Grillo fa paura... chi lo insulta e chi lo usa per "commercializzare"

Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion

Beppe Grillo, con il movimento dei Meetup e le liste civiche nate nei mesi scorsi, rappresenta l'ultima speranza di questo nostro disgraziato Paese. Nei giorni scorsi lo abbiamo detto: stanno cercando di fermare questo movimento, con ogni mezzo...


Si può non concordare su tutto, si possono trovare tutti i limiti di un movimento per la sua larga parte senza "passate" esperienze di impegno civile... Ma un punto resta: è solo l'inizio. Quello che sta portando avanti Beppe Grillo non è "antipolitica", ma è un azione più che mai "politica". Si fonda sulla promozione della coscienza civile, della partecipazione, attraverso un azione di informazione corretta che permetta a ciascun cittadino di comprendere e ragionare per poter, quindi, agire per il cambiamento. Si tratta molto semplicemente di promuovere la "pedagogia degli oppressi", combattere l'indifferenza, far sì che le persone "non credano" ma "ragionino" e si mettano in rete, si incontrino e collaborino. Questa è "politica" autentica, cosa radicalmente diversa da quella dei "partiti" o dall'idea (folle) che vorrebbe che Grillo costruisse un "suo" partito, dando lui l'identità e la "linea". Ma di questo avevamo già parlato.

Grillo e questo movimento fanno quindi paura perché sono le basi del possibile cambiamento e quindi tutti i mezzi sono usati per fermarlo dal "sistema".
Gli insulti, come quelli de "Il Giornale" di oggi, con cui si cercano scheletri dove non ci sono; insulti puri che non sono degni della minima considerazione.
Le illazioni, come quelle di "Panorama", che parlano dei guadagni di Beppe Grillo come se fosse un crimine guadagnare attraverso il proprio lavoro (gli spettacoli).
Peccato che Beppe Grillo quel che guadagna lo denuncia regolarmente e paga le tasse. Ma niente: guadagna tanto e quindi si cerca di "screditarlo" per questo, come se fosse uno dei tanti politici che prendono tangenti, che usano il finanziamento pubblico dei partiti per comprarsi le case o quant'altro di gradimento proprio e familiare.
Beppe Grillo, dal suo blog, avesse detto chiaramente che lui, chiedendo che nessun condannato venisse candidato ed eletto in Parlamento, non si sarebbe mai candidato avendo avuto una condanna. Ecco che, allora, capiamo che la forza di Beppe Grillo è la "credibilità" di essere uno dei tanti che vuole dire quello che pensa e che vuole contribuire a cambiare questo Paese. Ed allora si comprende perché si fa di tutto, si mistifica tutto, per cercare di screditarlo: la coerenza e correttezza in questo Paese sono da appestati!

Ma attenzione, questo non è l'unico mezzo che viene usato per fermare Grillo ed il movimento che attorno a lui si è creato. Ve ne è uno più subdolo, più pericoloso, rispetto a questo attuato dai "marchettari" iscritti all'Ordine dei Giornalisti (e che screditano l'intera categoria e la credibilità dei Giornalisti veri). Questo strumento è quello del vecchio "entrismo". Entrare in questo movimento, nei meetup, per "lavorare" alla disgregazione da dentro. E' questo quello che fanno i partiti.

A Genova il caso è stato eclatante, ma purtroppo come dimostrano le e-mail che ci stanno giungendo, non è il sola. Qui i politici, gli amministratori pubblici ed eletti, sono entrati, hanno manipolato lo "strumento" e lo stanno usando. Sì, quelli che dovrebbero essere i "controllati" dai meetup sono al tempo stesso il "meetup", cioè i "controllori" di se stessi. Certo, in mezzo, si piazza qualche d'uno che con il partito non c'entra, lo si mette a fare lo specchietto per le allodole, mentre si manovra da dietro le quinte (ma non troppo, sic!). E così il movimento viene "normalizzato", la partitocrazia può cercare di risucchiare tutta la linfa che può. Se poi, questo non gli riesce, il risultato lo raggiungeranno comunque: il movimento, con spaccature e scelte discutibili, viene screditato, quanti si avvicinano vengono allontanati (se non pilotabili) e l'oligarchia può continuare a dormire sonni tranquilli. Il detonatore del cambiamento è disinnescato!

Questo è il vero pericolo. Questi sono gli anticorpi della politica contro il virus di Beppe Grillo. Screditare il movimento dall'interno. Far sì che quando qualcuno si avvicina veda che tanto non c'è niente da fare perché... "sono anche qui".

Non è un caso quanto accaduto a Genova. Da un lato il Meetup degli Amici di Beppe Grillo "Il Grillo di Genova" (Genova 2 e Genova 3), quello dei non allineati, che costruisce percorsi, iniziative e cerca di collaborare con tutti ma trova nell'altro Meetup Genova 1 chiusure totali (come dimostrano molte discussioni on-line, alcune censurate ma salvate!). Dall'altro il Meetup degli Amici di Beppe Grillo Genova 1, appunto, che non ritiene impropria e incompatibile la presenza nel suo gruppo operativo di dirigenti partitici, eletti e amministratori pubblici, chiudendo ogni possibile collaborazione con gli altri meetup e non partecipando mai a nessuna delle iniziative promosse dagli "altri".

Ma vi è di più. Il Grillo di Genova e la Casa della Legalità hanno fatto una conferenza stampa di presentazione del V2 DAY, il 19 aprile. In questa, come testimonia anche il video del servizio del TG3 Liguria, si è parlato della manifestazione. Non si è attaccato nessuno.
Altri, il Meetup 1 con la loro associazione, hanno fatto una conferenza stampa, ieri mattina, dove non hanno fatto altro che attaccare Il Grillo di Genova ed il V2 DAY di Piazza della Vittoria. Un attacco continuo. (a cui abbiamo risposto ieri pomeriggio!) Non solo: loro hanno annunciato una cosa "orripilante", per di più fatta come "associazione". Hanno annunciato e scritto che loro faranno "commercializzazione" di magliette, spille e gadget con il faccione di Beppe Grillo! "Commercializzazione"????? Vendere la faccia di Beppe Grillo?????? Il V-DAY non è un'iniziativa commerciale. Le associazioni non devono (e non possono!) svolgere attività commerciali. L'autofinanziamento è cosa diversa dal "commercio"!!!! (se si è autenticamente Amici di Beppe Grillo, queste cose le si dovrebbe sapere... i meetup non sono un business!). Invece non si è detta una cosa molto semplice, svelata poi da un "sms" nel pomeriggio: in Piazzale Kennedy c'è il Partito Italia dei Valori!

Poi, le cose sono chiare, per chi vuole capirle. Il 12 aprile in via definitiva è stata autorizzata dalla Questura la manifestazione di Piazza della Vittoria. E' stata quindi annunciato dal meetup de Il Grillo di Genova questo appuntamento. In risposta sono iniziate a circolare voci che parlavano di Piazzale Kennedy, sono comparsi i primi volantini e le locandine anche di questo appuntamento ma la richiesta alla Questura è stata fatta solo il 21 aprile!!! Intanto qualcuno dall'interno cercava di far bloccare Piazza della Vittoria (cosa che non è riuscita!) per questioni "amministrative" mentre si promuoveva una mobilitazione in Piazzale Kennedy ( e partivano telefonate annuncianti l'annullamento di Piazza della Vittoria ), prima che venisse autorizzata dalla Questura. Ma anche di questo abbiamo già parlato .

E' triste ma è la realtà. Bisogna saperlo e andare avanti. Se ci si ferma loro, gli "avvoltoi", vincono comunque, perché riconsegnerebbero al disimpegno quanti ci avevano creduto. Infatti loro si nutrono delle speranza, la usano e quando questo gli viene impedito, allora la distruggono, così che restino solo loro sul campo.

Beppe Grillo e questo movimento devono andare avanti. Il V2 DAY si farà e sarà una grande mobilitazione non contro i giornalisti, ma contro i marchettari e coloro che piegano l'informazione al potere politico e finanziario (di proprietà ed inserzionisti). Dall'altra parte, tutto secondo copione, cercare di screditare Beppe Grillo ed il movimento, da un lato, e, dall'altro, infiltrarsi, manipolare e spezzare il movimento, asservendo la speranza all'oligarchia.

Risultato imminente: oscurare i contenuti del V2 DAY, su cui noi, invece, vogliamo tornare riportando le parole del direttore de Il Secolo XIX, Lanfranco Vaccari, che sta dimostrando che ci può essere un quotidiano capace di inchieste scomode e di indipendenza.
"Beppe Grillo ha perfettamente ragione quando chiede l'azzeramento dei finanziamenti pubblici all'editoria. Non ha senso che i giornali d'opinione (soprattutto, ma non solo quelli) ricevano quattrini dei contribuenti. Se un partito o un movimento vogliono avere un organo di stampa, se lo paghino. Invece che sovvenzionare in vario modo i giornali d'informazione, lo Stato dovrebbe occuparsi di fornire servizi efficienti... Ha anche ragione Grillo, quando vuole l'abolizione dell'ordine professionale dei giornalisti, un retaggio corporativo senza riscontro in altri Paesi occidentali sviluppati, fuori dalla storia anche per la rivoluzione tecnologica che sta trasformando chiunque in soggetto-motore delle notizie, da semplice oggetto che era. Questo non significa però che un'informazione "più corretta e completa" diventerebbe automaticamente più accessibile..."

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