Cava e Villa FAZZARI - La vergogna e le menzogne dilagano su Borghetto S.Sprito

Scritto da Ufficio di Presidenza

Alla famiglia di 'ndrangheta dei FAZZARI è stato concesso di fare quello che volevano. Il vecchio FAZZARI Francesco ha potuto aprire la Cava in Località Pattarello e divorarsi il monte abusivamente per decenni. Se nel 1986 il “dettaglio” venne certificato da personale del Comune di Borghetto S.Spirito... era solo dal 1967 che venne avviata la cava in quella zona dichiarata e certificata di interesse pubblico con tanto di Decreto Ministeriale del 1965. Mai, ovviamente, tale escavazione venne autorizzata dall'Autorità competente, ma ciò non pareva contare nulla. Eppure la Soprintendenza della Liguria in data 14 aprile 1967 scriveva chiaramente al Comune di Borghetto Santo Spirito una lettera in merito alla “Apertura di strada e di una cava” in località Pattarello, chiedendo all'Ente di procedere con l'esatto rilievo delle opere eseguite abusivamente...


Il tutto, notificato al
FAZZARI Francesco il 24 aprile 1967, non ebbe alcun seguito.

Passarono gli anni e si arrivava al dicembre 1973, l'allora Sindaco di Borghetto S.Spirito, Angelo Tito Reale, si “accorgeva” che in Località Pattarello, zona sottoposta a Vincolo Paesaggistico era in corso la coltivazione di una cava da parte della “LIGURE STRADE Spa” (poi Sas) e che il signor FAZZARI Francesco ometteva di produrre le autorizzazioni prescritte e richiestegli ripetutamente. Il FAZZARI Francesco con la “LIGURE STRADE ovviamente se sono sbattuti la ciolla, la loro attività era abusiva e quindi quali autorizzazioni mai avrebbero potuto produrre? Così il Sindaco d'allora comunicava la bazzecola a tutte le Autorità (alla Prefettura, alla Pretura, alla Questura e via discorrendo).

La Soprintendenza non mollava la presa e l'8 gennaio 1974 procedeva ad invitare il Comune di Borghetto S.Sprito ad adempiere alla notifica di formale diffida alla “LIGURE STRADE”, nella persona del FAZZARI Francesco, per interrompere l'attività estrattiva non autorizzata. Il Comune procedeva quindi il 14 gennaio 1974 con il notificare al FAZZARI, che ovviamente continuava a sbattersene la ciolla, e proseguiva a fare quello che voleva e chiedeva pure l'autorizzazione all'ampliamento dell'attività di cava al Ministero. Il 15 marzo 1975 il Sindaco di Borghetto S.Spirito emetteva apposita Ordinanza a carico del FAZZARI Francesco e sodali con cui si imponeva sospensione immediata dei lavori. Un mese dopo, il 15 aprile 1975, il Corpo Forestale dello Stato, ovviamente, procedeva con la formale negazione dell'autorizzazione all'ampliamento (della cava abusiva!). Nel 1978 (undici anni dopo l'apertura abusiva) arrivava il no all'autorizzazione, in data 7 settembre 1978, della REGIONE LIGURIA. Un rigetto di autorizzazione che formalmente la REGIONE confermava nel febbraio 1982 e poi, ancora, ufficializzando ulteriormente detto diniego con deliberazione della Giunta Regionale n. 6309 del 23 dicembre 1985.

Il FAZZARI Francesco, affiancato dai figli Filippo e Giulia (che seguiva la contabilità e le operazioni bancarie), ha confermato il suo essere: ha continuato con lo sbattersene la ciolla, promuovendo al contempo le altre attività criminali con i suoi compari 'ndraghetisti.

Infatti dal 1986 al 1990 alla faccia delle diffide, dei divieti e delle ordinanze e delibere che rigettavano ogni autorizzazione, proseguiva imperterrita l'attività abusiva (che tutti vedevano, annotavano ma gli lasciano perpetuare). Venivano attivati impianti industriali per produzione di energia elettrica, calcestruzzo, conglomerati bituminosi e per la macinazione e grigliatura del materiale inerte estratto. L'attività di cava che non poteva essere autorizzata, e che non veniva autorizzata, continuava come se nulla fosse, in moto totalmente illegittimo, tra armi da fuoco nascoste ed esplosivo a go go.

Nel 1991 l'allora Sindaco di Borghetto adottava un'ennesima Ordinanza che imponeva la remissione in pristino stato dei luoghi. La risposta fu l'ennesima pernacchia, infatti tutto andò avanti come prima. Anzi, nel frattempo avevano anche sepolto i fusti tossici, circa 12.000 fusti. Il FAZZARI Francesco volle promuovere quell'attività illecita di interramento per non far piangere la sua figliola FAZZARI Giulia che piangeva, insieme al Francesco, negli uffici di Via Esperanto ad Albenga, perché quel lavoro serviva per recuperare i milioni per far uscire il suo Ninetto (alias GULLACE Carmelo) dal carcere per poterlo sposare. Nella loro tradizione “per aggiustare i processi” (questi erano i termini) avevano necessità di soldi ed i fusti tossici significavano incassare soldi, tanti... che comunque non bastavano al FAZZARI Francesco che, se aveva delegato il figlio FAZZARI Filippo di interrarli in cava, chiamava l'impresa “fornitrice” dei fusti interrati illecitamente, presentandosi come “geometra Campagnolo” per dire che dovevano pagare ancora se non volevano che i fusti interrati venissero fuori.

Venne poi l'inchiesta giudiziaria. Vennero le condanne ed i sequestri. Nonostante il tempo e tutto ciò vi era una costante: il FAZZARI Francesco (e sua famiglia) continuavano a sbattersene la ciolla.

La casa abusiva, dentro a quella cava abusiva, non veniva demolita. Non veniva nemmeno sgomberata. Prima il FAZZARI Francesco ci viveva con la prima moglie CARUSO Maria, con cui si inventò una finta separazione per eludere provvedimenti conseguenti alle intestazioni fittizie che le aveva appioppato, poi ci visse con la ex amante divenuta sua nuova signora, la GROSSI Maria Grazia. Lì ci vivevano anche la figlia FAZZARI Rita ed il consorte, socio e sodale, ORLANDO Roberto. Il FAZZARI Francesco – che si vedeva come un Diabolic - moriva nel 2009 tenendo salda quella “proprietà” che non avrebbe mai potuto avere e che invece tutti gli han lasciato, come se nulla fosse. Al suo funerale, lì nella villa che nessuno osava portargli via e demolire, al suo funerale, c'è stata la sfilata degli 'ndranghetisti di riviera, tra summit e lecchinaggi. Le condoglianze le riceveva il GULLACE Carmelo (allora una sorta di dobermann... oggi, finalmente, inizia ad essere ridotto all'immagine di un chihuahua alla catena).

Il tempo è passato ma i FAZZARI hanno continuato a spernacchiare impuniti lo Stato e la comunità. Dopo denunce alle Autorità e denunce pubbliche si è arrivati a farli sgomberare, nel 2010, da quella villa abusiva. Ma il FAZZARI Filippo continuava (e continua a godersela) in Spagna, dove fuggì latitante, forte di un curriculum comprendente anche una condanna a Locri per favoreggiamento della latitanza dello storico boss di Siderno CATALDO Peppe - vedi qui). Tra Belgio e Gioiosa chi aveva fattivamente collaborato alla maxi truffa di vitelli, bovini e pure cavalli, ha continuato a passarsela indenne. Le signore FAZZARI Rita e FAZZARI Giulia hanno continuato ad avere concessioni pubbliche ed appalti, oltre che un conto che mai gli veniva chiesto di saldare. L'ORLANDO Roberto come gli altri galoppini del sodalizio, han continuato a fare il bello e cattivo tempo.

L'unica cosa che è cambiata, in questo tempo, è che la REGIONE LIGURIA ai FAZZARI-GULLACE non ha più negato nulla, anzi gli ha concesso di fare la qualunque cosa, nella nuova cava-discarica di Balestrino, la nota Cava Camporosso - inizialmente concessa alla CO.MI.TO. (FAZZARI Giulia e FAZZARI Rita) e poi passata nel 2007 alla SA.MO.TER. (FAZZARI Rita e consorte ORLANDO Roberto) – dove, per le illegalità edomissioni della CO.MI.TO. e le omissioni e compiacenze delle Pubbliche Amministrazioni (a partire dalla REGIONE LIGURIA), è, come abbiamo visto e documentato pochi giorni fa, rimasto ucciso, il 31 ottobre 2012, il giovane Gabriele (leggi qui).

Ed allora, qui, adesso, torniamo alla questione che il Sindaco di BORGHETTO S.SPIRITO, GANDOLFO Giovanni, fa finta di non conoscere. Ed ancora la storia della ex cava abusiva e della connessa villa abusiva in Località Pattarello, che abbiamo denunciato da tempo (a chi di dovere e nuovamente pubblicamente dopo l'esecuzione del sequestro da parte del NOE - vedi qui articolo con foto e video)

Questo anche perché dopo la notizia del Sequestro dell'area e del "dettaglio" che il Sindaco GANDOLFO è formalmente indagato, si è assistito a delle comiche. Ad esempio: ringraziamenti al sindaco perché ha chiarito che è tutto a posto (si, tutto a posto come prima, anzi "più di prima"... come meglio vedremo); pseudo ambientalisti che affermando che l'amianto così (l'eternit) ce ne è tanto ovunque e quindi nulla di cui preoccuparsi (in effetti qualche cancro in più cosa vuoi che sia); pseudo testate giornalistiche che parlano di "presunta" presenza di fusti come se fosse accecati (modello Carminati?) e pubblicano foto di altri luoghi così che il fatto che sono fusti reali (e non quindi "presunti") non lo nota nessun lettore.

Partiamo da cosa il Sindaco di Borghetto S.Spirito ha dichiarato alla giornalista Chiara Pracchi il 15 ottobre 2015.

Prima di tutto questo è l'articolo e la galleria fotografica pubblicati su Il Fatto online (qui il link diretto):

Liguria: “Cava dei veleni? Bonificata”. Ma spuntano i bidoni. E il sindaco è indagato

 Giovanni Gandolfo, primo cittadino di Borghetto Santo Spirito (Savona), aveva rassicurato tutti sul terreno appartenente a Francesco Fazzari, considerato dagli inquirenti esponente di una cosca di 'ndrangheta, Poi è arrivato il sequestro del Noe e l'avviso di garanzia. Nonostante per ripulire l'area siano stati spesi negli anni milioni di euro

E’ stata bonificata completamente” aveva assicurato al fattoquotidiano.it il sindaco di Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona, parlando della Cava Fazzari. Un’asserzione convinta e ostinata quella di Giovanni Gandolfo, che andava contro la realtà delle immagini che vedete pubblicate di seguito. A queste, su segnalazione della Casa della Legalità, ha creduto il Noe di Genova, che ha sequestrato il terreno e consegnato un avviso di garanzia al primo cittadino.

Per capire questa storia occorre fare un passo indietro. La Cava, appartenuta alla famiglia di Francesco Fazzari, divenne tristemente famosa nel 1992, quando vennero scoperti 12.500 fusti di rifiuti tossico-nocivi, come si classificavano allora, nascosti sotto terra (per altro non gli unici, dal momento che uno degli indagati parlò anche di 40mila fusti interrati nel territorio di Lavagna e mai ritrovati). Lo scandalo portò all’arresto di diverse persone e si ipotizzò una rifiuti connection internazionale, con risvolti in Polonia e in Romania. Fra le persone arrestate Francesco Fazzari e suo figlio Filippo, che non pagarono mai per il disastro ambientale procurato. Francesco morì prima della fine del processo, mentre suo figlio Filippo accolse, nel 2009, ormai da latitante in Spagna, la condanna in secondo grado a 4 anni e mezzo.

Quando, nel 2009, venne celebrato il funerale di Francesco, la squadra mobile di Savona si appostò per osservare i partecipanti, perché Francesco era considerato un “noto esponente della cosca Raso-Gullace-Albanese”. A cominciare da Carmelo Gullace, marito di una delle figlie, mai condannato per 416bis, ma spesso nominato nelle relazioni parlamentari e al momento ai domiciliari in Calabria a scontare una condanna a tre anni per usura.

Stando ai giornali dell’epoca, per bonificare la Cava di Borghetto Santo Spirito, si arrivò a spendere una ventina di miliardi di vecchie lire, più 1. 700.000 euro dell’ultimo appalto assegnato nel 2005. Della bonifica si occuparono la Castalia nel 1993-1994, (che nell’opera di scavo recuperò anche esplosivo, inneschi e detonatori occultati e sotterrati in un bidone), la Impianti Industriali di Torino nel 2001 e la Servizi Industriali di Milano nel 2005.

Difficile però ricercare delle responsabilità per la situazione attuale, non solo perché gli appalti vennero assegnati per lotti (e su gran parte della cava oggi sorge il depuratore della Servizi Ambientali) ma soprattutto perché i bidoni oggi visibili si trovano nell’area adiacente alla villa dove hanno vissuto fino al 2010 alcuni componenti della famiglia Fazzari.

L’edificio venne dichiarato abusivo nel 1992 con tanto di ordine di demolizione, ma venne acquisito al patrimonio comunale solo nel 2010, quando – come ha commentato un dirigente comunale -“con la morte di Francesco si è sbloccata la situazione”. L’ordine di demolizione, invece, non è ancora stato eseguito, nonostante la figlia Giulia abbia perso, nel 2011, il ricorso al Consiglio di Stato.”Su questo argomento non intendo procedere – ci aveva dichiarato il sindaco – perché ci sono ancora questioni legali e non mi va di parlarne perché conosco la signora Grossi”. Che, per tutti coloro che non vivono a Borghetto Santo Spirito, è l’ultima moglie di Francesco Fazzari.



















Fatto 10

 

E cosa affermava il Sindaco GANDOLFO Giovanni il 15 ottobre 2015, davanti a questo panorma? Ecco qui:

Sulla qestione della ex Cava FAZZARI e della bonifica, GANDOLFO (nella foto a lato a con la sua lista civica) affermava "io, come tanti altri, ne ho sentito parlare, ma all’epoca non l’ho seguita, praticamente, per niente. A parte che facevo un lavoro che mi teneva certe volte lontano… Però per quanto riguarda attualmente, è ovvio che so… mi sono documentato un attimo anch’io… ma più di tanto non ricordo. So che erano stati portati dei medicinali… dei rifiuti inquinanti e  che quindi era stata disposta la bonifica"

Sulla villa abusiva che andava demolita e che invece è ancora lì, nonostante le sentenze definitive del Consiglio di Stato, il GANDOLFO affermava: "questa cosa della FAZZARI, per quanto ne so io, come ho detto, non è solo complessa ma anche… delicata. Non è che sia facile trovare un argomento per il quale si possa concludere una qualche maniera. Loro devono al Comune di Borghetto, per danni, un pacco di soldi. Parlavan allora di 2 miliardi, una cosa del genere… …Costruire abusivamente, fare una gestione di cava abusiva, mettere in atto determinati, diciamo così, atti non legali, tutto ciò ha comportato un danno, una multa, una sanzione… la chiami come vuole, che aveva poi, diciamo, dato un definitivo un importo di circa 2 miliardi di debito nei confronti del Comune."

E quindi sul che ha fatto il Comune per incassare il GANDOLFO afferma che il Comune "E’ in causa, sta cercando ancora adesso… saranno in Spagna non so dove sono."

Ma in Spagna c'è FAZZARI Filippo, però qui si sono ancora le due sorelle, la Giulia e la Rita FAZZARI che hanno - piccolo particolare - hanno rivendicato la villa opponendosi all'ordinanza di demolizione, perdendo però in via definitiva in Consiglio di Stato - come abbiamo già documentato - ma GANDOLFO dichiara: "Le due sorelle hanno rinunciato all’eredità… credo"

E sul fatto che la villa abusiva acquisita a patrimonio pubblico è ancora in piedi nonostante le Sentenze del Consiglio di Stato che hanno definitivamente respinto i ricorsi contro la demolizione della villa, GANDOLFO dichiara: "Io su questo no C’è un legale di mezzo, ci sono delle situazioni particolari. … Su questo argomento qua non intendo procedere perché ci    sono in corso questioni legali. Quindi non posso dare informazioni e non mi va di parlarne perché conosco la signora GROSSI La moglie di FAZZARI… [Francesco, ndr] ... Siamo a… C’è…"

Sul fatto che le responsabilità dei conferimenti siano stati ammessi dagli stessi FAZZARI durante il processo, il GANDOLFO affermava: "Io su questo non posso le dire niente, perché non conosco le motivazioni per le quali penalmente siano stati perseguiti o no, o meno. Ci sono delle carte…"

E secondo GANDOLFO l'area è messa in sicurezza (alla faccia della realtà) ed afferma: "Quell’area adesso è di proprietà della SERVIZI AMBIENTALI e c’è dentro il depuratore", confermando che lui si riferisce a "tutta l'area" continuava GANDOLFO: "è stata posta in sicurezza, quindi non ha più, non c’è più assolutamente nulla di quello che è stato fatto… è bonificata completamente!"

Il fatto che ci siano i fusti trova una smentita categorica del GANDOLFO: "Non mi risulta". In quell'area per lui è a tutto a posto, un'area "completamente bonificata e sotto controllo"

Poi se si insiste un attimo, indicandogli i fusti corrosi con le sostanze inquinanti all'interno, allora GANDOLFO afferma: "Se ci sono è perché sono controllati, e messi lì per quanto concerne l’eventuale smaltimento, ma non… Saranno monitorati da qualcuno."

 

Andiamo oltre e documentiamo che la situazione di quell'area, lasciata sino al 2010 in totale disponibilità ai FAZZARI-GULLACE, ha visto una costante presenza di amianto (lastre di eternit rotte e frantumate, oltre a quelle di copertura dei manufatti), fusti con sostanze inquinanti sparsi qua e là ed altro...
Infatti in un sopralluogo del settembre 2009, effettuato dalla Casa della Legalità, mentre era ancora in corso la c.d. "bonifica" della ex cava (abusiva) e la Villa (abusiva), con l'area circostante, era lasciata in mano ai FAZZARI-GULLACE, la situazione era quella che proponiamo di seguito con alcuni fotogrammi delle videoriprese allora realizzate:

   













 


Se questa era la situazione durante i lavori della c.d. "bonifica" commissionata dal COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO, come è possibile che nessuno nell'ambito dell'Amministrazione Comunale si sia reso conto di ciò che avveniva lì, in quell'area? E' impossibile che nessuno abbia notato, così come è impossibile che quando, nel 2010, il COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO ha proceduto all'acquisizione al proprio patrimonio dell'area dell'ex Villa abusiva dei FAZZARI, con lo sgombero degli stessi
(ed anche del porco), non abbiano notato l'abbandono di fusti, cisterne, detriti e materiali vari, oltre all'amianto frantumato a copertura dei manufatti e sparso nel terreno.


Ma vi è di più ed adesso lo vediamo, guardando agli Atti del Comune di Borghetto S.Spirito.

1. Partiamo dallo strumento urbanistico

Lo strumento urbanistico attualmente vigente per il COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO risulta ancora il P.R.G. del 1978 con le successive Varianti.

Per quanto qui di interesse si deve quindi acquisire un primo elemento documentale: la VARIANTE al P.R.G. promossa per la realizzazione del Depuratore in Località Pattarello all’interno del sito dell’ex cava abusiva dei FAZZARI.

Detta VARIANTE definiva un’ampia area circostante il progettato Depuratore come “PARCO URBANO” [vedi qui] ed in questa ampia area risulta ricadere sia l’area della Villa abusiva e dei manufatti connessi, nonché il piazzale a monte della stessa, i terrazzamenti a valle e buona parte della strada di accesso:



Il Consiglio Comunale del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO, con Delibera n. 74 del 30/08/2006, ha adottato il progetto preliminare del nuovo Piano Urbanistico Comunale, e, con Delibera n. 8 del 27/01/2010 ha adottato il P.U.C Progetto Definitivo, la cui procedura di approvazione è tuttora in corso.

Nel Progetto Definitivo del PUC del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO risultava chiaramente indicata la consapevolezza della situazione, ovvero della necessità di procedere nella definitiva bonifica del sito dell’ex cava FAZZARI, ma in parallelo veniva omessa ogni indicazione specifica sul recupero complessivo dell’area che era stata lasciata in uso ai FAZZARI-GULLACE (assenza di indicazione della necessaria demolizione della villa abusiva e dei manufatti connessi, nonché della bonifica dell’area circostante la vecchia villa abusiva, ovvero i terrazzamenti, il piazzale e l’area della strada di accesso). Svaniva dal PUC l’indicazione di “Parco Urbano”, previsto dalla Variante in vigore.

Guardando nello specifico ai documenti del “Progetto Definitivo” del PUC adottato nel 2010, in riferimento al sito in questione si legge:

- nel documento “ASSETTO AMBIENTALE” [vedi qui l'integrale], datato 24 luglio 2009:

a pag. 46
«[…] Tra i siti individuati dal Piano Regionale di bonifica delle aree inquinate, ne ricade uno nel Comune di Borghetto S. Spirito in località Pattarello, come si desume anche dalla consultazione on-line del sito della Regione Liguria della Carta “Anagrafe siti da bonificare” e dall’elenco dell’Anagrafe Provinciale di Savona dei siti da bonificare (elenco provvisorio in quanto in continuo aggiornamento). 
Si tratta della Cava Fazzari – vasca 2 (codice SV025), in località Pattarello, per la quale si è già provveduto ad una messa in sicurezza temporanea. A fronte di ciò, poiché in tal modo si è escluso il rischio di rilascio - entro tempi brevi - di inquinanti nell’ambiente, tale sito non è stato oggetto di applicazione del modello di priorità degli interventi di bonifica dei siti contaminati. 
Il Piano regionale comunque, a proposito del sito in questione e per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse regionali, sottolinea che, essendo tale intervento già avviato, verrà data priorità al completamento dello stesso e successivamente al completamento degli altri interventi di risanamento da effettuarsi, secondo l’ordine di priorità individuato. […]»

- nel documento “NORME DI SETTORE” [vedi qui l'integrale], datato 10 novembre 2009, si legge:

a pag. 12
«[…] NORMATIVA DI PIANO DI BACINO STRALCIO 
Il territorio del Comune di Borghetto resta compreso per la maggior parte all’interno del Piano di Bacino del Torrente Varatella e per la parte orientale (Bacino rio Casazza/Castellaro) nel Piano di Bacino del Torrente Nimbalto.
Sulla carta sono stati indicate le perimetrazioni delle aree soggette a limitazioni o divieto edificatorio da parte della Normativa di Piano di Bacino Stralcio; ovvero le aree Pg3 (“a” e “b”) per quanto riguarda la “suscettività al dissesto dei versanti e le aree “A” e “B” per quanto riguarda le “fasce di inondabilità”. Per quanto riguarda la suscettività al dissesto nel Piano di Bacino sono state cartografate in ambito Pg3b le aree all’estremo nord-orientale del territorio comunale e una piccola parte della scarpata a monte della via Aurelia in zona Capo S. Spirito; in ambito Pg3a ricade l’area della ex cava Fazzari; in queste aree si esplica la Normativa di Piano di Bacino di cui all’art. 16 di dette Norme. 
Per quanto riguarda le fasce di inondabilità le zone “A” (piena 50ennale) e “B” (piena 200ennale) riguardano ampi settori della piana alluvionale del Torrente Varatella; in queste aree si esplica la Normativa di Piano di Bacino di cui all’art. 15 di dette Norme.
Interventi edificatori in prossimità di tratti non indagati di corsi d’acqua di interesse per il Piano di Bacino (riportati sulla carta idrogeologica del presente studio) saranno soggetti ai limiti ed alle Norme di cui all’Art. 8 della Normativa di Piano di Bacino. […]

a pag. 13
«[…] ART. 5 NORME GEOLOGICHE RIFERITE AD OGNI SINGOLA CLASSE DI ZONIZZAZIONE 
La suddivisione del territorio del Comune di Borghetto Santo Spirito in varie zone di suscettività d’uso dal punto di vista geologico tecnico è rappresentata su di una carta di sintesi che discende dalla sovrapposizione di vari elementi contenuti nelle carte di analisi di base (geologica, geomorfologica ed idrogeologica) allo scopo di pervenire alla definizione di aree omogenee sia per quanto riguarda le caratteristiche dei terreni, sia per quanto riguarda le problematiche e le criticità geologico- geomorfologiche. 
[…]
E’ stata inoltre evidenziata una classe speciale S, suddivisa in 3 sottoclassi, laddove le problematiche riscontrate assumono una forte particolarità ed unicità rispetto al restante territorio comunale. Si tratta infatti delle aree corrispondenti all’arenile, all’alveo e sponde del torrente Varatella ed all’ex cava Cappellotti o Fazzari. […]»

a pag. 39
«[…] CLASSE S: AREE CON PROBLEMATICHE GEOMORFOLOGICHE SPECIALI 
In questa classe sono comprese zone omogenee in cui le problematiche riscontrate assumono una forte particolarità ed unicità rispetto al restante territorio comunale per cui l’utilizzo e la gestione urbanistica del territorio resta fortemente condizionata. 
Si tratta infatti delle aree corrispondenti all’arenile, all’alveo e sponde del torrente Varatella ed all’ex cava Cappellotti o Fazzari. 
ZONE S1 : cava dismessa con problematiche legate alla fase di recupero per l’ubicazione di impianti tecnologici. 
In Località Pattarello è presente la cava dismessa denominata Fazzari o Cappellotti; tale cava dopo la cessazione dell’attività a subito parziali interventi di bonifica per la messa in sicurezza di un deposito provvisorio di materiale inquinante. Attualmente nell’area dell’ex cava è prevista la realizzazione degli impianti di depurazione secondaria del locale impianto consortile per la depurazione delle acque nere.
Detti interventi dovranno necessariamente prevedere il completamento della sistemazione dell’area ai fini della stabilità di versante. 
L’area infatti nell’ambito dell’aggiornamento dei Piani di Bacino Stralcio effettuato con D.C.P. del 25- 11-2003 è stata collocata in zona Pg3a ed è quindi soggetta al comma 3 dell’Art. 16 della Normativa di Piano di Bacino. 
L’area per quanto riguarda gli aspetti paesaggistico ambientali nel PTCP è soggetta a regime normativo di TRASFORMAZIONE (TRZ). […]»


Assolutamente significativo risulta, inoltre, quanto riporta nel documento “STUDIO DI SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE”  del Progetto Definitivo del PUC adottato nel 2010 [vedi qui l'integrale], ove si legge:



Questa ulteriore indicazione inserita nel PUC adottato nel 2010 testimonia la piena consapevolezza dell’Ente, ovvero del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO, della necessità di procedere con la bonifica complessiva del sito in questione, ovvero dell’ex Cava FAZZARI.
(Altro che operazione conclusa come afferma GANDOLFO il 15 ottobre alla giornalista Chiara Pracchi, ma andiamo avanti)

Con la nuova Amministrazione comunale, retta dal sindaco GANDOLFO Giovanni, è stata avviata la procedura per aggiornamento ed approvazione definitiva del PUC - che era stato adottato nel precedente ciclo amministrativo, come meglio già visto, nel 2010 -. Tale iniziativa amministrativa è stata promossa formalmente con la Delibera n. 100 del 6 giugno 2015 [vedi qui], ovvero con l’approvazione “Rapporto Preliminare Finalizzato alla fase di scooping” datato “febbraio 2015” [vedi qui].

Esaminando il documento promosso dall’Amministrazione del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO, redatto su incarico della stessa dalla nota Arch. GASPARINI Egizia unitamente al PIOVANO Eugenio, emergono elementi significativi.

Da detto aggiornamento non solo resta la lacuna piena sull’area in questione, acquisita a patrimonio pubblico nel 2010 (con anche già pronunciate, quindi, le Sentenze del Consiglio di Stato che rigettavano in via definitiva i ricorsi delle FAZZARI Giulia e FAZZARI Rita come già indicato), e quindi è omessa ogni indicazione su demolizioni e bonifica dell’area, ma è anche svanita l’indicazione sulla necessità di concludere la bonifica complessiva del sito così come ancora veniva indicata, tra l’altro, come necessario nel “Progetto Definitivo” del PUC adottato dal COMUNE DI BORGHETTO S.SPRITO nel 2010.

Gli unici riferimenti in merito, nel documento varato dalla nuova Amministrazione, risultano quelli relativi all’ “ampliamento” del depuratore. Nessun riferimento viene indicato sulla definizione del “PARCO URBANO” che era stato previsto nell’area limitrofa al Depuratore con la VARIANTE al PRG 1978.

 

2. Passiamo agli investimenti per lavori ed opere pubbliche

Sempre dagli Atti ufficiali del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO successivi alla presa in carico, quale patrimonio pubblico, dell’area in questione, dopo l’inspiegabile inerzia di quasi vent’anni, emergono ulteriori elementi di assoluto rilievo.

Nei documenti in questione non risulta previsto alcun investimento per la messa in sicurezza e bonifica dell’area in questione, così come non risulta nemmeno alcuna previsione di stanziamento per demolizione di villa abusiva e manufatti connessi, nonché - quantomeno - per la rimozione e conferimento, secondo le norme vigenti, delle sostanze tossico-nocive e rifiuti speciali pericolosi presenti nel sito, come ampiamente documentato.

Ancora nei documenti in questione non risulta previsto alcun investimento per la messa in sicurezza e bonifica dell’area in questione, così come non risulta nemmeno alcuna previsione di stanziamento per demolizione di villa abusiva e manufatti connessi, nonché - quantomeno - per la rimozione e conferimento, secondo le norme vigenti, delle sostanze tossico-nocive e rifiuti speciali pericolosi presenti nel sito, come ampiamente documentato.

Con costanza nei documenti in questione non risulta previsto alcun investimento per la messa in sicurezza e bonifica dell’area in questione, così come non risulta nemmeno alcuna previsione di stanziamento per demolizione di villa abusiva e manufatti connessi, nonché - quantomeno - per la rimozione e conferimento, secondo le norme vigenti, delle sostanze tossico-nocive e rifiuti speciali pericolosi presenti nel sito, come ampiamente documentato.

Anche guardando agli Atti del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO relativi alle OPERE PUBBLICHE approvati negli anni dalla passata amministrazione comunale - retta dall’allora Sindaco VACCA Santiago - e comunque successivamente all’acquisizione al patrimonio comunale della ex proprietà FAZZARI nel sito in questione di Loc. Pattarello, si evidenziava già l’assenza di investimento e di programmazione di investimento per demolizione, messa in sicurezza e bonifica.

Tra gli Atti del COMUNE DI BORGHETTO relativi alla Passata amministrazione [scarica qui i documenti nella cartella zippata] in esame si apprende anche, ad esempio, che nella Delibera del Consiglio Comunale n. 62 del 28.09.2011 - avente ad oggetto “SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO E RICOGNIZIONE STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI - BILANCIO DI PREVISIONE 2011 (ART. 193 D.LGS. N. 267/2000)” - risultava indicato che il «Rendiconto dell’esercizio 2010 … presenta un avanzo di amministrazione di € 104.287,49 non ancora utilizzato». Se certamente tale importo non risultava sufficiente per l’intervento complessivo nel sito in questione - acquisito a patrimonio pubblico nel 2010 - poteva comunque essere utilizzato per un primo significativo intervento quale ad esempio la bonifica dell’amianto e/o rimozione con corretto smaltimento secondo norme dei fusti e cisterna contenenti sostanze inquinanti.

In considerazione di quanto indicato nei citati documenti di programmazione degli investimenti e delle opere del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO, appare utile anche precisare che se è presente l’indicazione di spesa - già certamente dal Piano del 2012 ed ancora nei successivi - per “Parco Urbano”, quest’opera NON è certamente quella relativa all’attuazione della VARIANTE DEL PRG già indicata per l’area ex Cava FAZZARI e limitrofo territorio, bensì opera finalizzata alla sistemazione a “Parco Urbano” dell’area limitrofa al CASTELLO BORELLI, opera privata facente capo alla “CASTELLO BORELLI SRL”.

Risulta pertanto pacifico che dagli Atti esaminati, relativi alle deliberazioni assunte tra il 2011 e l’ottobre 2015 per il Piano di Investimenti ed Opere Pubbliche del COMUNE DI BORGHETTO S.SPIRITO, non è stato previsto alcuno stanziamento per la messa in sicurezza / bonifica del territorio in questione, ovvero l'ex Cava e Villa (abusive) FAZZARI.

Le risposte del Sindaco GANDOLFO Giovanni fornite alla giornalista - ben prima della notizia pubblica dell’esecuzione del sequestro e dell’indagine a carico dello stesso Sindaco GANDOLFO -, affiancate da questo quadro documentale, in altre parole, confermano l’atteggiamento omissivo dell’Amministrazione comunale in merito alla questione della presenza di amianto, fusti e cisterna contenenti sostanze inquinanti, con danno e pregiudizio alla salute ed all’ambiente, nonché un omissione anche rispetto alla demolizione disposta dagli anni Novanta e, quindi, - di fatto - con conseguente e progressivo appesantimento di costi per l’intervento di messa in sicurezza e bonifica a carico della Pubblica Amministrazione con parallelo ingiusto vantaggio dei FAZZARI, responsabili di tale deposito ed abbandono di rifiuti speciali inquinanti (compresi i tossico-nocivi) ed altro nel sito in questione.




 

 

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