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Chi sapeva riferisca e chi ha preso confessi... prima o poi esce tutto!

Domenica 21 Giugno 2009 03:43

Piccolo, uomo di fiducia di Burlando con Luigi Mamone

[In riferimento alla vicenda Stoppani, nell’esercizio del diritto di cronaca su una vicenda di pubblico interesse, avevamo riportato e commentato un estratto di un rapporto della Guardia di Finanza in cui venivano menzionate, tra le altre, le seguenti persone: Dott.ssa Brescianini Cecilia, Dott.ssa Minervini Gabriella, Dr. Gian Piero Lazzarini. Ci preme evidenziare che le predette persone non sono coinvolte in alcun modo in procedimenti penali inerenti le questioni trattate e  ci scusiamo nei loro confronti per le espressioni che possano aver loro arrecato offesa]

 

Tanto per dare un contributo alla conoscenza sulle inchieste in corso che ruotano attorno alla figura dei MAMONE e della ECO.GE e sodali, iniziamo con il pubblicare qualche estratto su quanto in parte già ripreso dalla stampa.
In attesa degli sviluppi dell'inchiesta che ha visto alcuni giorni fa l'avvio della seconda fase della Tangentopoli genovese, torniamo ad auspicare che chi ha avuto ed ha responsabile pubbliche (dal Comune di Genova alla Regione Liguria, così come nei Consigli di Amministrazione delle Società pubbliche come la Sviluppo Genova e la Società per Cornigliano... passando dagli altri tasselli degli Enti locali, ma anche tra le società che erano parte attiva del "cartello" per il controllo degli appalti e quelle usate per le false fatturazioni) decida di collaborare con la magistratura, prima che sia troppo tardi.
Collaborare e riferire tutto ciò di cui si è a conoscenza, così come confessare - per coloro che avevano ruoli attivi in questo sistema di corruzione e collusione - sarebbe certamente utile ad evitare danni peggiori... anche perchè come abbiamo già ricordato la Magistratura arriva ai responsabili e non solo ai "mediatori" e collettori. Inoltre, come abbiamo detto: chi sa, chi ha partecipato agli illeciti e chi ha preso è opportuno che parli ed eviti, almeno, che si apra una stagione di ricatti che porrebbero Pubbliche Amministrazioni (Istituzioni e Società partecipate), già piegate ad interessi privati e illeciti come si evidenzia dall'inchiesta, in una spirale devastante...



Gino Mamone con la moglie e socia Ines CapuanaAlcune informazioni da noi raccolte, ad esempio, oltre a indicare incontri sotto forme di cene tra i vertici istituzionali della Regione e del Comune con il principale degli indagati... noi abbiamo posto pubblicamente domande in merito ma nessuna risposta è giunta!
Altre informazioni ci riferiscono anche di una richiesta da parte del Presidente della Provincia all'allora Amministratore della Sviluppo Genova, Alberto Ghio, perché, vista la sovraesposizione dei Mamone su cui noi dal 2005 non molliamo, era forse opportuno non assegnargli per un po incarichi appalti... Repetto se ha effettivamente effettuato questa telefonata significa che era (ed è) a conoscenza di fatti che sarebbe opportuno riferisse alla Magistratura, non crede? Altre informazioni da noi raccolte parlano di finanziamenti illeciti alle campagne elettorali per le Regionali e le Comunali con cifre da capogiro. Su questo terreno la mancanza di trasparenza in merito da parte, ad esempio di Claudio Burlando che ha dichiarato ufficialmente di aver speso esclusivamente qualche misero migliaio di euro a fronte di una campagna per la sua elezione ben più consistente, così come le pesanti ombre lasciate dal coinvolgimento del braccio destro ed altri uomini di fiducia (indagati insieme al Gino Mamone) di Marta Vincenzi, non fanno che alimentare i dubbi. Questo anche considerando che l'unica risposta giunta indirettamente è stata quella di Burlando che afferma "non sono amico di Gino Mamone"... Ma chi ha chiesto questo? Le nostre domande erano un po più dettagliate, sia quelle rivolte a lui sia quelle rivolte a Marta Vincenzi ed altri [leggi qui]!!! Anche il Sindaco di Arenzano farebbe bene a rispondere e riferire nelle opportune sedi... le cose vengono a galla e non serve chiudere le porte del Consiglio Comunale, come accaduto dopo l'esplodere dell'inchiesta, per una seduta privata dove discutere della bonifica e di quanto come Casa della Legalità abbiamo svelato. Comunque, tanto per iniziare, dopo la pubblicazione della tabella riassuntiva degli appalti sull'area ex Ilva di Cornigliano, ecco qualche dato e qualche estratto dagli Atti di un lunga e precisa inchiesta.


Da un rapporto della Guardia di Finanza del 19 gennaio 2007 alla Procura si legge "nell'ambito delle indagini di p.g. Delegate... stanno emergendo collegamenti con ambienti della criminalità organizzata ligure ed il particolare con la famiglia MAMONE.
In tale rapporto si approfondiscono i rapporti con i
fratelli BIASCI, Alessandro e Simone. Tra le varie intercettazioni, segnaliamo quello relativo ad un incontro, richiesto da BIASCI, presso l'ufficio di Gino MAMONE all'Eco.Ge di Via Ferri, per poi, a seguito dell'incontro tornare in Toscana. In merito a tali colloqui si viene a conoscenza dell'induzione da parte degli stessi all'emissione di fatture da parte della INTERNATIONAL TEAM relative a presunte sponsorizzazioni (in realtà fatture per operazioni inesistenti) per un importo complessivo di 450.000 euro, nei confronti della ECO.GE srl di Genova di cui Gino MAMONE è l'amministratore unico.
Intermediario tra le società risulta il commercialista
PANARESE Andrea. Mentre i pagamenti delle fatture avvenivano tramite bonifico bancario su un conto corrente riconducibile alla INTERNATIONAL TEAM, presso la Banca San Giorgio di Via Sestri a Genova, ed intestato a Gabriel MOREAU e con delega ad operare per Sandro BIASCI."

Dal rapporto si legge anche: "Detti pagamenti sarebbero stati regolari per il versamenti dei primi 300.000 euro, dopodichè si sarebbero interrotti. Il MAMONE, ascoltato dai due, afferma invece di aver effettuato regolarmente tutti i pagamenti... ipotizzando che la parte di denaro spettante ai BIASCI quale compenso per l'emissione di dette fatture, ovvero 17.600 euro, sarebbe stata trattenuta dal PANARESE. Il PANARESE, contattato subito dopo da Simone BIASCI, è di parere opposto..." E ancora: "I due fratelli, per non aver ottenuto la somma di denaro, meditano vendetta nei confronti del PANARESE (... "...che ora anche lui qualcosa bisogna fargli, non la può passà liscia così... qualcosa si studia... ci si può andà contro di lui... gli dico che lui ha picchiato con la macchina io l'ho visto c'ero sono testimone...")"
Riportiamo, a titolo esplicativo dei soggetti, ancora estratto di intercettazione in merito a questo filone ed alla questione apertasi con il PANARESE.
La conversazione è tra B: BIASCI Simone e A: GURAYEV Andrea
"S: comunque niente PANARESE ci ha inculato
A: lo sapevo
S:
GINO ci ha acchiappato e ci ha detto allora io c'ho da darvi un cazzo
A: mh
S: di
PANARESE non mi parlate più perché l'ultima volta ha rischiato lui e quell'altro di finir fuori dalla finestra dai casini che ha fatto
A: mh
S: infatti era così perché lui aveva detto che ha costretto
PANARESE non so inc.le gli ho detto ma io finisco di pagà perché poi ci fa la delega o ha aperto un conto corrente falsificando tutto sempre a nome di INTERNATIONAL perché se no non ha senso perché non lo può aprì sotto un altro nome
A: mh
S: se no inc.le non è valida
A: certo

...
S:se no s'annulla perché
lui ha finito di pagà ha detto io devo pagà tutto non so se ho pagato o non ce l'ha specificato m'ha detto "a PANARESE c'ha dato i soldi, lo porti quaggiù" m'ha detto "davanti a me e gli spacca le gambe" ha detto lui
A: mh mhm mh
S: inc.le
PANARESE poi mi ha chiamato io l'ho cercato facevo l'indifferente faccio maaa allora "no eh devo finì di pagà era in difficoltà" andiamoci a parlà gli ho detto io no"inc.le" sai faceva il sornione però praticamente com'era com'è
A: inc.le
S: glel'ho detto te
GINO cioè fatto t'ha inculato te io gli ho detto io perché quando siamo venuto quaggù con PANARESE insieme lo si sapeva che doveva tirarli fuori lui però te dicesti che 20.000 euro dovevi inc.le ancora allora a me è sorto il dubbio..."

Luigi Mamone e convenuti nell'area dell'ex Oleificio GasliniDa un altro rapporto della Guardia di Finanza alla Procura, questo del 31 gennaio 2007, si legge "Nell'ambito del procedimento penale in oggetto... Fra gli indagati ci è il noto Gino MAMONE, amministratore unico della ECO.GE srl corrente in Genova, Via Evando Ferri 11.
Costui, con una serie di conversazioni telefoniche intercettate da Ufficiali di p.g. di questo comando, ha fissato un incontro con il dott.
CAFARELLI interessato all'acquisto dell'area ex oleificio Gaslini di Genova di proprietà della ECO.GE srl.... Il MAMONE ha fissato il prezzo di vendita in 13,5 milioni di euro.
I due si sono incontrari all'interno del ristorante "EDILIO", corrente in Genova, corso De Stefanis 104/R alle ore 13,00 circa del giorno 27 gennaio... per consumare un pranzo cd "d'affari"...
La lunghissima conversazione dei due ha fatto emergere gravi indizi circa la corruzione di un consigliere comunale a questa sede, tale Massimo Casagrande.
Costui, in buoni rapporti con
MAMONE Gino, avrebbe avanzato al CAFARELLI, interessato ad edificare l'ex area oleificio Gaslini, una richiesta di denaro pari a un milione di euro.
Il
MAMONE, che conosce bene l'avv. Casagrande [nella nota in merito si indica una delle fotografie pubblicate dalla Casa della Legalità, scrive infatti la GdF: "i due appaiono abbracciati in una fotografia, risalente all'anno 2005, pubblicata sul sito www.genovaweb.org in relazione a rapporti di parentela della famiglia MAMONE con esponenti della 'ndrangheta calabrese"], sconsiglia al CAFARELLI di consegnare tale somma non soltanto perché sproporzionata, ma anche perché il progetto di edificare l'area [ndr, ci pare opportuno segnalare che la progettazione per l'area ex oleificio Gaslini era stata realizzata dall'Arch. Vittorio Grattarola] non può essere più "fermato" grazie ai rapporti amichevoli del MAMONE con alcuni amministratori pubblici locali.
In ogni caso il MAMONE sarebbe disponibile a consegnare al Casagrande una somma di denaro (pari a centomila euro) a titolo di amicizia e dello stesso parere è il CAFARELLI, su consiglio del Una delle foto che abbiamo realizzato citata dalla GdFsuo interlocutore.
Va ricordato che il
MAMONE sta curando altri affari di notevole rilevanza economica, fra cui quello della bonifica area STOPPANI di Cogoleto e quello della bonifica depositi di pertinenza PRAOIL nella zona di Ge-Pegli (adiacenza casello autostradale).
Per quanto riguarda l'aspetto della
STOPPANI le indagini tecniche hanno permesso di ascoltare una conversazione avvenuta fra tale GAMBINO Luigi (ex sindaco di Arenzano il cui consiglio comunale risulta sciolto per infiltrazioni mafiose e allo stato attuale commissariato) [ndr, opportuno segnalare che il GAMBINO è stato poi rieletto!] e l'indagato in ordine ad un appuntamento fra quest'ultimo e il noto Marchese CATTANEO ADORNO, rientrato in Italia dopo una lunga latitanza in Brasile per una condanna penale scaturita dalle indagini svolte nei primi anni '90 in questa città, per gravi fatti di corruzione di funzionari e amministratori pubblici.
Dal tenore delle conversazioni avvenute con il
CAFARELLI si deduce che il MAMONE dovrà discutere con il CATTENO [nella nota la GdF scrive: "come risulta da un articolo sul noto quotidiano La Repubblica, un'altra operazione in fase di realizzazione è quella riguardante i terreni confinanti con lo svincolo autostradale, sotto l'ospedale, un tempo di proprietà della Gepco del marechese Cattaneo Adorno. Da discarica per inerti, attraverso una variante, è partito il cantiere per la realizzazione di edifici residenziali da parte della Lega Coop. Sempre restando all'autostrada, nella collina situata di fronte all'uscita dell'A10, sopra il concessionario di auto di lusso, dove si trova la zona sportiva della Pineta, la famiglia Cattaneo Adrono ha chiesto il cambio di destinazione per costruire case e un hotel"], nel Grand Hotel di Arenzano, delle sorti della Stoppani, allo stato attuale in corso di bonifica da parte della ECO.GE srl...."

Luigi Gambino, sindaco di ArenzanoEd ecco, in estratto, una delle intercettazioni tra il MAMONE Gino - G - ed il GAMBINO Luigi - L -:
L: pronto
G:
Gambino!
L: si
G: sono
Gino Mamone, come stai, buongiorno!
L: oh ciao, come va?
L: dimmi.
G: ti volevo dire una cosa, siccome noi abbiamo mandato un fax al Commissario...
L: chi l'ha mandato?
G: al
Commissario di Arenzano
L: ma chi ce l'ha mandata?
G: ce l'ho mandato io
L: ah, dimmi
G: perché abbiamo un incontro giovedì alle 12:00 col
Comune di Cogoleto per fare già un infarinatura di cosa p...
L.
io ne vengo adesso, guarda da ...mmm... per aprirti tutte le strade possibili, adesso da la, dimmi!
G: eh, siccome non mi ha risposto nessuno, a me farebbe piacere che il
Comune di Arenzano partecipasse anche al...
L: ma credo che participi eh?
G: eh, ma...
L: mi ha detto
Lazzarini che c'è una riunione a Cogoleto!
G: eh! Ah va bene
L: giovedì
G: però io sono stato...
L: aspetta un attimo, stai in linea
G: eh! Non ti preoccupare per...
L: stai in linea
G: certo, certo!
L: 9138252, l'ho fatto giusto, aspetta un attimo che... sull'altro telefono, sono qui in un posto, Lazzarini, Lazzarini mi ha detto. 252, ne vengo adesso;
G: volevo solo verificare che lo sappiano, capito? Non vorrei che magari poi dicano, cazzo ha fatto male... e non mi han detto niente, capisci?
L: adesso non risponde Giampiero, cavolo, ma... ti richiamo...
G: Giampiero è quello grosso, alto
L:
Lazzarini è quello, il responsabile dell'Ambiente
G: eh bravo, quello con gli occhiali...
L:
quello che firma tutto, stamattina son stato con lui aaahh, Giampiero...
G: non è che mi puoi dare il cellulare...
L: scusa... stai, stai lì, stai li
Mamone, Giampiero scusa ho... ma ha chiamato il sig. Mamone, giovedì noi ci siamo presenti alla riunione a Cogoleto... eh! Lui ha mandato un fax al Prefetto chiedendo la nostra presenza... quando lo hai mandato sto fax?
G: eeehh... la settimana scorsa
L: non ne puoi mandare uno all'attenzione, stamattina, del
dott. Lazzarini subito?
G: aspetta, lo mando subito al dottor...
[...]
L: stai lì
Mamone, stai lì, eehh, ciao Giampi, mi raccomando questo che ti ho detto con Mamone eh? Ciao ciao... allora niente, ti volevo dire che hai sentito no?
G: si! si!
L: non l'ha ricevuto, tu gli fai il fax giovedì viene... io gli ho detto apertura massima eh?
G: ok grazie!
[...]
L: bene? Senti però... grazie niente, domani allora...
G: ci vediamo domani mattina
L: eh
G: eh...
alle 11 io e te
L: eh..
ma quando tu mi dici... vabbè niente... è meglio dire a voce certe cose
G:
eh bravo bravo, ci vediamo domani mattina, tranquillo!
L: ciao, ciao
G: ciao"


Torniamo un attimo all'intercettazione del 27 gennaio 2007 all'interno del ristorante "EDILIO" di Genova, e qui siamo sulla partita dell'ex Oleificio Gaslini.
Vediamo alcuni passaggi. M: Mamone - C: Cafarelli

M: io ci tengo a dire una cosa: ANGILETTA è pagato da noi e ANGILETTA non lo deve pagare assolutamente...
C: io gliel'ho già fatto sapere... dico scusi ma io perché...
M: ma no lui... ma lei non deve pagare
ANGILETTA, perché ANGILETTA non le deve pagare assolutamente...
C: io gliel'ho già fatto sapere.. dico scusi ma io perché...
M: ma no lui... ma lei non deve pagare
ANGILETTA, perché ha una provvigione che viene (inc.le) da noi, guai al modo c'ho detto ANGILETTA prende soldi da chi compra, perché allora pariamo con chi compra.. voglio dire... ce lo dividiamo... perché se no non andiamo d'accordo...
[...]
C: ah un piccolo problemuccio no, ecco l'avvocato
CASAGRANDE vuole un milione...
M: non ce li si deve dare, perché ha chiesto i soldi anche a me
CASAGRANDE
C: ecco appunto...
Marta Vincenzi con il sostituto di Stefano Francesca, Nando Dalla ChiesaM: e CASAGRANDE gli ho detto io: "se vuoi centomila euro te li regalo", perché cento... centocinquanta li regalo perché siamo amici, CAFARELLI lei non deve dare un milione a lui
C: no, no, ma io vede...
M:
CAFARELLI gli fa un regalo, quello doveva dare ad ANGILETTA li chiama, dice: "io ti do tot... qualcosa ti fai regalare da MAMONE" ma non deve andare oltre! CAFARELLI, perchè non possono guadagnare un milione di euro loro
C: ma le dico porca miseria, 10 percento ma siete fuori di testa
M:
CAFARELLI, questi non possono fare un cazzo, si renda conto che PAOLO può dare una mano su... ma non è che può bloccare, non è che può bloccare il nostro progetto..
C: lo potrebbe agevolare...
M: potrebbe solo agevolarlo... perché
io sono amico di BURLANDO, sono amico di (inc.le), sono amico di Claudio Burlando(inc.le) sono amico di tutti, della MARTA, sono amico di... perciò non lo blocca nessuno questo progetto, lei un milione non gliele deve dare! Perché non è corr... coerente, perché se uno gli avesse detto mi dai il tre per cento allora provvigione di un'agenzia, mi può anche andar ben
C: e li può andar bene
M: mi può andar bene, però non possono chiedere un milione a lei e centomila euro pure a me, cioè che ne chiedevano trecento, ho detto no se vuoi ti regalo centomila euro per un fatto di amicizia e cortezza, se vuoi lavorare con me nel futuro sennò con me lasci perdere, ma lei
CAFARELLI non gli dia un milione, perchè i milioni questi qua se non se li vanno a guadagnare
C: si si c'ha ragione era una delle cose no..
M: questo... no, no, ma io, ma io questo.. siccome ormai sono venuto su da ragazzino a pulir le strade, io ormai sono scafato, se lei gli dice... ad
ANGILETTA gli ho dato: "vedrai che quei signori lì hanno chiesto un milione, un milione e mezzo di euro a CAFARELLI per la (inc.le)
C: No, no, ma io glel'ho detto chiaramente perchè lo sapevo mettetevi in testa che io devo dare un milione...
[...]
M: io le dico sinceramente se vado da (inc.le) da
UNIECO quelli se la comprano a 16, perché l'accordo era di sedici se c'era un sviluppatore all'interno dell'area che occupava la parte fuori (inc.le) commerciale, inc.le
Siccome abbiamo degli amici comuni e io questi qua gli ho lasciati fermi
[...]"


Il 6 aprile 2007 in altra nota la Guardia di Finanza scrive alla Procura: "Le intercettazioni delle conversazioni... hanno messo in evidenza affari di natura illecita, inerenti in particolare un consolidato meccanismo di presunti scambi di favore a fronte della concessione del proprio voto elettorale in occasione delle prossime elezioni amministrative di Genova [ndr le elezioni del 2007 nelle quali hanno vinto i candidati Vincenzi alla carica di Sindaco e Repetto alla carica di presidente della Provincia].
Infatti le indagini tecniche hanno già consentito di segnalare
STRIANO Paolo, nato a Genova il 03/01/1967, consigliere comunale e Capo Gruppo della Margherita del Comune di Genova nonché membro della III Commissione per l'urbanistica - assetto del territorio e lavori pubblici di detto Comune [ndr poi nominato Assessore dal Sindaco Marta Vincenzi]..., in quanto lo stesso, in virtù del suo ruolo politico, risulta aver agito come mediatore nella compravendita tra gli indagati Gino MAMONE e Michelino CAFARELLI relativa all'area ex oleificio Gaslini di Genova di proprietà della ECO.GE srl [in nota la GdF scrive: "come già ampiamente illustrato nella pregressa corrispondenza l'indagato Gino MAMONE intendeva vendere l'area dell'ex oleificio Gaslini a società di costruttori immobiliari. Però, attraverso operazioni di bonifica da lui stesso effettuate e attraverso l'ottenimento di presunte concessioni edilizie da parte di politici compiacenti, MAMONE garantirebbe la rivalutazione di tale area"].
Tuttavia, essendo in scadenza il suo mandato politico e al fine di garantirsi nuovamente l'elezione alle prossime consultazioni elettorali per il Comune di Genova,
STRIANO sta tessendo una serie di rapporti di forte collaborazione con taluni esponenti del mondo non solo politico, ma anche imprenditoriale genovese. Queste ultime relazioni gli consentono di adescare i consensi dei privati cittadini, interessati in particolare a posti di lavoro, che lo stesso promette in cambio del proprio voto elettorale..."

In un'altra dettagliata relazione dell'aprile 2007 la Guardia di Finanza, dopo un approfondimento sul filone delle false fatturazioni con nuove società e movimenti sia in Italia che all'estero, dedica il secondo capitolo a "delitti di corruzione di pubblici ufficiali e funzionari" ed uno sui "Collegamenti con la criminalità organizzata". Vediamone qualche estratto:

estratto-rapporto-gdf-stoppani-mamone-1

Ed ancora:
"Collegamenti con la criminalità organizzata"
Fra i contatti telefonici e personali (molto cordiali) dell'indagato, Gino MAMONE (segnalato dalla D.I.A. Per i suoi legami con la cosca della 'ndrangheta calabrese dei MAMMOLITI) [nella nota la GdF: "estratto della relazione D.I.A. Anno 2002: "presenze significative sono state individuate anche in Liguria, la criminalità calabrese, presente sin dagli anni '60, si è manifestata tanto in ambito microcriminale, ove attraverso l'esercizio dello spaccio di droga al minuto, quanto in importanti settori economici quali l'edilizia, la ristorazione e, soprattutto, lo smaltimento dei rifiuti. Le consorterie censite sul territorio sono riconducibili alle famiglie ROMEO, NUCERA, RAMPINO, MAMONE, FOGLIANI, FAMELI e FAZZARI. La famiglia MAMONE, proveniente dalla Piana di Gioia Tauro (RC) e collegata ai MAMMOLITI di Oppido Mamertina (RC), si è insediata in Genova, ove è titolare della società "F.lli MAMONE & C. di MAMONE Luigi" aggiudicataria di un cospicuo numero di appalti pubblici."], emergono inequivocabilmente, quelli con STEFANELLI Vincenzo, detto "Cecè" [la GdF in nota: "nato ad Oppido Mamertina (RC), il 23/05/1959 - titolare della ditta "NICAT" corrente in Genova, via Ramiro Ginocchio 65R, esercente, dal 28/06/2001, l'attività di lavori edili di costruzione, completamento e rifacimento immobili, lavori di movimento terra"], noto esponente della criminalità organizzata di stampo mafioso...
Non a caso STEFANELLI Vincenzo risulta essere già noto alle forze dell'ordine per i suoi precedenti penali di grosso spessore [in nota la GdF: "in particolare, sono degni di nota le ultime denunce concernenti il traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione (denuncia del 06.03.2002 ad opera del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Ferrara); associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti (denuncia del 23.06.2001 ad opera della Sezione Anticrimine Genova); sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione (denuncia del 05.05.1983 ad opera della Questura di Aosta). Vi sono, inoltre, ulteriori varie denunce nel tempo per furti, ricettazione, violenza privata e traffico di stupefacenti"]. A lui Gino MAMONE si rivolge per il recupero di un escavatore di valore di 180.000 euro, rubatogli in un cantiere della sua società ECO.GE, Vincenzo si impegna a trovarglielo tramite i suoi contatti sul territorio, lamentandosi però con Gino di non essere stato avvertito subito e di essersi rivolto alla sua assicurazione per il risarcimento del danno. Tale gesto evidenzia sia i forti legami tra i due soggetti che la conduzione di politiche poco ortodosse (ritrovamento di un veicolo rubato tramite contatti mafiosi, ndr) pur di raggiungere i propri fini.
Come già evidenziato nella pregressa corrispondenza,
MAMONE; spinto dallo STEFANELLI, fungerebbe da punto di contatto tra il mondo politico genovese e le consorterie criminali di stampo mafioso (nella specie cosche della "'ndrangheta" calabrese). Infatti, MAMONE, come è emerso dalle intercettazioni telefoniche, peraltro già segnalate alla S.V., vanta importanti e profonde conoscenze..."

Nell'agosto 2007 la Guardia di Finanza, in una nuova comunicazione alla Procura scrive: "Dai contatti telefonici e personali (molto cordiali) dell'indagato Gino MAMONE (segnalato dalla D.I.A...) emergono inequivocabilmente, quelli con STEFANELLI Vincenzo, detto "Cecè", appartenente ad una famiglia [in nota la GdF: "di origine calabrese operante nel Comune di Varazze(SV) e zone limitrofe"] che ha sempre attirato l'attenzione dei vari organi investigativi conquistando anche le cronache giudiziarie per le imprese criminose in cui è rimasta coinvolta [in nota la GdF scrive: "vds. in tal senso operazione "URANO" avviata nel 1999 dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, allo scopo di far luce sulle attività illecite gestite da sodalizi criminali di origine albanese - facenti capo alle famiglie calabresi STEFANELLI-GIOVINAZZO - attivi, sul versante ligure, nei settori del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e dello sfruttamento della prostituzione- In tale contesto le attività investigative - che hanno consentito di evidenziare precisi elementi di responsabilità nei confronti di 8 cittadini albanesi, collegati a due gruppi criminali strutturati su base familiare - si sono concluse nel novembre 2000 con l'esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di altrettanti soggetti organici ai sodalizi, responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione"]; inoltre, il predetto già noto alle forze dell'ordine per i suoi precedenti di grosso spessore [...]
Il tenore delle prime conversazioni intercettate ha evidenziato taluni collegamenti di Gino MAMONE sia con il mondo politico che con il mondo delle cosche calabresi. Egli potrebbe rappresentare il punto di contatto tra i due mondi...
Infatti le successiva indagine tecniche hanno consentito di accertare collegamenti tra esponenti del mondo politico genovese e appartenenti alla locale criminalità organizzata..."


Ora, considerando che recentemente, dopo le elezioni europee l'Italia dei Valori - Lista Di Pietro è passata a Genova da meno del 4% nel 2007 ad oltre il 10%, con una campagna elettotare costosissima da parte della candidata legata al deputato e responsabile regionale dell'Italia dei Valori Lista Di Pietro, Giovanni Paladini - proveniente dalla Margherita di cui era Consigliere Regionale mentre lo STRIANO Paolo lavorava presso il gruppo consigliare dello stesso -, e che lo stesso Palasini ha avanzato la richiesta di nuovi assessorati "pesanti" in Comune e Provincia, avanzando pubblicamente il nome dell'ex Udeur, rientrato nell'IdV con incarichi dirigenti nell'ambito provinciale, Salvatore Ottavio Cosma, vediamo quanto in merito a questi vi era nel rapporto della Guardia di Finanza [ricordiamo che un estratto del Rapporo è stato consegnato anche ad Antonio Di Pietro, oltre che ampi stralci sono già stati pubblicati dalla stampa lo scorso anno... quindi non si dica che non si sapeva della questione]. Vediamo:

Salvatore Cosma"COSMA Salvatore nato a Taurianova (RC) il 12/01/1942 e residente in Genova,...
All'epoca della richiesta di indagini tecniche da eseguire nei suoi confronti, il COSMA rivestiva la carica di consigliere comunale di Genova eletto tra le fila degli indipendenti e candidato alle elezioni amministrative fra le fila dell'Udeur. Le indagini venivano avviate anche nei suoi confronti poiché vi era fondato motivo di ritenere che lo stesso interagisse illecitamente, usufruendo della carica pubblica da lui rivestita, nelle gare d'appalto favorendo esponenti della malavita locale genovese. Le sue origini calabresi, in comune con i citati esponenti, creavano un legame interpersonale confidenziale con gli stessi tanto che il COSMA sembrava volesse agevolarli nei contatti anche con le alte sfere politiche nazionali finalizzati all'incremento di eventuali loro illecite attività.
Le
indagini tecniche hanno consentito di accertare che COSMA Salvatore fosse effettivamente in contatto con esponenti della malavita ed in particolare con MAMONE Gino, STEFANELLI Vincenzo, MALATESTI Piero e GARCEA Onofrio.
In riferimento a
Vincenzo MAMONE, in un contatto telefonico (...) avvenuto sotto periodo elettorale a Genova, il COSMA invita MAMONE a cena in un locale genovese "... a cena come sei messo?... so va bene, dove ci vediamo?..." e quest'ultimo gli suggerisce di incontrarsi al "Parador" alle ore 19:30; inequivocabile conferma di loro precedenti incontri e/o contatti lo dimostra il fatto che il COSMA si ricorda che è lo stesso locale di un loro precedente incontro "... eh si, dove ci siamo visti l'ultima volta... si, va bene d'accordo...".
In riferimento a
Vincenzo STEFANELLI, in un particolare contatto telefonico (...) si evidenzia tutto il rammarico e la delusione sia dello STEFANELLI che del COSTA che recatisi a Roma previo appuntamento fissatogli dal COSMA con un Ministro al quale esporre le loro "richieste", ricevevano invece da quest'ultimo soltanto un pessimo trattamento (molto probabilmente trattasi dell'attuale Ministro di Grazie e Giustizia che ha frequenti contatti col COSMA vista la medesima appartenenza partitica). [ndr: in allora il Ministro era Clemente Mastella].
In effetti, STEFANELLI contatta COSMA "... comunque naaa. Na sporcaccuata così non me l'aspettavo mai..." e alla richiesta del COSMA a chi si riferisse, STEFANELLI gli risponde "... e chi? Dove siamo andati? Ci stratta come deii... dei pomodori in faccia proprio, getta con la mano via via via..."; COSMA incredulo chiede nuovamente se si riferisce alla stessa persona di sua conoscenza da lui stesso contattato per fissargli un appuntamento: "...ma chi? Lui?..." e STEFANELLI conferma aggiungendo "... eh, proprio lui, davanti alla gente senza nessuna educazione... allora guarda, son rimasto deluso la prima volta in vita mia a livello non da poco... guarda vi passo Franca un attimo...".
Anche Franca si lamenta molto del pessimo trattamento riservato dal Ministro che sostanzialmente a dir suo oltre a non considerarli minimamente e quindi non riceverli seppur dietro appuntamento avuto da lungo tempo, ha avuto anche nei loro confronti atteggiamenti poco educati "... io l'ho fermato personalmente, maled, meleducatam, maleducatato... io c'ho detto che... sono andata da... perché per conoscenza vostra io sono arrivata li da lui no? ... se sono qui un motivo c'è perchè no? ... e perché, con tutte quelle guardie del corpo, perché... se ti fermi un attimo ti posso spiegare no? ... ma dentro c'era col biglietto e non c'ha ricevuto!!!... e comunque vabbé, caro Salvatore i vecchi avevano ragione, prima di salire sulla sedia dono tutti buoni e bravi... e adesso più che mai vi giuro, io la prima volta che mi succede una cosa del genere eh.. è la prima volta giuro... eh, come mai oggi mi sono resa conto veramente cos'è la politica!!".
I due continuano a discutere circa il pessimo trattamento riservato loro dal Ministro e Franca conclude dicendo
"... perché educatamente parla e tu educatamente mi rispondi no, perché sei il Ministro, se sei il Ministro per che cosa sei Ministro?... grazie alle persone che ti hanno votato, perché ti fanno salire e ti fanno scendere, mi sembra no?..." e termina la sua conversazione telefonica col COSMA ribadendogli comunque gratitudine per la possibilità data loro "... comunque non ha importanza, vabbè Salvatore, grazie di tutto...".

Un'ulteriore figura di rilievo è rappresentata da MALATESTI Piero poiché lo stesso risulta avere numerosi contatti con il mondo politico ed imprenditoriale che non risultano essere giustificati dalla professione svolta dallo stesso, il tassista.
Il tenore di alcune conversazioni intercettate confermerebbe quanto esposto definendo altresì anche un suo ruolo d'intermediazione per affari vari con soggetti anche molto noti come ad esempio
Gino MAMONE; per tale motivo si è cercato di meglio monitorare e cercare di ricostruire, ove possibile, i legami tra i vari soggetti politici ed imprenditoriali.
[...]
MALATESTI lo invita altresì ad incontrarsi per poter parlare anche del coinvolgimento in questo progetto di altri soggetti da lui definiti "nostri amici" "... dobbiamo parlare vederci e andare anche un attimo dai nostri amici e chiedere..." ma il COSMA, deluso in precedenza dal comportamento di questi soggetti, non sembra affatto intenzionato a percorrere questa strada "... no, no, non ci vado, non ci vado perché ... cosa vado a chiedere cosa vado a dire scusami..." alludendo ad un precedente incontro nel quale era presente anche Gino (MAMONE) "... cosa gli vado a dire scusa.. lui è venuto, l'altro giorno perchè mi ha chiamato... mi ha chiamato ... Enzo no? .. e... diciamo c'è quella persona sai quella... con la figlia che, che, che... e va ben, allora l'ho visto un attimo e li c'era anche Gino...".
Il
MALATESTI sembra meravigliato della presenza di Gino a quell'incontro ma i due concordano nel fatto che lo stesso si è completamente disinteressato di appoggiare la candidatura del COSMA differentemente da quanto in promessogli in precedenza: ".. ah c'era anche Gino.." e nonostante quest'ultimo continuava a sostenere di aver apportato il proprio appoggio alla VINCENZI (nuovo sindaco di Genova) i due convengono che tale comportamento non ha apportato benefici al COSMA "... e mi ha detto, a ma io ho aiutato la VINCENZI, io ho aiutato la VINCENZI, allora io gli ho detto ma che cazzo hai aiutato la VINCENZI, e, e me non mi hai aiutato ho lasciato perdere, ho lasciato correre ha perso... inc.le... subito... e poi che tu hai aiutato la VINCENZI non, non vuol dire che ha aiutato te eh!...."
...
In data 28/04/2007... nelle ore pomeridiane...
MAMONE Gino, accompagnato dal fratello Antonino MAMONE detto Ninetto. I due, poco dopo, venivano raggiunti da una terza persona [nota...], successivamente identificata in MALATESTI Piero, all'interno di palazzo Ducale che ospitava il convegno dell'Udeur, presieduto dal Ministro..."

Omettendo - per il momento - quanto d'altro nello stesso ed altri rapporti della Guardia di Finanza, ma prima di passare alle conclusioni, ancora un passaggio sullo STEFANNELLI ed il MAMONE. "Inoltre, come innanzi esposto, STEFANNELLI è titolare della ditta individuale "NICAT"... Con Gino MAMONE, oltre ai diversi contatti telefonici, egli ha fissato e ottenuto incontri a Varazze (SV), nei presso degli uffici comunali; nella conversazione del... STEFANELLI si rivolge al MAMONE chiedendo l'invio di uno scavatore e di un mezzo cd a "quattro assi" per l'alta velocità, facendo dedurre che i due potrebbero avere interessi in comune negli appalti che riguardano il potenziamento delle Ferrovie per la cd TAV..."


Nelle conclusioni dello stesso rapporto si legge: "Dall'analisi delle intercettazioni innanzi citate è emerso che le organizzazioni criminali calabresi, che si sono storicamente sviluppate attorno a singoli nuclei familiari rigidamente autoreferenziati e diffidenti verso le intromissioni esterne, hanno assunto delle inquietanti proiezioni extraregionali ed internazionali, dimostrando un'accentuata capacità imprenditoriale nei settori della criminalità economica e finanziaria. L'interesse delle cosche è rivolto anche allo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, agli investimenti mobiliari ed immobiliari, ai tentativi di infiltrazione nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici."

Per leggere gli articoli precedenti... a partire dal dossier iniziato nel 2005

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