Liberato Calevo. Grazie all'ottimo lavoro di magistrati e forze dell'ordine

Scritto da Ufficio di Presidenza

Uno dei momenti dei fermi per il sequestro di CalevoCome Casa della Legalità vogliamo sottolineare che il giovane imprenditore spezzino è stato liberato grazie alla professionalità dei magistrati titolari dell'inchiesta e degli agenti delle Forze dell'Ordine. Non è stato pagato riscatto richiesto (pare di 8 milioni di euro), non è stata una liberazione dei sequestratori... Sono state fatte indagini serrate, sono stati individuati i possibili sospetti, è stato quindi liberato in uno dei loghi riconducibili ad uno dei sospetti, in una cantina di un imprenditore edile a Sarzana! E quindi, sono stati anche fermati tre responsabili del sequestro.
Hanno lavorato bene, lontano dai riflettori, sia i magistrati della DDA di Genova, coordinati dal procuratore capo Michele Di Lecce, sia gli agenti di polizia e carabinieri, dando prova di grande professionalità e competenza!
Per questa ragione crediamo che sia doveroso ringraziarli...


Il Decreto di Fermo per il sequestro è scattato per Pierluigi DESTRI, il nipote Davide BANDONI e Vila FABJION (albanese). Il DESTRI Pierluigi è soggetto già noto e condannato per una vicenda di corruzione che aveva coinvolto il Comune di Ameglia. Altri precedenti di polizia anche per stupefacenti e rapine.

Inoltre non possiamo non ricordare anche il fatto che in uno dei rapporti annuali dell'Antimafia, alcuni anni or sono, venne lanciato l'allarme sul possibile ritorno, anche nello spezzino, ad una pratica dei sequestri di persona a fini estorsivi, e quanto avvenuto, ci deve quindi far tenere ancora più alta l'attenzione e spingere ancora di più nell'azione di prevenzione, con un contrasto efficace e senza quartiere per radere al suolo ogni forma di criminalità organizzata.

Nello spezzino, nello specifico a Sarzana, - non dimentichiamolo - ha sede uno dei “locali” della 'ndrangheta, con alla “testa” la famiglia ROMEO (con pesanti influenze nel settore dell'edilizia) e tale presenza, per la natura stessa del sodalizio, per la rete di relazioni, complicità e collusioni, connesse anche ai forti interessi, soprattutto in materia di edilizia, nel territorio a cavallo tra Liguria e Toscana, rappresenta una costante minaccia anche in termini di sicurezza, oltre che per i condizionamenti su economia e politica.

Non possiamo dimenticare che la 'ndrangheta ha avuto tra le origini principali del proprio “potere finanziario” proprio i sequestri di persona, e che in Liguria, a Toirano, nella provincia savonese, vive e continua ad operare (libero) a capo (per l'intero Nord-Ovest del Paese) di una delle più potenti ed efferate cosche, quel Carmelo “Nino” GULLACE, storicamente collegato a sequestri di persona a fini estorsivi (anche di minori).

La conclusione positiva, su tutti i fronti (liberazione del sequestrato e cattura dei responsabili), dimostra che le competenze e la professionalità degli uomini dello Stato ci sono e riescono, in un azione di coordinamento operativo, sul piano d'indagine e di azione, nel raggiungimento di importanti risultati.

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