A Borghetto porci con le ali lasciano la villa Fazzari

Scritto da Ufficio di Presidenza

Porci con le ali a Borghetto[IN CODA L'ARTICOLO DI MARCO PREVE SU REPUBBLICA]
Dopo anni in cui non gli diamo tregua, dopo esposti e denunce, dopo che il pm che seguiva la "partita" è stato trasferito a Мостар (Mostar) e l'ex Procuratore Capo di Savona si è spostato a Genova (alla DDA!), dopo l'arrivo a Savona del Procuratore Granero, dopo il nostro dossier inviato al Prefetto di Savona e l'attivazione del Pool Antimafia in Procura... il Comune di Borghetto Santo Spirito si è ricordato della Villa dei Fazzari-Gullace... e così nei giorni scorsi i due porci hanno lasciato.

Si, i due maiali che ancora erano nella struttura abusiva che dai primi anni doveva essere demolita sono svaniti, non sappiamo dove siano finiti... in un'altra area? macellati? Non si sà, l'importante è che non siano più lì! Questo avveniva dopo che Rita FAZZARI e Roberto ORLANDO hanno sgomberato la casa che ora, auspichiamo, venga demolita in fretta, chiudendo una pagina vergognosa di concessioni quasi ventennali ai FAZZARI-GULLACE...

 

Restano ancora, però, aperte altre questioni, come le responsabilità del fatto che i mezzi posti sotto sequestro in allora nella Cava dei Veleni di Borghetto S.S., depositati presso l'aeroporto di Villanova d'Albenga, sono svaniti poi nel nulla..., o come i circa 21 milioni di euro che il Filippo FAZZARI deve allo Stato per i costi della bonifica della cava ed invece se la vive bene in Spagna... ed ancora il riciclaggio dei fondi derivanti delle attività criminali promosse dal duo Francesco FAZZARI & Carmelo GULLACE, che viene portato avanti dalle sorelline, con la cosca del GULLACE... oltre - altra bazzecola - al fatto del porto d'armi (è ancora valido?) e di custodia delle armi che ha il Roberto ORLANDO, nonostante le molteplici denunce per aggressioni, violenza e minacce (anche con tanto di carabina)...

Comunque sia, ormai, la situazione si è sbloccata e le protezioni eccellenti che hanno protetto la 'Ndrangheta nel savonese sono finite. Si stanno svelando quelle nelle Pubbliche Amministrazioni, così come quelle nell'ambito dei reparti delle Forze dell'Ordine (a proposito due agenti dalla Stazione dei Carabinieri di Borghetto sono stati trasferiti... e comunicare il perché non sarebbe male, no?)... così come anche nel Palazzo di Giustizia.

L'altra mattina nella cava di Balestrino, con Roberto ORLANDO, c'erano i Carabinieri... Ormai sono finiti... loro e tutti gli altri, dal FAMELI al Mimì passando per "u Lupu". L'era dell'omertà è cessata, l'attenzione su di loro è stata posta e non cesserà di puntargli i riflettori addosso... Noi non molliamo la presa!



Per l'ultima nostra iniziativa a Toirano e Borghetto del 12 settembre scorso clicca qui

Per lo speciale sul GULLACE & compagnia (con video e info) clicca qui



26.09.2010 - Repubblica

Sgomberata villa Fazzari da 20 anni discarica dei veleni
Finisce il maxi abuso nella cava di Borghetto
Gli eredi del proprietario sono già stati condannati 
 
di Marco Preve

La villa abusiva della famiglia Fazzari che si trova all´interno dell´omonima cava di Borghetto Santo Spirito (trasformata negli anni ´80 in una discarica abusiva di rifiuti tossici), nei giorni scorsi è stata finalmente sgomberata dalle autorità ed entro la fine dell´anno sarà abbattuta dalle ruspe. Ci sono voluti quasi vent´anni, proprio come nel meridione infestato dalle mafie, ma nel ponente savonese, dove traffici illeciti e intrecci politico affaristici incrociano spesso le piste della criminalità organizzata, è stato demolito un simbolo dell´illegalità.
Se l´azione amministrativa intrapresa dal sindaco Santiago Vacca va giustamente sottolineata, è un dato di fatto che il clima in provincia di Savona sia cambiato grazie all´arrivo del nuovo procuratore Francantonio Granero, che ai reati contro la pubblica amministrazione e alla criminalità organizzata sta dedicando uomini ed impegno. E non va dimenticata l´opera di denuncia di associazioni come la Casa della Legalità.
La cava Fazzari fu oggetto, agli inizi degli anni ´90, di una maxi inchiesta che portò alla scoperta di migliaia di bidoni contenenti rifiuti tossico nocivi. Il processo, dopo la morte del principale imputato, Francesco Fazzari, portò alla sola condanna a quattro anni e mezzo (nel 2009, in secondo grado) per il figlio Filippo Fazzari che da anni si trova in Spagna. A lui lo Stato e gli enti locali stanno cercando anche di presentare il costo della bonifica milionaria. Ma l´inchiesta aveva anche consentito la scoperta di una casa completamente abusiva. Villetta che da allora, nonostante la palese e pluridenunciata illegalità, nessuno si era mai sognato di sgomberare e tanto meno di abbattere con una ruspa. E anche le iniziative di alcuni coraggiosi funzionari erano state isolate e frustrate nel totale disinteresse dell´epoca degli organi inquirenti.
Nella casa abitavano Rita Fazzari ed il marito Roberto Orlando e nell´area erano stati visti spesso anche la sorella Giulia Fazzari, ed il marito di lei Carmelo Gullace. Presenza ingombrante quest´ultima, visto che oltre a pesanti precedenti penali, anche recenti informative di reparti investigativi indicano Gullace come persona legata a famiglie calabresi referenti delle cosche in Liguria. Tra l´altro è all´esame della procura un episodio che riguarda lo stesso Gullace ed un volontario del Wwf di Savona. L´ambientalista sarebbe stato avvicinato da Gullace che lo avrebbe invitato ad interrompere la contestazione ad un progetto di discarica a Campochiesa cui era interessata la Samoter, società di Rita Fazzari.

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