Un morto ammazzato a Begato, regna l'omertà

Scritto da Ufficio di Presidenza
Quanto accaduto a Begato ieri notte conferma la necessità di contrastare e sconfiggere quella cultura mafiosa che purtroppo si è radicata fortemente nella nostra terra e che ha permesso infiltrazioni pesanti della criminalità organizzata...
L'omertà che avvolge episodi cruenti è la conseguenza di questa cultura e del fatto che le Istituzioni hanno negato (e continuano a negare) il problema, facendo sì che i cittadini che potrebbero ( o vorrebbero ) denunciare e testimoniare si sentano, a priori, isolati (e quindi facilmente colpibili).

Non è la prima volta, la lista sarebbe troppo lunga e passa, principalmente, dal territorio del Centro Storico alla Valpolcevera, come al Ponente.
Lo scorso anno un madre ci contattò per quanto accaduto, con epilogo meno tragico, a Prà. Sapeva cosa vi fosse dietro all'agguato a suo figlio, fatti e nomi. Ma ha preferito tacere. Così è per la rete di estorsioni che impongono il "pizzo" o per il controllo del territorio di ampia parte della città vecchia. E' infatti l'omertà che permette, ancora ad esempio, di perpetuare la "tratta" e lo sfruttamento della prostituzione e del lavoro nero dei clandestini, come anche il mantenimento di una rete capillare di traffico, smistamento e spaccio di sostanze stupefacenti.

E' quindi la cultura da rovesciare, non l'abbattere o meno una Diga. I fondi pubblici vanno investiti prima di tutto per far crescere la consapevolezza nei cittadini che si può denunciare, che si deve testimoniare perché è possibile estirpare quei fenomeni (e uomini o organizzazioni) criminali. Occorre far sentire che le comunità dei quartieri e rioni di "confine" non sono sole. Interventi eclatanti non servono, anzi rischiano di alimentare soltanto la sensazione che "nonostante tutto" nulla, nella vita di quel territorio e nelle dinamiche sociali, cambia.

Lo scorso anno a Genova nessuno parlava di omicidio di mafia in riferimento all'uccisione di Alessi, eppure quello era un "omicidio di mafia" come evidenziato dalla Relazione della Direzione Investigativa Antimafia. Non nascondiamoci dietro al "futile motivo", ciò serve solo ad archiviare il tragico fatto con rapidità. Non dimentichiamo che proprio un esponente di una famiglia storicamente indicata come legata a Cosa Nostra, quella dei Maurici, alcuni anni fa a Rivarolo uccise a calci e pugni un uomo, "colpevole" di averlo scontrato mentre giocava a flipper!
Assumiamo quindi un dato inconfutabile: la cultura mafiosa è quella che nega il valore della vita ed è la stessa che, con omertà, silenzi e paura, alimenta la propria forza intimidatrice.

Significativo quindi e grave è l'atteggiamento omertoso, sui fatti di ieri notte a Begato, di quanti presenti al Circolo Arci di Piazza Vittime di Bologna sono rimasti in silenzio senza fornire testimonianza di quanto accaduto. In molti hanno visto e sentito, ma tutti in silenzio, con la testa china alla prepotenza e violenza.

Lanciamo quindi un invito: chi ha visto collabori con gli inquirenti. Solo la collaborazione dei cittadini può permettere all'Autorità Giudiziaria di colpire i responsabili. Si comprenda che il tacere aiuta soltanto a perpetuare prepotenza e crimine. E si comprenda che la prepotenza criminale può colpire chiunque, anche chi non se lo aspetta. Nella nostra realtà i rapporti investigativi disegnano un quadro chiaro, ma se manca la volontà della comunità di colpire l'illegalità diviene difficile, se non impossibile, procedere sul piano giudiziario e repressivo.

Alcuni giorni fa la notizia della ribellione allo "spaccio" proprio a Begato, ora questo episodio drammatico. Occorre capire che ognuno deve fare la propria parte e non si faccia prevalere il silenzio e l'omertà, perchè quanti le faranno prevalere saranno moralmente complici di quanto accaduto. Serve infatti non lasciare al solo aspetto giudiziario e repressivo la condanna dei colpevoli, bensì è indispensabile un cambio di cultura della comunità (e delle Istituzioni), che solo può radicalmente modificare la vita di quel territorio.


L'Ufficio di Presidenza

C.Abbondanza, S.Castiglion, E.D'Agostino

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