Venerdì 19 Aprile 2013 14:53
Ufficio di Presidenza - C.Abbondanza
Era il 2 aprile 2013 quando il Presidente della Casa della Legalità pubblicava questa breve nota per indicare Anna Maria Cancellieri come un ottima scelta per la Presidenza della Repubblica. Come Ufficio di Presidenza condividiamo pienamente quanto indicato. Lo facciamo perché conosciamo Anna Maria Cancellieri come fedele servitore dello Stato. Lo facciamo oggi perché se intorno alla sua candidatura al Quirinale si dovesse riuscire ad ottenere, come auspichiamo, quell'ampio consenso che il suo alto profilo istituzionale merita, si potrebbe arrivare ad una scelta ampliamente e trasversalmente condivisa. Si potrebbe avere un Presidente della Repubblica eletto non da una parte, non in un conflitto tra le parti. Rispetto agli altri candidati (come Prodi o Rodotà) rappresenta senza alcun dubbio quel profondo rinnovamento richiesto dal Paese; una persona effettivamente "super partes" e non proveniente dalle stanze di Partiti e lobby; indipendente e con un solo esclusivo interesse: la difesa delle Istituzioni democratiche e la fedeltà alla Costituzione, fuori da ogni logica di parte. Ecco il testo del Presidente della Casa della Legalità del 2 aprile 2013...
Giovedì 11 Aprile 2013 14:45
Ufficio di Presidenza
Noi, forse tra i primi in Italia, abbiamo pubblicato inchieste sui bilanci e le gestioni dei beni dei partiti, tra fondi propri e soldi pubblici. Non abbiamo fatto sconti a nessuno. Abbiamo indicato persino come, attraverso le "sponsorizzazioni" delle Feste di partito si fanno entrare finanziamenti da coloro che poi sono in affari con le amministrazioni pubbliche guidate dai beneficiari. Non abbiamo avuto reticenze verso nessuo, pubblicando anche le liste delle Srl e Spa che i partiti di fondavano. Ed allora non possiamo esimerci dall'affrontare, al primo banco di prova, anche il M5S di Beppe Grillo. Piaccia o meno, sono un soggetto politico come gli altri e come gli altri soggetto a controllo democratico di cittadini, stampa ed Autorità. Non godono di alcuna "immunità" e non si possono permettere di sfuggire alle critiche con "e ma gli altri fanno...". Come gli altri, anche loro, devono rispondere pubblicamente di ciò che fanno.
Beppe Grillo scrive, oggi, sul suo blog: “Il MoVimento 5 Stelle ha finanziato la sua campagna elettorale con le micro donazioni volontarie di 27.943 cittadini. Grazie a loro il M5S ha raccolto 774.208,05 euro, ne sono stati spesi 348.506,49”. Pubblica quindi le voci di spesa sostenute per la “CAMPAGNA ELETTORALE” del M5S, per quel totale di circa 348 mila euro. Ma quei dati sono falsati! Ci sono omissioni pesanti la cui conseguenza è che il Rendiconto appare quindi falso. Vediamo perché...
[CON AGGIORNAMENTI - SCATTATO PER 24 ORE IL BLOCCO ACCOUNT FB DEL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA LEGALITA' - E LETTERA APERTA AI "5 STELLE" BOLOGNESI] Era già triste la situazione e la censura la rende ancora più triste e vergognosa. Non solo perché viene promossa da chi vuole nascondere ciò che accade nel M5S che urla a destra e a manca contro censure, predicando la trasparenza, ma perché, oggettivamente, fa specie che la prima censura che subisca sulla mia pagina facebook non sia per mano dei mafiosi, di politici indecenti, di faccendieri o potenti vari che ho denunciato e criticato aspramente, ma per mano dei “paladini” della democrazia e dell'informazione libera sul web, i “grillini”.
Se pensano di non rispondere nel merito delle questioni oscurando il merito delle questioni, si sbagliano di grosso. Come non abbiamo dato tregua agli altri, non la daremo a loro! Ma veniamo al punto subito, di ciò che è stato censurato, riportando pari pari quanto avevo scritto nel postare le immagini della pubblicazione del Mettup di Bologna relativo alla discussione, che coinvolgeva attivisti ed eletti...
Giovedì 04 Aprile 2013 13:59
Ufficio di Presidenza - DIA
[AGGIORNATO CON QUALCHE ESTRATTO DEGLI ATTI] Oggi il Consiglio Regionale della Liguria ha "nominato" i tre "grandi elettori" che rappresenteranno la Regione Liguria nella votazione per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Quello che è uscito è davvero, crediamo, l'ennesima occasione in cui la politica in questa regione ha affrontato la decisione senza valutare le ragioni di opportunità della scelta. Sono stati votati, nell'ordine: Rosario MONTELEONE, Cludio BURLANDO e Luigi MORGILLO. Ecco tre schede su di loro, buona lettura...
Mercoledì 03 Aprile 2013 11:25
Ufficio di Presidenza - DIA
La tenacia, capacità ed efficacia dell'operato della D.I.A. arriva ad un risultato senza precedenti nel contrasto al patrimonio mafioso ed all'operativativa di Cosa Nostra non soltanto nel supporto alla latitanza di Matteo Messina Denaro, ma anche nell'aggressione alle reti societarie, facenti capo direttamente a Nicastri ed ai suoi familiari, con cui si è sviluppata l'infiltrazione nel settore delle energie rinnovabili. 1 MILIARDO e 300 MILIONI di euro andati a confisca e misure di Sorveglianza Speciale per il NICASTRI Vito. Il NICASTRI, al servizio di Cosa Nostra, ma anche della 'Ndrangheta, con società dal sud a Milano, non ha avuto scampo, anche grazie alle nuove normative adottate in materia di misure preventive di aggressione ai beni illeciti. Oltre alle congratulazioni ed il ringraziamento alla DIA per questo straordinario risultato, auspichiamo che ora si possa procedere sulla galassia di altre "scatole cinesi" rappresentate dalle società "satelitti" del NICASTRI (e dell'altro "signore dell'eolico" VIGORITO) vengano finalmente colpite... Pubblichiamo i documenti ufficiali dell'Operazione che documentano non solo il risultato raggiunto, ma anche lo straordinario lavoro promosso dalla DIA: - ilCOMUNICATO STAMPA della DIA [formato .pdf] - il DECRETO DI CONFISCA del TRIBUNALE [formato .pdf]
Il Governo – che detiene il Potere Esecutivo - deve avere la fiducia delle Camere (art. 94 Costituzione), ovvero dal Parlamento che detiene il Potere Legislativo. Il Presidente della Repubblica, che nomina il Governo, può sciogliere le Camere (o anche solo una di queste) dopo aver sentito i loro Presidenti (art. 88 Costituzione).
Nella storia della Repubblica le Camere sono state sciolte SOLO quando, venuta meno la fiducia al Governo in carica, non vi erano possibili Maggioranze in grado di esprime fiducia ad un nuovo Governo. In altre parole, secondo la dottrina costituzionale, il Presidente della Repubblica può sciogliere le Camere (o una di essa) solo quando vi è un “blocco del sistema”.
In alternativa, ovvero se il Presidente della Repubblica sciogliesse le Camere (o una di essa) quando queste operano e, con una legittima maggioranza, reggono l'azione del Governo, essendo indiscutibile, per il nostro ordinamento, la centralità del Parlamento, espressione del voto popolare, l'atto di scioglimento sarebbe un attentato alla Costituzione...
Dopo aver smontato la montatura sulla questione "premio a Berlusconi", alcuni semplici ed oggettivi fatti per smontare le ennesime bufale riproposte per cercare di screditare Grasso ed il suo lavoro in magistratura... Dalla questione della Procura Nazionale Antimafia a quella Andreotti.
La cosiddetta legge "anti-Caselli" era, per l'appunto "anti-Caselli" e non “pro-Grasso”. E non sta in piedi il "teorema" per cui Grasso ha "accettato" quella Legge perché era a suo vantaggio. Non sta in piedi perché una Legge (che viene fatta dal Parlamento), così come un Decreto (che viene fatto dal Governo), una volta promulgati dal Presidente della Repubblica e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, entrano in vigore. Piaccia o non piaccia la si deve applicare ed accettare. Non c'è cittadino (e nemmeno un magistrato) che possa decidere di "non accettare" una Legge in vigore. Ed una Legge è in vigore finché viene dichiarata anti-costituzionale o viene abrogata! Ma entriamo nel merito della nomina... con quei dettagli mozzati dalle ricostruzioni degli accusatori...
Le manifestazioni ed i sit-in devono essere autorizzati dall'Ufficio Ordine Pubblico della Questura. Il Questore non ha certamente il diritto di impedire una libera manifestazione di cittadini, anche quando questi esprimono contenuti pericolosi e indegni, ma ha certamente il diritto e dovere (!!!), anche per tutelare l'ordine pubblico ed i diritti di terzi, di impedire che una manifestazione o semplice sit-in si svolga in un determinato luogo, assegnando altra collocazione per lo svolgimento dell'iniziativa. A Ferrara il Questore è Luigi Mauriello, arrivato lì perché rimosso da Imperia, dove non vedeva la mafia, non vedeva la 'ndrangheta, non vedeva nulla di ciò che soffocava quella provincia, manco gli arsenali della cosca. A Ferrara non ha visto le mele marce che ha intorno nel Palazzo, così come la sua Questura ha autorizzato quella "porcata" di messa in scena contro la memoria di Federico Aldrovandi e conto la sua famiglia. Una mobilitazione fuori da ogni logica, da condannare senza alcuna riserva...
La manipolazione, così come la decontestualizzazione, di dichiarazioni è una pratica pessima e vergognosa, segno di malafede e palese testimone di assenza di obiettività di giudizio. Dire che Grasso voleva dare "un premio a Berlusconi per la lotta alla mafia" e sotto intendere che quel premio fosse un riconoscimento alla persona Berlusconi quale esempio di contrasto alle mafie, è certamente fuorviante. In realtà Grasso, ispirandosi come sempre al "modello Falcone", dichiarò, molto pragmaticamente che il Governo Berlusconi, avendo approvato un provvedimento utile ad aggredire i patrimoni mafiosi ed illeciti, accelerando le procedure di sequestro e confisca, aveva fatto azione meritoria, cosa indiscutibile, per altro...
Con l'avvio della nuova Legislatura e viste le dichiarazioni programmatiche della coalizione di centrosinistra, abbiamo inviato al Responsabile Giustizia del PD, Andrea Orlando, già parlamentare ligure in Commissione Antimafia, alcune semplici proposte, di facile attuazione, che riteniamo urgenti e fondamentali in materia di aggressione ai patrimoni mafiosi, potenziamento della D.I.A., beni ed aziende confiscate e contrasto al riciclaggio attuato attraverso le videolottery. Crediamo che se si vuole cambiare le cose sia necessario fare proposte concrete e su queste lavorare perché siano accolte ed attuate. Questo in parallelo alle analisi e conseguenti proproste di miglioramento delle norme vigenti o in discussione. Così abbiamo sempre fatto e così continueremo a fare, fuori dalla pratica dello slogan e del populismo. E' un atteggiamento “laico” che, crediamo, se fosse assunto come prassi generale, fuori da ogni logica di strabismo, preconcetto o calcolo di vantaggio opportunistico e pretestuoso, permetterebbe di compiere passi avanti importanti. Ecco le proposte e la sua risposta...
Mercoledì 13 Marzo 2013 15:30
Ufficio di Presidenza
Beppe Grillo supera il maestro. Ed il maestro era il suo grande amico (che vorrebbe al Quirinale) Antonio Di Pietro. Sì, questo è ciò che emerge dagli ATTI. Ci spiace non guardare alle favole, alle parole, alle urla ed agli slogan. Questi, destinati al popolo di creduloni, sono contraddetti dagli ATTI ufficiali e formali. E questa, visto che il M5S è il Primo partito italiano, è una questione democratica, non una vicenda personale o che riguarda una qualsivoglia associazione...
Giovedì 28 Febbraio 2013 23:06
Ufficio di Presidenza
Ora la raccontiamo tutta, la storia del perché nascono come funghi grandi e piccole sale da gioco, che vivono nonostante un praticamente costante “deserto” e raccontiamo, quindi, come le videolotterysono di fatto vere e proprie lavatrici di denaro sporco.
Nulla di più semplice e facile del meccanismo che hanno inventato. Al momento, per come è la situazione, solo un controllo costante di ogni singola postazione (cioè di ogni singola videolottery) potrebbe impedirne l'esecuzione. Se questo risulta, quindi, chiaramente impossibile, non è più facile o realistico pensare neppure di porre in essere un controllo sui movimenti dei soldi, seppur tracciati su conti correnti...
Venerdì 22 Febbraio 2013 08:49
da Liliana Esposito Carbone al Prefetto di Reggio Calabria
Signor Prefetto,
ancora una volta, come dall’aprile 2006, mi precludo di esercitare il mio dovere ed il mio diritto di cittadina italiana in elezioni democratiche e nel pieno rispetto dei principi costituzionali. Anno dopo anno pervengo a questa determinazione con la stessa amarezza e lo stesso sconforto, mentre a cura di qualche anima buona, qui e là candidata, mi vengono insopportabilmente sempre raccomandati una convenevole “pazienza” ed un più opportuno “riserbo”, in forme estreme di ipocrisia.
Sono consapevole del fatto che Ella, seppure nella compiutezza del Suo autorevole ruolo, in alcun modo possa intervenire in ambiti di altra competenza istituzionale, ed infatti questo mio gesto non è querimonia, e non è protesta, né esprime indifferenza per i problemi comuni del nostro paese in questa tanto difficile contingenza sociale ed economica; ma non è neppure un gesto di mera o pretestuosa coerenza, che con il trascorrere del tempo potrebbe essere sentito come patetico.
È, invece, l’unico strumento che io possa utilizzare per far sì che questa parte di Calabria, assuefatta com’è alle pozze di sangue ed alle insufficienze investigative, non si adagi nella rassegnazione, e non dimentichi la morte violenta di mio figlio Massimiliano Carbone, un ragazzo di Locri, un amabilissimo papà. Padre, sì, perché a Lui ripetute perizie biologiche decretate dalla Magistratura e finora considerate da ben cinque Tribunali attribuiscono un figlio, un orfano bianco ormai adolescente, che si proietta alla vita oltre suo padre, in questo contesto culturale così fortemente connotato da un certo tipo di “storia” di Locri...
Giovedì 21 Febbraio 2013 18:09
Ufficio di Presidenza
Un altro capitolo si aggiunge a questa storia. Un altro tassello che dovrebbe, laicamente, far ragionare, per capire e valutare. Loro, i "5 Stelle", anche questo, lo vivono come un “attacco”, sintomo pericoloso dell'assenza di capacità critica e tolleranza al confronto ed all'indipendenza e diversità di pensiero. Noi, che non abbiamo mai avuto e mai avremo padroni o padrini, raccontiamo anche questo...
In Liguria, lo abbiamo già documentato e scritto, la terra di Grillo, di problemi seri il M5S ne ha tanti... Uno su tutti: l'immobilismo! Il non disturbare sulle cose che contano e dedicarsi alla propaganda. Ma se è vero che i “mali” non sono causati da loro, la “cura” non può essere questa... e quando si sbaglia cura i mali peggiorano, non si guarisce! Se di Genova abbiamo già ampiamente parlato (vedi qui e qui) le cose non sono cambiate in meglio.
Non è cambiato nemmeno il M5S nell'estremo ponente ligure...
Sabato 16 Febbraio 2013 09:25
Ufficio di Presidenza
Partiamo da Savona. Partiamo dai traffici illeciti di rifiuti che tra Liguria e Piemonte ed un epicentro la TIRRENO POWER di Vado Ligure, secondo l'indagine della DDA di Genova (a seguito del lavoro della Procura di Savona) che ieri ha mandato i Carabinieri del NOE. Una decina sono le persone indagate per lo smaltimento delle ceneri di carbone centrale. Dai documenti acquisiti dai militari del NOE - per conto della pm Arena (componente della DDA con delega al Ponente ligure) - si apprende che le attenzioni dell'antimafia sono, ancora una volta, centrata sull'asse Liguria-Piemonte, ed in particolare su alcune imprese piemontesi che si occupano di smaltimento delle ceneri, autotrasportatori, oltre, ad alcuni responsabili della Centrale Tirreno Power (che, con una comunicazione ufficiale, si dicono tranquilli, affermando che loro sono trasparenti e disponibili tanto che (e ci mancherebbe pure) hanno consegnato i documenti richiesti ai Carabinieri.
E Savona torna, quindi, ancora, come nei decenni passati al centro di un inchiesta per traffico illecito di rifiuti speciali... E Savona vede coinvolto uno dei suoi principali imprenditori, Aldo DELLE PIANE, in una delle più pesanti inchieste della Procura di Genova – coordinata dal pm Pinto e seguita dalla Guardia di Finanza -. E' l'indagine che prende il nome di “PANDORA” (di cui abbiamo già parlato), avviata con perquisizioni e sequestri nel 2009, e che ha individuato il “cartello di imprese” facente capo a Gino MAMONE della ECO-GE (famiglia indicata ancora nell'ultima relazione della DNA, come abbiamo recentemente ricordato) per il controllo degli appalti e dei subappalti del colosso pubblico genovese SVILUPPO GENOVA, ed in particolare per le demolizioni e bonifiche delle aree delle ex Acciaierie di Cornigliano...
Venerdì 15 Febbraio 2013 23:29
Ufficio di Presidenza
Non solo “solidarietà”, ma anche impegno per difendere e sostenere Mario Molinari, uno con la schiena dritta che non si piega. Uno che il “giornalismo” lo concretizza con la sua indipendenza, caparbietà e professionalità. Poteva fare di tutto, vivere tranquillo, pagato bene e sicuro di non avere problemi. Non lo ha fatto. Ha scelto una sfida difficile: fare informazione (con inchieste serie e documentate) in una terra, il savonese, piegata da massoneria e mafia. Ha rotto un muro, quello dell'omertà. Ha “costretto” anche le corazzate dell'informazione locale a prendere atto che il savonese non è “un isola felice”, bensì tutt'altro...
Giovedì 07 Febbraio 2013 15:26
Ufficio di Presidenza
Gino MAMONE con Paolo STRIANO, sono stati condannati, rispettivamente a 3 anni di reclusione il primo e 3 anni e 6 mesi il secondo, dal Tribunale di Genova, per corruzione in merito alla nota vicenda dell'area dell'ex Oleificio Gaslini, che rappresenta uno dei tasselli della maxi inchiesta sui MAMONE promossa dal pm Pinto con il Gico. Questo dettaglio appesantisce certamente la misura interdittiva (atipica) che il Prefetto Musolino aveva promosso nei confronti di Mamone con la sua ECO-GE, visto che in allora non vi era alcuna conferma giudiziaria che ora, anche se solo in primo grado, invece, è giunta. Pubblichiamo integralmente qui la Sentenza (formato .pdf)
Gino MAMONE aveva promosso querela contro il Presidente della Casa della Legalità perché, come avevamo già accennato, durante la trasmissione Exit, nella puntata “Fratelli di Mafia”, su La7, Abbondanza lo avrebbe diffamato affermando che il Gino MAMONE è componente della famiglia MAMONE, che svolge l'attività di imprenditore e che in questa veste ha avuto rapporti con il sindaco di Arenzano Luigi Gambino ed ha finanziato l'associazione politico-culturale di Claudio Burlando...
Mercoledì 06 Febbraio 2013 09:02
Ufficio di Presidenza - Libera
Ringraziamo Libera e don Luigi Ciotti per questo messaggio. La situazione è sempre più pesante e "surreale". Se nel savonese le Autorità locali (Prefettura e Questura) dispongono un'elevata attenzione, con uomini e mezzi, a tutela del presidente della Casa della Legalità, altrove, fuori da quei confini provinciali, le misure sono assolutamente insufficienti e completamente assenti per gli spostamenti. Come abbiamo sempre detto: si va avanti e non si cede nè tempo, nè spazio! Il nostro dovere di "cittadini", con l'impegno promosso in questi anni, non sarà piegato, non si ferma e, come abbiamo ricordato alcuni giorni or sono, non è soggetto a "trattative".
Giovedì 31 Gennaio 2013 14:06
Ufficio di Presidenza
Possono evitare di inviare altri emissari. Dovrebbe già essergli chiaro che non si è disponibili a cedere. Non siamo in vendita, come non lo siamo mai stati. Non siamo pietrificati dalla paura, come non lo siamo mai stati. Dovrebbero sapere che le offerte di pax o trattativa le rigettiamo.
Noi, non trattiamo e non facciamo alcuna pax con quella montagna di merda che sono i mafiosi. Dovrebbero saperlo bene quegli sporchi vermi 'ndranghetusi a cui gli abbiamo detto chiaro, in faccia, che non ci fermiamo finché non saranno schiacciati, privati di ogni bene e potere...
Domenica 27 Gennaio 2013 19:12
Ufficio di Presidenza
L'ex Economo della Diocesi savonese, don Carlo Rebagliati, a fine 2011 temeva per la propria vita. La ragione: ho denunciato e so della gestione finanziaria ed amministrativa, delle “porcherie” della Chiesa, degli intrecci tra Ior, massoneria e 'ndrangheta.
Lo scontro con monsignor Calcagno, ex Vescovo di Savona, salito poi al vertice della gestione finanziaria del Vaticano, nell'era Bertone, e gli intrecci “indicibili” di affari e riciclaggio, sembrava ormai vinto per Calcagno e Don Rebagliati temeva per la propria vita...
Mercoledì 16 Gennaio 2013 00:35
Ufficio di Presidenza
La storia delle INTERCETTAZIONI di NAPOLITANO, vediamo i fatti in uno schemino... così, forse, si capisce come stanno i fatti e dove sta la propaganda.
P.S. Questo indipendentemente dal giudizio politico sull'operato di Giorgio Napolitano da prima a durante il suo mandato da Presidente della Repubblica.
Martedì 15 Gennaio 2013 22:09
Ufficio di Presidenza
Sono state pubblicate le motivazioni della Sentenza con cui la Corte Costituzionale ha disposto l'accoglimento del ricorso del Presidente della Repubblica in merito alle intercettazioni della Procura di Palermo. Noi avevamo già espresso la ferma convinzione che le intercettazioni andassero distruttere perché violavano il disposto costituzionale in riferimento alla figura del Capo dello Stato. Ma in questo Paese si è voluto montare un caso politico e mediatico, da parte di alcuni - tra cui anche alcuni magistrati della Procura di Palermo, di cui uno certamente oggi candidato alle prossime elezioni politiche - su intercettazioni per cui, tra l'altro, la stessa Procura di Palermo aveva dichiarato non esserci alcuno spunto investigativo e nessun rilievo penalmente rilevante. Il cercare di perseguire responsabilità politiche, come quelle che certamente ha anche Giorgio Napolitano (e che noi da anni abbiamo anche indicato con estrema chiarezza e fermezza), per via giudiziaria, alimentando una campagna fondata sul nulla (come ammesso dalla stessa Procura) e che lasciava spazio ad illazioni e invettive di ogni genere (facendo credere agli italiani che chissà cosa vi fosse di così "torbido" nelle conversazioni intercettate del Presidente della Repubblica), non è certamente la funzione a cui deve assolvere una Procura. La Corte Costituzionale ha, crediamo, debitamente motivato la propria decisione, secondo il rigoroso rispetto del dettato Costituzionale e non, come qualcuno voleva far credere, piegandosi a "condizionamenti politici". Pubblichiamo di seguito il testo integrale della Sentenza della Corte Costituzionale...
Mi dicono da tempo che sono ad alto rischio e che diverse cosche della 'ndrangheta mi hanno posto al centro del loro mirino, per chiudere una volta per tutte il conto. Se da un lato sono evidenti (e pubblici) i tentativi di intimidazione e le aggressioni da parte di esponenti ritenuti legati ai MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, i segnali più pesanti, anche intercettati, sono quelli che vedono come protagonisti gli uomini dei PIROMALLI e dei GULLACE-RASO-ALBANESE.
Vengo allertato da tempo da uomini dello Stato che si occupano delle indagini relativi a queste cosche, attive ed operanti tra Liguria e Piemonte (ed oltre). Sono emerse intercettazioni degli 'ndranghetisti dell'estremo Ponente ligure inequivocabili, agli atti della DDA di Genova. Ho saputo che anche da indagini della DDA di Torino cui emergono altrettanti, se non più evidenti e gravi, elementi univoci che indicano la situazione di concreto pericolo per la mia incolumità e vita...
Venerdì 11 Gennaio 2013 20:58
Libreria Ubik Savona
Il giornale della Curia dedica oggi la prima e la terza pagina a una intervista al Presidente della Casa della legalità Christian Abbondanza: “I mezzi per contrastare l’illegalità ci sono, basta usarli. Basterebbe che negli appalti gli enti pubblici chiedessero alle Prefetture l’informativa antimafia”
Il giornale della Curia dedica la prima pagina e la terza a una intervista del giornalista Marco Calleri al Presidente della Casa della legalità Christian Abbondanza: “L’obiettivo dell’Associazione è quello di fornire supporto a chi ha deciso di denunciare le attività illegali delle potenti famiglie che operano sul territorio. Bisogna però evitare che chi si espone in prima persona sia lasciato solo e diventi così un facile bersaglio…”. Ed è proprio quello che sta succedendo ad Abbondanza, che secondo fonti riservate sta rischiando la vita per le sue denuncie (mai generiche, come spesso si usa nell’antimafia, ma sempre precise: nomi, cognomi, fatti, documenti, rapporti della DIA, ecc), e per questo motivo si è creato un ampio schieramento della società civile che chiede per lui la scorta, tra cui anche “Libera” che da anni si occupa di lotta alla criminalità mafiosa...
Sabato 12 Gennaio 2013 18:39
Ufficio di Presidenza e Sezioni di Lamezia Terme e Locri
Non ce la fanno più, i componenti dell'onorata famiglia FOTIA. Si sentono disonorati da qualunque cosa non gli dica che son belli, puliti e pii. Ora ce l'hanno pure con la Sentenza del TAR! SavonaNews che la pubblica integralmente, come noi, riceve una missiva in cui si minaccia querela per diffamazione. Ma non gli basta quello che ha ribadito il TAR per interrompere con le campagne intimidatorie prodotte a ripetizione per condizionare anche gli organi di informazione? Ed ora veniamo al dunque così da smentire, ancora una volta, i FOTIA...
Sabato 12 Gennaio 2013 13:33
Ufficio di Presidenza e Sezioni di Lamezia Terme e Locri
[AGGIORNATO IN CODA CON COMMENTO ALLA SENTENZA E PUBBLICAZIONE DELLA STESSA] I gravi ritardi dell'azione del Prefetto Di Menna (ormai ex prefetto di Imperia) e della vecchia gestione della DDA nella chiusura delle indagini sull'estremo ponente Ligure, nonché il ritardo con cui (ed anche qui solo dopo il cambio al vertice della DDA) si è contestato il 416 bis ai PELLERGINO-BARILARO e l'aggravante mafiosa per i diversi reati imputati ai PELLEGRINO-BARILARO, sono stati pesanti... Si può dire: devastanti! Basti ricordare che nonostante gli sforzi del procuratore capo di Savona, dott. Cavallone, per ottenere la condanna per le minacce al corpo politico da parte dei PELLEGRINO-BARILARO, si è dovuto attendere la sentenza di Appello. Oggi, così, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Giovanni BOSIO (ora, finalmente, indagato per "voto di scambio", così si fugano i dubbi sul “perché” gli si contestava di essere “piegato” ai desiderata delle famiglie 'ndranghetiste) contro lo scioglimento del COMUNE DI BORDIGHERA per condizionamento mafioso...
Sabato 12 Gennaio 2013 10:41
Ufficio di Presidenza e Sezioni di Lamezia Terme e Locri
Questo Pietro FOTIA, con famiglia e SCAVO-TER, non lo spedisce a stampa e propaganda? Ci pensiamo noi... Il TAR respinge, in via definitiva, nel merito il loro ricorso contro gli Atti Amministrativi della PROVINCIA DI SAVONA (che non si è costituita in giudizio, assecondando il ricorso dei FOTIA) che attuavano l'interdizione dai pubblici appalti derivante dall'INFORMATIVA ANTIMAFIA emessa dalla PREFETTURA DI SAVONA (che invece si è costituita ed opposta in giudizio). Ora cosa dirà il VACCAREZZA? L'Ente da lui guidato aveva dato l'appalto, ad esempio, dello spazzamento neve, alla SCAVO-TER dei FOTIA, con un assegnazione che non trovava traccia sul sito della Provincia, quando, a seguito del provvedimento interdittivo, gli Uffici della Provincia avevano annullato l'assegnazione e proceduto a nuova gara, con un mercato libero e dove la concorrenza non era "soffocata", si sono presentate circa 40 AZIENDE per prendere l'incarico che fu dei FOTIA. Il sindacato, la CISL (che fa parte di "LIBERA"), aveva promosso cortei e manifestazioni, con i lavoratori SCAVO-TER affermando che: la Legalità è importante ma anche il lavoro... Poi la PROVINCIA non si costituiva, come ricordato, in Giudizio, non appoggiava la linea della Prefettura e del Ministero dell'Interno, bensì - come dichiarato da VACCAREZZA - non si opponeva alle richieste della SCAVO-TER dei FOTIA (cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI). Quando il TAR ha dato la "sospensiva" la PROVINCIA ha immediatamente annullato la gara (con 40 imprese) e ridato l'appalto ai FOTIA... Ed ora la parola definitiva del TAR: RICORSO DELLA SCAVO-TER RESPINTO! Chissà se i siti e la stampa savonese darà ampio spazio a questa notizia non gradita dai FOTIA, ma che conferma che lo STATO c'è... Ora, attendiamo con ansia e logica (come anche molti uomini dello Stato) che il Comando Regionale della Guradia di Finanza annulli l'assegnazione di incarico (fatta nel dicembre 2012, nonstante l'Informativa Antimafia) per i lavori presso la Caserma "Damiano Chiesa" sede del Comando Provincia della Guardia di Finanza di Savona (che è il nucelo che ha indagato, portato in carcere e fatto rinviare a giudizio proprio Pietro FOTIA per l'indagine DUMPER)... Tale incarico alla SCAVO-TER (e chi li ha invitati e poi ammessi alla gara, speriamo che sia presto trasferito, visto che non si comprende come una società oggetto di provvedimento con carattere interdittivo potesse essere invitata ed ammessa alla gara!) era stato, nei giorni scorsi, anche usato dai FOTIA (con comunicati stampa a destra e a manca) come sorta di "certificazione" del loro essere "puliti" (sic). Siamo contenti che quanto sostenevamo da tempo, anche, tra l'altro, con l'iniziativa dell'8 settembre a Savona, oggetto di una pesante intimidazione da parte dei FOTIA BOYS (come abbiamo denunciato pubblicamente ed all'A.G.), alla fine sia stato sancito da una Sentenza: quanto sostenevano i FOTIA, con la SCAVO-TER a braccetto della CISL, era infondato nel modo più assoluto! Noi la diamo, ancora una volta, e pubblichiamo di seguito il testo integrale della Sentenza del TAR... [per il resto, rimandiamo al volume "GLI INNOMINABILI FOTIA"]
Venerdì 11 Gennaio 2013 11:15
Ufficio di Presidenza e Sezioni di Lamezia Terme e Locri
I legali della Casa della Legalità – Onlus hanno depositato questa mattina, presso il Tribunale di Savona, il reclamo con cui viene impugnato il Provvedimento del giudice Acquarone richiesto dai FOTIA Sebastiano, Pietro e Donato con la SCAVO-TER SRL.
Come avevamo annunciato, davanti ad un Provvedimento viziato da errori di procedura, primi fra tutti quelli che hanno impedito il contraddittorio, contestazioni pretestuose ed infondatezza nel merito, è stato richiesto l'annullamento del Provvedimento.
Avendo sempre scritto ed affermato, come Casa della Legalità, elementi e fatti veri sui FOTIA e le loro imprese, ampiamente fondati su risultanze molteplici ed univoche di Atti di Reparti Investigativi ed Autorità Giudiziaria, il carattere censorio del Provvedimento richiesto ed ottenuto dai FOTIA non poteva che trovare la nostra ferma, documentata e precisa opposizione.
Si precisa inoltre, cosa che ai signori FOTIA certamente duole, che non solo l'Informativa Antimafia con carattere interdittivo emessa dalla Prefettura di Savona non è mai stata annullata da alcun provvedimento del TAR, ma anche che la procedura di sequestro/confisca dei loro beni, promossa su istanza della DIA, con la Procura di Savona, e fondato su pesanti e consistenti incongruenze sui fondi e beni nella loro disponibilità rispetto a quanto documentato/documentabile dagli stessi, è tutt'altro che concluso, visto che è in corso l'Appello per ottenere, da parte dello Stato, il sequestro e la confisca dei loro beni e delle loro imprese.
Giovedì 10 Gennaio 2013 14:18
Ufficio di Presidenza e Sezioni di Lamezia Terme e Locri
Come “Casa della Legalità e della Cultura – Onlus”, con le sedi Lamezia Terme e di Locri, apprendiamo dalla stampa oggi 10 gennaio la notizia di una sorta di “furto d’identità” del nome dell’associazione da parte di una cosca di San Luca (RC).
Apprendiamo anche che le cosche di San Luca avevano messo le mani sull'appalto per la ristrutturazione di uno stabile destinato ad ospitare la una fantomatica (e da noi non autorizzata e nemmeno conosciuta) “Casa della legalità e della cultura di Polsi”.
Sono stati arrestati due soggetti ritenute vicini al boss della 'ndrina Mammoliti, con provvedimento emesso dal gip di Reggio Calabria nell'ambito dell'inchiesta della Dda denominata "Metano a San Luca", che il 15 settembre del 2011 portò all'esecuzione di sette fermi. I due hanno assicurato alla cosca il controllo del territorio del comune di San Luca consentendo il raggiungimento degli scopi criminali che, nel caso, riguardava controllo dell'appalto "Pon sicurezza casa della legalità e della cultura a polsi", consistente nella ristrutturazione di un fabbricato rurale in località Polsi di San Luca, per un importo di circa 600 mila euro. Non è il primo caso in cui assistiamo ad un furto dell'identità della nostra associazione (era già successo in Campania, nel Lazio ed in Emilia-Romagna) e purtroppo non sarà l'ultimo.
Duole constatare, inoltre, ancora una volta, come denunciamo da anni, che vi sia un pesante condizionamento mafioso nella gestione dei beni confiscati e dei finanziamenti per progetti finalizzati alla legalità. Crediamo sia improrogabile che tutti i “soggetti” sani impegnati sul fronte della Legalità, promuovano una seria analisi volta ad affrontare e risolvere questo devastante problema, uscendo dalla retorica ed ipocrita visione “trionfalista”, che troppo spesso ha coperto e copre anche i tentativi di infiltrazione nell'ambito dei progetti di gestione dei beni confiscati e dei finanziamenti.
l'Ufficio di Presidenzae le Sezioni di Lamezia Terme e Locri
NOTA DI AGGIORNAMENTO:
Come Ufficio di Presidenza si è anche deciso di procedere, se vi saranno i termini, di costituirci Parte Civile come "Casa della Legalità e della Cultura - Onlus" nel processo che seguirà all'indagine.
Venerdì 04 Gennaio 2013 22:12
GiovaniDemocratici - Genova
Riteniamo, come organizzazione giovanile del Partito Democratico genovese, che non sia più procrastinabile l’assegnazione di una scorta fissa a tutela dell’incolumità fisica di Christian Abbondanza, Presidente della Casa della Legalità. Lo dichiarano Federico Tanda e Mattia Visciotto, Segretario Provinciale e Responsabile Giustizia e Sicurezza dei Giovani Democratici di Genova.
Alla luce dell’apertura di nuovi fascicoli giudiziari, scaturita dalla costante e impegnata attività di denuncia rispetto ai legami e alle collusioni tra criminalità organizzata, mondo delle istituzioni ed esponenti della politica, portata avanti da Abbondanza negli ultimi anni senza guardare in faccia nessuno, i rischi per la sua vita sono aumentati in maniera considerevole, come emerge da alcune telefonate intercettate dai Carabinieri e intercorse tra due presunti esponenti di spicco della ‘ndrangheta ligure.
Per questo – continuano i due membri della Segreteria genovese dei GD –affermiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà a Christian Abbondanza e apprezzamento per la sua continua testimonianza di impegno antimafia, portata avanti insieme a un pugno di collaboratori, tra difficoltà economiche crescenti e senza godere delle attenzioni mediatiche che probabilmente avrebbe meritato.
Chiediamo - concludono Tanda e Visciotto – unendoci agli appelli e alle sollecitazioni giunte da più parti, al Prefetto di Genova, Dott. Giovanni Balsamo, e al Comitato Provinciale per l’ordine pubblico di intervenire intensificando le misure di vigilanza già adottate dall’allora Prefetto Musolino, che appaiono ormai insufficienti in relazione agli evidenti pericoli in cui incorre quotidianamente il Presidente della Casa della Legalità. Chiediamo che lo Stato si dimostri non esitante a difendere quei cittadini che, esclusivamente per passione civile e senza chiedere riconoscimenti di alcun tipo, danno un contributo disinteressato alle battaglie per la legalità.
Venerdì 04 Gennaio 2013 08:41
Ufficio di Presidenza
Armando BIASI, il sindaco di VALLECROSIA, amato e voluto dalla famiglia 'ndranghetista dei MARCIANO', pare voglia dimettersi questa mattina. Sarebbe l'ennesima vergognosa fuga, dopo quella tentata da Tano SCULLINO a Ventimiglia, per impedire l'arrivo della Commissione d'Accesso. La "via d'uscita" che il vecchio boss MARCIANO' auspicava e voleva anche per Bordighera e Ventimiglia, è la strada scelta da BIASI con le dimissioni.
BIASI scappa, fugge con la coda tra le gambe, perché sa benissimo che la Commissione d'Accesso avrebbe un solo esito: SCIOGLIMENTO PER CONDIZIONAMENTO MAFIOSO. Armando BIASI vuole impedire che quel COMUNE venga ripulito e con la scorciatoia delle dimissioni vuole salvare se stesso e gli altri tasselli della ragnatela di influenza della 'Ndrangheta in quel Comune. Così facendo, impedendo che l'inchiesta amministrativa (che noi, come Casa della Legalità, chiediamo dall'agosto 2010, riibadendola, in ultimo, anche con ulteriore richiesta ufficiale il 10 dicembre 2012) accerti i fatti, tiene aperta, inoltre, per se ed i suoi uomini nell'amministrazione comunale, la possibilità di ricandidarsi.
Il COMUNE DI VALLECROSIA deve essere liberato e bonificato, le dimissioni di BIASI vogliono impedirlo. E' l'ennesima vergogna, resa possibile, anche grazie a quei ritardi, gravissimi ritardi, che vi sono stati con la gestione dell'ex Prefetto Di Menna ed anche della vecchia passata gestione della DDA genovese.
Se questa mattina BIASI Armando si dimette non avremo altra via che indicarlo pubblicamente, con fermezza e determinazione, come colui che prima stringeva il "patto" con la 'ndrangheta ed ora vuole impedire l'accertamento dei fatti e la "rinascita" del COMUNE DI VALLECROSIA. Come abbiamo fatto con SCULLINO: non gli daremo tregua, lo indicheremo all'attenzione della comunità, lo inchioderemo alle sue (ir)responsabilità pubblicamente! Se scappa dal COMUNE oltraggia non solo la decenza, ma, una volta di più, anche la comunità ed il COMUNE, quell'Istituzione che ha già piegato al desiderata dei MARCIANO'. Con le sue dimissioni il BIASI si dimostrandosi incapace di assumersi le responsabilità delle proprie azioni.
“Vorrei svegliarmi ogni mattina con dentro un filo di speranza... Vorrei strappare i tuoi sorrisi qui fra le mie braccia. Di tutto di più darei l’assalto al cielo di tutto di più per un istante almeno vorrei…. Vorrei arrivare fino a maggio. Vorrei per tutti più colore. Vorrei sconfiggere la noia per non cadere dal dolore... Vorrei perfetta questa notte. Vorrei confondermi alla pioggia Di tutto di più darei l’assalto al cielo di tutto di più per un istante almeno vorrei…”(The Gang - "Vorrei")
Un altro anno è passato, tra le barricate ed il campo aperto dell'azione, mentre quella fortuna che ci meritiamo, ancora, non si è vista. Di strada ne abbiamo percorsa, ma non basta mai. La semina è ancora lunga, prima di poter aver nuovo pane. E' solo un altro anno passato nell'eterna lotta tra il bene e il male. E' un nuovo bagaglio di conoscenza e di sguardi ed abbracci. Sono altri addii a chi ci ha lasciato fisicamente, ma che non ci abbandonerà mai. Sono nuovi incontri, ricordi, sentimenti, amore e bellezza che incontriamo e che ci segnano. E' gioia e dolore. Come in ogni tempo. Non ci hanno spento, non ci hanno avuto, si è ancora VIVI! Ed allora è sempre “oltre” che dobbiamo guardare, senza mai stancarci. Oltre a quelle sofferenze che dobbiamo pagare. Oltre alle cadute da cui dobbiamo rialzarci. Oltre le sconfitte ed oltre le vittorie. Il cammino non si ferma perché il FUTURO lo si possa ancora scrivere. Forse non noi, ma chi verrà, senza colpe, lo merita questo sforzo ed il sacrificio di oggi. E' passato un anno in cui abbiamo difeso la nostra DIGNITA', e se siamo ancora LIBERI, è perché siamo rimasti BANDITI e non abbiamo firmato la resa. Un nuovo Umanesimo, che ci faccia comprendere che dobbiamo tutti ridare senso e sostanza alla parola COMUNITA', è la sfida che ancora ci attende e che dobbiamo vincere. Superando egoismi e superficialità, oltre all'indifferenza ed all'opportunismo. Non è una sfida facile. E' assunzione di responsabilità quotidiana, nella normale attività di ciascuno. E' laicità dell'esistenza, del pensiero e delle scelte. L'ultima utopia possibile e, forse, anche realizzabile, se solo, in tanti, decideremo di crederci. Da soli non siamo niente, insieme possiamo superare il limite e varcare la soglia del FUTURO! Non è retorica o augurio di rito. E' ciò che credo per ciò che ho vissuto e vivo. Per questo, di cuore e di mente, un abbraccio a tutti ed auguri sinceri a chi se li merita, perché sa che ha fatto il proprio dovere e perché non ha chinato il capo o piegato la propria volontà ed i propri sogni!
Lunedì 31 Dicembre 2012 17:38
Ufficio di Presidenza
Sapevamo che il Carmelo "Nino" GULLACE (di cui abbiamo parlato anche a Natale), oltre che per lo “stocco”, aveva un debole per i dolciumi, così come la sua “signora” Giulia FAZZARI. Nei fotogrammi che pubblicammo, relativi al “battesimo” (1993) in casa MAMONE, a Genova, il “padrino” GULLACE tagliava la torta, la sua consorte se la gustava in compagnia del RAMPINO. Già allora il dolcetto era 'ndranghetista... Ma ora, nell'anno 2012, li ritroviamo dietro al marchio “I SAPORI DI MARIA”...
In attesa che scattino custodie (cautelari), sequestri e confische per schiacciare quel verminaio di cosca GULLACE-RASO-ALBANESE, con famigliole connesse quali FAZZARI, PRONESTI' FILIPPONE, SCIGLITANO, MAMONE ed oltre, le attività di “mimetizzazione” e riciclaggio del denaro sporco che producono le attività di “famiglia” (quelle illecite e quelle “mascherate” da imprese nate, tutte, nel marciume di un origine criminale dei tempi del duetto Francesco FAZZARI & GULLACE Carmelo) proseguono senza sosta, con qualcuno che, ovviamente, chiude gli occhi. Negli anni passati (ovvero prima dell'arrivo del procuratore capo Granero) davanti a vendite che svuotano un'impresa con quote sotto sequestro (svuotando la COMITO – Giulia e Rita FAZZARI - e riempendo la SAMOTER – Rita FAZZARI e - consorte- Roberto ORLANDO), la vecchia gestione della Procura restava silente, in una immobile acquiescenza. La Regione Liguria gli ha dato e rinnovato concessioni, pur se ciò non sarebbe potuto avvenire. Enti Locali gli hanno affidato incarichi vari ed ancora di recente li hanno assecondati tra “fornitori” accreditati e per progetti impresentabili. Vuoi, in ultimo, che gli occhi si siano chiusi, per una licenza commerciale...
Lunedì 31 Dicembre 2012 15:25
Ufficio di Presidenza
Come Casa della Legalità vogliamo sottolineare che il giovane imprenditore spezzino è stato liberato grazie alla professionalità dei magistrati titolari dell'inchiesta e degli agenti delle Forze dell'Ordine. Non è stato pagato riscatto richiesto (pare di 8 milioni di euro), non è stata una liberazione dei sequestratori... Sono state fatte indagini serrate, sono stati individuati i possibili sospetti, è stato quindi liberato in uno dei loghi riconducibili ad uno dei sospetti, in una cantina di un imprenditore edile a Sarzana! E quindi, sono stati anche fermati tre responsabili del sequestro. Hanno lavorato bene, lontano dai riflettori, sia i magistrati della DDA di Genova, coordinati dal procuratore capo Michele Di Lecce, sia gli agenti di polizia e carabinieri, dando prova di grande professionalità e competenza! Per questa ragione crediamo che sia doveroso ringraziarli...
Il Fatto Quotidiano - 31 dicembre 2012 Fare antimafia ... Fare antimafia con Abbondanza in Liguria “Due colpi di pistola alle gambe e se continua a scrivere un colpo alla testa che gli passa la voglia”, “Sanno tutto, scrivono di tutti”, “vanno lasciati perdere per un paio d’anni per eliminarli dopo”.Dicono così i protagonisti delle intercettazioni dell’inchiesta ‘La Svolta’ che ha colpito la ‘ndrangheta in Liguria. Messaggio chiaro: Christian Abbondanza e Marco Ballestra rischiano la pelle. Anche perché sono soli. Niente protezione per loro.
Comincia così l’articolo (che è più un grido di allarme) di Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano nel numero della vigilia di Natale; del ‘bandito Christian‘ ne abbiamo parlato e ne parliamo da un po’ cercando di sostenere le sue denunce che risultano antipatiche e spigolose come sono spigolosi i rompipalle per vocazione. Vocazionista dell’antimafia più che professionista, si dovrebbe dire...
Domenica 30 Dicembre 2012 16:38
Ufficio di Presidenza
Loro vogliono l'oblio, noi gli diamo l'Attenzione...
Online, in formato .pdf, II° volume dei Quaderni dell'Attenzione, "SIGNORE E SIGNORI, GLI 'INNOMINABILI' FOTIA, FAMIGLIA D'ONORE", scaricabile gratuitamente, che contiene la raccolta (oltre 200 pagine), dal 2010 - 2012, delle pubblicazioni dedicata alla famiglia FOTIA ed alle loro imprese (il file è allegato). Il link per scaricare il volume [5,27 Mb] è questo.
La Nota Introduttiva al volume:
Questa è una raccolta dei testi sui FOTIA scritti e pubblicati tra il 2010 ed il 2012. Molti di questi articoli hanno anche dato spunto ad attività investigative e giudiziarie e rotto il silenzio che avvolgeva la famiglia FOTIA nonostante gli Atti parlassero da tempo chiaramente. Tutte le pubblicazioni si fondando su fatti di rilievo pubblico indiscutibile, ed informazioni pubbliche relative ai FOTIA ed alle loro società. Tra le fonti ufficiali utilizzate vi sono Atti Giudiziari (Sebastiano FOTIA, Pietro FOTIA, SCAVO-TER, Mario VERSACI, indagine MAGLIO 3 e LA SVOLTA, TAR); Relazioni e Rapporti della Procura Nazionale Antimafia, DIA, Commissione Parlamentare Antimafia; Informative ROS e Polizia di Stato. Sono stati inoltre richiamati articoli di stampa nonché documenti contabili e visure camerali delle imprese dei FOTIA, oltre a delibere e determine di Enti Locali. E' una verità scomoda che qualcuno, oltre a loro, vuole oscurare, con una vera e propria censura. Da un lato hanno tentato di fermarci con intimidazioni palesi, dall'altro con azioni legali a raffica volte sempre a cercare di farci tacere. Hanno tentato aggressioni e delegittimazioni di ogni genere... ma noi non abbiamo mai ceduto! Noi non chiniamo il capo, altri sì, lo hanno fatto e lo continueranno a fare. Per noi conta la verità dei fatti, piaccia o non piaccia agli “innominabili” signori FOTIA, secondo gli Atti: cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI. Siamo o no dei “banditi”? Quindi, ecco a voi, questa storia, fatta di capitolo dopo capitolo, in ordine cronologico di pubblicazione, dove la situazione veniva aggiornata, pezzo dopo pezzo, sino ad oggi. Tasselli scomodi di una realtà indecente che bisogna conoscere! Buona lettura e se volete diffondete!
Chiunque, oltre a scaricare il volume [http://www.casadellalegalita.info/Gli-innominabili-FOTIA.pdf] è autorizzato a diffonderlo senza alcuna limitazione. Anzi, un invito: che venga distribuito! Alla volontà di censurare i documenti e gli Atti citati, i fatti (non opinioni e non “illazioni investigative”) indicati, uno dopo l'altro, non vi è miglior risposta che la diffusione di tali contenuti. Crediamo che una libera ed indipendente informazione, sia essa portata avanti da organi tradizionali o attraverso il web, debba rispondere in modo netto e senza alcun cedimento alle intimidazioni, di qualsiasi natura, portate per imporre il bavaglio e, quindi, l'oblio.
Sabato 29 Dicembre 2012 14:01
Ermanno Forte - l'Espresso
L'Espresso - 19 dicembre 2012 Intervista 'La mafia non ci fermerà' Parla Christian Abbondanza, il fondatore del movimento di denuncia contro la criminalità organizzata del centro nord minacciato dai boss. Ora comitati e semplici cittadini hanno promosso un appello perché gli venga attribuita la scorta. E intanto lui dice: 'I clan divorano qualunque cosa. Non possiamo accettarlo'
"Avviso ai mafiosi: le vostre minacce non ci fermeranno. Siete voi nel mirino". E' questo il messaggio di benvenuto che si legge aprendo l'homepage del sito di Casa della Legalità, il movimento di denuncia e contrasto alla criminalità organizzata nel nord Italia, presieduto e incarnato da Christian Abbondanza. Che, fin dalla formazione del gruppo a Genova, nel dicembre 2004, è stato ripetutamente raggiunto da minacce e intimidazioni più o meno dirette...
Sabato 29 Dicembre 2012 13:58
Ferruccio Sansa - Il Fatto
Il Fatto Quotidiano - 24 dicembre 2012 ‘Ndrangheta, date la scorta a Ballestra e Abbondanza “Due colpi di pistola alle gambe e se continua a scrivere un colpo alla testa che gli passa la voglia”, “Sanno tutto, scrivono di tutti”, “vanno lasciati perdere per un paio d’anni per eliminarli dopo”. Dicono così i protagonisti delle intercettazioni dell’inchiesta “La Svolta” che ha colpito la ‘ndrangheta in Liguria. Messaggio chiaro: Christian Abbondanza e Marco Ballestra rischiano la pelle. Anche perché sono soli. Niente protezione per loro. Non bastano le parole dei padrini, mentre c’è chi ha la scorta per fare shopping di Natale. Succede a Imperia, a Genova, dove la ‘ndrangheta ha messo radici profonde. Trovando appoggi tra amministratori di tutti i colori. Quella classe politica che per anni ha chiuso gli occhi.Su internet e nelle piazze, Abbondanza e Ballestra sono stati tra i pochi a denunciare, senza risparmiare nessuno, partiti compresi. Hanno portato alla luce gli scandali ben prima della magistratura e della stampa. E ora chiedono protezione. Ma la Liguria tace. Ferruccio Sansa
Mercoledì 26 Dicembre 2012 18:55
Ufficio di Presidenza
Ancora una volta apprendiamo di messaggi interni alla “rete” di LIBERA perché escono dalla “riservatezza” delle loro comunicazioni ed approdano sul web. Noi non abbiamo mai “insultato” nessuno di LIBERA. Abbiamo espresso critiche, anche forti, ed abbiamo sempre indicato con precisione fatti e circostanze. Abbiamo, su questo, chiesto chiarimenti e confronto. Senza mai ricevere risposta. Saremo fatti male ma a noi non interessa “colpire” o “distruggere” LIBERA, bensì che questa torni all'origine, ovvero struttura indipendente e libera da condizionamenti di politica ed imprese. Abbiamo anche detto che non vi è nulla di male a farsi “struttura” di parte, come è, negli anni, purtroppo, divenuta LIBERA, ma questa scelta, crediamo, per correttezza, dovrebbe essere ammessa e non negata. Fatta questa premessa, veniamo al dunque di questa nuova “uscita” di LIBERA, con questa “nota interna”...
Martedì 25 Dicembre 2012 13:31
Ufficio di Presidenza
Per Carmelo "Nino" (scappoinmutande) GULLACE e famiglia si sta consumando l'ultimo Natale libero. Ormai il tempo in cui lo Stato gli presenta il conto è praticamente giunto e non avrà scampo. Non hanno più alcuna via di fuga, sono all'angolo, pronti per pagare tutto il male prodotto e perpetuato. Le vite che ha devastato, con familiari e sodali, meritano ed avranno Giustizia, perché lo Stato la darà! Fai pure girare il tuo FILIPPONE di fiducia, fai pure la voce grossa per assecondare la tua "signora" Giulia FAZZARI... Incarica quanti sicari vuoi, muovi i tue fratelli, l'Elio ed il Francesco. Orami non avete scampo, dalle Alpi sino al profondo sud, i vostri affari e traffici sono finiti. Tuo cugino ha già confessato... Bruno Francesco PRONESTI', capo-locale del Basso Piemonte, ha già ammesso ("Ammetto di aver fatto parte di una associazione che fa riferimento alla ndrangheta calabrese. Legami di affinità ambientali culturali mi hanno portato a condividere le scelte le strategie ed i metodi associativi e nella zona del basso Piemonte mi sono fatto promotore ed ispiratore di un locale distaccato della ‘ ndrangheta..."). Ti aspetta il 41 bis... non puoi più scappare, ti si tengono i riflettori puntati addosso! La rete dei tuoi protettori, attraverso i "professionisti" ed i legami massonici che nel savonese ti hanno garantito per decenni l'impunità, ormai sono, come te, al copolinea! Sarà bello vedere quella Villa di Via Costa 17 a Toirano, nei prossimi Natali, sottratta alle tue mani insaguinate di verme mafioso. Sarà bello rianimarla di Dignità, Onore e Giustizia, con una gestione a fini sociali per far capire bene, a tutti, che lo Stato c'è ed arriva e, come ci ricordava Peppino Impastato, che la "mafia è una montagna di merda"! La gente inizia a svegliarsi. Incominciano a raccontare... si avviano a comprendere che non ti si deve temere. Il freddo delle manette ai polsi per te ed i tuoi complici, sarà il dono che non possiamo perderci!
Martedì 25 Dicembre 2012 12:04
Ufficio di Presidenza
Ieri, tornando da Savona, si sono visti nelle aree delle ex Acciaierie di Cornigliano, ben disposti, i mezzi in pausa della ECO-GE dei MAMONE. Cambiano le amministrazioni (quantomeno alla guida del Comune di Genova, non c'è più la Marta VINCENZI che ora punta al Parlamento - perché al peggio non c'è fine – ma Marco DORIA) ma i MAMONE sono sempre lì... Le inchieste vanno avanti, in una è arrivata la condanna di primo grado, altre indagini si aggiungo, pesanti, e tutti si trovano bene con loro.
Alcuni giorni prima li avevamo visti operare al fianco dei mezzi della IREN – Mediterranea Acque, in Via Paolo Giacometti... uno dei tanti cantieri dove il colosso IREN è in tandem con la ECO-GE...
Martedì 25 Dicembre 2012 01:09
Ufficio di Presidenza
[IN ATTESA DELL'ANNUNCIATA NOTIFICA DEL PROVVEDIMENTO, CHE CI PERMETTERA' DI PRESENTARE LA NOSTRA DIFESA SECONDO LE PROCEDURE E NELLE SEDI PREPOSTE] I signori FOTIA sono straordinari, riuscirebbero – ovviamente facendosi la causa da soli – a far dichiarare che la Terra è piatta e poi dire: visto che avevamo ragione? Bisogna anche dire che hanno dei legali, tra i più noti e di peso nel savonese, che li assistono e supportano al meglio in questa loro "fantasilandia" (tra parentesi, su uno di questi, giusto giusto oggi, abbiamo integrato un bell’esposto alla Procura della Repubblica che lo riguarda)...
Ma veniamo al dunque. Per l'ennesima volta non ci arriva la notifica di una citazione d'urgenza (ex art. 700) che promuovono, in sede civile, contro la Casa della Legalità (la prima volta è tutta già raccontata qui). Ottengono così dal Giudice del Tribunale di Savona un Provvedimento (vedi qui) che, per ragioni evidenti, non avrebbe dovuto essere adottato dal Tribunale di Savona... mica per altro, ma visto che contestano gli articoli da noi pubblicati, in cui criticavamo in modo netto e documentato i provvedimenti adottati dal Tribunale di Savona (nei loro riguardi così come nei riguardi del boss Carmelo “Nino” GULLACE), e si indicava chiaramente, anche il Presidente del Tribunale di Savona, era ovvia ragione di opportunità che il Giudice del Tribunale di Savona ritenesse quella sede non serena per il giudizio e quindi procedesse alla trasmissione della causa ad altro Tribunale, certamente terzo. Ma andiamo avanti... (e visto che non sarà breve, coloro che leggono, dal savonese, con cappucci, grembiulini e cianfrusaglie massoniche varie, si tolgano il tutto per un attimo, così da essere più comodi e leggere bene)...
Domenica 23 Dicembre 2012 23:02
Ufficio di Presidenza
Siamo quasi a fine anno. C'è Natale... c'è il passaggio al 2013... Ci sono tante spese e tanti regali da fare. E' vero... C'è anche la crisi... Ma 10 euro in tanti, dati con una donazione deducibile alla Casa della Legalità, possono essere determinanti per permetterci di continuare il lavoro...
Se 1.000 persone donassero almeno 10 euro (che in un anno significa poco più di 83 centesimi al mese) sarebbe un risultato importante, anche di riconoscimento del lavoro che si porta avanti, oltre che una boccata d'ossigeno per molti mesi. Se qualcuno può e vuole dare di più, ovviamente, ci darà ancora maggiore capacità di manovra ed azione.
Fate voi, noi pubblichiamo qui le info per chi vuole fare questa donazione... Grazie.
PER LE DONAZIONI SU CONTO CORRENTE BANCARIO
Banco di Sardegna - Filiale I di Genova conto corrente bancario n° 70068890 Abi 01015 - Cab 01401 - Cin T
IBAN IT54T0101501401000070068890 SWIFT SARDIT3SXXX
intestato a: CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus codice fiscale 95101230100
Domenica 23 Dicembre 2012 16:39
Repubblica - ed. Genova
La Repubblica - ed. Genova - 21.12.2012 E i blogger finiscono nel mirino "Tra un paio d'anni li eliminiamo" MINACCE di morte ai blogger. Tra le intercettazioni trascritte dai carabinieri quelle in cui i Marcianò commentano le denunce sui siti della Casa della Legalità di Christian Abbondanza e di Marco Ballestra, apicoltore di Ventimiglia. Vincenzo Marcianò, nipote di don Peppino dice: «Ballestra merita due colpi di pistola come avvertimento alle gambe e se continua uno alla testa». Su Abbondanza e su un suo blitz nel savonese: «E' messo ancora peggio, è andato a seguire Ninetto Gullace dentro la cava.. se lo prendono lo ammazzano». L' interlocutore, Gino Scibilia replica che «vanno lasciati perdere per un paio d' anni per eliminarli dopo». Per Abbondanza la procura di Torino ha inviato ai colleghi di Genova un dossier sollecitando una forma di protezione. m.p.
Domenica 23 Dicembre 2012 13:33
Ufficio di Presidenza
Leggendo gli Atti dell'indagine "LA SVOLTA" ritroviamo non solo le famiglie 'ndranghetiste dell'estremo Ponente ligure, come, su tutti, i MARCIANO', ma troviamo anche la "mappatura" (anzi la conferma della "mappatura" che da tempo indichiamo... e che, lì ha fatti parlare, mentre erano intercettati) sul savonese: i FOTIA, i GULLACE, i FILIPPONE, i PRONESTI', il FAMELI... e poi, a Genova, i MAMONE. Insomma quanti indichiamo da anni... uno ad uno! Ma troviamo anche di più: le fughe di notizie, "l'avvocato di Savona" che faceva avere le carte riservate delle indagini dell'Antimafia a PALAMARA e quindi a MARCIANO'... ed ancora: il "monitoraggio" costante delle nostre pubblicazioni da parte degli 'ndranghetisti... Le vere e proprie minacce di morte per Abbondanza (indicato come "quello di Savona" per le denunce e attività nel savonese) e Ballestra. Troviamo, ben evidente, la pericolosità sociale dei soggetti in questione, con disponibilità di armi e capacità di organizzazione per commettere, con scanner per individuare le microspie, gli accorgimenti per eludere le indagini in corso, con anche un "codice" adottato per evitare di essere capiti... le "talpe" nelle Forze dell'Ordine, "battute di caccia" ad un latitante per eseguirne l'uccisione o le "confessioni" sui lavori fatti prendere, ad esempio, ai FOTIA nei porti di Ospedaletti e Imperia... Ci sono le "confessioni" su come MARCIANO' Giuseppe è riuscito ad evitare la condanna nel processo Teardo... Torna, prepotente, il legame massonico, i contatti con magistrati e l'indicazione di poter condizionare anche i procedimenti giudiziari, sino alla Cassazione! Il vecchio boss, Giuseppe MARCIANO', vede come fosse la peste il Procuratore Capo di Savona, Granero... Non lo sopporta, lo teme più di ogni altro. Teme l'arrivo di Caselli, procuratore di Torino, per la vicenda BOCCALATTE... Poi nei loro dialoghi spuntano gli "infami", "chiacceroni", "quelli che parlano", i "pentiti"... gli "sbirri" (i Carabinieri che indagano), i "cornuti" (i Procuratori Cavallone e Pignatone, la pm Canepa, insieme al presidente della Casa della Legalità, Abbondanza, ed il referente di Imperia, Ballestra)... Il MARCIANO' Giuseppe, con i suoi sodali si lamenta di quello che scriviamo, alcuni bestemmiano... e così, parlando, confessano... perché dicono "Tutto, sanno tutto" e poi aggiungono che li abbiamo indicari tutti e li elencano: FOTIA, PRONESTI', GULLACE, FILIPPONE, FAMELI, MAMONE... lo "stocco", i politici amici (quelli "graditi" e quelli legati più pesantemente all'organizzazione 'ndranghetista)... Non avevamo sbagliato! Abbiamo colpito, con precisione... e li abbiamo fatti uscire allo scoperto... così come, allo scoperto, è uscito quello che, guardando il nostro video su GULLACE, "confessa" di essere stato a lui di supporto per la latitanza e per i suoi viaggi in Francia...
Martedì 18 Dicembre 2012 19:33
Ufficio di Presidenza
Ci risiamo. Almeno leggendo il comunicato pubblicato da IVG. Non ti notificano le citazioni... si fanno la causa da soli e vincono... come l'altra volta (vedi qui). Attendiamo quindi che ci venga notificato questo "provvedimento" - che, tra l'altro, risulta leggermente anticostituzionale, perché certamente nessuno può diffidare e inibire dallo scrivere su qualcuno e riportare Atti - e procederemo ad impugnarlo. Nel frattempoi FOTIA (cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI) potrebbero, in attesa, raccontare qualche dettaglio dei lavori affidatigli, nell'ambito dei centieri del Porto di Imperia e del Porticciolo di Ospedaletti, che il vecchio boss MARCIANO' Giuseppe dichiara di avergli fatto avere lui:
"l'ho mandato io a Fotia al porto (...inc...) capisci...appena hanno fatto...incominciarono il porto l'ho mandato da una parte ed è andato a fare qualche lavoro (...inc..) pure a Ospedaletti.. a Ospedaletti hanno messo..." (Giuseppe MARCIANO', 27 gennaio 2011 in casetta sua a Vallecrosia)
Suvvia raccontino... o meglio: confessino!
P.S. Altre notizie sul fronte giudiziario delle cause infinte che ci piovono addosso: il ricorso in Appello a Genova, presentato contro l'assoluzione con formula piena del Presidente della Casa della Legalità, relativamente alle querele di Venanzio MAURICI, è stato oggi respinto, con conferma della Sentenza di Primo Grado di assoluzione!
l'ho mandato io a Fotia al porto (...inc...) capisci...appena hanno fatto...incominciarono il porto l'ho mandato da una parte ed è andato a fare qualche lavoro (...inc..) pure a Ospedaletti.. a Ospedaletti hanno messo...
1) Del contenuto eventuale di indagini giudiziarie in merito alla persona di BERTAINA non ci interessa, è una questione che esula da quanto abbiamo sollevato!
2) La questione è tutta prettamente “politica”, ed in questi termini non serve attendere alcun risvolto delle indagini. I fatti sono chiari. E questi fatti occorre valutare!
Quindi, ricapitolando...
I MARCIANO' sono noti soggetti legati alla 'ndrangheta ben conosciuti da decenni, non da ieri, in quei territori dell'estremo Ponente ligure. Già dall'indagine sull'ex Presidente della Regione Liguria, Alberto Taerdo, sono stranoti per controllare “pacchetti di voti”.
Se BERTAINA non ci ha mai fatto caso, sul chi fossero i MARCIANO', allora è un ingenuo e gli ingenui fanno danni quando gestiscono la cosa pubblica!
Ma BERTAINA non è un ingenuo e non è un novello di quei territori...
Martedì 11 Dicembre 2012 23:55
Ufficio di Presidenza
[AGGIORNAMENTO IN CODA CON RISPOSTA DEL SINDACO CIVARDI] L'attuale sindaco Tiziana Civardi ha inviato un comunicato stampa in cui afferma: "A seguito del violento incendio che ha colpito un’importante attività produttiva operante sul territorio comunale di Camporosso, Itagro s.r.l., della recente operazione della DDA di Genova denominata 'La Svolta', che apre scenari inquietanti riguardo anche il nostro territorio intemelio, ma anche delle informazioni non ufficiali che pervengono quotidianamente dagli organi di stampa, in qualità di Sindaco del Comune di Camporosso, nelle mie funzioni di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza, ho chiesto al Prefetto di Imperia la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Questo, al fine di analizzare i fenomeni verificatisi e di affermare l’unitarietà dell’azione preventiva di tutti gli organismi della Pubblica Amministrazione. E’ ferma intenzione di questa Amministrazione locale, infatti, di essere parte attiva di qualsiasi iniziativa ritenuta utile al fine di contrastare l’influenza della criminalità organizzata sul nostro territorio comunale. Ho chiesto al Prefetto di convocare il Comitato Provinciale nella Casa municipale di Camporosso, anche come testimonianza di una presenza organica delle Istituzioni che costituiscono la nostra Repubblica.”
La sindaco di Camporosso ha fatto bene nel chiedere alla Prefettura una riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica della Provincia di Imperia, ma il problema 'NDRANGHETA non è questione di ordine pubblico o sicurezza (lo è marginalmente), è soprattutto questione POLITICA ed ECONOMICA...
Lunedì 10 Dicembre 2012 11:15
Ufficio di Presidenza
“LA SVOLTA” non è che l'antipasto. Quella colpita è solo una parte della 'ndrangheta che ha colonizzato l'estremo Ponente ligure e, più in generale, la Liguria tutta. Purtroppo i ritardi nel contrasto repressivo sono decennali. Quelli dell'attenzione, prevenzione e contrasto sociale e civile sono ancora, al momento, praticamente “non pervenuti”. Gli infedeli nelle Pubbliche Amministrazioni, così come dentro ad Istituzioni e settori di controllo, sono ancora tanti, troppi, ed operano per l'altra parte. La capacità di influenza eservitata attraverso la massoneria, inoltre, ha garantito e garantisce ancora, alla 'ndrangheta, una capacità di muoversi in grado di arrecare danno, se non eludere, le attività di contrasto poste in essere dallo Stato. La situazione è preoccupante...
Ieri sera è andato a fuoco il Centro di Compostaggio ITAGRO di Camporosso. Non è la prima volta. E' un incendio che puzza di 'ndrangheta lontano venti miglia. Era il 14 febbraio 2011 che segnalammo ad uno dei reparti preposti la situazione di pericolo di quel sito...
Lunedì 03 Dicembre 2012 08:32
Ufficio di Presidenza
[AGGIORNAMENTO IN CODA CON ESTRATTI DALL'ORDINANZA - 1°, 2° e 3° parte e nei prossimi giorni l'ultima parte] Finalmente è scattata l'Operazione sul “locale” della 'ndrangheta di Ventimiglia e contro quel verminaio che lo ha protetto e assecondato. Agli arresti 15 'ndranghetisti, a partire dal capo storico del “locale”, Giuseppe MARCIANO' ed il figlio Vincenzo MARCIANO'. 13 gli indagati a piede libero, tra cui, per concorso esterno, l'ex sindaco di Ventimiglia Gaetano SCULLINO, l'ex City Manager di Ventimiglia (e già amministratore del Comune di Vallecrosia) Marco PRESILEO, l'ex sindaco di Bordighera Giovanni BOSIO. Le cose si sapevano tutte. I fatti che avevano condotto allo scioglimento delle Amministrazioni dei COMUNI di BORDIGHERA e VENTIMIGLIA erano lì, pesanti come macigni... e di questo ne avevamo già parlato (ad esempio vedi qui e qui). Si è dovuto aspettare tanto, ma alla fine l'operazione è scattata! In giornata altri dettagli... oggi è una bella giornata...
La Casa della Legalità si è costituita in giudizio, rappresentata e difesa dall'avv. Elena Peruzzini Di Rella del Foro di Genova (e domiciliata presso lo studio di Chiara Fagioli di Roma), promuovendo un'ampia e documentata difesa con richiesta di rigetto della domanda dello Scicchitano.
La I° Sezione Civile del Tribunale di Roma, in data 15 settembre 2012, ha accolto pienamente la richiesta della Difesa, riconoscendo il legittimo diritto di critica, la correttezza e fondatezza di quanto pubblicato dalla Casa della Legalità, pronunciando quindi Sentenza di rigetto della domanda proposta da Sergio Scicchitano nei confronti di Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion, Enrico D'Agostino, e condannando lo Scicchitano al pagamento delle spese processuali.
Martedì 20 Novembre 2012 15:31
Ufficio di Presidenza
Nell'ambito della Causa Civile promossa contro la Casa della Legalità da Venanzio Maurici nel 2009 per un risarcimento danni di 200.000 euro in merito a diverse pubblicazioni la Casa della Legalità si costituiva in giudizio, rappresentata e difesa dall'Avv. Elena Peruzzini Di Rella, promuovendo ampia e documentata difesa con richiesta di respinta della domanda del Maurici in quanto infondata in fatto e in diritto. La II° Sezione Civile del Tribunale di Genova ha quindi valutato solo in parte le prove prodotte dalla Difesa a sostegno della correttezza e fondatezza degli articoli pubblicati dalla Casa della Legalità, rigettando in parte le richieste del Maurici ed accogliendone altre, come quella in merito al Giacomo Maurici (noto esponente della famiglia Maurici di Cosa Nostra, che è stato individuato dal Giudice come semplice conoscente del Venanzio quando invece era tra i fondatori e dirigenti, insieme al Venanzio Maurici, dell'associazione “Amici di Riesi”) ed all'atteggiamento “neutro” tenuto dal Maurici nei confronti dei Mamone (che non sono soltanto indicati come famiglia legata alla 'ndrangheta dalla ex moglie di Vincenzo Mamone – come valutato dal Giudice -, bensì da molteplici atti ufficiali)...
Venerdì 09 Novembre 2012 20:53
Ufficio di Presidenza
Ora parliamo! La misura è colma. Siamo stati silenti nonostante i dubbi, tanti, troppi, su un'indagine che è stata condotta, a nostro avviso, in modo inadeguato per poter conseguire un risultato sul piano giudiziario. Noi siamo imputati a Torino per aver detto che alla DDA di Genova vi erano problemi seri. Oggi, crediamo, che sia evidente che quelle nostre preoccupazioni e critiche (senza mai alcuna offesa) non fossero campate in aria. Ma andiamo, brevemente, con ordine...
...La difficoltà a volte insormontabile che si trovano di fronte gli inquirenti nella raccolta delle prove in materia di mafia hanno portato spesso all'applicazione di tecniche giudiziarie improntate al tipo d'autore, specialmente nelle zone d'Italia dove è più radicato il fenomeno mafioso e dove il comportamento omertoso è diffuso in una misura francamente disarmante...
Mercoledì 07 Novembre 2012 19:48
Ufficio di Presidenza
AGGIORNAMENTO IN CODA Questa mattina è arrivata la sentenza di primo grado per la querela di Donato BRUCCOLERI, uno degli uomini che l'UDC ha voluto promuovere nell'ambito della gestione sanitaria in Liguria, e che si è dichiarato (lui, a Repubblica!) "onorato" della parente con Totò Cuffaro. Assistito dall'amico avvocato Pietro BOGLIOLO (il legale che assiste anche diversi imputati per 416 bis al centro dell'indagine "MAGLIO 3" sulla 'ndrangheta in Liguria), ha contestato il carattere diffamatorio del nostro articolo attraverso un'accurata azione di manipolazione del nostro scritto (copia-incolla-cuci di parti dell'articolo) che pubblicammo il 2 ottobre 2009 (vedi qui), così da stravolgerne il senso e significato...
Il funerale di Garbiele Fazzari si terrà DOMENICA 4 NOVEMBRE 2012, ore 15, Duomo S.Giovanni Battista a LOANO (SV). Da laico ci sarò, per salutare Gabri e per abbracciare Rolando, Mari ed Eleonora.
Gabriele era un ragazzo d'oro. Amava la semplicità e la gioia che viene dalla vita. Da una vita che è anche e soprattutto fatica quotidiana. Che è condivisione con chi ha accanto, delle gioie e dei dolori, delle ansie e delle speranze. Che è il rispetto e l'educazione. Dignità. Questo era Gabriele. E così bisogna ricordarlo. Questo è ciò che basterebbe per far capire chi è stato questo ragazzo, nonostante ciò che di devastante ha accompagnato, giorno dopo giorno, la sua famiglia. Una famiglia che ha amato e che lo ha amato. Rolando, Mari ed Eleonora, da oggi hanno un angelo che li accompagna. Quel Gabriele che troppo presto, per una tragedia devastante, oggi, ha chiuso gli occhi.
In diversi mi hanno chiesto di scrivere. Di raccontare. Di ricordare. Non è facile. Non lo è perché il dolore e la rabbia accompagnano questi istanti. Dal momento della notizia. Non svaniscono, come tenace è lo sconforto. Non è facile, ma ci provo. Ci devo riuscire. Lo devo fare per quell'angelo. Lo devo alla sua mamma, al suo papà, a sua sorella, alla loro straordinaria umanità. Lo devo agli occhi bagnati di chi lo conosceva, di chi gli era amico.
Ed allora ecco. I pensieri che si sovrappongono. Si cerca di razionalizzare... di metterli in fila, dargli un ordine. Non si possono tacere le emozioni. Non si possono nemmeno tacere i pensieri...
Martedì 30 Ottobre 2012 16:52
Ufficio di Presidenza
Prima di procedere con un'ampia panoramica sulle recenti vicende che riguardano i fatti e comportamenti al centro delle indagini giudiziarie di esponenti dell'Idv ligure, poniamo alcune domande, in attesa di risposta...
Alla signora FUSCO: a) oltre che per le sponsorizzazioni della squadra di calcio del Pontedecimo, per cui ha operato, ha avuto altri contatti con la società S.C.A. GENOVA (Società Costruzioni Autostradali srl)? b) questa società ha mai pagato spese della sua campagna elettorale, come ad esempio, una cena in un ristorante genovese?
Al signor PALADINI: a) oltre che per le sponsorizzazioni della squadra di calcio del Pontedecimo, di cui è stato Presidente, ha avuto altri contatti con la società S.C.A. GENOVA (Società Costruzioni Autostradali srl)? b) Si parla di “complotto”. I protagonisti di questo, visti gli atti, sarebbero suo fratello e sua moglie?
Ai signori DI PIETRO e CIMADORO a) avete mai avuto contatti con un imprenditore genovese, titolare di diverse imprese, tra cui la PAMOTER? b) avete mai ricevuto in regalo, comodato d'uso gratuito o a pagamento, macchinette del caffè da parte di un'altra società dello stesso imprenditore, la CAFFE' PASCUCCI?
Lunedì 29 Ottobre 2012 20:06
Ufficio di Presidenza
I partiti sono soggetti agli assalti di chi vuole utilizzarli per interessi particolari. La storia recente offre scenari eloquenti in materia, da nord a sud, da destra a sinistra. Un giovane movimento politico, senza adeguate regole ed anticorpi, corre questo rischio in modo esponenziale. Non solo “di per se”, ma perché questo nuovo movimento politico rappresenta oggi, nei sondaggi, una forza che si aggira al 20 per cento di elettorato. Un cavallo “vincente” su cui puntare perché, secondo le indicazioni di voto registrate dai sondaggi, rappresenta la “speranza di un cambiamento”. Il caso Andora è emblematico...
Lunedì 29 Ottobre 2012 19:08
Ufficio di Presidenza
Abbiamo atteso, ma nulla si è mosso. Nell'ambito di Rifondazione Comunista a Savona, a parte alcune rare eccezioni di singoli militanti, soprattutto giovani, i dirigenti continuano nell'azione di negazionismo di una delle pagine più vergognose del Comune di Celle Ligure, l'appalto alla CO.FOR dei fratelli GUARNACCIA, e nel tacere su altro che, di pesante, si vive a Savona. Franco ZUNINO, per primo, responsabile di quel procedimento gravemente irregolare dell'appalto di Celle Ligure alla CO.FOR, viziato dall'origine alla conclusione, continua a negare le evidenze. Intorno a lui il gruppo dirigente fa scudo. Basterebbe dicessero: si è sbagliato, è stato un errore. Ma invece nulla, negano, negano e negano, anche quando i documenti li smentiscono miseramente...
Domenica 28 Ottobre 2012 14:08
Ufficio di Presidenza
Mario VERSACI, il 21 dicembre 2010, venne arrestato a casa del cognato Donato FOTIA a Savona, dagli uomini del ROS per l'Operazione REALE 3 [vedi qui l'Ordinanza di custodia cautelare]. Al termine del giudizio con rito abbreviato, davanti al GUP di Reggio Calabria, è stato riconosciuto colpevole del reato ascrittogli (art. 416 bis commi 1,2,3,4,5 e 6 c.p.) e condannato alla pena di “8 anni di reclusione”, nonché interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e legalmente interdetto durante l'esecuzione della pena. E stata quindi anche prevista l'adozione, anche per il VERSACI, della misura di sicurezza della libertà vigilata e del divieto di soggiorno nella Provincia di Reggio Calabria per tre anni...
Venerdì 26 Ottobre 2012 15:32
Ufficio di Presidenza
AGGIORNATO IN CODA CON RASSEGNA STAMPA E WEB
I cittadini andoresi, con comitati ed associazioni, si sono dati appuntamento per rispondere alle intimidazioni di chiaro stampo mafioso, che rappresentano il "volto" cruento di una presenza asfissiante delle mafie e della cultura mafiosa che piega quel territorio. La risposta più forte ed efficace è proprio quella dell'attenzione sociale e dell'impegno civile, di cui solo la comunità può essere promotrice! La Casa della Legalità aderisce e parteciperà all'iniziativa di domani 27 ottobre, che si terrà alle ore 15, ad Andora, in Via Roma (in caso di pioggia sotto i portici).
Giovedì 25 Ottobre 2012 13:00
Ufficio di Presidenza
Ad Andora nella notte scorsa è andato in scena un ennesimo, inquietante, incendio doloso. Sono andate alle fiamme una baracca con legna e reti per le olive e, poco distante, un automezzo, di proprietà della stessa persona. Non quindi un incendio, ma due incendi che hanno colpito due punti diversi. La proprietà di entrambi i mezzi sono, come detto, della medesima persona, Fabio Favara, che si è impegnato, anche con denunce e iniziative pubbliche, contro le infiltrazioni mafiose nel savonese, contro le speculazioni edilizie che colpiscono Andora, nonché contro i condizionamenti ed i tentativi di condizionamento della politica e che, in taluni casi, hanno determinano pesanti irregolarità nella gestione della cosa pubblica. Tra i cittadini più attivi, nella realtà andorese, che ci inviava segnalazioni dettagliate e tra coloro che hanno partecipato al pubblico presidio della Casa della Legalità a Savona, l'8 settembre scorso...
Mercoledì 24 Ottobre 2012 22:17
Ufficio di Presidenza
Quando dicemmo e scrivemmo che Maria Grazia LAGANA' non poteva essere estranea alla gestione illegale della ASL di Locri, ci ricoprirono di insulti. I primi a farlo furono quelli di “AmmazzateciTutti” il cosiddetto movimento antimafia “spontaneo” che in realtà erano i giovani della “Margherita”. Ci si accusava di lesa maestà, ops meglio dire “lesa omertà”, visto che quello che avveniva nella ASL di Locri, lo sapevano tutti, soprattutto a Locri, in tutta la Piana di Gioia Tauro... in tutta la Calabria. La LAGANA' era il Vice-Direttore Sanitario e Responsabile del Personale di quella ASL, controllata sino al midollo dalla 'Ndrangheta. Prima di lei, rais di quella ASL era suo padre. Con lei era Francesco FORTUGNO, il politico ma anche primario del Pronto Soccorso di quella ASL, che poi sarà ucciso in un agguato “politico-mafioso”....
Mercoledì 17 Ottobre 2012 10:14
Ufficio di Presidenza
Prima di tutto è vero che le parentele uno se le ritrova. Ma è altrettanto vero che si possono rompere i ponti con certi parenti che si ritengono indegni. Allo stesso modo si può (e si deve) anche avere il coraggio della denuncia, anche dei parenti, come degli “amici”.
E nella famiglia FAZZARI la spaccatura vi è stata. Da un lato chi ha seguito il solco tracciato dal boss Francesco FAZZARI (esponente della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE, come risulta agli Atti anche della Prefettura di Savona), dall'altro chi ha scelto di percorre una strada diversa, nella legalità. Da un lato chi ha scelto di piegarsi al Carmelo GULLACE e dall'altro chi non gli si è piegato...
Prima di tutto non ho mai affermato che l'incendio a Campochiesa abbia colpito i terreni dove doveva sorgere la discarica, ma ho dichiarato – e confermo - che ha colpito diversi terreni di coloro che si sono opposti alla discarica sognata dalla SA.MO.TER. Forse la signora non sa leggere o non riesce a capire, ma il “punto” è ben diverso! La “smentita” della FAZZARI non smentisce proprio un bel nulla, anzi, testimonia che l'incendio non ha colpito i terreni interessati al loro progetto di discarica, salvandoli dal “blocco” previsto dalla Legge per le aree percorse dal fuoco!
Per il resto Rita FAZZARI mente e mistifica dei fatti che sono, purtroppo per lei, talmente evidenti che non subiscono alcuna possibilità di smentita da tali sue dichiarazioni...
Venerdì 12 Ottobre 2012 09:28
Ufficio di Presidenza
[AGGIORNAMENTO AL 14.10.2012 CON RASSEGNA STAMPA & WEB]
Sabato 13 OTTOBRE 2012, alle ore 11:30, l'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità terrà una conferenza stampa pubblica su CARMELO “NINO” GULLACE e la sua cosca 'ndranghetista, in TOIRANO (SV), davanti alla sua villa di Via Costa 17. [vai all'evento su facebook]
L'iniziativa, che si svolgerà se il GULLACE sarà ancora “uomo libero”, è volta ad indicare al disprezzo sociale lui ed i sui sodali (attivi soprattutto tra Liguria, Piemonte e Lombardia) e per sollecitare l'adozione di misure personali e patrimoniali urgenti visto lo spessore criminale del soggetto (che da anni indichiamo), anche alla luce di inchieste espletate da diversi reparti investigativi e Direzioni Distretturali Antimafia e scongiurando quindi un evidente pericolo di fuga.
- La scheda sintetica sulla cosca del GULLACE - vedi qui - Lo speciale sul GULLACE & C - vedi qui - L'O.C.C. del GIP di Milano dove il GULLACE è ampiamente citato - vedi qui [L'OCC relativa all'indagine della DDA di Milano non l'avevamo ancora pubblicata, ma visto che ormai la stampa ha dato ampia diffusione alle risultanze sul GULLACE contenute in essa, procediamo a pubblicarla. Abbiamo già sollecitato, ieri, le A.G. competenti, ad adottare le iniziative da queste ritenute opportune per fermare il GULLACE prima che questi possa - nuovamente - porre in essere tentativi di sottrarsi alle eventuali (e quanto mai probabili) misure di custodia a suo carico]
Lunedì 08 Ottobre 2012 23:15
Ufficio di Presidenza
Sono stati assolti dal GUP di Torino, Massimo Scarabello, nel nome del Popolo Italiano perché il “fatto non sussiste” dall'accusa di associazione di stampo mafioso:
-Caridi Giuseppe, nato a Taurinova (Rc) il 28/1/1957 residente ad Alessandria -Guerrisi Francesco, nato a Taurinova (Rc) il 18/9/1976 residente in Bosco Marengo (Al) -Maiolo Antonio, nato a Oppido Mamertina (Rc) il 2/1/1940 residente a Sale (Al) -Persico Domenico, nato a Seminara (Rc) il 16/3/1949 residente a Sale (Al) -Pronestì Bruno Francesco, nato a Cinquefrondi (Rc) il 19/2/1949 residente a Bosco Marengo(Al) -Rea Romeo, nato a Napoli il 3/3/1962 residente a Tortona(Al) -Romeo Sergio, nato a Novi Ligure (Al) il 18/06/1964 residente a Pozzolo Formigaro (AL) -Bandiera Angelo, nato a Sommariva Del Bosco (Cn) il 4/2/1972 ivi residente -Bandiera Gaetano, nato a Carmagnola (To) l?8/8/1967 residente a Sommariva Del Bosco (Cn) -Coloca Roberto, nato a Mondovì (Cn) il 24/03/1981 residente a Sommariva Del Bosco (Cn) -Diliberto Monella Luigi, nato ad Asti il 23/11/1984 ivi residente -Diliberto Monella Stefano, nato a Milena (Cl) il 6/10/1957 residente ad Asti -Gariuolo Luigi, nato a Bra (Cn) il 29/7/1972, residente a Sommariva Del Bosco (Cn) -Gariuolo Michele, nato a Bra (Cn) il 30/1/1969 residente a Sommariva Del Bosco (Cn) -Guzzetta Damiano, nato ad Asti il 12/5/1971 ivi residente -Inì Giuseppe nato a Carignano (To) il 04/01/1979 residente a Sommariva Del Bosco (Cn) -Librizzi Francesco detto Gino, nato a Leonforte (En) il 4/6/1948 residente ad Alba (Cn) -Zangrà Rocco, nato a Rizziconi (Rc) il 09/01/1972 residente ad Alba (Cn), allo stato detenuto presso la casa circondariale Lorusso-Cotugno di Torino
Lunedì 08 Ottobre 2012 15:14
Ufficio di Presidenza
A novembre Marco Melgrati, consigliere regionale del PDL ed ex sindaco di Alassio, andrà a giudizio ad Imperia. La Procura di Imperia ha infatti rinviato a giudizio Melgrati per il reato ingiuria ai danni della Casa della Legalità - Onlus.
Melgrati, intervenendo dal palco di una pubblica manifestazione di solidarità a Claudio Scajola davanti al Porto di Imperia, il 23 ottobre 2010, aveva affermato: “Ho visto che è girato un volantino vergognoso di una sedicente Casa della Legalità... personaggi squallidi che vivono sulle presunte disgrazie altrui", per proseguire con "La mafia qua non esiste! Non esiste nel nostro dna, non esiste nella nostra formazione culturale, non esiste nei nostri atti, questo è fondamentale. E quindi a questi signori della Casa della Legalità che sono degli infami, saranno denunciati anche per questo volantino" e concludendo: “Il problema che noi abbiamo che quando li denunciamo le nostre denunce non servono perchè la Magistratura di sinistra, diciamola che è di sinistra questa Magistratura, non le guarda neanche le nostre denunce”.
Parte offesa nel procedimento sono Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion ed Enrico D'Agostino, in proprio e quali rappresentanti della Casa della Legalità.
Le espressioni ingiuriose di Melgrati erano state riprese anche dalla stampa, nonché registrate dagli stessi esponenti della Casa della Legalità e sono disponibili nella prima parte del video su youtube a questo link.
Domenica 07 Ottobre 2012 19:17
Ufficio di Presidenza
E' presidente della CARISA, ovvero la Cassa di Risparmio di Savona; è presidente dellaCamera di Commercio di Savonae dell'UNIONCAMERE Liguria; è presidente dell'Unione Industriale di Savona, alias della CONFINDUSTRIA locale, ma di mafia non ci capisce nulla, viste le dichiarazioni che enuncia. Oppure, conosce il fenomeno ma preferisce aderire a quella corrente di pensiero ed azione, meglio conosciuta come “negazionismo”, che ormai si è evidenziato essere stata la precondizione migliore per quella “mimetizzazione” propedeutica alla (ormai compiuta) colonizzazione dalla 'Ndrangheta (e non solo), di questo territorio. Luciano Pasquale afferma, infatti, che un pericolo mafia per le imprese savonesi non c'è. Testuale: “Le imprese della nostra provincia ad oggi sono estranee dal fenomeno delle infiltrazioni mafiose” [vedi articolo de Il Secolo XIX di oggi dal sito del quotidiano o qui in coda].
Una dichiarazione, quella del multifunzionale PASQUALE, che non sta in piedi e che nega in modo irresponsabile la realtà di un territorio e tessuto fortemente colonizzato dalle cosche (e finanze) 'ndranghetiste (ma anche di soggetti emanazione di Cosa Nostra).
Se già il PASQUALE è una sintesi suprema di conflitto di interessi, per le funzioni che ricopre, con una concentrazione di cariche che consegna ad una sola persona un “potere” senza pari nel savonese (e quindi anche una responsabilità "politica" e di condizionamento senza pari), tale uscita è senza margini di dubbio inquietante ed estremamente pericolosa. Come nostra abitudine, proviamo a dimostrargli il perché... e, se ci tiene a Savona, all'economia savonese, faccia un bel passo indietro e rassegni le dimissioni dalle cariche che ricopre, perché uno che non vede quello che ha sotto gli occhi (perché non vuole vederlo o perché non sa vederlo, non ci interessa), in quei posti, è un pericolo pubblico...
Lunedì 01 Ottobre 2012 20:55
Ufficio di Presidenza
Quel filone che non pare oggetto di indagine da parte della Procura di Monza era indicato nel lontano 21 gennaio 2005 dal NOE di Roma e di Genova in un’Informativa relativa alle intercettazioni effettuate su un’utenza di Gino MAMONE della ECO-GE SRL. Un filone che, alla corruzione sulla gestione della partita sulle aree dell'ex FALCK di Sesto San Giovanni, fa aggiungere quindi un protagonista: la 'Ndrangheta. Sì, perché i MAMONE [vai allo speciale] sono legati e imparentati alla cosca dei RASO-GULLACE-ALBANESE [vai allo speciale]. Sono legati direttamente al capo della cosca nel Nord-Ovest, a quel Carmelo “Nino” GULLACE [vai alla scheda in pdf sulla sua cosca] che, come diceva lui, sono una cosa sola con i PIROMALLI ed anche con i MAMMOLITI, con cui si è fatto un “patto”. Insomma, i MAMONE sono il volto imprenditoriale delle potenti cosche calabresi della Piana di Gioia Tauro in terra di Liguria e, da qui, nel nord-ovest del Paese... Sono il punto di contatto con la politica, come scriveva nel 2007 la Guardia di Finanza. La DIA li indicava pubblicamente per essere la testa di ponte per l'infiltrazione negli appalti pubblici, già nella mappatura del 2002...
Venerdì 28 Settembre 2012 15:24
Ufficio di Presidenza
Nell'alessandrino c'è un crocevia della 'ndrangheta (ma non manca nemmeno Cosa Nostra) che è devastante. Lì è uno dei fulcri delle attività della cosca dei GULLACE-RASO-ALBANESE. Già storicamente evidenziato dalle “partite” ed inchieste sui SOFIO di Novi Ligure e MAMONE con la ECO-GE (vai allo speciale) nel recente passato e poi “riscoperti” con gli arresti dell'operazione MAGLIO 1 (anche nota come “Alba Chiara”), quando, agli arresti è finito, con gli altri 'ndranghetusi, il capo “locale” del Basso Piemonte, quel Francesco Bruno PRONESTI' cugino e sottoposto al “capo” del Nord-Ovest, Carmelo “Nino” GULLACE (vai allo speciale). Una presenza che non si ferma all'alessandrino, va oltre, arriva certamente sino a Biella, tocca le Alpi, raggiunge la Lombardia e domina mezza Liguria, tra Genova e Savona, con una roccaforte, Toirano.
Si occupano prevalentemente di edilizia e rifiuti, si dedicano alla politica, perché loro, con i loro “pacchetti di voti” e con la loro capacità corruttiva, stringono patti con esponenti delle Istituzioni, delle Pubbliche Amministrazioni, anche con pezzi dei settori di controllo.
Nella serata del 21 settembre abbiamo dato un "assaggio" di cosa è la 'Ndrangheta. Ci vorrebbe un ciclo di incontri ed una voglia di verità, di vedere ciò che si ha intorno, senza pudore o paura di ciò che vi troviamo, per assumere pienamente consapevolezza della “colonizzazione” mafiosa che si è consumata e che occorre stroncare, socialmente e politicamente, prima ancora che per via giudiziaria...
Giovedì 27 Settembre 2012 21:44
Ufficio di Presidenza
[CON AGGIORNAMENTI IN CODA... QUANDO ARRIVANO CONFERME ED ALTRI DETTAGLI] Molti non ricorderanno, altri invece sì, la vicenda di quell'appalto irregolare “da cima a fondo”, che il COMUNE DI CELLE LIGURE aveva assegnato alla CO.FOR dei fratelli GUARNACCIA, più volte oggetto di provvedimenti antimafia, quindi in Amministrazione Giudiziaria ed ora in fallimento. Correva l'anno 2007 quando sollevammo la questione dei lavori per il Pennello Buffou della CO.FOR SRL, e quella sull'ex Rilevato Ferroviario della L.C.I. di Pietro PESCE (soggetto già era citato, per i contatti con gli uomini della 'Ndrangheta, nell'indagine MAGLIO del ROS relativa ai primi anni 2000). Non sollevammo la questione tanto per parlare, ma documentavamo (atti alla mano e pubblicati online) tutto su queste due operazioni cellesi. Documentavamo anche due articolati esposti, uno per il Pennello Buffou e l'altro per l'ex Rilevato Ferroviario, presentati alla Procura della Repubblica di Savona, allora retta dal procuratore capo Vincenzo SCOLASTICO che, un anno dopo, a margine della presentazione del libro “Il Partito del Cemento” presso la Sala Rossa del Comune di Savona, ci disse che non li aveva ancora visti perché quando li depositammo (un anno prima!) era in ferie. E' tutto raccolto nello speciale “CELLE LIGURE CHE COLATE”... Ma non divaghiamo e torniamo all'oggi ed alla "scoperta" che il COMUNE DI CELLE LIGURE riesce a perdere (da solo!) una causa civile...
Mercoledì 26 Settembre 2012 18:20
Ufficio di Presidenza
VENERDI' 28 SETTEMBRE, dalle ore 16, saranno online sul sito della Casa della Legalità (www.casadellalegalita.info) gli schemi dell'inchiesta sull'alessandrino: il primo ricostruisce la rete 'ndranghetista (tra Comune di Alessandria e cemento) e le imprese coinvolte nella speculazione di Valle San Bartolomeo; l'altro la cronologia dei fatti e degli Atti (dalla III variante al PRG ed il Pec di Valle San Bartolomeo, al contesto tra 'ndrangheta, corruzione e intimidazioni "politiche"). Quella sulla cosca di Carmelo "Nino" GULLACE è già pubblica qui. A ottobre uscirà il secondo volume dei "Quaderni dell'Attenzione" dal titolo: 'NDRANGHETA TRA SANGUE, RIFIUTI & CEMENTO - Il crocevia nell'alessandrino, il fulcro di Toirano.
Qui di seguito gli articoli de "La Stampa", link all'articolo di "RadioGold" e qualche foto sull'incontro "MAFIA AL NORD, L'INCHIESTA CONTINUA" che si è tenuto ad Alessandria il 21 settembre scorso...
Lunedì 24 Settembre 2012 14:14
Ufficio di Presidenza
Un altro anno è passato anche a Locri. Dal 24 settembre 2004 ad oggi ne sono trascorsi 8 di anni. Ancora, però, chi ha premuto il grilletto del fucile cannemozze resta protetto dall'omertà. Ancora, chi è stato il mandante di quell'omicidio, resta protetto dall'omertà. Ancora, per un altro anno, la 'ndrangheta, con la succube e schiava comunità locrese, ha garantito l'impunità per l'omicidio, al mandante ed all'esecutore. Ancora, per un altro anno, la 'ndrangheta, con la sua rete di insospettabili schiere di professionisti, tra notorietà e logge, ha fatto sì che, chi è sopravvissuto al piombo, non avesse Giustizia. Non c'è rispetto e nemmeno pietà per i vivi, oltre che per i morti, nella Locride, dove anche nel Palazzo, come nella comunità, si è scelto di percorrere la strada da “ominicchi”, piegati e succubi dei desiderata mafiosi...
Sabato 22 Settembre 2012 21:21
Ufficio di Presidenza
Se ne è parlato, ovviamente, ieri sera all'incontro ad Alessandria "MAFIA AL NORD - L'INCHIESTA CONTINUA". Quindi ecco qui la ricostruzione in immagine della cosca del Carmelo "Nino" GULLACE. Nei prossimi giorni pubblicheremo le altre "grafiche" che abbiamo presentato sempre ieri alla partecipata assemblea con Danilo Procaccianti (giornalista ed inviato di Rai3 - PresaDiretta), Paolo Bellotti (comitato Noi di Valle) e Davide Bono (MoVimento 5 Stella), oltre a Domenico Di Filippo (consigliere comunale di Alessandria del M5S) e Simone Lumina (comitato Noi di Valle). Speriamo che puntando, ancora una volta, i riflettori su questo verminaio 'ndranghetista li si vada a prendere una volta per tutte!
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Venerdì 21 Settembre 2012 07:03
Ufficio di Presidenza
Se nei giorni scorsi avevamo già accennato qualcosa, oggi ci sono tutte le conferme... Il Presidente Angelo VACCAREZZA - qui nella foto con Walter Negro - ha dichiarato ai lavoratori della SCAVO-TER dei FOTIA che davanti alle misure interdittive che ne bloccano la possibilità di trattare ed operare con le Pubbliche Amministrazioni lui non ne può nulla, e l'unica cosa che può fare è “non opporsi” alla loro revoca. E questa non è stata solo una dichiarazione, già di per se grave, che assume un carattere maggiormente inquietante, visto che è stata pronunciata in qualità di “PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI SAVONA”, ma è anche una precisa scelta politica ed amministrativa...
Infatti la PROVINCIA DI SAVONA non si è costituita in giudizio contro la SCAVO-TER dei FOTIA, così come non si è costituita la GEO TECNA SRL. Per loro quindi il ricorso di SCAVO-TER può essere accolto.
Mercoledì 19 Settembre 2012 17:03
Ufficio di Presidenza
Oggi abbiamo inviato un nuovo articolato esposto alle Autorità competenti in riferimento al gruppo FOTIA (la prima pagina qui a lato in immagine). 52 pagine, oltre ad allegati...
Mentre stavamo inviando, attraverso posta certificata, il documento a tutti i destinatari, abbiamo appreso la notizia della decisione del Collegio Giudicante del Tribunale di Savona sull'istanza per l'annullamento dell'interdizione disposta dal GIP alla SCAVO-TER. Ed il Tribunale di Savona ha respinto la richiesta di annullamento dell'interdizione (rigettando quindi l'istanza dei legali dei FOTIA) ma ha accorciato l'interdizione di tre mesi, facendola così scadere il 12 settembre 2012.
Ora la parola passa al Prefetto di Savona (a cui avevamo consegnato il 17 settembre un esposto sulle ultime vicende e che oggi ha ricevuto un'altra nostra copiosa documentazione con cui si chiede di procedere, ampliando, sulla base dei poteri del proprio Ufficio, le misure interdittive a carico delle imprese dei FOTIA). Il Prefetto, al momento, a quanto ci risulta, non ha annullato i propri provvedimenti...
Mercoledì 19 Settembre 2012 15:43
Ufficio di Presidenza
Come prevedibile, visto che la Tirreno Power NON è stata dichiarata dalle competenti autorità (i Sindaci di Vado Ligure e Quiliano) pericolosa per la salute pubblica, è stata concessa l'AIA da una conferenza di servizi quasi riservata. Solo dei sognatori utopisti o inetti si possono oggi stupire del comportamento dei Sindaci di Vado Ligure e Quiliano... Questi due soggetti hanno tutelato gli interessi della Tirreno Power da sempre, nonostante le abili propagande. Non hanno tenuto conto dei dati della Perizia, dati devastanti. Non hanno tenuto conto dei dati forniti anni fa direttamente dalla Tirreno Power. Non hanno firmato (e bastava lo facesse uno dei due sindaci) un'Ordinanza di Chiusura degli impianti, centrata sulle risultanze delle perizie nonché persino su uno dei pochi ma utilissimi principi imposti dall'UE: il principio di precauzione. Così facendo i due Sindaci non hanno nemmeno agevolato l'azione della Procura che, davanti ad un allarme evidente risultante da Perizie e dati ufficiali e davanti ad un Ordinanza di Chiusura per la tutela della salute pubblica, avrebbe potuto accelerare con le proprie iniziative sul piano giudiziario. Qualcuno si è ostinato nel dargli fiducia a questi due soggetti... li si è difesi... ed ora ecco i risultati... Questi criticavano noi, della Casa della Legalità, che indicavamo le responsabilità omissive dei due Sindaci... Ed ora ecco il risultato: hanno tenuto a bada i cittadini, raccontato quella dell'uva una, due, mille volte ed adesso il risultato devastante per l'ambiente e salute (e VITA) delle persone è arrivato, puntuale. Un risultato devastante ma ripetiamo: prevedibile e scontato!!!
E sulla Tirreno Power eravamo tornati alcune settimane fa...
Lunedì 17 Settembre 2012 20:57
Ufficio di Presidenza
Oggi, 17 settembre, come annunciato, nella mattinata, come Casa della Legalità si è tornata a Savona. In Procura abbiamo depositato un esposto sulle imprese dei FOTIA e presentato una denuncia – querela sulle minacce, intimidazioni e diffamazioni promosse da molteplici soggetti dell'ambito della famiglia e delle imprese dei FOTIA (nei giorni 7, 8 e 9 settembre 2012). In Prefettura abbiamo depositato, all'attenzione del Prefetto, un esposto sulle imprese dei FOTIAe quanto avvenuto a Savona sabato 8 settembre scorso. Il tutto è avvenuto sotto l'attenta vigilanza disposta dal Questore per garantire la nostra incolumità, visto e considerato che questa mattina, nel centro di Savona, era anche in svolgimento la manifestazione dei “lavoratori della SCAVO-TER”. Ma andiamo con ordine...
Domenica 16 Settembre 2012 21:36
Ufficio di Presidenza
Carmelo "Nino" GULLACE (qui sopra nella foto di rito del primo arresto, tanti anni or sono) ha iniziato da killer, è un killer della 'ndrangheta, tra i protagonisti della sanguinosa faida di Cittanova... e poi della stagione dei sequestri di persona (e di ragazzini). Ha goduto per anni di protezioni che lo hanno "graziato". Oggi è a capo, nel Nordo-Ovest d'Italia, della potente cosca dei GULLACE-RASO-ALBANESE (imparentata ai PIROMALLI e MAMOLITI). A lui sono legati anche i PRONESTI' (come il Bruno Francesco dell'alessandrino già finito al fresco) come i SOFIO, i FAZZARI ed i MAMONE, oltre ad altri curiosi personaggi come ad esempio, per citarne uno, l'autista SCIGLITANO (che nel frattempo fa fortune... forse). La rete di queste famiglie si somma a quella dei GULLACE, a partire dai suoi fratelli Elio e Francesco. Poi ci sono i RASO, come "l'avvocaticchio" che è già finito in galera con "Il Crimine"... con gli altri fa affari da nord a sud... ed in particolare dalla Liguria al Piemonte, basso ed alto. Si incontrano loro... non crediamo per tanto, ormai certe protezioni gli sono cadute (vero Carmelo? L'amico che dicevi che sarebbe arrivato a Savona, arrivò ma ora non c'è più... ops), tanto è vero che un'altra fidata pedina del GULLACE, il boss Antonio FAMELI, è già finito agli arresti con un patrimonio sequestrato (a partire dalla Villa di Loano) di oltre 10 milioni di beni ed un processo che lo attende per riciclaggio! Ora, visto che prima o poi lo Stato arriva... e, sul GULLACE e verminaio di contorno, è tanto che deve arrivare..., noi ci portiamo avanti: lanciamo un bel concorso di idee per non farci trovare impreparati al momento in cui gli si porterà via tutto...
Sabato 15 Settembre 2012 23:24
Ufficio di Presidenza
Nel regno delle “betoniere roventi” targate Carlo Ruggeri (presente alla serata), ex sindaco di Savona, e, quindi, del Federico Berruti, sindaco da due mandati, Renzi, che nel programma ha “cemento zero”, finisce subito in “buca”, prendendo come punto di riferimento forte per Savona e l'intera Liguria, proprio il Berruti signore del “cemento con zelo” (come ha stigmatizzato anche Marco Preve nel suo blog)... Per Renzi non ci sono dubbi, lo dice chiaro: Berruti è il suo uomo di fiducia... Se qualcuno poteva pensare che la scelta di Genduso, ad Arma di Taggia (di cui abbiamo parlato nella prima parte), fosse già chiara, questa toglie ogni speranza anche al più ardito dei visionari. Se per capire un politico, un partito, una squadra di governo, occorre guardare al contesto, quello ligure che si è selezionato il Renzi è davvero devastante. Un'assoluta contraddizione dei contenuti che lui tanto efficacemente esprime, anche nell'intervento a Savona. Ed infatti, per chi conosce questo territorio, queste amministrazioni, sentire Renzi, lì, al teatro Chiabrera, e vederlo accanto al Berruti, fa apparire la serata come la messa in scena di uno spettacolo di surrealismo tragicomico. Parla tanto di “meritocrazia” nel suo intervento a Savona, parla del debito... delle responsabilità di chi indebita le casse pubbliche, e cioè le future generazioni e poi indica un Berruti come valido elemento da portare in Parlamento e, perché no, al Governo... Sa stare sul palco, parla bene... e, quasi quasi, se qualcuno non sapesse cosa ha combinato l'Amministrazione Berruti, potrebbe pensare che si è davanti ad una “svolta”... Ma informandosi un minimo, cosa che Renzi, a quanto pare non sa proprio fare, il castello di sabbia fine si scompone rapidamente sotto una semplice brezza marina. Vediamo...
Sabato 15 Settembre 2012 16:27
Ufficio di Presidenza
Tanta gente, molti “buchi”, in tanti sensi. E' questa la caratteristica della giornata ligure di Matteo Renzi per la sua campagna elettorale per le primarie del centrosinistra. Lui, che ha anche fatto delle cose serie e positive con la sua amministrazione del Comune di Firenze (pensiamo al blocco delle cementificazioni), si circonda dei signori del “buco”, in Liguria. I signori del cemento e non solo... Forse che lo spirito “gggiovane” lo abbia spinto più che in elezioni primarie ad una caccia al tesoro? Vediamo... ricostruendo tutto attraverso le notizie che sono da tempo in rete e quindi che un buon politico avrebbe potuto verificare prima.
Primo appuntamento in Liguria del Renzi è ad Arma di Taggia.
Arma di Taggia è uno dei punti nevralgici della “colonizzazione” 'ndranghetista. Arma di Taggia ricorre spesso nelle intercettazioni dell'indagine MAGLIO, e, più nello specifico, in riferimento ai pacchetti di voti che la 'ndrangheta controlla. Non è un territorio qualsiasi, dunque. Due Comuni vicini hanno visto le Amministrazioni sciolte per condizionamento e infiltrazione mafiosa (Bordighera e Ventimiglia). Un centrosinistra che ha accettato di buon grado il “patto” che determinava chi vinceva con i pacchetti di voti della 'ndrangheta in quel Comune e in quell'altro... con uomini della 'ndrangheta candidati un po' con le liste del centrosinistra ed un po' con quelle del centrodestra...
Venerdì 14 Settembre 2012 11:59
Ufficio di Presidenza
Ci congratuliamo con i Reparti investigativi e la Procura di Genova che ha condotto in modo serrato ed efficace le indagini sull'attentato ad Roberto Adinolfi. Soggetti che decidono di usare violenza e sparare per intimidire, ferire o uccidere, mascherati sotto qualsiasi slogan, sigla o bandiera, devono essere colpiti senza tregua. Devono essere scacciati ed isolati da ogni contesto sociale. L'indagine, seguita di procuratore aggiunto Nicola Piacente e dal sostituto Silvio Franz, ha portato ad accertare che i due autori dell'attentato, legati al FAI ma agendo da soli, sono Nicola GAI (di Torino) e Alfredo COSPITO (di Pescara), con precedenti di terrorismo in un'inchiesta a Perugia. Per i due che se la volevano svignare all'estero è scattato il tempestivo provvedimento di Fermo da parte del Procuratore Capo di Genova, Michele Di Lecce. I due, come ha precisato il Procuratore di Torino Giancarlo Caselli, non hanno nulla a che fare con il movimento No Tav!!!
Venerdì 14 Settembre 2012 11:26
Ufficio di Presidenza
[Il testo è stato inviato ai mezzi di informazione, nonché a CGIL, CISL, UIL, UGL e COBAS (ai rispettivi regionali e provinciali di Savona), nonché all'Unione Industriali di Savona, alla Confindustria Liguria, al Sindaco di Savona ed Presidente della Provincia... Non dicano che non si sono accorti di ciò che sta accadendo!] Lunedì 17 settembre 2012 depositeremo la denuncia-querela per le intimidazioni, diffamazioni e minacce esplicite che ci sono giunte dalla grande ed allargata famiglia dei FOTIA. La formalizzeremo in mattinata alla Procura di Savona. Sempre in mattinata andremo in Prefettura per depositare un esposto urgente al Prefetto dove, in sintesi, ribadiremo non soltanto quelle risultanze ufficiali che dicono (e mai sono state smentite o annullate da alcun provvedimento!) che i FOTIA sono il terminale a Savona della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, ma anche la cronologia degli ultimi eventi che dimostrano che quell'immagine di “civili” e “pacati” imprenditori costruita dagli stessi non era altro che una “maschera” ormai caduta. Al Prefetto non daremo un semplice passivo sostegno alle misure preventive che la Prefettura ha già formalizzato (conseguentemente all'Interdizione del GIP), ma anche una esplicita richiesta di innalzare ulteriormente l'attenzione in chiave preventiva, con ulteriori atti dell'Ufficio, così come, ad esempio, sono già stati assunti dal Prefetto di Genova per altre ditte ed imprenditori, su cui pur in assenza di provvedimenti giudiziari definitivi sono evidenti molteplici ed univoche risultanze investigative e di indagini...
[Aggiornato con altre adesioni giunte ai promotori del messaggio] In pieno centro a Savona, nel silenzio di buona parte dei media. A firmare il messaggio LIBERA Liguria, LIBERA Savona, ARCI, Donne in nero contro la guerra, Libreria Ubik, Legambiente Liguria, Movimento5Stelle Savona, Gruppo consiliare API SV, Verdi Savonesi. A pubblicarlo anche noi. Volentieri e in prima pagina. Sperando che gli altri, almeno, si rendano conto
Messaggio di solidarietà a Casa della Legalità onlus dopo le intimidazioni subìte a Savona
Nel corso di un volantinaggio dell'Associazione “Casa della Legalità Onlus” a Savona, in pieno centro cittadino, si è verificato a danno degli attivisti dell'associazione, un atto di intimidazione intollerabile per chiunque creda nei principi della libertà di espressione e della democrazia: i volontari sono stati infatti avvicinati da alcuni soggetti inneggianti al gruppo Fotia (famiglia di imprenditori savonesi coinvolta in diverse e delicate indagini giudiziarie) che hanno organizzato una sorta di contro manifestazione che ha preso di mira in particolare il fondatore della Onlus, Chrstian Abbondanza. L'atteggiamento oggettivamente minaccioso – secondo i presenti – faceva pensare alle peggiori abitudini di realtà apparentemente lontane dalla civile Savona. Si tratta di un atto di intimidazione che ferisce la coscienza democratica della nostra città e di tutti coloro che credono nei valori e nei principi della democrazia, della pace e della convivenza civile.
Siamo preoccupati per il silenzio di buona parte dei media sulla vicenda. I firmatari del presente appello sono altresì preoccupati per l'incapacità dei soggetti preposti di dare seguito a provvedimenti legislativi ed amminstrativi che possano tutelare e rendere più snelle le pratiche per l'amministrazione straordinaria delle ditte oggetto di sequestro e di dare quindi garanzie ai lavoratori. Auspichiamo dunque che, anche alla luce di quest'ultimo episodio le forze sociali e demcoratiche sappiano imprimere quella svolta culturale necessaria a debellare quei germi di intolleranza e intimidazione che sono alla base delle peggiori culture mafiose. I firmatari di quest'appello saranno a fianco di tutti quei cittadini perbene che sono quotidianamente impegnati nella promozione di una cultura di resposanbilità collettiva, giustizia sociale e legalità democratica.
LIBERA Liguria, LIBERA Savona, ARCI, Donne in nero contro la guerra, Libreria Ubik, Legambiente Liguria, Movimento 5 Stelle Savona, Gruppo consiliare API SV, Federazione dei Verdi, Democrazia Atea, ANPI Savona, Veganierranti, Cantina Teatrale, Gassa gruppi di acquisto solidale, WWF Savona
Aderisco al messaggio di solidarietà a Christian Abbondanza e alla Casa della legalità. Sono coraggiosi e difendono tutti noi Adriano Sansa
Quanto accaduto sabato a Savona (vedi qui e qui) suona la sveglia alla comunità tutta... Come Casa della Legalità ringraziamo LIBERA Liguria, LIBERA Savona, ARCI, Donne in nero contro la guerra, Libreria Ubik, Legambiente Liguria, Movimento5Stelle Savona, Gruppo consiliare API SV, Verdi Savonesi, Democrazia Atea ed ANPI Savona, WWF Savona per il comunicato di solidarietà e preoccupazione che hanno promosso. Ringraziamo chi sta inviando le proprie adesioni... Ringraziamo Adriano Sansa per la sua adesione e per il suo messaggio che ci incoraggia ancora di più ad andare avanti! Ringraziamo anche SavonaNews e UominiLiberi che hanno pubblicato il messaggio. L'Ufficio di Presidenza
Domenica 09 Settembre 2012 21:57
Ufficio di Presidenza
Ebbene sì, devono essere proprio nervosetti nella grande famiglia dei FOTIA & FRIENDS. I nervi pare proprio gli stiano saltando. Dopo che il teatrino inscenato, usando lavoratori e sindacati, è stato smascherato e le bufale raccontate smontate una ad una, sono ricorsi ad un'azione di intimidazione e diffamazione... Ma, poverelli, non avendo nulla da produrre per smentire i fatti e gli Atti, richiamati dalla Casa della Legalità, cosa potevano fare se non cercare di colpire chi non gli si piega? E così hanno pensato di raccontare che il Presidente della Casa della Legalità sarebbe un vero criminale e loro vittime di costui e di una “guerra personale”, da questi guidata, contro la loro impresa pulita (sic). Per smontargli anche questa (a parte le querele che saranno presentate all'Autorità Giudiziaria) basta ricordare un dato, un dettaglio, una bazzecola: chi ha trascorso mesi e mesi agli arresti in carcere e domiciliari è tal Pietro FOTIA, chi ha trascorso anni di carcere è Sebastiano FOTIA, mentre il Presidente della Casa della Legalità neppure una frazione di secondo. Così, crollato anche questo tentativo dei FOTIA-DEFENDER di delegittimare chi indica i FOTIA per quel che sono, il nervosismo è aumentato... ed oggisono arrivate le minacce esplicite. Ma andiamo con ordine...
Sabato 08 Settembre 2012 22:36
Ufficio di Presidenza
AGGIORNAMENTO IN CODA CON ARTICOLO DE IL SECOLO XIX
Come annunciato, nel silenzio praticamente assoluto della società civile savonese, la Casa della Legalità oggi, 8 settembre 2012, in Corso Italia, davanti alla libreria Ubik a Savona, ha promosso il volantinaggio per rispondere al teatrino ed alle bufale dei FOTIA, andato in scena con un corteo alcuni giorni or sono (vedi qui).
Presenti diversi cittadini, soprattutto giovani, che hanno accolto il nostro invito ad esserci. Presenti in modo consistente anche le Forze dell'Ordine (Polizia di Stato e Carabinieri) per tutelare la nostra sicurezza... e diciamo che è stata una presenza quanto mai opportuna, così come quando (vedi qui) incrociammo i tre fratelli FOTIA.
Ancora una volta gli abbiamo ribadito che non cediamo ad intimidazioni di alcun genere e non cediamo alle loro provocazioni volte solo al tentativo di delegittimarci. Ed andiamo avanti nella cronaca di questa giornata...
Giovedì 06 Settembre 2012 15:49
Ufficio di Presidenza
AGGIORNAMENTO IN CODA e SABATO 8 SETTEMBRE GLI RISPONDEREMO A SAVONA PERCHE' UN CORTEO IN DIFESA DEI TERMINALI SAVONESI DI UNA COSCA DELLA 'NDRANGHETA E' INTOLLERABILE!!!
I FOTIA, della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, con la loro “FOTIA GROUP” (già SCAVO-TER) cercano di issare gli operai contro le Istituzioni? Questo tentativo deve trovare una risposta di rigetto totale, capace di isolare ogni spinta al cedimento, da parte di tutte le Istituzioni e, si auspica, anche dei Sindacati e delle Pubbliche Amministrazioni. Chi siano i FOTIA è evidente da tempo. Per lunghi anni si è colpevolmente ignorato questo “dettaglio”. Ora non si può più. Sono stati smascherati. Parlano di problemi burocratici? Di lentezze che non capiscono? Ma ci facciano il piacere di almeno un briciolo di decenza... Sono stati INTERDETTI dai pubblici appalti [vedere qui il provvedimento del GIP] perché vi sono risultanze inoppugnabili dell'inchiesta DUMPER. Hanno avuto lo stop ad ogni contrattazione con le Pubbliche Amministrazioni per questo, non per i “capricci” di qualcuno. Lo sanno bene e fanno i finti tonti, i fratelli FOTIA...
Martedì 04 Settembre 2012 14:15
Ufficio di Presidenza
Il pm Landolfi che se la rideva ed aveva annunciato che lui tornava alla Dda, invece è fuori dalla Direzione Distrettuale Antimafia. La decisione è del Procuratore Capo di Genova, Michele Di Lecce. Lo stesso Procuratore Capo che aveva tolto il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico dalla guida e dall'organico della Dda.
Per anni abbiamo indicato le problematiche connesse a questi due magistrati. Abbiamo indicato fatti, abbiamo documentato le legittime critiche che muovevamo. Abbiamo evidenziato questioni di opportunità che andavano valutate e considerate. Mai abbiamo insultato o offeso. Ci siamo assunti (anche in questo ambito) tutte le responsabilità di dire, scrivere, documentare ed anche segnalare alle opportune sedi, tra cui il Csm, elementi noti da molti, tanti, ma che venivano sistematicamente taciuti...
Domenica 02 Settembre 2012 20:08
Ufficio di Presidenza
Ci sono tanti modi di mettere il bavaglio ad un'azione di informazione libera ed alla attività di inchiesta e denuncia indipendente. Noi li stiamo subendo. Da ogni fronte. Ma il più pesante è quello di coloro che ti danno le pacche sulle spalle... da coloro che a parole dovrebbero esserti accanto...
Le minacce e le intimidazioni, anche le più pesanti, non ci hanno fermato. Non sono riuscite nemmeno a frenarci nella nostra attività. Certo si è posta più attenzione agli spostamenti, anche considerando che non è stata ancora concessa la scorta al Presidente della Casa della Legalità. Ma si è andati avanti!
Le intimidazioni per via legale, con querele e cause civili le si sta affrontando una dopo l'altra. Sono ormai decine e decine di procedimenti che si sommano alle decine e decine più lontane nel tempo. Anche qui: non ci siamo fatti intimidire. Siamo andati avanti, soprattutto grazie agli avvocati che ci sono vicini e ci sostengono. E' una situazione pesante, ma non ci ha fermati e nemmeno frenati. Siamo andati avanti!
Gli attacchi al sito, così come i tentativi di delegittimarci sono arrivati costanti. Uno dopo l'altro. Non ci hanno fermato. Abbiamo reagito. Siamo riusciti a rispondere ad ognuno di questi attacchi e siamo andati avanti!
Abbiamo subito e subiamo tentativi perenni di isolamento, di oscuramento. Alcuni più palesi, altri sotterranei. Anche a questo lavoro ai fianchi abbiamo risposto sempre e non ci siamo fatti scoraggiare. Si è andati avanti...
Domenica 02 Settembre 2012 19:31
Ufficio di Presidenza
[CON AGGIORNAMENTI E TESTO DEL DECRETO DI FERMO] L'Arma dei Carabinieri ed il procuratore di Sanremo Roberto Cavallone hanno indagato e sono arrivati alla svolta nell'inchiesta sugli attentati incendiari ai danni di imprese e di un bar dell'estremo ponente ligure, avvenuti tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012. Agli arresti sono finiti tre fratelli PELLEGRINO, Michele, Giovanni e Roberto che stava tentando di fuggire in Francia, oltre a Simone CALVINI, Daniele VALSECCHI, Giuliano MANZO e Lara GAMBACORTA (moglie del CALVINI, in stato di fermo per spaccio di stupefacenti).
Gli attentati avevano colpito il 14 dicembre 2011, a Bordighera, un escavatore della FRATELLI NEGRO, ma l'obiettivo era la ditta TESORINI, che operava in quel cantiere con un mezzo uguale a quello dell'altra impresa. Attentato “sbagliato” si ripete. Così il 3 gennaio 2012 a Sanremo, località Solaro, vengono incendiati due escavatori della ditta TESORINI. Poi, il 23 gennaio 2012, di nuovo a Bordighera, in località Borghetto, altri due escavatori sono dati alle fiamme...
Domenica 02 Settembre 2012 13:22
Ufficio di Presidenza
In tempi non sospetti sollevammo critiche dettagliate e documentate sul pm Alberto Landolfi. In allora era in servizio a Savona quando il Procuratore Capo era Vincenzo Scolastico. Prima gli replicammo pubblicamente perché sosteneva che nel savonese non ci fosse una presenza ed attività delle organizzazioni mafiose (vedi qui). Poi inviammo anche un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura (vedi qui). Per risposta non ci arrivarono smentite sui punti sollevati. Non richieste di precisazioni. Ma querele. Una pioggia di querele. Dal pm Alberto Landolfi e dal boss della 'ndrangheta Carmelo GULLACE. Sulla prima querela del pm Alberto Landolfi, il pm Enrico Arnaldi di Balme chiese il rinvio a giudizio ma il GIP di Torino, dopo la camera di consiglio, restituì gli atti alla Procura e non ci rinviò a giudizio (vedi qui),ed il pm Landolfi inviò una decisa contestazione alla decisione del Giudice. Sulla querela per l'esposto al CSM (una di Landolfi ed una di Gullace) la Procura di Torino, nella persona del pm Enrico Arnardi di Balme, ci inviava, in data 22 giugno 2010, l'avviso di chiusura indagini in cui “parte offesa” del procedimento 27901/2008 erano Alberto Landolfi e Carmelo GULLACE. Fatto ancora più curioso delle querele presentate dal potente boss della 'ndrangheta in cui difendeva Landolfi e Scolastico (vedi qui), visto che GULLACE non risulta affatto un magistrato e quindi non si comprende come possano le sue querele essere finite a Torino (le aveva presentate, tramite l'avvocato Giovanni Ricco, alla DDA di Genova coordinata dal pm Vincenzo Scolastico). E, poi, a Torino dovrebbero già conoscere bene GULLACE, che voleva attentare, dal carcere, alla vita del Giudice Istruttore di Torino che lo aveva fatto arrestare, e, visto che fu proprio il fratello del Carmelo, Elio GULLACE, con il cugino pluriprediudicato Rocco PRONESTI', che finirono arrestati proprio davanti all'ufficio di quel Giudice Istruttore a Torino, con un'arma occultata nella loro auto. E Arnaldi di Balme, che è anche pm della DDA di Torino, non può non sapere che Carmelo GULLACE è a capo, nel Nord-Ovest del Paese, della potente cosca dei GULLACE-RASO-ALBANESE, imparentata ai PIROMALLI, che, oltre alla Liguria, ha colonizzato anche il Piemonte, dall'alessandrino su, sino a Novara e Biella...
da laico, ateo, non posso affidare il saluto ai riti pagani o cristiani che siano. Posso ricordare ciò che di straordinario hai fatto e ciò in cui continuerai ad esserci, compagno di impegno e stimolo ad andare avanti e mai arrendersi.
Alcuni dicevano che eri un “integralista” o peggio un “polemico”. Non eri né l'uno, né l'altro... Eri serio e vero. Dicevi ciò che andava detto, fuggendo sempre da quelle pratiche dilaganti di opportunismo, conformismo e da quella piaga chiamata ipocrisia. Ed è proprio questa tua coerenza, caparbietà e conoscenza che spaventava e minacciava quanti sceglievano di liquidarti come integralista, come il “solito” polemico.
Tu eri un medico che guardava ai fatti, ai dati. Non eri un alchimista e non ti prestavi ad annebbiare la chiarezza dei dati per verità di comodo. Tu eri sempre volto all'esclusiva ricerca della verità. Qualunque questa fosse. Anche se scomoda... anche se poi, alla fine, aumentavano i nemici, si serravano le fila di chi ti voleva far apparire per il “solito” polemico.
Hai sempre avuto un approccio scientifico. Che non è mai preconfezionato. Che non permettevi di svilire a propaganda. Nel tuo operare non accettavi che si piegasse il risultato scientifico, laico, ad una fede, ad una lobby, ad un interesse che non fosse quello della vita umana, della tutela dell'ambiente e della salvaguardia di questi...
Domenica 26 Agosto 2012 16:19
Ufficio di Presidenza
Gli interventi per la messa in sicurezza dei torrenti non si sono visti se non in poche, altamente insufficienti, operette. Da ponente a levante ciò che andava fatto non si è visto, quindi. Anche gli aiuti promessi, per l'alluvione dello scorso novembre, sono in pochi ad averli visti. Le briciole giunte agli alluvionati, in molti casi non sono state di alcun aiuto e le attività hanno chiuso i battenti. Si sono bloccate alcune nuove speculazioni in programma, come il caso eclatante del progetto per le aree dell'ex Mercato Generale di Corso Sardegna. Qui si sono accorti, dopo anni ed anni in cui avevamo denunciato [vedi qui e qui] l'assurdità di un progetto che prevedeva scavi per tre (poi ridotti come contentino a “due”) piani di parcheggi interrati. Ora sono incombenti le nuove piogge. Si parla di possibili “bombe d'acqua”, annunciate e poi smentite per questo fine agosto. Se arrivano, quando arriveranno, vista la situazione, il disastro è nuovamente una possibilità incombente, anzi probabile. Cerchiamo di vedere le novità e ricapitolare quanto già si era affrontato...
In Italia il Calcio è intoccabile. Il fideismo che lo avvolge non permette nemmeno a chi lo segue di comprendere che il condizionamento esterno è devastante e che gli interessi in “gioco” son ben altri rispetto a quelli della “bandiera”! Sempre più spesso, e ad ogni livello, altri fattori, e non lo sport giocato sui campi, sono quelli che definiscono (prima del fischio iniziale di gioco) chi vince e chi perde. Chi può salvarsi da una retrocessione e chi invece può andare in Europa. Interessi illeciti che piegano tutto, mentre i tifosi si bevono qualunque giustificazione, pur di continuare a vedere uno “spettacolo”, negandosi la realtà di una “truffa” preconfezionata che si perpetua proprio grazie a molti degli “eroi” in calzoncini corti. Sono le scommesse che piegano i risultati... puri interessi economici di molti dei già ben pagati giocatori e allenatori... E' la criminalità organizzata, alias mafia, che come già avvenuto riesce ad inserirsi e sfruttare questa degenerazione dello “sport”...
Mercoledì 22 Agosto 2012 23:08
Ufficio di Presidenza
La prima volta che lo incontrammo, l'avvocato VALLERGA Mauro, è quando ci mandò la diffida per conto del boss di Cosa Nostra, Rosario CACI (vedi qui). Poi lo incontrammo a Ceriale, dove era il consulente del Comune per la partita della speculazione della T1, quella nata dal FIORANI e passata a quell'Andrea NUCERA (vedi qui) il cui impero ha fatto crack e che da mesi è latitante (vedi qui). Poi lo abbiamo ritrovato praticamente ovunque, come consulente di Comuni ove si dovevano sviluppare pesanti speculazioni edilizie. Lo abbiamo incrociato anche a Cairo Montenotte dove ha seguito una gara per la vendita di quell'immobile che è finito poi acquistato dall'unico offerente: la GEO di Andrea NUCERA... ed ancora con una valanga di incarichi dal Comune di Andora con l'amministrazione FLORIS, incarichi dai Comuni di Albenga, Noli, Arenzano, Spotorno, Borgio Verezzi, Loano, Pietra Ligure... Nei mesi scorsi si è appreso che lo stesso avvocato Vallerga è indagato dalla Procura di Savona per l'operazione T1 di Ceriale... Ora apprendiamo che si è dato anche alla costruzione di una “casa agricola” con i bergamaschi... ed ovviamente l'attività agricola, a Varazze, è la sua. Vediamo quindi questa novità e qualche altro dettaglio...
Giuseppe ABBISSO è stato recentemente condannato a 9 anni di carcere per usura, nell'ambito dell'inchiesta che lo vedeva operare con il boss della 'ndrangheta GARCEA Onofrio (condannato a 12 anni).
Ne avevamo già parlato, ma l'articolo è stato posto sotto sequestro preventivo dalla Procura di Torino per la querela del dott. Vincenzo SCOLASTICO. Ci torniamo ora su questa questione, fornendo ulteriori elementi che – a quanto pare – nessuno vuole mettere insieme per fare una visione complessiva.
Lo faccio adesso perché riteniamo assurdo e inaccettabile che Giuseppe “Pino” ABBISSO abbia ottenuto i domiciliari e la possibilità di andarsene avanti e indietro per la città, da solo, alcuni giorni la settimana.
Avevamo parlato a lungo del progetto di discarica che i FAZZARI-GULLACE, con la SAMOTER, volevano aprire a Campochiesa, nel territorio del Comune di Albenga. Un progetto nato con l'amministrazione di centrosinistra e rilanciato con quella di centrodestra guidato dalla leghista Rosy Guarnieri. Un progetto che, dopo le prese di posizioni di WWF, Casa della Legalità ed abitanti, aveva portato la Regione Liguria, con la Commissione VIA, a bocciare il progetto, confermando poi tale negativo pronunciamento.
Il GULLACE Carmelo, boss della 'ndrangheta a capo nel nord-ovest d'Italia della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE, legata strettamente a PIROMALLI e MAMMOLITI, aveva anche cercato di intimidire, con una visita a domicilio, il referente locale del WWF, affermando che non accettava che “tutti i suoi progetti” venissero ostacolati. In quel contesto faceva riferimento al maneggio, alla pista per go-kart da realizzare ed alla discarica...
Mercoledì 15 Agosto 2012 22:59
Ufficio di Presidenza
Due Giudici su tre del Collegio che ha respinto l'istanza di confisca presentata dalla DIA sono gli stessi che “liberarono” il boss GULLACE nel 2008... Nel collegio difensivo dei FOTIA chiamato anche il noto avvocato e parlamentare del Pdl, Giancarlo PITTELLI, già oggetto di indagine a Catanzaro ed a Salerno, oltre che “autore” di una delle più devastanti proposte legislative delle note “leggi vergogna”.
Parte 1° - Il collegio giudicante del Tribunale di Savona
14 agosto 2012. Tribunale di Savona Il Collegio di tre Giudici respinge (dopo le udienze a porte chiuse, come voluto dai FOTIA) la richiesta della DIA di Roma finalizzata alla confisca dei beni (e delle imprese) dei FOTIA. Due dei Giudici del Collegio giudicante sono: Giovanni ZERILLI (presidente) e Marco CANEPA.
16 aprile 2008. Tribunale di Savona Il Collegio di tre Giudici accoglie la richiesta di revoca della Sorveglianza Speciale a carico di GULLACE Carmelo - presentata dallo stesso GULLACE -. Due dei Giudici del Collegio giudicante sono: Giovanni ZERILLI (presidente) e Marco CANEPA.
Martedì 14 Agosto 2012 14:26
Ufficio di Presidenza
La vigilia di Ferragosto, ovvero dell'Assunta è il giorno in cui è stata resa nota la decisione del collegio dei giudici del Tribunale di Savona in merito alla richiesta di sequestro e confisca dei beni della famiglia FOTIA, più che legata ed imparentata alla potente cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI di Africo. La richiesta documentata, ampiamente e dettagliatamente, era firmata dalla Direzione Centrale della DIA di Roma e sostenuta dalla Procura di Savona, retta dal procuratore capo Granero. Il dibattimento in contraddittorio si è svolto a porte chiuse perché così hanno voluto i FOTIA (che poi dichiarano di non aver nulla da nascondere, sic!)...
Vorremmo evitare di dover presentare una nuova querela contro il procuratore aggiunto Vincenzo SCOLASTICO (già procuratore capo a Savona per lunghi anni e poi, sino alla recente rimozione, coordinatore della DDA di Genova). Per questo vorremmo capire se, in un recente incontro con i giornalisti, si è “solo” espresso male o se invece c'è altro...
Tre giornalisti autorevoli (uno della redazione genovese de “la Repubblica” e due della redazione de “Il Secolo XIX”) mi hanno comunicato, per avere conferma o smentita, che in un recente incontro con la stampa, il procuratore aggiunto di Genova, Vincenzo SCOLASTICO, avrebbe dichiarato che: Abbondanza è stato condannato ad un mese di detenzione a Torino per la querela del sostituto procuratore Alberto Landolfi.
Tale dichiarazione è stata sentita da tre giornalisti, di due testate diverse. Quindi la questione è: o il Procuratore SCOLASTICO si è “solo” espresso male, e può comunicare alla stampa di essersi sbagliato perché non c'è alcuna condanna a Torino, oppure c'è qualcosa che non va nelle procedure a Torino, e questo sarebbe davvero inquietante. Vediamo perché...
Mercoledì 18 Luglio 2012 11:48
Ufficio di Presidenza
Sono andati dal “nonno” (sic) e mo so finiti dove dovevano: in carcere!
La nuova operazione della DDA di Reggio Calabria, nell'ambito dell'indagine REALE (quella che aveva anche già portato all'arresto a casa FOTIA a Savona), dimostra che non ci può (e non ci deve) essere scampo per alcuno dei vermi 'ndranghetisti e le loro reti di protezione. Donne, familiari vari, sodali e servi dei parassiti mafiosi, custodi e curatori delle loro latitanze, così come dei loro affari, possono e devono essere colpiti senza tregua e senza sconti. La rete dei PELLE è stata colpita tra la provincia di Reggio Calabria ed il Piemonte, che si conferma terra colonizzata.
Ora aspettiamo che i restanti vermi mafiosi, con i "loro" beni e le "loro" reti di società, prestanome, complici ed affari, che si annidano nella grande colonia che comprende Liguria, Piemonte e provincia di Pavia, vengano stroncate, schiacciate, defintivamente, a partire dalla rete che fa capo al boss Carmelo "Nino" GULLACE.
Ecco il testo integrale dell'Ordinanza di Custodia Cautelare eseguite, a carico dei sodali della cosca PELLE: leggi qui (formato .pdf)
Domenica 15 Luglio 2012 16:56
Ufficio di Presidenza
E' difficile che le cose che non funzionano vengano indicate quando riguardano quelli che sono una sorta di “santuari” della cosiddetta società civile. Eppure le distorsioni, i problemi, anche seri, ci sono. Sono fatti che, messi uno accanto all'altro, ci dicono che qualcosa non va. Rompiamo questo silenzio, ponendo alcune semplici domande e dando a queste una risposta. Non è per polemica, ma per dovere di cronaca, per elencare i fatti di una questione “politica”. Siamo convinti che solo guardando in faccia la realtà sia possibile migliorare e correggere quegli errori che troppo spesso impediscono di fare passi avanti nella lotta alle mafie ed all'illegalità. Il confronto e non la chiusura è strumento essenziale nella democrazia, e lo è ancora di più quando si parla di strutture importanti, come è Libera...
Martedì 10 Luglio 2012 16:54
Ufficio di Presidenza
5 luglio 2012. Si va verso Savona, udienza fissata davanti al giudice Princiotta del Tribunale Civile di Savona, per le ore 9. Prima rallentamenti, poi coda, poi coda per veicolo fermo in Autostrada. Alle ore 8:20 si inizia a chiamare il Tribunale di Savona, per comunicare, un possibile ritardo di 30 minuti massimo. Nulla da fare, il centralino automatico continua, a ripetizione, nel ripassare la chiamata al disco principale: per gli Uffici del Tribunale digitare 1, per gli Uffici della Procura 2... e così via, sino alle ore 9:15 circa quando risponde un centralinista a cui chiediamo di parlare urgentemente con la cancelleria del Giudice Princiotta... Ci passa un interno ma dicono che non sono loro, quindi ci comunicano che comunque portavano immediatamente un bigliettino al Giudice Princiotta per avvisarlo del ritardo. Nel frattempo, alle 9:04 minuti, visto che al Tribunale nessuno rispondeva e l'udienza era per le ore 9, chiamiamo l'ufficio dell'avvocato ROMANI, il legale dei FOTIA, la controparte. Qui la segretaria ci comunica che provvedeva subito ad avvisare il legale. Arrivati davanti all'Ufficio del Giudice Princiotta al terzo piano del Palazzo di Giustizia... il giudice PRINCIOTTA afferma “Aspettavamo Lei”, rivolto ad Abbondanza, nel corridoio davanti al suo ufficio. Abbondanza entra e il Giudice fa inserire a verbale che alle 9:30 compare Abbondanza Christian, Presidente della Casa della Legalità e della Cultura – Onlus...
Quella varata dalla Regione Liguria, con approvazione trasversale di maggioranza (centrosinistra) e opposizione (centrodestra), è una normativa che maschera come “sanatorie” un vero e proprio condono edilizio di “abusi sostanziali”, e spiana la strada a nuove cementificazioni senza controlo. Ci si poteva aspettare altro dalla “capitale” del Partito del Cemento? Certamente no. Per questo come Casa della Legalità avevamo chiesto formalmente al Governo di impugnare la normativa della Regione Liguria davanti alla Corte Costituzionale. Apprendiamo ora che il Governo ha impugnato la legge approvata dalla Regione Liguria e questo è senza alcun dubbio un segnale positivo. Vi sono però ulteriori rilievi alla normativa edilizia in questione che riteniamo opportuno vengano indicati e valutati dalla Corte Costituzionale...