Tic Toc Tic Toc... Continua il silenzio assordante del M5S sul caso MAFODDA, ma...

Scritto da Ufficio di Presidenza


AGGIORNAMENTO IN CODA AL 27 APRILE 2014

Il tempo scorre ed ufficialmente il M5S tace sul caso MAFODDA-M5S.

Il 20 aprile la Casa della Legalità ha sollevato la questione documentandola alla virgola (vedi qui) ed il M5S ufficialmente non ha risposto.

Il 24 aprile la Casa della Legalità ha riproposto, integrando con fatti ed Atti, la questione (vedi qui), prendendo atto che diversi Portavoce locali, i candidati imperiesi alle regionali del M5S e la candidata alla Presidenza della Regione Liguria, Alice Salvatore, hanno fatto scudo dicendo, in poche parole, che per loro va benissimo così.

Sappiamo che a diversi Parlamentari liguri (e non solo) del M5S è stato segnalato il caso, così come richiesta di affrontare seriamente la questione è venuta anche pubblicamente da diversi attivisti del M5S. Ma, purtroppo, il SILENZIO ASSORDANTE continua...

Come Casa della Legalità abbiamo sollevato e denunciato i casi che riguardano ed hanno riguardato tutti i soggetti politici, e diverse amministrazioni pubbliche guidate dai diversi schieramenti. Non ultimo abbiamo documentato alla virgola lo scandalo del VOTO CONDIZIONATO delle Primarie PD in Liguria per mano di mafia, 'ndrangheta e massoneria (vedi qui), o, ancora, per rimanere alle ultime settimane, il "particolare" del prestanome di GULLACE Carmelo che guidava un Comitato elettorale della PAITA ad Albenga (vedi qui)... o, per passare sull'altro fronte, ponenedo con forza, sia pubblicamente che nelle sedi ufficiali, la necessità di procedere sulla realtà di Diano Marina - amministrazione guidata dal leghista Chiappori e sostenuta dagli uomini vicini a Minasso del Ncd - (vedi qui).

Allo stesso modo, quindi, solleviamo anche quanto riguarda il M5S...  Sono, quindi, davvero buffe (ma anche intollerabili) le affermazioni di molteplici esponenti del M5S secondo cui la Casa della Legalità ce l'avrebbe con il M5S e si occurebbe solo del M5S per colpirlo (tra l'altro dimostrando di non aver minimamente letto o compreso - ed è grave - la questione posta con il caso MAFODDA-M5S). No, la Casa della Legalità guarda sempre a 360 gradi, senza alcuno strabismo.

Indipendenza e intransigenza significa questo. Ed indipendenza e intransigenza sono due punti fermi per noi. Irrinunciabili, anche davanti a piogge di insulti, illazioni e minacce come abbiamo sempre dimostrato con il nostro lavoro.

La questione a nostro avviso è seria e l'atteggiamento di silenzio assordante (o se si preferisce: di omertà) assunto di fatto dal M5S, con l'assenza di una risposta ufficiale, aggiunge inquietudine… Se hanno sventolato i casi (da noi sollevati da lungo tempo) riguardanti gli "altri" (giustamente), non possono sottrarsi dall'affrontare quello che riguarda direttamente loro…

Se hanno, ad esempio, indicato (giustamente) che le primarie del PD erano condizionate (come da lungo tempo denunciato da noi) non possono non affrontare la questione che anche le loro "regionarie" ad Imperia sono state "inquinate" e che il problema ci sia e sia reale. Non possono ignorare il problema della contiguità con determinati ambienti.

TIC-TOC TIC-TOC… il tempo scorre ed il silenzio del M5S e di Beppe Grillo continua... ma, se aumentavano le richieste di chiarimento e di presa di posizione ufficiale del M5S, sulla rete, da parte di molti esponenti della base “grillina”, si facevano in parallelo avanti sia il classico negazionismo del problema (come ad esempio per iniziativa della Portavoce del M5S di Ventimiglia, Silvia Malivindi), sia piogge di insulti al Presidente della Casa della Legalità (come se poi la Casa della Legalità fosse solo il Presidente e non invece un insieme di persone in diversi territori, a partire da tutte le province liguri).


Poi è arrivata una sorta di “risposta doppia” del MAFODDA Carmine (le riportiamo entrambe di seguito, così leggendo le due pubblicazioni – documentate – della Casa della Legalità, quella del 20 aprile e quella del 24 aprile chiunque può comprendere che le “risposte” non smentiscono alcun elemento portato dalla Casa della Legalità).


Da subito la nostra replica ai contenuti del MAFODDA Carmine...


Signor MAFODDA Carmine,

noi abbiamo "fotografato" la famiglia MAFODDA come dagli Atti giudiziari e Rapporti investigativi. E la famiglia MAFODDA è famiglia conclamata di 'NDRANGHETA (e la 'ndrangheta, come ogni mafia, è una montagna di merda).

Suo padre Palmiro con i suoi fratelli (compreso il morto ammazzato Aldo) sono ampiamente indicati negli Atti come esponenti dell'organizzazione 'ndranghetista (si sono riportati fedelmente gli Atti, con tutto ciò che vi è scritto dallo Stato... nessuna illazione), così come suo zio Mario è stato responsabile (anche) del duplice omicidio di Milano del 2012.

Suo padre Palmiro è stato indicato anche nell'ultima maxi inchiesta "MAGLIO 3" come "esponente di spicco" della 'ndrangheta ad Arma di Taggia (vedi Informativa “MAGLIO 3” del Ros). Nella stessa inchiesta (tanto citata dal M5S con la Alice Salvatore) sono stati indicati i LA ROSA Vincenzo e GANGEMI Massimo per la pratica del "VOTO DI SCAMBIO" che, come già abbiamo riportato documentalmente, è pratica che i MAFODDA portano avanti dai tempi di TEARDO Alberto (come documentato dall'allora inchiesta savonese).

Questo come quanto indicato negli Atti è REALTA'. Non solo illazioni.

Lei ha affermato che si è distaccato da quell'ambiente. Ma la REALTA' ci dice che è rimasto in rapporti stretti con suo padre e gli altri familiari.

Al funerale dell'"esponente di spicco" della cosca, Palmiro MAFODDA (suo padre), tenutosi il 17 dicembre 2014 ad Arma di Taggia, nella Chiesa di Sant'Antonio e Giuseppe, lei era in prima fila con i familiari più stretti, con gli zii (compresi quelli indicati negli Atti citati, tranne Mario agli arresti per il duplice omicidio), c'erano anche vari politici locali, tra cui – per fare qui un esempio - ALBANESE Mauro Salvatore (che è sceso in campo, con gli esponenti del M5S, nella sua difesa e che lei aveva già appoggiato nella campagna elettorale per le ultime elezioni Comunali di Arma di Taggia).

Ancora ad ottobre/novembre 2014 era lei, Carmine MAFODDA, insieme con suo padre ed uno degli zii, in Comune ad Arma di Taggia.

Ciò testimonia che NON ci sia stato alcun disconoscimento del nucleo familiare d'origine, non c'è stato alcun distacco, nessuna rottura di rapporti, bensì questi sono stati saldamente mantenuti.

Quando lei afferma che le distanze le ha prese da suo padre perché "è morto" (metà dicembre 2014) rende comprensibile un "dettaglio": che quando era vivo, Palmiro, suo padre, "esponente di spicco" della cosca, lei non ha mai preso le distanze da lui, non lo ha mai disconosciuto! Non è infatti un caso, ci pare, che proprio lei, nelle sue c.d. risposte sottolinei che non comprende da cosa avrebbe dovuto e dovrebbe prendere le distanze ("Dovrei prendere le distanze da chi?").
Inoltre a suo padre, "esponente di spicco" della cosca, così come agli altri esponenti di 'ndrangheta quali sono certamente gli altri suoi parenti indicati negli Atti ufficiali (che abbiamo fedelmente riportato), lei avrebbe dovuto e dovrebbe far sentire tutto il proprio disprezzo più profondo se è sincera la sua dichiarazione di impegno ai valori di "legalità"... E' un rigetto che viene naturale, come respirare. Ed il disprezzo, il disconoscimento del padre 'ndranghetista, non è certamente testimoniato dalla sua partecipazione al funerale con tutta la famiglia, compresi gli indicati negli Atti come componenti di "famiglia di 'ndrangheta".

Il fatto di sposare le "campagne" del M5S non significa "dissociarsi" dalla famiglia di 'ndrangheta che è la sua famiglia di origine… Chi pensa il contrario è, se in buona fede, un burlone o gaglioffo.

Dissociarsi, come dovrebbe ben sapere e come certamente sa, significa STACCARSI completamente da quella famiglia di origine (in cui si è nati senza colpa, quindi come vede nessuno afferma che il problema sia il suo “cognome”). STACCARSI significa DISCONOSCERE i propri parenti, anche il padre e la madre! Significa "condanna" etica, morale di quei parenti (anche del padre!) che fanno parte della 'ndranghetaSignifica anche DENUNCIARE tutto quanto di propria conoscenza in riferimento alle dinamiche interne del nucleo familiare. Questo è DISSOCIARSI e ALLONTANARSI da una famiglia di 'ndrangheta.

Lei questo NON risulta che l'abbia fatto.

In fondo la famiglia MAFODDA è sempre stata molto unita. Si potrebbe, a questo proposito, anche ricordare che suo zio MAFODDA Mario, confessando il duplice omicidio commesso a Milano nel 2012, non ha in alcun modo deciso di dissociarsi e pentirsi. Anzi, con il suo legale Avv. Mauro Gradi, ci tenne a precisare in modo categorico che mai si è pentito e mai ha scelto di collaborare con lo Stato (Come potrà confermare anche il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Milano, Elio Ramondini, Mario Mafodda é reo-confesso e non collaboratore di giustizia dífferenza sostanziale di non poco conto, basti pensare che io non avrei altrimenti accettato la difesa di un pentito. Mafodda non si é pentito (né in sede di udienza preliminare davanti al gup né mai) ma ha confessato i suoi crimini in sede d'arresto il 25 settembre 2013 e non in vista del processo” - vedi qui).

Andiamo oltre.

Come mai non ci ha spiegato perché, se tanto si è prodigato contro Collette Ozotto, NULLA ha detto, scritto e fatto sulla DISCARICA DI ROCCA CROAIRE, il vero e documentato "PARADISO" della 'NDRANGHETA? Lì hanno buttato di tutto e fatto di tutto i PELLEGRINO, i FOTIA, gli SGRO', il CHIARO legato ai GULLACE-RASO-ALBANESE ed in particolare alla coppia FAZZARI Giulia - GULLACE Carmelo. Questa discarica di Rocca Croaire è regno di illegalità e scenario anche di truffe (vedesi forniture - anche con subappalti irregolari - tra AREA 24 e ANAS). Ma lei mai nulla, mai una parola. Nè sua nè del Meetup e M5S di Arma di Taggia. Eppure lei conosce bene anche uno dei parenti stretti di LA ROSA Vincenzo che lì operava al frantoio… Eppure i gestori di quella DISCARICA di ROCCA CROAIRE sono sempre stati amici dei MAFODDA.

Ed ancora… Lei dice che ha preso le distanze e che combatte fortemente, mettendoci la sua vita, la mafia ed il malafare. Ma come mai nessun commento sugli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi anni nell'estremo ponente ligure? Nessuna parola sulla SENTENZA storica de "LA SVOLTA", manco un post; così come nulla su quei vermi degli SGRO' e dei PELLEGRINO, che tanto hanno devastato mercato e territorio e che sono stati colpiti da processi, sequestri e confische. Silenzio suo anche sulle operazioni CRIMINE e MAGLIO 3Mai una parola, mai uno scritto… Nè suo nè del Meetup e M5S di Arma di Taggia anche su questo.

Strano SILENZIO ASSORDANTE per chi dice che combatte la mafia… Non le pare?

Nemmeno un post per condannare, ad esempio, quell'efferato duplice omicidio commesso a Milano da suo zio Mario, nel 2012 ai danni di una coppia che passeggiava con la bambina in braccio. Silenzio.

Suvvia, non prendiamoci in giro!

Ma non è finita qui...

La questione che abbiamo posto come Casa della Legalità, ed a cui con quella sua “doppia” cosiddetta “risposta” non risponde minimamente, cercando di deviare la questione sollevata su un binario che non ha senso perché nessuno l'ha mai posto (secondo cui lei sarebbe ritenuto responsabile delle colpe del padre, o che sarebbe solo questione di cognome... Ma quando mai la questione posta è questa?).

Lei afferma che se il problema è il suo “cognome” è pronto a farsi da parte. Ma a noi della sua disponibilità non ci interessa. La questione sul personale la mette lei, non noi. Come Casa della Legalità abbiamo posto una QUESTIONE POLITICA e questa si risolvere con una risposta ufficiale del M5S che indichi la posizione del M5S sul “punto” (che è quello indicato nelle due pubblicazioni 20 aprile e 24 aprile e non nelle sue “devianti” c.d. risposte). Si risolve con una decisione del M5S che può decidere di risponderci che per loro va tutto bene così e lei può restare nel M5S, raccogliere voti per il M5S e spingere il candidato o i candidati a lei graditi; oppure può risponderci che riconosce il problema e quindi adotta una serie di provvedimenti.

Il M5S deve chiarire infatti che posizione ha in merito a quanto si è posto. Ufficialmente. E deve chiarire se l'esito della "selezione online" dei candidati del M5S alle elezioni regionali per la circoscrizione nell'imperiese - che ha visto prevalere il suo amico da lei appoggiato - sia considerata valida o se invece il M5S intende valutarla, con la dovuta attenzione, prima della presentazione delle liste, adottando anche eventuali modifiche alla formazione della lista stessa.

Qui la prima delle c.d. "risposte" del MAFODDA Carmine, postata nella tarda serata del 26 aprile, sulla pagina facebook del presidente della Casa della Legalità con un commento:

Carmine MAFODDA:
Buonasera a tutti, sono l’appestato, quello che in questi giorni ha dovuto leggere infamie sulla propria persona.
Sono quello che non ha preso le distanze da mio padre, perché se qualcuno si fosse meglio documentato avrebbe saputo che è MORTO!!
[come avrà visto sappiamo bene che è morto il Palmiro, sappiamo anche quando e che la famiglia MAFODDA si è mostrata ben unita al funerale il 17 dicembre 2014 – questa è l'unica annotazione extra, su questa riposta, oltre alla risposta che come Casa della Legalità abbiamo già riportato sopra... anche perché le distanze andavano prese quando era in vita il Palmiro, quando uno è morto il “distacco” non è scelto bensì obbligatorio, ndr]
Dovrei prendere le distanze da chi? Dai cugini di terzo e quarto grado, che in alcuni casi non so neanche chi siano?
Vuole sentirmi dire che la mafia è merda? Servirebbe questo? O forse non sono i fatti che servono e
non le parole?
Come si permette di giudicare, di affossare una persona per il solo fatto che porta un cognome che non si è scelto?
Ma Lei nella sua arroganza come si permette di giudicarmi? Di marchiarmi per il solo nome che porto?
Ma si rende conto di quello che sta facendo?
Io sono incensurato, conduco una vita onesta, faccio attivismo nel M5S, non porto voti se non il mio. Di cosa dovrei vergognarmi?
Come si permette di giudicarmi e tramite me cercare di infangare il M5S?
Vuole dichiarazioni da Alice Salvatore, dal M5S e da Beppe Grillo? Per cosa? Anche loro sono colpevoli? Perché ho aperto un meetup? Lo può fare chiunque, Perché sono diventato amico di alcuni attivisti? Capita, se si fanno le stesse battaglie. Perché ho questo cognome? Ma cosa ne possono loro?
Cosa ne posso io?
Il M5S dovrebbe secondo lei fare dichiarazioni per dissociarsi da me? Eh già, io rappresento la feccia secondo Lei.
Tutti devono allontanarsi da me, nessuna speranza di una vita normale per uno come me, meno male che non tutti sono come Lei, altrimenti io dovrei sparire dalla faccia di questa terra.
Non si preoccupi, faccio un passo indietro, ritorno nel mio angolo, non sia mai che possa danneggiare il M5S che è composto da persone che hanno cuore ed intelligenza per capire che una persona è soprattutto un uomo prima che un cognome.


La seconda c.d. "risposta" di MAFODDA Carmine, postata nella tarda serata del 26 aprile sulla pagina “Liguria 5 Stelle” di facebook:

Carmine MAFODDA:
Sono diventato un caso eppure ero un semplice attivista del M5S, uno come migliaia in Italia, che crede nella giustizia e nella legalità ma porta un cognome che per il Sig. Abbondanza evidentemente è un marchio indelebile e per questo mi sta attaccando da giorni con accuse infami che ha poi accostato al M5S.
Mi chiamo Carmine Mafodda, non l’ho mai nascosto.
Non SONO CANDIDATO A NULLA, lo ripeto sono un semplice attivista, o almeno così pensavo ma divento diverso per il nome che porto, di una famiglia che non mi sono scelto.
Per il mio nome non dovrei stare nel M5S, non certo per gli altri attivisti ma da chi si erge paladino della giustizia e mi accusa di essere ancora in stretto contatto con mio padre. Ora, forse dovrebbe documentarsi meglio, perché mio padre è MORTO e a meno che non cerchi una medium......
[Signor MAFODDA è ovvio che lei è stato in contatto con suo padre finché è stato vivo, come abbiamo ricordato lo ha accompagnato, insieme a Rocco, in Comune ad Arma di Taggia ancora poche settimane prima della morte... E poi, ci scusi, ci pare ovvio, come già detto, che quando suo padre è morto ci sia stato il “distacco”... il punto è che il distacco non c'è stato prima, quando era vivo, ndr]
Sono incensurato, lotto per la legalità e la giustizia ma lo stesso vengo strumentalizzato per il mio cognome, per attaccare il M5S.
Viene montata ad arte, sulla mia persona, una campagna per riuscire ad infangare il movimento 5 stelle, perché mi si dice che non prendo le distanze dalla mia famiglia. Ma da chi devo prendere le distanze? dai cugini di terzo e quarto grado , che in alcuni casi non so neanche chi siano? O dal più volte citato mio padre, Mafodda Palmiro, che è morto?
Con il mio comportamento sempre corretto e le mie battaglie sempre volte verso la legalità credo di aver dimostrato molto di più di mille parole.
Ma evidentemente non basta, per quella persona ho un marchio indelebile, in Italia ci sono 3 gradi di giudizio ma per “ la casa della legalità” invece.....è sufficiente portare un cognome scomodo di una famiglia che non ti sei scelto, e sei marchiato a vita.
Non importa se sei incensurato, ci pensa la casa della legalità a scrivere giudizi infamanti e a dimostrare che dato che mi sono avvicinato al M5S con il mio cognome automaticamente, il movimento viene associato alla mafia.
La responsabilità penale è personale, ma non per il sig. Abbondanza,
È universalmente ammesso che ognuno di noi risponde singolarmente delle proprie azioni. Le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli, ma non per il sig. Abbondanza.
Per porre fine a questo stillicidio, posso togliermi dal M5S perchè non sia mai che con la mia presenza data dal mio nome scomodo possa creare un ipotetico danno ad un movimento composto da persone che hanno cuore, intelligenza e che riescono a non giudicare da un semplice cognome, come invece fa il sig. Abbondanza.


P.S.

Ma poi, tralasciando la “deviazione” che propone in ogni riga di entrambe le “risposte”, il MAFODDA Carmine, perché non risponde alla Casa della Legalità anziché indicare il solo Presidente, cercando di farne una questione “personale”?

Poi, comunque, è anche interessante vedere che in ben due “risposte”, il MAFODDA Carmine, non ha trovato una sola e semplice riga per dire che condanna la 'ndrangheta ed ogni suo parente di quella Famiglia MAFODDA, componente di tale sodalizio criminale, a partire da suo padre ed altri stretti parenti. Non una mezza riga per dire che chi è 'ndranghetista è feccia, null'altro che vermi vigliacchi da annientare, anche quando si tratta del proprio padre e di altri parenti. Possiamo dire che questa è una "particolare" dimenticanza in così tanto scritto... oppure è considerata un infamia anche sottolineare questo, oltre ai fatti reali ed agli Atti?

E poi: ma non avevano detto, gli esponenti locali del M5S ed anche lui, che lui aveva preso le "distanze"? Ma se poi lo stesso MAFODDA Carmine nelle sue due c.d. risposte afferma che non comprende da cosa avrebbe dovuto prendere le distanze? Domanda infatti: "Dovrei prendere le distanze da chi?". Possiamo dire, anche su questo, che è curiosa la "presa di distanze" enunciata quando poi si dice che non si sa da cosa si deve prendere le distanze? Prendere le distanze e tagliare i rapporti con la propria famiglia di 'ndrangheta era una risposta troppo difficile, probabilmente.


P.S. 2

TIC-TOC TIC-TOC… il tempo scorre ed il silenzio del M5S e di Beppe Grillo continua...

 


 

AGGIORNAMENTO AL 27.04.2015

Il tempo continua a scorrere ma nessun Comunicato ufficiale del M5S giunge sulla questione.

I fatti e gli Atti sono chiari (e documentati) e l'assenza di risposta, sollecitata da molti, soprattutto "interni" allo stesso M5S, continua ad essere, ora dopo ora, sempre più asfissiante e preoccupante.

Chi prova a chiedere spiegazioni e soluzione del caso sollevato dalla Casa della Legalità viene subito etichettato come "nemico del M5S". Anche una semplice richiesta di chiarimento, privata, di esponenti e portavoce del M5S viene considerata come un "attacco al M5S". Emblematica la risposta dell'Alice Salvatore (candidata alla Presidenza della Regione Liguria del M5S) riservata al capogruppo del M5S al Comune di Torino, Vittorio Bertola, che, quindi, è così intervenuto sulla bacheca facebook del Presidente della Casa della Legalità:


Onestamente pensavamo che dopo giorni e giorni di sollecitazione una risposta giungesse sulla questione MAFODDA-M5S, ma invece no. Abbiamo pensato male, lo ammettiamo.

Nemmeno un commento sulla questione della candidata alla Presidenza della Regione Liguria del M5S, Alice Salvatore, che già si era espressa con il "bravo Carmine".
Questa mattina infatti sulle sue bacheche facebook si trovava il lancio della serata cinematografica con Sabina Guzzani ed il film "La trattativa" con questo testo di apertura:

Tra l'altro chissà a chi si riferisce la Salvatore… brutta cosa non mettere nomi e cognomi, meglio che siano ben noti i"nemici del popolo". Alcuni hanno chiesto alla Salvatore, nei commenti, a chi si riferiva, ma anche loro sono rimasti senza risposta.

 

Dopo le due cosiddette "risposte" (che non rispondono, come abbiamo già ampiamente visto) del MAFODDA Carmine, se ne aggiunge un'altra. Dove ancora una volta insiste sul fatto che ci sarebbero state "illazioni, allusioni e cattiverie gratuite sul suo conto", quando invece - come è facilmente riscontrabile da chiunque in questa pubblicazione e nelle precedenti del 20 aprile e del 24 aprile - si sono portati elementi inconfutabili, documentati e nessuna illazione o allusione. Ma andiamo avanti…

MAFODDA Carmine era partito il 21 aprile disquisendo come se la sua famiglia non fosse la "famiglia di 'ndrangheta" indicata in Atti giudiziari, con tanto di padre (Palmiro) che nell'indagine "MAGLIO 3" era indicato chiaramente come "esponente di spicco" del sodalizio 'ndranghetista di Arma di Taggia. Affermava il MAFODDA Carmine: "Oggi sono stato associato alla ndrangheta. La cosa mi lascia profondamente arrabbiato ed amareggiato. Chi si permette di fare certe illazioni…".

Nessuna illazione: la famiglia MAFODDA è conclamata famiglia di 'ndrangheta da lungo tempo e se uno non ha certamente colpe per il fatto di esservi nato, certamente se non accetta quell'apparenza 'ndranghetista della propria famiglia ha una strada semplice e lineare: dissociarsi, disconoscendo la propria famiglia di origine, ripudiando anche padre e madre. Se uno sceglie invece di non staccarsi da quella famiglia di origine (famiglia di 'ndrangheta), mantenendo saldi i legami e rapporti con quel nucleo familiare è una sua scelta di cui ovviamente non ha colpa chi indica e solleva la questione.

MAFODDA Carmine, come abbiamo già visto, con quella sua famiglia di origine (famiglia di 'ndrangheta) NON ha tagliato i ponti. Non ha disconosciuto il padre Palmiro ("esponente di spicco" della cosca). Ha continuato a frequentare quel nucleo familiare. Una scelta libera ma una scelta che testimonia il NON distacco, tanto che ancora negli ultimi mesi di vita del padre MAFODDA Palmiro si frequentavano, con lui ed uno zio, andavano anche in Comune ad Arma di Taggia. Ed anche al funerale del padre Palmiro, il 17 dicembre 2014, il Carmine MAFODDA era in prima fila con tutti i familiari più stretti e più lontani. E la questione è semplice: se uno ha ripudiato e disconosciuto la famiglia ed il padre 'ndranghetista non va certamente al funerale di quel padre 'ndranghetista ripudiato e disconosciuto.

Carmine MAFODDA poi (il 26 aprile) ha scritto che suo padre è morto e quindi il distacco c'è stato… Non prendiamoci in giro… Il distacco derivante dalla morte non è il distacco di chi rifiuta l'appartenenza ad una famiglia di 'ndrangheta che, invece, si afferma con il rinnegare il padre (come gli altri parenti) 'ndranghetisti.

Il 21 aprile MAFODDA Carmine affermava: "LE MIE DISTANZE DA "CERTI STILI DI VITA " SONO NOTE A TUTTI !!!!!". Poi dopo che si è dimostrato che tali prese di "distanza" non vi erano state, il 26 aprile, gli scappava al MAFODDA - come abbiamo già visto - la domanda: "Ma da chi devo prendere le distanze?" . Ma come? non erano "note a tutte" le sue prese di "distanza"? E che prese di "distanza" erano quelle indicare il 21 aprile se poi, il 26 aprile, si domanda da chi doveva prendere le distanze?

Restiamo seri.

Oggi Carmine MAFODDA si lancia negli slogan… e scrive:

Un post che ovviamente trova subito il plauso del candidato capolista del M5S alle regionali nell'imperiese COMANDINI Daniele, legatissimo al MAFODDA Carmine con cui ha fondato il gruppo grillino ad Arma di Taggia:


Dopo la nostra replica alle sue c.d. "risposte" (che non rispondono) di ieri, corre ai "ripari" MAFODDA (si fa per dire). Riprende lo slogan di Peppino Impastato, si dice estraneo
"a qualunque associazione criminale organizzata" (precisare che quindi disconosce la propria famiglia di origine che è famiglia di 'ndrangheta non ce la fa proprio…) e quindi afferma: "Vorrei inoltre prendere le distanze e condannare fermamente quelle persone che avendo il mio stesso cognome si sono resi protagonisti di atti contrari alla legge". Anche qui: dire che prende le distanze e condanna la propria famiglia di origine in quanto famiglia di 'ndrangheta non ce la fa.

Sarebbe stata dura, in effetti, affermare una "presa di distanza" ed "una condanna" della sua famiglia di origine, in quanto famiglia di 'ndrangheta… non fosse altro che per quello che si è già visto e documentato: Carmine MAFODDA non ha mai preso le distanze dal padre (esponente di spicco della cosca), così come non le ha mai prese dagli altri parenti, anzi è rimasto saldamente in rapporti; al funerale del padre Palmiro era in prima fila con familiari e parenti, testimoniando palesemente di non aver ripudiato quel padre esponente di spicco della cosca e quella famiglia…

Poi come abbiamo già detto e ripetuto come mai, con cotanto "fervore" antimafia scritto oggi, nel tempo, non ha mai fatto e detto nulla (così come il Meetup - M5S di Arma di Taggia) sulla Discarica di Rocca Croaire, gestita dagli amici della famiglia MAFODDA, che si è evidenziata essere il "paradiso" per la imprese delle note famiglie PELLEGRINO, FOTIA, SGRO' oltre che CHIARO (legato ai GULLACE-RASO-ALBANESE)? Mai un'iniziativa, nemmeno un post piccolo piccolo in "una vita" di impegno… che strano.

Ed ancora, visto lo stesso "fervore" di "una vita" contro le mafie, come mai nemmeno un post, anche piccolo piccolo, in cui si esprimesse da parte del MAFODDA la condanna dei vermi 'ndranghetisti dell'estremo ponente ligure, dai MARCIANO' al PALAMARA, dai PELLEGRINO ai BARILARO e PEPE', dagli SGRO' ai SURACE, dai DE MARTE ai PAPALIA, passando, tra gli altri, dai componenti della sua stessa famiglia MAFODDA?

Davvero: come mai tale assoluto, costante e sistematico silenzio del MAFODDA Carmine (dal 2010 ad oggi ha postato - su facebook come sulla pagina del gruppo grillino - di tutto ma su questo mai nulla), così come del M5S in quel territorio, nonostante questo fervore "di una vita" contro le mafie?

La lotta alle mafie è una cosa seria ed il M5S - che tace e resta immobile su questa vicenda - dovrebbe comprenderlo… oppure sono stati "conquistati" dalla stessa opinione che fu di Totò CUFFARO che si inventò i manifesti "LA MAFIA FA SCHIFO" (ci tappezzò la Sicilia), secondo cui basta buttare giù uno slogan e tutto si risolve (comprese indecenze o imbarazzi)?

Inoltre, visto che la lotta alle mafie non si fa con gli slogan o i proclami, il MAFODDA Carmine (così come il M5S di Arma di Taggia) perché non produce la lista delle denunce che ha fatto contro le mafie… contro la 'ndrangheta?

E' noto che le organizzazioni mafiose le si combatta con le denunce all'Autorità Giudiziaria, quindi, ad esempio, MAFODDA avrà certamente denunciato quanto di sua conoscenza rispetto a suo padre e gli altri esponenti della famiglia di 'ndrangheta dei MAFODDA, giusto? No? Ci faccia sapere...

MAFODDA avrà certamente denunciato le attività illecite nella Cava-Discarica di Rocca Croaire, gestita dagli amici della famiglia MAFODDA, con le varie famigliole di 'ndrangheta che ci operavano, giusto? No? Ci faccia sapere...

MAFODDA avrà denunciato certamente anche i fenomeni di "voto di scambio" in cui la famiglia MAFODDA, anche con i cumpari LA ROSA e GANGEMI - per citare i due già agli Atti -, ha giocato una buona parte per condizionare gli esiti elettorali in quel territorio, giusto? No? Ci faccia sapere...

Se uno dichiara di combattere e condannare la 'ndrangheta non può mica pensare di farlo con slogan e bla bla… bensì con denunce. Ma perché, allora, di queste non c'è traccia?

Alice SalvatoreLa questione quindi non è chiusa con gli slogan e bla bla. Si è in attesa di comprendere quanto la contiguità sia rigettata o tollerata dal M5S ligure. Proprio oggi il post della Salvatore che abbiamo visto prima, su twitter, è già riuscito a conquistare al M5S, da un candidato della "Lista Paita", la frecciata: #coerenzanonpervenuta

Il silenzio non è la soluzione. Far passare il tempo evitando accuratamente di dare risposte dovute per rispetto ai cittadini, con atteggiamenti omertosi, non risolve il problema, lo incancrenisce.

Il fatto che il M5S debba rispondere ufficialmente sulla questione MAFODDA - M5S imperiese deriva anche dalla necessità di valutare serenamente ma seriamente cosa ritiene di fare della selezione dei candidati nell'imperiese, dove ha prevalso su tutti l'amico di MAFODDA, il già citato COMANDINI Daniele. E questo deve essere fatto prima della presentazione delle liste, non certamente dopo, anche perché una volta depositate i candidati non si cambiano più.

Non è stata la Casa della Legalità – e così aggiungiamo un altro tassello al mosaico -, bensì un Portavoce del M5S, il Consigliere Comunale di Imperia Antonio Russo, nel gennaio scorso, che denunciava pubblicamente una "cordata d'acciaio" che aveva determinato-condizionato l'esito di selezione dei candidati (in cui è prevalso l'amico di MAFODDA, COMANDINI Daniele). Il portavoce del M5S Russo scriveva in merito: "Purtroppoè stato commesso un errore madornale. Da un lato si vietavano le cordate ma dall'altro si concedono addirittura 5 preferenze. Questa si chiama istigazione a delinquere, ma ci siamo dimenticati di come il sistema politico, le mafie hanno finora perpetuato il loro potere? Con 3 preferenze gestivano sul territorio il mercato dei voti e noi cosa facciamo addirittura portiamo a 5 le preferenze. In questo modo e sufficiente che 5 candidati che dispongono di 15/20 voti si mettono d'accordo per sbaragliare la concorrenza. Se leggete con attenzione i risultati vedrete che non mi sbaglio".

Che successe dopo questa denuncia pesantissima del portavoce M5S di Imperia? Nulla. Il risultato non si discute! Tutto andava bene così e guai a sollevare questioni... Proprio come ha fatto il PD con le sue Primarie inquinate: si fa finta di nulla, si tira dritto come se nulla fosse mai accaduto... il tempo passa e l'indecenza diventa normalità.

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