. a GESTIONE CAVE s.r.l. per il trasporto di materiale di risulta da scavo presso alcune cave di Castellaro (IM).

La GESTIONE CAVE S.r.l. è chiaramente collegata al Gruppo Cozzi-Parodi, così come la VENTIMIGLIA MARE s.r.l. e la OPEMAR s.r.l., in quanto tutte risultano avere sede legale od operativa presso il medesimo indirizzo di Via Cozzi n.l a S. Stefano al Mare dove ha la sede legale CALA DEL FORTE s.r.l. E' quasi un complesso di "scatole cinesi" evidentemente rivolto a far risultare formalmente una pluralità di soggetti imprenditoriali e a distogliere l'attenzione dal concorso nei lavori di ditte contigue alla criminalità organizzata.

In considerazione di quanto sopra riferito, si ritiene che la s.r.l. GESTIONE CAVE (direttamente collegata al Gruppo Cozzi-Parodi) sia, di fatto, la principale esecutrice dei lavori presi in subappalto dall'ATI OPEMAR SRL ed EUROMAR SRL, in quanto direttamente fornitrice verso la VENTIMIGLIA MARE SRL, nell'anno 2010, di beni (materiale da cava) per ben 4.969.407,00 euro. Il trasporto di tale materiale è avvenuto tramite imprese di cui al seguente prospetto riassuntivo dal quale risulta anche la F.LLI PELLEGRINO SRL.

Cliente

Ammontare cessioni

ACQUARONE srl

€ 253.036,67

GEOBETON srl

€ 211.387,00

MARINA DEGLI AREGAI

€ 199.192,00

TECNOTER di STRANGIO Domenico

€ 92.853,00

F.LLI PELLEGRINO srl

€ 61.030,00

EDIL.MAVI TORINO srl

€ 46.153,00

METROQUADRO COSTRUZIONI srl

€ 41.979,00

LIGURE EDILE srl

€ 31.414,00


Le minacce agli amministratori di Ventimiglia
.

In data 23.11.2010, i carabinieri della Sezione di PG della Procura di Sanremo eseguivano un decreto di perquisizione domiciliare a carico di ROLDI Annunziato, rinvenendo, all'interno di un armadio, una busta con la dicitura "X PARODI". All'interno vi erano quattro pagine manoscritte nelle quali il ROLDI, con tono molto confidenziale e a tratti intimidatorio, rinfacciava a Piergiorgio PARODI il mancato rispetto degli accordi intercorsi.

Dalla lettura del documento, emerge in modo inequivocabile la vicinanza e l'intreccio di interessi tra il noto costruttore PARODI e la criminalità calabrese in relazione alla costruzione del porto turistico di Ventimiglia.

Emblematico è il fatto che lo stesso ROLDI, nella lettera in questione, afferma di essere andato a minacciare Assessori e Consiglieri per “agevolare” le pratiche presso il Comune e favorire l'impresa PARODI. Di interesse è anche il passo in cui il ROLDI dice che per 11 anni sono intercorse promesse tra il PARODI ed i calabresi per l'assegnazione di lavori e servizi sempre presso il porto turistico.

Circa le richiamate minacce agli Assessori e Consiglieri, si riferisce che l'attuale Consigliere del Comune di Ventimiglia, Giovanni BALLESTRA, già consigliere dal 1998 al 2002 e Vicesindaco di quel Comune dal 2002 al 2005 (Sindaco era VALFRE' Giorgio e Presidente del Consiglio Comunale SCULLINO Gaetano), in data 26.09.2002, rimaneva vittima di un incendio che distruggeva il negozio di calzature di sua proprietà in Corso Matteotti n.1 di Ventimiglia. La circostanza veniva anche ripresa dal Pubblico Ministero nel corso del processo a carico di ROLDI e CASTELLANA.

Infine nella lettera, a proposito della minacce ad amministratori e consiglieri comunali, viene riportato il cognome "SCULLI" che non trova corrispondenza fra nessuno degli amministratori e consiglieri dell'epoca, tranne che con SCULLINO, l'attuale Sindaco, il quale, nel periodo (1999) cui si riferisce il Roldi, rivestiva la carica di Vice Sindaco.

7.2 Il complesso "Vista Mare"

La CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus, con esposto indirizzato al Prefetto di Imperia in data 13 agosto 2010 aveva segnalato, tra l'altro, che il Comune di Ventimiglia ha autorizzato in sanatoria alcune costruzioni del complesso "VISTA MARE", caratterizzate da consistenti elementi di abuso, in località LATTE, in cui si era evidenziato un interessamento diretto nella costruzione di MOIO Vincenzo, attraverso la ditta DI BARTOLO COSTRUZIONI. Direttore dei Lavori del cantiere risultava l'ing. Augusto SIMONDINI, cognato del sindaco di BORDIGHERA, Giovanni BOSIO. A seguito di alcune segnalazioni da parte della sezione territoriale di Imperia della predetta Onlus alcuni manufatti erano stati demoliti, senza però risolvere la presenza degli abusi che, infatti, avrebbero portato all'apertura di una pratica di sanatoria.

L'intervento in questione inerisce all'attuazione delle previsioni del Piano Particolareggiato (P.P.) di iniziativa privata della Zona RO1 (Residenziale di Ponente – Frazione Latte).

Il Piano Particolareggiato in questione riguarda un lotto di terreno di mq 20.940 nei quali è prevista la realizzazione di cinque edifici residenziali, il recupero di una volumetria esistente, la costruzione di due piscine e di quattro blocchi di parcheggi seminterrati, la sistemazione di aree esterne, la realizzazione di opere di urbanizzazione.

In funzione di quanto stabilito nella Bozza di Atto Unilaterale d'Obbligo (Articolo 7 pagina 5), il Soggetto attuatore, prima dell'ottenimento del titolo edilizio all'esecuzione delle opere, deve effettuare una cauzione, mediante polizza fideiussoria, a favore del Comune a garanzia delle aree da cedere al Comune (mq. 4.470) per € 447.000,00 e per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, sia da cedere che soggette a scomputo, per un valore di € 356.871,79, per un totale quindi di € 803.871,79.

Il Soggetto attuatore, in data 05/07/2004, presenta al Comune di Ventimiglia istanza volta ad ottenere il rilascio del titolo edilizio finalizzato all'esecuzione delle opere previste nel Piano Particolareggiato. Il Progetto viene esaminato dalla locale Commissione Edilizia, in forma Integrata ai sensi della l.r. n. 15/1980 e s.m.i., in data 19/08/2004 e successivamente (come riportato nel Permesso di Costruire) viene trasmesso alla Soprintendenza per i Beni Ambientali della Liguria, come previsto dal D.lvo n. 42/2004. Il Permesso di Costruire viene rilasciato in data 03/05/2005.

Rilievi sul Permesso di Costruire

a) Nel Permesso di Costruire viene riportato che il Soggetto Attuatore ha prodotto una Polizia Fidejussioria a garanzia dell'importo di € 328.826,44 (viene richiamata la deliberazione della Giunta Comunale n. 566 del 17/09/2004 di approvazione del progetto di scomputo degli oneri di urbanizzazione per un importo di € 148.609,39 ed altresì l'impegno da parte del richiedente a cedere al Comune ulteriori opere ed aree per un importo di € 180.217,05 per il totale di 328.826.44)
Tali somme non corrispondono all'importo indicato, sia nella Bozza di Atto Unilaterale d'Obbligo sia nell'Allegato “N” dello S.U.A., ammontante a € 803.871,79;

b) nel Permesso di costruire viene altresì riportato che il Soggetto Attuatore ha provveduto al versamento degli oneri di urbanizzazione nella misura di € 76.099,53. Tale cifra corrisponde con quanto indicato negli elaborati di S.U.A.
Considerato che gli elaborati di S.U.A. sono stati approvati dal Consiglio Comunale in data 22/05/2003 ed il Permesso di Costruire è stato rilasciato il 03/05/2005, ne consegue che tali oneri non sono stati aggiornati come stabilito dall'art. 14,1° comma della l.r. n. 25/1995;

c) pur non essendo possibile, dagli atti esaminati, stabilire la data di notifica del titolo edilizio, risultano ampiamente decorsi i termini di efficacia del titolo edilizio così come stabilito dall'art. 15, 2° comma del D.P.R. n. 380/2001, fatte salve eventuali proroghe peraltro non rilevate;

d) da un raffronto tra la Tav. 06 (Planimetria Generale dell'Assetto Complessivo dell'area con ubicazione dei servizi e delle infrastrutture) del P.P. e la Tav. 05 (Planimetria Particolareggiata del lotto con individuazione delle volumetrie in progetto e di quelle esistenti e con ubicazione dei servizi e delle infrastrutture) del Progetto emerge che:
- il fabbricato n. 3 risulta traslato verso ovest di circa mt. 5,00;

- è stata modificata la rampa di accesso ai box interrati del fabbricato n. 5.

e) nei fabbricati di tipologia "1" sono previste bucature (finestre, portefinestre, porte) difformi, sia numericamente che di posizionamento, rispetto a quanto indicato nelle tavole di P.P.;
nei fabbricati dì tipologia "2” è stato previsto un innalzamento del vano scala con copertura alla stessa quota del fabbricato principale;
nel fabbricato di tipologia “3” sono previste bucature (finestre, portefinestre, porte) difformi, sia numericamente che di posizionamento, rispetto a quanto indicato dalle tavole di P.O.;

f) quanto evidenziato ai precedenti punti c), d), e) si pone in contrasto con le Norme del Piano Particolareggiato le quali non consentono modifiche.

Il Permesso di Costruire n. 8244 presenta quindi tutte le irregolarità sopradescritte.

A seguito di accertamento eseguito congiuntamente dalla Sezione P.G. della Procura della Repubblica di Sanremo - Corpo Forestale dello Stato di Ventimiglia - Polizia Locale di Ventimiglia in data 05/02/2009, sono state rilevate le seguenti difformità rispetto al titolo edilizio rilasciato e, a seguito dell'accertamento delle suindicate irregolarità, il Comune di Ventimiglia ha emesso, in data 25/02/2009, l'Ordinanza n. 28 di sospensione dei lavori e, in data 31/03/2009, con provvedimento n. 51, ha ingiunto il ripristino dello stato dei luoghi relativamente alle opere eseguite in difformità.

REGOLARIZZAZIONE OPERE ESEGUITE IN DIFFORMITÀ'

1- BLOCCO PARCHEGGI N. 1

Relativamente a tali opere, i soggetti attuatori hanno presentato in data 30/06/2009 richiesta di accertamento di conformità edilizia e di compatibilità paesaggistica.
Con provvedimento in data 11/08/2011, il Comune di Ventimiglia ha denegato detta istanza in quanto le opere, costituendo un nuovo volume urbanistico, non risultano suscettibili di compatibilità paesaggistica.

2- BLOCCO PARCHEGGI N. 2

Relativamente a tali opere, i soggetti attuatori hanno presentato in data 30/06/2009 richiesta di accertamento di conformità edilizia e di compatibilità paesaggistica.
Con provvedimento in data 11/08/2011, il Comune di Ventimiglia ha denegato detta istanza in quanto le opere, costituendo un nuovo volume urbanistico, non risultano suscettibili di compatibilità paesaggistica.

3- BLOCCO PARCHEGGI N. 3

I Soggetti attuatori, in data 30/06/2009, hanno richiesto l'accertamento di conformità edilizia e compatibilità paesaggistica.

In data 12/07/2011, il Responsabile del Servizio del Comune di Ventimiglia ha comunicato agli interessati che opere sono suscettibili di “sanatoria”. Tale parere scaturisce da una errata rilevazione dello stato dei luoghi prima della esecuzione dell'intervento di cui al Permesso di Costruire n.96/2005.

Al fine del rilascio del titolo edilizio in "sanatoria" il Comune di Ventimiglia, in data 11/07/2011, ha richiesto all'Agenzia del Territorio la determinazione dell'aumento di valore dell'immobile per l'applicazione della sanzione di cui all'art.43 della l.r. n. 16/2008 e dall'art. 167 del D.Lvo n. 42/2004.

Relativamente a tale istanza si rileva che, come rappresentato negli elaborati tecnici a corredo della richiesta di regolarizzazione, l'intervento realizzato ha comportato un incremento della Superficie Agibile (così come definita all'art.11 delle Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano Urbanistico Comunale P.U.C.).

Le opere in questione non risultano, pertanto, suscettibili di sanatoria per i seguenti motivi:

a) hanno comportato incremento di superficie agibile e pertanto l'istanza di compatibilità paesaggistica non è ammissibile;

b) le difformità riscontrate non rientrano nei limiti di tolleranza o modificabilità del Piano Particolareggiato.

4- FABBRICATO N° 1-2-3-4-5

Le difformità riscontrate durante gli accertamenti effettuati e indicate nei provvedimenti sanzionatori comunali rientrano nella fattispecie di “interventi di nuova costruzione eseguiti in assenza del permesso di costruire o DIA facoltativa, in totale difformità o con variazioni essenziali” di cui all'art. 45 della l.r. n. 16/2008.

Nella comunicazione comunale agli interessati del 08/07/2011 viene riportato che, al fine del rilascio del titolo abitativo in “sanatoria”, devono essere applicate le sanzioni previste sia dal 4° comma – art. 43 l.r. 16/2008 (interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla DIA obbligatoria e relativo accertamento di conformità), sia quelle previste dall'art. 167 del D.L. n. 42/2004. A tal fine in data 11.07.2011, il Comune di Ventimiglia ha richiesto all'Agenzia del Territorio la valutazione nell'incremento di valore.

In merito a quanto sopra, si rileva che le opere realizzate in difformità, qualora rientrino nella fattispecie di cui al citato art. 45 l.r. 16/2008, non sono suscettibili di sanatoria in quanto si pongono in contrasto con le previsione del Piano Particolareggiato approvato.

Se, tuttavia, in base agli ulteriori accertamenti effettuati dal Comune o in funzione di memorie e/o controdeduzioni prodotte dagli interessati e condivise dallo stesso Comune, tali interventi potessero rientrare nella fattispecie di cui all'art. 47 l.r. 16/2008 (Interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla DIA facoltativa) troverebbero comunque applicazione le disposizioni di cui al 1° e 2° comma dello stesso articolo che vengono riportate integralmente di seguito:

1° comma. Gli interventi e le opere realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla DIA facoltativa sono demoliti o rimossi a cura e spese dal responsabile dell'abuso entro un congruo termine fissato dalla relativa ordinanza del dirigente o del responsabile dell'ufficio. Decorso tale termine sono demoliti o rimossi nei modi stabiliti dall'art. 56 a cura del Comune e a spese dei medesimi responsabili dell'abuso.

2° comma. Quando la demolizione non può avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, il dirigente o il responsabile dell'ufficio applica una sanzione pari al doppio del costo di produzione, stabilito in base l. 392/1978 e successive modifiche ed integrazioni, della parte dell'opera realizzata in difformità dal permesso di costruire, se ad uso residenziale, e pari al doppio del valore venale, determinato a cura dell'Agenzia del Territorio, per le opere adibite ad usi diversi da quello residenziale.

Pertanto, in entrambi i casi, la normativa vigente non prevede il rilascio di un titolo edilizio in “sanatoria”.

In conclusione, per quanto sopra esposto, emergono dall'esame della pratica alcune irregolarità che in sintesi si possono così riassumere:

1) cauzione a garanzia della cessione di aree e realizzazione di opere pubbliche sensibilmente inferiore al dovuto;

2) mancato aggiornamento oneri;

3) difformità del titolo edilizio rispetto allo strumento urbanistico attuativo non ammesse;

4) manifestazione di intenzione da parte del Comune di voler procedere ad una parziale sanatoria non consentita.

7.3 Affidamento in subappalto dei lavori in terra nell'ambito dell'appalto per l'adeguamento antisismico e l'ampliamento della scuola materna di Roverino.

Dalla relazione prodotta dalla DIA di Genova, emerge che l'amministratore della TESORINI s.r.l., Ettore TESORINI, è in rapporti con i noti Fratelli PELLEGRINO, tanto da essere imputato di omicidio colposo in concorso con Giovanni, Roberto, Michele e Maurizio PELLEGRINO.


Osvaldo TESORINI, socio (e amministratore unico fino al 2003), risulta invece imputato per reati ambientali in concorso con Michele PELLEGRINO.

Con Determina del Direttore Generale n. 10 del 13.02.2009 è stato autorizzato il subappalto alla ditta TESORINI SRL di Camporosso (IM) nell'ambito dell'appalto di cui sopra.

Tuttavia dall'esame della procedura non sono emerse irregolarità.


7.4 Appalto nuova rete fognaria Corso Toscanini - Frontiera

Con Delibera GC n. 43 del 25.03.2010 è stato approvato il Progetto Esecutivo - primo stralcio funzionale - della nuova fognatura rio Latte/corso Toscanini di importo complessivo di € 800.000,00 di cui € 653.706,42 per lavori (compresi gli oneri di sicurezza).

Con Determina Dirigenziale a contrarre n. 98/V del 21.04.2010, si è stabilito di dare corso ad una procedura aperta al massimo ribasso (con esclusione automatica delle offerte anomale, che consiste in un sistema di medie).

Con Determina Dirigenziale n. 88 del 27.04.2010 sono stati approvati il relativo bando e disciplinare di gara che sono stati poi pubblicati il 07.05.2010 su GURI, su Italia Oggi (pag. naz.) e sul Secolo XIX (pag. loc).

Entro il 09.06.2010 (termine per la scadenza) sono pervenute n. 136 offerte e 8 ditte sono state successivamente escluse per motivi vari.

Con Determina n. 134 del 23.06.2010, i lavori sono stati aggiudicati alla ditta CARIDI GEOM. CARLO di Reggio Calabria, che ha offerto un ribasso del 24,711% per un importo contrattuale di € 496.701,16.

Il relativo Contratto è stato stipulato il 11.08.2010.

Il 26.10.2010 la CARIDI COSTRUZIONI SRL di Reggio Calabria, il cui amministratore unico è sempre Carlo CARIDI, ha comunicato di aver assorbito, a far data la 05.10.2010, la ditta, aggiudicataria dell'appalto, CARIDI GEOM. CARLO (impresa individuale).

Successivamente la CARIDI COSTRUZIONI SRL ha comunicato di aver cambiato amministratore unico e direttore tecnico nella persona di Alessandro MARINO di Reggio Calabria.

Con Determina Dirigenziale n. 258 del 09.11.2010, è stata approvata la Perizia di Variante n.1con una maggiore spesa di € 7.845,27 con Determina Dirigenziale n. 86 del 07.04.2011 è stata approvata la Perizia di Variante n. 2 con maggiore spesedi € 14.404,93 e, infine, con Determina Dirigenziale n. 163 del 25.07.2011 è stata approvata la Perizia di Variante n. 3 con maggiore spesa di € 7.654,79. Le tre varianti, dunque, ammontano complessivamente a € 29.908,09 corrispondenti a circa il 6% del contratto originario.

Con Deliberazione C.C. n. 27 del 16.03.2010, è stata approvata la convenzione tra l'Amministrazione Comunale a la società AIGA Spa per la realizzazione e la gestione della fognatura pubblica tra frazione Latte e corso Toscanini, che prevede, all'art. 11, che AIGA Spa provvedere a tutte le spese di realizzazione e gestione delle condotte e inoltre al pagamento degli stati di avanzamento lavori nonché delle parcelle dei tecnici e spese accessorie, oneri che saranno rimborsati dal Comune. L'opera è, dunque, finanziata da AIGA spa, la quale poi deve essere rimborsata dal Comune. La spa AIGA presenta, quindi, un progetto i cui oneri tecnici (ammontanti a € 45.000,00) saranno verosimilmente rimborsati dal Comune perché compresi nel quadro economico. Tuttavia, in tal caso, superando l'importo massimo di 20.000 euro, l'affidamento non avrebbe potuto essere diretto, ma avrebbe dovuto svolgersi preventivamente una procedura negoziata con la partecipazione di almeno 5 soggetti.

CARIDI Carlo, titolare dell'impresa individuale, dalla relazione prodotta dall'Arma dei Carabinieri, risulta denunciato per fatturazione di operazioni inesistenti ed è in contatto con soggetti della provincia di Reggio Calabria gravati da pregiudizi penali per sequestro di persona, associazione a delinquere di stampo mafioso, reati ambientali e altro.


8. Gestione dei servizi

8.1 Il servizio di igiene urbana

Anche nel settore della gestione dei servizi pubblici locali sono emersi elementi concreti e rilevanti su forme di condizionamento dell'amministrazione comunale di Ventimiglia da parte della criminalità organizzata.

Una delle procedure sulle quali maggiormente si è soffermata l'attenzione della Commissione è quella seguita dal Comune per l'affidamento del servizio di igiene urbana, attestazione originata anche dall'atto intimidatorio subito del dottor Marco PRESTILEO nel marzo 2009 e riportato nella Informativa n. 317/1 in data 19 ottobre 2010 dalla Legione Carabinieri Liguria – Comando Provinciale di Imperia.

Per denunziare tale atto il PRESTILEO si recava il 3 marzo del 2009 presso la Compagnia Carabinieri di Bordighera, dichiarando che ignoti avevano danneggiato durante la notte l'autovettura in suo possesso con sette fori di colpi d'arma da fuoco rivolti alla portiera anteriore sinistra.

Tra le tante pratiche che ho gestito recentemente per il Comune di Ventimiglia, di notevole rilevanza economica vi è quella riguardante la DOCKS LANTERNA. La DOCKS aveva un contratto 2009. Devo fare una premessa. Nel gennaio del 2008 come Amministrazione abbiamo deciso di verificare che tutte le ditte appaltatrici di una certa consistenza non avessero ulteriori proroghe ma che si procedesse a nuove gare di appalto. In modo particolare questa della DOCKS LANTERN che appunto scadeva nel febbraio del 2009. L'iter amministrativo è come detto iniziato nel mese di gennaio 2008 con la costituzione di una commissione consiliare presieduta dall'Assessore all'Igiene e Ambiente SPINOSI e con il supporto degli uffici e di esponenti della Maggioranza e della Minoranza. Dopo sei mesi di lavoro hanno trasmesso alla giunta il risultato, ovvero il capitolato speciale d'appalto. La giunta ha dato mandato di procedere alla gara con preciso incarico di non concedere proroghe; parliamo dell'estate 2008. Il Comune chiese come previsto l'autorizzazione all'Autorità “A.T.O.” istituita presso la Provincia di Imperia. Trascorso qualche mese il funzionario della Provincia, Dott. NEGRO, rispose che il Comune non era autorizzato ad indire gare d'appalto. Dopo aver studiato la pratica e non condividendo la decisione del Funzionario della Provincia, ho chiesto di porre un quesito alla Regione Liguria con un'interpretazione della norma che portava, a nostro parere, a conclusioni completamente diverse. Il Funzionario della Regione ci ha dato ragione. Siamo arrivati al mese di settembre-ottobre del 2008. Trasmisi la risposta della Regione alla Provincia. La Provincia chiese ed ottenne che venisse formato un comitato al quale devono partecipare tutti i Sindaci della provincia. In buona sostanza nel mese di novembre il funzionario nella persona del Dott. NEGRO riferì che potevamo procedere a gara d'appalto. Tutti i Comuni della Provincia di Imperia possono procedere a gara d'appalto fermo restando che i Comuni possono, qualora lo ritengano opportuno, procedere alla proroga dei mandati. Essendo in scadenza i termini minimi per indire una gara, cioè 52 giorni. Bisogna costituire una commissione, in Ventimiglia da me presieduta, e composta da 5 membri, tutti dirigenti del Comune e non esterni o non facenti parte della classe politica. Abbiamo fatto partire subito la gara d'appalto rispettando i tempi minimi, cosicché in data 02/02/2009 abbiamo aperto le buste. Nessuno ha partecipato alla gara d'appalto e quindi è nulla. Nel frattempo abbiamo dovuto concedere la proroga alla Docks Lanterna per 3 mesi, scadenti il 31 maggio. Secondo il regolamento in vigore, il Comune poteva decidere di affidare i lavori a chiunque senza indire ulteriore gara d'appalto. Ho consigliato all'Amministrazione (Sindaco e Giunta) di indire una nuova gara d'appalto che è al momento in fase di definizione perché siamo in contrattazione con i Sindacati. Per quanto concerne la DOCKS LANTERNA, su mia richiesta e per iscritto ha presentato tre proposte. La prima era per quantificare il costo del servizio fino al mese di settembre, la seconda fino al 31 dicembre e la terza per il periodo massimo consentito di 4 anni e sei mesi. Hanno risposto proponendo per la prima proposta un costo pari a 300.000 euro al mese. La seconda invece era di 285.000 e la terza nuovamente di 300.000 euro al mese...”

Considerato che lo stesso direttore generale del Comune di Ventimiglia sembra dunque voglia mettere in correlazione il suddetto atto intimidatorio con l'appalto in questione, la commissione ha esaminato l'intera procedura relativa all'affidamento del servizio di igiene urbana, al fine di verificare se la ditta appaltatrice sia stata indebitamente favorita, circostanza che potrebbe rivelarsi sintomatica di una alterazione, provocata dal suddetto atto intimidatorio, del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi tale da configurare gli elementi di cui all'art.143, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267.

Dall'esame degli atti acquisiti nel corso dell'accesso risulta che il servizio di igiene urbana è stato affidato in appalto, previa gara ad evidenza pubblica, alla società WASTE MANAGEMENT ITALIA Spa con contratto pubblico n. 838 di rep. del 10 febbraio 2000 e che in data l'aprile 2001 la ditta DOCKS LANJERNA Spa, avendo acquistato il ramo d'azienda della sopra citata società, subentrava nel citato contratto.

Quest'ultimo, scaduto il 13 febbraio 2005, è stato prorogato alle stesse condizioni giuridiche ed economiche fino al 13 febbraio 2006, con delibera di giunta comunale n. 91 dell'8 febbraio 2006, per consentire all'amministrazione comunale di espletare una nuova gara ad evidenza pubblica.

A seguito della Sentenza n. 254/2006 con la quale il T.A.R. Liguria ha annullato il bando e gli atti relativi all'espletamento della gara, il Comune di Ventimiglia ha prorogato per ben quattro volte il contratto, fino alla data del 31 gennaio 2007, in attesa del pronunciamento del collegio arbitrale costituito con delibera di giunta comunale n.424 del 30 giugno 2006, al fine di pervenire ad una transazione extragiudiziale su diverse questioni sorte in merito all'interpretazione del contratto medesimo.

A seguito del lodo parziale emesso dal collegio arbitrale in data 12 settembre 2006, che ha riconosciuto al Comune il diritto di rinnovare il contratto, rinegoziandone i contenuti, la giunta comunale, con delibera n.46 del 1° febbraio 2007, ha deciso di rinnovare il rapporto con la società DOCKS LANTERNA, approvando contestualmente lo schema di contratto che stabiliva il nuovo canone annuale del contratto in complessivi euro 3.048.000, suddivisi in canoni mensili di euro 254.000, con scadenza prevista per il 31 dicembre 2008.

Ciò premesso, va preliminarmente evidenziato che solo in data 11 dicembre 2008 - quindi con colpevole ritardo, considerato che il precedente contratto sarebbe scaduto a fine dicembre - con determina dirigenziale a contrarre SG n. 215 si è dato corso a gara con procedura aperta e contestualmente sono stati approvati il capitolato speciale e i documenti di gara. Il bando di gara è stato pubblicato sulla GUCE il 17 dicembre 2008 con scadenza 2 febbraio 2009, prevedendo una durata di 5 anni con un corrispettivo mensile di 265.151 euro e annuale di 3.181.818.

Veniva inoltre previsto che personale allora in servizio dovesse essere assunto dall'appaltatore subentrante con mantenimento dello stato giuridico ed economico in possesso.

Con delibera di giunta comunale in data 29 dicembre 2008 veniva espresso parere favorevole ad una proroga tecnica, nelle more dell'espletamento della gara, dal l° gennaio al 31 maggio 2009, al canone mensile di 270.000 euro, proroga poi autorizzata con determina dirigenziale SG n.236 in data 30 dicembre 2008. Al riguardo va osservato che trattandosi di proroga tecnica, in attesa dell'esperimento della gara tardivamente bandita, il canone mensile sarebbe dovuto rimanere invariato in 254.000 euro, anziché essere incrementato a 270.000. Inoltre il previsto assorbimento integrale da parte della ditta aggiudicataria del personale della DOCKS LANTERNA Spa, alle medesime condizioni giuridiche ed economiche, benché non in contrasto con la disciplina vigente, sicuramente costituiva un disincentivo alla partecipazione alla gara che infatti è andata deserta, come attestato nel verbale di gara in data 3 febbraio 2009.

Con determine dirigenziali n.74 del 6 aprile 2009 e n.97 del 26 maggio 2009, modificativa della precedente, è stata indetta una nuova procedura aperta finalizzata all'affidamento del servizio per 5 anni, dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2014, secondo gli indirizzi gestionali forniti dalla giunta comunale con delibere in data 26 febbraio, 26 marzo e 2 aprile 2009.

Questa seconda gara innova in modo rilevante la precedente creando condizioni sensibilmente più favorevoli per il nuovo aggiudicatario. Viene infatti previsto che:

Al riguardo, va rilevato che l'ammissibilità di offerta in aumento, oltreché rischiosa per l'amministrazione, è di dubbia compatibilità con la disciplina recata dagli artt.81 e 83 del decreto legislativo n.163/2006.

Successivamente, con determina dirigenziale SG n.98 del 29 maggio 2009, viene accordata una seconda proroga tecnica, dal 1° giugno 2009 al 31 dicembre 2009, incrementando ulteriormente il canone che lievita fino a 280.000 euro, e il 29 luglio 2009, con determina dirigenziale n.161, viene approvato il verbale di gara deserta.

A seguito di tale esito della seconda gara, viene indetta, con determina a contrarre n.120 del 24 settembre 2009, una procedura negoziata con approvazione di un nuovo capitolato d'appalto e successivo invio di lettera inviata a 8 ditte.

Il capitolato della procedura negoziata contiene i seguenti elementi innovativi rispetto alla precedente gara aperta:

Dal verbale di gara risulta che alla proposta tecnica sono attribuiti punti 11,25 su 55 a disposizione, con 10 elementi di valutazione, su 19, giudicati insufficienti.

L'offerta economica relativa al lotto 1 prevede un ribasso dello 0,13% pari ad un importo netto di aggiudicazione annuo di € 2.988.579,92 a fronte di € 2.992.469,48 posti a base di gara, mentre per il lotto 2 prevede un importo in aumento annuo di € 506.851,30 su quello a base di gara di € 189.348,70 per un importo del lotto 2 di € 696.200,00. Pertanto il prezzo complessivo annuo offerto è di € 3.684.779,27 a fronte di quello posto a base di gara di € 3.181.818,18 entrambi oltre IVA.

Con Determina SG n. 150 del 28.12.2009 viene altresì precisato che l'anno 2010 i servizi non essenziali comportano una spesa di almeno € 523.440,00.

L'esito della procedura negoziata risulta conseguentemente molto oneroso per il Comune, se raffrontato all'importo di 3.181.818,18 posto a base di gara, prevedendo un importo complessivo annuo che può arrivare fino a € 3.684.779,27 (attivando tutto il lotto 2 e che comunque non potrà essere inferiore ai 3.500.000,00 per vie del 70%). A fronte di questo rilevante esborso il livello dell'offerta tecnica appare molto modesto avendo la commissione attribuito un punteggio di soli 11,25 punti su 55 e avendo giudicato ben 10 parametri su 19 insufficienti.

Ma la procedura seguita dal Comune di Ventimiglia ha consentito alla DOCKS LANTERNA di conseguire ulteriori, indebiti benefici economici.

La cauzione definitiva presentata per la stipula del contratto del 22 gennaio 2010 (di durata quinquennale e di importo complessivo pari a 18.423.896 euro) è di soli euro 184.239, mentre in base all'art.113 del decreto legislativo n.163/2006 avrebbe dovuto essere pari al 10% dell'importo contrattuale ridotto al 50% (ai sensi dell'art.40, comma 7, del decreto legislativo n.163/2006) in quanto in possesso della certificazione di qualità, cioè di euro 921.695. Né appaiono corrette le considerazioni svolte dalla ditta con nota in data 13 gennaio 2010 - secondo cui l'importo di 184.000 euro garantito corrisponderebbe al 10% dell'importo annuo contrattuale ridotto al 50% per il possesso della certificazione di qualità – in quanto la cauzione definitiva deve essere comunque estesa a tutta la durata del contratto (5 anni) per l'importo complessivo (al 50% per il possesso della qualità) quindi di € 921.695,00 ed eventualmente ridotta annualmente.

Infine non sono citate in contratto, non sono state prodotte e pertanto sono da ritenersi mancanti le seguenti due polizze, previste dall'art. 13 del Capitolato, che l'appaltatore doveva produrre per la stipula del contratto:

- copertura assicurativa per danni da inquinamento relativo sia alla gestione della raccolta e trasporto;

- copertura rischio incendio, compresi atti vandalici, eventi atmosferici, rischio locativo, ricorso terzi e furto.

Ciò premesso, va rilevato che la procedura negoziata successiva alla seconda gara aperta andata deserta avviene sulla base di un nuovo capitolato che subisce ulteriori importanti modifiche (introduzione ecopremio che può essere economicamente molto rilevante in caso dell'auspicato sviluppo della raccolta differenziata, il cui beneficio economico però andrebbe tutto alla ditta e non al Comune; eliminazione limite alla prima immatricolazione che consente di utilizzare anche mezzi vecchi; limite all'offerta in aumento del lotto 2 molto elevato, addirittura € 700.000,00, con inoltre obbligo per il Comune di attivazione dei relativi servizi non essenziali per almeno il 70%). Dette modifiche sono state definite "non rilevanti" nella determina a contrarre n° 120 del 24.09.2009 e "non sostanziali" nella successiva lettera di invito, in palese contrasto con l'evidenza.

La procedura seguita, pertanto, non risulta conforme a quanto previsto dall'art. 57, comma 2, del decreto legislativo n. 163/2006, il quale consente la procedura negoziata qualora in esito di una procedura aperta non sia stata presentata nessuna offerta ma solo a condizione che non siano modificate in modo sostanziale le condizioni iniziali del contratto.

Il provvedimento finale risulta pertanto chiaramente illegittimo, in quanto si è dato corso all'affidamento di un servizio economicamente molto rilevante (oltre € 18.000.000,00) a procedura negoziata senza il preventivo esperimento di procedura aperta perché quelle precedentemente bandite lo erano sulla base di capitolati sostanzialmente diversi.

Va inoltre rilevato che dal 2001 ad oggi la DOCKS LANTERNA ha continuativamente gestito un servizio di notevole rilevanza economica senza mai partecipare ad una procedura aperta e, quindi, ad un reale confronto concorrenziale. Accertato quindi che la procedura esaminata rivela uno sviamento dell'attività dell'amministrazione comunale dal perseguimento dei fini istituzionali, appare realistico supporre che tale alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi sia stata causata dalle suesposte forme di condizionamento esercitate sul direttore generale dell'ente.

Al riguardo, si riportano di seguito gli elementi forniti con la citata informativa in data 19 ottobre 2010 del Comando Provinciale dei Carabinieri di Imperia, in merito al summenzionato atto intimidatorio subito dal dottor PRESTILEO.

Sebbene le indagini svolte non abbiano portato a nulla di concreto che consentisse l'identificazione del colpevole o del movente di quel grave fatto, si riporta l'annotazione di servizi redatta dai Carabinieri di Bordighera che ben descrive lo stato di assoggettamento del PRESTILEO e può fornire una inquietante chiave di lettura: ...oltre a quanto emerge in verbale, al signor PRESTILEO Marco veniva chiesto dallo scrivente se conosceva e che tipo di rapporti avesse con FERRARA Michele (nato il 28 giugno 1956 a Rosarno, detto "killerino") e MARCIANO' Giuseppe. La risposta fu: "li conosco, so chi sono e non posso certo non salutarli".

E' di particolare rilevanza l'affermazione fatta dal PRESTILEO ai Carabinieri di Bordighera in quanto riferisce che i soggetti facenti parte della 'Ndrangheta sono riconosciuti in quanto tali e sono in grado di esercitare un notevole condizionamento sulle persone tanto che il PRESTILEO non può non salutarli, riconoscendone di fatto l'autorità. Il MARCIANO' ha notevoli interessi e contatti con il comune di Ventimiglia, quello stesso comune del quale il PRESTILEO è Direttore Generale. Appare quindi probabile che l'evidenziato condizionamento si rifletta anche negli atti d'ufficio compiuti dal PRESTILEO e dall'Amministrazione di Ventimiglia in generale”.

Come si è visto nei capitoli precedenti, le suddette considerazioni in merito allo stato di condizionamento dell'amministrazione comunale trovano ora conferma nelle risultanze dell'accesso.

Nelle citate informazioni fornite al Prefetto di Imperia dal Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova si legge, tra l'altro che “PESCE Santino, amministratore della società DOCKS LANTERNA di Genova, alla quale il Comune di Ventimiglia ha prorogato più volte l'appalto del servizio di igiene urbana, ha cointeressenza con la famiglia MARCIANO'”.

Tali informazioni, tratte dalle risultanze del procedimento penale pendente per i fatti oggetto degli accertamenti demandati a questa Commissione, hanno trovato peraltro riscontro anche negli atti della procedura di appalto in questione.

Con determinazione n.15 in data 27 febbraio 2009, infatti, il Direttore Generale del Comune di Ventimiglia ha autorizzato l'impresa DOCKS LANTERNA SPA a subappaltare alla cooperativa sociale MARVON i lavori relativi al diserbo delle vie del centro cittadino.

Va peraltro rilevato che la decisione relativa al suddetto subappalto è stata condivisa dalla giunta comunale, la quale, con determina n.l in data 29 dicembre 2008, ha espresso parere favorevole per la concessione della suddetta proroga tecnica, sulla base della proposta di preventivo prodotta dalla DOCKS LANTERNA, che prevedeva già il subappalto in questione. E sulla valenza da attribuire alle "determine" della giunta comunale di Ventimiglia si rinvia alle osservazioni già formulate nel precedente capitolo 4.

Ciò premesso, appare chiaro che cointeressata all'affidamento del servizio di igiene urbana alla DOCKS LANTERNA era anche la società cooperativa MARVON e, quindi, la famiglia MARCIANO', sui cui collegamenti con l'amministrazione comunale di Ventimiglia ci si è diffusamente soffermati nei capitoli 3, 4 e 5, cui si rinvia.

 

8.2 - L'affidamento in concessione dell'installazione presso le sedi comunali di distributori automatici di bevande

a. L'appalto aggiudicato alla COFFEE TIME

Il 23 febbraio 2011, il Comune di Ventimiglia attivava una procedura negoziata per l'affidamento in concessione del servizio di istallazione e gestione di distributori automatici d i bevande calde e fredde nonché d i prodotti alimentari preconfezionati dolci e salati presso g li edifici d i proprietà del comune.

Il 15 marzo 2011, l'appalto veniva aggiudicato alla COFFEE TIME SANREMO SRL, d i cui era amministratore Giovanni INGRASCIOTTA, la cui offerta risultava la più vantaggiosa economicamente rispetto a quella presentata dalla concorrente LIGURE VENDING SAS.

Al riguardo, va rilevato che nei confronti della società COFFEE TIME, il 9 settembre 2010, la Prefettura di Imperia aveva emesso u n a interdittiva antimafia "tipica", argomentando: " ...posto, pertanto, che dai rapporti di polizia emerge un quadro indiziario, fondato su fatti e vicende aventi valore sintomatico e prognostico sufficientemente adeguato per sostenere la sussistenza del "pericolo" di ingerenze delle organizzazioni criminali nell'attività imprenditoriale in esame, basato su indizi e circostanze che, nel loro insieme, sono tali da far ritenere possibile un pericolo di infiltrazione mafiosa, in grado di condizionare le scelte e gli indirizzi di impresa. "

Per aggirare il provvedimento amministrativo, la COFFEE TIME procedeva ad un rimpasto della compagine societaria, incappando, tuttavia, in un secondo provvedimento interdittivo, emesso il 22 dicembre 2010, sempre dalla Prefettura di Imperia.

Come si vedrà nei successivi punti “b” e “c”, appare improbabile, se non impossibile, che gli amministratori non fossero a conoscenza delle frequentazioni e delle vicende penali e giudiziarie dell'INGRASCIOTTA poiché largamente trattate dalla stampa locale (vedi gli allegati articoli di stampa).

b. I collegamenti di Ingrasciotta con la criminalità organizzata

Il 13 giugno 2010, i fratelli Giovanni, Roberto e Maurizio PELLEGRINO, il suocero di quest'ultimo, BARILARO Francesco, e d altri, venivano tratti in arresto in una operazione d i PG della Procura della Repubblica di Sanremo e dei Carabinieri d i Imperia in esecuzione di

una Ordinanza di Misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Sanremo. Gli arrestati si rendevano responsabili di vari reati tra cui sfruttamento della prostituzione e minaccia nei confronti di due assessori del Comune d i Bordighera. Il provvedimento del Gip di Sanremo veniva confermato dal Riesame che, nella motivazione, si pronunciava affermando che gli arrestati tenevano "contatti mai interrotti con esponenti della criminalità organizzata". Nel corso dell'attività investigativa, emergevano gli stretti legami tra Giovanni PELLEGRINO e Giovanni INGRASCIOTTA, tanto che il PELLEGRINO, attraverso il suo night club La Grotta del Drago, forniva delle giovani donne per prestazioni sessuali.

Il 31.01.2010, ad Imperia, un incendio doloso distruggeva otto automezzi e due container della ditta DDS, nota azienda esercente attività di installazione e gestione di macchine distributrici di alimenti e bevande. Le indagini venivano svolte dal Nucleo Investigativo di Imperia che, nella Informativa alla Procura della Repubblica, scriveva: “nella seconda metà del mese di febbraio di quest'anno INGRASCIOTTA ha nuovamente telefonato a PARAVITI, amministratore della DDS, chiedendo un ulteriore incontro. L'incontro è avvenuto presso la sede della COFFEE TIME e il PARAVITI si è presentato insieme a TARTATO Antonio, direttore finanziario della I.V.S. ITALIA SPA, socia di maggioranza della DDS. Nell'occasione INGRASCIOTTA, dopo aver ricevuto i due, li ha fatti accomodare nel suo ufficio e dal cassetto ha estratto una copia di giornale con la foto di Matteo MESSINA DENARO, ritenuto al vertice di Cosa Nostra siciliana, pronunciando la frase: “questo è mio cognato. Avete visto che falsità affermano sul suo conto?”. La frase aveva il chiaro intento di intimidire i due mostrando la vicinanza dell'INGRASCIOTTA ad ambienti mafiosi di alto livello. Dopo tale gesto INGRASCIOTTA ho continuato nelle sue pressioni, chiedendo che si mettessero d'accordo sul futuro appalto all'ASL e sui contratti dell'intera provincia, chiedendo di non essere disturbato a Sanremo e Ventimialia e proponendo una sorta di spartizione territoriale degli interessi.
A proposito di questa ultima questione, va rilevato che nel gennaio 2010 la D.D.S. ha partecipato ad una gara d'appalto per l'installazione delle macchine presso il Liceo “Cassini” di Sanremo per 3 anni. Alla stessa gara ha partecipato anche la
COFFEE TIME di INGRASCIOTTA che aveva precedentemente l'appalto. All'apertura delle buste, costatata la vittoria della D.D.S., INGRASCIOTTA ha avuto molte rimostranze, contestando la rispondenza dei prodotti alimentari al capitolato e facendo ulteriore opera di ostruzionismo. Il servizio è stato comunque assegnato alla D.D.S.

Il relazione a quanto sopra esposto, si ritiene che l'incendio, di sicura natura dolosa, dei mezzi in dotazione dalla D.D.S. sia riconducibile proprio all'attività economica da questa svolta. Emergono gravi indizi del reato di estorsione aggravata come si desume dalle testimonianze concordanti delle persone escusse, che trovano riscontro nei primi accertamenti svolti. Si ritiene inoltre che tale forte intimidazione sia stata condotta proprio per condizionare la presenza sul mercato della D.D.S. chiaramente più competitiva di altre società ed in particolare della COFFEE TIME. In tale contesto il coinvolgimento di INGRASCIOTTA è evidente soprattutto perché le minacce rivolte utilizzando la vicinanza ad esponenti mafiosi, sono aderenti alle vicende che hanno visto coinvolte le due società e temporalmente adeguate ad incidere sulle scelte degli amministratori della I.V.S. e quindi della controllata D.D.S.”.

A conclusione delle indagini, la Procura della Repubblica d i Sanremo dava avviso ad INGRASCIOTTA Giovanni di essere imputato del reato di cui agli articoli 56, 629 c.p. perchè, "nella sua qualità di legale rappresentante della società "COFFEE TIME SANREMO Srl" esercente attività di installazione e gestione di macchine distributrici di alimenti e bevande, mediante minaccia consistita nei mostrare a Paravisi Massimo – legale rappresentante della "IVS ITALIA spa" socia di maggioranza della "DDS spa" entrambe esercenti attività di installazione e gestione di macchine distributrici di alimenti e bevande - la fotografia del noto latitante Matteo MESSINA DENARO ritratto sulla rivista "Panorama" esclamando “questo è mio cognato... avete visto che falsità scrivono sul suo conto” in tal modo lasciando intendere di avere legami con ambienti mafiosi e quindi pericolosi, di seguito affermando che dovevano spartirsi la fornitura all'ASL 1 Imperiese di macchine distributrici di alimenti e bevande attribuita alla DDS Spa e l'attività commerciale nel territorio dell'intera Provincia nonché la sua ditta non doveva essere disturbata nella zona di Sanremo/Ventimiglia e che non dovevano essere avanzate offerte ai suoi clienti, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere Paravisi massimo a cedere alla società da lui rappresentata parte della fornitura oggetto di contratto con l'ASL 1 Imperiese e comunque a non occupare porzioni di mercato di suo interesse, che che l'evento si verificasse per ragioni indipendenti dalla sua volontà (opposizione della parte offesa)”.

Nel corpo della misura cautelare richiamata nel primo alinea, il Gip aggiunge: “A tal proposito va rilevato come DE MARTE Rocco e PELLEGRINO Giovanni siano in ottimi rapporti con INGRASCIOTTA Giovanni, persona già a suo tempo sfuggita miracolosamente ad un agguato di mafia e dichiaratamente vicino al noto latitante Matteo MESSINA DENARO. DE MARTE Rocco (cugino di PELLEGRINO Giovanni) risulta essersi incontrato con INGRASCIOTTA Giovanni poche ore prima che venissero dolosamente incendiati gli automezzi della società DDS di Imperia, concorrente della ditta dell'INGRASCIOTTA per ciò che concerne l'appalto che la ASL 1 imperiese dovrà indire per la fornitura di macchinette erogatrici di bevande presso i vari uffici dipendenti. Il quadro depone per l'esistenza di un gruppo di persone, tra loro collegate da vincoli di sangue e comunque da comuni interessi in ambiti connotati da forti profili di illegalità, a cui va impedito l'ulteriore consumazione di analoghi reati, anche a tutela degli Enti pubblici nel cui territorio tale gruppo opera. Significativi sono inoltre i collegamenti (…) tra PELLEGRINO Giovanni ed il noto TAGLIAMENTO Giovanni. Per tratteggiare la figura di TAGLIAMENTO Giovanni si richiama il provvedimento con il quale il Tribunale di Imperia in data 1/12/2007, ha applicato nei suoi confronti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e contestuale confisca – ai sensi della legge n. 575/1965 – dei beni patrimoniali a lui riconducibili, ritenendolo legato, con caratteristiche di attualità, ai clan camorristici ALFIERI, ZAZA e CUOMO e con gli ambienti criminali della Costa Azzurra”.

Alla luce dei suesposti elementi, si ritiene sintomatico dei rilevati collegamenti degli amministratori e dirigenti del Comune di Ventimiglia con la criminalità organizzata la circostanza che l'ente abbia provveduto all'aggiudicazione alla COFFEE TIME dell'appalto in questione a marzo del 2011, nonostante che già da tempo l'amministrazione fosse in grado di conoscere, se non altro dalla lettura degli articoli di stampa che già dal novembre 2010 riportavano la notizia, che la Prefettura di Imperia aveva emesso, a settembre 2010, una interdittiva antimafia tipica nei confronti di tale società.

Né si ritiene che tali considerazioni possano essere inficiate dalla sentenza n.1120 in data 15 luglio 2011 con la quale il T.A.R. per la Liguria ha annullato il secondo provvedimento adottato dalla Prefettura di Imperia.

Tale sentenza, infatti, ha annullato solo, come si legge nella medesima, il “provvedimento avente ad oggetto diniego di aggiornamento di precedente informativa prefettizia tipica”, non anche la prima interdittiva.

In altre parole, il Giudice amministrativo non ha contestato l'esistenza di un pericolo di infiltrazione mafiosa nell'impresa in questione, derivante dalla originaria presenza nell'assetto societario di Giovanni INGRASCIOTTA e di sua figlia Alessandra, bensì si è limitato a ritenere insufficienti gli elementi indiziari, addotti dalla Prefettura, “da cui presumere l'attuale ingerenza di Giovanni INGRASCIOTTA e della figlia nella conduzione dell'impresa”, anche dopo la fuoriuscita dei medesimi dalla compagine societaria.

Va inoltre rilevato che il Comune di Ventimiglia ha iniziato e concluso la procedura di appalto in questione quattro mesi prima dell'emanazione della citata Sentenza.

CONCLUSIONI

In base alla giurisprudenza formatasi sull'art.143 del decreto legislativo 267/2000, il primo presupposto per il ricorso ai provvedimenti previsti dalla norma medesima "è costituito dalla accertata diffusione sul territorio della criminalità organizzata"(cfr., da ultimo, T.A.R. per il Lazio, Sezione Prima, 19 maggio 2011, n.4370).

Al riguardo, va evidenziato che, come rilevato nel capitolo 1, già nel 1995 la Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia dava per acquisita l'esistenza in Ventimiglia di una articolazione locale della 'ndrangheta calabrese, affermando anzi che il “locale” della città di confine era divenuto già allora il più importante dell'intera Regione, sia per la diffusa presenza di affiliati, sia per la presenza degli esponenti di maggior prestigio dell'onorata società.


Tale valutazione è stata confermata in tempi più vicini anche in altri atti, parimenti citati nel capitolo 1, fino a giungere alla recentissima ordinanza di custodia cautelare in carcere, emanata dal GIP presso il Tribunale di Genova in data 24 giugno 2011 nei confronti di 20 persone, indagate per il reato di cui all'art. 416 bis del codice penale “per aver fatto parte dell'associazione mafiosa denominata 'ndrangheta, operante da anni sul territorio della Regione Liguria, collegata con le strutture organizzative della medesima compagine insediate in Calabria e costituita in articolazioni territoriali denominate "locali" di Genova, Ventimiglia, Lavagna e Sarzana".

Accertata, quindi, la sussistenza del primo presupposto previsto dalla normativa vigente, occorre interrogarsi sulla presenza, nella realtà in questione, di "elementi concreti, univoci e rilevanti su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare, ovvero su forme di condizionamento" degli amministratori e dei dirigenti del Comune di Ventimiglia.

Al riguardo, nel rinviare per maggiori approfondimenti ai capitoli 3 e 5, basterà qui riportare un passo della citata nota in data 4 ottobre 2011 - con la quale il Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova ha fornito al Prefetto di Imperia gli elementi ritenuti utili per le finalità assegnate a questa Commissione – secondo cui il sindaco della Città di Ventimiglia, Gaetano SCULLINO, ha contatti con i membri della famiglia MARCIANO', in particolare con il capofamiglia Giuseppe, con il quale si è anche incontro personalmente. Le frequentazioni sono diminuite negli ultimi mesi al fine di eludere le indagini in atto”.

Analoghe informazioni sono state fornite dal suddetto Procuratore sul conto del direttore generale, Marco PRESTILEO, il quale ha contatti con la famiglia MARCIANO' e si è incontrato personalmente con il capofamiglia Giuseppe, al quale ha anche suggerito di non incontrarsi per eludere le indagini in corso”.

Considerata la notevole, rilevata concentrazione di poteri che l'attuale organizzazione dell'ente riserva alle figure del sindaco e del direttore generale, si ritiene sufficiente qui richiamare la posizione dei due vertici, politico e burocratico, al fine di dimostrare la sussistenza di elementi concreti, univoci e rilevanti sui collegamenti degli amministratori e dirigenti dell'ente con la criminalità organizzata, rinviando, per gli altri collegamenti rilevati, agli appositi capitoli 3 e 5.

Dall'analisi della realtà di Ventimiglia emergono peraltro anche forme di condizionamento degli amministratori e dirigenti, espressione con la quale il legislatore ha inteso ricomprendere tra i presupposti del provvedimento di scioglimento, non solo l'ipotesi del coinvolgimento attivo e partecipe degli amministratori dell'ente nella criminalità organizzata (collegamenti diretti o indiretti), ma anche quella in cui gli amministratori subiscano l'iniziativa della criminalità restandone condizionati nel proprio operare (cfr., in tal senso, la circolare del Gabinetto del Ministro n. 7102/M/6 in data 25 giugno 1991).

In merito, basterà ricordare i molteplici atti intimidatori subiti dal dottor PRESTILEO ed, in particolare, il più grave, avvenuto nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio 2009, allorché ignoti esplosero sette colpi di arma da fioco contro la portiera anteriore sinistra dell'autovettura a lui in uso, episodio denunciato presso la Compagnia Carabinieri di Bordighera. Lo stesso PRESTILEO, in sede di audizione, ha dichiarato a questa Commissione di essere rimasto molto turbato dall'episodio, al punto che per un certo tempo ha avvertito l'esigenza di circolare armato.

Per quanto concerne, invece, le forme di condizionamento cui sono stati assoggettati i componenti degli organi di governo, appare significativa l'affermazione, contenuta nella citata lettera rinvenuta nel corso della perquisizione domiciliare a carico di Annunziato ROLDI, secondo cui quest'ultimo avrebbe minacciato anni fa consiglieri ed assessori al fine di "agevolare" la realizzazione del porto turistico di Ventimiglia.

Nella lettera viene fatto il nome del consigliere Sculli; considerato che né nel periodo cui si riferisce la lettera né successivamente è mai stato eletto un consigliere che risponda a quel nome, appare realistico supporre che l'autore intendesse riferirsi all'attuale sindaco SCULLINO, il quale ricopriva all'epoca dei fatti in questione le cariche di assessore e di vicesindaco.

Nella lettera si cita anche l'ex consigliere RUSSO, il quale a seguito dell'”interessamento” del ROLDI si sarebbe accordato con l'imprenditore PARODI.

Nell'informativa in data 19 maggio 2011 del Comando Provinciale dei Carabinieri di Imperia viene citato, a proposito del consigliere RUSSO, la denuncia dal medesimo sporta nei confronti di ignoti, che il 24 marzo 2009 lo hanno avvicinato, travisati da passamontagna e armati di pistola, mentre rincasava con la propria autovettura; il consigliere riusciva peraltro a sfuggire all'agguato, nascondendosi a casa di un conoscente.

Sintomatico appare anche, circa le richiamate minacce ad assessori e consiglieri, l'atto intimidatorio compiuto nei confronti del consigliere Giovanni BALLESTRA, che già aveva ricoperto tale carica dal 1998 al 2002 e quella di vicesindaco dal 2002 al 2005, il quale in data 26 settembre 2002 rimaneva vittima di un incendio che distruggeva il negozio di calzature di sua proprietà, proprio mentre era in corso una seduta del consiglio comunale.

L'episodio, che suscitava ampia eco sulla stampa locale, è stato di recente ripreso dal Pubblico Ministero nel corso del processo a carico del ROLDI.

Né si ritiene che la significatività di alcuni degli episodi sopra riportati possa essere sminuita per il fatto che non si sono verificati durante l'attuale consiliatura, in quanto, come evidenziato nel capitolo 2, non solo il sindaco SCULLINO ed il consigliere BALLESTRA, ma ben undici attuali amministratori del Comune di Ventimiglia sono al loro terzo mandato, dato che depone per una notevole continuità delle amministrazioni succedutesi nelle-ultime consiltature.

L'influenza condizionante della criminalità organizzata si coglie con chiarezza anche nelle dichiarazioni spontanee rese ai Carabinieri del Comando Provinciale di Imperia, in data 28 settembre 2011, da parte della dipendente comunale Ileana Caramello (cfr. pagine da 79 a 83).

Secondo tali dichiarazioni il comportamento tenuto dal dottor GRASSANO, dirigente responsabile della terza ripartizione del Comune di Ventimiglia, in occasione del concorso per un posto di collaboratore amministrativo, bandito nel 2006, cui ha partecipato la nuora di Fortunato BARILARO “è principalmente da imputarsi al timore che GRASSANO nutriva nei confronti della famiglia BARILARO, anche per via delle conoscenze e dei contatti che la stessa aveva ed ha all'interno dell'amministrazione comunale di Ventimiglia”.

Sintomatica è altresì la circostanza che l'ente non si sia costituito in giudizio a difesa del proprio provvedimento di esclusione dal concorso della suddetta candidata.

Premesso quanto sopra, si ritiene ora necessario riportare alcune tra le attività amministrative più sintomatiche poste in essere dagli amministratori e dai dipendenti del Comune di Ventimiglia che, per le loro deviazioni dai principi di trasparenza, imparzialità e correttezza, mostrano, ad avviso di questa commissione, quei "chiari e non casuali indizi di un condizionamento da parte della criminalità organizzata" richiesti dalla giurisprudenza in materia, al fine di motivare l'adozione dei provvedimenti di cui all'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (cfr, in tal senso, Consiglio di Stato, Sesta Sezione, 5 ottobre 2006, n. 5948).

a) – Gli indizi più significativi del suddetto condizionamento, sono rinvenibili nell'attività della partecipata CIVITAS srl, attività che fin dal suo inizio appare caratterizzata da una singolare coincidenza, che non si rivela causale se si considerano i collegamenti del sindaco e del direttore generale con la famiglia MARCIANO' – cui è riconducibile la proprietà della cooperativa sociale MARVON in base ai citati elementi forniti dal Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova - collegamenti esaustivamente illustrati, rispettivamente, nel capitolo 3 e nel capitolo 5.
La MARVON, benché fondata nella primavera del 2006, comincia effettivamente ad operare solo due anni dopo, cioè il 21 marzo del 2008, vale a dire proprio in coincidenza della costituzione della CIVITAS, avvenuta con delibera del consiglio comunale n.21 del 10 aprile 2008.

Inoltre è stato proprio il dottor PRESTILEO, direttore generale del Comune di Ventimiglia e presidente del consiglio di amministrazione della CIVITAS, a predisporre lo statuto della MARVON nel 2006 su richiesta, come dichiarato dallo stesso PRESTILEO, di Omar ALLAVENA, i cui collegamenti con la criminalità organizzata ed in particolare con la famiglia MARCIANO' sono stati già illustrati nell'ambito del capitolo 5. Con tali premesse, risulta sintomatico che i primi lavori curati dalla CIVITAS subito dopo la sua costituzione siano stati realizzati proprio dalla citata cooperativa sociale, a seguito della lettera-contratto prot. N.l del 12 maggio 2008, mediante la quale la CIVITAS ha affidato direttamente alla MARVON la realizzazione del marciapiede di via Girolamo Rossi, per un importo di 65.000 euro più IVA, violando in tal modo la normativa in materia, che consente l'esternalizzazione dei lavori di importo superiore ai 40.000 euro solo a seguito di apposita procedura negoziata.

Analoga illegittimità è stata rilevata anche in occasione del rifacimento dei marciapiedi in Corso Genova, i cui lavori sono stati, con lettera-contratto protocollo n. 37 in data 17 marzo 2009, affidati direttamente alla MARVON, per un importo di 98.146 euro.

Sintomatica dell'atteggiamento di particolarefavor assunto dalla CIVITAS nel confronti della MARVON è altresì la circostanza che nell'anno 2008 a tale ultima società sonò stati affidati lavori per oltre 250.000 euro, pari a circa il 60 per cento dell'importo totale delle opere appaltate in quell'anno. Come risulta dai grafici riportati nel capitolo 4, tale trend non è sostanzialmente mutato, quantomeno in valori assoluti, negli anni 2009, 2010 e 2011.

b) - Dall'esame degli atti acquisiti nel corso dell'accesso risulta che il servizio di Igiene urbana è stato affidato in appalto alla società DOCKS LANTERNA con modalità non conformi a quanto previsto dall'art.57, comma 2, del decreto legislativo n.163/2006, il quale consente la procedura negoziata qualora all' esito di una procedura aperta non sia stata presentata nessuna offerta, ma solo a condizione che non siano modificate in modo sostanziale le condizioni iniziali del contratto.

Il provvedimento finale risulta chiaramente Illegittimo, in quanto si è dato corso all'affidamento di un servizio economicamente molto rilevante (oltre €18.000.000,00) a procedura negoziata senza il preventivo esperimento di procedura aperta, perchè quelle precedentemente bandite ed andate deserte lo erano sulla base di capitolati sostanzialmente diversi.

Accertato quindi che la procedura esaminata rivela uno sviamento dell'attività dell'amministrazione comunale dal perseguimento dei fini istituzionali, appare realistico supporre che tale sviamento sia stato causato dalle supposte forme di condizionamento esercitate sul direttore generale dell'ente.

Va ricordato, infatti, che lo stesso direttore generale del Comune, nelle dichiarazioni rese in sede di denunzia ai Carabinieri del citato atto intimidatorio in data 3 febbraio 2009 sembra, sia pur indirettamente, porre in correlazione tale atto con le procedure allora in corso per l'appalto del servizio di igiene urbana (cfr. da 107 a 109).

Ma l'elemento che va maggiormente evidenziato, ai fini assegnati a questa commissione, è che il suddetto sviamento della procedura in questione ha illecitamente favorito una società che risulta avere cointeressenze con la criminalità organizzata. Nelle citate informazioni fornite al Prefetto di Imperia dal Procuratore Distrettuale Antimafia di Genova si legge, infatti, che "Pesce Santino, amministratore della società DOCKS LANTERNA di Genova, alla quale il Comune di Ventimiglia ha prorogato per più volte l'appalto del servizio di igiene urbana, ha

cointeressenze con la famiglia MARCIANO'".

Tali informazioni, tratte dalle risultanze del procedimento penale pendente per i fatti oggetto degli accertamenti demandati a questa commissione, hanno trovato peraltro riscontro anche negli atti della procedura di appalto in questione.

Con determinazione n. 15 in data 27 febbraio 2009, infatti, il Direttore Generale del Comune di Ventimiglia ha autorizzato l'impresa DOCKS LANTERNA SPA a subappaltare alla cooperative MARVON i lavori relativi al diserbo delle vie del centro cittadino.

Ciò premesso, appare chiaro che cointeressata all'affidamento del servizio di igiene urbana alla DOCKS LANTERNA era anche la società cooperativa MARVON e, quindi, la famiglia MARCIANO', sui cui collegamenti con l'amministrazione comunale di Ventimiglia ci si è diffusamente soffermati nei capitolo 3, 4 e 5, cui si rinvia.

c) - Dagli atti acquisiti nel corso dell'accesso risulta che la giunta comunale usa talora espropriare la dirigenza delle proprie prerogative,in violazione del principio di separazione tra poteri di indirizzo, propri degli organi di governo, e poteri di gestione spettanti ai dirigenti.

Tale prassi viene attuata mediante l'emanazione di "determine" della giunta, cioè atti atipici con i quali l'organo di governo fornisce non indirizzi, come previsto dal proprio ruolo istituzionale, bensì veri e propri ordini ai dirigenti, senza assumersi responsabilità dirette, che rimangono in capo agli organi burocratici che formalmente adottano l'atto di gestione.

L'esistenza di tali atti di giunta, già segnalata in un esposto indirizzato alla Corte dei Conti per il quale sono in corso indagini da parte della Magistratura contabile, è stata confermata dall'attuale segretario generale del Comune con attestazione in data 26 ottobre 2011 (inserita nel fascicolo degli allegati alla presente relazione), dalla quale risulta che "le determinazioni della giunta non sono mai state pubblicate, trattandosi di indicazioni ad uso interno della macrostruttura comunale, e vengono custodite in appositi registri conservati presso la segreteria generale”.

Esempio significativo di tale atteggiarsi dei rapporti tra giunta e dirigenti è costituito dalla determinazione dirigenziale n.46 del 4 aprile 2008 adottata dal dirigente della terza ripartizione, recante “approvazione preventivo e relativo impegno di spesa per lavori di manutenzione esterna del mercato coperto”.
Nel preambolo della determina, infatti, si legge, tra l'altro, che
“la giunta comunale ha dato mandato al dirigente della terza ripartizione di affidare direttamente i lavori ad una cooperativa sociale”.

Il provvedimento dirigenziale, benché non ne indichi gli estremi, intende riferirsi alla determina di giunta n.3 in data 13 marzo 2008, dalla quale risulta che "la giunta, preso atto del progetto di riqualificazione del mercato coperto, come da elaborati grafici proposti dal sindaco, dà incarico al direttore generale ed al dirigente della terza ripartizione di affidare in via diretta, ai sensi della legge 381/1991, i lavori ad una cooperativa, per un importo complessivo che non potrà superare i 42.000 euro".

Come risulta nella citata attestazione a firma del segretario generale dell'ente "nessun elaborato tecnico è stato redatto dal personale dell'ufficio tecnico comunale, In quanto la pratica era stata direttamente gestita nell'ambito delle relazioni sviluppatesi tra il sindaco ed il signor Mannias, amministratore della cooperativa MARVON".

Come in precedenza rilevato, non si tratta di una direttiva ma di un vero e proprio ordine impartito al dirigente competente, in quanto la giunta non si è limitata ad approvare il progetto bensì, straripando dai propri poteri, ha stabilito anche che i relativi servizi (e non lavori, come erroneamente ed artatamente indicato nella determina) dovessero essere affidati direttamente, cioè senza confronto concorrenziale, ad una cooperativa sociale di cui ovviamente non viene espressamente indicato il nome, ma che non poteva non essere la MARVON in base a quanto sopra esposto.

Si trattava, inoltre, di un ordine illegittimo, in quanto impartito in violazione delle norme che prescrivono, per i servizi di importo superiore a 20.000 euro, il ricorso ad una procedura negoziata. Né può invocarsi, come ha fatto la giunta, il regime derogatorio previsto, per le cooperative sociali, dalla legge 8 novembre 1991, n.381, in quanto l'art.S di tale legge prescrive, come condizione per l'applicabilità della relativa disciplina, la stipula di apposite convenzioni tra il Comune e le cooperative sociali, convenzioni che non risultano agli atti dell'ente, come attestato dal segretario generale con la citata nota.

Tale sviamento della procedura in questione dal perseguimento dei fini istituzionali per favorire la cooperativa sociale MARVON diviene poi sintomatico di un condizionamento degli amministratori da parte della criminalità organizzata, ove si considerino i collegamenti di tale cooperativa con esponenti del "locale" di 'ndrangheta di Ventimiglia, collegamenti già posti in luce nel precedente capitolo 3.

d) - Il 15 marzo 2011 il Comune di Ventimiglia ha aggiudicato un appalto per l'affidamento in concessione del servizio di installazione e gestione di distributori automatici di bevande presso gli edifici di proprietà del Comune alla COFFEE TIME SANREMO srl, di cui era amministratore Giovanni INGRASCIOTTA.

Al riguardo, va rilevato che nei confronti della società COFFEE TIME, il 9 settembre 2010 la Prefettura di Imperia aveva emesso una interdittiva antimafia “tipica”, argomentando: “...posto, pertanto, che dai rapporti di polizia emerge un quadro indiziario, fondato su fatti e vicende aventi valore sintomatico e prognostico sufficientemente adeguato per sostenere la sussistenza del “pericolo” di ingerenze delle organizzazioni criminali nell'attività imprenditoriali in esame, basato su indizi e circostanze che, nel loro insieme, sono tali da far ritenere possibile un pericolo di infiltrazione mafiosa, in grado di condizionare le scelte e gli indirizzi di impresa”.

Il comportamento dell'amministrazione comunale appare particolarmente grave ove si consideri che è improbabile, se non impossibile, che gli amministratori non fossero a conoscenza delle frequentazioni con ambienti della criminalità organizzata, e delle vicende penali e giudiziarie dell'INGRASCIOTTA, se non altro perchè largamente trattate dalla stampa locale (vedi pagine 120 e ss.).

e) - Per quanto concerne la lunga e complessa vicenda della realizzazione del porto turistico, va rilevato che il Comune di Ventimiglia, attesi gli importi economici delle opere, avrebbe dovuto chiedere alla Prefettura il rilascio delle prescritte informazioni antimafia sul conto della società concessionaria. Altrettanto avrebbe dovuto fare quest'ultima nei confronti della affidataria VENTIMIGLIA MARE s.r.l., ma né l'Amministrazione Comunale, né la s.r.l. CALA DEL FORTE si sono attivate in tal senso all'atto della stipula dei contratti. Quest'ultima società vi ha provveduto solo in seguito all'accesso ispettivo al cantiere da parte del Gruppo Interforze.

Quanto sopra evidenziato, ha la medesima valenza anche per i successivi sub-appalti, siglati dalla VENTIMIGLIA MARE Srl con l'ATI OPEMAR Srl – EURO MARE Srl: la prima quale soggetto esecutore, oppure la “concessionaria” CALA DEL FORTE (su istanza dell'interessata o, quantomeno, in ragione degli obblighi derivanti dalle prescrizioni del titolo concessorio) avrebbero dovuto richiedere alla Prefettura di Imperia il rilascio delle informazioni antimafia ex art. 10 co.l lette) del D.L.vo 490/94 è art. 10 co.l lett.c) del D.P.R. 252/98, in quanto subcontratti eccedenti l'importo economico di € 154.937,07 (il contratto del 23/04/2010 relativo al trasporto e fornitura di materiale lapideo, per il quale è stato pattuito un importo pari ad € 12.100.000,00, eccede anch'esso la soglia comunitaria).

Per quanto precede, il Gruppo Ispettivo di accesso al cantiere ha poi provveduto a denunciare all'A.G. gli amministratori e i funzionari comunali responsabili, per aver omesso di acquisire le informazioni antimafia che erano tenuti, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, ad attivare.

In base ai suesposti comportamenti tenuti dall'amministrazione comunale di Ventimiglia, ed agli altri risultanti dai capitoli precedenti, questa commissione ritiene di poter affermare che i citati collegamenti degli amministratori e dirigenti dell'ente con la criminalità organizzata, nonché le forme di condizionamento dai medesimi subite, hanno determinato un effetto di compromissione della libera determinazione degli organi comunali, cioè di alterazione del procedimento di formazione della volontà degli amministratori e dirigenti, tale sviare l'attività del Comune dal perseguimento degli interessi della collettività.


Benché gran parte di tali comportamenti sia direttamente e formalmente imputabile a responsabilità dei dirigenti ed, in particolare, del direttore generale, si ritiene che da tale responsabilità non possano considerarsi immuni gli organi di governo dell'ente.

Secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, infatti, "nonostante lo spostamento delle competenze relative alla gestione dell'ente, gli organi di vertice politico-amministrativo hanno comunque compiti pregnanti di pianificazione, di direttiva, di impulso, di vigilanza e di verifica che impongono l'esigenza di intervenire ed apprestare tutte le misure e le risorse necessarie per un'effettiva e sostanziale cura e difesa dell'interesse pubblico dalla compromissione derivante da ingerenze estranee, nonché al fine di garantire che ogni attività si svolga nella necessaria cornice, formale e sostanziale, di legalità" (cfr. T.A.R. per il Lazio, Sezione Prima, 19 maggio 2011, n.4370).


Imperia, 24 novembre 2011


LA COMMISSIONE

Ferrando GUIDA
Raffaele RUBERTO
Maurizio ALICANDRO


[Le eleborazioni grafiche contenute nella trascrizione della Relazione sono rielaborazioni a colori dei grafici originari, realizzate dalla Casa della Legalità]




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