Il Porto è piegato dalla corruzione e la Compagnia Unica attacca chi ne parla!

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion
porto di genovaIl Porto e gli appalti a Genova sono nell’occhio del ciclone perché quanti, come Novi, li ha gestiti, lo ha fatto violando pesantemente le regole e quindi commettendo reati. Fatti documentati nell’articolata Ordinanza emessa a carico del (ex) Presidente dell’Autorità Portuale, dal Gip del Tribunale di Genova... Un intreccio di responsabilità pesanti di Novi, come di Sergio Maria Carbone, Aldo Grimaldi, Alessandro Carena, Aldo Spinelli ed altri per arrivare alla Compagnia Unica del console Paride Batini. Entrano nell’inchiesta anche le società di Gianfranco Molisani, con la SER.TE.CO srl, e quelle della famiglia Mamone, con la ECO-GE srl e collegate. Un intreccio di società, di consorzi e di appalti pilotati emerge dall’inchiesta. Non sono ancora chiari, pubblicamente, i coinvolgimenti dei politici locali, ma è un fatto che questa “banda” godeva e gode di ottimi rapporti con esponenti di primo piano della classe dirigente di questa città, dall’Amministrazione Comunale sino al vertice della Regione, dove siede Claudio Burlando.
Davanti a tutto questo la classe politica locale, da destra a sinistra, sostiene che non ci sia nulla e sia solo una bolla di sapone. Tutti a priori, e senza leggere le carte, sentenziano che Novi è un galantuomo, da Scajola a Margini, passando per tutti gli altri, il ritornello è lo stesso di sempre: ma cosa vogliono questi magistrati?. Le carte (e i fatti) però chiariscono chi è colpevole di spergiuro!
Chissà cosa si dicevano questi personaggi, ad esempio, con Claudio Burlando. Quale ruolo ha giocato l’ex ministro dei Trasporti, vicinissimo a due protagonisti dell’economia portuale quali Spinelli ed il Lazzarini tanto da usare casa e macchina di quest’ultimo? Visto il suo interessamento agli interessi che ruotano attorno a Porto, Erzelli e Acciaierie, sarebbe davvero bello sapere cosa si dicevano al telefono questi "galantuomini". Vedremo nei prossimi giorni…
Intanto è curioso (e vergognoso) il fatto che il Console Batini, altra figura vicinissima al Burlando, mobiliti l’Impresa Compagnia Unica (quella che una volta, tanto tempo fa, era degli “storici” camalli), tanto foraggiata da Novi, per volantinare in città una serie di panzanate. Nel volantino, si afferma che il problema non è la corruzione dilagante ed il condizionamento della cosa pubblica a favore di alcuni privati, bensì è “la campagna denigratoria che il direttore del Secolo XIX, dott. Vaccari, conduce contro il porto di Genova” per poi concludere con: “Vaccai, il Porto non è un tuo giocattolo, ma un bene comune della città e del Paese”. Peccato che quelli che se lo stanno mangiando siano proprio quelli che gli passavano i soldini a loro!
Ma, il rovesciamento della realtà a questo punto è completo, è promosso dal Consiglio di Amministrazione della Compagnia Unica!!! Peccato che la Compagnia Unica sia parte in causa (e non è un gioco di parole!) nel procedimento della Procura, mentre il Secolo XIX ha avuto, con questo Direttore e con i suoi giornalisti ed inviati, sempre saldo il principio di informare i cittadini dei fatti, dei documenti ufficiali e non delle veline o dei richiami da “confratelli” di altre testate. Certo sappiamo che il Ministro Visco non ama il Secolo XIX e dopo le ultime inchieste sulla Sanità piegata da massoneria e partiti, non questo non può essere certamente amato da una ciurma di faccendieri, che, tra l’altro, ha dimenticato in questi anni di tutelare i propri lavoratori del Porto che continuano a cadere sui moli e nei terminal gestiti dalle società che poi sovvenzionano e foraggiano candidati e partiti che contano in questa città.
Noi ringraziamo il Secolo XIX per il lavoro di corretta informazione che sta portando avanti, unica testata in Italia, che ha il coraggio di pubblicare documenti ufficiali e che non si piega alle pressioni di quanti vorrebbero condizionarlo. Nei prossimi giorni anche noi faremo un volantinaggio per informare su cosa sta accadendo e per ringraziare i magistrati che stanno portando avanti l’inchiesta, dimostrando che ci sono -anche se ad alcuni non piacciono - magistrati che non rinunciano a quell’indipendenza ed autonomia che la Costituzione gli riconosce.
A breve sul sito nuove informazioni sull’inchiesta della Procura e sui “protagonisti”.
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