M5S, Alice Salvatore risponde (che non risponde) sul caso MAFODDA. Ma anche altro...

Scritto da Ufficio di Presidenza

Alice Salvatore, candidata alla Presidenza della Regione Liguria per il M5S, aveva espresso il suo pubblico apprezzamento per quel MAFODDA Carmine della famiglia di 'ndrangheta dei MAFODDA (che dai tempi di Alberto TEARDO inquina la politica con il "voto di scambio" nell'imperiese, oltre che dedita alle attività più propriamente criminali). Scriveva, infatti, l'Alice Salvatore un bel "Bravo Carmine..." al post in cui il MAFODDA Carmine cercava di far passare come pure illazioni il "dettaglio" di molteplici Atti giudiziari (e Sentenze) che indicano i MAFODDA come famiglia di 'ndrangheta, con, Palmiro MAFODDA, padre del Carmine, indicato nell'inchiesta MAGLIO 3 del ROS (tanto citata dalla Salvatore in molteplici occasioni, ma che, a questo punto, pare proprio non aver letto e compreso bene) come “esponente di spicco” della cosca.

MAFODDA Carmine è stato promotore del gruppo grillino di Arma di Taggia e grande amico e sostenitore del capolista del M5S nella circoscrizione imperiese, COMANDINI Daniele, che è prevalso nella "selezione" dei candidati online. Una “selezione” pesantemente contesta (dall'interno dello stesso M5S) per essere stata viziata dal gioco delle preferenze tipico di certa politica e del condizionamento mafioso.

Ora, grazie ai social network, qualcuno ha diffuso pubblicamente, il 26 aprile, ciò che la candidata presidente del M5S Alice Salvatore ha "risposto" in un "gruppo chiuso" di facebook (perché come è noto "trasparenza, trasparenza…" ma poi "trasparenza una mazza"). Attenzione però, quella che è stata pubblicata dall'esponente del M5S con accesso al "gruppo chiuso", come risposta dell'Alice Salvatore non è una risposta sulla questione MAFODDA - M5S (che si continua ad attendere dal 20 aprile), bensì una "risposta" che dice che "non risponde"...

Se la si può leggere qui a lato, meglio riportarla anche testualmente:

ALICE SALVATORE: «…conosci bene il soggetto non fa che attaccare il M5S a ogni tornata elettorale. Attacca le persone sui loro cognomi, sulle assonanze con altri cognomi. La sola cosa che vuole è visibilità. Volete dargliela? … se chiedi che io risponda ufficialmente a un noto provocatore, significa che vuoi il male del M5S. Dal punto di vista della visibilità siamo dei giganti ora rispetto a quel provocatore, rispondergli significa dargli visibilità. Ciò che vuole e che chiede per danneggiare il M5S […] Ti prego quindi di evitare di sollevare nuove polemiche. Grazie»

Ecco qui. Capito? C'è una questione di MAFODDA Carmine, soggetto di una famiglia di 'ndrangheta (figlio dell'esponente di spicco della cosca, che NON ha mai preso le distanze da quel nucleo familiare, bensì è rimasto sempre in rapporto con questo) che è attivista del M5S e sostenitore del capolista del M5S nella circoscrizione di Imperia per le prossime elezioni regionali, e la Alice Salvatore non ritiene si debba rispondere, anzi solo il chiedere di rispondere ed affrontare la questione ufficialmente viene considerato, dalla Salvatore,una "polemica", che considera una "risposta ufficiale" un "male" per il M5S.

Il problema del M5S, quindi, secondo la Alice Salvatore non è il fatto che un soggetto di una famiglia di 'ndrangheta (come si è già evidenziato e documentato il 20 aprile, il 24 aprile ed il 27 aprile ed integrato ulteriormente il 28 aprile) sia del M5S e porti voti al M5S, bensì il problema (e nemico) è chi indica la questione MAFODDA - M5S chiedendo che venga affrontata e risolta. Non è un caso quindi che diversi esponenti del M5S e Portavoce del M5S siano intervenuti in difesa di MAFODDA Carmine (a lato in foto, davanti con giacca chiara, con esponenti e Portavoce del M5S in occasione del "VinciamoNoiTour" delle europee") e di quella situazione nell'imperiese e contro, anche con pesanti insulti, la Casa della Legalità ed il suo Presidente responsabili di aver "osato" porre la questione.

Ma passiamo al seguito del commento della Salvatore.

La Casa della Legalità è un soggetto collettivo, non è una persona singola, quindi sarebbe bene che, una volta per tutte, ne prendesse atto… visto che nel commento sembra parlare di una "singola" persona, scrivendo al singolare. Ma questo è ancora niente…

Secondo Alice Salvatore la Casa della Legalità "non fa che attaccare il M5S a ogni tornata elettorale" . Questa è una colossale bufala, anche estremamente offensiva.
La Casa della Legalità non si è mai fatta problemi ad indicare fatti ed Atti che riguardino chicchessia, sia questi di destra, centro, sinistra o "oltre", come si presentano loro. Lo dimostrano le pubblicazioni sul nostro sito, così come quanto ampiamente ripreso da diversi organi di informazione in diverse occasioni. E lo dimostrano anche le denunce presentate alle Autorità preposte dello Stato (siano questi Reparti investigativi, Magistratura, Prefetture o altre). La credibilità della Casa della Legalità deriva proprio dal suo essere in modo maniacale indipendente ed intransigente, senza mai cedere a strabismi.
Il M5S vorrebbe essere esente forse dalle critiche e dalle osservazioni? Ci spiace non sono esenti! Se ne faccia una ragione anche il M5S del fatto che non gode di questa pretesa "intoccabilità", così come hanno dovuto fare tutti gli altri (dal PD al PDL-FI, NCD, LEGA, UDC, IDV, sinistre e liste civiche varie, oltre ad altri come FLI, UDEUR e via discorrendo).

Sempre la Alice Salvatore afferma con riferimento a noi (ma scrivendo al singolare) che: "Attacca le persone sui loro cognomi, sulle assonanze con altri cognomi". Questa è davvero strepitosa… A parte che, come prima cosa, tale considerazione si sovrappone perfettamente alla linea difensiva tipica delle famiglie mafiose e di 'ndrangheta che abbiamo pubblicamente indicato e denunciati negli anni"E' solo questione di cognome…" o "E' solo un omonimia…" dicevano a turno, oppure presentandosi come “vittime” di una "persecuzione" ed "errori sulle parentele". Invece i fatti dimostrato che non si era sbagliato. Lo hanno dimostrato molteplici inchieste dell'antimafia e di diverse Procure che hanno colpito quei soggetti denunciati dalla Casa della Legalità, vuoi pubblicamente vuoi con Atti formali, così come lo hanno dimostrato molteplici provvedimenti di prevenzione patrimoniale e personale promossi dalla DIA o da altri reparti, così come, ancora, diverse misure interdittive, o come testimoniato dai risultati delle richieste di "accesso" su alcune Amministrazioni locali (Ventimiglia, Bordighera, Diano Marina), oltre che dalle assoluzioni o archiviazioni per le querele mosseci contro daiMAMONE, FOTIA, GULLACE, FOGLIANI, FAZZARI, FAMELI, BARILARO… Un'azione, quella della Casa della Legalità, che non a caso è citata in molteplici Atti di inchieste giudiziarie, da nord a sud, a partire dalle note inchieste della DDA di Genova "MAGLIO 3", così come "LA SVOLTA", o ancora - per citarne ancora due, quella della DDA di Reggio Calabria "BREAKFAST" (Matacena, Scajola + altri) o quella della DDA di Torino, "MAGLIO 1" (anche nota come "ALBA CHIARA"), che ha ribaltato il giudizio di assoluzione di primo frano con le condanne in Appello e Cassazione.

Ancora la Alice Salvatore afferma "La sola cosa che vuole è visibilità". Altra bufala, di nuovo perfettamente sovrapponibile a quanto, solitamente, rispondono le note famiglie 'ndranghetiste alle nostre denunce.
La Casa della Legalità non è alla ricerca di visibilità, come non è alla ricerca di consenso. La visibilità che abbiamo ci basta e avanza. Non vendiamo prodotti e non ci candidiamo a nulla, non abbiamo sponsor e non sponsorizziamo nessuno (motivi noti, tra l'altro, del "contrasto" con altre realtà dell'antimafia). Non abbiamo mai nemmeno chiesto (e sarebbe stato legittimo) la "citazione della fonte" su quanto pubblichiamo e viene ripreso da altri (e quelli del M5S ne sono l'esempio… ma di questo parleremo dopo), tanto vogliamo "visibilità". Quello che pretendiamo è un'altra cosa: è il rispetto! Rispetto per il lavoro che portiamo avanti, ormai da 10 anni, con risultati riscontrabili da chiunque, senza mai aver utilizzato risorse o soldi pubblici, rifiutando e denunciando ogni tentativo di condizionamento, così come ogni intimidazione e minaccia (tra cui quelle di morte).

La Salvatore poi, per concludere sulla sua "risposta", afferma, rivolta al suo interlocutore: "se chiedi che io risponda ufficialmente a un noto provocatore, significa che vuoi il male del M5S. Dal punto di vista della visibilità siamo dei giganti ora rispetto a quel provocatore, rispondergli significa dargli visibilità".
La Casa della Legalità non è una "provocatrice" ed anche singolarmente chi la rappresenta non è un "provocatore". Chi nel passato anche recente ci ha indicato come "provocatori", come oggi fa la candidata del M5S, sono stati diversi soggetti tra cui: MARCIANO' Vincenzo cl. 77 durante l'udienza davanti al GIP per il suo rinvio a giudizio con l'accusa di minacce aggravate dal metodo mafioso ai danni del Presidente della Casa della Legalità; FOTIA Pietro in molteplici occasioni come anche in un udienza presso il Tribunale di Genova; GULLACE Carmelo; i supporter di Claudio SCAJOLA durante la manifestazione in difesa dello SCAJOLA davanti al Porto di Imperia; l'ITALIA DEI VALORI e DI PIETRO quando si denunciò (documentando con book fotografico) la campagna elettorale per le regionali del 2010 della DAMONTE Cinzia con il boss della 'ndrangheta GARCEA Onofrio.

Il porre delle questioni, indicare fatti ed Atti, come chiedere a chicchessia di rispondere ad alcune domande, non è una "provocazione" è esercizio del diritto di cittadinanza attiva. La stessa cosa, tra l'altro, che facevano anche i meetup nei primi anni della loro esistenza (devono averlo dimenticato).

Considerare questo come "provocazione", ovvero vedere chi pone questioni su cui si evidenzia la necessità di intervento e chiarimento, come "nemico" o "provocatore" è grave... molto grave proprio rispetto ai principi di una democrazia sostanziale che il M5S spesso indica (a parole) come i propri stessi principi.

Il fatto che la Salvatore si consideri, con il M5S ligure, "gigante" dal punto di vista della visibilità (ma allora poi perché tanto “vittimismo” dei grillini su quello che considerano un "oscuramento" che li nasconde agli occhi degli elettori per colpa dei media?) gli assegna ancora maggiore responsabilità e, quindi, anche un più elevato dovere di risposta sulle questioni che vengono poste e che non posso essere eluse.

Veniamo, per chiudere, a quella che pare essere la tipica pratica del farsi belli "col culo degli altri" (scusate l'espressione ma rende l'idea, come si vedrà)

L'Alice Salvatore ha sventolato in lungo ed in largo (giustamente) lo scandalo dell'inquinamento delle Primarie del PD in Liguria. Ebbene (anche a riprova di quanto sia falsa e grave l'accusa mossa dalla Salvatore – ed altri militanti grillini - contro la Casa della Legalità che, a suo avviso, "non fa che attaccare il M5S a ogni tornata elettorale") è stata proprio la Casa della Legalità che ha documentato il "voto condizionato" da mafia, 'ndrangheta e massoneria (con nomi e cognomi) alle Primarie del PD. Si è iniziato l'11 gennaio quando i seggi delle Primarie stavano per essere chiusi e si è andati avanti, con questo lavoro di denuncia pubblica sulle Primarie del PD. Di più: anche al convegno di Ceriale "Mafia e Cemento" del 10 gennaio si è denunciato, come Casa della Legalità, ad esempio, il sostegno alla PAITA da parte di quegli esponenti del NCD che sono gli stessi che su cui si sono documentate ed accertate le pesanti cointeressenze con esponenti della 'ndrangheta nell'estremo ponente ligure (e non solo).

L'Alice Salvatore ha poi sventolato in lungo e in largo (giustamente) quanto era emerso dalla realtà di Albenga. Prima la questione di ACCAME Fabrizio e poi la questione del CASSANI Paolo, entrambi legati al boss della 'ndrangheta GULLACE Carmelo detto "Nino" e "Ninetto". Ben arrivata Salvatore... è però il caso di dire, anche in questo caso… Infatti(ad ulteriore riprova di quanto sia falsa e grave l'accusa mossa dalla Salvatore – ed altri militanti grillini - contro la Casa della Legalità che, a suo avviso, "non fa che attaccare il M5S a ogni tornata elettorale") la Casa della Legalità sollevò la questione ACCAME Fabrizio - per restare all'aspetto pubblico e non entrare nel merito delle altre attività non pubbliche realizzate - nel 2012, ovvero quando venne eseguita l'operazione "CARIOCA" a carico del boss FAMELI Antonio e la sua rete di prestanome (che erano stati oggetto di specifica e documentata denuncia da parte della Casa della Legalità, ben prima dell'apertura dell'inchiesta). Sempre la Casa della Legalità - restando ancora al solo aspetto pubblico e non entrare nel merito delle altre attività non pubbliche realizzate - prima delle elezioni amministrative del Comune di Albenga, nel 2014, indicava, tra gli altri, il "dettaglio" (sfuggito ai grillini) che l'ACCAMEveniva candidato nella coalizione di centrosinistra del CANGIANO Giorgio (poi eletto sindaco).

In occasione delle Primarie del PD si sono pubblicate alcune foto (una briciola di quelle prodotte in altre sedi, per intenderci) che documentavano una riunione della cosca facente capo al GULLACE, a Ceriale, con la presenza, oltre che dei GULLACE Carmelo ed Elio, degli SCIGLITANO della CI.SA. e proprio dell'ACCAME Fabrizio. Così come, dopo l'arresto del GULLACE Carmelo, il 6 marzo 2015, si è pubblicata, tra le altre, anche la foto (già prodotta da lungo tempo a chi di dovere), poi ripresa anche da "Il Secolo XIX", che avevamo reperito sul web in cui, nella campagna elettorale del 2014, l'ACCAME si mostrava con il Ministro BOSCHI e l'allora candidato CANGIANO Giorgio.

Il "rilancio" da parte del M5S e della Salvatore sulla questione ACCAME è ben successivo alle date delle nostre pubblicazioni… Così come è successivo alla pubblicazione della Casa della Legalità (12 marzo 2015), di Ninin di Mario Molinari ed alla successiva pubblicazione da parte de "Il Secolo XIX", anche il “rilancio” grillinodella questione relativa al prestanome del GULLACE Carmelo, il CASSANI Paolo, esponente PD che era Responsabile di un Comitato Elettorale della PAITA ad Albenga.

Ben vengano i "rilanci" da parte del M5S di quanto pubblicato, denunciato e documentato dalla Casa della Legalità, e va bene anche quando non viene (sistematicamente) citata la fonte… Ma, e qui il punto,con che coraggio la Salvatore ed altri esponenti del M5S dopo che hanno ripreso pubblicazioni e denunce della Casa della Legalità su, ad esempio, il PD e la PAITA, sostengono che la Casa della Legalità attacca solo il M5S? Con che faccia ci possono indicare come "provocatori" da ignorare sistematicamente? Probabilmente si è dei "provocatori", secondo la Salvatore ed il M5S, solo quando indichiamo – sulla base di fatti - le questioni relativi al M5S, quindi… visto e considerato che le denunce della Casa della Legalità sugli "altri" sono "rilanciate" dal M5S e dalla Salvatore(sistematicamente tacendo la fonte e spesso commendo anche pesanti errori di “copiatura”).

Questo per limitarci agli ultimi fatti, perché altrimenti potremmo indicare, ad esempio, la questione MAMONE e sodali che la Casa della Legalità indica e denuncia (non solo sul sito) dal 2005, evidenziando i legami di questi con Amministrazioni e Società Pubbliche, grandi Cooperative ed Imprese, con specifici esponenti politici (come gli uomini di BURLANDO e direttamente BURLANDO Claudio). La Salvatore cita, ad esempio, spesso i famosi finanziamenti dei MAMONE a BURLANDO attraverso l'associazione "MAESTRALE"… Ottimo, giusto e ben venga. Però chi riuscì a documentare quei rapporti ed anche quel finanziamento (anche alle Autorità dello Stato oltre che pubblicamente) è stata la Casa della Legalità, e per averlo fatto, proprio per aver indicato quel finanziamento a "MAESTRALE" (così come l'inquadramento nella ragnatela della 'ndrangheta in Liguria dei MAMONE, legati alle potenti cosche della Piana di Gioia Tauro ma soprattutto al GULLACE Carmelo), il Presidente della Casa della Legalità è andato a processo per "diffamazione", riuscendo a documentare anche in quella sede la correttezza ed il fondamento di quanto si era pubblicato e quindi venendo assolto. Ben arrivato al M5S anche su questo, dopo anni di silenzio assordante… (Ma si evitino errori nel “copiare”, perché Gino MAMONE non è stato condannato per corruzione “escort in cambio di appalti” come ha recentemente scritto la Salvatore, bensì è stato condannato dal Tribunale di Genova per corruzione relativamente alla variante urbanistica per l'area dell'ex Oleificio Gaslini - sentenza annullata per vizio di notifica in Appello- , è imputato per false fatturazioni, è imputato per associazione a delinquere – da lui capeggiata – per il controllo degli appalti pubblici della Sviluppo Genova, è stato arrestato per la corruzione escort in cambio di appalti e agevolazioni di Amiu Spa per restare al contesto genovese).

Andiamo avanti. Le denunce sulle collusioni e cointeressenze che caratterizzano l'altro schieramento, ovvero quello di centrodestra… Anche qui: chi ha indicato, con "Il Secolo XIX", i rapporti di MINASSO con gli esponenti delle cosche imperiesi per l'acquisizione di voti? La Casa della Legalità (querelata ovviamente da MINASSO); chi ha chiesto che si procedesse con lo scioglimento di Bordighera con uno scontro non troppo morbido con l'allora Prefetto Di Menna? La Casa della Legalità. E chi chiese di procedere con Commissione d'Accesso e Scioglimento su Ventimiglia? La Casa della Legalità (venendo querelata da SCULLINO).
E potremmo andare avanti ancora, ma portiamo, visto che siamo stati già abbastanza lunghi, un'ultimo esempio. Chi ha “ingaggiato” un duro scontro con l'Amministrazione di
Diano Marina guidata dal Sindaco della Lega Nord, Giacomo CHIAPPORI e dal deus ex machinaSURACE Domenico, perché si procedesse sul "voto di scambio" che ha viziato le elezioni amministrative e chiedendo l'invio della Commissione d'Accesso per procedere sul condizionamento della macchina comunale? La Casa della Legalità.

Vi sono poi gli "atti di accusa" della Casa della Legalità contro gli esponenti dei c.d. partiti di centro, come, ad esempio, nel caso dell'ex esponente dell'UDEUR (e poi IDV) COSMA Salvatore, o in quello di MONTELEONE Rosario e MARANO Pietro… dell'UDC... o, ancora sulle c.d. "liste civiche" come, ad esempio, nel caso di BERTAINA Marco ad Imperia o in quello NUCERA SANTO a Lavagna…

Ecco. Ora che è smontata alla radice la bufala che vorrebbe il M5S come unico bersaglio di una sorta di “persecuzione” da parte della Casa della Legalità, torniamo al punto di partenza: sul caso del M5S e MAFODDA Carmine (soggetto di una famiglia che è stata conclamata dallo Stato come "famiglia di 'ndrangheta", che ha sempre svolto, con i propri affiliati, il ruolo di "porta voti" nell'interesse dell'organizzazione 'ndranghetista, oltre che dedita ad attività prettamente criminali come in materia armi, droga, sequestri di persona, omicidi ecc), che NON si è mai distaccato e dissociato da quella famiglia, tenendo con i propri parenti solidi legami e rapporti.

Il M5S deve su questo rispondere pubblicamente. Deve dire cosa intende fare sul suo attivista MAFODDA Carmine,come sul candidato da questi appoggiato, ovvero suo amico COMANDINI Daniele.
Deve farlo per DOVERE verso i cittadini, non perché la questione l'ha posta la Casa della Legalità. Il DOVERE di rispondere ufficialmente, su cosa intendono fare come M5S in merito o se invece a loro “va bene così”, esiste, infatti, indipendente da chi pone la questione, così come dalla simpatia o antipatia che si prova per chi solleva il caso.

 

In attesa di risposta ufficiale (TIC TOC TIC TOC è dal 20 aprile che la si attende) come Casa della Legalità indichiamo già un'altra questione. Non riguarda il M5S, bensì la coalizione di centrodestra che candida alla Presidenza TOTI.

Il candidato di Forza Italia Marco MELGRATI è appoggiato pubblicamente dall'ORLANDO Roberto, cognato del boss GULLACE Carmelo, marito di FAZZARI Rita. Questi, con la moglie, è formale titolare della SAMOTER (società che fa capo al sodalizio 'ndranghetista capeggiato dal GULLACE Carmelo). La SAMOTER, che noi indichiamo da anni, è stata, anche di recente, indicata con chiarezza dal Prefetto di Genova alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta sui Rifiuti. E' stata richiamata anche dal Procuratore Capo di Savona alla stessa Commissione in quanto lo stesso ha riferito che la Cava - gestita da questa società, facente di fatto capo al GULLACE "elemento della 'ndrangheta" -"è stata gestita in modo assolutamente irregolare".

Ora, senza andare qui troppo per le lunghe: il MELGRATI (che si era qualche tempo fa dichiarato "fiero" ed “onorato” dell'amicizia di ORLANDO Roberto e della FAZZARI Rita, che affermava essere “vittime” di “fango gratuito” che ovviamente vedeva come carnefici noi brutti e cattivi della Casa della Legalità), con FORZA ITALIA e TOTI, intendono respingere questo appoggio elettorale promosso dal cognato e uomo del GULLACE Carmelo, rispondendo pubblicamente che "i voti di certi ambienti, della 'ndrangheta, noi non li vogliamo" oppure, tutti insieme, ci diranno - come già fece MELGRATI - che sono "fieri" ed “onorati” di tale appoggio?

Se torneremo a breve su questo ulteriore "tassello" che caratterizza la competizione elettorale per le Regionali in Liguria ed il consolidato rapporto (anche) con il centrodestra degli uomini del sodalizio capeggiato dal GULLACE Carmelo, intanto, pubblichiamo la nuova immagine pubblica del profilo facebook di ROBERTO Orlando che rende l'idea più di altre parole:


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