Paramilitari colombiani tra narcotraffico e forniture Tirreno Power ed Enel...

Scritto da Ufficio di Presidenza

Tutti abbiamo sentito parlare dei gruppi paramilitari colombiani per via del narcotraffico e dei rapporti con la 'Ndrangheta. Gruppi paramilitari che hanno via via abbandonato ogni ideologia politica che ne aveva (in qualche modo) caratterizzato la nascita per divenire dei puri gruppi affaristico-criminali. Dei terroristi, riconosciuti tali anche da Unione Europea e dagli Usa. In quella Colombia, principale fonte di cocaina, la democrazia non esiste, la povertà regna sovrana come l'ingiustizia figlia di un apparato statale corrotto. Li sono i gruppi paramilitari che controllano il territorio, che garantiscono le “infrastrutture” del crimine. Sono loro che hanno potere di vita e di morte...

Chiedere il rispetto dell'ambiente è pura follia. Inconcepibile. Chiedere il rispetto dei Diritti significa fare una brutta fine. Combattere il narcotraffico o combattere per difendere i diritti dei lavoratori significa fare i conti quei gruppi paramilitari che non hanno pietà alcuna. Torture, sequestri ed omicidi sono all'ordine del giorno e non conoscono freno. Il controllo è totale ed è nelle loro mani ben armate.

Ed in questa Colombia non ci sono le produzioni di coca, ci sono anche grandi produzione di carbone. Quel carbone destinato alle centrali, ancora e sempre dell'Occidente, lungo le stesse rotte del narcotraffico.

Chi deve estrarlo, quel carbone, non ha diritti. Non può nemmeno pensare di rivendicarli.

Solo una mobilitazione dell'intera comunità locale, nel 2013, ha fatto sì che la Corte Costituzionale della Colombia ordinasse alla DRUMMOND di ridurre inquinamento acustico ed atmosferico nella miniera di Pribbenow.

La DRUMMOND non è colombiana. E' una compagnia con sede in Alabama, Stati Uniti d'America. Un colosso mondiale tra i fornitori di carbone.

Nonostante per gli Stati Uniti i gruppi paramilitari colombiani siano considerati “organizzazioni terroristiche”, la DRUMMOND in Colombia li utilizza per garantire i propri interessi senza andare troppo per il sottile.

Nel 2009, come evidenziato da una causa civile promossa negli Usa contro la DRUMMOND, è emerso che la “grande” impresa aveva finanziato uno dei principali gruppi paramilitari colombiani, l'AUC, per garantire la sicurezza (sic) delle miniere e dei trasporti del carbone. E per garantire quella produzione, tutelare il grande profitto, non c'è solo devastazione dell'ambiente, ma anche torture ed omicidi di molti sindacalisti.

L'AUC garantisce un vero e proprio stato di terrore che permette di tenere schiacciata la comunità, nelle loro case e negli spostamenti dei lavoratori, nelle miniere. Essere uccisi senza alcuna pietà è normalità. Nel luglio 2013come racconta Greenpace in un dettagliato dossier – una Corte Distrettuale americana ha però archiviato il caso che ora è in fase di appello. Nel febbraio 2013, invece, un Giudice colombiano ha condannato a 38 anni di reclusione Jaime Blanco, che operava per la DRUMMOND. L'accusa era chiara: omicidio di due sindacalisti della miniera di La Moma. Il Blanco ha dichiarato che fu la DRUMMOND ad ordinare l'esecuzione. Andando indietro nel tempo, nel 2001, il presidente ed il vicepresidente dei lavoratori di una miniera della DRUMMOND, nella provincia di Cesar, venivano gettati da un mezzo di trasporto dell'azienda e quindi ammazzati dai paramilitari dell'AUC. Sempre nel 2001, ad ottobre, il nuovo rappresentante dei gruppi sindacali locali venne fatto scendere da un mezzo trasporto pubblico e quindi ucciso dagli uomini dell'AUC. Per ora, però Giustizia non è stata fatta e nulla è cambiato, nemmeno davanti alle testimonianze di ex paramilitari dell'AUC che avevano confessato le loro responsabilità in quegli omicidi ed indicato che avevano agito su mandato della DRUMMOND.

La storia non cambia, in Colombia, quando anziché la DRUMMOND si ha a che fare con la PRODECO. Qui la denuncia è stata della BBC: nel 2002 almeno 10 persone uccise dai paramilitari colombiani per garantire gli interessi dell'azienda. Questa volta si è a El Prado, dove sorge la miniera di Calenturitas. La BBC in questo caso ricorda che la Corte colombiana “individuò nella volontà della PRODECO di espandere le attività di estrazione di carbone il movente per cui fu compiuto quel massacro”, come ricorda sempre Greenpeace.

Quel carbone, prodotto da queste "rispettabilissime" aziende (che finanziano i gruppi paramilitari e si servono di questi per ammazzare chi gli crea problemi, a partire dai lavoratori e sindacalisti) sono tra i fornitori di quelle imprese che, in Italia, ad esempio, devastano l'ambiente ed ammazzano la popolazione con le emissioni delle loro centrali a carbone. Alcuni esempi: ENEL e TIRRENO POWER... Si, quella TIRRENO POWER di Vado Ligure che i lavoratori e sindacati difendono nonostante i morti ed i malati prodotti con i gruppi a carbone dell'azienda!


[Dalla documentazione fornita direttamente da TIRRENO POWER in sede di richiesta AIA] 


P.S.
Ci sono lavoratori e sindacalisti che vengono ammazzati per garantire devastazione ambientale, profitto e produzione dei fornitori di carbone della TIRRENO POWER come la DRUMMOND... ed lavoratorati e sindacalisti che invece difendo la TIRRENO POWER e la sua sete di profitto alla faccia di ambiente, salute e vita delle persone (leggi qui il Decreto di Sequestro dei Gruppi a Carbone del GIP di Savona). I primi sono in Colombia, i secondi, indegni, sono tutti italiani, specificatamente liguri!

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