Alluvione a Genova. I colpevoli si fanno sciacalli

Scritto da Ufficio di Presidenza

PAITA & BURLANDOI politici responsabili (o più correttamente: co-responsabili) si mostrano compatti e trovano l'eterno alleato nel cardinal Bagnasco, per coprire le proprie vergogne e conquistare mano libera dai controlli di legalità. Questo è il primo dato che si registra, oltre ad una gestione disastrosa dell'emergenza a Genova, sentendo le dichiarazioni dell'amministrazione del Comune di Genova (centrosinistra guidato da Marco Doria) alla Regione Liguria (amministrata dalla medesima coalizione guidata da Claudio Burlando). Questa è anche la linea assunta anche da Matteo Renzi, il Presidente del Consiglio che si basa sul “mi hanno detto”, e del Franco Gabrielli, il Capo della Protezione Civile che si mostra “fedele alla linea”...

Sentendo parlare costoro (Doria, Burlando, Montaldo, Gabrielli & C) la colpa del disastro è del TAR, della Magistratura, della “burocrazia” che poi sarebbero le regole e norme. Dicono che se non fossero stati bloccati gli interventi e non li si fossero rallentati non ci sarebbero stati danni o, comunque, sarebbero stati irrisori. Uno che li sente e non conosce i fatti potrebbe anche cascarci e credergli. Ma alla luce dei fatti questa loro univoca linea dimostra solo che mentono sapendo di mentire.

Mentono tutti, nessuno escluso. E' il trionfo dell'ipocrisia, della menzogna e della più totale presa per il culo (scusate, ma quando ci vuole ci vuole).

Quello che traspare, inoltre, non è solo il “coprirsi” a vicenda, quale componenti di una stessa classe dirigente, del medesimo "blocco di potere" promotere di decenni di speculazioni e corrotto nella coscienza (quando non in altri termini). Traspare anche ben altro. Sfruttando il disastro, distorcendo la realtà (come meglio vedremo), affermano compatti che occorre impedire il potere di blocco delle opere da parte del TAR in caso di ricorsi, che occorre permettere più deroghe e, ancora, maggiore potere discrezionale. Insomma, in altre parole vogliono eliminare i controlli di legalità e conquistiamo mano libera. E Renzi risponde che sì, bisogna intervenire... perché lui si basa sul "mi hanno detto..." mica verifica, quindi se gli hanno detto una castroneria lui annuncia modifiche normative che trate spunto dalla castroneria. E' uno "serio", Renzi.


Ma ora vediamo perché mentono spudoratamente questi signori (e ci scuserete se ripetiamo alcune delle cose di cui si è già scritto, anche in occasione dell'alluvione del 2011).

1) L'appalto per i lavori del nuovo lotto di rifacimento della copertura del Bisagno (tratto tra S.Zita e Questura) non è stato bloccato dal TAR. Davanti al ricorso delle imprese che hanno perso la gara, il TAR non ha disposto alcuna sospensiva. Se chi ha gestito la gara era sicuro di averla gestita correttamente, secondo le norme e senza pecche di illegittimità, poteva tranquillamente firmare l'avvio dei lavori. Se non lo ha fatto, è responsabilità del Commissario, non di altri.
Quindi il TAR non ha impedito l'uso dei 35 milioni stanziati per quell'opera! Dire il contrario è dire il falso e grave.
Il problema è invece l'aver gestito quella gara (da parte dell'allora Commissario Straordinario ex Prefetto Giuseppe Romano – uomo vicinissimo al cardinal Bagnasco) malissimo. Altrettanto male l'ha gestita il neo Commissario, ovvero Claudio Burlando).
Quindi il problema non è il TAR bensì loro!
Inoltre, quest'opera non risolve (e non risolverà) due piccole “questioni”:
a) il “tappo” che è rappresentato dal ponte della ferrovia (tra Borgo Incrociati e la Foce);
b) la capacità idraulica resterà altamente insufficiente rispetto alle piene bicentenarie.

2) La messa in sicurezza del Fereggiano non è stata fatta per colpa politica e non perché la Corte dei Conti ha compiuto le verifiche preventive. Inoltre Marco Doria ha affermato: la Corte dei Conti ha trattenuto per verifiche il progetto di gara per 6 mesi. Il problema è che quell'opera la si attende – per ritardi della politica - da decenni ed anche se la Corte dei Conti avesse compiuto la sua verifica in tempi minori, magari pure in un giorno solo, in 6 mesi quell'opera non si sarebbe mai realizzata, visto che ci vogliono quantomeno 3 anni di lavori. Quindi se non c'è lo scolmatore la colpa è di chi non ha trovato i soldi per quell'opera prima. Dire il contrario e far credere in responsabilità della Magistratura è falso e vergognoso!
Inoltre per la messa in sicurezza del Fereggiano lo Stato aveva già stanziato diversi milioni di euro. Commissario Straordinario per gestirli indoviniamo chi era (ed è)? Ma Claudio Burlando, sia che al Governo ci fosse Berlusconi o il centrosinistra. E cosa ci ha fatto con quei fondi? Qualche minima demolizione e poi una bella tombinatura di ampio tratto del Fereggiano a monte di Largo Merlo (che così aumenta velocità e pressione dell'acque del rio che poi, all'uscita della tombinatura, arriva all'uscita della tombinatura - a valle di Largo Merlo - con una potenza fortissima ed esce dagli argini, come avvenuto nel 2011 ed ancora la notte tra il 9 e 10 ottobre 2014). Cosa ha fatto, in pompa magna, a braccetto con la Provincia, Burlando con quei fondi? Una copertura per realizzare dei bei parcheggi (prima delle elezioni regionali 2010) e per cui Burlando ad un “compagno” affermava “vedi sono queste le cose da fare, quelle che la gente vede”. I soldi usati per quel lavoro affidato alla CO.S.PE.F dell'Antonio FURFATO (già in stretti rapporti con i MAMONE e soprattutto anche di recente con i GULLACE, nonché già mappato nell'inchiesta sulla 'ndrangheta del 2000 denominata “MAGLIO”) non erano stati dati a Burlando per fare un operazione mediatica prima delle elezioni, ma per la “messa in sicurezza”. Anche qui, allora, di chi è la colpa?

3) Piazza Adriatico è la perennemente alluvionata. Lo sarà sempre. Sia che si realizzi lo scolmatore del Fereggiano ed anche il rifacimento della copertura del Bisagno alla Foce. Gli studi effettuati in parallelo alla redazione del Piano Regolatore del Comune di Genova ai tempi della Giunta Sansa (visto che la Marta Vincenzi in Provincia se l'era presa comoda) dicevano che quell'area è destinata ad essere invasa sistematicamente dal Bisagno in occasione di piene. Era stato programmato un trasferimento dei residenti di Piazza Adriatico, nei siti che avrebbero scelto loro, altrove, con spese a carico del Comune. Ci fu la rivolta. Una rivolta montata anche da Rifondazione Comunista. Assemblee infuocate e linciaggi perché quello che si voleva fare per mettere in sicurezza permanente quegli abitanti era vissuto da questi come “deportazione”. L'Amministrazione Pericu (succeduta a quella Sansa) cancellò quella previsione. La Giunta Vincenzi rimase nel solco del PUC di Pericu... e da allora altre due alluvioni in tre anni a Piazza Adriatico. Di chi è la colpa, quindi, ancora una volta?
Ma non basta. Se quella zona è alto e permanente rischio, cosa ha deciso di fare l'amministrazione comunale, anche quando è stata retta dal neo sindaco Marco Doria? Leggermente più a monte si è dato il via libera ad una maxi speculazione di COOPSETTE che ha visto un pesante sbancamento della collina (con ovviamente opera di scavo e movimento terra affidato alla ECO-GE dei MAMONE). E questo cosa significa, in poche parole? Sbancamento e impermeabilizzazione significa minor trattenuta da parte del suolo delle acque che si riversano in volume maggiore nel Bisagno!

 

Passiamo oltre per dimostrare che mentono.

I disastri sono stati solo sul Bisagno ed il Fereggiano (dove abbiamo già visto che le responsabilità sono tutte politiche e della Pubblica Amministrazione)? No! Sono stati lungo molteplici dei rivi del bacino del Bisagno, come il Geirato. Sono stati nell'entroterra, con lo Scrivia. Sono stati nel Levante con molteplici rivi, a partire anche dallo Sturla. Sono stati in Valpocevera, con il Polcevera e vari rivi di quella vallata, come il Torbella o con strade di colline cementificate che si sono trasformate in fiumi. Le frane sono state ovunque, soprattutto in Valpolcevera e nell'entroterra. Quindi: come avrebbero mai potuto essere risoltivi “quei lavori fermi” sul Bisagno e sul Fereggiano? Anche tralasciando il fatto che sono fermi per responsabilità loro (politica ed amministrazione pubblica) e non di altri (magistratura), queste opera non avrebbero impedito questa devastazione, confermando, ancora una volta che i Burlando & C hanno la faccia inconfutabilmente come il loro fondoschiena. 

 

Ma attenzione. Loro ci dicono: non potete darci colpe di cementificazioni selvagge avvenute nei decenni passati. Ma scusate: chi ha amministrato la città per decenni, dagli anni del boom ad oggi, con le cementificazioni selvagge? I loro partiti. In alcuni casi, per i tempi più recenti, con gli stessi uomini ancora oggi attivissimi in quei partiti. Chi ha ostacolato prima e poi cancellato la variante di salvaguardia che l'Amministrazione Sansa aveva varato per bloccare le cementificazioni? Loro. Proprio loro, in primis i Burlando e Montaldo (la cui preoccupazione principale, quando venne nominato vice-sindaco, era quella di farsi portare il busto della Regina nel suo ufficio a Palazzo Tursi). 

Ci vogliono proprio prendere in giro, costoro. Ce ne vogliamo rendere conto?

 

Guardiamo all'oggi. Chi ha dato il via libera e spinto con tutte le proprie forze il TERZO VALICO, usando fondi che invece potevano essere usati per la messa in sicurezza del suolo, vera e fondamentale grande opera per questa città? Ancora loro! E dove vi è stata la frana che ha causato il deragliamento del FrecciaBianca tra Fegino e San Quirico? Proprio il cantiere del TERZO VALICO. Disboscamento e sbancamento nel nome dell'Alta Velocità sono la causa evidente di quella frana. Non i giudici. Non gli ambientalisti...

Hanno approvato e firmato varianti e deroghe per costruire nelle "zone rosse" a Genova (come nelle altre province) e poi fanno le "vittime" delle circostanze? Si mostrano tristi e preoccupati? Loro? Quelli che hanno continuato a permettere lo stupro di questo territorio nonostante la consapevolezza della sua fragilità? Volevano riempiere una valle a Sori per tramutarla in discarica per gli scavi delle loro "grandi opere". Se non li si fosse fermati avremmo avuto una montagna di detriti che scendeva e travolgeva, distruggendo, ogni cosa. Volevano fare un riempimento alla foce dell'Entella. Se l'avessero fatta vi immaginate che effetto avrebbe avuto quel tappo?

Non hanno ritegno e vogliono ancora di più. Vogliono mano libera... meno possibilità di blocco dei loro appalti e progetti di devastazione del suolo, meno vincoli e maggiore potere discrezionale. Non hanno limiti, creano i disastri e poi li sfruttano per i loro interessi ed affari.

E' davvero troppo. Questa volta il limite lo hanno superato davvero... e sarebbe l'ora che la gente non si limitasse allo spalare fango ma mettesse alla porta anche questi signori, perché altrimenti non smetteranno mai di devastare il territorio, l'economia e la vita di questa città e regione. 

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