STOPPANI-MOLINETTO. L'Amministrazione di Cogoleto perché mente?

Scritto da Ufficio di Presidenza

L'Amministrazione Comunale di Cogoleto (targata centrosinistra) si burla della comunità, ovvero mente sapendo di mentire (a meno che non si dichiarino incapaci di leggere, capire e scrivere ed allora si potrebbe pensare che non sapevano e che tutto sia avvenuto e stia avvenendo a loro insaputa, che tanto è pratica di moda, ormai, nella politica).

Dopo l'articolo di Marco Grasso e Matteo Indice su Il Secolo XIX di ieri – che riportiamo di seguito e che rilancia parte di ciò che abbiamo denunciato e documentato pubblicato nei giorni scorsi, vedi qui e qui) la Giunta Comunale del PD e compagni che doveva “cambiare verso” (per usar lo slogan renziano) fa invece il verso alla comunità, pensando che qualcuno ci caschi. Noi non ci caschiamo e li sbugiardiamo...

 

Questo a lato (clicca per ingrandire) è il volantino-comunicato del Comune di Cogoleto, con l'amministrazione retta dalla sindaco Anna VENTURI (sopra in foto con l'ex Sindaco - burlandiano doc - Luigi COLA) e già dal titolo prende in giro i cittadini.
Infatti scrivono: “DISCARICA MOLINETTO – Quale apertura, piuttosto una chiusura definitiva”. Peccato che la DISCARICA MOLINETTO venga tenuta aperta con una concessione di 30 mesi per conferimento di “RIFIUTI PERICOLOSI”. Dirlo non è questione di “modalità di informazione” basata sull'allarmismo, sono i fatti che dicono questo. Anzi gli ATTI che il Comune di Cogoleto conosce benissimo

Infatti nel Capitolato della Gara si legge chiaramente che al CONCESSIONARIO che vincerà la Gara sarà data la “CONCESSIONE” per “30 MESI” della DISCARICA DEL MOLINETTO dove saranno conferiti “54.000 m3 circa” (che poi abbiamo visto sono oltre 55.000 m3) di “rifiuti derivanti dal SIN Stoppani e “50.000 m3 (+/- 5%)” per lo “smaltimento di Rifiuti CER 17.05.03 e CER 17.05.07” ovvero RIFIUTI PERICOLOSI. Poi è prevista la chiusura della discarica... ma DOPO tali conferimenti. (vedi Capitolato Speciale in formato .pdf).

Questo Capitolato Speciale è ben noto all'Amministrazione di Cogoleto e non può far finta di non saperlo o, ancor peggio, di negarlo (come cercano di fare). Infatti lo stesso Assessore all'Ambiente del COMUNE DI COGOLETO, Massimo BIANCO, sul suo profilo twitter pubblicava la “promozione” di questa Gara d'appalto come si può ben vedere da questi suoi “cinguettii”:



 

Ora a meno che l'assessore BIANCHI non sapesse di cosa stava parlando, significa che quanto era previsto nel bando di gara lo sapeva e lo sa benissimo... e visto che è Assessore del Comune di Cogoleto, ovvero nominato per rapporto fiduciario dal Sindaco, quello che sa e afferma come Assessore il BIANCHI è condiviso dalla GIUNTA di cui fa parte.
Inoltre lo stesso BIANCHI appaludiva dalla pagine del sito "cronacheponentine" a questa gara d'appalto e si spingeva addirittura ad affermare: "Adesso il livello di inquinamento dell'area comunque è quasi pari a zero". Peccato che non sia così, visto che il livello di inquinamento (per sostanze tossico-nicive e cancerogene) è elevato. Lo è anche nell'acqua, nella terra e sul fondale marino (come documentato dallo stesso Ente Commissariale per la Bonifica e riportato pure in una Sentenza, oltre che nella Perizia del Tribunale di Genova, come abbiamo ricordato (e documentato!) nei giorni scorsi.
Poi, tra parentesi, il "voltiamo pagina" sul futuro della Stoppani che il BIANCHI posta su Twitter è davvero curioso visto che ad oggi non risulta manco prevista la NECESSARIA bonifica del terreno dell'ex sito della Stoppani. Non lo sa che anche questo è necessario, anzi fondamentale, per risanare l'area? Ah, no... per lui ormai l'inquinamento è pari quasi allo zero... dimenticavamo questo dettaglio-chicca dell'Assessore all'Ambiente di Cogoleto. 

Quello che l'Amministrazione Comunale di Cogoleto afferma essere un “progetto complessivo” che “sviluppa un'azione innovativa nell'interesse pubblico e di tutela ambientale” è invece, prima di tutto, la decisione di non bonificare bensì mantenere la DISCARICA DEL MOLINETTO, con i nuovi conferimenti di RIFIUTI PERICOLOSI, oltre a quanto già vi era stato conferito e occultato dalla ex Stoppani e che dagli Atti risultava avere livelli di contaminazione da cromo e cromo esavalente fuori da ogni limite (basta rivedere quanto riportato nella Sentenza del 2011 – vedi qui - e nella Perizia del Tribunale – vedi qui). 

Perché si nega ai cittadini un'informazione corretta da parte del COMUNE DI COGOLETO?

Perché non dicono chiaramente che i RIFIUTI PERICOLOSI saranno portati nel DISCARICA DEL MOLINETTO anche da terzi (per 50 mila metri cubi), oltre ai 54 mila dal sito della ex Stoppani? I codici CER parlano chiaramente: “terra e rocce, contenenti sostanze pericolose” (codice CER 170503) e “pietrisco per massicciate ferroviarie, contenente sostanze pericolose” (codice CER 170507). Perché non lo dicono? Perché fanno finta che quella dei conferimenti per 30 mesi di RIFIUTI PERICOLOSI nella Discarica del MOLINETTO sia un'invenzione giornalistica quando invece è proprio ciò che è previsto dal bando di gara?

E' inquietante (sì, questo è il termine che riteniamo più calzante) che l'Amministrazione di Cogoleto neghi quanto è negli Atti e nasconda anche altro. Nel loro volantino-comunicato infatti scrivono ancora:
“Grazie al progetto si potrà concludere la messa in sicurezza dell'area Stoppani, primo importante passo per proseguire con la bonifica”. Ma quanto di contaminato vi era nella DISCARICA MOLINETTO lì ci resta... e questo è un risultato? Il fatto che della struttura rimanente dello stabilimento Stoppani all'improvviso solo un muraglione risulti (stando a quanto riportato nel Capitolato Speciale) contaminato da cromo esavalente mentre tutto il resto (che risultava sino a ieri contaminato) all'improvviso non lo è più (e potrà quindi essere conferito nella DISCARICA DEL MOLINETTO), sarebbe il carattere "innovativo" del progetto? Ci pare essere questione, anche questa, che avrebbe dovuto vedere battere i pugni sui tavoli della Regione, del Governo e dell'Ente per la Bonifica del SIN Stoppani da parte del Comune di Cogoleto, nell'interesse dell'abiente e della salute dei cittadini, anziché applaudire...

Hanno deciso che questa ultima truffa sia la via giusta? Ci mancherebbe che non lo possano pensare ma almeno la decenza di non mentire potrebbero averla. Pensano sia giusto che la DISCARICA DEL MOLINETTO resti per l'eternità lì con quello che c'è dentro di contaminato e con i nuovi RIFIUTI PERICOLOSI che arriveranno? Abbiano il coraggio di dirlo ai cittadini! Pensano che sia giusto evitare che ci sia l'obbligo di qualificazione per le imprese che avranno i subappalti e che eseguiranno la demolizione della ex Stoppani (con muri, suolo e impianti intrisi di cromo e cromo esavalente) perché così si risparmia e si può far tutto? Lo dicano, si assumano la responsabilità di difendere questa scelta! Ritengono corretto che l'Ente per la Bonifica della Stoppani usi i fondi pubblici per far incrementare i conferimenti nella DISCARICA DEL MOLINETTO (visto che è proprio la concessione in gestione di questa discarica l'opera principale oggetto della gara, mentre la demolizione degli ex stabilimenti Stoppani è opera secondaria, scorporabile, dell'Appalto)? Lo dicano con franchezza ai cittadini. Se sono convinti che sia la scelta giusta e corretta perché la negano raccontando menzogne e prendendosela con chi, come il Secolo XIX, ha raccontato i fatti e gli Atti? 

Un briciolo di onestà intellettuale sarebbe doverosa da parte degli Amministratori Pubblici ed il fatto che per decenni ci si sia abituati al fatto che nessuno la chiedesse non significa che si possa eludere ancora questo dovere! E poi, ancora, perché negare ciò che è chiaro, nero su bianco, negli Atti ufficiali? Questo atteggiamento dell'Amministrazione Comunale di Cogoleto, di negare ciò che è inconfutabile, non fa altro che aumentare i dubbi... A voi no?


Leggi anche:

- La grande truffa sulla STOPPANI continua (e noi ci torniamo su)

- Sulla STOPPANI silenzio tombale... e la gara va...

 


L'articolo de Il Secolo XIX del 12 marzo 2014

Cogoleto, via libera ai rifiuti pericolosi

Marco Grasso e Matteo Indice

Genova - Il destino del sito che per anni ha accolto parte dei veleni della ex Stoppani - un’area contaminata da cromo esavalente su cui pende una procedura d’infrazione dell’Unione Europea - si è deciso in questi giorni, nel silenzio generale.

Le offerte per la gestione della discarica Molinetto, a Cogoleto, dove per anni sono stati depositati materiali provenienti dallo stabilimento chimico, sono scadute lunedì e le buste saranno aperte oggi.

Una cosa è certa: nel sito arriveranno altri 100mila metri cubi di rifiuti, di cui la metà pericolosi e provenienti anche da altre regioni. All’origine di questa decisione c’è un patto tra pubblico e privati, che sottintende la mancanza di fondi del primo e la necessità di un “incentivo” per i secondi.

Ecco come si è arrivati a quello che potrebbe apparire a un’analisi superficiale come un “paradosso”: un luogo di stoccaggio non lontano da alcuni centri abitati, che secondo Bruxelles è fuori legge, accoglierà nuovi rifiuti prima di essere smantellato.

In altre parole, l’investimento per la messa in sicurezza è di 8,5 milioni di euro, ma i finanziamenti pubblici sono solo 2,7 milioni. Ecco perché chi si aggiudicherà la gara, così dice il «capitolato speciale» elaborato dall’ente commissariale che si occupa della bonifica, potrà “far cassa” accogliendo anche 50mila metri cubi di «terra e rocce contenenti sostanze pericolose» e «pietrisco per massicciate ferroviarie contenente sostanze pericolose» da seppellire in 30 mesi.

Una soluzione oggetto di forti critiche da parte della Onlus Antimafia Casa della Legalità. «Attenzione alle interpretazioni errate - avverte il commissario Cecilia Brescianini, successore di Annamaria Cancellieri - La discarica ha una capacità residua: se avessimo avuto materiale sufficiente da prendere dall’area ex Stoppani non avremmo scelto questa soluzione».

I lavori prevedono l’assorbimento e il trattamento dell’acqua inquinata e la copertura dei rifiuti con un involucro (capping). L’area Molinetto venne commissariata nel 2007 dopo il fallimento dell’immobiliare Val Lerone, riconducibile alla ex Stoppani: «Ereditammo un disastro», ricorda Brescianini.

I rifiuti “esterni” che verranno portati alla Molinetto dipendono dalla mancanza di soldi? «Tutti gli enti fanno i conti con il bilancio. Se non lo avessimo consentito è come se avessimo chiuso una scatola mezza vuota».

L’ente commissariale ha ereditato anche la ben più spinosa partita della bonifica Stoppani, gestita fino a quel momento da un gruppo di imprese tra cui la EcoGe, di Gino Mamone, al centro di svariate inchieste, l’ultima sulla turbativa d’asta per la riqualificazione delle aree ex Ilva, e la Fratelli Baraldi, come la EcoGe colpita da un’interdizione atipica antimafia della Prefettura.

In passato un’altra indagine ha sfiorato l’area Molinetto, quella sugli sversamenti abusivi del costruttore Pietro Pesce. L’area fu sequestrata ma l’impresario violò i sigilli per alterare le analisi, su consiglio del legale Giuseppe Muscolo: «Sparaci un sacco di acqua sopra e via».

C’è un ultimo giallo in questa vicenda. A luglio dello scorso anno, otto mesi prima dell’assegnazione di questa maxi-commessa, qualcuno tagliò le reti dei mitili, posizionate nel torrente Leirone per rilevare i livelli di cromo. Chi è stato e perché? «Forse qualcuno voleva farsi una scorpacciata di cozze - dice Cecilia Brescianini, ma senza crederci troppo - Oppure, ma non riesco a capire chi, qualcuno che voleva alterare le misurazioni. Di sicuro c’è che oggi i livelli si cromo sono molto calati».


 

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