Liguria, la svolta "ambientalista" color cemento, tra politica, affari e Sindacato - 3 parte

Scritto da Ufficio di Presidenza
Marta Vincenzi e la Dopo aver affrontato la questione della politica cittadina, quella dei lavori in corso con qualche sintetico esempio della commistione di interesse pubblico privato, sul terreno dell'ambientalismo color cemento non possiamo tralasciare la cosiddetta "società civile". Vediamo quindi, nell'ordine qualche esempio concreto, dal mondo dell'associazionismo, a quello dei Comitati per concludere con il Sindacato e soprattutto la Fillea-Cgil che ha assunto ormai come parola d'ordine: "calcestruzzo avanti tutta"...


Partiamo dal fronte dell'associazionismo e dobbiamo fare subito una considerazione: a parte il WWF Liguria è praticamente impossibile trovare associazioni ambientaliste coerenti e libere dai condizionamenti politici.
il cigno di LegambienteInfatti, Legambiente, struttura che abbiamo già visto, anche grazie al sito savonese di UominiLiberi, avere non si sa bene come e perché interessi che finiscono alla Tirreno Power che a Vado Ligure ha la sua bella centrale a carbone, così come vediamo che, ad esempio, non osa denunciare l'insostenibilità dell'inquinamento prodotto dalla Centrale Enel, sempre a carbone nel Porto di Genova, che grava sia sulle aree portuali sia sulle abitazione del fronte porto di molteplici quartieri. Ma qui forse una spiegazione semplice c'è: non vuole rinunciare alla promozione comune, sotto l'insegna dell'"ecologia", con Vodafon ed Enel, sulle pagine dei quotidiani, così come sui dépliant rigorosamente su carta patinata. Identica vicenda l'abbiamo vista sulla questione del ciclo dei rifiuti, ad esempio, così come sulla questione eolico-certificati verdi-sovvenzioni che abbiamo approfondito qualche mese fa. Unica eccezione a Genova, nell'ambito di Legambiente, appare quella del Circolo Nuova Ecologia che però deve accuratamente evitare di scontrarsi troppo, pena del richiamo (e non sia mai dell'allontanamento dall'organizzazione, come è avvenuto per il Circolo Emilia Est che si è opposto ad un impianto di fantomatica energia rinnovabile), con i politici di riferimento, alias la classe dirigente cittadina e regionale. E' così che Legambiente non si oppone con il necessario rigore a buona parte delle cosiddette "porcate" che vengono promosse dalle Pubbliche Amministrazioni, anzi è propensa a farsi "paravento" degli stessi amministratori che, da parte loro, presenziano, intervengono e lodano le manifestazioni ed i convegni promossi dal "cigno", oltre che essere Amministrazioni pronte sempre a fornire contributi economici. E' così che, ad esempio, Comuni della costa dove non vi è nemmeno un depuratore si ritrovano una bella "bandiera blu"... oppure è così che il "cigno" conquista ruoli di co-gestione in un parco, quello delle 5 Terre, dove il cemento e l'uso non trasparente dei fondi e del territorio sono la prassi condivisa (e devastante!). Anche su Genova le "opposizioni" alle cementificazioni e speculazioni sono deboli, quasi concordate, per garantirsi visibilità e qualche piccola conquista senza però mai andare ad intaccare gli interessi di fondo della politica urbanistica dettata dalle betoniere.

Marta Vincenzi e Claudio BurlandoI Comitati sono spesso l'unica opposizione che si concretizza sulle singole opere, ma non riescono a superare il localismo e quindi, nella frammentazione, non rappresentano un ostacolo efficace in grado di bloccare le operazioni contestate. Il dato è confermato anche da un recente sondaggio de Il Secolo XIX che, relativamente alla Gronda, ha messo in evidenza che la stragrande maggioranza dei genovesi sono favorevoli all'opera a condizione che non sia vicino a casa loro. Questa frammentazione della stessa battaglia - perché la questione è rivendicare l'ascolto delle comunità del territorio, ovvero dell'interesse pubblico, e non gli interessi privati, per la definizione della pianificazione urbanistica - non fa altro che indebolire il "fronte" ed agevolare l'indirizzamento verso qualche piccolo aggiustamento (soprattutto con la scusa degli oneri di urbanizzazione) che frantuma ulteriormente la mobilitazione dei cittadini, sino a sgretolarla completamente.
Inoltre, spesso, i comitati vengono "colonizzati" dagli stessi uomini di partito delle Pubbliche Amministrazioni o dei gruppi politici che appoggiano tali Amministrazioni. In questo modo, grazie agli strumenti, spazi e conoscenza, che questi hanno a disposizione, riescono a prendere le redini di tali mobilitazioni, così da "pilotarle" dove è più conveniente, quando non sfiancarle e renderle così inefficaci. Anche qui gli esempi non mancano, basti guardare ai comitati "No Gronda" che avevano tra la sua principale prima linea esponenti dei partiti di governo di città, provincia e regione (ovvero di coloro che reggono le maggioranze del cemento). Tale "colonizzazione" ha poi, un'altra funzione, sempre pienamente legata alla politica. Tali movimenti, infatti, vengono utilizzati dai partiti cosiddetti "minori" per acquisire maggiore peso nelle maggioranze e quindi conquistare maggiori spazi nell'ambito delle amministrazioni o sulle amministrazioni (sia dalla maggioranza sia dall'opposizione), senza minimamente mettere in discussione la linea del cemento contro cui quei Comitati erano nati.

Giuseppe PericuI "professionisti" sono un altro tassello che in questa città e regione sono prevalentemente strumento delle Pubbliche Amministrazioni. Se in altre realtà esistono professionisti che svolgono il loro lavoro (sia, ad esempio, quello di geologi, ingegneri, architetti, avvocati) secondo un etica di corretta professionalità, qui quasi sempre invece sono "a servizio" delle Pubbliche Amministrazioni, direttamente o indirettamente, attraverso incarichi di quella galassia di società pubbliche, come anche dei privati che sono poi i veri "padroni" della città. E' così che per i cittadini diviene difficile trovare "tecnici" pronti a scontrarsi con le Pubbliche Amministrazioni. Non è un fatto anomalo qui, è la normalità dettata da un sistema dove il "ricatto" ed il clientelismo sono da decenni la base di una classe dirigente immobile, di marmo. Su tutti due esempi. Il primo e principale è l'associazione Maestrale di Claudio Burlando, fulcro di un blocco di potere che fa ritrovare nella stesse sede "privata" tutte le componenti economiche, sociali, culturali, politiche e amministrative della città, così da garantire una regia univoca ed una "gestione", di fatto, coordinata e concordata a priori e fuori dalle sedi istituzionali, della cosa pubblica, in una perversa commistione tra interessi che piegano quello Bruno Gabrielligenerale all'interesse privato. Altro esempio è il "blocco" di alcuni professionisti, soprattutto dei prediletti del grande maestro dell'architettura Bruno Gabrielli (anche consulente per la nuova legge regionale sull'urbanistica della Regione Sicilia di Totò Cuffaro), che ritroviamo spesso, sulle stesse "pratiche" come consulenti del Pubblico e consulenti del Privato, in un orgia di intessi spaventosa che sottrae il controllo e la regolazione che dovrebbe essere propria delle sedi istituzionali. In tale ambito, ad esempio, troviamo anche legali che nel solco dell'esperienza del grande maestro del diritto amministrativo, Giuseppe Pericu, ai tempi di Alberto Teardo, si prestano a garantire l'individuazione della soluzione migliore per "aggirare" le norme e perseguire quanto richiesto dall'interesse speculativo del privato, facendo incamminare la Pubblica Amministrazione lungo quella incerta linea di demarcazione tra lecito ed illecito.
Chi non si presta al gioco, chi osa non rispettare tale "ordine" stabilito, è tagliato fuori e rischia di essere un professionista senza speranza di sopravvivenza in una città e regione dove a gestire sono sempre gli stessi, sia nel pubblico che nel privato, ed i professionisti per campare devono essere pronti a rispondere presente per coprire e dare parvenza di correttezza a progetti, calcoli e procedure.

Venanzio Maurici alla posa della In ultimo, vediamo il Sindacato. La CGIL, è la grande piaga di questo scenario devastante. Già per capire che di "sindacato" non ha più nulla, basterebbe il fatto che il principale sponsor del Centenario della CGIL è stato il Gruppo Riva... sì, il gruppo del più grande serial-killer di operai con le sue acciaierie che hanno seminato morte tra centinaia e centinaia di lavoratori. Ma pare che questo non basti ad aprire gli occhi, così come non è bastato quanto già sollevato sulla questione Coop e "assunzioni" che abbiamo visto qualche tempo fa. Non è bastata nemmeno la pesantissima denuncia della CISL raccolta, un anno fa, da Roberto Galullo sulle pagine de Il Sole 24 Ore. Cosa si diceva allora? Semplice, si analizzava la questione "edilizia" e si evidenziava che il blocco di potere delle Pubbliche Amministrazioni con le Coop (e soci vari) vedeva la compartecipazione piena e monopolistica della FILLEA-CGIL. La CISL denunciò di non riuscire nemmeno ad entrare nei cantieri della Metropolitana perché tra i lavoratori dell'opera di Impregilo e Ansaldo, l'unico che può accedere è il sindacato guidato da Venanzio Maurici.
Giacomo Maurici (a sinistra occhiali e camicia a righe) con Venanzio Maurici (a destra)La linea generale del Sindacato pare quindi, sempre più, quella del Maurici (lo stesso che ha fondato e presiede l'associazione "Amici di Riesi" dove si trova - come anche nelle foto delle feste della "comunità" - in compagnia (per parentela o per scelta non è qui rilevante) del capobastone della famiglia Maurici di Cosa Nostra, alias Giacomo Maurici), ovvero: lo sviluppo è il cemento!
Alcuni anni fa già spinse le "grandi opere" come progresso e necessità, garanzia dello sviluppo... irrinunciabili, anche se basate su progetti dirompenti, costi esorbitanti e pesanti infiltrazioni mafiose, queste sono bazzecole non degne della minima nota o attenzione.
Ultimamente è tornato alla carica. Prima ad Imperia, in quel territorio del ponente ligure dove ormai è di casa, dopo che Claudio Porchia (del Centro Peppino Impastato di Sanremo) ha lasciato la segreteria della CGIL di Sanremo. Poi a Genova, sempre in compagnia di Marta Vincenzi, che già accompagnò nei cantieri della Metropolitana targata Gavio-Ligresti-Benetton, per la campagna elettorale delle amministrative 2007.
Venanzio Maurici, vestito da Papa per il carnevale riesinoA Imperia, nel regno di Scajola, insieme alle associazioni delle imprese edili, la parola d'ordine della FILLEA-CGIL, unitaria naturalmente - con i costruttori, si intende -, era sintetizzata nel titolo del convegno: "Rilancio dell'Edilizia per lo Sviluppo del Paese e di Imperia", praticamente la linea Scajola-Berlusconi!
A Genova invece è stata la posa "simbolica", insieme al "Sindaco del conflitto di interessi", Vincenzi-Marchese, della prima pietra della TAV, ops scusate: del Terzo Valico (della Impegilo di Gavio-Ligresti-Benetton) che fa da pandan alla Gronda.
Naturalmente, mentre il buon Segretario Generale della FILLEA-CGIL Ligure chiede il via libera al calcestruzzo, per la gioia del Partito trasversale del Cemento, la situazione nei cantieri è disastrosa.
Infatti nel Settore dell'Edilizia in Liguria, stando al rapporto Inail relativo al 2007, si deve registrare che se vi è una leggera riduzione degli incidenti sul lavoro in generale, il settore delle "costruzioni" fa eccezione perché non diminuiscono affatto gli Venanzio Maurici vestito da Cardinale al carnevale riesinoinfortuni. Se poi andiamo a vedere i lavoratori nati all'esterno, ovvero gli stranieri, dal 40% degli infortuni a stranieri negli altri settori, nell'edilizia si va oltre il 50%. Il panorama è devastante per le diverse province liguri e nel capoluogo colloca il settore dell'edilizia alla vetta della classifica per la gravità degli infortuni (con assenze conseguenti superiori ai 40 giorni e danni postumi permanenti).
Questo dato è inoltre mancante di quella fetta di lavoro nero, che attraverso il caporalato, vede nell'edilizia una consistente presenza nella forza lavoro, e che conta moltissime vittime di incidenti (anche mortali, come ad esempio nel caso dell'operaio albanese morto nel crollo del Museo del Mare, e che l'azienda cercò di regolarizzare dopo la morte!), anche gravi, che non vengono denunciati e che quindi non sono conteggiati nel rapporto Inail.
Ma il buon Venanzio Maurici, che dovrebbe anche ben conoscere molte delle imprese di ponteggi ed edilizia genovesi visto che sono di proprietà di persone della comunità riesina che lui rappresenta con l'Associazione Amici di Riesi, è forse troppo impegnato a manifestare per la tutela degli immigrati e dei clandestini dagli attacchi della legge di centro-destra, che non si accorge che anche a Genova e della Liguria i clandestini sono una fetta decisiva di quel lavoro nero nei cantieri edili che vedono, anche qui, pesanti infiltrazioni mafiose, con ditte di copertura come anche, come sospetta fortemente la DDA di Caltanissetta, nelle forniture di calcestruzzo "mafioso" (tra l'altro proprio nei cantieri del Metrò ed in quello del Museo del Mare, ovvero dove morì il ragazzo albanese).
Venanzio Maurici alla presentazione escavatore dei MamoneLa CGIL, a conferma di quanto sia forte il condizionamento di Maurici, non ha mai smentito ufficialmente le dichiarazioni del Venanzio Maurici che si schierò pubblicamente, dal primo istante, contro l'inchiesta della Procura di Genova sui Mamone, affermando che non si può compromettere una grande azienda per inchieste basate su fonti poco attendibili. Certo è che almeno oggi, dopo quanto emerso dalle inchieste e dall'Operazione Pandora, una smentita, da parte della CGIL, non ci starebbe poi male, soprattutto considerando le pesanti e ripetute contestazioni per irregolarità sul trattamento, trasporto e deposito in discariche abusive di sostanze tossico-nocive da parte della Eco.Ge, che mettono a rischio non solo l'ambiente ma anche la salute dei lavoratori che quel sindacato dovrebbe tutelare. D'altronde la CGIL non ha nemmeno pensato di prendere le distanze da un'altra dichiarazione gravissima di Venanzio Maurici, nei confronti di Rosario Crocetta, sindaco "antimafia" di Gela già allora 'condannato a morte' da Cosa Nostra per le sue denunce e la sua attività di contrasto concreto alle cosche. Il Venanzio Maurici, infatti, il 21 novembre 2007, sul forum della Comunità Riesina (www.riesi.com) in una discussione scrisse: "ho pensi veramente che la colpa sia solo della mafia? Come pensa il mitico Rosario Crocetta a Gela grande subrette siciliana che pur di essere al centro dell'attenzione pubblica a gela non si rende conto di rasentare il ridicolo litigando con tutti?". Anche su questo silenzio assordante!
Ma ormai, non ci si aspetta più nulla, come non ci si aspetta nemmeno risposta (in attesa che vengano resi pubblici gli elenchi degli incarichi assegnati dalle società per la gestione immobiliari costituite dal Comune di Genova) alla domanda se sia vero o meno che la società della CGIL, la "SOCIETA' CONFEDERALE SERVIZI E LAVORO SRL", ha avuto incarichi - e quindi commesse - per la vendita di immobili dismessi dal patrimonio del Comune di Genova, nell'ultimo periodo dell'Amministrazione Pericu.
La speranza di risposte e di cambi di rotte, ormai, è molto labile, anche perché se andiamo a vedere, di nuovo, alcune notizie del Ponente si resta sconvolti.

A Sanremo, infatti, si è davanti ad un fatto davvero singolare, su cui sarebbe anche opportuno che chi di competenza facesse qualche verifica. Vediamo, quindi, la questione del Casinò di Sanremo che, pur non essendo legata alla questione "cemento", ci aiuta a capire, una volta di più, cosa sia divenuto il Sindacato e quindi, anche, la sua politica del "più cemento per tutti".
La Cgil qualche settimana fa ha dichiarato 50 ore di sciopero ed ha detto di rappresentare 160 lavoratori. La trattativa per il contratto vede le altre 4 organizzazioni andare avanti con la trattativa e la Cisl e la Uil che litigano affermando entrambe di essere il sindacato più rappresentativo dell'azienda: quindi entrambe hanno più dei 160 iscritti che dichiara la Cgil. Ma il sindacato autonomo rivendica una rappresentanza di oltre 100 lavoratori ed il sindacato UGL dice di essere molto rappresentativo. Il totale degli iscritti dichiarati è di oltre 800 lavoatori. Peccato che i dipendenti del Casinò siano poco più di 400 quindi o qualcuno dichiara il falso oppure c'è un'altra spiegazione. La spiegazione in effetti c'è. Al casinò di Sanremo non vale la regola che vale in tutti i posti di lavoro del mondo, ti iscrivi, rilasci una delega e l'azienda ti trattiene i soldi. No al Casinò tutti i lavoratori pagano una piccola quota alla commissione paritetica, un organismo interno che dovrebbe prevenire i conflitti e le vertenze individuali. L'azienda versa un'altra quota alla commissione e i sindacati fanno tombola. Ogni sindacato si prende i soldi della commissione in base ad accordi precostituiti. In pratica Ugl e sindacato autonomo si prendono le quote relative ai loro iscritti e tutto il resto se lo dividono Cgil, Cisl e Uil in percentuali predefinite circa un terzo a testa. I soldi sono parecchi e consentono alle organizzazioni sindacali confederali una bella vita: distacchi non retribuiti per i dirigenti, trasferte in aereo a Roma con alberghi di lusso e di regalare ai lavoratori del Casinò la compilazione del modello 730 della denuncia dei redditi (quello che i pensionati pagano!). Il tutto senza pagare iva e tasse e presentando bilanci come associazioni no profit. Non stiamo parlando di noccioline, ma di una partita che si aggira oltre i 100.000 euro all'anno e la cui contabilità è tenuta dall'azienda in modo molto riservato.
Alla faccia di chi dice di rappresentare solo i lavoratori ed è invece pagato dall'azienda.


 
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