Inchiesta ANAS e le imprese catanesi tanto attive (e pagate) nel Porto di Genova

Scritto da Uff. Pres. - Ninin

Come Casa della Legalità lo si denunciava nell'agosto 2014 (vedi qui l'articolo dove se ne parlava). Bazzecole avranno detto in molti. L'unica cosa che si era vista era una denuncia per smaltimento illecito di rifiuti a Calata Bettolo. Oggi i nomi di quelle imprese sono al centro dell'inchiesta della Finanza e Procura di Roma con epicentro in ANAS.

Tra le accuse che il Gip di Roma sottolinea nell'Ordinanza di Custodia Cautelare per l'inchiesta della Guardia di Finanza sull'ANAS vi sono quelle che coinvolgono, insieme ad alti funzionari della società pubblica e l'ex Sottosegretario Luigi Meduri, tali Concetto Albino Bosco Lo Giudice e Domenico Costanzo. Due nomi, questi ultimi, che rappresentano alcune delle imprese impegnate (e chiacchierate) nei Lavori Pubblici: la Tecnis Spa e la Cogip Infrastrutture Spa. Indagati per corruzione e non solo...


Al centro delle contestazioni che la Procura di Roma gli ha mosso ed il Gip ha confermato, oltre alle più tradizionali “mazzette” consegnate a domicilio per veder agevolate da ANAS le proprie imprese, quello che viene messo sul banco degli imputati è il modus operandi delle imprese che si sviluppa attraverso gli “Accordi Bonari”.

In poche parole, il Gip, richiamando la dettagliata ricostruzione dei Finanziari, spiega: prima vengono presentate offerte con ribassi altissimi per aggiudicarsi le gare spazzando via la concorrenza, poi con gli “accordi bonari” si procede con il far lievitare il costo dell'opera così da incassare più del dovuto, annullando di fatto il “ribasso” proposto che gli aveva garantito l'aggiudicazione dell'appalto.
Un “sistema” dilagante, ricorda il Gip, come denunciato sia dall'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, sia anche e soprattutto dall'Autorità Anticorruzione.

Se fin qui è quanto documenta il Gip sull'inchiesta romana (leggi qui l'Ordinanza di Custodia Cautelare integrale), ma cosa è successo, nel silenzio generale (tipicamente nordico), nel Porto di Genova?

Le imprese in questione da alcuni anni fanno il pieno dei grandi appalti dell'Autorità Portuale genovese, attualmente retta da quel Luigi Merlo già assessore regionale alle Infrastrutture della Giunta Burlando (assessorato che ha poi lasciato in “eredità” alla moglie Raffaella Paita), pregato di restare al suo posto dal neo Presidente della Regione, Giovanni Toti di Forza Italia.

tecnis spa logoIl primo grande appalto sotto la Lanterna, della cordata catanese, è stato quello per il “completamento pontile Genova Sestri Fincantieri”. Affidato, con procedura ristretta in data 21 settembre 2009, all'Associazione Temporanea di Imprese Tecnis, Cogip e Silmar per un importo di 7.123.205,67 € (visto il ribasso offerto del 33,49%). I lavori dovevano essere conclusi il 5 novembre 2010 ma sono stati terminati con 8 mesi di ritardo, e con un “lieve” lievitamento di costi: nell'ultimo “Stato di Avanzamento” documentato si indica la spesa di 12.011.308,57 €. Il responsabile del Procedimento, per l'Autorità Portuale era Andrea Pieracci.
Vi sono i lavori a Ponte Parodi.

Quelli conclusi nel febbraio 2012 (ovvero con otto mesi di ritardo rispetto al termine prefissato) per “il trasferimento società rimorchiatori riuniti” assegnati, con procedura negoziata senza pubblicazione di bando all'unica partecipante (!), il 4 febbraio 2011 per 671.092,12 €, all'Associazione Temporanea di Imprese Tecnis Spa, Cogip Spa e Si.Gen.Co. Srl.

Poi vi sono quelli per il “trasferimento provvisorio prefabbricato ad uso spogliatoi e uffici opere complementari”, affidati – ancora una volta - con procedura negoziata senza pubblicazione di bando all'unica partecipante (!), il 19 dicembre 2012 per 574.921,00 €, alla medesima Associazione Temporanea di Imprese Tecnis, Cogip, Si.Gen.Co. con l'aggiunta della Silmar. In entrambi i casi il Responsabile del Procedimento, per l'Autorità Portuale era Andrea Pieracci.

Ed ancora quelli per “lavori di nuovo banchinamento Ponte Parodi e demolizione del pontile Santa Limbania”, affidati sempre all'Associazione di imprese Tecnis, Cogip e Silmar. Importo netto lavori contrattuale fissato in 6.863.788,41 euro (con oneri per la sicurezza pari a 237.849,46 euro). Responsabile Procedimento e Responsabile Lavori ancora l'Andrea Pieracci.

Vi quindi quelli della maxi operazione di Calata Bettolo.

L'appalto, con Responsabile Procedimento e Responsabile Lavori sempre l'Andrea Pieracci, è stato affidato sia per la progettazione esecutiva sia per l'esecuzione dei lavori alla cordata catanese di Tecnis, Si.Gen.Co con la romana Boskalis Italia.

Importo netto contrattuale 141.635.668,01 euro (di cui 10.712.620,19 per oneri per la sicurezza e 1.982.521,41 per la progettazione esecutiva). Ma visto che erano pochi, il 14 agosto 2014, si è appreso che è stato raggiunto un “Accordo Bonario” tra l'Autorità Portuale di Genova e le imprese aggiudicatarie dell'appalto che ha stabilito un extra di 47,5 milioni di euro come aggiunta ai 141.635.668,01 di aggiudicazione. Motivazione?

Una mareggiata del 30 ottobre 2008 quando non era ancora stato approvato il Progetto Esecutivo dell'opera (è stato approvato il 5 giugno 2009!!!) e la necessità di effettuare maggiori dragaggi e opere diverse da quelle previste. Ovviamente non è nota alcuna Variante al progetto in corso d'opera e quindi come possano essere riconosciuti compensi per opere fuori progetto (e quindi non approvate ed autorizzate) resta un vero e proprio mistero, come ha indicato la Casa della Legalità in un dettagliato e documentato esposto alle competenti autorità.

Questo è il quadretto relativo ai catanesi, terra dei Cavalieri dell'Apocalisse (come li ribattezzò Pippo Fava), tra l'inchiesta romana ed il business nel Porto del capoluogo ligure. Tralasciamo qui, per non annoiarvi, altre curiosità, come la partecipazione dei titolari delle suddette imprese, con altri responsabili di colossi dei Lavori Pubblici ad un bel incontro con l'allora ministro Lupi ed i funzionari del Ministero e di Anas che è stato documentato dal Ros di Firenze, oppure i rapporti, tracciati in diverse inchieste giudiziarie, delle suddette imprese catanesi con quel contesto organizzato denominato Cosa Nostra. Ci torneremo, magari dopo un cenno di commento sull'argomento dell'Autorità Portuale di Genova.

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