Comune di Genova: 26.900 euro per l'albergo al boss

Scritto da Ufficio di Presidenza

Roberta Papi, l'assessore che mente sul boss CaciE' confermato: il Comune di Genova ha speso 26.900 euro per dare ospitalità in albergo al boss di Cosa Nostra, Rosario Caci. Questo senza conteggiare poi il "costo" dell'assegnazione della casa popolare allo stesso. L'assessore Papi rispondendo ad un interrogazione del consigliere Bernabò Brea afferma che il Comune non sapeva chi fosse Caci. Peccato che l'assessore Papi menta!

Rosario Caci aveva occupato per anni i beni confiscati allo stesso (nel novembre 2005!) in quanto appartenente all'emanazione di Cosa Nostra, clan di Piddu Madonia. Dopo le denunce pubbliche e quelle presso l'Autorità Giudiziaria dalla Casa della Legalità si procedette allo sgombero del Caci e signora dall'appartamento confiscatogli e rioccupato...

Non solo della questione parlarono i media, ma allo sgombero, rinviato perché il Comune si presentò in ritardo permettendo al Caci di impugnare l'ordinanza di sgombero, vi erano i funzionari del Comune. Furono coinvolti sia quelli del Patrimonio sia quelli dei Servizi Sociali. Quindi sapevano chi era Caci... eccome se lo sapevano!
Ma non vi sono solo i 26.900 euro, infatti il Comune al Caci ha rilasciato anche licenza per un attività commerciale (chiusa dopo l'arresto del boss con signora) in Via Canneto il Lungo.
Ed il Comune di Genova non poteva non sapere nemmeno che i beni erano stati rioccupati dal Caci e nemmeno quello che combinava in vico delle Mele, visto che in quello stesso palazzo, al civico 4, vi risiedono ben due agenti della Polizia Municipale proprio del nucleo centro storico, uno dei quali anche amministratore condominiale di quel palazzo. E si sapeva di Caci anche perché a seguito dello sgombero dell'appartamento confiscatogli (nel novembre 2005!) e da questi occupato, lo stesso minacciò gli operai impegnati nella sistemazione dell'appartamento, tanto che il Prefetto di Genova, Anna Maria Cancellieri, senza titubanze dispose una scorta per gli operai impegnati nei lavori all'interno 1 del civico 4 di vico delle Mele.
Ora Caci, signora e cumbricola sono in carcere, arrestati su iniziativa della DDA; Caci e signora hanno già chiesto il rito abbreviato, dopo, naturalmente, essersi definiti dei "benefattori" (sic!). E dopo l'arresto il Comune - che sapeva - ha fatto finta di cadere delle nuvole... così come Dalla Chiesa che era stato informato mesi e mesi prima di quando lui dichiarò di aver "scoperto" il caso (che comunque non fu risolto, visto che dal pagamento dell'albergo il Comune è passato ad assegnare direttamente una casa popolare al Caci).
Il Comune su questa vicenda continua quindi a mentire, mentre i beni confiscati di vico delle Mele continuano ad essere chiusi, usati a mo di spot dell'occasione dal Comune e da Libera... Si aprono e si chiudono nel raggio di un giorno all'anno, in attesa che il bando "su misura" vada a buon fine (sic), quando invece con la rete del territorio, a partire dagli abitanti della zona, quei beni potevano già essere utilizzati a fini sociali (sempre che il Comune di Genova, oltre ai 26.900 euro spesi per l'albergo di Caci avesse trovato qualche migliaio di euro per mettere a norma!).

PS 1
Nell'ordine sui beni confiscati di Vico delle Mele e del Caci hanno mentito Morettini (ex assessore al Centro Storico), Marta Vincenzi (sindaco), Bruno Pastorino (assessore al Patrimonio), Nando Dalla Chiesa (consulente), Francesco Scidone (assessore alla Città Sicura), Roberta Papi (assessore ai Servizi Sociali). Se poi vogliamo fare la lista dei responsabili di omissioni non possiamo dimenticarci: Giuseppe Romano, ex Prefetto; Pasquale Gioffrè, ex braccio destro del Prefetto Romano, i responsabili dell'Agenzia del Demanio di Genova, la vecchia Giunta Pericu e Salvatore Presenti, l'ex Questore.

PS 2
Intanto il Comune di Genova che spende 26.900 euro per il boss di Cosa Nostra (senza contare che non ha ancora chiarito quanto, ad esempio, versa come "sostegno" all'altro boss Vincenzo Fiumanò), nega i contributi per sostegno agli affidi dei minori. Infatti nonostante le pratiche degli affidamenti siano regolari ed a norma, il Comune di Genova non versa alcun euro, eppure arebbe l'obbligo di legge di farlo. Prima o poi dovranno rendere conto anche di questo, o no?

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